LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Se questo Stato è innocente Cristo è morto di freddo

Pubblico questo post di Torba di Gramigna per santificare le feste pasquali. E’ la storia di Giuseppe Uva. Subito dopo aggiungo qualche novità intorno alla vicenda di Stefano Cucchi.

Ora vi dico perchè parlo di santificare la pasqua. Io sono agnostica e mi rimiro sempre con un certo stupefatto mistero la persona che crede e si professa cattolica, con quel che ne consegue. Nel senso che ritengo che sia molto impegnativo professarsi appartenenti ad una religione istituzionalizzata, qualsiasi essa sia.

Per impegnativo intendo anche ciò che ne consegue in termini di responsabilità.

Pertanto passando dal mistero stupefacente della fede al concreto agire della stessa quando si organizza in clero,  il mio agnosticismo diventa gioco forza piuttosto anticlericale.

Ecco perchè mi accingo a santificare la pasqua: attraverso le lacrime ed il sangue, la violenza e la sopraffazione e specialmente attraverso questi due poveri corpi martoriati, questi due poveri cristi della strada mi piace pensare che essi   – i cristi – possano risorgere.

Essi devono risorgere con il nostro ricordo, devono vivere con le nostre accuse, con la nostra sete di giustizia.

Mentre mi accingo al rito mi chiedo : chissà se tutti questi cattolici integralisti e benpensanti spuntati di recente come funghi si appassioneranno a vicende come queste che dovrebbero interessare il loro credo almeno quanto altre ( ad esempio la pillola ru486).

Tutti questi protagonisti del misero accordo destra-vaticano che,   per un pugno di voti utili a vincere in Piemonte e Lazio,  hanno previsto un bagno repentino nel medioevo della Inquisizione, come una specie di macchina del tempo.

Una cosa squallida contro le donne. Annunci di battaglia, talvolta rimangiati ma comunque indicativi.  A  questi cattolici della domenica che urlano contro l’aborto e girano la testa sulla immigrazione vorrei chiedere:  riuscirete mai ad appassionarvi anche ad altre vicende che mettano in gioco il vostro essere cristiani?

Ne dubito.

In questo caso il mio augurio di cuore per questa santa festa pasquale è che la vostra carità pelosa vi vada di traverso insieme al cibo che ingurgitate.

Rosellina970

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E se tu la credevi vendetta, il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere, mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge, quello che non protegge: la parte del boia”.
Era il 1973 quando Fabrizio De André cantava questi versi in una canzone dell’album “Storia di un impiegato”: da allora sono passati quasi quarant’anni, ma l’inclinazione ad esercitare il “ruolo più eccitante della legge”, specie da parte di chi la legge dovrebbe farla rispettare, non sembra essere passata di moda.

Si chiamava Giuseppe Uva. E’ morto nel reparto psichiatrico del pronto soccorso di Varese, dopo una notte passata nella caserma dei Carabinieri che lo avevano fermato per stato di ebbrezza, a causa di un arresto cardiaco provocato dalla combinazione tra l’alcool che aveva in corpo e i farmaci somministratigli dai medici per tenerlo buono. Il cadavere era pieno di lividi sul naso, sul collo, sulla schiena. Aveva il cavallo dei pantaloni inzuppato di sangue. Qualcuno gli aveva tolto le mutande e le aveva fatte sparire.

Durante la notte l’amico che era stato fermato con lui, sentendo le urla da un’altra stanza della caserma, aveva provato inutilmente a chiamare un’ambulanza.
E’ una storia di ventuno mesi fa. La storia di un altro dei tanti, troppi Stefano Cucchi a cui capita di subire barbarie intollerabili in uno stato di diritto.
Una storia di cui mi auguro che qualcuno, e presto, verrà chiamato a rispondere.

Varese, 14 giugno 2008. Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei due carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questi tenta la fuga. Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva per impedire al carabiniere di colpire l’amico, ma l’altro militare lo immobilizza e gli impedisce di intervenire.

Continua qui la cronaca di quella maledetta vicenda,  in questo bel post http://baruda.net/2010/03/20/giuseppe-uva-altro-assassinio-per-mano-dello-stato/

Di seguito, la trascrizione della telefonata di Biggiogero e di quella successiva, fatta dal 118 al centralino della caserma.

Biggiogero (a voce bassissima): «Posso avere un’autolettiga qui alla caserma di via Saffi? Praticamente stanno massacrando un ragazzo».

Centralinista 118: «Ma in caserma?»

B
.: «»

C. 118: «Ho capito. Va bene adesso la mando».

Dopo due minuti, Centralinista 118: «Mi hanno richiesto un’ambulanza. Non so mi ha chiamato un signore dicendo di mandare un’ambulanza lì da voi, me lo conferma?»

Centralinista carabinieri: «No, ma chi ha chiamato scusi

C. 118: «Un signore. Mi ha detto che lì stanno massacrando un ragazzo e che voleva un’ambulanza».

C. carabinieri: «un attimo che chiedo… No guardi son due ubriachi che abbiamo qui in caserma, adesso gli tolgono il cellulare. Se abbiamo bisogno ti chiamiamo noi».

Biggiogero, prima che gli venga portato via il cellulare, riesce a chiamare il padre. Dichiarerà, poi, che circa 20 minuti dopo la sua telefonata si è presentato in caserma un uomo che viene indicato come “il dottore”. Nel frattempo arriva anche suo padre che si dice disposto ad accompagnare Uva al pronto soccorso. I carabinieri diranno che non ce n’è bisogno, il medico arrivato è sufficiente.

La testimonianza del comandate di polizia ubicato presso il pronto soccorso dell’ospedale riporta alcune affermazioni estremamente significative. La prima: si è venuti a conoscenza della morte di Uva in ritardo «pur non trattandosi come si evince dall’allegato referto medico di evento “non traumatico”» (si legga: è stato un evento traumatico).

La seconda: la salma di Uva giaceva «supina e senza abiti, con la parte ossea iniziale del naso in zona frontale, munita di una vistosa ecchimosi rosso-bluastra, così dicasi per la parte relativa del collo sinistro, le cui ecchimosi proseguivano con discontinuità, su tutta la parete dorsale, lesioni di cui non viene fatta menzione nel verbale medico di accettazione».

Il comandante aggiunge: «che non vi è traccia degli slip del “de cuius” e su chi abbia provveduto alla loro rimozione dal corpo, indumento tra l’altro, neppure consegnato ai parenti (probabilmente perché intrisi di sangue)».

Nel verbale di sequestro degli indumenti viene evidenziato come sui blue jeans del defunto, tra il cavallo e la zona anale, ci sia una «vistosa macchia di liquido rossastro».

Altra prova delle bugie dette sull’incidente e sulla circostanza che si “sarebbe dimenato con forza e non era trattenibile” si è conosciuta di recente:

Sono le 7 e 54 minuti. Giuseppe è in ospedale, morirà nel giro di qualche ora. I carabinieri del radiomobile ridono, si scambiano battute, poi parlano di due ragazzi fermati:

C1: “Paolo era impegnato con Uva Giuseppe, stanotte”

C2: “Si, si…”

C1: “E poi io gli ho portato qua anche il FB. Gliel’ho detto a Mario, non so chi è tra i due… chi è il migliore. Non lo so, Uva…”

C2: “No, no… Uva fisicamente lo puoi tenere, tanto è debole”

C1: “Ah…”

C2: “Il B. era intenibile”

Torba

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Lesioni, disidratazione, rianimazione post mortem ed omicidio volontario di Stefano Cucchi

La vicenda di Stefano Cucchi è piuttosto nota ai frequentatori di questo blog, le  le ultime novità sono che il 17 marzo la Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza e l’appropriatezza delle cure prestate a Stefano Cucchi ha approvato all’unanimità la relazione finale.

Stefano Cucchi, è morto lo scorso 22 ottobre all’ospedale Pertini di Roma : ha subito lesioni gravi ma la causa del  decesso è stata la disidratazione, che ha portato a una eccessiva perdita di peso: 10 chili in sei giorni. La relazione che ora sarà trasmessa alla Procura arriverà ora nelle mani del presidente del Senato, Renato Schifani.

«Ci sono evidenze che rilevano che il decesso di Stefano Cucchi sia avvenuto qualche ora prima del tentativo di rianimazione», afferma il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull’efficienza sanitaria, Ignazio Marino (Pd), al termine della riunione che ha approvato all’unanimità la relazione finale.

MARINO: «RESPONSABILITA’ DEI MEDICI» – «Siamo arrivati a conclusioni molto chiare: a Stefano Cucchi, probabilmente, sono state inferte lesioni traumatiche che non sono la causa diretta della morte che è avvenuta per disidratazione legata alla volontà di Cucchi di richiamare su di sè l’attenzione dei suoi legali e del mondo esterno». Così il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta in merito alla morte di Stefano Cucchi, Ignazio Marino, ai giornalisti al termine della riunione che ha approvato all’unanimità la relazione finale. Marino ricorda anche che la morte di Cucchi è dipesa, oltre che dalla disidratazione, anche «all’eccessiva perdita di peso, 10 chili in 6 giorni». Quindi, «a detta dei nostri consulenti sarebbe servito un più attento monitoraggio delle condizioni cliniche». Sulle responsabilità dei medici poi aggiunge: «Ci sono certamente delle responsabilità, il nostro compito è di individuare quali siano state ma nello stesso tempo di invocare una piena e puntuale e completa attuazione di quel decreto del presidente del Consiglio del 2008 che indica con chiarezza che chi si trova in stato di detenzione ha gli stessi diritti alla salute di chi non si trova in quelle condizioni».

IL COMMENTO DELLA SORELLA – «Sono molto soddisfatta perchè la relazione parla chiaro: Stefano è stato vittima di un vero pestaggio. Ora spero che sia riconosciuta la preterintenzionalità delle guardie carcerarie e che la Procura tenga conto di questa relazione». Così Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, commenta la relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficienza del sevizio sanitario nazionale, votata questo pomeriggio all’unanimità.

Ecco le sette conclusioni a cui è giunta la commissione .

1) «Nell’opinione dei consulenti tecnici della commissione, le ecchimosi palpebrali sono state probabilmente prodotte da una succussione diretta delle due orbite. Analogamente, le lesioni alla colonna vertebrale sembrano potersi associare ad un trauma recente; sempre ad una lesione è collegabile la frattura al livello del sacro-coccige».

2) «Il medico del carcere invia d’urgenza il detenuto al Pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratellì sull’isola Tiberina. Tuttavia, l’accesso all’ospedale avviene dopo quattro ore, alle 21».

3) «L’ortopedico dell’ospedale Fatebenefratelli è consultato telefonicamente, non essendo di guardia attiva: ciò non sembra consono per un nosocomio sede di Dea di primo livello».

4) «La trasmissione della cartella clinica del detenuto appare problematica sia nel trasferimento tra le diverse strutture ospedaliere, sia nel passaggio di consegna tra un medico e l’altro nell’ospedale ‘Sandro Pertini. Nel primo ricovero all’ospedale Fatebenefratelli manca la cartella clinica di accompagnamento dal carcere e mai viene successivamente citata come letta da alcun testimone. La cartella clinica non è ordinata nel diario».

5) «Alla luce dell’anomala procedura di ricovero presso la struttura protetta dell’ospedale ‘Sandro Pertinì, è lecito domandarsi se tale percorso sia stato indotto da motivi sanitari o da esigenze organizzative dell’amministrazione penitenziaria. Le motivazioni di tale particolare procedura sono apparse comunque alla commissione lacunose».

6) «Il primario responsabile della struttura protetta dell’ospedale ‘Sandro Pertinì non ha mai visitato il paziente. In considerazione dell’aggravarsi del quadro clinico del paziente il 21 ottobre 2009, è stato riferito alla commissione essere stata preparata da un medico una lettera di segnalazione all’autorità giudiziaria, mai inviata in realtà, a causa della morte del paziente. Ciononostante non viene predisposto un monitoraggio continuo delle condizioni del paziente».

7) «È da notare la mancanza di qualsiasi supporto in loco descritto per la rianimazione. L’equipe di rianimatori non viene chiamata. Si riferisce che sarebbe potuta giungere in 5 o 6 minuti».

Dalla caduta accidentale ( dichiarazione immediata del governo) all’omicidio volontario ( solo preterintenzionale?) c’é un abisso fatto di ignoranza,  abusi, violenze, bugie, torture, indifferenza di esecutori del disordine pubblico che godono nella parte del boia perchè sono miseri servi del potere…ed i tre medici che rianimano post mortem, di cosa sono servi?

Rosellina970

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…. la storia di mia figlia, che se passa la legge voluta da Berlusconi non avrà mai giustizia…..

Ricevo da Imma Fiorillo :

Questa lettera ( riportata qui sotto   n.d.r )  l’ho inviata all’Unità che l’ha pubblicata, a Di Pietro, Belisario e Donati, perchè sembrano così attenti a questo tema, ma non ho avuto risposta.
La prossima udienza preliminare è stata fissata per il 15 marzo, se non ci saranno altri ostacoli,che adesso mi sembrano francamente troppi. Non si possono aspettare 4 e più anni per avere un udienza preliminare,  salvo errori ed omissioni.
Spero che qualcuno delle persone a cui la invierò si muova a pietà e ci dia una mano.

Egregio Direttore,
Le invio in breve la storia di mia figlia, che se passasse la legge voluta da Berlusconi non avrà mai giustizia. (Purtroppo passata in Senato)
Mia figlia Valentina il 26 gennaio 2006,aveva 23 anni,mentre svolgeva il Servizio Civile volontario,subì un grave incidente,la gonna che indossava prese fuoco da una stufa a gas,posta nel locale,ove svolgeva il servizio civile e, prima che i soccorsi intervenissero efficacemente,si trasformò in una torcia umana.
Fu trasportata al locale ospedale e da qui inviata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli,diagnosi di entrata ustioni di 2° e 3° grado sul 25% del corpo(cosce ed addome) con prognosi di 60 gg.
Al Cardarelli Valentina ha trascorso 6 mesi (fino al 1°/08/06),in terapia intensiva ed in costante pericolo di vita,in uno stato di iperpiressia per 185 gg,ha subito 9 interventi chirurgici,5 dei quali completamente falliti,un’infinità di inspiegabili complicanze sino alla setticemia.Hanno manomesso la cartella clinica e trasferito la ragazza in una clinica riabilitativa,dove finalmente sono venuta a conoscenza delle reali condizioni di mia figlia:Le zone ustionate,con diverse aree disepitelizzate
sono deformate perchè le hanno asportato il grasso.Tutto il tronco circolarmente,dorso,fianchi e seno sono tutte piaghe dovute a prelievi autologhi troppo profondi con esposizione dello stato adiposo,le piaghe sono infette,è a rischio setticemia,è debilitata è in uno stato clinico “critico”.ci sono voluti altri 6 mesi di ricovero e cure e 3 interventi chirurgici,presso l’Ospedale S.Eugenio di Roma(sia benedetto il dott.Gaetano Esposito!),per riparare gli errori dei sanitari del Cardarelli.
Mia figlia entrata in ospedale col 25% del corpo ustionato,è uscita dal Cardarelli con il corpo completamente deturpato , tranne viso,mani e piedi.
Perciò abbiamo sporto denuncia nei confronti dei sanitari che l’hanno avuto in cura, dopo una serie di indagini e 2 perizie medico-legali risultano indagati 8 sanitari del Centro Ustioni del Cardarelli : sono trascorsi quasi 4 anni,ma tra rinvii, mancate notifiche,distrazioni del P.M. e trasferimenti della pratica,non abbiamo ottenuto ancora nemmeno il rinvio a Giudizio di questi “medici”.

Ora grazie alla legge sui processi brevi fortemente voluta dal governo, mia figlia NON AVRA’ MAI GIUSTIZIA.
Spero che almeno lei ascolterà la mia richiesta,sono quasi 4 anni che chiediamo giustizia, ma siamo rimasti inascoltati.
Abbiamo scritto più volte a Livia Turco,allora ministro della Salute, a Paolo Ferrero, allora ministro della solidarietà sociale, all’assessore alla sanità campana Montemarano,
al Direttore del servizio civile, tutto inutilmente.

Grazie Imma Fiorillo madre di Valentina Candela


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Si spengono le luci, tacciono le voci e dal buio si sente sussurrar : é finita!

L’atmosfera intorno al governo ed a Berlusconi  è satura di scintille e si notano i movimenti scomposti e frenetici delle fasi che precedo in genere i cambiamenti.

Sotto il profilo economico continua l’inazione di Tremonti che scontenta sia i fautori di una politica di forte intervento nell’economia quanto i seguaci del liberismo. Semplicemente sotto il vestito di  condoni e di  scudi fiscali, niente.

Tutto ciò che aveva a che fare con le necessità ed i bisogni degli italiani è fuori dalla finanziaria licenziata dal senato.

Niente Cedolare secca  del 20% sugli affitti, niente credito di imposta, niente fondi per la ricerca, niente taglio dell’IRAP, niente quoziente familiare per le tasse, niente investimenti sul lavoro e nemmeno gli 80 milioni promessi dalla Gelminiper i precari, niente Banca del mezzogiorno, niente investimenti sulla banda larga, con queste ultime due questioni secondo alcuni solo prorogate per il passaggio alla camera.

Dopo aver tagliato in due anni 1, 5 miliardi nel comparto sicurezza, ora ce ne rimettono 100 milioni, ma con un trucchetto per il quale vengono prelevati da un fondo dove erano già destinanti a tale scopo. Se anche fossero soldi veri sarebbero un insulto dopo quel genere di tagli.

I servi berlsuconici dai loro tg delle 5 reti di raiset spacciano per taglio alle tasse la proroga del versamento del 20% dell’acconto IRPEF di novembre alla prossima primavera: due lire in più per le piccole partite iva sotto natale, due lire in meno a Pasqua quando gli stessi “fortunati” dovranno restituire.

Non è passato al Senato l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro per far fronte alle esigenze delle popolazioni di Messina e di Scaletta Zanclea, colpite dalla recente alluvione.

Il governo è dilaniato da uno scontro interno del genere : liti furibonde prima della fine

Dopo un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, la maggioranza più forte che sia mai uscita dalle urne in Italia appare davvero divisa su tutto. La strategia di Fini ormai è chiara: da una parte, il presidente della Camera fa sì sì con la testa a Berlusconi, poi continua ad aprire continui  fronti di sottecchi.

Continua più acerrimo che mai lo scontro tra Tremonti ed il gruppo intorno a Baldassarre: in senato  si è risolto a vantaggio del primo ma solo per un soffio. Astensioni incrociate, liti furibonde del ministro economico con Brunetta( ” ti prendo a calci in culo se solo ti avvicini” ) e con la Presigicamo («Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... »ed in risposta volano carte ed improperi «A me certe battute non le fai»).

Sempre più gente del pdl si smarca da berlusconi facendo delle precisazioni e dei distinguo che un tempo sarebbero stati impossibili – dall’avv. Bongiorno a Pecorella , da Taormina per finire a Baldassarre , da Granata a Bocchino, da Ronchi a Poli Bortone a diversi altri deputati di A.N. mentre l’affaire Cosentino rischia di esplodere in mano al berlusca se continua a maneggiarlo come fa in questi giorni.

Anzi non credo di esagerare se penso che la pentola della campania esploderà molto presto e travolgerà sia il pezzo di sinistra dalemiano ancora a guardia del bidone  Bassolino che l’ ampio fronte del centrodestra ed il motivo scatenante saranno proprio l’intreccio camorra – rifiuti-termovalorizzatore.

Berlusconi in crisi personale e di isolamento interno

Berlusconi sempre più ossessionato dal chiodo fisso di sfuggire ai giudici  è ormai assente  completamente dalla vita politica  dimostrandosi disinteressato ad ogni altro aspetto : vaga depresso e pensieroso ed alla fine lo stress senza via d’uscite l ‘addormenta, nelle riunioni è spesso sonnacchioso. Ha  cominciato l’altro giorno a Berlino  a dormire mentre parlavano i suoi colleghi europei e pare che anche ieri al CdM continuasse ancora. Dal giorno del redde rationem con Fini è caduto in un baratro sconsolato ,  aggravato dalla definitiva iniziativa giudiziaria della moglie che ne richiede la separazione per colpa. Inoltre è  ormai consapevole che a colpi di invenzioni di mavalà Ghedini finisce per prenderle sui muso senza anestesia come col Lodo Alfano.

Ancora sulla giustizia sfatiamo la legenda dei 5 telegiornali di RAISET: i successi quotidiani degli inquirenti nella lotte alla mafia sono avvenuti non grazie al governo, ma nonostante il governo.

I buoni  risultati sul fronte della cattura dei mafiosi latitanti e della confisca dei beni sono dovuti  all’impegno costante e spesso eroico degli inquirenti , cioè di quei poliziotti panzoni lasciati senza macchina, soldi e benzina da questo governo che gli ha tolto 1,5 miliardi in un anno e mezzo e di quei giudici assassini e toghe rosse che berlusconi combatte da anni e contro i quali si ascalgia con leggi e con dichiarazioni mediatche roboanti un giorno sì ed un giorno pure.

Nel  frattempo si apprestano a varare la “riforma della giustizia”  che dalle anticipazioni ufficiali del ministro Alfano, consisterebbe nel far finire i processi dopo due anni dal decreto di rinvio a giudizio, “riforma” valida per i processi in corso e solo per gli incensurati.

Anche un laureato in giurisprudenza della università di paperopoli capirebbe che tutto ciò è anticostituzionale ed infatti fra i tanti anche un giurista socio da sempre del premier, Baldassarri , ha riconosciuto essere una vera schifezza anticostituzionale.

Schifezza perchè in tal modo si travolgerebbero decine forse centinaia di migliaia di processi di grande allarme sociale, per salvare il premier da un paio di processi che lo riguardano.

Chicca finale i beni confiscati alla mafia non avranno più quell’utilizzo sociale che hanno avuto finora, ma saranno venduti a i privati, con buone ottime chance per la mafia , quindi , di ricomprarseli tutti.

Penso alla associazione LIBERA  ed al bel lavoro fatto per i terreni dei corleonesi di Riina ed immagino già il figlio del boss  già prionto a riprendersi la roba del padre.

Anche a questo progetto  manca solo il nome ed il cognome dello sventurato destrico che sarà costretto ad intestarselo, per  aggiungersi agli altri cognomi famosi ( ex Cirielli, Cerami, Pecorella ecc. ) alle leggi vergogna del passato.

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I soliti democristiani e D’alemiani aiutano il nano maledetto ad affossare la giustizia

lapidazioneDall’agenzia ANSA delle 11.07 del 12 giugno 2009 , due ore fà

Il  voto segreto sul ddl intercettazioni non spacca la maggioranza, ma l’opposizione.

Il testo, contestato in Aula dal centrosinistra, ottiene 17 voti in più di quelli a disposizione di Pdl, Lega e Mpa e cioé passa alla Camera con 318 sì, 224 no e un astenuto, mentre i deputati del centrodestra che hanno partecipato al voto e che avevano annunciato il proprio sì dovevano essere 301.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano esce trionfante dall’Aula di Montecitorio aumentando addirittura il risultato dei ‘franchi tiratori’: “Abbiamo avuto una ventina di voti in più della maggioranza – gongola – il voto segreto continua a premiare le nostre tesi che sono condivise anche da alcuni settori dell’opposizione”.

E nel centrosinistra si apre la resa dei conti su chi siano stati i ‘traditori’. E qui le ipotesi divergono: c’é chi dà tutta la colpa ai centristi e chi invece parla di un nuovo capitolo del duello nel Pd in vista del congresso. Ma tant’é: il voto segreto invece di sparigliare in casa della maggioranza, colpisce l’opposizione. “C’é confusione – ironizza Umberto Bossi – dicono una cosa e ne fanno un’altra…”.

ANM – La riforma delle intercettazioni unita a quella del processo segnano nei fatti “la morte della giustizia penale in Italia”. A insorgere contro le nuove norme é l’Associazione nazionale magistrati, che parla di scelte legislative “che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti”. In particolare, le norme sulle intercettazioni “impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati”. In sostanza è come se”Governo e Parlamento chiedono alle forze dell’ ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena”. Sarebbe allora “più serio e coerente – sostiene la giunta dell’Anm – assumersi la responsabilità politica di abrogare l’istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile”.

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Forse il linguaggio é esasperato ma al netto delle esagerazioni sindacali siamo veramente alla frutta.

Giudici che si portano la risma di carta A4  da casa , cancellieri  col vasetto con le penne ed i timbri in giro per la città, giudici di pace sul piede di guerra che saltano due udienze su tre, pubblici ministeri insufficienti con processi rinviati alle calende greche e che poi saltano con le prescrizioni, e quando non saltano sono costretti a leggersi i  loro fascicoli all’inizio delle udienze…per non parlare di strutture e posti mancanti.

Se a ciò aggiungete che tutte le ultime leggi e leggine di Berlusconi hanno aggravato la questione ( basti pensare alle prescrizioni più brevi per molti reati , ad esempio) togliendo e tagliando soldi e diritti ecco che stiamo al punto di stare per chiudere

Ma gli scopi del nano maledetto sono noti, ora con le intercettazioni “ristrette” e quasi vietate i famosi reati d’allarme sociale non verranno perseguiti  come si deve e Lui é già pronto a dar la colpa ai giudici.

Questo mega stronzo che manda in rovina l’Italia per farsi i fatti propri. Ripeto : questo é già noto a tutti anche se a molti non frega nulla.

RutelliCICCIOBELLOInvece Rutelli , Fioroni, Marini ,Letta e quant’altro :  siete il peggio del peggio di quella tradizione democristiana che nelle camere oscure del Palazzo ordiva i suoi complotti nascondendo i coltelli sotto le loro lercie tonache.

Per non parlare di D’Alema questo bell’esemplare di furbetto del quartierino politico che si crede uno sveglio ma che fino ad ora é famoso per una cosa sola : aver raccolto da terra un Berlusconi sconfitto dopo il 1996 ed a suo tempo con la Bicamerale averlo fatto rinascere rilegittimandolo quando era allo stremo…

proprio uno stratega di quelli fini, ed ora non passa giorno che complotta contro i suoi vertici …e quel codardo di Veltroni che scappa nel Tamil a curarsi.

Quando se ne andrà questa gente , forse , dico , forse la sinistra comincerà ad aver un futuro.

Per ora hanno definitivamente affossato la giustizia che già agonizzava di per sé.

Anche molti giudici non sono esenti da responsabilità , talvolta sembra che ci si chiuda a riccio a difendere interessi e privilegi di casta, ed il csm non spinge mai fino in fondo sull’accelleratore delle responsabilità dei giudici quando vengono chiamate in causa per errori o altro…DALEMA

pero’ vi assicuro che la maggior parte dell’ambiente fà il proprio mestiere con dignità ed entusiasmo e questi stronzetti del quartierino democrat hanno veramente rotto le palle di giocare con la pelle di tutti con le loro manovrette di potere da frustrati.

Nel merito delle intercettazioni ho già scritto tre pezzi di recente  (l’ultimo é  Prima l’impunità poi l’oblio -3° e ultima parte ) e non vale la pena di aggiungere altro essendo le cose esattamente come previste .

Né me la prendo con la PDL : RIPETO fanno il loro mestiere di servi del padrone ed almeno sono coerenti . Mentre questi traditori della volontà popolare devono veramente essere processati politicamente dal loro elettorato e messi alla gogna.

Pubblicamente presi a sassate ,  o almeno quelle belle e pesanti monetine contro Craxi dell’Hotel Raphael di Roma…


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3° – settimana della controinformazione: il bilancio di un anno di governo Berlusconi

giustiziamalataAvrei dovuto mettermi con dati e fatti alla mano , come fà sempre un bravo commentatore di questo blog  , e spiegarvi come questo governo non abbia fatto nulla nel merito dei veri problemi della giustizia .

A parte il Lodo Alfano che si commenta da sé , le  altre amenità minacciate dal governo ( dalle intercettazioni vietate alle restrinzioni promesse sull’attività dei magistrati e sulla loro carriera , in definitiva sulla loro autonomia ) sono per ora solo minaccie e non provvedimenti esecutivi quindi tralascio di approfondirle , avendolo peraltro in parte già fatto ( Prima l’impunità poi l’oblio -3° e ultima parte )

Dal momento che trattasi del settore dove svolgo anch’io il mio lavoro mi permetto invece qualche divagazione , di inseguire  un po’ il mio stato    d’animo …

Qualche mese fa’ per motivi di lavoro ho assistito ad un convegno a Monza in cui  l’ex pm di mani pulite Piercamillo Davigo ha espresso il proprio pensiero sullo stato della giustizia in Italia affrontandolo da un punto di vista tecnico, direi da operatore interno al sistema, senza divagazioni.

Mi ha particolarmente colpito , oltre che per le dotte argomentazioni ( me ne ricordo una azzeccatissima per Calamandrei ) per il fatto che , come ha ricordato egli stesso , Davigo ha avuto modo di rivestire tutti i ruoli del processo anche l’imputato, sempre assolto peraltro.

La enorme esperienza  , la grande stagione di tangentopoli  e  molti altri importanti processi  ,   le sue idee politiche peraltro note ma mai sbandierate ( è un uomo di destra , un conservatore ) , la grande perizia tecnico giuridica da tutti riconosciuta fanno di Davigo uno dei personaggi più interessanti del mondo della giustizia.

Non mi soffermo sul resto della “lezione” ,  ricordo solo che se fosse passata  la proposta del governo di vietare la partecipazione di giudici a convegni anche larvatamente politici probabilmente non avrei mai potuto sentirla ,  per il resto vi rimando ad un riassunto trovato sul web ( Lo stato della Giustizia secondo Piercamillo Davigo ) che mi pare abbastanza fedele .

Rammento benissimo come egli insistesse sul dato dell’eccessivo numero di cause aggiungendo un elemento sorprendente  –  a parte i milioni di fascicoli pendenti , cosa già arcinota – e cioè che nel solo processo civile è coinvolto un numero di cittadini ( tra testi e parti ) pari ai due terzi ( 2/3) della popolazione italiana.

Un DNA da litigiosi, insomma.

Ma è un altro il motivo, devo confessarlo, per cui ieri mi è venuto in mente quel convegno sentendo le  motivazioni della sentenza contro Mills.

E cioè che fra le cause  endemiche , “italiane “ della mala giustizia  , l’ex pm di mani pulite ha denunciato proprio la circostanza che nel nostro paese vi è una tendenza a delinquere dei ricchi e dei potenti superiore alla media , già alta fin dalla notte dei tempi  ( “ è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli “)

Mi ricordo che si citava il caso di un consigliere provinciale di FI condannato a due anni per tentata concussione , tale  Claudio Fanchin . Quando il  prefetto ne ha chiesto la decadenza dal Consiglio , la maggioranza di centrodestra  ha risposto picche  “perché non ha concusso nessuno: ci ha solo provato”.

Insomma niente processo alle intenzioni , sì insomma voleva rubare ma non c’e’ mica riuscito!

E comunque diamogli un’altra possibilità!

Mentre pensavo cio’  ascoltavo la solita stanca pletora  televisiva di dichiarazioni pro e contro Berlusconi e  le sua repliche urlanti  a telegiornali unificati.

Ad un certo punto invece che la solita indignazione  mi ha assalito un senso di stanco e vago stupore , sempre meno stupore e sempre piu’ stanco .

Una sensazione che da qualche tempo prende  noi cittadini non del tutto lobotomizzati quando ascoltiamo tali e tante amenità e ci rendiamo conto di avere ormai il cervello , il sedere ed altri organi e parti del corpo sempre piu’ efficacemente  anestetizzati .

E’ una strana e triste sensazione.

Provo a distrarmi  pensando alla battuta per cui l’unico grande miracolo italiano di Berlusconi  in questo quindicennio è stato proprio  l’ aver anestetizzato tutti , come minimo a livello “locale” .

Ma non mi fa’ più tanto ridere ed anzi  mi accorgo che anche ad altezza cuore arrivano i primi segnali di desinsibilizzazione.

Cosi’ alla fine devo ricorrere  , sperando che passi presto la nottata , alla famosa frase di Abramo Lincoln che dice “ potete ingannare una persona per sempre oppure tante persone per un certo tempo, ma non potete ingannare tutti per sempre

Ebbene quanto dura un certo tempo ?

Avrà una scadenza temporale, o no?

Proprio io , uno dei piu’ famosi capi Sioux che cito il grande padre bianco , che Manitù mi perdoni !

Crazyhorse70


2 commenti

Tangenti, arrestato ex capo della Procura

giustiziaHo letto la notizia che riporto di seguito.

L’adozione del provvedimento cautelare a carico di un ex procuratore, da una parte, conferma (sempre, ovviamente, col rispetto della presunzione d’innocenza) che esistono anche magistrati seri che non hanno remore o pregiudizi nell’indagare (e, perfino, arrestare) colleghi o ex colleghi; dall’altra parte, conferma che non esiste solo la casta dei politici.

Oltre un anno fa, su questo mio blog, ho scritto alcune considerazioni e un mio commento ad un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo: le avevo inserite in un mio post che avevo intitolato “La politica del nulla? e la giustizia in Italia?” (lo si può leggere cliccando qui). Scrivevo, in sostanza, che non mi meravigliavo se, come affermato dal comico, il politico italiano portasse il figlio in Parlamento per fargli vedere il seggio che gli avrebbe lasciato in eredità: ritenevo (e ritengo) altrettanto discutibili le consulenze affidate da magistrati ai loro parenti o a parenti dei colleghi.

Ci sono alcune procedure fallimentari (posso fornire le prove) nelle quali il giudice affida consulenze o mandati difensivi a parenti di suoi stessi …. “amici” (senza che i giudici competenti territorialmente abbiano disposto misure analoghe a quelle adottate a carico dell’ex procuratore di Pinerolo). Ci sono giudici che convivono con mogli, amanti o figli che, indisturbati, esercitano nello stesso pianerottolo.

Si cerca, però, tra libri, quotidiani e talk-show, di informare (e ritengo ciò apprezzabile e doveroso) sugli abusi, sui privilegi, sulla vita e sugli intrecci che hanno coinvolto e coinvolgono tanti politici ma non capisco perchè non si informi la gente, allo stesso modo, che insieme a tanti magistrati seri, onesti e preparati, esistono anche alcuni “personaggi” che non si comportano diversamente da quella che viene rappresentata, forse, come  l’unica “casta” esistente o la più scandalosa. L’accusa per la quale è stata disposta la misura cautelare di cui è stata data notizia nell’articolo (sempre se l’arresto, ovviamente, dovesse essere seguito da una condanna definitiva) potrebbe essere solo un esempio!!! 

Roberto Di Napoli

Corriere della Sera.it
MILANO -Giuseppe Marabotto, l’ ex capo della Procura di Pinerolo (Torino), è stato arrestato con l’accusa di corruzione avrebbe incassato il 30% dei pagamenti effettuati sulle consulenze da lui disposte. Secondo quanto si è appreso a Milano, le consulenze ammontano a circa 10 milioni di euro e l’ex magistrato avrebbe avuto un ritorno, negli anni, di circa 3 milioni di euro. I pagamenti Leggi ancora


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«Sul carcere decidano tre giudici, non uno». Condivido la proposta ma non basta!

Pur non condividendo in pieno, in genere, le proposte del Pd ma auspicando serie riforme della giustizia che non si riducano all’aumento delle risorse economiche o del personale (ritengo ciò, certamente, importante ma non fondamentale dal momento che, a mio avviso, vi sono vari sprechi anche nei Tribunali: dalle perizie, spesso, pagate oltre il giusto dovuto ai termosifoni accesi fino a temperatura tale da far sentire gli utenti ai Tropici …. alla faccia delle vittime della malagiustizia o dei difensori col patrocinio a spese dello Stato che devono attendere anni prima di avere i loro compensi), condivido la recente proposta avanzata da un esponente Pd di istituire un organo collegiale sulle decisioni in tema di misure cautelari personali e spero, vivamente, che venga approvata.
Sarebbe una garanzia maggiore per la libertà dei cittadini e non comprendo quale problema possa essere ragionevolmente avanzato per ostacolare tale riforma dell’organo che decide su un diritto fondamentale della persona umana quale è quello della libertà.
Ritengo, però, che sia giunta l’ora di affrontare anche altre questioni che possono essere superate solo con una modifica seria della disciplina vigente. Mi riferisco, in particolare, alla modifica dell’attuale legge sulla responsabilità civile del magistrato, alla modifica della disciplina del foro competente territorialmente, ossia, del giudice che deve giudicare quando un collega magistrato è attore o convenuto in un giudizio oppure, nei procedimenti penali, imputato o persona offesa. E’, infatti, a mio avviso, insufficiente a fugare ogni dubbio di imparzialità l’attuale disciplina di cui all’art. 11 c.p.p. secondo cui, in seguito ad una modifica del 1998, a giudicare il magistrato persona offesa o imputato è il Tribunale di un luogo diverso rispetto a quello in cui esercita le funzioni, individuato in quello previsto da una tabella prefissata e invariabile (es: sui magistrati di Roma, competenti sono i giudici di Perugia; su quelli di Catanzaro quelli di Salerno, su quelli di Milano i colleghi di Brescia, ecc.).
E’ ovvio, infatti, che, col tempo, la ratio può essere vanificata: a maggior ragione se i distretti in cui ha sede il giudice competente sono vicini e ……. invariabili.
Credo che, nell’attuale era di internet e dell’informatica, sarebbe più conforme ad assicurare l’imparzialità e l’apparenza di imparzialità un sistema informatico, ad esempio, che, volta per volta, magari al momento della conoscenza della notitia criminis da parte della polizia giudiziaria o dell’organo inquirente, individui l’autorità giudiziaria competente per territorio cui trasmettere la notitia. Ovvio che, in tal caso, dovrebbe costituire indispensabile “corollario” o “appendice” (sempre a garanzia dell’imparzialità) una norma che obblighi, con sanzioni severe in caso di violazione, l’autorità che, per prima, abbia avuto conoscenza del fatto ad aprire il procedimento immediatamente e a richiedere l’individuazione del giudice competente: ciò per evitare che sorga il minimo sospetto che si possa “interrogare” più di una volta il sistema informatico facendo una specie di “forum shopping
Nel sistema vigente, ho apprezzato molto la lettura di un’ordinanza di rimessione degli atti alla Corte Costituzionale con la quale il Tribunale di Ferrara ha, recentemente, sollevato la questione di legittimità costituzionale del vigente art. 11 c.p.p. laddove non prevede che soggetti ad un giudice territorialmente diverso siano anche i parenti del magistrato che esercita funzioni nel luogo dove dovrebbero essere giudicati secondo le norme ordinarie. Spero che la Consulta, accogliendo la questione sollevata, dichiari incostituzionale la norma suddetta. Sarebbe già un ottimo passo in avanti a garanzia dell’immagine di assoluta imparzialità e prestigio di cui la magistratura deve godere presso l’opinone pubblica!!!
Sarebbe, poi, correttissimo se, anche in Italia, si imitasse un sistema vigente in uno Stato dove, addirittura, i magistrati appaiono alla cittadinanza lontani da ogni sospetto di parzialità in quanto, dopo un certo numero di anni, vengono trasferiti  in luogo diverso in modo che non possa sorgere alcun rapporto di amicizia che possa destare sospetti. Non credo, però, che questo straordinario sistema possa essere imitato: lo Stato in cui è adottato e descritto da Tommaso Moro circa mezzo millennio fa, infatti, si chiama ……. Utopia.
Nel mio (pur involontario) “status” di cittadino della Repubblica Italiana e, dunque, titolare pro quota della sovranità di cui all’art. 1 Cost. s

Corriere della Sera.it
ROMA — «Bene, alla fine è stata evitata un’ingiustizia contro Margiotta… Però è arrivata l’ora di affidare le decisioni sulla custodia cautelare a un collegio di magistrati e non più a un solo giudice». Lanfranco Tenaglia, ex magistrato, già consigliere togato del Csm, ora ministro ombra del Pd per la giustizia, ha solidi argomenti per lanciare una proposta al Pdl che potrebbe essereLeggi ancora