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COME SBARAZZARSI DEL DEBITO PUBBLICO. PER SEMPRE.

debito pubblico pil coEsiste un modo semplicissimo per eliminare in radice il tragico problema del debito pubblico. Questa soluzione è propugnata da innumerevoli scuole economiche contemporanee e del passato, e suffragata da esempi storici concreti. Eccola:

QUANDO LO STATO HA BISOGNO DI DENARO PER LE PROPRIE SPESE, LO STAMPA.

Ossia, quando lo Stato ha bisogno di denaro per le proprie spese, lo deve stampare da sé, invece di farselo stampare da una banca centrale privata (Banca d’Italia, BCE, FED) o di farselo imprestare da un istituto finanziario privato.

Sembra sbalorditiva l’immediatezza di questa soluzione, eppure proprio la sua logica assoluta ne impedisce la presa di coscienza da parte dei cittadini, assuefatti dalle falsità delle tesi dominanti. Vi sono intere biblioteche di testi scientifici e studi accademici pubblicati che danno contezza esaustiva e articolata di ogni aspetto economico e politico di questa teoria, confutando a una a una ogni obiezione.

Attualmente, nella maggior parte dei paesi e in tutti quelli occidentali, quando lo Stato ha bisogno di denaro, è costretto o a chiedere maggiori tasse o a farselo imprestare dalle banche (che sono tutte – TUTTE – private), creando in questo modo il debito pubblico.

Allora la Banca Centrale (privata, nonostante, per esempio in Italia, sia stabilito dalla Costituzione che debba essere pubblica) stampa il denaro occorrente e lo cede allo Stato in cambio di titoli. Nella UE questa azione è ora demandata alla BCE (sempre una banca privata). I titoli da risparmio acquistati dai cittadini privati sono una percentuale minima del debito pubblico.
Questa operazione è totalmente e assolutamente assurda. Infatti, non solo la Banca Centrale (privata) chiede un interesse su questo prestito, ma addirittura iscrive questa cessione di moneta come debito dello Stato nei confronti di sé stessa al valore nominale, non al costo reale di tipografia. In pratica, ogni moneta da 1 euro viene addebitata per 1 euro, invece che, poniamo, 10 centesimi fra metallo e lavorazione, e ogni banconota da 100 euro viene addebitata a 100 euro invece che a 1 centesimo di costo di stampa tipografica.
Come se un tipografo che stampasse i biglietti dello stadio, il cui prezzo al pubblico per l’ingresso fosse 20 euro, emettesse allo società di gestione dello stadio una fattura di 20 euro a biglietto, invece del costo di tipografia.
A questo si aggiunge l’interesse che viene chiesto allo Stato, e, nel caso il denaro venga imprestato non dalle banche centrali ma dagli istituti finanziari speculativi, tale interesse raggiunge valori da usura.

In questo modo il debito pubblico si gonfia esponenzialmente e irrazionalmente.
Se lo Stato interrompesse questa pratica demenziale, stampandosi direttamente da sé il denaro occorrente, non esisterebbe debito pubblico.

Precisiamo subito alcuni punti fondamentali:

- Le banche centrali non stampano il denaro in base a chissà quale controvalore metafisico o reale cui esso dovrebbe corrispondere o attenersi. Non è più così da quando il denaro ha rinunciato alla sua convertibilità in oro (in Italia, per esempio, dal 1935; negli Usa dal 1971).
Le banche centrali stampano denaro dal nulla: questo denaro non costa loro nulla. Solitamente non viene neppure stampato.

- Stampare denaro non crea automaticamente inflazione, e lo vediamo ogni giorno, dato che anche in questo momento il denaro occorrente viene stampato creandolo dal nulla, solo che adesso lo stampano le banche centrali private invece degli Stati, facendoselo pagare senza motivo dagli Stati stessi, cioè dai cittadini. Se lo Stato stampasse da sé il denaro occorrente, non costerebbe nulla a nessuno e non esisterebbe debito pubblico.

- Questo sistema è sempre stato assurdo, un regalo incivile alle banche private, e ha assunto proporzioni intollerabili da quando non è nemmeno più la banca centrale privata a stampare e prestare il denaro allo Stato dietro un interesse basso, per quanto non dovuto; ma è diventato spaventoso nel momento in cui (in Italia nel 1981) si è stabilito che non debba essere più la banca centrale a prestare denaro al singolo Stato, ma gli istituti finanziari speculativi, dietro interessi da strozzinaggio, mentre oggi la Banca Centrale Europea (privata) debba essere la sola a stampare denaro, ingigantendo i debiti pubblici degli Stati senza alcun motivo (il motivo, in realtà c’è eccome: le banche private da sempre lucrano esattamente su questo).

- In verità, lo Stato Italiano, per esempio, al di fuori del risparmio dei privati cittadini, non avrebbe mai nemmeno avuto bisogno di vendere titoli sul mercato finanziario speculativo per finanziarsi, poiché dal 1992 al 2008 ha sempre avuto un avanzo primario, ossia, al netto degli interessi, ha sempre intascato più tasse di quanto ha speso: quindi aveva abbastanza soldi per pagare tutti i suoi dipendenti pubblici, comprare i prodotti che gli occorrevano, fare i lavori che necessitavano. Mettere sul mercato titoli a debito è stato solo e soltanto un espediente per far guadagnare le banche e gli istituti finanziari internazionali, che sono gli unici mandanti e sostenitori di questo sistema usuraio.

- Il valore del denaro non deve essere rapportato ad altro che al lavoro per cui viene dato come compenso. In una società auspicabile e perfettamente realizzabile, lo Stato chiede lavoro ai cittadini (servizi e prodotti) e in cambio dà loro un quantitativo equo e proporzionale di denaro come compenso, cosicché essi possano a loro volta usarlo per avere da altri cittadini un lavoro (servizi e prodotti). Questo denaro deve essere prodotto dallo Stato dal nulla, senza alcun onere per lo Stato stesso, che è sovrano e quindi legittimato a stampare denaro per i suoi cittadini e per sé medesimo.

- La quantità di denaro da crearsi andrebbe commisurata a quello necessario per gli investimenti produttivi, e la sua copertura economica sarebbe data appunto dai beni e dai servizi conseguenti a questi investimenti (ciò che chiamiamo “lavoro”).

- Questa soluzione non cade dalla luna, ma è stata storicamente già adottata con successo varie volte da alcuni paesi. Gli Stati Uniti d’America nacquero e prosperarono sino a diventare una potenza mondiale stampandosi in proprio il denaro necessario per le spese pubbliche per oltre un secolo (fino a quando i banchieri americani si arrogarono tali privilegi e insensatamente i politici glieli concessero); l’isola di Guernsey dal 1816 a tutt’oggi stampa da sé il denaro occorrente; la Germania nazista divenne ricchissima e rigogliosa con questo sistema, tanto che dopo la sconfitta, alla fine della guerra, non aveva un marco di debito pubblico, mentre gli Usa e alleati si ritrovarono con debiti pubblici stellari; il presidente Lincoln lo fece, e anche Kennedy adottò questa soluzione facendo stampare dallo Stato il denaro occorrente alle spese pubbliche; alcuni paesi arabi lo fanno e lo ha fatto l’Impero Saraceno, così come la Cina Mandarina.

- Il debito pubblico e le imposte non esisterebbero se lo Stato non donasse alle banche private i redditi di questo sistema (signoraggio). Non ci sarebbe bisogno di tasse, perché lo Stato pagherebbe le proprie spese con il denaro stampato da sé, il cui valore è pari al lavoro di cui è compenso.

- Tutto ciò sarebbe compatibile con un’Unione Europea seria e democratica, dove un organismo di controllo verificasse il conio della corretta moneta necessaria ai singoli Stati, al di fuori di ogni ingerenza delle banche private.

Siamo a disposizione per documentare questa tesi con testi, incontri, interviste, bibliografia.
Si prega di darne la massima diffusione al fine di creare un movimento politico e sociale internazionale di ribellione al sistema del debito pubblico fomentato dalle banche private, e patrocinando invece un sistema di Stati sovrani nell’emissione da sé medesimi della propria moneta.

Qui si tratta di abbattere i pilastri ingiusti e antidemocratici dell’odierna struttura economica e politica, tramite una rivoluzione incruenta ma radicale, in funzione di una società finalmente civile e umana.
Ricordiamoci che il Medioevo ha protratto per oltre mille anni privilegi e soprusi inconcepibili, eppure in ciò è stato difeso da classi intellettuali, religiose, e ovviamente di potere, che ne predicavano l’immutabilità. Più vicino a noi, anche l’apartheid ha subito la stessa difesa a oltranza, e ugualmente, per esempio, i mancati diritti di voto alle donne o altro. Fino a che, mutate le coscienze tramite la conoscenza, oggi appaiono organismi sociali evidentemente oscurantistici e anacronistici. Siamo sicuri che un giorno anche il sistema del debito pubblico e dell’attuale tassazione verranno considerati illegittimi, così come la criminale gestione del potere di governo da parte delle banche private, nonostante adesso le teorie a essi contrarie saranno boicottate e derise da chi ha interesse al mantenimento dello status quo.

Andrea B. Nardi
www.andreanardi.it


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FACEBOOK da “faccia libro” a DIARIO COLLETTIVO.

francacorradini:

Insomma una specie di diario segreto lasciato intezionalmente aperto per chi vuol sbirciare.

Ora dite la vostra , che io ho detto la mia.

Originally posted on Il Malpaese:

facebook_like_thumbHo seguito e seguo con attenzione Faceboook durante questi anni.

Per cusiosità personale  e per interesse  lavorativo nel mondo della comunicazione.

Mi sono iscritta  nel 2009 ,a seguito di un invito di un amico Marco Panattoni, che  me lo descriveva come posto interessante,.

Questo avveniva dopo l’esperienza in parte positiva  ma purtroppo naufragata di una pagina  personale su  Fai notizia di Radio radicale.

Faceboook  l’ho visto crescere nel tempo in  qualità e funzionalità.

Diciamo fino al 2011 circa , era un ottimo strumento di propaganda e di amplificazione di eventi .

E ne sono una diretta testimone avendolo  ampiamente utlizzato per organizzare una grande manifestazione italiana.

Poi è andato via via disperdendo ( credo intenzionalmente ..) questa capacità ed è diventato una sorta di “diario” segreto …pubblico.

C’è chi pubblica foto  tenendo memoria di viaggi.. ed io sono tra questi.

C’è chi pubblica ricette.

C’ è, e sono la maggior…

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Giovani catanesi ….in gamba.

decortac

Intervista ad Emanuele Belliti artefice e ideatore di questo  progetto.

La storia di Decortack  direttamente dalle sue parole.

Mi chiamo Emanuele Bellitti e vivo a Catania.

Decortack nasce da una mia visione mentre con una mia amica guardavo delle calzature femminili attraverso la vetrina di un negozio. In quella visione la scarpa che stavo guardando mi apparve sotto forma d’opera d’arte.

Ripensando a quella visione nei giorni successivi mi impegnai in uno studio finalizzato ad innovare le scarpe da donna arrichendole con decori artistico-artigianali di varia natura, forma e dimensione.

Fu così che con un tacco grezzo in mano, a cui avevo praticato un incavo con un trapano da banco, andai in giro per calzolai per sapere se quel mio intervento ne avesse minato la struttura portante.

Rassicurato dalle loro parole, mi recai da un ceramista a cui chiesi di realizzare una piccola testa di moro da incastonare nell’incavo da me prodotto. Mi sembra superfluo aggiungere che sia i calzolai a cui chiesi consulenza che il ceramista mi guardarono come fossi scappato dal manicomio.

Realizzato il primo prototipo, ho brevettato “incavi nel tacco” ed “incavi nel tacco, nel plateau, nelle zeppe e nel pellame” regolarmente registrati sul sito marchi e brevetti del ministero dello sviluppo economico.
Decortack sta rinnovando il suo sito web per trasformarlo in sito e-commerce e sta cercando un locale nel pieno centro di Catania per aprire quanto prima un suo punto vendita. Decortack è il marchio (registrato) che ho dato alle scarpe sin qui prodotte, al fine di rendere visibili le infinite potenzialità dell’idea da me sviluppata. Decortack non è solo artigianato siciliano d’eccellenza.

Decortack è un progetto culturale, di cambiamento, è la speranza di rinascita di una terra come la Sicilia in cui il futuro da decenni ha smesso di avere un futuro!

Da marchio, Decortack si è evoluto in progetto condiviso da artisti ed artigiani che mira alla nascita del cartello del Made in Sicily d’eccellenza (settore calzature-accessori moda-abbigliamento) ed ha come fine il rilancio della nostra economia, la creazione di posti di lavoro, il benessere diffuso.

Il nostro futuro risiede nel turismo e nell’artigianato. E’ nostra convinzione che lo spirito di gruppo, la sinergia tra professionalità diverse, l’innovazione, la creatività, la qualità dei servizi e dei materiali impiegati siano gli ingredienti necessari per produrre prodotti con cui competere con successo nel mercato globale.

Il progetto decortack prevede che le creazioni dell’eccellenza siciliana debbano viaggiare nel mondo accompagnati da un marchio che rappresenti la Sicilia e da una certificazione di qualità che illustri le bellezze paesaggistiche, monumentali, la bontà dei prodotti enogastronomici tipici dei territori in cui i manufatti saranno realizzati. In tal modo condurremo un’operazione commerciale e culturale tesa alla valorizzazione delll’intero patrimonio regionale.
Partendo dall’originalità della mia idea, pur tra mille difficoltà, soprattutto economiche, ho messo su una fliera produttiva che si autofinanzia e che, grazie agli artisti che dipingono a mano su ceramica (o altro manufatto artigianale), a mastri calzolai, stilisti, sarte, orafi, artigiani che lavorano cuoio e pellame ecc. ha iniziato a produrre i primi modelli di calzatura donna (che definire opere d’arte è poco) e quanto prima (in armonia con i decori incastonati nelle scarpe) realizzerà pregiati capi d’abbigliamento (impreziositi da dipinti a mano) ed i relativi accessori moda. Altra nostra pecularietà è quella di personalizzare ogni nostra produzione. Il cliente non dovrà fare altro che venirci a trovare in negozio o inviarci la foto del soggetto o dei soggetti che vuole riportati sui decori. Noi esaudiremo ogni suo desiderio. Ciò vale anche per i negozianti delle località turistiche italiane ed estere che vogliono commercializzare calzature ed altri prodotti aritigianali raffiguranti le bellezze dei loro luoghi.
Concludo : ho un sogno che sono determinato a rendere reale al fine cambiare il presente della mia terra che si impoverisce ogni giorno di più. E’ possibile trasformare il sogno in realtà se da subito tutti ci diamo una visione di futuro che sia fonte di emozioni postive. Se ciò avverrà, il sogno si tradurrà in realtà grazie al ritrovato entusiasmo dei tanti artisti-artigiani che con i loro manufatti d’eccellenza ci rappresenteranno nel mondo, all’indotto che si svilupperà a seguito delle loro produzioni, al ritorno commerciale e turistico che la realizzazione del progetto decortack (che può essere preso a modello da pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Decortack/552166131531634?ref=hl Decortack

per informazioni: info@decortack.it o chiamare il 3294198247( risponde Emanuele)


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Imu sui terreni: lettera aperta al Ministro Maurizio Martina

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maurizio martina“Caro Ministro Maurizio Martina,

partirei dal contesto. Il settore agricolo è soggetto a crisi cicliche. Nell’ultimo anno poi, i produttori agricoli hanno visto crollare i propri redditi. Questo è accaduto perché la deflazione ha prodotto una diminuzione dei prezzi, perché i costi di produzione aumentano ogni anno, perché il rischio per l’impresa agricola è doppio rispetto a qualsiasi altra impresa. E’ doppio perché non solo ci confrontiamo con il mercato ma anche con le condizioni atmosferiche. Negli ultimi anni, ad esempio, nel mio Paese di residenza, Licata (Ag), gli agricoltori hanno subito danni legati proprio al maltempo. Basta davvero qualche centimetro di pioggia in più, qualche nodo di vento di in più o qualche gelata per distruggere il lavoro e il guadagno degli agricoltori.

In questo scenario, non si capisce perché, con la scusa di andare a trovare dei fondi per delle coperture, si impone una tassa (che si pagherà…

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francacorradini:

attenzione oggi 5 febbraio..

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non mangiamo.
Oggi 5 febbraio si celebra la seconda GIORNATA DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA, istituita nel 2013 dal MINISTERO dell’AMBIENTE non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per “prevenirlo”. Lo spreco alimentare non è solo un problema di alimenti ma anche di impatti sulla biodiversità e sul clima, un allarme che il WWF rilancia nell’anno che vedrà il Vertice mondiale di Parigi come momento clou per gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 al livello globale. http://www.Oneplanetfood.info

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Ancora tu….. ma non dovevamo vederci più……

Originally posted on Il Malpaese:

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Vito Crimi all’indomani dell’elezione del Presidente della Repubblica pubblica una nota sul sistema di voto  “pseudo  mafioso”…..proprio per eleggere il Presidente.

La nota è  molto ben circostanziata.

Direi assolutamente credibile, soprattutto da chi , come me, in passato ha avuto a che  fare con questi sitemi di voto mafiosetti.

Magari basati sui numeri civici della via abitata dagli  elettori abbianati con preferenze particolari.

Insomma un sistema totale di controllo dei voti.

La riporto integralmente come spunto di riflessione.

Ditemi cosa ne pensate.

Franca Corradini

“IL METODO DI VOTO “PSEUDO-MAFIOSO” IN PARLAMENTO
(Per eleggere il Presidente)

Un sistema simile a quello usato dalla mafia per controllare il voto.
È quello che oggi gli “onorevoli” hanno applicato in aula per eleggere il Presidente della Repubblica. Gli è servito per contarsi, serrare le fila ed evitare i “franchi tiratori”.
Gli è servito per impedire la libera espressione del voto.

Un metodo semplice, semplice.

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