LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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La Francia in lotta

Il Malpaese

29europa-aprigi-3Mobilitazione massiccia in Francia per il quarto giorno.

Mobilitazione  contro la loi Travail ( legge sul lavro ), mentre il 3 maggio inizia il dibattito all’Assemblea sulla contestata riforma che porta il nome della ministra El Khomri.

Si stima la partecipazione di  circa 500.000 manifestanti.

Il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve, ha affermato che 24 poliziotti sono stati feriti, tre gravemente, uno è in codice rosso, 124 fermi in tutta la Francia.

Feriti anche tra i manifestanti. L’Unef, sindacato degli studenti, condanna l’uso «sproporzionato della forza» da parte della polizia.

Di seguito segnalo l’articolo del Manifesto per i particolari e la cronaca della situazione bollente http://ilmanifesto.info/mezzo-milione-in-piazza-contro-la-loi-travail/

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Un motivo per dire SI il 17 aprile

Il Malpaese

CdhIRHjWAAAc9Qk.jpgle foto del disastro valgono più di mille parole

da ecoblog  del 23 marzo 2016

“Una chiazza di petrolio si è allargata a 120 chilometri da Lampedusa dopo l’incidente avvenuto lo scorso 13 marzo in una piattaforma situata 7 chilometri al largo delle isole Kerkennah, nella regione tunisina di Sfax.Una squadra dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente della Tunisia è stata inviata sul posto e la Thyna Petroleum Services ha confermato una “leggera perdita di petrolio alla testa del pozzo Cercina 7I ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta e, secondo le autorità tunisine il danno sarebbe relativo. La stampa locale – eccezion fatta per alcuni siti Internet – ha ridimensionato la portata dell’incidente e anche in Italia è stato messa la sordina a un incidente che verificatosi a un mese dal referendum – altrettanto trascurato dalla stampa nazionale – del prossimo 17 aprile…

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Trivelle si ..trivelle no….

Il Malpaese

image.jpgSI VOTA IL 17 APRILE

Il referendum sulle TRIVELLAZIONI si farà il 17 APRILE, cioè tra meno di  due mesi.

Una mossa (quella di scegliere una data così ravvicinata) per impedirci di informare i cittadini e pilotare il voto.

L’avere anticipato la data di oltre un mese rivela, infatti, l’obiettivo del #PD, cioè quello di non raggiungere il quorum e vanificare il referendum.

Non ci sono altre giustificazioni, d’altronde è lo stesso PD ad avere voluto la norma impugnata ed è sempre lo stesso partito che ha aperto le porte alle trivellazioni.
Il #M5S non ha mai accettato questa becera politica energetica che sa di medioevo, che contraddice i principi della tutela ambientale e che va contro le decisioni prese a Parigi durante il Summit mondiale sul clima.
Per questo motivo da oggi e fino al giorno del voto,faremo il possibile per convincere gli italiani a votare…

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Campagna di mail bombing!

Il Malpaese

11986317_1484782851817565_1231212532791610492_n.jpgIl Governo intende portare l’attacco finale all’acqua e alla democrazia attraverso lo stravolgimento della legge sull’acqua e l’esplicita contraddizione dell’esito referendario attuata tramite il decreto Madia.

Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui Parlamentari. Pertanto, nei giorni 17 e 18 marzo inviamo tutt* una mail ribadendo: “Giù le mani dall’acqua, il mio voto va rispettato!”.

Di seguito il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari

Gentile Parlamentare,

in questi giorni si sta sferrando un attacco decisivo all’esito del referendum 2011.

La maggioranza ha svuotato e stravolto l’impianto generale, oltre ai i principi essenziali, della proposta di legge sull’acqua pubblica.

Contemporaneamente, ha iniziato il suo iter il “Testo Unico sui servizi pubblici locali”, decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015; un manifesto liberista, che prevede l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni…

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Altro che olio tunisino, in gioco c’è molto di più.

Il Malpaese

oliveL’olio tunisino vale piu’ di un essere umano ? Per l’Unione europea, evidentemente, si.
Ma facciamo un passo indietro…

I produttori agricoli italiani, non riescono più a far quadrare i conti delle loro aziende: i costi di produzione sono sempre più elevati mentre i ricavi sono sempre piu’ bassi.
L’abbassamento dei prezzi all’ingrosso è dovuto a molti fattori,  i tre principali sono: “crisi economica” (meno consumi, deflazione, prezzi più bassi anche al dettaglio); “filiera troppo lunga” ( le merci vengono pagate poco al produttore e vengono pagate troppo dal consumatore perchè c’è chi specula)
e “concorrenza sleale”.
In Italia arrivano merci da tutto il Mondo e non necessariamente questo credo sia un fenomeno negativo: nella misura in cui questa globalizzazione delle merci non crei concorrenza sleale e, soprattutto, non si favorisca il libero scambio delle merci alla libertà delle persone di circolare nel globo.
Purtroppo, da…

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