LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Uno stillicidio di balzelli e sacrifici a senso unico (di Lucio Garofalo)

Sono sempre più numerosi gli analisti ufficiali e gli esperti di economia che ipotizzano il caso, ovviamente deprecabile, in cui saremmo di nuovo costretti a sacrifici giustificati in virtù di circostanze di “emergenza nazionale” derivanti da una ripresa degli assalti speculativi dei mercati azionari, per cui non sarebbe valsa a nulla la manovra “salva Italia” varata da Monti, che attinge dalle tasche dei cittadini oltre 30 miliardi di euro, ma secondo le stime della Confartigianato gli introiti varrebbero addirittura 63 miliardi.

Le risorse estorte ai pensionati e ai lavoratori non sarebbero nemmeno sufficienti a pagare gli interessi accumulati, per cui è facile prevedere in anticipo l’eventualità in cui possa degenerare la crisi del debito pubblico, preannunciando l’approvazione quasi imminente di ulteriori piani di intervento, vale a dire nuovi sacrifici e nuove operazioni estorsive ad esclusivo discapito delle classi lavoratrici e dei ceti sociali meno abbienti.

Supposto che  Monti possa eseguire il lavoro sporco che gli è stato dettato dall’alta finanza mondiale, quanto tempo trascorrerà prima che si renda necessaria una nuova manovra? Persino un avvenimento apparentemente insignificante potrebbe rimettere in moto la spirale schizofrenica dei mercati azionari e saremmo di nuovo punto e daccapo.

Vi sono Paesi i cui titoli di stato sono valutati carta straccia e non sono marginali: il capitale finanziario internazionale sposta il denaro sulle economie più solide (si pensi ad esempio alla Germania) per garantirsi, per cui i titoli degli Stati più deboli sono costretti a pagare interessi crescenti e a spremere ulteriormente le masse popolari di quei Paesi.

Fino a che punto sarà possibile lo sfruttamento dei proletari prima che una violenta reazione di massa renda impraticabile il meccanismo architettato per l’espropriazione?

La cautela “democristiana” di Monti, l’invocazione di un’equità sostanzialmente falsa, il calmiere psicologico dell’eliminazione di alcuni odiosi privilegi di cui godono le cosiddette “caste”, non saranno sufficienti ad assicurare quell’atteggiamento di muta rassegnazione popolare di cui il potere ha bisogno per imporre la miseria obbligatoria. I sensori del potere sono in stato di allerta verso quanto affiora dalle viscere più profonde della società europea. La repressione potrà essere diffusa o parziale, ma non basterà.

L’Europa è il cuore del mondo: una rivolta delle masse popolari nel continente di più antica tradizione borghese scatenerebbe squilibri irreparabili, innescando una catena di azioni incontrollabili. Non possono evitare che ciò accada, possono solo cercare di rallentare o ritardare i prossimi avvenimenti, ma non hanno neanche il tempo per farlo.

Tutto ciò non sfugge al proconsole italiano dell’alta finanza internazionale, ossia Monti.

Ogni giorno si consuma un frammento dell’economia capitalista, sono chiusi o delocalizzati gli impianti produttivi, falliscono le fabbriche, crolla il potere d’acquisto dei salari. Oggi il capitalismo può solo provare a sopravvivere il più a lungo possibile, spegnendosi lentamente, ma non esistono le basi economico-sociali per una sua effettiva rinascita. Il processo ha un andamento diverso a seconda della struttura nazionale dei singoli Paesi in cui esplode la crisi. Quando la curia cattolica, con la millenaria sapienza del suo potere, suggerisce di sottrarre alle folli oscillazioni del mercato i beni di primaria importanza come cibo, medicine ed altro, è perché sente vacillare il mondo.

Ovviamente, non è ipotizzabile che il sistema collassi all’improvviso e nello stesso tempo in tutto il globo, ma la tendenza in atto è appunto una lenta, inesorabile, atroce agonia.

 

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LA PENISOLA DEI DISOCCUPATI

Segnalo questo post  di Giovanni e lo dedico a chi la Pasqua non la passerà serena ( e non solo quella) a chi è senza lavoro o chi lo sta per perdere.

di Giovanni Chianta

Da sempre in tutto il mondo  esistono i tabù, argomenti innominabili e proibiti spesso per ragioni sacre.

In Italia esistono dei nuovi tabù che hanno soppiantato quelli vecchi ,ormai del tutto superati. I nuovi tabù i sono : il lavoro, la disoccupazione e la crisi. Infatti la maggior parte dei media evita di parlarne perché sono in fondo inutili argomenti , perché creano angoscia, preoccupazione, pessimismo e magari fanno pure abbassare gli ascolti,  quindi si occupano volentieri di gossip, proprio per creare un falso ottimismo  e poi con il gossip sai che audience!

Cerchiamo  di spiegare anche attraverso le cifre, perché viviamo nella penisola dei disoccupati. Gli occupati nella media 2009 sono diminuiti di ben 380mila unità rispetto alla media 2008 e il tasso di disoccupazione è dell’8,2%

La perdita dell’occupazione è la sintesi di una riduzione molto accentuata della componente italiana (-530mila unità), a fronte di una crescita, con ritmi inferiori al passato, di quella straniera. Al protrarsi del calo dell’occupazione autonoma, dei dipendenti a termine, dei collaboratori si associa l’amplificarsi della riduzione dei dipendenti a tempo indeterminato, in particolare nelle piccole imprese. Il tasso di occupazione è pari al 57,1%, con una diminuzione di 1,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2008 (58,5%), mentre il numero delle persone in cerca di occupazione è di 2.145mila unità (+369mila unità), con un aumento del 20,8 per cento rispetto al quarto trimestre 2008. L’incremento della disoccupazione continua a concentrarsi nel centro-nord e tra gli individui che hanno perso la precedente occupazione.

Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all’1,7 per cento (+253mila unità), in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perché pensano di non trovarlo e di coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione è pari, nella media del quarto trimestre, all’8,6% (7,1% nel quarto trimestre 2008). Il tasso di disoccupazione destagionalizzato aumenta di tre decimi di punto rispetto al trimestre precedente.

Certamente effetti anche della crisi. La crisi finanziaria produce disoccupazione industriale su larga scala perché l’industria è diventata essa stessa un settore della finanza, infatti, in circa trent’anni  l’industria è totalmente legata alla finanza.

Di fronte a tutto questo immane disastro si è preferito mettere la testa sotto la sabbia, negare che la crisi stesse uccidendo  l’economia italiana,  già da anni in coma profondo e addirittura negare l’esistenza della stessa crisi.

Il teorema del Governo è stato questo: se non si parla della crisi la crisi non esiste.

continua sul blog di Giovanni Chianta


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Intelligenti MENO dello scimmione e si approfittano pure della povera gente….

in questo blog scrivono personaggi che sono MENO intelligenti dello scimmione e che pur di portare acqua al mulino del Popolo Viola dicono qualsiasi stronzata.

Partiamo dalla cosa più grave.

Il governo non fa abbastanza per la crisi ed è colpa del governo se le aziende chiudono e vanno all’estero e la gente rimane col culo per terra.

Ora, ricordo a chi non sa che viviamo in una nazione democratica ed all’interno della CEE, che se una azienda, dalla FIAT alla OMSA (che oscenamente Santoro ha strumentalizzato) decide di chiudere ed andare all’estero, il Governo non può farci un cazzo.

Se il presidente del consiglio fosse Bersani, come impedirebbe alla Fiat di chiudere Termini Imerese?

Con quale legge?

Nell’URSS che avete nella testa voi lo Stato può fare qualcosa, qui al massimo può fare pressioni sull’impresa ma se quella gli fa il dito, si attacca.

E non diciamo stronzate sugli aiuti.

La CEE fa un culo grosso come una capanna agli Stati che aiutano le aziende, perchè gli AIUTI DI STATO sono VIETATI nella CEE.

Quindi, il Governo, CHIUNQUE COMANDI, può solo allargare gli ammortizzatori sociali.

Certo, qualche fenomeno tipo Ferrero, dice che si può aumentare la spesa pubblica di investimenti ed addirittura nazionalizzare le aziende.

Geniale.

Se lo Stato, come diceva Keynes ed abbiamo fatto nel dopoguerra, fa opere pubbliche per rilanciare l’economia, serve che abbia I SOLDI per pagare le imprese che prendono gli appalti.

Ma questi soldi o li prende dalle TASSE o emette TITOLI, ovvero SI INDEBITA.

Ora, ricordo a voi fenomeni, che non possiamo indebitarci maggiormente perchè siamo all’interno della CEE, e se aumentiamo il debito ci buttano fuori dall’euro.

Nazionalizziamo le aziende?

Con quali soldi?

Poi non ci sono sufficienti corrotti in Italia, creiamone altri tornando alle aziende di Stato….

Ah, rispondo qui alle stronzate lette sui PIIGS.

La frase è PIGS, noi ne siamo fuori.

E lo dimostra il fatto che il nostro debito pubblico è sempre sottoscritto dal mercato.

Ovvero, se gli investitori si comperano i nostri BOT che non rendono un cazzo, è perchè non vedono rischi paese.

Ho letto davvero tante stronzate in quel pezzo.

La Grecia perchè è in crisi?

Perchè i suoi BOT, se non paga interessi mostruosi, non li vuole nessuno visto che il mondo teme che non possa pagarli.

La Grecia non può pagare interessi così alti e quindi è dovuto intervenire la CEE ed il fondo monetario internazionale, che ha detto che è disponibile a prenderli lui.

In Italia i BOT rendono meno dell’1%.

Nonostante tutto vanno bruciati appena emessi.

Forse perchè da chi se ne intende di nazioni, non siamo la merda che ho letto in quell’articolo.

PUNTO.

Le altre cose sono stronzate, avrete ragione voi se e quando avremo problemi a collocare i bot.

Inoltre, non possiamo aumentare le tasse.

Sono già troppo alte, ma questo governo ha la colpa di essere pavido e di non aver licenziato abbastanza statali, e quindi siamo fermi.

Vorrei sapere da voi fenomeni se foste al governo voi, cosa fareste IN CONCRETO per impedire la chiusura di Termini Imerese, della OMSA.

Altra stronzata che ho letto è che il governo non fa abbastanza per il blocco del credito delle banche.

Anche qui chiedo a voi luminari di dirmi, CONCRETAMENTE, se foste al governo voi, cosa fareste.

Faissola, presindente dell’ABI ha detto che l’Italia non è la russia di Putin, e che Tremonti si faccia i cazzi suoi visto che le banche sono aziende private e gestiscono le proprie aziende come cazzo gli pare.

Qui a Brescia nel 2009 c’è stato 1 fallimento al giorno, ci sono 5.000 appartamenti vuoti invenduti.

E’ colpa della Regione Lombardia?

Del Sindaco di Brescia?

Del presidente della Provincia?

Sono tutti e tre di centro destra.

Sparate le vostre cannonate più grosse…

Ma poi mi dite come Presidente della Regione, come Presidente della Provinca e come Sindaco QUALI provvedimenti CONCRETI prendereste VOI…

Ora, cari fenomeni, ditemi se le aveste in mano voi cosa fareste CONCRETAMENTE per queste situazioni.

Ma visto che oltre a dire che va tutto male e tutto è merda altro non sapete dire, e proposte concrete non le leggo, tacete e salvate un minimo di dignità.


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Parliamo di economia: un gorilla avrebbe fatto meglio, con la destra siamo finiti nel GIPSI, il gruppo degli ultimi in europa

Per alcuni facciamo parte dei PIIGS, per altri dei GIPSI. In entrambi i casi siamo “soci” del poco esclusivo club dei cinque paesi europei con i problemi economici più gravi.

Intanto la Banca d’Italia segnala che le famiglie italiane sono sempre più povere. Sui grandi giornali economici internazionali come il Financial Times o il Wall Street Journal, un nuovo acronimo sta facendo rapidamente strada: PIIGS sigla composta dalle iniziali dei cinque paesi europei: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna…Prima la Grecia, ora Spagna e Portogallo e c’è chi dice che presto toccherà anche all’Italia

In molti Paesi dell’area euro si registrano squilibri di bilancio ampi e rapidamente crescenti”, ha dichiarato il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, accrescendo le preoccupazioni non tanto per la situazione greca, già nota e dove il deficit di bilancio è schizzato sopra il 13%, ma che si preannuncia un piano di rientro per il 2012, quanto le paure su Spagna, Italia e Portogallo.

Mentre l’euro torna ai livelli di sette mesi fa sul dollaro si scatenano le vendite sui mercati azionari europei e salgono rapidamente i Credit Default Swaps, in pratica le assicurazioni sul rischio di fallimento, per i titoli pubblici di quei Paesi. C’è chi, però, assicura che tra Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, proprio l’Italia sia il paese che al momento pare stia meglio di tutti: sebbene il suo rapporto debito/Pil sia il più alto in assoluto, vanta anche un livello di disoccupazione inferiore a quello degli altri Stati mediterranei e una struttura delle medie imprese che, comunque, nonostante le difficoltà, permette di evitare quelle tensioni che nei paesi vicini hanno creato confusioni.

E’ pur vero che la situazione della disoccupazione e della occupazione precaria ed in forse ( basti pesnare alle difficoltà sul prolungamento della cassa integrazione ed ai milioni di precari sempre sul ciglio del burrone) è da ora in poi che va monitorata, checchè ne dica il governo essendo i prossimi mesi e non quelli passati, il periodo decisivo per la tenuta del nostro paese sul fronte dei dati economici.

Pertanto le chiacchiere sulla “crisi ormai passata” o  sulle “particolari sfortune affrontate da questo governo dalla torri gemelle in poi” sono balle per gonzi che solo i vari Fede e Minzolini possono spacciare per argomenti economici : tutt’al più van bene nei bar, nei tendoni dei circhi o  dopo un certo tasso alcolico. Costoro ricordano i vecchi film con Alberto Sordi,  il quale preso in flagranza e portato in pretura, ad un certo punto fa il piagnone e dice “c’ho avuto a malattia

Per colpa di questo governo, piuttosto, siamo entrati nell’acronimo dei più sfigati d’Europa.

Esiste infatti un acronimo per descrivere i  paesi europei ad alto debito (pubblico ed estero) e bassa competitività :  i Gipsi (oltre alla Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia).

Questo è il  regalo agli italiani che tanto ama fatto dal nano maledetto e dai suoi accoliti leghisti, questo è il miracolo italiano.

Col governo Prodi, che pure per mettere i conti in ordine non era andato per il sottile anche con gli strati popolari ( sebbene la pressione fiscale sotto berlusconi sia aumentata ), eravamo fra i primi paesi in europa.

Voglio dire: la crisi economica derivata dai derivati – scusate il gioco di parole – e di cui era sponsor allora anche il Tremonti colbertiano di oggi , ha  colpito tutti, però noi più di altri, poichè – al netto delle chiacchiere – scaliamo le posizione all’incontrario.

Ed ora, come mi ricorda un bravo blogger dei dintorni che spesso passa anche di qui, la parola ai dati ed ai fatti.

Economia

Qui al lato il raffronto sul PIL fra i governi succedutisi negli ultimi 15 anni.

Nel 2009 il prodotto interno lordo dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971. Sempre secondo l’Istat la vendita al dettaglio ha registrato il record storico negativo, pari all’1,6% e rappresenta: il dato peggiore dal 2001.

Dal dicembre 2009 il tasso di disoccupazione in Italia è salito all’8,5%, dall’8,3% di novembre. E’ il dato peggiore da gennaio 2004. I senza lavoro salgono così a 2.138.000, ben 57mila in più rispetto al mese prima, e 392mila in più rispetto a dicembre 2008. (Fonte Ministero del Tesoro)

Il fatturato dell’industria italiana è crollato del 18,7% rispetto al 2008 e gli ordinativi sono colati a picco del 22,4%: il dato peggiore dal 2000.
Sempre considerando l’intero 2009 il fatturato totale dell’industria e’ calato del 17,4% sul mercato interno e del 21,6% su quello estero. (fonte ISTAT)

Nel 2009, le esportazioni italiane sono crollate del 20,7% e le importazioni del 22%, rispetto al 2008. Lo comunica l’Istat, aggiungendo che si tratta dei peggiori dati sui flussi commerciali dal 1970.

Tutto questo si ripercuote negativamente sul reddito delle famiglie italiane, che secondo una ricerca di Bankitalia, è calato più del 4% mentre l’indebitamento delle famiglie è salito del 30%.(Fonte Bankitalia)

La quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà è salita dal 15,4% del 2007 al 17,0%. In aumento chi non riesce regolarmente a pagare le bollette (11,9% contro l’8,8% dell’anno precedente, acquistare abiti (18,2% contro il 16,9%).
Crescono le famiglie cui è capitato di non avere, in almeno un’occasione, soldi sufficienti per pagare le spese per i trasporti (8,3% contro il 7,3% del 2007) e quelle che sono in arretrato con il pagamento del mutuo (7,1% di quelle che hanno un mutuo, contro il 5,0%).
Quasi un terzo delle famiglie (31,9%) non riesce a far fronte a una spesa imprevista di 750 euro con risorse proprie. (FONTE ISTAT)

Insomma, questi sono i numeri. Leggeteli, assorbiteli e le conclusioni tiratele voi.

Debito pubblico : Bankitalia: sale il debito e calano le entrate fiscali

Secondo il supplemento statistico al Bollettino ha raggiunto a gennaio 1.787,8 miliardi: +1,5% sul mese precedente
e +5,2 sull’anno. Gli incassi, sempre a gennaio, a 28,809 miliardi di euro, contro i 29,675 dell’anno precedente

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A fronte di ciò  Berlusconi che fa ? Sostiene i piccoli imprenditori che in veneto si stanno suicidando come mosche ( già 13 suicidi ) per non sopportare gli esiti della crisi?

Sostiene la domanda togliendo un po’ di tasse sul lavoro in modo che la busta paga sia migliore tenuto conto che da noi ci sono le retribuzioni più povere d’Europa?

No, lui fa ben altro, lui dà il via al Ponte sullo stretto ed alla Banca del Sud …

Se io fossi ( per i più scemi che leggono trattasi di dialogo surreale) un capo mafia, come dire, lo terrei nel mio cuore un giuggiolone come il berlusca, visti i regali ( come dimenticare il caro scudo fiscale?) che mi fa sovente.

Certo spesso mi  arresta molti pesci piccoli o capi in testa passati e già sostituiti…ma che volete un po’ di scena dobbiamo fargliela fare al nostro giuggiolone che in concreto ci vuol tanto bene…e poi a togliermi dalle palle questi mi ha fatto anche un favore…

Tornando in me devo dire che pensare a tali grandi opere è per il premier ormai residuale, nel senso che ci pensa quando ha tempo.

Dico questo perchè molto tempo ne assorbono le  riunioni quotidiane con i suoi 70 avvocati per studiare come fuggire alla giustizia ( il secondo dei suoi obiettivi quando entrò in politica, il primo era togliersi i debiti ed arricchirsi alla faccia nostra, e ci è riuscito…).

O quando gli rimane tempo dalle ore ed ore passate al telefono ( centinaia di telefonate scoperte solo nell’indagine di Trani…) a ricattare, costringere ed insultare i suoi servi che non si decidono a cancellare certe trasmissioni nonostante lui li abbia messi lì per questo motivo.

Insomma quando ha residualmente del tempo pensa a noi con le sue grandi opere…

Crazyhorse70


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Il peggior governo di corrotti mafiosi ed incapaci ci sta conducendo al baratro

Qui a sinistra la “grande partecipazione di massa”  del popolo della destra romana alla protesta contro la “burocrazia,  i radicali violenti ed il  destino cinico e baro” per la esclusione della lista PDL e del listino collegato alla Polverini.

La quale farebbe bene, come dice lo sbirro Lorenzo qui sotto nel suo post, a prendersela coi suoi ed a smuovere quelle 4 rotelle che ha nel cervello per capire chi come e  perché la stanno fottendo.

E’ vero che i fascisti han più dimestichezza con bastoni e manganelli che con le procedure democratiche, ma anche i vecchietti in fila per ore all’INPS riescono ad entrare in orario negli uffici pubblici ed a consegnare in tempo la domanda per la pensione…

Intanto è il caso di non farsi troppo distrarre dalle loro chiacchiere lamentose e ricominciare ad occuparsi di economia e problemi concreti.

Il governo degli scandali, della corruzione, della mafia e degli incapaci ci sta conducendo allegramente e nel silenzio dei media di regime al collasso economico e sociale.

Questo è un fatto , con il quale bisogna fare i conti, nel senso di organizzarsi per porre riomedio alla situazione.

Non si capisce come possano ancora difendersi questi gran ladroni: in due anni sono riusciti a fare in fretta e senza problemi solo le leggine ad berlusconem, rimandando ogni altra cosa chissà a quando e litigando su tutto.

Le retribuzioni han perso tantissimo potere d’acquisto ma l’idea di togliere qualcosa delle tasse che appesantiscono la busta paga a questi delinquenti politici non è mai passata per la testa.

La notizia di ieri è che al Senato hanno modificato nella sostanza l’art. 18 dello statuto dei lavoratori per cui non sarà più un giudice a valutare la “giusta causa” dei licenziamenti ma sarà un arbitro a decidere secondo “equità”. Quando il capo dei cialtroni ci ha provato alla luce del sole anni fa ci ha sbattuto il muso ( 3 milioni di lavoratori al Circo Massimo con Cofferati) ora ci riprova di nascosto aggirando lo statuto.  Magari ci riesce pure , conoscendo le idee moderate della cosidetta opposizione…

Non c’é paese al mondo che con questi dati non vedrebbe milioni di persone in piazza per contrastare un tale governo. Eppure secondo i sondaggi c’é ancora qualche scemo o qualche “cialtrone” che  voterebbe questi delinquenti e che dobbiamo sentitamente ringraziare per questa vergogna unica al mondo.

Ecco i dati ripresi, anzi copiati ed incollati dal Pompiere della Sera.  Ho preso i dati del giornale della vera destra economica proprio per non perder tempo con stupide contestazioni sulle fonti  promosse da qualche provocatore adoratore del banana.

Dal Corriere della Sera- Economia

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ROMA – Aumenta la pressione fiscale e la disoccupazione (che tocca il record dal 2004), mentre crolla il prodotto interno lordo (-5%, mai così male da quasi 40 anni) e il saldo primario per la prima volta dal 1991 è negativo. Lo comunica l’Istat nei Conti economici nazionali dell’anno appena trascorso.

DISOCCUPAZIONE – A gennaio è la disoccupazione è giunta all’8,6%, in crescita dall’8,5% dello scorso dicembre. Il numero delle persone in cerca di occupazione a gennaio è risultata pari a 2.144.000. Lo comunica l’Istat sulla base dei dati provvisori e destagionalizzati, sottolineando che è il dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche, quando era stato rilevato all’8,3%. A gennaio 2010 la variazione congiunturale è sostanzialmente nulla, ma il dato complessivo è in aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2009. Sono pari a 307 mila le persone occupate perse rispetto a un anno fa. Il numero delle persone in cerca di occupazione a gennaio risulta in crescita dello 0,2% (+5 mila) rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334 mila) rispetto a gennaio 2009. Si tratta dell’ottavo incremento su base mensile consecutivo. La disoccupazione giovanile si colloca al 26,8%. Il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali su base annua.

PIL -5% – Il prodotto interno lordo (Pil) italiano nel 2009 è diminuito del 5%. Lo segnala l’Istat precisando che si tratta del dato peggiore dal 1971, dall’inizio cioè della serie storica. Le ultime previsioni di governo, indicate nell’aggiornamento al Programma di stabilità italiano, indicavano un Pil in calo del 4,8%. Nella stima provvisoria il Pil aveva registrato una diminunizione del 4,9%. L’Istat ha anche rivisto al ribasso le stime 2007 e 2008: rispettivamente da +1,6% a +1,5% e da -1% a -1,3%.

INDEBITAMENTO – L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (deficit/Pil) calcolato ai fini del Trattato di Maastricht è stato pari al 5,3%, superiore a quello registrato nell’anno precedente, che fu pari al 2,7%. In valore assoluto l’indebitamento netto è aumentato di circa 38,2 miliardi di euro, attestandosi a 80,8 miliardi di euro. Lo comunica l’Istat rilevando che per la prima volta dal 1991 il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato negativo: pari allo 0,6% del Pil, inferiore di oltre 3 punti rispetto al livello positivo raggiunti nel 2008 (2,5%). Il debito pubblico dell’Italia è volato a quota 115,8% al termine del 2009 sulla base dell’ultime stime elaborate dalla Banca d’Italia che indicavano un debito a 1.761,191 miliardi di euro.

FISCO – La pressione fiscale sale al 43,2% del Pil, in salita dal 42,9% del 2008. Tale risultato – spiega l’Istat – è l`effetto di una riduzione del Pil superiore a quella complessivamente registrata dal gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3%) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte in conto capitale (cresciute in valore assoluto di quasi 12 miliardi di euro). Le imposte dirette sono diminuite del 7,1%, quelle indirette del 4,2% e i contributi sociali effettivi dello 0,5%. L`andamento di questi ultimi riflette la tenuta delle retribuzioni lorde, dovuta alla lieve crescita dell`importo medio pro-capite, che ha parzialmente compensato la flessione dell`occupazione.

ENTRATE – Nel 2009 le entrate totali, pari al 47,2% del Pil, sono diminuite dell’1,9% rispetto all’anno precedente. Nel 2008 erano cresciute dell’1,1%. Le uscite totali sono risultate pari al 52,5% del Pil (49,4% nel 2008), con una variazione del +3,1% rispetto all’anno precedente.

CONSUMI – Nel 2009 si è registrata una contrazione in termini reali dell’1,2% dei consumi finali nazionali, secondo i dati Istat, e in particolare una flessione dell’1,8% per la spesa delle famiglie residenti, un incremento dello 0,6% per la spesa delle amministrazioni pubbliche e un rialzo dell’1,1% per le istituzioni sociali private. La flessione dei consumi privati interni è stata pari all’1,9%. Per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente e le retribuzioni lorde sono diminuiti dello 0,6%.

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Dati impressionanti, ma è ancora più impressionante vedere poca rabbia e contestazione in giro, anche se a L’Aquila, pur in ritardo, hanno cominciato a capire di essere stati fregati e si stanno mobilitando.

Mi impressiona veramente che ancora non ci siano migliaia di persone ad inseguirli a bastonate o almeno a monetine, come successe al loro amico latitante Bettino Craxi.

Ma forse inizia ad esserci qualche segnale, finalmente.

Finchè non riprende la lotta di classe niente si smuove in questo paese :   solo noi operai, come un tempo, possiamo essere motori del cambiamento. Se aspettiamo che questa piccola borghesia di svegli dall’incanto televisivo stiamo freschi!

Rilanciamo le lotte!!!

Bertoldino


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conti dormienti….( da contribuenti.it )

CONTI DORMIENTI, IL GRANDE BLUFF. VOLATILIZZATI 15 MLD DI EURO IN 4 ANNI.

ROMA – “I 15 MLD di euro accertati nei conti dormienti al 31.12.2004, si sono volatilizzati.” E’ questa la denuncia presentata oggi a Napoli da Contribuenti.it al termine del convegno “La fiducia dei contribuenti nelle banche italiane”.

Secondo i dati ufficiali, nel 2004 esistevano 2,5 milioni di conti dormienti per un ammontare complessivo di 15,2 MLD di euro. Soldi destinati alle vittime dei crack Parmalat, Cirio e Tango bond argentini.

“Il ministro Tremonti – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – deve dirci dove sono finiti questi soldi. E’ importante garantire efficienza e trasparenza ai contribuenti sanzionando le banche che hanno sbagliato”.

Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani
L’ufficio stampa Infopress 3922026231