LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Perla, corriere della droga e le 48 telefonate ad Arcore

Nella foto qui al lato ecco Brunetta eccitato per aver potuto mettere in pratica la sua perversione preferita : legare la signorina Nadia Macrì ai tornelli di entrata di un ministero mentre lui le grida”fannullona!”. Non puo’ resistere alla scena e quindi prova subito l’orgasmo.

Qui a sinistra invece le due faccie e la doppia vita di Perla Genovesi.

Perla Genovesi è una 32enne di Parma attivista di F.I. ed assistente di Enrico Pianetta senatore PDL. A luglio è stata arrestata per traffico di cocaina gestita dal clan di Trapani di Paolo Messina, uno di quelli che secondo le procure tiene nascosto Matteo Messina Denaro.

Dopo l’arresto comincia a raccontare ai magistrati di Palermo feste e festini organizzati al sud ed al nord.

A sud un giro di “banchetti orgiastici” a base di sesso e droga, organizzati di Paolo Messina nelle ville di esponenti del PDL.

A nord festini a cui partecipava la sua amica Nadia Macrì, la quale a sua volta racconta degli incontri con Brunetta e con il sindaco di Parma. Ma spiega di essere stata anche ad Arcore  e che quando Silvio le chiese ” signorina lei cosa fa nela vita?” lei rispose ” cosa vuole che faccia, Presidente, le marchette!

Perla Genovesi, dicevamo, nei 4 anni della sua ascesa ha avuto 48 chiamate telefoniche con Arcore secondo i tabulati telefonici che dimostrano quanto sia facile per personaggi discutibili, spesso di sesso femminile, accedere ai vertici del PDL.

Mentra Perla faceva finta di fare l’assistente dell’oscuro senatore PDL, conduceva il narcotraffico per i Messina ed aveva un filo diretto con Arcore, con  centinaia di telefonate anche con Bondi e Brunetta.

Non si capisce quale attività sia di copertura per l’altra, ma forse ha ragione chi ritiene che fosse complessivamente una attività illecita condotta a vari livelli.

Quel che è certo, al di là di altri aspetti, si conferma l’estema ricattabilità del presidente del consiglio, l’estrema permeabilità ad infiltrazioni malavitose.

Solo questo motivo è sufficiente per chiedere ed ottenere le dimissioni di un leader in qualsiasi parte del mondo, tranne che in Berluscolandia, dove sembra che occorra molto di più e di peggio per sentire finalmente parlare di crisi.

Non ho parole, sono state spese tutte, non resta che aspettare che finisca il gioco del cerino…

Alfonso


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Brunettolate……..

Tanto per cominciare Brunetta sta spacciando come sua invenzione la P.E.C.…………

Cos’è la P.E.C. ?

dal sito CNIPA

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici. “Certificare” l’invio e la ricezione – i due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici – significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.”

La disciplina della PEC è del DPR 11 febbraio 2005, n. 68 (G.U. 28 aprile 2005, n. 97)  : modalità di utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) non solo nei rapporti con la PA, ma anche tra privati cittadini.

…... quindi  ante-ante -Brunetta…..

Bene,  con un provvedimento ad hoc ( di Brunetta questa volta  )  ogni cittadino, per poter dialogare con la Pubblica Amministrazione si può dotare di posta elettronica certificata GRATUITAMENTE su questo sito :  https://www.postacertificata.gov.it/.

Ovviamente la Pubblica Amministrazione deve essere dotata di PEC.

Peccato che la PA debba rivolgersi a gestori privati per averla, quindi pagando.cifre modiche…ma in euro sonanti…

Che svista!!!!!!!!!!!

e pensare che ogni amministrazione  pubblica possiede  mail “ufficiali” fornite centralmente ( esempio : @istruzione.it,@tesoro.it , @poliziadistato.it ecc. )

Perchè non certificare quelle o almeno fare convenzioni speciali per ridurre le spese delle Amministrazioni ????

Per Brunetta “faccina”  rossa arrabbiata, bocciato anche  questa volta ….

Franca


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La nuova normativa sulla class action è contraddittoria, dispendiosa ed innocua

La nuova norma

Da quando è possibile: dal primo gennaio 2010 sarà possibile esercitare l`azione collettiva di classe per  sanare gli illeciti commessi dal 16 agosto 2009 in poi.

In che cosa consiste: l`azione di classe consiste in un`azione collettiva, promossa da uno o più consumatori/utenti, i quali agiscono in proprio oppure dando mandato ad un`associazione di tutela dei diritti dei consumatori. Gli altri consumatori interessati, titolari di una identica pretesa, possono scegliere di aderire all`azione di classe già promossa, senza dover ricorrere al patrocinio dell`avvocato. Resta salva, comunque, la possibilità di agire individualmente per la tutela dei propri diritti. Quest`ultima ipotesi è incompatibile con la scelta di aderire ad una class action.

Chi può farla: i consumatori/utenti che abbiano subito le conseguenze di condotte o pratiche commerciali scorrette; oppure che abbiano acquistato un prodotto difettoso o pericoloso; oppure ancora che versino in una medesima situazione di pregiudizio nei confronti di un`impresa, in conseguenza di un inadempimento contrattuale.

Come si fa: mediante ricorso al tribunale uno dei soggetti consumatori/utenti propone l`azione assistito da un avvocato, eventualmente dando mandato ad un`associazione di tutela dei consumatori. Tutti gli altri cointeressati possono aderire senza doversi rivolgere all`avvocato.

Le differenze rispetto a prima: rispetto alla precedente stesura della norma (mai entrata in vigore), la disciplina attuale in vigore dal 1 gennaio 2010 si caratterizza per la tutela di diritti di singoli aventi contenuto identico od omogeneo, con attribuzione della legittimazione in capo al consumatore/utente; mentre l`altra versione imputava questa facoltà solo in capo all`associazione. La nuova normativa inoltre si caratterizza per la semplificazione del meccanismo di liquidazione del danno.

I possibili benefici: se molte persone ricevono singolarmente un danno di portata economicamente modesta difficilmente decidono di sostenere individualmente le spese necessarie per sostenere e vincere la partita legale. Ma se l`azione, invece, è condotta collettivamente, le spese si abbattono e il singolo acquista maggiore forza nei confronti della grande impresa.

Il commento

Questa class action è  una parente povera delle richieste collettive di risarcimento che caratterizzano le economie dei principali Paesi occidentali.

Scajola ci spieghi, ad esempio,  perché il governo Berlusconi non ha introdotto la class action sui prodotti finanziari e sulle vicende riguardanti l’inquinamento ambientale dei grandi siti industriali

Il governo ha mutilato lo strumento della class action rispetto alla legge voluta dal ministro Bersani.

Ha, infatti, reso enormemente più complicato e costoso per i cittadini-consumatori difendersi dagli abusi e dai disservizi e, inoltre, ha indebolito le possibilità d’intervento delle associazioni dei consumatori, a cominciare dalle iniziative contro le banche per le condizioni sul massimo scoperto.

Vi ricordata il crac Parmalat e Cirio? Il governo sembra aver deliberatamente inseguito l’obiettivo di impedire che le vittime dei due maggiori dissesti finanziari degli ultimi tempi potessero usare l’azione collettiva per essere risarciti dell’inganno patito.
Il sospetto diventa realtà pensando  al cosiddetto processo breve che minaccia di far rapidamente decadere anche gli ordinari processi che riguardano, in tutto o in parte, anche quelle vicende Cirio e Parmalat di cui s’è detto.

Inoltre manca il pricipio di retroattività (si può ‘andare indietro solo fino a metà 2009). Non a caso sono stati tenuti fuori gli illeciti di massa come quelli sulle obbligazioni Argentina, Cirio e Parmalat.

Se poi si guarda a come è regolata la ‘class action’ nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali (luce, gas, acqua, ecc.), le note diventano ancora più dolenti.

In questi casi specifici la via scelta dal governo Berlusconi suona davvero come una presa in giro  nei confronti di coloro che volessero intentare un’azione collettiva.

Poniamo il caso della ingiustificata sospensione di una fornitura. Ebbene, una volta riconosciuta la propria ragione, i cittadini conculcati potranno sì ottenere il ripristino della prestazione dovuta, ma senza diritto ad alcun risarcimento del danno.

Insomma, allo Stato e alle imprese concessionarie dei pubblici servizi viene garantita piena e totale franchigia anche da quel secolare principio giuridico che si sostanzia nella formula del chi rompe paga.

Del resto quel genio di  Renato Brunetta lo aveva annunciato: una versione dell’azione collettiva non indirizzata al risarcimento, ma al ripristino di standard di efficienza, da presentare nel solo settore pubblico.
Quindi niente previsione del commissariamento in caso di inottemperanza da parte dell’amministrazione.
Se alla fine dell’iter giudiziario i cittadini dovessero aver ragione, non succederebbe assolutamente niente, come esplicitamente ammesso su questo punto nel testo del decreto, licenziato dal CDM il 17 dicembre scorso «nessun onere a carico dello Stato», che tradotto significa: non c’è un euro per nessuno.

Anche il ricorso al giudice di pace sarà più problematico. Non solo per i ricorsi contro le multe ove è prevista una tassa di 40 euro, ma anche se si tratta di contratti assicurativi, contratti bancari e finanziari, condominio, salute. Per il ricorso di questi ultimi si è tracciata la strada della conciliazione obbligatoria presso gli organismi privati di conciliazione, come l’unica percorribile.

Ciò significa per il consumatore andare incontro ad un costo certo, ma a nessuna certezza di soluzione. Il consumatore dovrà sostenere, quindi, un doppio costo: prima nell’accesso privato alla giustizia tramite gli organismi di conciliazione e poi al giudice di pace.

La normativa é inef­fi­cace ed inu­ti­liz­za­bile, inoltre,  sia nel caso della spe­cu­la­zione sulla pasta, che dei ritardi dei treni o degli adde­biti in bol­letta per ser­vizi non richie­sti, e nean­che nel caso degli aumenti delle com­mis­sioni venuti alla luce con l’indagine dell’Antitrust.
Essa, infatti, pre­sup­pone l’esistenza di inte­ressi iden­tici pre­vede costose spese di pub­bli­cità per chi l’attivadif­fi­coltà nel pre­sen­tare le pro­prie richie­ste di risar­ci­mento e soprat­tutto risar­ci­menti sim­bo­lici.
A que­sto punto per essere risar­citi meglio la tra­di­zio­nale strada del ricorso al giu­dice di pace o un ricorso plu­rimo.

Inoltre c’è una complicazione svelata dalla recente giurisprudenza che rende ancora più complessa contraddittorie e costosa l’attività giurisdizionale  cui i cittadini dovrebbero far fronte , come ben chiarito dagli  interventi del prof. Andrea Giussani, dell’Università di Urbino, nei convegni tenutisi  a Milano sulla  entrata in vigore della Class Action.

Difatti alcune parti della normativa sembrano interpretabili nel senso di una disciplina parallela e quindi confliggente con la vecchia class action non formalmente abrogata: un vero pasticcio, uno dei tanti del governo dei pasticcioni…

Rosellina970


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Brunetta attacca l’art. 1 della costituzione

RIFORME: BRUNETTA, MODIFICARE COSTITUZIONE A PARTIRE DALL’ARTICOLO 1

Le riforme non dovranno riguardare solo la seconda parte della Costituzione, “ma anche la prima, a partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla’‘.

Lo dice, in un’intervista a ‘Libero’ il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, secondo il quale la parte valoriale della Costituzione ”ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito’

Eccoci alla prima stronzata dell’anno. E chi la poteva dire se non l’autore di mille insulti e zero riforme?

Questo essere ignorante e presuntuoso che nonostante la criminalizzazione degli impiegati non abbia sortito alcun effetto sul fronte malati immaginari, continua a fare dichiarazione da scemo, annunci buoni per la sua platea di decerebrati a cui piace la politica delle tante chiacchiere e fatti zero di questo governo.

La costituzione nei suoi primi 15 articoli fondamentali non si tocca: ci sono i valori ed i principi fondamentali dello stato democratico che la destra di plastica, d’affari e razzista vuole evidentemente cambiare magari sostituendola con lo statuto di una spa.

E poi che vuole Brunetta? Brunetta quello che chiama panzoni i poliziotti che catturano i mafiosi salvo poi vantarsi della cattura in televisione?

Quello che insulta e maledice la sinistra e poi parla di clima d’odio verso il suo nano capo? Quel nano becero ed illusionista  che va in giro per supermercati a far vedere i due punti in faccia come fossero un trofeo?

Brunetta chiarisse piuttosto i rapporti tra lui e la sua compagna con lo strano mercato di Fondi, il suo mancato commissariamento per mafia ed il caso Marrazzo-Brenda. Vedi post 1 e post 2 sulla vicenda

C’é da vergognarsi non solo per noi che li vogliamo mandare a casa ma anche per quegli italiani che non sanno più cosa sia la vergogna e la dignità personale e continuano a sostenerli…

Rosellina970


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Caro figlio, è da un po’ che ti voglio parlare…….

Caro figlio,
è da un po’ che ti voglio parlare, ma o tu non ci sei o io con i miei impegni non sono ancora riuscita a farlo in tranquillità e libertà, per questo ho deciso di scriverti, però lo faccio perché so anche che tu mi ascolterai e perché so anche di non lasciarti nulla, ma credimi, non era questo il mio intento quando sei venuto al mondo, quindi ora vorrei poterti lasciare qualcosa che è parte di me ormai da tempo e che vorrei ti incoraggiasse a farti riflettere sul tuo futuro.
Da tempo ormai ciò che i nostri padri ci hanno insegnato si sta via via perdendo nei meandri di una politica ignobile e povera di valori, una politica che anziché aiutare il proprio paese a sradicare l’ignoranza, sta demolendo tutti i pilastri che hanno mantenuto questo nostro paese per anni in concorrenza con le potenze economiche mondiali, e non faccio distinzioni fra destra e sinistra.
Nel mio cervello una moltitudine di pensieri si confondono con le notizie che ogni giorno ci arrivano come dei massi, notizie di un Presidente del Consiglio che non denuncia un fatto di corruzione da parte delle forze dell’ordine, (persone di cui invece si dovrebbe avere la massima fiducia), notizie di uomini di governo che a tutto pensano tranne che al bene del nostro paese, vedi ciò che sta facendo il Ministro dell’Istruzione per quanto riguarda ricerca e pari opportunità per chiunque voglia studiare; se tuttora gli atenei sono in mano alle baronie è anche grazie a chi come questo Ministro non ha mai fatto niente per difendere chi col sudore aveva studiato per anni, ma chi paga mica sono loro, i cosiddetti baroni, chi paga per gli errori di “uomini di cultura” sono sempre gli stessi, la gente onesta, anche se di onesti ho sempre meno la certezza che ce ne siano, ma nel mio cuore spero e credo che ancora qualcuno esista.
Le ipocrisie dei nostri cosiddetti ministri mi fanno paura, vedi Brunetta con i suoi tornelli, vedi Alfano con la difesa del processo breve e prima con la legge Alfano, l’immunità delle quattro cariche più alte, che ancora non capisco, visto che l’unico che ha delle pendenze è sempre Berlusconi, va beh, evidentemente sono troppo ignorante per capire, ma non credo che questo fondamentalmente sia vero, lo dirà chi mi conosce.

Vedi Scajola che a Messina pochi giorni fa ha presentato la nuova tecnologia di connettività senza fili Wi-Max, a Giampilieri saranno contenti visto che ora potranno connettersi senza problemi, certo, non si da dove, visto che non hanno più una casa dove vivere, figurati cosa gli frega del Wi-Max, anche perché poco prima si era vista sfumare lo stanziamento di cento milioni di euro, emendamento alla finanziaria proposto da Gianpiero D’Alia e sottoscritto da Finocchiaro, Garraffa e Pistorio, ma che anche il giorno dopo l’alluvione, che col suo fango ci ha resi orfani di più di 30 persone, gli era stato gettato ulteriore fango grazie a Bertolaso che il 2 ottobre a poche ore dall’alluvione subito dopo essere sceso dall’elicottero, manco fosse andato al catasto, aveva dichiarato che responsabile di questa tragedia è l’abusivismo, peraltro smentito, visto che erano solo otto pertinenze, e le pertinenze sono cose tipo una finestra che diventa un balcone o qualcosa del genere, ciò ha fatto sì che quella stessa sera già le squadre di calcio hanno fatto finta di niente, lo doveva decidere la lega cosa fare e lei non lo ha fatto, ancora una volta non capisco………

Come mai squadre di un certo livello dimostrano un’indifferenza tale e poi attribuiscono ad altri la responsabilità di questa? Boh, torno a ripetere, io sono ignorante, ma c’è qualcuno che mi sa lo è più di me, viva la sensibilità della nostra Italia, che oltretutto si è vista chiedere dal Sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, comunque visibilmente colpito e straziato per questa tragedia, il lutto nazionale, che arrivati ad oggi posso dire a malincuore che ne potevamo fare a meno, ahimè, visto che tutt’oggi quell’indifferenza rimane tale.

Pensa che la sinistra chiese poco dopo i funerali le dimissioni del Sindaco, e qua ancora una volta non capisco, ma almeno a Messina un po’ di dignità ce l’hanno i nostri politicanti? Anziché unire un popolo straziato dalla tragedia e costruire una via nuova per comunicare con le istituzioni perché portino il nostro messaggio laddove venga ascoltato, cioè, nelle stanze del Parlamento, si vuole ancora dividere e lasciare questo popolo ancora in mano alla mafia, alla malavita, agli usurpatori? Io non capisco!
Ma non solo tutto questo fa male e ne fa tanto, c’è ancora tanto altro che vede uomini che prima non avremmo neanche considerato tali, perché collusi, corrotti, invischiati in giochi sporchi ed altro, essere a capo del nostro Governo, e ce ne sono tanti di nomi, situazione che una volta non avremmo accettato per niente al mondo. Allora qui spunta di nuovo quell’indifferenza che ora la sento ancora più pesante, perché significa che già da prima esisteva, esisteva nel momento in cui Berlusconi ha deciso di entrare in politica, facendosi creare un nuovo partito come Forza Italia da un mafioso, tale Marcello Dell’Utri, oggi si viene a sapere che Berlusconi, Silvio per tutti, nel 1994 prese accordi con la mafia…………… c’era già chi ne parlava, ma l’indifferenza di alcuni intellettuali e l’ignoranza che ha sempre fatto parte di questa Italia ha fatto sì che non se ne parlasse per interessi sempre più personali e sempre più sporchi. Oggi chi come me vive questo tormento vorrebbe scappare, ma non tutti lo possono fare, ed io sono una di queste, quindi cerco come posso di comunicare con quel pezzo di mondo che conosco per dirgli cosa penso, ma non c’è più nessuno che ascolta, quei pochi che rimangono anch’essi a loro modo cercano di farsi ascoltare………………… qualcuno ci riesce, altri no.

Ti dicevo di quei ministri, volevo continuare per dirti che nessuno sta facendo niente per te, sono tutti impegnati a coprire le nefandezze di Silvio, e non solo la destra, ma anche la sinistra che non fa niente per opporsi a questo stato di cose, anzi, ci ammorba con discorsi per niente costruttivi e poveri di programmi alternativi, solo alcuni cercano di proporre qualcosa, ma chi li ascolta? Anzi…………………
Insomma, c’è un’Italia che sta morendo sotto il peso del cemento, sotto lo smog creato dalle macchine e dalle fabbriche, un’Italia del sud che ha e che sta contaminando il suo territorio con i rifiuti tossici provenienti dal nord; un nord che vorrebbe dividerci quando per unirci ha massacrato milioni di persone all’epoca dell’Unità d’Italia, questo sui libri non lo scrivono, ma è storia; un’Italia dove uomini che scrivono sulla mafia e uomini di giustizia che combattono la mafia vengono uccisi da altri uomini per salvaguardare i loro violenti e sporchi giochi di predominio e di potere su tutto e su tutti, ma soprattutto in quella parte in cui ancora si riconoscono giovani che credono che con la mafiosità possano rivestire un ruolo che gli si addica e che gli confà per ottenere un lavoro che in certi casi è l’equivalente dell’andare a rubare, perché gli viene proposto un lavoro che viene tolto a qualcun altro che con la propria onestà potrebbe rivestire quel ruolo in maniera più consona; in altri casi invece altri ottengono più prestigio perché gli si fa rivestire un ruolo pubblico, quindi chi li guarda e li ascolta pensa che quella sia una persona adatta a ricoprire quel ruolo, ma, torno a dire ahimè, quegli uomini non sono altro che i mafiosi travisati da persone perbene, ed ancora qui non capisco, perché io ho avuto degli esempi di integrità, che mi è stata incorporata nel mio codice genetico, quindi non riesco a vivere se non rispettando ciò che ho imparato sia studiando che vivendo, cioè, la Costituzione Italiana, perché sono una persona nata in questo paese e come tale pretendo che i miei diritti e doveri di cittadina vengano rispettati. Ci sarebbe da dire ancora tanto, ma quello che vorrei ti arrivasse è che il tuo futuro in Italia è più precario di quello che pensi e di quello che si vede, ma tu devi mettercela tutta per essere un giorno riconosciuto come un buon studente e una persona perbene. Qua non c’è molto da prendere e Silvio anni fa in un articolo di La Repubblica lo disse a chiare lettere, ed è quello che sta facendo, ci sta mandando via per rimanere solo lui, ma quello che lui non sa è che quando lui non ci sarà più molta gente tornerà e si riprenderà tutto quello che ora è anche suo, perché, com’è vero che la vita mi ha insegnato, tutto ciò che fai ti ritorna come un macigno, così sarà, per tutto il marciume che ci sta buttando addosso, altrettanto e di più ci riprenderemo.
A questo punto, caro figlio, ciò che ti voglio lasciare non è questo peso di un’Italia che qualcuno sta facendo morire solo per salvaguardare i propri interessi, ma voglio lasciarti l’idea che l’Italia si può risollevare e l’unico modo per farlo è di riappropriarsi del territorio, già lo fanno quei ragazzi che con coraggio si sono messi a lavorare quei terreni confiscati alla mafia e che hanno coltivato e coltivano con tanta passione, lo devi fare anche tu, il modo c’è, parlare direttamente con l’Europa, perché là qualcosa si muove per quanto riguarda le energie rinnovabili e per il riconoscimento dei prodotti autoctoni ed anche per il turismo, questo farà ritornare l’Italia a lavorare. Lavorare la terra, ma con la differenza che le tecnologie serviranno a migliorare le colture e quant’altro serva perché sulle nostre tavole ritroviamo il gusto delle cose buone, cosa che solo l’Italia sapeva fare e che tutto il mondo ci riconosceva. Lavorare per mantenere la qualità della vita e dell’aria che respiriamo sempre ad un certo livello di bontà, tutto questo è lavoro, lavoro e lavoro. L’Italia fa parte ormai di un grande territorio quale è l’Europa, di questo si deve fare forza, perché noi ora come ora siamo un puntino sulla cartina geografica, oltretutto neanche ben visto in quasi tutto il mondo, una volta non era così, credimi, noi ci sentivamo forti e potenti. E così eravamo.
Parla con i tuoi coetanei, parla a chi puoi e con tutta la forza che puoi trovare dentro te stesso, vedrai che tutto ciò che farai non sarà vano, ti sentirai più forte ed un giorno ai tuoi figli potrai dire di aver combattuto, nonostante tu non abbia fatto il servizio militare, per qualcosa di grande, la lotta più grande della storia con tanti giovani del mondo, perché in altre parti stanno già combattendo per far sì che il pianeta non muoia sotto le multinazionali del cemento, della droga, della mafia, del petrolio, ma soprattutto sotto il peso dell’indifferenza.
Di una cosa sono certa, non sarai solo, anzi, troverai molti più amici così di quanti mai ne hai avuti nella tua vita.
Ti voglio bene, caro figlio……………

Margherita P.


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Brenda, Marrazzo e le impronte sulle natiche che portano lontano – Parte seconda

Continuando sulla linea di ieri, solo un elenco di circostanze di fatto e qualche domanda a latere che sorge spontanea.

Riccardo Izzi di Forza Italia. Ex assessore ai lavori pubblici, si dimise dopo svariate pressioni ed ammise di aver preso voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano nella zona. Da queste dichiarazione, una commissione d’accesso (fortemente voluta dal prefetto di Latina Bruno Frattasi ) portò a risultati che sono contenuti nella relazione di 500 pagine che il governo maneggia con difficoltà

Nel frattempo l’odierno natiche silenziose Marrazzo propone la nomina di un nuovo presidente del Mof  dopo gli arresti relativi alle confessioni di Riccardo Izzi mentre crescono le resistenze politiche alle sue scelte  in ordine al mercato ortofrutticolo http://www.golfonews.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6101:fondi-cusani-contro-marrazzo-che-ha-defenestrato-presidente-del-mof-per-accontentare-i-comunisti&catid=146:politica&Itemid=15

Qualche settimana prima dell’escalation degli eventi che hanno portato alle sue dimisssioni,  Marrazzo  sempre a Fondi, aveva detto no ad un’altra nomina importante che vede coinvolti Mof e Imof, la società che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno

La connessione tra le  storie  di  sesso e coca di Marrazzo con Fondi e con i casalesi e le ‘ndrine della piana di Gioia Tauro é da cercare forse nelle decisioni prese o non prese dal governatore sul mercato ortofrutticolo ?

Il prefetto Frattasi  dedicò un capitolo della relazione  alla Silo srl , una societò finanziata da Sviluppo Italia con tre titolari : il sindaco Luigi Parisella , suo cugino Peppe , che ha il fratello sotto accusa come prestanome di ‘ndrangheta , ed il senatore Claudio Fazzone, numero uno di Forza Italia a Latina.

Fazzone ha la chiave della cassaforte di quei 50.000 voti molto utili alla destra di quelle zone e e quando dice”Questa non è una città mafiosa, l’inchiesta è un complotto contro il Partito delle Libertà” nessuno si stupisce. A stupire è successivamente la  determinazione quasi feroce con cui alte cariche dello stato intendono bloccare il  commissariamento del comune pontino.

Quali sono le alte cariche dello stato di cui sopra?

Sono Altero Matteoli, Renato Brunetta e Giorgia Meloni; si danno da fare tutti per coprire Fazzone e Parisella in Consiglio dei Ministri e per «disinnescare» lo scioglimento del Consiglio comunale di Fondi.

Perchè questi esponenti politici del Governo  si sono fortemente esposti per non far sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose?

Cosa si lega così fortemente al comune pontino?

Ognuno di loro ha un legame per così dire sentimentale con la provincia di Latina e conseguentemente con Fondi. Materia da rotocalco rosa più che da cronache politiche, sembra a prima vista. Ma dietro le storie rose ci sono fiumi di denaro.

Renato Brunetta e la sua fidanzata Titti, la  bionda arredatrice d’interni che corrisponde all’identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l’aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna.

Indovinate il prode  Brunetta chi ha scelto tra  i fortunati enti locali che, “primi in Italia“, potranno beneficiare del “protocollo e-gov 2012” per l’efficienza amministrativa? Provincia di Latina e Comune di Cisterna.

Altero Matteoli , Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni, candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo “caro amico ministro”. Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste civiche.

Giorgia Meloni è l’unica che in un comizio si  sbilanciata pubblicamente contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel ’68, il personale è politico. Nicola Procaccini , che è il suo portavoce – fidanzato  è figlio di Maria Burani , ex parlamentare berlusconica e di Massimo Procaccini ex giudice penale di Latina ora avvocato.

Tra i suoi clienti spiccano grossisti del mercato di Fondi come Vincenzo Garruzzo arrestato già per usura.

Inoltre Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l’ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune.

Ma la lista degli amici di Fondi riserva altre sorprese , amico degli amici è pure Roberto Speciale , ex comandante della Guardia di Finanza che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con il governo Prodi, contribuì a limitare i danni per Berlusconi alle elezioni del 2006, diventando quindi un suo parlamentare. Speciale è amicissimo di Soledad Esposito , proprietaria del camping   Holiday Village. Sequestrato da un PM Latina, il campeggio di Fondi fu salvato da Fazzone che portò la questione in Tribunale.

Speciale è anche buon amico del collega fondano Claudio Fazzone, quello colla cassaforte di voti per intenderci ed ordinò   – ma solo come atto di cortesia, niente peculato – al comandante di un aereo militare di trasportare addirittura sulle Alpi le spigole che secondo indiscrezioni venivano proprio da Fondi. Alla vicenda si è interessata la procura militare, ma poi il caso si è sgonfiato.

Fomidabili resistenze allo scioglimentodel comune.

Il governo , sebbene Maroni faccia un pò di storie,  si  limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di Maroni.

La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto, nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (seconda retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma.

Il Consiglio dei ministri ad u certo punto decide di non decidere. Il motivo,  spiega il Sacconi che con i colleghi Brunetta e Meloni ha preso molto a cuore il dossier Fondi, è che «la giunta potrebbe dimettersi».

Mai sentita un giustificazione così…

Rispondendo a una domanda di “Repubblica”, Silvio Berlusconi ha spiegato così lo stop: “Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia”. Il che per ora è vero ma la nomina di un commissario non richiede affatto di provare la responsabilità penale dei politici in carica.

Come mai il tono di questa risposta ha il sapore di una ammissione del tipo :” io non c’entro nulla, prendetevela con costoro che…”?.

Marrazzo ha infastidito altri personaggi, anche nella sanità privata,  dove ricostruendo la rete di interessi di Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio, si scoprono conflitti col governatore poiché questi  da commissario alla sanità aveva deciso di tagliare i finanziamenti.

Parliamo di Angelucci che è anche proprietario di testate nazionali come il Riformista e Libero, il primo giornale a cui si tentò di vendere il video.

Come mai più tardi lo stesso premier in qualità di magnate dei media si crogiola il video comparso nelle sue mani e scomparso tempo prima dalle mani obese di Cafassi, il pusher poi morto?

E come mai dopo un paio di settimane decide di fare la famosa telefonata amichevole a Marrazzo?

Ed i carabinieri? Cercavano la droga e un boss latitante, Antonio Iovine vicerè dei casalesi ancora a piede libero insieme con Michele Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. Sono  inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi sono precipitati nel video sex di Marrazzo.

A settembre, poco prima che venga intercettata la frase sul «video del Presidente», un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisa che ‘o Ninno (Iovine), potrebbe aver trovato rifugio per la sua latitanza nel tratto di territorio che va dal litorale domitio fino al golfo di Gaeta, il sud pontino, il basso Lazio

E chi è originario di Sperlonga ? Proprio Gianguarino Cafassi, il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri della compagnia Trionfale: colui che secondo i verbali degli arrestati aveva soffiato la presenza del Governatore in via Gradoli.

«Grossi problemi di salute, pesava 200 chili» dicono oggi gli investigatori per giustificarne la morte.

Cafasso non può più parlare. Da ieri  neanche Brenda . I 4 carabinieri cercano di allontanare da sè il maggior numero di responsabilità: il video, per esempio, lo avrebbe girato Cafasso (il gip non ci crede e lo addebita a loro).

Come mai Marrazzo ha ritirato tutte le cose che aveva detto e ora dice che non ci sono colpevoli, che i poliziotti non lo hanno ricattato, che nulla è successo?

Come mai muoiono provvidenzialmente due testimoni dei traffici e dei clienti, fra cui onorevoli bipartizan e chiappe d’oro non ancora identificati?

Perchè un’istituzione prestigiosa del Paese come l’Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano fatto di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati?

Crazyhorse70


23 commenti

Muore Brenda ma le impronte lasciate sulle chiappe silenziose di Marrazzo parlano chiaro e portano dai Casalesi passando per Fondi…

Scusate il sensazionalismo e le pruderie del titolo ma vorrei provare a smuovere un pò le acque di questa storia schifosa e trasversale che simboleggia l’Italia dei miasmi e del malaffare coperta dalla complicità di tutti o quasi.

Da una parte il governo ed i suoi interessi alla pax mafiosa, dall’altra una opposizione acquiescente e complice col suo  peloso e doloso rispetto per la rovina politica ed umana di un uomo e di una famiglia “addolorati”.

Ma al dolore delle vittime chi ci pensa? Trans e pusher valgono meno di un cane se vengono ammazzati? Governo  ed opposizione fanno a gara per tenere chiusa  la  pentola maleodorante della camorra trasversale.

Marrazzo se avesse ancora un oncia del rispetto per se stesso e per suo padre dovrebbe parlare e molto, dire tutto quel che sa. Se ha paura è un problema suo , poteva pensarci prima di far politica, quando ancora faceva il donchisciotte su RAI TRE ; era più facile parlare allora, vero? Quanto chiacchierava, quante e belle e facili denuncie faceva…

Intanto  faccia i conti con la sua coscienza per quel che accade, se ne ha ancora una…

Stamattina hanno trovato il corpo di Brenda uno dei due trans al centro dell’inchiesta sulla presunta estorsione a  Marrazzo.

Cronaca dalle AGENZIE . Omicidio volontario. La procura di Roma sta indagando sulla morte misteriosa del transessuale Brenda, coinvolto nel caso Marrazzo. Si tratta della seconda morte misteriosa. Dopo lo spacciatore Gianfranco Cafasso, ucciso a settembre da un overdose in circostanze da chiarire, oggi è toccato appunto a Brenda, cara all’ex governatore del Lazio ma con la quale, secondo il racconto di Marrazzo, non ci sarebbero mai stati rapporti sessuali. Il suo corpo è stato trovato carbonizzato all’interno di un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti 180 a Roma.Accanto al cadavere, seminudo, c’erano due valigie chiuse, come se Brende fosse in procinto di partire. Ma potrebbe trattarsi di una messinscena. C’era anche una bottiglia di whisky. I vigili del fuoco sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando nelle cantine di una palazzina in via Due Ponti, intorno alle alle 4.16 di stanotte. Arrivati sul posto dopo aver buttato giù la porta hanno trovato il corpo del trans, forse morto per soffocamento da fumo. A quanto si apprende l’appartamento – dove non pare che Brenda ricevesse i clienti – sarebbe composto da un unico locale, con un soppalco. E proprio nel letto posto sul soppalco è stato trovato, supino, il corpo di Brenda.

Alcune tracce di liquido infiammabile sarebbero state trovate nell’appartamento, non lontano dal cadavere di Brenda. Inizialmente gli inquirenti si erano soffermati su un borsone, vicino alla porta, da cui sarebbero potute partire le fiamme.

Dieci giorni fa era stata rapinata e picchiata.

«Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l’ho distrutto perchè avevo paura». Diceva Brenda agli inquirenti in un interrogatorio messo a verbale.

Dunque Brenda custodiva il secondo video nel suo pc, lo stesso computer che oggi è stato trovato bagnato come se fosse stato immerso in acqua per danneggiarlo.

Adesso tocca a Natalie?

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Come detto in premessa molti hanno interesse ha chiudere questa storia come una classica storiaccia di trans e coca che ” pareggia ” politicamente i festini di Berlusconi, mette il silenziatore al moralismo della sinistra e mantiene in auge la legendaria vanità machista della destra ( “noi almeno andiamo a donne…” ) Un buon pareggio e tutti a casa. Questa è l’impronta che i media vogliono lasciare su questa vicenda.

Ma l’impronta lasciata sulle chiappe dell’ex presidente della regione Lazio è un pò più complessa.  Che andando coi trasn e tirando coca sia stato inculato anche politicamente è ormai fuori di ogni dubbio e chi l’ha fottuto ha lasciato  più di una traccia di sè. Una impronta che racconta molto di più dei trans e della coca , racconta di un grumo di sangue che porta dalle parti di Caserta passando per Fondi. Racconta di un alleanza politica –  casalesi ai più alti livelli.

Trans e coca sono bruscolini rispetto al marcio che c’é dietro.  La puzza si sente subito anche per un altro motivo .

Ci sono molti elementi che diverse persone conoscono ma che nessuno si preoccupa di evidenziare , riassumere, raccontare e non certo perchè ci sia una indagine in corso. Inoltre c’é un prefetto che viene smentito ed umiliato  da molti mesi e che pure ha messo tutto per scritto, con nomi e cognomi. Perchè l’indagine mediatica non segue l’intendenza questa volta? Forse perchè  la puzza di camorra e di coperture politiche arriva forte fino a Roma?

La rapidità con cui  i media di regime  si sono tuffati nel chiacchiericcio osceno su Marrazzo ed i suoi gusti trans  é proporzionale alla noncuranza con cui hanno tralasciato di dire una sola  parola sullo scontro tra Marrazzo e il Comune di Fondi colluso con la camorra.

Basterebbe riunire i fatti ed operare una operazione di semplice matematica , la somma ( 2  + 2 = 4 ),  non per sputare sentenze superficiali ma solo per farsi venire voglia di capire ed indagare.

Una cosa che nell’Italia di Berlusconi sembra ormai una bestemmia ed anche fra i suoi presunti oppositori pare essere una antica e fastidiosa abitudine da abbandonare…

Cominciamo a riunire solo i fatti senza chiamarli neanche indizi.

Marrazzo era un habitué dei trans e della coca. Andava spesso in via Gradoli con ricche mazzette di denaro ed era in buoni rapporti con un pusher di nome Cafassi , un omone obeso , detto “”il pusher dei trans”.

Cafassi è stato trovato morto  il 12 Settembre scorso. E’ lui che ha cercato di vendere il video di Marrazzo alle croniste di Libero per 500mila euro. Aveva detto loro di “essere nei guai“. Cafassi è originario del pontino, del basso Lazio.

Fondi è il comune mafioso del sud del Lazio. La zona è di competenza della Camorra, dei Casalesi. E Cafassi  prendeva la droga da loro. Poi qualcosa è andato storto con costoro: potrebbe essere stato lui a mettere in mezzo Marrazzo?

In effetti i Casalesi avevano buoni motivi per mettere sotto il loro tallone colui che li stava scontentando e che  aveva nominato un nuovo direttore del mercato ortofrutticolo, un tecnico, e sempre a Fondi aveva negato un’altra nomina in una società che gestisce gli immobili dello stesso mercato ortofrutticolo. Sapevano delle sue compromissioni con il Cafassi e il mondo parallelo di Via Gradoli. Premevano sul Cafassi per costringerlo a vender loro il video. Della sua fine si sa poco. Hanno detto arresto cardiocircolatorio.

Nel contempo rileggiamo la vicenda nazionale .

Il Governo aveva rinunciato a commissariare il comune di Fondi, ponendosi in una posizione garantista, esasperatamente garantista, nei fatti dalla parte della camorra.

Tutti sanno del via vai con la cittadina pontina di tre ministri importanti dell’attuale governo , tutti e tre –  che coincidenza – difendevano i mafiosi del comune di Fondi  opponendosi al commissariamento in sede di Consiglio dei Ministri.

Intanto si sa anche che B. ha in mano il video – tralascio per brevità raccontare come sia arrivato a lui, per il momento – e se lo  tiene per due settimane; poi decide di entrare nella partita con un avviso amichevole molto poco istituzionale per un presidente del consiglio. Pensare che in realtà fosse una intimidazione “Sei nelle nostre mani, farai quello che vogliamo” dato il pulpito da cui proviene il messaggio non è arbitrario.

Ma che aveva fatto di specifico Marazzo?

Marrazzo come già detto aveva posto ai vertici del mercato ortofrutticolo di Fondi un tecnico dalle note capacità, per bloccare le infiltrazioni della camorra. E aveva espresso parere negativo su una nomina in cui erano coinvolte due società, IMOF e MOF, che gestiscono il mercato immobiliare con personaggi legati alla ’ndrangheta e alla camorra.

Queste cose sono nero su bianco nelle accuse  formulate dal prefetto Frattasi e dai magistrati competenti quando hanno chiesto il commissariamento del Comune di Fondi.

Anche Storace arriva a dire che “sarebbe interessante capire quali atti (relativi al governo della Regione) siano stati compiuti tra la fine di giugno e ottobre per capire chi facesse pressione su chi”.

Chi è ricattato dalla criminalità non si limita a pagare in denari, paga anche in altri modi. Loro lo sanno e chiedono.

Marrazzo nel frattempo aveva detto: “Le istituzioni devono immediatamente dare un segnale inequivocabile sul Comune di Fondi. Anche questa bomba testimonia l’esistenza di un clima di violenza e illegalità che mette sotto assedio la città e i cittadini. In questa situazione lo scioglimento è un atto indifferibile. Il Comune di Fondi va sciolto senza più dubbi perché non possiamo consentire che la cittadinanza resti prigioniera di questa emergenza legalità e sicurezza.”

Ma Berlusconi non dà il via alla procedura, traccheggia e sente altre campane.Tra l’altro si può ben dire che se il governo avesse fatto il proprio dovere , avrebbe indirettamente coperto Marrazzo nella sua iniziale resistenza alle pressioni delle cosche.

Forse qualcuno c’era , Maroni ad esempio, cje avrebbe voluito farlo ma ha trovato una controresistenza fortissima, formidabile.

La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi per pesanti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa risale al febbraio 2009.

Sebbene richiesta per 2 volte anche dal Ministro dell’Interno Maroni, il Governo l’ha respinta con giustificazioni paradossali, rifiutando il commissariamento. Alla fine Sindaco e maggioranza hanno scelto di dimettersi da soli.

All’interno del Governo c’erano forti resistenze al commissariamento. Il Comune di Fondi è governato dal 2006 da una maggioranza in cui prevale FI per il 46%.

Le pressioni più forti vengono da ambienti del governo legati per motivi elettorali e familiari alla zona,  gente del calibro di Brunetta, Matteoli e Meloni, con quest’ultima che si esprime esplicitamente a favore del comune di Fondi.

Ma perchè costoro si danno tanto da fare per la giunta di Fondi?

Cos’altro c’é che pochi dicono ma molti sanno , notizie che però non bucano i video di nessun telegiornale?

FINE PRIMA PARTE. CONTINUA DOMANI

Crazyhorse70