LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Bavaglio alle trasmissioni

Il provvedimento era nell’aria, ma ora si è trasformato in realtà. Il CDA della Rai ha deciso di chiudere tutti i programmi di stampo giornalistico per un mese grazie alla campagna elettorale. Nessuna trasmissione, inchiesta, talk show, approfondimento politico potrà andare regolarmente in onda per non contrastare con la “presentazione” dei vari candidati per la Regione.

Nonostante le proteste forti e le promesse (quella di Santoro) di provare ad andare comunque in onda, i cittadini non potranno venire più a conoscenza dei profili di tutti i candidati che si apprestano a darsi battaglia. Ecco, proprio il conoscere e delineare i profili di questi signori è una cosa che in Rai bisogna evitare, anzi diciamo che bisogna evitarla dappertutto. Le notizie non devono trapelare, ne bisogna stilare la lista di tutti i rinvii a giudizio, processi e colpevolezze che fanno da contorno alla metà dei candidati. I vari Floris, Santoro, Vespa ( sacrificato per parcondicio) sono imbavagliati, nonostante questi avessero provato a portare avanti temi differenti dalla politica. Flores con il costo della vita, Santoro prima con lo scandalo della Protezione Civile (dove centrava la politica ma non è colpa nostra, semmai la loro) e poi con il caso Morgan, infine Lerner con lo scandalo Telecom-Fastweb. Ma neanche questo basta, neanche questa tipologia di argomenti deve essere approfondita. Meglio non far luce sui favoritismi del capo della Protezione Civile, ne sul riciclaggio di soldi creando una delle più grandi truffe della storia, ne di illustrare i modi rozzi e barbari che mafiosi, camorristi e ndranghetisti utilizzano per portare a spasso politici di un certo spessore. Se poi vogliamo fare tutto a favore della libertà di una campagna elettorale, dai piani alti sono più giustificati, visto che Formigoni in Lombardia e Errani in Emilia Romanga sono ineleggibili per legge, ma nonostante questo hanno comunque chiesto un ricorso e un aiuto perchè le leggi possono anche non essere rispettate, così come ha fatto la Polverini che ha chiesto aiuto di cani e porci, di capi di Stato e giudici in toga rossa per ritornare in corsa. Dunque oscuriamo le notizie, mandiamo l’informazione a farsi benedire e lasciamo che si assista a noiosi programmi di partito, proposte e quant’altro sia necessario a farsi “bello” davanti al grande schermo, lasciamo che sia il TG1 a occuparsi di tutti gli altri approfondimenti e di assolvere o prescrivere chi gli pare, lasciamo anche che la gente dell’Aquila rimanga li, con le sue carriole a protestare o a ignorare le pietre tombali abbandonate e lasciate li a confondersi con le macerie. Lasciamo anche che i sindaci dei paesi limitrofi dichiarino “impossibile ci siano queste condizioni in un cimitero”, quando poi tutto viene regolarmente documentato sul giornale, quei pochi veri che ancora provano a non distorcere la realtà con la menzogna o l’occultamento. Ignoriamo tutto e basta. Ignoriamo magari anche come il Regime italiano si fortifichi sempre di più, giorno dopo giorno.

Dove tutto è legale perchè reso illegale, non meravigliamoci che il sistema elettorale sia trascinato anch’esso in questo vortice che non si fermerà più.

Nicola Sorrentino

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Un’altra figuraccia di Feltri e de “IL GIORNALE”

E così, ancora una volta, e sia pure a denti strettissimi, e in una pagina interna, Feltri si rimangia ciò che aveva sbandierato per un paio di settimane al rientro dalle ferie, e che ha spinto il povero Boffo a dimettersi.

Come riporta anche il Sole 24 Ore (noto giornale comunista) del 4 dicembre, Feltri deve ammetterlo: era una bufala. Sentite qui. «Personalmente – scrive Feltri – non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato, se non mi fosse stata consegnata da un informatore attendibile, direi insospettabile, la fotocopia del casellario giudiziario che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche».

Inaudito. Fosse la prima volta che le fonti di Feltri, da lui sempre definite “attendibili”, “insospettabili”, gli tirano il bidone, pazienza. Ma non è affatto la prima volta. A parte la figura da peracottaro sul caso Mitrokin, possiamo annoverare – tra le tantissime – anche la più recente, quella del suo giornalista Francesco Guzzardi, che dopo essersi scritto una lettera minatoria da solo (firmata “Brigate Rosse”), ha pubblicato un articolo in cui sproloquiava come sempre sull’intolleranza e la violenza che ci sarebbe nel DNA dei “rossi”. Peccato per lui che, allertata la Digos, gli agenti di quest’ultima, fatta una rapida indagine, gli fanno ammettere che se l’è scritta da solo, e lo denunciano per procurato allarme.

Ma perché Feltri ci casca con questa regolarità? Lo dice lui stesso: «La ricostruzione dei fatti descritti nella nota – prosegue Feltri – oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali. All’epoca giudicammo interessante il caso per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto«. Hai capito, che giornalista? Lui non pensa di dover pubblicare notizie vere. Che siano vere o no, chi se ne frega. L’importane è cercare di dimostrare una tesi. E lo dice con un candore davvero disarmante.

Poi, naturalmente, è sempre colpa della vittima: “La cosa da piccola divenne grande – prosegue Feltri – ma forse sarebbe rimasta piccina se Boffo invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare che si trattava di una bagatella e non di uno scandalo. Dalle carte infatti, Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato». In altri termini, se Boffo non si fosse difeso… non ci sarebbe stato tutto ‘sto can-can.

Adesso mi piacerebbe sapere che ne dicono tutti i blogger di destra, che davano del “frocio” e del “pederasta” a Boffo.

Sarebbe come dare del “giornalista a Feltri.

DATI e FATTI


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Le brigate turchesi causano gli autogol degli squadristi in campo per una rockstar al tramonto

L’altro giorno la Rolling Stone Italia ha nominato Silvio Berlusconi “Rockstar dell’anno”: da sempre, in occasione dell’uscita del numero di dicembre, il mensile incorona il personaggio che si è distinto nel corso dell’anno per il suo carattere e temperamento decisamente rock&roll.  La decisione di eleggere Silvio Berlusconi Rockstar dell’anno é stata presa dalla redazione di Rolling Stone per gli evidenti meriti raccolti dal cavaliere, capace come nessun altro di stare sotto le luci della ribalta e distinguersi per il suo stile di vita degno delle migliori rockstar.

Quando uno è una rockstar è normale avere nutriti gruppi di fans.

Ma alcuni fan strabordano, esagerando nell’idolatria. Ecco cosa hanno combinato i fans – squadristi di Silvio rock per esaltare le gesta del loro idolo.

Il giudice Mesiani ? Eravamo d’accordo con Brachino di fare del gossip su di lui come avevamo fatto in precedenza su Pieto Maso e Marco Furlan

Avete letto bene, nessuna omonimia, il paragone è proprio con Pietro Maso (che assassinò i genitori) e  Marco Furlan (componente del sodalizio criminale Ludwig).

Tutto ciò è contenuto nel verbale dell’interrogatorio previsto dal procedimento disciplinare contro la  “giornalista” Annalisa Spinoso –  l’autrice del pezzo contro Mesiani trasmesso da Mediaset tempo fa, quello sui calzini turchesi stravaganti per intenderci – ed i suoi capi  Claudio BrachinoAntonello Sette.

Che dire? A questa fonte inquinata si abbeverano ogni giorno milioni di persone sprovvedute che per decenni ingurgitano stronzate come fossero notizie e poi , una volta ben lobotomizzati, diventano fedeli elettori del premier. Ha funzionato così fino ad ora. C’é qualcuno che può negarlo?

Altro eccesso di zelo, altro autogol dei soliti cialtroni del ” Giornale” : Aiuto i comunisti ci vogliono far fuori” Poi la Digos scopre che la lettera delle B.R. è una invenzione di Littorio Feltri che se l’è mandata da solo...

Presso la redazione de “Il Giornale” di Genova è stata recapitata una lettera scritta a mano, con stella a cinque punte e firma delle BR. La lettera conteneva minacce alla redazione, al capo della sede Lussana ed al collaboratore Guzzardi, colpevoli secondo i brigatisti immaginari di reiterate inchieste sulla Valbisagno.  Guzzardi si era preso la briga di scriverci un articolo per il sito della testata,  in cui illustrava la situazione, ed il momento in cui aveva cominciato a trovarsi sotto minaccia.

Più tardi sempre ieri , la Digos è riuscita a risalire al mittente di quella lettera anonima arrivata in redazione: Francesco Guzzardi. Omonimia? No, non solo è lo stesso nome del giornalista, ma chi ha scritto quella lettera ed il giornalista sono la stessa persona! Così come a ha fatto sapere l’ANSA tramite questo lancio. Poi Guzzardi ha confessato di aver architettato l’intera vicenda, cercando di salvare il capo, Littorio Feltri.

Indro Montanelli, quando ancora in vita e vedeva la sua creatura “Il Giornale”, sotto la direzione della famiglia Berlusconi in tandem con Feltri, affermava che per lui  equivaleva ad avere un figlio drogato con cui non voleva più avere niente a che fare.

Annoveriamo quindi l’ennesima figuraccia che la testata gionalistica diretta da Littorio Feltri può rivendicare  nel suo palmarés. La creazione di un nemico che non c’è, di un allarme che non esiste, al solo scopo di mantenere alta la paura dei comunisti cattivi che se la prendono contro il giornale del Regime.

Crazyhorse70


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Terremoto : perché agli aquilani non daranno le case e perché li salasseranno di tasse senza sconti…

terremoto_abruzzo_2009Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.

cavallo pazzoVi dò un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica  e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.

Prima notizia

Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità : due terzi  dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case , né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.

Tremonti  lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.

La notizia é sconvolgente , taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.

Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?

Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.

Seconda notizia

Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.
Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.

E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?

Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui  ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.

Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.

Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.

Se il governo voleva  spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e  difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza  non è mai arrivata.

Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.
Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).

Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.

E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.

Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.

E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…

Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.

Crazyhorse70


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Controinformazione: le informazioni che non ti danno le sette sorelle della (dis)informazione

cavallo pazzoLe Sette Sorelle della (dis)informazione.

Certo silvio-mediaset é la sorella più grassa e sguaiata, la più prepotente, quella che vuol essere anche figlio,  padre e spirito santo, ma non é l’unica sorella “impura”:  ne ha altre sei belle grosse e bulimiche , solo un pò meno sfacciate.

Ecco che ve le presento tutte : Rcs Mediagroup, Mediaset-Mondadori, Gruppo L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 Ore, Gruppo Riffeser, Gruppo Caltagirone, Telecom Italia Media.

Insieme hanno in mano l’editoria della carta stampata, alcune di loro il mondo delle radio, una sola di loro  – silviona – invece si mangia ogni giorno quasi l’intera torta della tv e della pubblicità ( ecco perché anche padre, figlio  e spirito santo ). Qui é ben spiegato il punto delle  dimensioni delle sorelle http://sadefenzasarda.blogspot.com/2009/09/le-sette-sorelle-della-manipolazione.html .

Ma sono cose che ormai sanno tutti, anche i sassi. Non possiamo aspettare che le notizie ci arrivino, dobbiamo andarcele a trovare noi in mille modi e spargerle in giro ,  perché la concorrenza  é falsata da tanti conflitti di interesseberluscafeltri e molte notizie “sfuggono” a tutte queste flaccide ed impure sorelle.

Una delle quali é mastodontica  e fa paura, ma  le altre non é che siano delle verginelle di primo pelo ed anzi la verginità l’hanno persa da un pezzo

Un pò di notizie nascoste.

Terremoto in Abruzzo: niente futuro per 26.000 senza tetto su 40.000 .

Non ci sono case né casette per tutti” ed anzi “due terzi dei 40.000 senza tetto non hanno alcuna prospettiva di residenza futura ,che non siano gli alberghi della costa, case di parenti, o la diaspora “ questo è quanto ha detto il direttore generale del Comune de L’Aquila, Massimiliano Cordeschi, per  questo accusato dal ministro Tremonti di «esortare alla rivoluzione»

La visione “edilizia», immobiliaristica del presidente Berlusconi, attuata «militarmente» dalla Protezione Civile. Senza rispetto per il cuore culturale ed economico della città. Senza programmare un futuro; le parole ” ricostruzione” e ” pianificazione” sono scomparse, solo mille episodi sconnessi di cemento sparso a pioggia e con un consumo di suoli agricoli alla fine disastroso.

Eppure in passatola pianificazione é statafondamentale.

Dopo i terremoti del Friuli, dell’Umbria e delle Marche   –  gli esempi migliori fino ad ora  – il dibattito sulla ricostruzione di centri storici e monumenti fu subito intenso e coinvolgente, appassionando le comunità e producendo alla fine soluzioni  valide.  In Friuli lo slogan della ricostruzione fu «prima le fabbriche, poi le case e le chiese». In Umbria venne corretto in «prima le chiese (“Sono le nostre fabbriche”, fece notare un vescovo saggio, attento al turismo religioso di massa), poi le case e le fabbriche».

Ed in abruzzo? Domande antitaliane da farabutto…

Leggete e firmate l’appello del  Comitatus Aquilanus.

Terremoto in In Abruzzo: elargiti decine di milioni di euro che puzzano.

Si profila un nuovo scandalo dopo quello delle macerie. Uno scandalo maleodorante che riguarda l’appalto relativo alla gestione e manutenzione dei 3.500 bagni chimici messi in funzione nell’ambito dell’emergenza del terremoto.

La squadra mobile dell’Aquila ha acquisito documenti ed articoli da Angelo Venti, direttore responsabile del presidio dell’Aquila, dell’Associazione “Libera” e direttore del giornale on line “Site.it”.

Secondo i dati in possesso all’associazione, il noleggio e la pulizia di ogni singolo bagno sarebbe di 140 euro al giorno per un totale di decine di milioni di euro elargiti dal 6 aprile fino ad oggi. Dal Blog di Radio L’aquila

Nessuno si é accorto che berlusconi ha già privatizzato l’acqua

Dal 2012, grazie alla legge 133/08 “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” approvata ad agosto dal Parlamento la gestione del servizio idrico integrato in Italia sarà privatizzato. Da diritto acquisito, l’acqua diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato, infatti il servizio idrico è stato equiparato a qualunque servizio pubblico di rilevanza economica, costringendolo alle regole della concorrenza.
Leggi per credere l’articolo 23bis della legge 133/08

Quel sistema di mercato  che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni, dovrebbe regolare il nostro accesso all’acqua, bene primario assoluto…

“Sono Gianni Letta e devo aiutare CL”

Palazzo Chigi smentisce che Letta sia indagato. Ma la Procura generale della Cassazione dice che l’inchiesta è a Lagonegro. Indovinate chi mente.

Il sottosegretario è stato intercettato mentre prometteva ai ciellini della Cascina di intervenire sul capo dell’Agenzia delle entrate. E lo sconto fiscale è arrivato. Per legge.

Indagato pure Alfano, ostacolava i pm del caso Fitto

Alla base del provvedimento trasmesso al Tribunale dei ministri alcune intercettazioni. Nelle conversazioni emergerebbe il proposito di “sbarrare la strada” alla carriera di un alto magistrato pugliese. Subito dopo da via Arenula scatta la strana ispezione. Il ministro delle Regioni Fitto lamenta una sorta di guerra da parte dei giudici che ipotizzano reati di associazione per delinquere e finanziamento illecito al suo movimento politico “La Puglia prima di tutto”.

Ed ora un piccolo sassolino da togliermi in fretta.

L’utile idota che soccorre Berlusconi

L’altra sera, dopo aver massacrato George W. Bush per otto anni, David Letterman ha sbeffeggiato il presidente in carica Barack Obama. Secondo il nostro governo ed i suoi sgherri sarebbe un caso di odioso antiamericamismo, ma negli USA dove il sentimento patriottico è sicuramente più florido e sincero che da noi, nessuno si è arrischiato a dira una scemenza del genere.

In Italia  la destra ripete spesso la litania dell’antitalianità ed in genere c’e’ il solito utile idota che si aggiunge al coro, a cadenza periodica, accusando la sinistra di antiberlusconismo ed antiitalianità.

Chi é costui ? Gasparri? Bondi ?

No : l’utile idiota é  D’alema :  l’ha detto l’altro giorno ,  mentre presentava un fondamentale libello “A destra  tutta. Dove si è persa la sinistra?”

Probabilmente a largo di Bari, dalle parti di  Giampi Tarantini.

Crazyhorse70


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La madre di tutte le domande a cui Berlusconi non risponderà mai…

cavallo pazzoSe il premier non risponde alle 20 domande  di  Repubblica o degli altri giornali di tutto il mondo sulle sue storie di sesso é un problema che riguarda la politica e l’informazione.

Ma qualcuno dovrebbe ricordargli che chiarire i suoi rapporti con la mafia e l’origine di Forza Italia attiene anche alla legge penale e, lodo Alfano o meno, prima o poi occorre rispondere, qualcuno dei suoi dovrebbe rammentarglielo.

Antefatto . La storia dei rapporti di lavoro fra Alberto Mori e Paolo Berlusconi è stranota : i due erano soci all’inizio dei ’90 in una ditta di costruzione siciliana oggetto di indagine per mafia.

I berluscones a lungo hanno sostenuto che fosse un menzogna e lo stesso prefetto Mori  che quell’Alberto non  fosse suo fratello.

Oggi,  notizia freschissima, la DIA conferma che si trattava invece del fratello e che c’era stato solo un errore di trascrizione materiale del nome, Alberto e non Giorgio Mori.berlusconimafiaappalto

Quindi era proprio lui in affari nella CO.GE di Paolo Berlusconi indagato per appalti mafiosi. Tale elemento é utile a chiarire la stessa figura del prefetto, perché é lo stesso personaggio  protagonista della trattativa di cui parla il figlio di Ciancimino, l’inchiesta sul “papello”. Tale papello conterrebbe le prove dei rapporti fra politci e mafiosi nei mesi successivi alle stragi 1992-1993. In quei mesi , infatti,  i boss mafiosi chiesero una mano allo stato in cambio della fine delle ostilità ( c’e’ una lettera di tale tenore sequestata nei magazzini dell’ex sindaco di Palermo)

Detto l’antefatto, in queste settimane Berlusconi ha iniziato una  guerra mediatica preventiva contro i magistrati antimafia di Palermo titolari del’inchiesta di cui sopra :  lui ed i suoi giornalisti  ogni giorno prevedono l’oggetto delle indagini sempre mettendo le mani avanti e definendo ogni aspetto come “diffamatorio e frutto di complotto” .

Qualche volta si tradiscono per eccesso di “imprudente previsione”.

Mi ha colpito in particolare  il modo di trattare l’argomento di questi prezzolati giornalisti, che nel temere che si rispolverino  “ i rapporti professionali tra il fratello del generale ed il gruppo Fininvest” , ripetono tutti la stessa solfa ovvero che ” Berlusconi  al tempo richiamato dalle indagini (quindi  successivamente alle bombe del 1993 ) non avesse ancora alcun potere …” ed indicano come possibile riferimento istituzionale dell’accordo criminale piuttosto l’avversario politico di allora, Luciano Violante .

Devo dire che in verità Violante é  l’unico ad aver spontaneamente risposto alle domande rivoltegli dalla DDA di Palermo e tutti possono rendersi conto se sia credibile o meno , leggendo gli atti  che sono pubblici. Ma qualunque sia stato il ruolo di Violante –  nessuno lo ha smentito finora –  rimane il gigantesco masso sulla democrazia e sulla verità storica , oltre che giuridica, la legittima curiosità di sapere qualcosa direttamente dal premier anche perché é  assolutamente falso che egli non avesse interessi politici in quelle settimane visto che stava costruendo ex novo un partito politico. Inoltre  i dubbi sulle origini mafiose del berlusca  sono ormai ventennali e spesso auterevoli e non sinistrorsi  , visto quel che pensava anche il giudice Borsellino nella famosa e censuratissima intervista televisiva che dovremmo pubblicare tutti come un tormentone specialmente per qualche duro d’orecchio dei dintorni

Tornando a bomba colpisce anche un altro aspetto della vicenda . In questi mesi , sempre secondo i Ghedini Boys , il sistema di informazione del premier ha fatto apparentemente molta acqua , come quando “tutti entravano ed uscivano da Villa Certosa senza che si sapesse chi fossero”  o  come quando lo stesso ” premier non sapeva chi fossero le tante ragazze portate da Tarantini “. Il virgolettato é perché trattasi delle esatte loro dichiarazioni pubblicate sui giornali.

Allora che qualcuno mi risponda, di grazia  :  come  mai  Silvio Berlusconi riesce a sapere in anticipo che “due procure, quella di Palermo e di Milano,  cospirano” contro di lui, ma non è mai riuscito invece a sapere , né anticipo né dopo,  che le 30 ragazze 30 portategli fin sull’orlo del lettone  dall’imprenditore puttaniere cocainaro Tarantini erano in buona parte delle escort? E come mai per mesi ha ignorato che le gentili puttane ( in effetti come qualcuno ha già detto questo termine è più onesto ) con le quali faceva sesso erano pagate proprio per soddisfare i suoi appetiti?

La verità é ormai un’altra : all”apice del potere deborda caracolla e cade sbracando.

Tra i progetti governativi da realizzare, il Cavaliere ha messo anche la sconfitta definitiva della mafia e, però, sa di non farsi male a parole da quel lato così prodigo di sostegni elettorali, perché gli atti concreti del suo governo sono abbastanza rassicuranti: magistratura da normalizzare, intercettazioni da azzerare, bavaglio alla stampa, capitali sporchi da far rientrare, ecc.

Macigni in giro ce ne sono, specie con il processo Dell’Utri in appello, ma non si aspettava una precipitazione degli eventi come quella registratasi in questi giorni con le inchieste riaperte a Palermo e Milano sulle stragi, né poteva pensare che gli potesse arrivare una qualche autorevole bordata dall’interno del Pdl. La reazione è stata scomposta.

Il nervosismo che già si notava per le questioni gossipare estive ha raggiunto livelli parossistici ed ormai il piano inclinato comincia ad essere anche scivoloso: la situazione potrebbe precipitare a breve per le note e plausibili vicende di questi giorni con Gianfranco, Pierferdy, Francesco ed altri ancora nell’ombra…

Crazyhorse70