LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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La violenza ha un volto amico ( post di Rosellina )

Ho letto qualcosa in questo blog nei giorni scorsi ed ho pensato di intervenire con un commento su di un altro post, ma preferisco aggiungere qualche altra cosa per chiarire meglio cio’ che voglio dire.

La violenza ha un volto amico e spesso e’ dentro di noi : prima impariamo a conoscere noi e la vita poi forse è utile anche un po’ di palestra , nei rari casi in cui non abbiamo altri strumenti.

La violenza è dappertutto e per le donne che la subiscono è causata , nella stragrande maggioranza dei casi , da persone molto piu’ famigliari e meno “straniere” dei violentatori a cui voi spesso vi riferite. Senza citare i numeri che sono noiosi ma indicativi , nella stragrande maggioranza dei casi la violenza arriva da altre parti , diverse e piu’ famigliari del violentatore da strada.

Mariti o compagni sconfitti dalla vita , impotenti e bestiali , datori di lavoro cocainomani ma “per bene” , vittime del potere che a loro volta esercitano sul piu’ debole , la donna lavoratrice sottoposta , padri snaturati alcolizzati e disperati , amici di famiglia perversi che approfittano di te quando sei piccola , preti “educatori” deviati e morbosi , tutte , spesso , figure irreprensibili che per anni nascondono violenze bestiali e distruggono a lungo per sempre molte giovani vite.

Si’ , poi ci sono anche quella piccola percentuale di violenze episodiche di strada fatte dagli stessi di prima che ho detto quando magari diventano piu’ poveri e disperati e soli , o da altri che per solitudine droga alcool e disperazione non possono approfittare delle donne di famiglia che non hanno piu’ e vivendo ai margini fanno violenze episodiche e marginali.

Stabiliamo un paio di regolette…

Il maschio italiano un po’ mammone è in crisi da qualche decennio; se gli stai sotto ti accetta all’inizio e poi va in cerca d’altro che lo emozioni, se gli stai sopra te le fa pagare paralizzandosi, scappando o mettendoti le mani addosso non nel senso che vorresti tu.
Non c’e’ verso di trovare rapporti alla pari soddisfacenti da ogni punto di vista , lui e’ impreparato , titubante e non sa’ che fare se non togliersi di torno, a meno che non lo fai fesso e contento facendogli credere di essere quel che non e’.

E’ cosi’ perché lui ha un’altra caratteristica , gli piace prima o poi dipendere da te come faceva con la madre …se poi il padre era una figura inesistente cerca con piu’ forza figure maschili a cui riferirsi che scopate con te . Insomma e’ un bel casino e lui stà messo male .

Mettetevi in testa che l’educazione maschile generale , i modelli di riferimento e tutto il dato ambientale di questa società spingono per creare il maschietto impotente disperato e potenzialmente violentatore che le cronache ci raccontano.

Anche noi donne quando ci mettiamo a scimmiottare nella vita e nella carriera il maschio di potere col sorriso furbo ed il sigaro in bocca , cinico quanto basta non e’ che non abbiamo le nostre colpe, ma anche per noi e’ difficile gestire le nuove situazioni di autonomia e libertà che faticosamente talvolta raggiungiamo.

Mettetevi in testa che la “bestia” e’ in quasi tutti i maschietti e che spesso é solo una questione di proporzioni e di controllo su di se’.

Mettetevi anche in testa che la mitizzazione dell’organo genitale femminile come icona preziosa , sacra ed inviolabile – invece che un pezzo di carne che la natura ci ha dato per procreare e per il piacere ( idem per il maschietto, comunque ) – è parte del problema come lo e’ un a certa generale educazione cattolica o comunque religiosa che preferirebbe sempre e comunque Marie Goretti morte per salvare la verginità a donne vive e vegete violentate e quindi un po’ colpevoli.

Una volta che vi siete messe in testa queste considerazioni allora possiamo andare avanti.

La migliore arma appena sei grande abbastanza per “sentirti” e misurarti é la consapevolezza di te , la forza d’animo , il carattere e la grinta .

Le capacità di risposta fisica alla aggressore sono di gran lunga secondarie e spesso pericolose per le donne che le mettono in atto , utili per poche “campionesse” fortunate nella “scelta” del bruto.

Cosi’ inquadrato il discorso forse capirete che non sono d’accordo a dare molta importanza alla idea dei corsi per le donne che vogliono imparare a menare .

Capisco che in questi tempi e’ piu’ facile e sbrigativo pensare di divenire tutte delle combat girl … in attesa che per tutta risposta i violentatori si organizzino in maniera più decisiva , magari coi bazzoka , per non rischiare di prenderle.

Preferisco attrezzarmi per altre strade . Datemi retta insegniamoci ed insegniamo altre cose alle nostre piccole amiche e sorelle o figlie se siamo madri , diamo loro affetto e infondiamo forza d’animo, conoscenza della vita , consapevolezza che in ognuno di noi c’e’ la bestia ed e’ solo questione di percentuali , opportunità e scelte fortunate altrimenti non si spiegherebbe la quantità di violenza subite da chi non te lo aspetteresti mai .

Ne’ si spiegherebbe anche la quantità di violenza e potere che esercitiamo anche noi quando ci capita di avere questi strumenti.

Detto questo e relativizzato il fenomeno non e’ difficile capire i punti deboli caratteriali della bestia che ti trovi di fronte o di dietro col coltello alla gola sotto casa di notte : spesso e’ un impotente e frustrato , da affrontare con calma .

Una frase ad effetto detta senza fare “la preda tremebonda che si divincola terrorizzata ” e’ una comunicativa efficace maggiore che saper tirare un colpo di karatè , anche perché se dato male ( e non tutte noi possiamo diventare campionesse e sopraffare la bestia ) puo’ portare a reazioni peggiori .

Io non ho una ricetta sicura , né intendo ridicolizzare chi và in palestra per questo motivo , ma proporvi un altro punto di vista su tutta la questione e raccontarvi alcune cose vissute .

Una volta una mia amica che ora lavora in un centro antiviolenza di Salerno mi ha raccontato di essere stata aggredita sotto casa da un marocchino col coltello : lei ha iniziato a star calma , senza dare in escandescenze e dare di testa ( cosa che invece fa molto eccitare i maschietti che sentono la preda tremare e divincolarsi , quei tipastri che han bisogno di sentire la donna in loro potere , magari gridare e piangere , per eccitarsi) lo ha fatto parlare , gli ha detto di stare calmo , che lei lo avrebbe aiutato, che se stava una attimo fermo e non la stringeva piu’ poi avrebbe fatto fare quel che voleva di lei , ma prima si calmasse e gli dicesse “perché , da dove vieni, tua madre che ti direbbe se ti vedesse cosi’ , hai figlie o sorelle , se stessero al posto mio ti piacerebbe ?Non pensi a loro nella stessa situazione , lo sai che potrei essere malata di aids ?” Ed altro ancora chela fantasia produce col bisogno . Lui ha diminuito la stretta per la reazione di lei , opposta a quel che lui si aspettava . Lei affrontandolo con calma lo ha smontato , come dite voi maschietti , glielo ha fatto smosciare ed alla fine gli ha dato 20 euro ed e’ andato via quasi scusandosi e piangendo; io non penso che se gli avesse assestato qualche colpo anche ben tirato dopo mesi di corsi e palestre avrebbe avuto risultato migliore anzi temo che sarebbe finita male .

Anche una altra volta un tossico a Napoli col coltello voleva violentarla e con la stessa calma lei lo ha bloccato , in questo altro caso lei si e’ messa a dire cose sconclusionate da matta , a fare discorsi da folle , tanto che questo si stava preoccupando per se’ ed è scappato via lui .

A me pure e’ successo due volte : una con una banda di ragazzini fatti di coca che ho saputo controllare pur beccandomi qualche “atto di molestia” ed una altra volta a Firenze con un ragazzo rumeno che voleva addirittura prendermi a bastonate se non mi spogliavo cosa che ho fatto a metà buttandola sul ridere e facendolo parlare finché e’ andato via con qualche euro e la vista di mezza tetta , gli ho anche detto che non sapevo se ero sieropositiva ed ha funzionato : sarebbe stato meglio dargli un colpo e stenderlo , anche nell’ipotesi ( scarsamente probabile ) che fossi riuscita a stenderlo al primo colpo ed a scappare prima che reagisse ?

Puo’ darsi che qualche volta sia cosi’, altre meno , ma la questione e’ un’altra .

Quando si parla solo ed esclusivamente di imparare a menare ( cosa non disdicevole , comunque , ma marginale ) , in effetti di cosa si stà parlando? E’un film ? O e’ la proiezione tutta maschile della sacra inviolabilità sessuale delle loro madri moglie sorelle e fidanzate ? Che poi non e’ neanche vero : difatti ricordate che per il maschietto italiano a parte un po’ la madre ed un po’ meno la sorella , su cui nutre qualche sospetto ma non puo’ dirlo , il resto delle donne di famiglia sono tutte con certezza un po’ puttane per non parlare delle donne degli altri.

Ecco perché nel suo immaginario piu’ o meno conscio preferisce vederle ( le sue donne ) col naso rotto ed il braccio fratturato in un eroico combattimento col bruto piuttosto che sane e salve ma non piu’ tanto illibate o comunque un po’ penetrate e “orrendamente ” palpeggiate senza resistenza!

Questa e’ infatti la domanda che vorrei farvi a voi che suggerite corsi di arti marziali e palestre : non e’ che sono i vostri maschietti che vi vorrebbero combattenti , magari ferite ma inviolate ? Non e’ che state come al solito seguendo l’illusione di un modello copiato dai maschietti , come spesso accade ?

Non e’ che state sacralizzando un po’ troppo quello spacco che avete tra le gambe e sarebbe meglio solo cercare di non farsi male ?

Ma quali palestre , sceme , frequentate la vita , imparate a conoscervi ed conoscere il signor nessuno che e’ dietro il violentatore che spesso ha facce simili a quelle di vostro padre , fratello o fidanzato o comunque a quelle presentabili e imprevedibili che vi circondano nella vita di tutti i giorni .

E poi leggete di piu’ e meglio , gonfiandovi il cervello invece dei muscoli , imparate a conoscere voi stesse ed i vostri limiti , uscite dai ghetti famigliari e lavorativi ed apritevi al mondo.

Migliorerete le vostre vite ed i vostri rapporti e , secondariamente , se vi capita lo stronzo quasi sempre lo smontate e rivoltate come un calzino sporco.

E lasciate stare i consigli interessati ed angosciati dei maschietti che su queste cose non ci capiscono nulla ma anzi proiettano su di voi le loro angosce offrendovi arti marziali per scontare con voi magari qualche penitenza oppure per non farvi perdere la “loro” icona inviolabile di cui per loro siete solo “portatrici” in mezzo alle gambe.

Il corpo e’ vostro , gestitelo come vi pare e se per salvarvi da botte e violenze peggiori dovrete farvi toccare o altro decidete senza falsi moralismi magari chiarendovi fin d’ora cosa veramente e’ in gioco e cosa veramente ha valore per voi.

Ripeto non sono contro le botte date bene in assoluto , ma spesso imparare a picchiare rischia di prendervi la mano e farvi diventare diverse .

E poi perché non spender qualche parola e metter qualche energia , dedicare come si faceva un tempo un po’ delle vostre ore al sociale invece che alla palestra ? Lottare insieme e creare quartieri piu’ umani , reti sociali almeno tra noi donne , incontri , accendere luci nelle città dormitoio, vivere la città , aprirla di notte , renderla fruibile.

Come mai di questo non parlate e vi fossilizzate sui muscoli e le botte ?

Certo quando capita lo stronzo che ti molesta o vuole violentarti e ti becca sola e lontana da tutti si tratta di vedersela senza paura sapendo che il 90% delle volte il maschio furioso e’ un maschio pauroso ed impotente e si puo’ riportarlo a quello stadio comportandosi in un certo modo.

Non funziona sempre ma per esperienza funziona di piu’ e meglio che sperare in colpi di karate’ risolutivi anche perché , ripeto, non vorrei mai vivere in un mondo dominato da aspiranti Marie Goretti con l’armatura pronte a guerreggiare per le strade contro aspiranti violentatori che girano ancora piu’ armati per andare sul sicuro: questo mondo fa già schifo cosi’ com’e’ !

Viva le donne ed i pochi maschi rimasti uomini

Rosellina