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LA PENISOLA DEI DISOCCUPATI

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Segnalo questo post  di Giovanni e lo dedico a chi la Pasqua non la passerà serena ( e non solo quella) a chi è senza lavoro o chi lo sta per perdere.

di Giovanni Chianta

Da sempre in tutto il mondo  esistono i tabù, argomenti innominabili e proibiti spesso per ragioni sacre.

In Italia esistono dei nuovi tabù che hanno soppiantato quelli vecchi ,ormai del tutto superati. I nuovi tabù i sono : il lavoro, la disoccupazione e la crisi. Infatti la maggior parte dei media evita di parlarne perché sono in fondo inutili argomenti , perché creano angoscia, preoccupazione, pessimismo e magari fanno pure abbassare gli ascolti,  quindi si occupano volentieri di gossip, proprio per creare un falso ottimismo  e poi con il gossip sai che audience!

Cerchiamo  di spiegare anche attraverso le cifre, perché viviamo nella penisola dei disoccupati. Gli occupati nella media 2009 sono diminuiti di ben 380mila unità rispetto alla media 2008 e il tasso di disoccupazione è dell’8,2%

La perdita dell’occupazione è la sintesi di una riduzione molto accentuata della componente italiana (-530mila unità), a fronte di una crescita, con ritmi inferiori al passato, di quella straniera. Al protrarsi del calo dell’occupazione autonoma, dei dipendenti a termine, dei collaboratori si associa l’amplificarsi della riduzione dei dipendenti a tempo indeterminato, in particolare nelle piccole imprese. Il tasso di occupazione è pari al 57,1%, con una diminuzione di 1,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2008 (58,5%), mentre il numero delle persone in cerca di occupazione è di 2.145mila unità (+369mila unità), con un aumento del 20,8 per cento rispetto al quarto trimestre 2008. L’incremento della disoccupazione continua a concentrarsi nel centro-nord e tra gli individui che hanno perso la precedente occupazione.

Alla crescita della disoccupazione si accompagna un incremento degli inattivi pari all’1,7 per cento (+253mila unità), in particolare di quelli che non cercano attivamente un lavoro perché pensano di non trovarlo e di coloro che rimangono in attesa dei risultati di passate azioni di ricerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione è pari, nella media del quarto trimestre, all’8,6% (7,1% nel quarto trimestre 2008). Il tasso di disoccupazione destagionalizzato aumenta di tre decimi di punto rispetto al trimestre precedente.

Certamente effetti anche della crisi. La crisi finanziaria produce disoccupazione industriale su larga scala perché l’industria è diventata essa stessa un settore della finanza, infatti, in circa trent’anni  l’industria è totalmente legata alla finanza.

Di fronte a tutto questo immane disastro si è preferito mettere la testa sotto la sabbia, negare che la crisi stesse uccidendo  l’economia italiana,  già da anni in coma profondo e addirittura negare l’esistenza della stessa crisi.

Il teorema del Governo è stato questo: se non si parla della crisi la crisi non esiste.

continua sul blog di Giovanni Chianta

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Autore: francacorradini

essere pensante

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