LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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AREZZO : 1 maggio con i lavoratori Eutelia


Giungeranno da tutta Italia per festeggiare il Primo maggio ad Arezzo.

Oggi sono arrivati in 5  con un camper.

Domani 30 aprile  si aggiungeranno altri 10 camper e un pullman.

Dopo aver festeggiato Natale , Capodanno, Carnevale e Pasqua nelle sedi Eutelia  di tutta Italia occupate dal 28 ottobre 2009 , hanno deciso di venire a  celebrare la Festa del Lavoro ad Arezzo.

Questo il programma sintetico dei 4 giorni di lotta per il posto di lavoro :

29 e 30 aprile: presidio davanti alle sedi Eutelia e all’Hotel Minerva  dove si tiene l’ assemblea dei soci.


1 maggio: festa dei lavoratori davanti alla sede di Eutelia .


2 maggio: testimonianza della lunga esperienza di lotta per il proprio posto di lavoro e  per il pagamento degli stipendi al presidio per l’acqua pubblica (  in piazza san Jacopo ).

Non manchiamo a questo importante appuntamento , facciamo sentire la nostra solidarietà!

Franca


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Don Paolo Farinella: Berlusconi e l’infamia del credo ostentato ed infangato

Berlusconi è un uomo pubblico che ha “ostentato” la sua cattolicità che denigra e viola e infanga sempre pubblicamente giorno dopo giorno. Come uomo pubblico malato è andato al funerale, ma il protagonista era lui con le tv sempre pronte a riprenderlo. Il morto era superfluo.

Un uomo notoriamente immorale, divorziato e che dichiara: “Don Verzè mi assolve senza nemmeno conoscere i miei peccati” è totalmente fuori di quelle norme che cardinali e papi si ostinano a predicare e ad imporre ai comuni mortali. Vi sono preti che per molto meno negano assoluzione e comunione e in un caso come questo, i custodi dei “principi non negoziabili” dovevano insorgere di fronte a questo gesto osceno, sacrilego di uno che prende le perle e le butta ai porci, con tutto il rispetto per i Sigg. Porci.

Se la Gerarchia non lo fa, perde la faccia e la credibilità e io ho il diritto di dire ai divorziati: fate la comunione come e quando credete in coscienza.

Don Paolo Farinella va giù duro contro il cavaliere finto ossequioso ma colpisce anche questa chiesa piccola e meschina che insegue due leghisti neo -presidenti di regione per stringer loro la mano e ringraziarli per quelle battute inutili sulla indisponibilità a permettere il rifornimento della pillola RU486.

Battute inutili ed illusorie ed infatti  rimangiate il giorno dopo.

La pillola in questione è un modo per affrontare l’aborto senza soffrire troppo, il che per costoro è grave: la donna deve soffrire, non sia mai che possa accadere che non soffra.

Una chiesa piccola e meschina rinchiusa in se stessa a guardarsi e rimirarsi l’ombelico pedofilo nascondendo la vergogna finchè possibile.

Una piccola chiesa di piccoli uomini che si affannano a rispecchiare il livore egoistico imperante, invece di farsi carico dell’esempio solidale.

Una chiesa piccola e meschina che non ha nulla da dire sugli episodi assurdi di razzismo contro i bambini, ma corre a strepitare ed ad acclamare i potenti, concedendo loro privilegi ed appoggi elettorali smaccati ed esibiti  come non mai: per qualcosa di simile  forse occorre tornare alle prime elezioni del dopoguerra, che videro lo scontro di civilità contro il Fronte Popolare staliniano.

Continua in questo sito dove si può anche leggere la lettera scritta a Bagnasco e Bertone.

Silenzio assordante della chiesa anche sulla questione delle mensa scolastiche, le quali , in  molti comuni (in tutta Italia e a tutte le latitudini) sono in difficoltà a causa delle famiglie morose che sono in arretrato di parecchie mensilità delle rette per i loro bambini: si parla di crediti da recuperare che si aggirano su cifre di svariati milioni di euro.

Per combattere questo malcostume (causato nella maggior parte dei casi sicuramente da questioni di vere difficoltà economiche) alcuni comuni hanno deciso di utilizzare le maniere forti, prendendo provvedimenti impopolari e intollerabili come i casi di Adro e Montecchio.

Altri invece studiano sistemi meno drastici: dalle ganasce per requisire le auto all’emissione di ticket prepagati da acquistare all’atto dell’iscrizione a scuola.

Io una ricetta l’avrei: un bel condono servito su un piatto d’argento, in cui si permette di saldare tutti i debiti pregressi pagando solo il 5% della somma accumulata. Assomiglia tanto allo scudo fiscale, è vero: devono essere infatti sempre e solo i potenti a mangiarci sopra?

Rosellina970


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La pantomima Berlusconi – Fini ed il 25 aprile liberato dalla presenza della Polverini

Questo post nasce dalla voglia di rispondere a recenti provocazioni del capopellirossa  che scrive su questo blog.

La maggior parte del significato evocativo ed emotivo di quanto successo all’ Auditorium di Roma è fissato dai gesti , dalla mimica. Mi riferisco ai tantissimi gesti che accompagnavano i discorsi dei due litiganti, ed in particolare ai gesti senza voce, alla mimica facciale , al ditino posto sotto il naso del capo, alla mano che oscilla nel significato di “vuoi cacciarci?”: una specie di lesa maestà corporale, in effetti senza precedenti da quelle strane parti.

Detto ciò per quanto mi riguarda potremmo finire qui.

Mi spiego.

Non mi frega nulla di Fini e la sua lotta per il potere: trovo che le mosse di questi giorni possano interessare solo ad una sinistra modesta, subalterna ed inciuciosa. Una sinistra  pronta a rivendersi l’anima ormai persa da tempo in cambio di un eventuale, molto improbabile, governicchio tecnico che ci riporterebbe a riprendere schiaffi alle prossime elezioni.

Che l’ex fascista si cuocia nel proprio brodo di coltura senza ricevere stampelle di salvataggio che non merita.

Se è vero lo scenario dipinto da Cavallo Pazzo,  neanche noi meritiamo di morire con a capo dell’opposizione Gianfranco Fini, di cui, quindi, non intendo parlare più.

E già perchè questo è ciò che accade se va in porto il vecchio trucco di berlusconi, quello di essere lui a rappresentare, inglobare, gestire il governo e l’ opposizione :  tutto fatto in casa, tutto dentro la destra.

Vi ricordate il presidente operaio, imprenditore, medico, infermiere, paziente, industriale e scenziato, fascista e partigiano ( nella foto ad Onna lo scorso anno per la prima volta partecipò alle commemorazioni del 25 aprile)?

Un po’ come le sue televisioni, che presentano, in un contesto di ignoranza e qualunquismo becero, un certo finto ecumenismo : molte punte  di destra insieme a poche reclamizzate punte di finta avanguardia o inchiesta sinistrese ( striscia la noitizia, le jene).

Si tratta in realtà di gente perfettamente in linea col falso ecumenismo del padrone, gente che ogni tanto porta avanti l’opposizione graziosa di sua maestà con  finte inchieste e pezzi giornalistici del tutto innocui e mai, neanche una volta,  su temi delicati e sensibili per il capo.

Gente, per capirci, che ridicolizza tutto il mondo politico tranne il capo , al massimo travestendolo con un mantello nero e “colpendolo” con battute complici e bonarie.

Inchieste invece che quando si dedicano all’opposizione mettono talvolta profondamente in ridicolo le posizioni politiche e spesso la stessa persona fisica : immaginabile il messaggio subliminale e chi ne esca veramente con le ossa rotte…

Tenuto conto che il rapporto politico che tiene in piedi la destra è di tipo personale – carismatico tra S.B. e popolo delle libertà, ecco che si capisce perfettamente il ruolo avuto dalle sue televisioni nel costruire quel tipo di carisma.

E siccome non si può negare che S.B.  sia un libro aperto e  palesi sempre le proprie intenzioni, io dico di starne fuori.

Perchè,  vera o falsa che sia la tensione politica attuale nel centrodestra ( propendo per l’ipotesi che sia vera, ma ciò non cambia il mio assunto), ritengo che alla lunga il giochino messo in atto abbia la regia di chi intende porre in essere l’operazione ecumenica ed omnicomprensiva di cui sopra.

Stiamo lontani da queste cose, abbiamo già molte rogne da grattarci per conto nostro e partecipando anche dall’esterno ad operazioni come queste ( mi riferisco a supposti accordicchi istituzionali e governi del presidente ) abbiamo solo da perderci :  non è un caso che in questi giorni taluni dalle parti del PD dalemiano sentano odore di fregatura e pertanto ci sia una certa eccitazione nel leader maximo che non vede l’ora di cimentarsi in una nuova valorosa sconfitta inciucista, qualcosa che evidenzi il suo immenso valore tattico e strategico, per intenderci quello già visto ai tempi della bicamerale…

Mi sembra strano che persone come cavallo pazzo che hanno sempre messo in guardia da certo dalemismo non sentono la puzza di fregatura che va in giro da qualche giorno…

DEVO CONFESSARE IL REATO DI INTERRUZIONE DI COMIZIO FASCISTA

Ieri , gran bella giornata semiestiva a Roma, sono stata a Porta San Paolo per la manifestazione del 25 aprile dietro lo striscione dell’ANPI dove conosco qualcuno dei partigiani ancora in vita.

La vista della Polverini è stata troppo anche per i più tranquilli signori con famiglie che erano tra gli astanti ed è stata subissata di fischi e di lanci di frutta marcia del vicino mercato di Ostiense.

Dopo qualche minuto in cui la contestazione veniva solo da un lato, la rabbia per la ipocrita presenza della nuova escort del boss di Arcore è infine esplosa con fragore e tutta la piazza ha espulso la neo presidene di Regione.

Ricordo per chi si sia fatta sfuggire la notizia che la Polverini di ieri è la stessa che solo qualche giorno fa ha salutato  i propri camerati col braccio teso ,  in occasione della  festa per la sua elezione.

Il fratello scemo e brutto del commisario Montalbano ha deciso di fare il cavaliere democratico con la petacci dei poveri ed ha abbondonato il palco per solidarietà contro i bruti e violenti astanti dei centri sociali.

Forse qualcuno rimarrà deluso ma i centri soclai erano si e no un decimo della piazza e posso assicurarvi che tutta la piazza ha fischiato e contestato impedendo alla Polverini di fare il suo cappeletto ipocrita.

E la rabbia dei rappresanti dell’ANPI per quanto accaduto ( così dicono tutti i giornali , anche l’Unità) era riferita alla presenza fascista e non alla contestazione.

Giusto per la cronaca.

Rosellina970


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Fratelli d’Italia

SE SI PARLA DI PATRIA E LIBERTA’

Se si parla di Patria e Libertà, non mi sento più di sinistra. Mi sento italiano.
Se si parla di Patria e Libertà, mi ricordo quando ero volontario in Friuli per il terremoto, con gli Alpini. Lì non contava l’essere del Nord o del Sud, né socialisti o democristiani, né comunisti o liberali, né repubblicani o socialdemocratici. Contava esserci. E non passava nemmeno per la testa di pensare che si stesse aiutando qualcuno che non parlava il nostro dialetto. Contava curare feriti, tirare su delle tende, allestire ospedali da campo, distribuire cibo e acqua e bevande calde, contava una parola di conforto, contava distribuire abiti usati e coperte a altri Italiani come noi.

Se si parla di Patria e Libertà, oggi non m’importa se il mio compagno di viaggio è Di Pietro o Fini, Bertinotti o Bersani o Casini. Non gli chiedo la carta d’identità. Basta che lottiamo dalla stessa parte.
Se si parla di Patria e Libertà, quello che conta è farsi sentire per la Patria, unita e coesa, contro le assurde divisioni di campanile; quello che conta è scongiurare una deriva balcanica per la nostra terra. Quello che conta è evitare che la parte più povera del Paese, per quanto abbia le sue colpe, sia abbandonata a sé stessa dall’egoismo di quella più ricca.

Se si parla di Patria e Libertà, io sto con la Costituzione. E se qualcuno, si chiamasse anche D’Alema, la vuole svendere al primo palazzinaro affarista che passa, per me è un traditore.
Se si parla di Patria e Libertà, io sto con la legalità. Quella vera, quella che applica lo spirito della Costituzione e non lo stravolge. Quella che pone al primo posto la Persona e i diritti umani.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che un faccendiere immanicato con la mafia, che non sa spiegare da dove ha preso i soldi, che ha evaso miliardi di tasse e se ne vanta, ha resuscitato il razzismo, controlla l’informazione, vuole occupare tutti i posti di comando e vuole riscrivere la Storia a suo uso e consumo, vuole svuotare la scuola pubblica, è un volgare delinquente e come tale a me non interessa affatto se è riuscito a farsi seguire da milioni di Italiani avendoli sedotti con la menzogna: uno c’era già riuscito ben prima di lui. E proprio il suo seguito elettorale lo rende ancor più pericoloso per la Democrazia.

Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che le foibe e Piazzale Loreto sono state delle atroci nefandezze. Ma che questo non cancella affatto che chii è stato appeso a Piazzale Loreto era un criminale e che i valori per i quali si batté erano sbagliati e inumani.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che per fortuna non abbiamo avuto il comunismo in Italia, ma che dobbiamo ringraziare anche i comunisti se abbiamo la democrazia.
Se si parla di Patria e Libertà, dico alto e forte che mettere sullo stesso piano fascisti e antifascisti è giusto solo sul piano umano (i morti si rispettano), ma che i primi avevano torto e i secondi ragione.
E che verso i secondi dobbiamo sentirci in debito, mentre verso i primi possiamo solo perdonare.


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Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto…

Questa che segue è un testo  che gira in rete,  un sunto liberamente estrapolato dalla Pagina di Diario ( Roma 1 Maggio 1948 ),  pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LI. e che ho ripreso da 5Magazine.

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un pò ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.
Il testo si riferisce a benito mussolini, gli italiani di cui parla la scrittrice sono invece gli stessi…
Rosellina970


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25 Aprile: liberi da chi?


Sul sito della Provincia di Salerno a questo indirizzo è apparso un manifesto in merito al 25 Aprile, giorno in cui l’Italia nel 1945, risvegliava la sua coscienza nazionale e civile impegnandosi nella riscossa contro gli invasori e più in generale, contro il ventennio di dominio da parte della dittatura fascista. Ciò che colpisce nel leggerlo è questa frase nel particolare: “L’intervento dell’America nella nostra terra ha sancito un’alleanza che ha garantito un lungo periodo di pace e di progresso economico e sociale, senza precedenti e ha salvato l’Italia, come l’Europa, dalla dittatura comunista“. Non me ne voglia il Presidente Cirielli ma non si può fare a meno di notare un errore storico, o quantomeno chiaro in questa frase.

L’errore è in primo luogo di omissione. Che la provincia di Salerno stia percorrendo un percorso storiografico parallelo a quello che i libri ci hanno scritto finora? Che in un documento sul 25 Aprile non venga citata una sola volta la parola fascismo è indubbiamente una scelta originale, sicuramente non tacciabile di retorica o banalità. Fosse vivo Almirante, rimpiangerebbe gli anni della giovinezza passata in clandestinità combattendo i partigiani, dato che i nemici non erano loro, i fascisti, ma una dittatura comunista abbattuta grazie agli Americani. Viene da pensare perchè, nella festa della liberazione nazionale, il loro pensiero vada all’esercito americano e non al comitato di liberazione nazionale. Ci verebbe da pensare, altrettanto, perchè il boom economico dell’Italia si spieghi semplicemente con l’alleanza americana, quando anche gli economisti d’oltremanica si sono interrogati a studiare il fenomeno del boom negli anni ‘60 (oserei dire l’unico momento storico brillante della nostra storia moderna). Rappresentare la giornata della liberazione, come una giornata che ci ha salvato dalla dittatura comunista vuol dire fare un torto ai 40 milioni di italiani che alla prime elezioni del *48 scelsero De Gasperi e non Togliatti, la DC e non il FDP, e impedirono loro stessi, dopo essere stati protagonisti della Liberazione, una deriva comunista del nostro Paese. Che dopo aver preso le distanze dal suo provvedimento di legge, l’ex Cirielli prenda le distanze anche da questo manifesto? Noi ce lo auguriamo..ex Tempora..

Nicola Sorrentino


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E’ questo è il nuovo nei partiti ??….. una barzelletta… che non fa nemmeno ridere

Provincia, in due passano dall’Idv al Pdl (da la Discussione)

Clamorosi cambi di casacca al Consiglio provinciale di Napoli. Dopo le elezioni regionali, si stanno registrando i primi inevitabili smottamenti all’interno soprattutto del centrosinistra rimasto al governo soltanto al Comune di Napoli. Secondo indiscrezioni raccolte dal “Velino”, due consiglieri provinciali eletti nella fila di Italia dei valori, Giovanni Palomba e Massimo Filoia sarebbero in procinto di passare nel Popolo della Libertà. Il primo, allontanatosi dai dipietristi già da alcune settimane e dichiaratosi indipendente prima appunto delle regionali, è dei due il più accreditato a compiere il passo nei prossimi giorni. Aumenterebbe, così, la pattuglia di esponenti Pdl in Consiglio: sono 14 per ora, ma Ermanno Schiano e Domenico De Siano sono stati eletti consiglieri regionali e quindi presto potrebbero lasciare l’assemblea di S.Maria La Nova. Rumours di nuovi ingressi, infine, riguardano l’Udc: se amplia il rispettivo gruppo di appartenenza potrebbe poi essere ulteriormente legittimato a chiedere un terzo assessore al presidente Cesaro in concomitanza con l’avvio della nuova giunta regionale targata Caldoro.
Il presidente Cesaro sta lavorando in questi giorni, inoltre, per il rimpasto di giunta, visto che deve sostituire i due assessori Muro e Malvano, dimessisi per candidarsi, entrambi con risultato negativo, al consiglio regionale.

E’ questo è il nuovo nei partiti ??….. una barzelletta… che non fa nemmeno ridere

Capisco che la nuova mission di Di Pietro è avvicinarsi responsabilmente al PD per dimostrare di saper mediare ed essere un partito di alternativa di governo

Capisco che per far ciò occorre finirla con la opposizione dura e pura e trovare una classe dirigente adeguata a questa nuova politica

Ma quando leggo le notizie come questa l’IDV mi sembra la fotocopia dell’UDC di vasa vasa Cuffaro.

Ma insomma caro Di Pietro cosa c’è sotto? Ricordati che molta gente appartenente  al popolo viola ti ha dato fiducia in una fase in cui sembravi un lontano parente di quello odierno; quello che ora non strepita più, non diventa più rosso in faccia un po’ incartandosi con le parole ma sempre chiaro netto preciso nei concetti.

ARIDATECE CHE C’AZZECCA tenetevi questo suo parente lontano…

Rosellina970