LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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I petardi verdi ….

Ed eccoli gli anarchici insurrezionalisti, quelli dei petardi…sui quali Maroni ci ha sottoposto le sue preoccupazioni, sui quali La Russa ha chiesto pugno forte…quelli sui quali si sta montando una strategia di difesa…a quanto pare sono bombaroli fatti in casa(Giandiego Dorigo)

da Repubblica.it

Bossi: “I sospettati di Gemonio  sono figli di militanti leghisti”

Il leader del Carroccio rivela che gli uomini accusati dell’attentato contro la sede della Lega Nord vengono da famiglie “padane”. Poi aggiunge: “Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere il caso

Bossi: "I sospettati di Gemonio sono figli di militanti leghisti"

Gli uomini sospettati di essere i responsabili dell’attentato contro la sede leghista di Gemonio sono figli di militanti padani. Lo ha rivelato Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a Ponte di Legno. Il leader leghista si è mostrato scettico sul fermo e la denuncia.

La sede della Lega a Gemonio

“Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere subito il caso”, ha spiegato. “Gli uomini coinvolti – ha aggiunto – “vengono da famiglie leghiste: i miei figli li conoscono”. “La cosa non era tanto grave – ha concluso – quanto il messaggio inaccettabile”. Il senatùr mostra quindi molte perplessità sul fatto che le persone fermate e denunciate siano effettivamente gli autori dell’attacco alla sede del Carroccio a Gemonio.

Gli elementi a carico dei due sono i materiali ritrovati nelle loro abitazioni. Materiali adatti a fabbricare esplosivi, armi da taglio e una pistola elettrica. E’ comunque ancora da chiarire se siano effettivamente loro gli esecutori materiali dell’attentato e se vi siano altre persone coinvolte.Elementi utili potrebbero emergere dalle analisi delle impronte digitali sui resti dei petardi artigianali, dai filmati delle telecamere di videosorveglianza in paese e dalle analisi del materiale esplosivo sequestrato durante la notte.


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Non mi ascolti ? non ti ascolto !

Questo il titolo di una campagna lanciata su Facebook che riguarda il ministro Maroni e l’intervento previsto (  e richiesto dal Ministro  stesso) alla trasmissione  televisiva  di Fazio e Saviano ” Vieni via con me “.

Evento Facebook

dalla  descrizione  ( molto provocatoria ):

NON ASCOLTERO’ MARONI A “VIENI VIA CON ME”
sig Maroni , non ti voglio ascoltare…
perchè tu hai ascoltato gli abitanti di Terzigno…
hai ascoltato i pastori sardi che chiedono di sopravvivere…
hai ascoltato gli aquilani venuti a manifestare a Roma..
hai ascoltato i disperati su torri e gru…
hai ascoltato lavoratori e disoccupati disperati…
NO NON LI HA ASCOLTATI ANZI SPESSO LI HAI MANGANELLATI …
e allora visto che , purtroppo,non ti possiamo manganellare , almeno possiamo decidere di non ascoltarti.

 


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Sindacato Indipendente di Polizia :domani mattina armati di volantini,davanti al Viminale,chiederanno le immediate dimissioni del Ministro dell’Interno Maroni.

Sarà un “assalto” in piena regola, certamente pacifico ma carico di rabbia e indignazione, quello che i poliziotti del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, porteranno domani mattina alle ore 10.00, armati di volantini, al Palazzo del Viminale, per chiedere le immediate dimissioni del Ministro dell’Interno Maroni.

Il palazzo del Ministero sarà invaso dal frastuono delle vuvuzelas, mentre nel piazzale le ormai famose sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle serviranno a ricordare il grave tradimento del Governo nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei cittadini.

“L’attuale maggioranza in campagna elettorale non ha fatto che promettere un impegno straordinario e prioritario sul versante della Sicurezza – commenta il Segretario Generale Franco Maccari -, promesse che sono state clamorosamente tradite una volta conquistato il potere”.

“Il Governo – spiega Maccari – anziché combattere il crimine, sembra avere cambiato schieramento: ha girato i cannoni e si è messo a sparare contro le Forze dell’Ordine! Questo è dimostrato dai provvedimenti legislativi che mettono i bastoni tra le ruote alle Forze di Polizia, ma soprattutto è evidente il continuo taglio dei viveri a chi deve garantire la sicurezza del territorio e il contrasto alla criminalità: con l’ultima Finanziaria l’intero Comparto Sicurezza viene messo in ginocchio, mentre si tenta di illudere e tenere buoni i cittadini con l’aria fritta, ad esempio con le divise a passeggio nei centri storici delle città o le ronde fallite miseramente sul nascere”. Conclude il leader del COISP: “E’ davvero triste essere costretti a manifestare per chiedere al Governo di tutelare gli uomini in divisa, di garantire loro dignitose condizioni di lavoro, ma soprattutto di condividere con loro l’orgoglio di rappresentare e difendere le Istituzioni italiane!”.

Sempre domani, il COISP parteciperà, insieme alle altre organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza-Difesa e dei Vigili del Fuoco, alla grande manifestazione organizzata in piazza Montecitorio che porterà in piazza la rabbia e l’indignazione di tutti quegli uomini e quelle donne che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la difesa del Paese, anche a sacrificio della propria vita, ricevendo in cambio dal Governo soltanto umiliazioni e mortificazioni.
Sarà l’ultimo appello dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, che scenderanno in piazza listati a lutto, ai deputati, affinché determinino un’inversione di rotta e il cambio del testo della manovra Finanziaria per scongiurare la morte del comparto Sicurezza-Difesa.

COMUNICATO STAMPA COISP DEL 20 LUGLIO 2010


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Non sempre essere di destra significa essere ciechi e sordi ……

Eccone  la dimostrazione

Questo pezzo  di una nostra vecchia conoscenza Riccardo FucileBlog  Destra di Popolo

RETROMARCIA: ALLA FINE MARONI AMMETTE, IN PIAZZA ERANO 130.000

CI SONO VOLUTI DUE GIORNI PERCHE’ MARONI DIFENDESSE IL LAVORO DELLA POLIZIA CHE DOVREBBE RAPPRESENTARE: LUI CHE SAPEVA, PERCHE’ NON HA SMENTITO SUBITO CICCHITTO E GASPARRI?…. IL GIOCO DELLA LEGA: A ROMA PARTITO DI POTERE, A NORD FINTO PARTITO DI LOTTA… E  ORA VERDINI, CICCHITTO E GASPARRI SI DIMETTANO

Avrà prima aspettato l’ordine da via Bellerio, poi quando i vertici della Lega hanno fatto i loro calcoli sull’utilità politica che gli sarebbe derivata dallo sputtanare i conti dei dirigenti del Pdl, alla vigilia delle regionali, ecco che Maroni improvvisamente ha riacquistato la memoria.
E ha confermato quello che tutti, lui per primo, sapevano dalle ore 20 di sabato.
Ovvero che i partecipanti alla manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni non erano un milione, come annunciato da Verdini, ma circa 120-140.000 come da accurati accertamenti degli uomini specializzati della Questura di Roma.
Ora Maroni cerca di passare per colui che afferma: “Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali. Si sta alimentando uno scontro che non esiste, si è fatto un clamoroso autogol in materia di comunicazione”.
Ma chi l’ha alimentato e chi ha taciuto?
Chi ha autorizzato Verdini a sparare: “Siamo un milione”?
Chi aveva deciso dal giorno prima che si sarebbe in ogni caso dovuto sostenere questa tesi? Chi è salito sul palco, declamando il giuramento e rendendosi partecipe della messa in scena? Forse Cota non aveva visto nulla dall’alto?
Chi per due giorni ha accusato di falso e di essere un ubriacone il questore di Roma, creando una spaccatura con le forze dell’ordine?
Non sono forse Cicchitto e Gasparri i capogruppo del Pdl alla Camera e al Senato, quindi tra i massimi esponenti politici del Pdl?.

Continua


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Per la prima volta un vero codice antimafia

Complimenti presidente.

Mentre la sinistra blatera confusa la propria opposizione pregiudiziale, mentre molti magistrati la inseguono per soddisfare libidini politiche inespresse, lei ieri a Reggio Calabria ha assestato un gran bel colpo contro la criminalità, approntando uno strumento molto utile per combatterla.

Brindo con lei, presidente, alla faccia di chi ci vuole male!

Un super piano in dieci punti per combattere la ‘ndrangheta – per la prima volta questo termine entra nella legge – e le altre mafie.

Lo ha approvato il Consiglio dei ministri che si è svolto a Reggio Calabria.  Si istituisce l’Agenzia nazionale che gestirà i beni sequestrati alla criminalità organizzata e per far questo il governo ha scelto la strada del decreto legge.

Il resto delle misure è invece contenuto in un disegno di legge. «Rispetto a quello che avevamo annunciato il piano antimafia in dieci punti contiene qualcosa di più. E cioè un codice di leggi antimafia che potrà essere utilizzato da tutte le forze dell’ordine che si occupano di combatterla» ha detto presidente del Consiglio, al termine del vertice del governo.

Ecco il decalogo: istituzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il Codice delle leggi antimafia che raccoglie in un testo unico i principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 a oggi , nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, nuove misure di contrasto all’ecomafia, nuove misure a sostegno delle vittime del racket e dell’usura, mappa informatica delle organizzazioni criminali, potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti, nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale, altre norme di contrasto alla criminalità organizzata, nuove proposte di contrastoal lavoro nero.

Si tratta di un codice , cioè una raccolta sistematica di leggi. Un lavoro importante, uno strumento essenziale per le indagini, una pietra miliare per la sicurezza.

Dopo aver provato a togliere il brodo di coltura alle mafie, contrastando con buoni risultati l’avvento degli stranieri clandestini che fanno manovalanza, ora si amplia il raggio d’azione.

Nessuno può contestare infatti i primi successi su questo fronte : in un solo anno sono diminuiti del 90% gli sbarchi  e questo solo grazie ai respingimenti.   “La lotta alla criminalità si fa anche con il contrasto all’immigrazione clandestina, perchè chi viene qui e non ha un lavoro finisce tra le fila delle organizzazioni criminali. Ma il nostro piano straordinario – conclude il nostro premier – va in moltissime direzioni per vincere una lotta antica contro il male nel nostro paese»

Quanto all’Agenzia dei beni confiscati, è necessario che ci sia un centro che abbia una visione complessiva e che ci sia una immediata utilizzabilità de i beni sequestrati alla criminalità organizzata.

Fino ad ora con tutti questi beni sequestrati i governi della sinistra non hanno saputo che farci, un pò per loro incapacità, un po’ per contrasti interni,un po’ per mera insipienza o noncuranza.

I beni confiscati vanno destinati al sociale e per fini istituzionali e solo residualmente per venderli ,  con criteri che minimizzino i rischi di mafiosi che se ne riapproprino. Ma non è possibile che bloccati da questa paura  si debba evitare di procedere perchè il rischio in teoria non può escludersi!

Allora seguendo questa logica perché questi ipocriti che oggi enfatizzano i rischi non hanno mai pensato bene di abolire le le aste dove le regole sono sicuramente meno rigide di quelle previste dalla neo Agenzia , i mafiosi acquistano personalmente o con prestanome quel che vogliono a prezzi ribassati e nessuno dice nulla?

Il ministro ha evidenziato i risultati fin qui raggiunti: «Nei 19 mesi del governo Berlusconi sono stati sequestrai 12.111 beni mobili e immobili alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7 miliardi di euro (+100% rispetto allo stesso periodo precedente) e sono stati confiscati 3.122 beni per un controvalore di circa 2 miliardi di euro (+345%)”

Esiste un Fondo unico sulla giustizia con 1,579 miliardi di euro, spendibili subito per la sicurezza:  trattasi di soldi confiscati ai mafiosi che questo governo utilizza contro di loro, concretamente.

Altri risultati? 22 dei 30 latitanti piu’ pericolosi  sono stati arrestati in questi 18 mesi, 8 mafiosi al giorno.

Vogliamo trovare qualche critica teorica o filosofica anche su questo?

«Da domani la parola ‘ndrangheta farà parte della legislazione nazionale» ha spiegato il ministro della Giustizia . «Siamo intervenuti per introdurre nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta che prima non figurava. La modifica andrà inserita nel decreto in vigore domani». Si è dunque seguito l’esempio del 1982, quando nel 416 bis si inserì il riferimento alla mafia. «È una grande operazione di natura culturale, ma anche di natura tecnica» che darà maggiori strumenti ai magistrati, ha detto Alfano.

Non era la sinistra a dire che le parole ed i termini sono importanti, decisivi e che la mafia si combatte anche culturalmente? Come mai dal 1982 nessun sinistrico ha pensato bene di inserire la parola ‘ndrangheta nella legge?

Non eravate voi i professionisti dell’antimafia, i detentori della cultura antimafiosa? Che strana dimenticanza…

A noi, presidente, avanti così!

Mediolungo presidenziale


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Guerra tra poveri

a Rosarno, noto covo nella bergamasca di facinorosi leghisti…ops no, è in Calabria, strano…. scoppia la guerra tra facinorosi ed ultrarazzisti leghisti(ah, no, sono calabresi di tutti i colori politici, strano pensavo fossero chiaramente della Lega e razzisti…) ed extracomunitari irregolari e clandestini.

Risultato?

Feriti, gente che spara, manganellate, se continua così ci scappa il morto.

Se fosse successo in provincia di Bergamo, qualche stronzo dell’IDV avrebbe chiesto le dimissioni di Berlusconi e ci sarebbero state accuse alla Lega, succede in Calabria, tutto a posto.

Ma a parte questo, quale è il problema.

Il problema è la guerra tra poveri.

I negri in Calabria vengono trattati peggio che gli animali, e fanno lavori che persino i calabresi (che di occupazione non ne hanno tanta…) rifiutano.

Chiaramente, e dai e dai a, questi sono scoppiati ed adesso stanno spaccando tutto.

I residenti, non gente che naviga nell’oro, si sono a loro volta incazzati(giustamente) e quindi il delirio.

Il problema di base è l’ingresso di questi immigrati irregolari.

E’ chiaro ed evidente che se in una regione ci sono 10.000 posti di lavoro liberi puoi supportare 10.000 immigrati, ma se di posti non ce ne sono allora succede quello che è successo a Rosarno.

E’ evidente che se questi poveracci non hanno un cazzo e non hanno lavoro, diventano preda della malavita.

E’ anche evidente che se non fossero stati fatti entrare non si poneva il problema.

Gli immigrati vanno bene qui a Brescia, qui ci sono industrie, lavoro.

Qui gli immigrati lavorano nelle fonderie e fanno quei lavori che noi italiani non vogliamo più.

Ma qui c’è il LAVORO.

In Calabria, forse esiste un problema di occupazione,  e non da oggi.

Adesso si cerca di riparare i cocci dopo che il vaso si è rotto, quindi andranno presi tutti gli irregolari, arrestati chi ha fatto violenza (anche gli italiani) e rimpatriare gli irregolari.

E soprattutto, per evitare che si ripeta, usare i respingimenti e qualsiasi altra politica per evitare che entrino nuovi irregolari, perchè questa gente non sta meglio da noi, e le immagini di Rai News 24 lo dimostrano ampiamente.

Ha perfettamente ragione Maroni, troppe maglie larghe, troppi poveri(italiani e nuovi poveri extracomunitari insieme) e quindi chiaramente scoppia la rivolta.

Ah, questo è un mio pezzo. Commenti liberi, nessuna censura, dite quello che pensate liberamente, ho le spalle larghe.


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Si moltiplicano i cacciatori al cinghiale ferito ed ormai isolato…

cavallo pazzo Ogni giorno è una nuova pena per il cinghialone alla ricerca di continue protezioni contro i cacciatori che ormai lo braccano da vicino.

Sempre meno scudi e scudieri pronti ad immolare la propria – scarsa – dignità mentre anzi si moltiplicano i segnali di divisioni interni al PDL anche sulle questioni della giustizia. Nel  senso , l’unico, in cui tale materia è stata trattata , ossia  i processi del premier. Ed intanto  si ingrossano sempre più le file dei prudenti , alcuni fra i leghisti ed i  Finiani . Costoro tentano coraggiosamente di resistere alle numerose trovate di Ghedini, come quella di  abbreviare la prescrizione ai processi del capo, piuttosto che inviare tutti i processi a Roma -Porto delle nebbie pieno di toghe azzurre od ancora  aumentare i casi di legittimo impedimento a presenziare alle udienze .

Insomma una ne pensa e cento ne fa il fido scudiero del marchese del grillo in salsa arcoriana. Vi ricordate il personaggio storico del nobile romano portato sugli schermi da Alberto Sordi, quello che diceva “ io so’ io e voi nun sete un cazzo “?

Chissà come si traduce  in milanese stretto; comunque il concetto è più o meno quello espresso nella recente dichiarazione” pur condannato non mi dimetto” .

Però non tutti nelle file destriche  , a differenza di prima,  sono ora diposti a passare da servi sciocchi  ed indignitosi ,  senza ricevere nulla  in cambio ( presidenza  delle regioni, finanziamento di spese clientelari, ecc.) e pertanto la risoluzione dei problemi risulta sempre più improbabile per il boss che sta penando per avere tutti  i topini allineati e coperti dietro di  lui nella lotta senza quartiere che ha scatenato contro i giudici per sfuggire ai processi.

Oltre a questo aspetto, l’attualità mostra come  molti nuovi topini in fuga raggiungano i loro predecessori ( Casini , marchese grilloTabacci, La Malfa , Guzzanti, Fini ed altri) andando ad ingrossare il partito del malessere che a destra, contando tutti i distinguo, comincia ad essere maggioritario.

Ora ci si mette anche Maroni – neo sorcione padano coi baffi  –  il quale,  messo in croce dalle Forze dell’Ordine che avevano creduto –  come imperdonabili  gonzi  – alle sue promesse sulla sicurezza,  decide per un attimo di scuoetrsi e provare a rimanere fedele alla parola data mostrando le gengive al governo…

solo per un attimo, però, e solo le gengive perchè i denti non li ha più da tempo, quelli li ha solo il vecchio Bossi che pur rincoglionito ricorda a tutti chi comanda veramente nella Lega ed  agitando la dentiera  sottomette il pischello jazz e  lo riporta all’ordine.

Bella figura, l’ennesima…

Intanto il consenso sul berlusca si erode in modo lento ma costante ,  poche centinaia di migliaia di persone ogni mese lasciano disillusi la corte del califfo e ciò accade , come previsto in questo blog, dal tempo delle numerose passeggiate sui cadaveri dei  terremotati, quando raggiunse l’apice del potere e dell’ipocrisia.

MIILANO, 25 ottobre (Reuters) – La fiducia negli italiani nei confronti dell’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi è calata di tre punti a ottobre rispetto al mese precedente, ma resta ancora solida, secondo il sondaggio Ispo pubblicato oggi dal Corriere della Sera.

Il sondaggio, commissionato dal quotidiano, indica che la popolarità del governo è scesa dal 54,1% di gennaio al 44,4% di ottobre. Il calo prosegue da giugno (48,8%), dopo l’estate degli scandali a sfondo sessuale e il picco massimo del 55,5% toccato a maggio sulla scia degli interventi post-terremoto in Abruzzo.

Ispo indica anche che circa il 70% degli italiani interpellati giudica “inopportuno” il provvedimento sullo scudo fiscale.

In calo anche il consenso del governo tra i sostenitori della Lega Nord, ora pari al 74%, dai quali emerge qualche lamentela sulla mancanza di incisività del governo.

“Il governo gode ancora oggi di un buon consenso ma  –  scrive sul quotidiano Renato Mannheimer di Ispo –  esaminando i dati degli ultimi mesi, non si può non notare un calo piuttosto consistente”.

L’ultimo schiaffo viene proprio da dove erano venute le migliori notizie negli anni precedenti , la Sicilia, dove ormai le destre sono scoppiate e  divise in almeno tre partiti , apparentemente  in lotta fra loro intorno all’idea di opporre un partito  del sud all’asse nordista del governo.

In realtà la questione vera è  come meglio spartirsi quei soldi che  – meno del previsto –  sono comunque arrivati o stan per arrivare;  sullo sfondo peraltro di convenienti appoggi mafiosi da disputarsi, perchè come tutti sanno, la mafia è una impresa in forte attivo  che tira e fa girare molti soldi in tutti i mercati.

Specie quando, come con lo scudo fiscale, trova un governo amico,  inetto e corrotto, che la premia  in modo sfacciato.

Palermo – 3 novembre ( Ansa ). Si chiama “Pdl Sicilia” ma ha tutta l’aria di essere il primo vero strappo all’interno del Popolo delle libertà. Dopo mesi di trattative e avvertimenti, la frattura all’interno del partito di Berlusconi c’è stata. E la segna ufficialmente la nascita del nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana, composto da 15 deputati regionali, vicini al sottosegretario Gianfranco Miccichè e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che hanno lasciato il vecchio gruppo del Pdl composto da compagni di partito vicini al presidente del Senato, Renato Schifani, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e “leali” con i due coordinatori regionali del partito in Sicilia.

Lo sfacelo continua sotto i nostri occhi insomma, lento e graduale , come previsto. Il cinghiale ferito sente l’odore del cacciatore e comincia ad avere brividi freddi. Ma è ancora forte e può devastare la foresta caricando alla cieca.

Intanto l’Italia va giù, sempre più giù e ci si chiede quanto potremo resistere ancora davanti a questa occupazione privata ed abusiva delle istituzioni.

Crazyhorse70