LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Un carnevale diverso…..

Il Carnevale Ambrosiano del Popolo viola di Milano

( una trovata davvero simpatica………… )


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Riassumendo gli eventi di questi giorni, la morale é: niente sesso senza Protezione!

Leggere giornali e vedere i TG di RAISET in questi giorni è quasi più divertente che leggere le intercettazioni.

Dal Pompiere della Sera a Scodinzolini è tutto un minimizzare la storiaccia di Bertoladro entro i confini di una infima, minore questione di sesso a pagamento. Pochi ricordano che il sant’uomo è stato anch’egli fra gli utilizzatori finali di qualche velina, che ha a suo tempo raccontato di aver frequentato anche lui nei festini del sultano.

Del resto abituati a nascondere le decine di serate berlusconiane con coca veline e lettoni di Putin, nascondere le mignotte di Bertolaso e company è un gioco da ragazzi.

Feltri in questo sport raggiunge vette inimmaginabili, nasconde per due giorni le notizie della tangentopoli milanese poi dice serafico che “su Bertolaso pare non esserci nulla”, non come sulla omosessualità di Boffo vero?

Il suo collega comico Belpietro invece si dilunga sul nazionalismo romantico ed orgoglioso tipo “armiamoci e partite ” della migliore mitologia fascista :”L’Italia deve molto a quest’uomo. Se non ci fosse stato Bertolaso, i terremotati de L’Aquila sarebbero ancora nelle tende o nei container”. Invece sono solo  in albergo, in giro per parenti ed amici circa 50.000 persone ancora e L’Aquila è in macerie come il giorno del terremoto, come quella notte che mentre la terra tremava loro pregustavano affari ridendo. Fottuti bastardi.

Il Foglio seguendo evidentemente il pensiero del Cardinal Ruini consiglia di “chiudere la patta” ai potenti puttanieri.

Nessuno dice che c’è ben altro, che queste storie di corruzione costano ai contribuenti 60 miliardi l’anno, fonte Corte dei Conti.

Macché…Vespa parla di Morgan, 5  TG su 6 parlano della neve a Roma ed in Sardegna, mezz’ora sul cuore di Clinton , qualcuno accenna alla tesi difensiva su tale Francesca massaggiatrice ( ma della brasiliana Manuela tutti tacciono …) e quelle poche trasmissioni che potrebbero parlarne, fra qualche giorno dovranno chiudere.

Sarà perché tra i tanti anche Diego Masi, direttore RAI, è entrato nell’inchiesta Bertolaso?

Nessuno si accorge che in Lombardia sembra tornata la stagione di Mani pulite e che molti mariuoli alla Mario Chiesa ( Prosperini, Gariboldi, Pennini) preannunciano la riapertura della pentola maleodorante del potere destra-cl imperniato su Formigoni.

Come si addice al motore economico di Berlusconia, del resto, tengono alta la fiaccola della corruzione.

Moratti Formigoni ed i finti popolani leghisti vantano in tv la bontà del loro sistema ( anche allora lo facevano i socialisti con la Milano da bere, fino al giorno prima di mani pulite…)

L’eccellente sistema lombardo, quello degli scandali sanitari più sanguinosi, quello delle cliniche private più ciniche che prendono somme superiori 4 volte a quelle destinate agli ospedali pubblici ma che non hanno gli stessi doveri di copertura del territorio e scelgono i settori medici più convenienti. La solita storia : il capitalismo all’italiana dove finti imprenditori fanno i furbetti coi soldi pubblici…e si lamentano pure, ne vorrebbero di più!

Insomma un capitalismo becero fatto coi soldi di tutti ed a profitto di pochi, un capitalismo fondato sulle opere in emergenza e sulla corruzione senza controlli.

Un capitalismo di mignotte rappresentate a tutti i livelli, ficcate dappertutto, dalle massaggiatrici alle presentatrici tv, fino  alle ministre.

Gasparri pare abbia proposto, per disbrigare il traffico, un nuovo apposito Ministero delle mignotte . Quando ha visto che agli altri ministri ridevano non ha capito bene il motivo della loro strana reazione ed ha insistito imperterrito sulla proposta. Lui parlava sul serio…

Crazyhorse70


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Difendiamo la Costituzione : sabato 30 gennaio SIT IN davanti alle prefetture di tutta Italia

Bandiere italiane, bandiere viola, copie della Costituzione, uomini sandiwch con gli articoli della legge fondamentale italiana, letture collettive del testo costituzionale……ecco  cosa vedrete sabato in molte città italiane.

Sabato 30 gennaio 2010

SIT-IN davanti alle prefetture

per difendere la Costituzione da possibili e ventilati attacchi.


Qui sotto un  simpatico video del popolo viola  milanese durante un volantinaggio .

Franca



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Tutela del diritto all’attività d’impresa nei rapporti bancari: seminario a Milano il 17 Febbraio

seminario Milano 17 02 09

E’ trascorso quasi un decennio dalle pronunce che hanno consolidato il principio dell’illegittimità dell’applicazione, da parte delle banche, di interessi su interessi. Varie sentenze hanno, poi, riconosciuto l’illegittimità di altri oneri e commissioni previsti nei contratti ed addebitati nel corso del rapporto malgrado la nullità delle clausole. Le banche continuano, tuttavia, a richiedere il saldo anche quando esso è viziato da tali addebiti. Tali comportamenti, a mio avviso, hanno danneggiato l’economia italiana e, tuttora, non agevolano, di certo, il rilancio delle imprese: anzi, ne pregiudicano l’attività!  Molti imprenditori, infatti, ignorano il fenomeno e non conoscono gli strumenti offerti dalla legge per ottenere la restituzione di quanto pagato in eccedenza nel corso degli anni o per resistere a pretese illegittime.

Iter, società che, da anni, organizza seminari specifici e servizi alle imprese (www.iter.it), ha organizzato, a Milano, per il 17 Febbraio p.v., un seminario su: “La tutela del diritto all’impresa nei rapporti bancari: come riconoscere e contrastare le pretese illegittime“. Sono onorato e lieto di essere invitato come relatore. Spero di poter fornire un contributo alla conoscenza del fenomeno e degli strumenti previsti dall’ordinamento al fine di potere liberamente esercitare il diritto fondamentale all’impresa e alla tutela dei diritti e degli interessi dell’imprenditore nei rapporti bancari. Roberto Di Napoli

Per informazioni sul seminario: www.iter.it/seminari


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Preghiere, chiacchiere e bandiere

Le manifestazioni di sabato scorso, in solidarietà alla popolazione di Gaza, hanno destato scalpore. Secondo alcune stime, nella sola città di Milano sono state circa 10mila le persone che hanno aderito all’iniziativa; in diverse città d’Italia, come nelle maggiori città europee, in tutti i Paesi musulmani e perfino in Australia, le proteste contro i bombardamenti israeliani sono state straordinariamente imponenti e partecipate. Cittadini di ogni origine e fede, pure con una netta preponderanza di arabi e di musulmani, hanno espresso con eccezionale chiarezza un dissenso condiviso, come di rado è avvenuto prima d’ora.

[Leggi tutto su Ribat al-mujahid.com]


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Al Prefetto di Milano e al questore di Milano un sentito grazie per l’anticipazione ! ( dal blog Praticomondo )

Califfato_padano

La canzone meneghina più famosa viene censurata.”Oh mia bela Madunnina” ricorre a frasi sovversive contro la teocrazia islamica del Califfato padano.Sulla guglia più alta della ex-chiesa non c’è più la statua d’oro raffigurante la Santa Madre ,è stata issata la luna crescente…

Tra poco non potrebbe essere più solo un incubo…

Infatti la mollezza di chi dovrebbe proteggere la nostra libertà e la nostra civiltà sarà la vera arma di tutta quella gentaglia che aspira e lavora affinchè le nostre radici cristiane e gli stessi simboli sacri della nostra religione vengano cancellati dal tessuto sociale e culturale di tutti gli Italiani.

Non solo non vengono proibite le manifestazioni a favore dei terroristi di Hamas ma addirittura si consente di valicare il limite fissato a migliaia di infiltrati che sotto la guida strategica di un tale Abu Imad, il predicatore della moschea di viale Jenner, già noto alla polizia e alla magistratura. Questo religioso, si fa per dire, ha avuto, il 20 dicembre del 2007, la condanna a 3 anni e otto mesi per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo internazionale.

È stato ritenuto colpevole di avere collaborato a organizzare attentati in Italia e all’estero attraverso la costituzione di una cellula legata al «Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento».

Condanna confermata in appello nel novembre scorso.Ha guidato i suoi “fedeli”a pregare sul segrato del Duomo:all’esterno di una delle più grandi chiese della Cristianità e solo perché qualcuno aveva sbarrato le porte.

comtinua sul blog Praticomondo


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Intervista all’imam di viale Jenner

La voce di un protagonista, per la comprensione di una vicenda.

D. Shaykh Abu Imad, lei che idea si è fatto sul problema del Venerdi e sullo spostamento del Centro di Viale Jenner?
R. E’ tutto un gioco politico. Partiti come la Lega o La Destra utilizzano questa vicenda a fini elettorali, non volendo trovare una soluzione seria.
Noi è da quattro anni che cerchiamo soluzioni alternative in vari immobili, pagando anche caparre di migliaia di euro ma poi saltano sempre fuori dei problemi. O è il Comune che dice che il posto da noi scelto non è idoneo, o èsono la Lega ed i comitati cittadini che insorgono per nulla: sono convinto che se ci fosse un po’ di coraggio da parte delle istituzioni, questa vicenda si potrebbe risolvere in un mese. Per ora, ci affidiamo al Prefetto.

D. Quali sono le cause di questo problema, ed in generale delle vicende sorte intorno a questo Centro?
R. Questo problema si ricollega comunque alle vicende che purtroppo hanno toccato la moschea. Il Venerdi in strada è riconducibile al fatto che il numero dei fedeli è aumentato nel corso degli anni, e noi non siamo riusciti a contrattare con il Comune un posto idoneo per contenere tutti i credenti.
Comunque l’ attuale situazione è legata anche alla paura che questo Centro suscita, e questo senza motivo.

D. In che senso?
R. Questa moschea è sempre stata attiva da due punti di vista: all’ interno della Comunità, da un lato, e con la società italiana, fin dalla sua nascita, dall’altro. Grazie anche all’apporto che shaykh Said Abu Ziad (che Iddio abbia Misericordia di lui) diede, c’è sempre stato un intenso lavoro sociale, che però gradualmente negli anni è stato infangato dalle inchieste giudiziarie.
Già la situazione afghana e l’ invasione sovietica provarono molto il Centro: soffrivamo per i fratelli e cercavamo di aiutarli con pacchi umanitari ed altre forme di aiuti. Gli anni ’90 poi hanno portato il conflitto in Bosnia, e anche qui sentivamo il bisogno di contribuire al sostentamento dei fratelli. La Bosnia, poi, era vicina, e questo aumentava la nostra preoccupazione. Anche lì mandammo aiuti in cibo e vestiti, ed alcuni fratelli andarono in Bosnia personalmente, per aiutare la resistenza islamica, come ad esempio shaykh Anwar, che morì là (che Iddio abbia Misericordia di lui).

Proprio in questi anni incominciarono i problemi. Nel 1995, durante l’Operazione della Digos “Sfinge”,  venni arrestato con altri egiziani, con l’ accusa di terrorismo e reclutamento.
Quante volte gli agenti sono venuti qui a perquisire il Centro! Dicevano che avevamo armi, progetti, che volevamo creare un stato islamico in Italia.. In realtà non hanno mai trovato nulla. Che dire? Dovranno pur lavorare anche loro! Operazioni del genere possono essere molto utili per far carriera nelle forze dell’ordine.
Comunque sono tutte parole. Tutta l’architettura accusatoria faceva riferimento alla testimonianza di un macellaio egiziano, un bugiardo che affermava di essere stato con noi mentre parlavamo di progetti ed altro; ma sono solo parole, senza alcuna prova reale e non suffragate da fatti concreti.
Dopo l’arresto fummo sottoposti al 416bis, come i mafiosi. Poco tempo dopo ci tolsero il regime duro. Nel 1999, la Terza  Sezione del Tribunale di Milano decretò la mia totale assoluzione per insufficienza di prove. Attualmente sono ancora sotto processo, sempre a Milano, per presunto reclutamento terroristico; ad ottobre ho altre udienze, che Iddio mi aiuti.

Ritornando alle attività del Centro, a fine anni Novanta iniziarono ad esserci pressioni dai governi arabi per limitare le nostre attività, come ad esempio la scuola per bambini e ragazzi. Il Consolato Egiziano iniziò ad esortare gli egiziani di Milano a portar i loro figli a scuola da loro, diffamando il Centro ed affermando che qui i bambini sarebbero stati indottrinati. In verità, la stessa scuola del Consolato Egiziano era nata anche per evitare che i bambini egiziani venissero a studiare qui da noi.

D. E perché secondo lei tutto questo? Tutte queste inchieste e pressioni?
R. Alcuni Paesi arabi – soprattutto dopo alcune nostre dichiarazioni sulle ingiustizie e sull’oppressione perpetrate da alcuni regimi su quelle popolazioni, come in Algeria ed in Egitto – incominciarono a far pressioni a Roma affinché fossero effettuare indagini e perquisizioni a nostro carico. Tutto questo, naturalmente, è stato poi intensificato dall’ 11 Settembre 2001.

D. Come possono i giovani aiutare il Centro Islamico di viale Jenner, e in generale la comunità islamica italiana?
R. Il vostro ruolo è fondamentale. Essendo cittadini italiani, avete un vantaggio in più: in quanto stranieri, benché abbiamo certe garanzie, noi potremmo facilmente essere perseguiti e rimpatriati per i motivi più diversi. Voi invece siete nati qui, vi impegnate per il Paese e contribuite allo sviluppo dell’Italia: voi avete il compito di portare avanti quel lavoro che altri hanno iniziato, facendo conoscere l’Islam meglio di quanto sia conosciuto oggi. Questo è un dovere, per voi.

D. In che modo i giovani possono cercare di contrastare il pregiudizio e la cattiva immagine che si addebitano ai musulmani in Italia?
R. Questo si può fare con un continuo dialogo con la cittadinanza, tramite la comunicazione. Ci sono diversi modi, per comunicare: pubblicate lavori sull’Islam, libri e cassette, cimentatevi nei campi che più v’interessano, impegnatevi a scrivere sui giornali più diffusi. Queste potrebbero essere delle soluzioni per comunicare positivamente con la cittadinanza e con la società italiana.

D. E aprire le moschee, per visite ed incontri?
R. Certo, è già capitato: qui sono tutti benvenuti.

D. Un ultima domanda sul Medio Oriente.
E’ possibile una pace in quelle zone? Se sì, come?
R. La pace si avrà quando l’ establishment israeliana cambierà il suo modo di vedere la situazione. Finché penseranno di essere gli eletti presso Dio e che sia un loro diritto costruire uno stato esclusivamente ebraico in Palestina, è difficile che la situazione possa pacificarsi.