LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Licenziato perchè fannullone: la parabola del secondo nano più bugiardo e populista d’Italia…

Dal premio nobel al circo Orfei. Il superministro dell’ex governo Berlusconi dopo aver tanto cianciato contro gli assenteisti si trova ad esser licenziato per assenteismo. Proprio Lui. Il “premio nobel” dell’economia preso a calci da Tremonti, quello che diceva che i precari dovevano vergognarsi, che i poliziotti erano ciccioni ed incapaci. Il secondo nano più populista e bugiardo d’Italia è finito nella polvere. Dall’Unità di oggi .

Renato Brunetta “licenziato” per assenteismo: brutto colpo per il ministro anti-fannulloni. Così attivo da essere soprannominato «fantuttone» da Francesco Merlo, impegnatissimo nel suo (coccolato dal premier) ruolo di anti-Tremonti, dedito a corrispondenze letterarie con l’Europa, il titolare della Pubblica Amministrazione ha trascurato il suo ruolo di consigliere municipale a Venezia.

Incarico minore ma con una sua dignità. Così, scocciati per la sedia troppe volte vuota, i suoi ex promotori hanno cambiato il nome del gruppo consiliare: da Lista Brunetta al meno compromettente «Lista civica impegno per Venezia, Mestre, isole».

È la parabola del ministro debordante. Contro i precari, contro i dipendenti pubblici, contro la sinistra, contro tutti. Tranne Silvio. Si candidò a sindaco in Laguna per il dopo Cacciari, fu sconfitto dal rivale meno pirotecnico Orsoni, ne ebbe a male. Aveva giurato che l’eventuale doppio incarico non avrebbe pesato sul suo rendimento, ma non è stato in grado di – o non ha voluto – mantenere la promessa. Ed è stato “espulso”. Quantomeno a livello simbolico.

Ad annunciare il cambio di nome è una nota firmata da Stefano Zecchi, capogruppo del Pdl: «Decisione assunta considerando con rammarico l’assenza dalle iniziative relative al lavoro del consiglio comunale dell’ispiratore e animatore della Lista originaria, nata per affrontare le elezioni del 2010 a sindaco di Venezia». A Brunetta, per giustificare le assenze, non resta che presentare un certificato medico. On line ovviamente.

Lorenzo68


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CHI ERA L’ASSASSINO DEI SENEGALESI

Ricevo da Torba di Gramigna e volentieri pubblico.

L’assassino dei senegalesi non era così improvvisato, squilibrato e sconosciuto come i suoi camerati di Casa Pound dicono in queste ore. Almeno non lo era fino a poche ore prima, quando era una attivista stimato e riconosciuto in quell’ambiente, tanto da avere molto spazio politico e “culturale” nel circolo e nel blog di questi fascisti.

Tanto da essere l’unico delegato dal suo gruppo ad essere presente alle udienze del processo intentato contro 7 attivisti di sinistra imputati di aver assaltato il circolo di Casa di Casa Pound.

Dal sito  SENZA SOSTE.IT di martedi’ 13 Dicembre 2011

“Statene certi, ciò che è successo quest’oggi a Firenze sarà presto ricondotto da media, politici e questure all’atto di un folle. Così come era stato derubricato a atto di follia quello del naziattentatore norvegese Breivik. Lo ha già scritto Casa Pound in un suo comunicato e lo hanno già traghettato le varie trasmissioni di intrattenimento politico.

Ma quello che è successo oggi a Firenze, così come sabato scorso a Torino con l’incendio del campo rom, rappresenta un’Italia che cova i germi del fascismo e razzismo dentro di sè e mostra la pericolosità di soggetti e ideologie cresciute fino ad oggi col sostegno fattivo del partito che ha governato fino a poche settimane fa (il PdL che li ha foraggiati e fatti montare sul carro elettorale), con la tolleranza partecipativa del Pd e con gli intrighi con varie questure d’Italia. Senza considerare l’onda razzista e di paura che certi media e la Lega Nord hanno cavalcato negli ultimi 10 anni. Un’Italia dunque alla ricerca di un capro espiatorio di fronte alla crisi, all’impoverimento e all’incapacità di reagire e che spesso lo trova nel fantasma dello straniero che gli ruba il lavoro, gli stupra le donne e lo fa vivere nella paura. CONTINUA QUI con i particolari che provano come l’assassino fosse introdotto e conosciuto nell’ambiente fascista di CASA POUND

L0renzo 68


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“Trasferisco Roma a Milano”

Dieci ipotesi su cosa farà, dirà, prometterà
Berlusconi ai milanesi per ribaltare il risultato elettorale

da Versi per Versi di ELLEKAPPA

"Trasferisco Roma a Milano"    Silvio Berlusconi

1) Pisapia è il nipotino di Bin Laden

2) Strauss-Kahn è innocente.
E’ stato Pisapia a stuprare la cameriera.

3) Sostituirò la Moratti con Lars von Trier

4) Trasferirò Roma a Milano

5) Trasferirò la nebbia a Roma

6) In caso di sconfitta anche al secondo turno
trasferirò a Milano la spazzatura di Napoli

7) Abolirò il voto di ballottaggio. Basta il giuramento
sulla testa dei miei figli che ho vinto io

8 ) Tutti gli elettori di Milano avranno un posto da sottosegretario

9) Le tasse dei milanesi verranno pagate dai romani

10) Se vinco mi dimetto

(20 maggio 2011)


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Meno male: è tornato come prima. Per un attimo ho temuto che avesse capito cosa gli è successo…

Poco fà ho tirato un sospiro di sollievo. Erano giorni che se ne stava zitto tramortito dalla bastonata elettorale ed ho temuto che avesse capito la lezione e che ne prendesse atto cambiando strategia.

Invece no, per fortuna. Poco fa l’ho sentito ripetere a reti unificate, “neanche in Bielorussia” dice Bersani,  le solite cretinate, su comunisti e falciemartelli .  “Confonde le bandiere rossonere con quelle comuniste”, lo prende per il culo lo stesso Pisapia, ma lui imperterrito continua sui centri sociali, zingaropoli, ecc.. Già Bossi mi aveva tranquillizzato ore prima, dando del matto e parlando di zingaropoli a proposito di Pisapia ed il suo programma.

Il solito nano, la solita litania, il solito negare la realtà e far finta che tutto va bene madama la marchesa. iI povero guitto conosce solo qesto spartito, del resto, non è mai stato un cerevello fino, non è capace di analisi politiche, in quel modo è entrato nel 1994 , in quello stesso modo uscirà, senza capirci una mazza, gridando al destino cinico e baro.

Ormai è un peso per la sua parte politica, ma , essendosi circondato di guitti e di servi sciocchi, non ha più nessuno che glielo dica in faccia.

Meglio così, ho tirato un sospiro di sollievo, si ricomincia con la solita menata di stupidate a ripetizione, di invasioni mediatiche , di cortei di servi sciocchi in ogni trasmissione.

Quelle cose che abbiamo sempre evidenziato qui dentro e che piano piano hanno rotto le palle anche ad una parte consistente dei suoi elettori.

In teoria c’era il rischio che quel silenzio lungo fosse dovuto ad autocritica ed alla apertuta di una fase nuova: invece no, per fortuna, sempre lo stesso pagliaccio invadente ,  solo che ora quel che tocca non diventa magicamente oro ma merda.

Mezza C.L. lombarda e mezza lega si sono astenuti ed in piccola parte han votato addirittura il pericolOso comunista.

Addirittura il 17 % di artigiani e piccoli commercianti in più per la lista di Pisapia, rispetto a quella della Moratti.

Se pensa di fargli cambiare idea così, è tutto meglio per noi.

Vai che siamo ai titoli di coda di questo film incubo durato vent’anni…

Lorenzo68


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Sì sì certo… hanno ammazzato bin laden, ora tocca a gambadilegno…

da il Il Fatto Quotidiano.

Migliaia di persone a Ground Zero per festeggiare la morte di Osama Bin Laden. A quasi 10 anni dall’attacco contro le Torri gemelle, New York scende in piazza: clacson suonano per la città.
Cantando l’inno nazionale e al grido di ‘Yes we can’, i newyorkesi celebrano la morte dell’autore dell’attentato più sanguinoso in territorio americano. C’è chi arriva avvolto nella bandiera americana, chi piange, chi ricorda le vittime dell’attentato con fiori e candele.
Ecco la cronaca della Bbc con collegamenti da Ground Zero e da Washington

Adesso il mondo sarà molto più sicuro”, urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. “Bin Laden ha avuto quello che si meritava”, gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey.

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Facendo la tara alle differenze culturali e storiche e col  rispetto dovuto per ogni popolo del mondo, io credo veramente che gli americani siano un popolo di deficienti.

Questi credono veramente  che esista o sia esistito tale Bin Laden , e che questi sia stato  il capo dei terroristi antioccidente ed autore dell’11 settembre, che sia fuggito in tutti questi anni nascondendosi chissà dove  e che ora sia stato finalmente ucciso.

Bene, se credono veramente a tutto ciò e inutile che poi ci prendano per il culo guardandoci dall’alto in basso per via del nano vergognoso:  non ce ne è una delle tante menzogne che questi  ha detto al popolo italiano  che sia del livello stratosferico di quella su bin laden.

Alfonso


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Microspie alla Regione Lazio. Ricorda tanto la storia di Storace contro la Mussolini. Ai fascisti gli dai un po’ di potere e si sbranano tra loro…

Roma – (Adnkronos) -Trovata una microspia negli uffici della Regione Lazio. La governatricc3 mostra ai cronisti dove era nascosto il congegno nel suo ufficio e afferma: ”C’era chi conosceva i decreti prima che li rendessi noti”. Poi annuncia: ”Trovati 600 badge anonimi e 1.200 password non autorizzate per l’accesso intranet”. La Procura di Roma indaga
La governatrice aveva nelle scorse settimane subito due tentativi di furto nella sua abitazione.

Era l’11 marzo scorso, esattamente un mese fa, quando la governatrice del Lazio denuncio’ il secondo tentativo, nel giro di pochi giorni, di furto nella sua abitazione romana. La notte dell’11 marzo in casa Polverini, nella zona di San Saba, non c’era nessuno e a dare l’allarme e’ stata la mattina seguente la donna delle pulizie. Anche se l’abitazione al primo piano era a soqquadro, non risulta che sia stato rubato nulla. Per entrare in casa i ladri hanno piegato una inferriata e disattivato l’antifurto. Hanno frugato ma sembra non abbiano portato via nulla. Nel precedente tentativo, il 28 febbraio, un condomino del palazzo vide due persone arrampicarsi sul balcone e lancio’ l’allarme mettendo in fuga i presunti ladri che cercavano di forzare una finestra. ”Ormai e’ un supermarket, chi vuole entra…” commento’, con una battuta, la diretta interessata.

”Ieri sera ho telefonato al prefetto ed ho presentato un esposto in Procura perche’ nella mia stanza e’ stata trovata una microspia. Sono stati trovati anche nel resto del palazzo finora altre microspie ed una microcamera ad alta tecnologia”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha convocato nella sua stanza la stampa per mostrare gli apparecchi di intercettazione ritrovati nelle ultime ore nell’edificio di via Cristoforo Colombo. ”Non preoccupatevi di registrare cio’ che dico – ha aggiunto ironicamente – perche’ uno degli apparecchi e’ ancora in questa stanza”. La governatrice ha mostrato dunque una ricetrasmittente ancora nascosta all’interno di una presa di corrente dietro un tavolino porta televisore. ‘Non so chi potesse avere interesse a spiarmi, se malavita, criminalita’ organizzata, servizi deviati o aziende che in qualche modo stavamo penalizzando nella nostra azione politica”.

A noi che possiamo dirlo liberamente invece ci sembra la solita storia di  lotta interna alla destra famelica e fascista.
Ricordate Storace contro la Mussolini? La vicenda dell’accesso abusivo ai computers della Regione per raccogliere informazioni e ricattare o comunque nuocere alla Mussolini? Storace fu condannato ad un anno e sei mesi, pena sospesa. Del resto l’ambiente è sempre quello: ricordate Lady Asl? E lo scandalo delle società che vendevano gli apparecchi per le TAC, società gestite dalla ex moglie di Fini? La Polverini ha dovuto negare qualche favore ai famelici camerati e qualcuno di questi che gliel’ha giurata. O c’é dell’altro?
Eppure di favori nella sanità ne ha fatti tanti alle cliniche private degli ambienti del vaticano, anche perchè da costoro qualche favore l’ha ricevuto.

Vediamo perchè. Intanto a proposito di case ci spieghi come mai suo marito per 15 anni abbia abitato in una casa popolare dell’Ater all’Aventino pagando 130 euro al mese. La casa in questione si trova in via Bramante, nel quartiere romano dell’Aventino. Tali case sarebbero riservate a cittadini con bassi redditi.

Sempre a proposito di case si era già saputo dell’appartamento che la presidente del Lazio, Renata Polverini, comprò nel 2002 dallo IOR a un prezzo di favore .   Polverini risulta poi, scrive sempre Fittipaldi, aver acquistato, nel 2004, un altro appartamento,  gemello a quello del 2002, “stavolta dalla Marine Investimenti Sud, una società immobiliare da sempre in affari con la Santa Sede, un tempo partecipata al 90 per cento dalla Finnat di Giampiero Nattino, ma oggi controllata da società off-shore che rimandano fino a Montevideo, in Uruguay”.

Insomma non puoi dar loro un po’ di potere che i fascisti finiscono sempre a coltellate in famiglia.

Alfonso


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BERLUSCONI INVITA I TUNISINI A VENIRE IN ITALIA: CASA E LAVORO PER TUTTI

nell’ intervista promette casa lavoro benessere per tutti coloro che raggiungeranno il nostro paese

Veltroni col suo ma anche è solo un pallido ed inetto allievo dello sparacazzate di arcore.

Costui dice con incredibile faccia tosta cose diverse anzi opposte a seconda dell’uditorio, di dove si trova.

In Italia fa il duro anti immigrati per lisciare il pelo ruvido della Lega, poi va in Tunisia e dice il contrario, creando in aggiunta l’effetto opposto a quello perseguito in patria.

Ma la Lega fa qualche finto ruggito poi un bel ruttino ( con tutto qiuel che mangia a Roma ci vuole…) e poi abbozza e se lo tiene stretto.

Sembrerebbe una contraddizione invece non lo è perchè il banana non ha interesse a governare a medio-lungo termine, ma solo a farsi i cazzi propri a brevissimo. Il nano  non ha mai avuto una strategia di governo avendone un’altra benpiù importante da perseguire: arricchirsi, scappare dai giudici , chiavarsi escort, se possibile, minorenni e più in generale dare l’impressione di comandare. Solo dopo. molto dopo, viene il governo, che infatti ha appaltato ad altri, da Letta a Tremonti, dalla Lega a Napolitano.

L’unica novità dei soliti spot che recita è che non è più così voglioso di andare a votare…

Alfonso


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Ore frenetiche di taglia e cuci per l’abito giudiziario di Berlusconi, solo Napolitano ormai puo’ disfare il vestito…

Stanno cucendo in fretta e furia un abito perfetto per Berlusconi: i sarti della camera accorciano un po’ le maniche , quelli del senato restringono un po’ sul petto, ma l’abito che sta uscendo dalle sartorie parlamentari è perfetto, magari per una sola persona in tutta Italia, ma è perfetto.

Il governo delle patacche ha messo in piedi la sua task force affidata alle truppe da sbarco dei “responsabili” ( gli adepti di Scilipoti ) , un pugno di persone senza dignità alcuna , semplicemente una mandria servile acquistata da Berlusconi per sostituire i finiani e votare le peggiori leggi ad personam mai partorite.
Costoro giorno e notte si rendono appunto disponibili , in cambio di denaro o di qualche strapuntino , a votare il testo sulla “prescrizione breve”,  che ne accorcia i tempi per gli incensurati e  che è stato definito dal Csm «un’amnistia». Migliaia di processi con decine di migliaia di vittime finiranno nel cestino per salvare il sedere al nano bunga bunga.

Per non lasciare niente di intentato al Senato altre pattuglie di disponibili propongono una norma, invece , di segno contrario, “allunga processi”, come emendamento al cosidetto processo breve: tale norma  consente alla difesa di presentare elenchi «infiniti» di testimoni, prolungando i procedimenti sino «alla prescrizione naturale». Insomma bunga bunga se non riesce a salvarsi con i servi della camera, ha pronti altri scudieri di riserva al senato in modo da assiscurarsi comunque, di riffa o di raffa,  la fine dei tre processi in corso.

In questo contesto ambientale, va letto il post che segue , preso da L’Unità di oggi, articolo di Marcella Ciarnelli

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«Presidente non firmi il processo breve…»

«Presidente, non ci abbandonare» è stato il grido con cui l’Aquila, sul sagrato di un luogo simbolo della tragedia di due anni fa, ha accolto Giorgio Napolitano, l’unico rappresentante delle istituzioni e della politica nazionale di cui l’associazione familiari delle vittime aveva fatto ufficialmente sapere di gradire la presenza. Per il governo c’era l’abruzzese sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta. Assente Silvio Berlusconi. «Era previsto così» dice il sindaco Cialente.

Un grande applauso dal cuore all’arrivo del presidente che è continuata all’interno della Basilica che mostra ferite ancora aperte, nonostante gli interventi di restauro comunque cominciati. Mentre lo stesso non si può dire per il resto della città, con i suoi condomini fantasma in cui non c’è un segno di vita, in cui la vita sociale non c’è più, non c’è lavoro. E comincia a venir meno la speranza di poter ricominciare. Un’ovazione ha salutato il presidente che andava via.

Ai parenti delle vittime… continua qui su L’Unità

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Presidente si tenga la mano in tasca e non firmi questa porcheria, presidente solo lei puo’ disfare l’abito giudiziario che tanti sarti servili stanno freneticamente cucendo addosso al bunga bunga. A meno che Lei non voglia entrare nella storia come quell’altro nano, il re d’Italia, che garantì il potere a Mussolini…

Alfonso


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Il nostro tempo è adesso!

9 aprile 2011, monta la protesta dei precari che scendono in piazza al grido: “il nostro tempo è adesso!”

Roma, 31/03/2011 (informazione.it – comunicati stampa) Grande manifestazione è prevista in molte piazze d’Italia, è una manifestazione di lavoratori che vogliono uscire la precariato.

Partecipano diverse associazioni della società civile, fra cui: Uds, Articolo 21, Prossima Italia, Valigia Blu, Pugliamo l’Italia, Errori di Stampa, Popolo Viola, Reset Italia, European Alternatives. Poi i Lavoratori Phonomedia in lotta di Catanzaro, Donne di Classe, Arte della Resistenza e, tra i personaggi del mondo dello spettacolo, Silvia Avallone, Valerio Mastandrea, Jasmine Trinca, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Luciano Gallino, Giulia Innocenzi, Michele Serra e Margherita Hack .

Secondo il comunicato de “il nostro tempo è adesso”, : “Il 9 aprile sarà una grande giornata di mobilitazione in cui finalmente noi precari, disoccupati, lavoratori autonomi, studenti, noi giovani senza diritti scenderemo in piazza per manifestare, uniti, la nostra esistenza, per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati, per far sentire la nostra voce e raccontare chi siamo, perché vogliamo un altro paese, un paese che investa sulla ricerca e sulle giovani generazioni invece di relegarle ai margini del sistema produttivo, mortificandone le competenze e cancellando ogni possibilità di realizzazione personale.

Per fare questo dovremo essere in tanti e dovremo essere ovunque.

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E’ successo oggi a Milano.

E’ successo oggi a Milano. La claque del premier a processo: 20 euro e panino. Magro compenso per le 4 scimmiette presenti.

Eccone due . Carmela e Maria Grazia si son date appuntamento alle otto di stamani al gazebo davanti all’ingresso principale del palazzo di Giustizia di Milano. Sono state convocate via sms dal coordinatore regionale del pdl Manlio Mantovani.

«Finalmente» dice la signora Carmela, 65 anni, una per cui Berlusconi è «buono e basta» perchè lui «certe cose (i bunga bunga a pagamento, ndr)non può averle fatte». «Finalmente», perché qui al gazebo aspettano il presidente Berlusconi (che prima telefonerà alla trasmissione di Belpietro Mattino 5) dal 15 febbraio, da quando il gip decise il rito immediato per il processo Ruby.

Da allora il gazebo ha aperto i battenti ogni mattina, ha esposto i suoi striscioni – «fuori la politica dalle aule di giustizia» – e stamani potrà coronare il sogno per cui ognuna di queste comparse viene anche ricompensata: 20 euro al giorno più bibita e panino. Compreso il nastrino azzurro da mettere sulla giacca per la contabilizzazione finale.

Che dire di Mantovano, che è  un sottosegretario del governo e che manda seicento sms e si diletta con questa gite organizzate tipo padre pio? Beh ne sono arrivati sono un centinaio, quindi tragga le sue conclusioni e si vergogni.

Quale è il processo di oggi. L’udienza preliminare Mediatrade, in cui il premier, il figlio Piersilvio e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri rischiano l’imputazione per frode fiscale e appropriazione indebita, è l’ultimo dei processi sulle tv del Biscione. L’accusa, i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, è convinta che negli anni novanta, Mediaset abbia pagato più del dovuto il mediatore Frank Agrama per l’acquisto dalle major Usa dei diritti dei film da trasmettere. La mediazione, secondo l’accusa, conteneva una provvista di circa 170 milioni di dollari rintracciata nei conti privati della galassia privata di Silvio Berlusconi di cui Frank Agrama sarebbe alla fine il socio occulto. Di tutto questo si è discusso nel segreto dell’udienza preliminare dove i giornalisti, meno che mai le telecamere, sono stati banditi per legge.

Il premier, rieriscono fonti giudiziarie, non ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici riuniti nella blindatissima aula al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Ha invece salutato con una stretta di mano i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, dopo che stamani era tornato ad accusare in tv la magistratura di perseguitarlo a fini politici.

All’uscita dal tribunale il premier ha incontrato i suoi sostenitori e si è fermato a salutare la folla. Berlusconi è salito sul predellino e ha confermato che particeperà alle prossime udienze. “Tutto bene”, ha detto, “mi sto preparando. Il 4 aprile sarò in aula”.

Mentre Berlusconi salutava i suoi, dalla piccola folla di manifestanti che erano poco distanti, arrivavano urla di contestazione: “In galera”, “fatti processare”, gridavano.
Eì è stato uno scambio di valutazioni. A sostegno del premier si è sentito e letto “Silvio resisti“, come aveva suggerito ieri nei suoi sms Mario Mantovani, oppure “La politica nei seggi elettorali e non nei tribunali“.
I detrattori erano un’altra piccola folla di manifestanti che ha raggiunto il tribunale di buon ora con un grosso striscione, con su scritto: “Bentornato! Dentro ti stanno aspettando”. Tra loro alcuni militanti dell’Idv. Le due fazioni si sono scambiate qualche frase di troppo e l’aria si è subito surriscaldata, tanto da spingere alcuni agenti della Digos a intervenire tempestivamente, per placare gli animi.
Questo è successo oggi a Milano.
Alfonso