LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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L’estrema destra tedesca imbavaglia i giornalisti con aggressioni e minacce

Il Malpaese

dresden_122314.jpgInsulti e minacce, persecuzioni ed intimidazioni. In Germania, nell’ultimo anno i giornalisti sono presi di mira con una frequenza e una violenza fino ad oggi inimmaginabili. Ma c’è di peggio. In una trentina di casi, dalle parole si è passati ai fatti, con vere e proprie aggressioni. Altre volte le violenze hanno raggiunto anche la sfera privata dei giornalisti, come è capitato ad esempio ad Helmut Schümann del Tagesspiegel, colpito alle spalle da uno sconosciuto mentre camminava a Berlino.

L’anno da poco concluso sarà ricordato come l’anno nero dei media tedeschi. Un fenomeno che, se dovesse proseguire, rischia di stravolgere per sempre il mondo del giornalismo in Germania. E – almeno a vedere quanto avvenuto a gennaio – la fine delle minacce e delle prevaricazioni sembra ancora lontana. Un’impennata di violenze – registrata da operatori del settore, polizia e attivisti – che ha una sola origine: l’affermazione di PEGIDA

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senza parole e senza commenti.. articolo de “LA STAMPA”

Il Malpaese

Tra Circo Massimo e strade limitrofe ci stanno non più 300 mila persone

Tanti, tantissimi. Ma molti meno dei due milioni annunciati dagli organizzatori. Mentre impazza la consueta guerra di numeri sui partecipanti al Family Day, proviamo a mettere qualche punto fermo.  

QUANTO È GRANDE L’AREA?  

Il Circo Massimo è lungo 621 metri e largo 118, con una superficie pari a circa 73.300 mila metri quadrati. È un calcolo per eccesso: bisognerebbe sottrarre il palco e i corridoi di sicurezza.

QUALE DENSITA’?  

Il buonsenso dice di calcolare tre persone a metro quadro. In una situazione di particolare ressa, ce ne possono stare anche quattro. Questo è il numero che usiamo per la nostra stima.  

IN PIEDI O SEDUTI  

Qui sotto una fotografia scattata al Family Day mostra che molti partecipanti all’evento erano seduti, una posizione in…

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I Partigiani della Scuola Pubblica si schierano con i comitati referendari per il NO alle modifiche costituzionali

Il Malpaese

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I Partigiani della scuola pubblica parteciperanno in modo attivo al Comitato per il NO nel referendum confermativo sulle modifiche della Costituzione, fortemente volute dal governo Renzi ed imposte al Parlamento.
Alcuni comitati regionali dei Partigiani sono già seduti da mesi ai tavoli di lavoro di Democrazia e Costituzione.
L’attacco alla Costituzione è una chiara manovra antidemocratica di questo governo che tenta di manomettere la legge fondamentale del Paese, nata da un’esperienza storica che ha dato vita ad una formazione identitaria precisa, interpretata significativamente dai Padri costituenti. L’esigenza che si tenta di far emergere semplicisticamente è quella dell’accoglimento di una richiesta di innovazione in un momento storicamente nuovo, nei fatti invece si vuole così veicolare poteri importanti e decisivi tra le forze di un unico soggetto politico. Inoltre vogliamo evidenziare “l’interazione fra le modifiche costituzionali e la nuova legge elettorale – Italicum -, i cui aspetti di incostituzionalità già la Consulta…

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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 16.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.


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Il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione incontra gli studenti di Napoli

la scuola delle bugie

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«In territori difficili più che esercito, carabinieri e polizia bisogna mandare gli insegnanti».

Questo il messaggio  importante che il magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Authority nazionale anticorruzione, ha lanciato qualche mattina fa nell’istituto “Serra” di Napoli durante un incontro con gli studenti.

«Quello che si insegna e si impara nei banchi scuola – ha aggiunto Cantone – non si dimentica mai. Ai ragazzi bisogna far capire che la scelta di legalità conviene sempre.”

«La Terra dei Fuochi – sostiene Cantone – è stata il frutto dell’insipienza di quella politica che non ha esitato a svendere la nostra terra».

Messaggio molto importanteper i giovani  “……bisogna mandare gli insegnanti».

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