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Non sempre essere di destra significa essere ciechi e sordi ……

Eccone  la dimostrazione

Questo pezzo  di una nostra vecchia conoscenza Riccardo FucileBlog  Destra di Popolo

RETROMARCIA: ALLA FINE MARONI AMMETTE, IN PIAZZA ERANO 130.000

CI SONO VOLUTI DUE GIORNI PERCHE’ MARONI DIFENDESSE IL LAVORO DELLA POLIZIA CHE DOVREBBE RAPPRESENTARE: LUI CHE SAPEVA, PERCHE’ NON HA SMENTITO SUBITO CICCHITTO E GASPARRI?…. IL GIOCO DELLA LEGA: A ROMA PARTITO DI POTERE, A NORD FINTO PARTITO DI LOTTA… E  ORA VERDINI, CICCHITTO E GASPARRI SI DIMETTANO

Avrà prima aspettato l’ordine da via Bellerio, poi quando i vertici della Lega hanno fatto i loro calcoli sull’utilità politica che gli sarebbe derivata dallo sputtanare i conti dei dirigenti del Pdl, alla vigilia delle regionali, ecco che Maroni improvvisamente ha riacquistato la memoria.
E ha confermato quello che tutti, lui per primo, sapevano dalle ore 20 di sabato.
Ovvero che i partecipanti alla manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni non erano un milione, come annunciato da Verdini, ma circa 120-140.000 come da accurati accertamenti degli uomini specializzati della Questura di Roma.
Ora Maroni cerca di passare per colui che afferma: “Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali. Si sta alimentando uno scontro che non esiste, si è fatto un clamoroso autogol in materia di comunicazione”.
Ma chi l’ha alimentato e chi ha taciuto?
Chi ha autorizzato Verdini a sparare: “Siamo un milione”?
Chi aveva deciso dal giorno prima che si sarebbe in ogni caso dovuto sostenere questa tesi? Chi è salito sul palco, declamando il giuramento e rendendosi partecipe della messa in scena? Forse Cota non aveva visto nulla dall’alto?
Chi per due giorni ha accusato di falso e di essere un ubriacone il questore di Roma, creando una spaccatura con le forze dell’ordine?
Non sono forse Cicchitto e Gasparri i capogruppo del Pdl alla Camera e al Senato, quindi tra i massimi esponenti politici del Pdl?.

Continua


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Ecco perchè Berlusconi non esclude elezioni anticipate in autunno

Bologna, 21 mar. – (Adnkronos) – A Bologna “non ho nulla in contrario ad elezioni anticipate in autunno“. A sostenerlo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oggi a Bologna per una conferenza stampa alla vigilia delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Dopo avere ricordato che si tratta di un “problema che compete il ministro degli Interni” che sicuramente si dovranno “verificare le possibilita‘”, il premier ha ribadito “propendo per l’anticipazione delle elezioni

E’ un ridicolo caudillo ma non è stupido, sente l’aria che tira meglio e prima dei suoi servi adoranti.

Ed allora come un pokerista rilancia in perdita puntando tutto sulla prossima mano.

Un regime autoritario: questo è quel che vale la prossima mano di poker. Non che nei fatti non lo sia già  – autoritario –   ma gli serve più potere formale e meno vincoli costituzionali.

E’ il salto di qualità, se così si può dire, della politica berlusconiana. Il discorso che il capo bastone, sarebbe osceno definirlo come presidente del consiglio, premier, statista e altre menate, ha fatto a Piazza San Giovanni non nasce per caso. E’ il segno che punta al potere assoluto, in tempi rapidi.

Berlusconi ha  più senso della realtà dei suoi cortigiani. Ha visto che quella piazza non era proprio il meglio che si poteva desiderare. Dietro il grande palco, del resto, i volti di ministri e sottosegretari, rivelavano che il “popolo della libertà” aveva preferito rimanere a casa.

Anche davanti al palco  c’era un popolo riottoso e poco disponibile, senza contare le numerose comparse a pagamento e le majorette.

Insomma il bagno di folla non c’é stato.

Chi faceva buon viso a cattiva sorte erano i coordinatori del Pdl,  quel Verdini, sì quello il cui nome compare nelle vicende di “ appaltopoli,”  La Russa, sempre più spiritato ( si comporta come un Farinacci dei  tempi  repubblichini ),  i responsabili della organizzazione che sparavano dal palco bugie  a piene mani.

Nell’aria c’è il sentore, che la  manica di servi e cortigiani è  incapace di fiutare. del  pericolo. Ed allora: battute sul presidezialismo, annullamento di Fini e dei suoi, rinsaldo dell’alleanza con Bossi.

Ora è la nostra casa, la  costituzione ad essere in pericolo. Essa  subirà il peggio del peggio proprio nei prossimi mesi, specialmente se le regionali saranno, come sembra, una battuta d’arresto per la pdl, partito in realtà morto in fasce in questi giorni…

Lascia ai suoi scherri più incapaci la vergogna di attaccare la polizia di stato sui numeri della manifestazione, smarcandosi dicendo”sui numeri ognuno dice quel che gli pare”,

Ammette di aver perso sette punti nei sondaggi, però continua a gonfiarli dicendo si esser passato da 68% di gradimento al 61%, leader “unico al mondo per popolarità“.

Le anticipazioni sulle rovine che avrebbe provocato la caduta del cinghiale cadendo paiono dimostrarsi esatte e purtoppo è giunta quella fase. Sta ora a noi far di tutto per salvare la nostra casa.

Qualcosa si è mosso nella società e tutti sappiamo che la Costituzione vive proprio grazie al sostegno e alla capacità di identificazione dei cittadini. È una novità non da poco, soprattutto dopo anni di ossessivo martellamento contro la Costituzione. Oggi la politica dell’opposizione dev’essere tutta politica “costituzionale”. Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercar di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, a un cambiamento di regime”. Stefano Rodotà su Repubblica, 9 marzo 2010.

Crazyhorse70