LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


Lascia un commento

L’UOMO DELL’ASPROMONTE

<< Sono un uomo del sud, vengo dall’Aspromonte…conosco bene i problemi che affliggono quella terra>>. E’ una frase detta dall’On. Giuseppe Pizza Sottosegretario del Miur, durante l’incontro del 16 c.m. a Roma. Non vi nascondo che quella frase detta in un contesto così drammatico, mentre si discuteva del futuro di migliaia di famiglie di Ex Lsu, accendeva in noi un barlume di speranza. Qualcosa di nuovo era già accaduto, se non altro per essere stati ricevuti dal Sottosegretario personalmente, mentre in passato aveva ricevuto sempre e solo i Confederali. Ma ciò che udivano le nostre orecchie in quel momento, ci dava quasi la certezza che una volta tanto qualcuno ci avrebbe almeno ascoltato.

Così cominciammo ad aprirci, a manifestare i nostri disagi, a segnalare tutte le irregolarità  commesse contro di noi dagli Enti Locali e dallo stesso Miur, che a suo tempo ci utilizzò per supplire alle carenze di organico illegalmente, senza neanche averci riconosciuto il più elementare diritto che la legge prevedeva e prevede tutt’ora: la riserva che gli Lsu hanno,di concorrere per il 30% dei posti disponibili nello stesso profilo professionale per il quale svolgono il servizio. E di posti vacanti, fino all’anno scolastico 1999/2000 ce n’erano ben 47.000. Questo significa che se fosse stata rispettata la legge, noi saremmo stati tutti assunti dal Miur e il rimanente 70% dei posti restava a disposizione della graduatoria. Solo così, nessuno avrebbe subìto dei torti. Ma in Italia siamo abituati a infischiarcene delle leggi, lo può fare l’ultimo dei cittadini come lo  può fare la carica più alta dello Stato, è una questione di DNA.

Le nostre obiezioni, se pur condivise dal Sottosegretario, lo portavano ad affermare che questa situazione non era cosa voluta da loro ma che avevano ereditato dai precedenti Governi. E qui non potevamo dargli torto! Ma già il fatto che avesse riconosciuto una connotazione ambigua alla vicenda,rappresentava per noi un piccolo passo avanti. Da qui partivano le nostre proposte, i nostri suggerimenti, alcuni dei quali accettati di buon grado, come ad esempio la necessità di fare prima di ogni cosa, la verifica di quanti di noi potessero essere collocati in pensione (o prepensionamento), per avere un’idea più chiara dei numeri effettivi su cui lavorare, anche se le ipotesi di internalizzazione presentavano, secondo l’On.  Pizza non poche difficoltà.

Il punto nevralgico dell’incontro, è stato quello dell’internalizzazione, oltre che aver affrontato la questione della necessità di versare alle scuole al più presto le risorse per scongiurare ulteriori ritardi nei pagamenti dei già miseri stipendi degli Ex Lsu.

Alla luce dei fatti e dalle sensazioni avute durante l’incontro, secondo il mio modesto parere, viene confermato tutto ciò che noi abbiamo sempre affermato: “se i confederali avessero puntato sulla nostra stabilizzazione, sarebbe stata cosa fatta,fin dal 2000”. Ma non la vollero allora, non la vollero nel 2003 e tantomeno la vogliono ora. Quindi dobbiamo rimboccarci le maniche e combattere con le nostre sole forze, addirittura anche contro i nostri stessi colleghi, fedelissimi dei Confederali. Li vorrò vedere quando ci sarà servito il  “piatto forte” che ci stanno preparando i loro amici: ” l’ottimizzazione ”, che probabilmente prevede i prepensionamenti, ma che proprio per questo porterà maggiori carichi di lavoro e trasferimenti,anche giornalieri, a chi resta. Su questo campo io credo che questi Sindacati lasceranno alle loro spalle altre vittime e forse perderanno altro  terreno nell’ambito degli iscritti, ma a loro non importa nulla, andranno avanti imperterriti, accetteranno tutto, troppo forti sono gli interessi! E poi, sanno di poter contare su un seguito di  “invertebrati”.

Dal canto nostro, accettiamo per buona l’intenzione del Sottosegretario di riascoltarci prossimamente, dopo opportune verifiche, ma riteniamo inutile prenderci in giro da soli… la stabilizzazione non sarà cosa facile, soprattutto per l’ostruzionismo di quelli che si definiscono “difensori dei lavoratori”Ragazzi, questo non significa che dobbiamo mollare, se mai dobbiamo decuplicare l’impegno e lottare come leoni, anche per tutti quei vili che non lo faranno!!! Vogliono far passare questa pseudo ottimizzazione che io definirei “pessimizzazione”, sulla pelle di persone che sono entrate nella scuola che erano giovani e dopo 15 anni di sfruttamento, ora non più giovani, si vedrebbero applicare Quella norma scellerata che è la convenzione quadro del 7 giugno 2001 allegato C, talmente scellerata e inapplicabile in ambito scolastico, impraticabile per le ovvie difficoltà di realizzazione, che non è mai stata tirata in ballo fino ad oggi.

Se andate a verificare quello che dice questa normativa vi accorgerete che dovremmo diventare delle macchinette da 200 metri quadri all’ora…  alcuni dovrebbero essere degli arzilli vecchietti!!! Ma si rendono conto questi signori che i tagli e le riduzioni del personale non possono farle ricadere su di noi??? Le cooperative vorrebbero compensare gli introiti mancanti per la riduzione del personale, accaparrandosi nuovi plessi scolastici che oggi non hanno…facendoci andare in giro col secchiello al braccio a pulire una,due,tre o più scuole…magari anche spostandoci in altri comuni.

Se questo è quello che vogliamo, restiamo pure a dormire sonni tranquilli, altrimenti SVEGLIAMOCI!!!

Mimmo co-amministratore del blog exlsu-ata.blogspot.com Villapiana lì 19/04/2010


1 Commento

CALMA APPARENTE

    Da qualche mese nel nostro ambiente di lavoro e cioè quello degli appalti di pulizia nelle scuole, regna una sorta di torpore, una specie di limbo dove il tempo scorre come ovattato e silenzioso. Gli animi si sono acquietati. Forse dopo gli ultimi sussulti di amor proprio, consumati nei mesi che precedevano l’appostamento in finanziaria delle risorse per la continuità dei suddetti appalti, una volta ottenuta una piccola promessa (370 milioni di cui non si ha certezza se dovremo o meno dividere con altre categorie), ci siamo sentiti subito appagati e meritevoli di un degno riposo, come se avessimo raggiunto chissà quale traguardo. Non ci hanno nemmeno sfiorato o insospettito i ritardati pagamenti delle spettanze da parte di alcune aziende, i tagli agli storici e quant’altro…no noi siamo tranquilli non ci sono problemi, ce lo dicono anche i responsabili aziendali! Ma soprattutto ce lo dicono i sindacati confederali!  Colleghi, cosa vogliamo di più , noi siamo a posto, siamo intoccabili!!! Persino il Miur sembra contagiato da questa tranquillità. Ultimamente non si esprime nei nostri confronti, non parla più di “tavolo tecnico” di “piano di ottimizzazione”. Niente. Sembrerebbe che tutto possa continuare così in eterno.

    Sapete invece cosa pensiamo noi, cari colleghi? Che “le acque chete non fanno rumore ma rompono i ponti”. Ora più che mai dobbiamo alzare la guardia: ci stanno preparando qualche piattino dei soliti. Tanto per cominciare abbiamo giocato di contropiede: con il sostegno e la collaborazione del sindacato di base RdB, abbiamo già preparato un documento di denuncia che verrà a breve ufficializzato a livello Nazionale e presentato a tutte le Istituzioni coinvolte, alla stampa e ai vari organi di informazione. Questa denuncia attraversa tutta la nostra storia dal principio fino ad oggi, toccando tutte le tappe più importanti a cominciare dall’utilizzo improprio che gli Enti locali hanno fatto di noi Lsu Ata, facendoci colmare vuoti di organico tra i collaboratori scolastici, alla mancata applicazione della sentenza del Consiglio di Stato che voleva riservare il 30% dei posti vacanti in questa categoria agli Lsu, il passaggio forzato alle cooperative. In questo documento si denuncia  inoltre, lo spreco di denaro pubblico che si verifica esternalizzando questi servizi, documentato da tanto di tabelle comparative. E tutte le anomalie e le inadempienze contrattuali delle aziende, dalle più banali alle più importanti, come il calcolo errato del parametro 109 invece del 115 e via dicendo.
    A tutto questo dobbiamo aggiungere il lavoro che si sta facendo attraverso l’organizzazione e l’attuazione di assemblee in tutte le regioni (e di questo dobbiamo ringraziare tutti quelli che si sono prodigati  e si prodigheranno per la loro riuscita), per portare a conoscenza di un numero sempre maggiore di colleghi, che tutti i Governi che si sono succeduti, il Miur, i Sindacati Confederali, le cooperative, in questi anni non hanno fatto altro che beffarsi di noi.
    Infine un breve riferimento ai tentativi di conciliazione che in questo momento continuano ad essere presentati in tutte le province del centro e del sud, per l’ottenimento della contribuzione  e della differenza retributiva, perdute negli anni fino al 30/04/2000. Secondo il nostro modesto parere, questi rappresenteranno una spina nel fianco per il Ministero della P.I. e per gli Enti locali (comuni e province). Il nostro obiettivo è quello di rendere possibilmente più incisiva la  battaglia che da tempo combattiamo, accrescendo sempre più il numero dei sostenitori, in modo da giungere preparati nei prossimi mesi a probabili rivendicazioni che dovremo affrontare e per avere un ruolo più rilevante nella concertazione. Vale a dire che noi tutti saremo rappresentanti di noi stessi, è l’unica strada che può portarci alla stabilizzazione Ata, visto che quelli che dovevano rappresentarci  non hanno mai voluto che ciò accadesse.

Mimmo, coamministratore del Blog EXLSU-ATA – Villapiana lì 23-02-2010