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Giovani catanesi ….in gamba.

decortac

Intervista ad Emanuele Belliti artefice e ideatore di questo  progetto.

La storia di Decortack  direttamente dalle sue parole.

Mi chiamo Emanuele Bellitti e vivo a Catania.

Decortack nasce da una mia visione mentre con una mia amica guardavo delle calzature femminili attraverso la vetrina di un negozio. In quella visione la scarpa che stavo guardando mi apparve sotto forma d’opera d’arte.

Ripensando a quella visione nei giorni successivi mi impegnai in uno studio finalizzato ad innovare le scarpe da donna arrichendole con decori artistico-artigianali di varia natura, forma e dimensione.

Fu così che con un tacco grezzo in mano, a cui avevo praticato un incavo con un trapano da banco, andai in giro per calzolai per sapere se quel mio intervento ne avesse minato la struttura portante.

Rassicurato dalle loro parole, mi recai da un ceramista a cui chiesi di realizzare una piccola testa di moro da incastonare nell’incavo da me prodotto. Mi sembra superfluo aggiungere che sia i calzolai a cui chiesi consulenza che il ceramista mi guardarono come fossi scappato dal manicomio.

Realizzato il primo prototipo, ho brevettato “incavi nel tacco” ed “incavi nel tacco, nel plateau, nelle zeppe e nel pellame” regolarmente registrati sul sito marchi e brevetti del ministero dello sviluppo economico.
Decortack sta rinnovando il suo sito web per trasformarlo in sito e-commerce e sta cercando un locale nel pieno centro di Catania per aprire quanto prima un suo punto vendita. Decortack è il marchio (registrato) che ho dato alle scarpe sin qui prodotte, al fine di rendere visibili le infinite potenzialità dell’idea da me sviluppata. Decortack non è solo artigianato siciliano d’eccellenza.

Decortack è un progetto culturale, di cambiamento, è la speranza di rinascita di una terra come la Sicilia in cui il futuro da decenni ha smesso di avere un futuro!

Da marchio, Decortack si è evoluto in progetto condiviso da artisti ed artigiani che mira alla nascita del cartello del Made in Sicily d’eccellenza (settore calzature-accessori moda-abbigliamento) ed ha come fine il rilancio della nostra economia, la creazione di posti di lavoro, il benessere diffuso.

Il nostro futuro risiede nel turismo e nell’artigianato. E’ nostra convinzione che lo spirito di gruppo, la sinergia tra professionalità diverse, l’innovazione, la creatività, la qualità dei servizi e dei materiali impiegati siano gli ingredienti necessari per produrre prodotti con cui competere con successo nel mercato globale.

Il progetto decortack prevede che le creazioni dell’eccellenza siciliana debbano viaggiare nel mondo accompagnati da un marchio che rappresenti la Sicilia e da una certificazione di qualità che illustri le bellezze paesaggistiche, monumentali, la bontà dei prodotti enogastronomici tipici dei territori in cui i manufatti saranno realizzati. In tal modo condurremo un’operazione commerciale e culturale tesa alla valorizzazione delll’intero patrimonio regionale.
Partendo dall’originalità della mia idea, pur tra mille difficoltà, soprattutto economiche, ho messo su una fliera produttiva che si autofinanzia e che, grazie agli artisti che dipingono a mano su ceramica (o altro manufatto artigianale), a mastri calzolai, stilisti, sarte, orafi, artigiani che lavorano cuoio e pellame ecc. ha iniziato a produrre i primi modelli di calzatura donna (che definire opere d’arte è poco) e quanto prima (in armonia con i decori incastonati nelle scarpe) realizzerà pregiati capi d’abbigliamento (impreziositi da dipinti a mano) ed i relativi accessori moda. Altra nostra pecularietà è quella di personalizzare ogni nostra produzione. Il cliente non dovrà fare altro che venirci a trovare in negozio o inviarci la foto del soggetto o dei soggetti che vuole riportati sui decori. Noi esaudiremo ogni suo desiderio. Ciò vale anche per i negozianti delle località turistiche italiane ed estere che vogliono commercializzare calzature ed altri prodotti aritigianali raffiguranti le bellezze dei loro luoghi.
Concludo : ho un sogno che sono determinato a rendere reale al fine cambiare il presente della mia terra che si impoverisce ogni giorno di più. E’ possibile trasformare il sogno in realtà se da subito tutti ci diamo una visione di futuro che sia fonte di emozioni postive. Se ciò avverrà, il sogno si tradurrà in realtà grazie al ritrovato entusiasmo dei tanti artisti-artigiani che con i loro manufatti d’eccellenza ci rappresenteranno nel mondo, all’indotto che si svilupperà a seguito delle loro produzioni, al ritorno commerciale e turistico che la realizzazione del progetto decortack (che può essere preso a modello da pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Decortack/552166131531634?ref=hl Decortack

per informazioni: info@decortack.it o chiamare il 3294198247( risponde Emanuele)

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I Forconi, dejavù e rabbia sociale

Dal sud sta salendo una ondata di rabbia  che molti si sono affrettati a definire ed etichettare nei modi più svariati, spesso alludendo a legami con mafia e neofascismo. Non che tali contatti siano una novità per certi movimenti apparentemente antisistema, ma in realtà creati dal sistema stesso: basti pensare alle pulsazioni mafiose ad antidemocratiche dei separatisti del dopoguerra che usarono il bandito Giuliano in chiave antipopolare, o al movimento parafascista di Ciccio Franco a Reggio Calabria . Senza andare tanto lontano nel tempo ( i tassisti spalleggiati da Alemanno ) e nello spazio ( il ruolo dei trasportatori nel Cile di Allende) il potere ha spesso usato la rabbia della gente in periodi di crisi economica armeggiando contro la democrazia e contro le conquiste sociali.

L’esempio più grave fu la nascita dei fascismo (la debole e corrotta italia di Giolitti e dei Savoia incapace di reggere al cospetto non solo delle  prime forme di turbolenza proletaria per via della riscossa leninista, ma financo di comprendere e guidare le prime arcaiche forme di sindacalismo cattolico nelle campagne)   e del nazismo dopo periodi di confusione e di crisi ( vedi la debole repubblica di Weimar ).

Per questo la sottoscritta ha avuto un fastidioso senso  di dejavù quando ha sentito per la prima volta parlare dei forconi, anche se talvolta si rende conto che usare gli strumenti classici di analisi non sempre porta a centrare il bersaglio. Dopo la lettura di questa intervista di Franca Corradini ad un esponente cartanese aumentano i dubbi e si rende necessario un approfondimento del fenomeno.

Nell’articolo di Franca,  a cui comunque rimando per la lettura complessiva (Da SCUOLA DI BUGIE –  Movimento dei Forconi : nostra intervista a un catanese ) viene confermata l’infiltrazione fascista di Forza Nuova, la divisione in due tronconi del movimento ed anche la genuinità di una rabbia e di una disperazione  che vede come al solito la sinistra in ritardo…

Ultima ora : la questione sa salendo su anche in senso geografico e merita un’ulteriore approfondimento, anche di cronaca ( Movimento dei Forconi : si estende la rivolta a macchia d’olio in varie parti d’Italia )

Rosellina970



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Ai terremotati illusioni e bruscolini, alle cosche che ricattano miliardi di euro

berlusconi_domande_lega1Una volta la Lega era un partito popolare e legalitario, oggi é una congrega di miseri alleati della mafia che in cambio di strapuntini regionali si venderebbe la madre.

cavallo pazzoOramai nella destra più nessuno ha principi legalitari: vi ricordate ordine e disciplina, sicurezza e tolleranza zero?

Tutte menzogne. Per dirne una , solo l’ultima: il progetto di accordo – compromesso di ieri sera con Fini sulla giustizia, prevede che i reati di allarme sociale ( stupri, rapine e violenze tutte comprese) debbano inevitabilmente finire in prescrizione. Ciò non perchè non sia giusto che un processo non duri al massimo due anni per ogni suo grado, ma perchè iniziare a riformare dalla coda significa mandare al macero tantissimi processi in corso.

A causa di carenze oggettive che non si sognano  di colmare – perchè dovrebbe metterci soldi che per queste cose che interessano tutti non vuol mettere – il governo , se decide di applicare questo accordo, farà decadere migliaia , decine di migliaia di processi ( vi ricordate la Cirio-Parmalat o la tragedia della Thissen ?).

Ma per altri interessi i soldi veri si trovano,  eccome!

Basta leggere la seguente vicenda : da una parte le necessità dell’Abruzzo terremotato, dall’altra  il ricatto dei potenti ed i favori della mafia.

Cosa contano 300 cadaveri e tante promesse illusorie di fronte al richiamo della foresta proveniente dalla cosca sicula?

Costui gli abruzzesi li ha calpestati impunemente decine di volte con televisioni al seguito ma in concreto ha concesso solo bruscolini, scenette televisive da Vespa e gag volgari da sessuomane in loco,  dando tutto in pasto al popolo bue che accetta ogni cosa provenga dal venditore di fumo.

Queste sono le recentissime proteste degli aquilani

Tutti sappiamo come il centrodestra in Sicilia sia dilaniato da guerre interne  –  ieri sera è addirittura caduta la giunta  –  per il controllo del territorio e la primazia nel rapporto con gli affari , in gran parte, se non esclusivamente, mafiosi.

E’ bastato che due esponenti della Sicilia divoratrice di fondi pubblici minacciassero di creare il partito del Sud e di ridurre di molto il peso politico del Pdl per “suggerire” a Berlusconi di premere perchè il  Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) sbloccasse 4miliardi e 313 milioni di euro di Fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) destinati alla Sicilia. Di questa cifra gigantesca, che significa 72 euro per ogni italiano inclusi neonati e ultracentenari, il 43% sarà dedicato ai progetti per infrastrutture.

Sappiamo bene tutto ciò cosa voglia  dire in un contesto di assoluta collusione con la mafia.

A Palermo una “miriade di trinariciuti giudici comunisti”  stanno indagando sulle origini mafiose di Forza Italia. E “ne vedremo delle belle ” , come disse tempo fa berlusconi riferito al giudice Misiani :   ma questi non sono calzini turchesi,  caro vecchio satrapo malato, questi sono affari che rischiano di travolgerti.

Destinare queste somme per le infrastrutture, dicevo : ben che vada tali somme  serviranno a costruire qualche ospedale di sabbia in stile Agrigento e iniziare, per poi mai completare, qualche strada.

Ma soprattutto serviranno a rimpinguare le casse della criminalità organizzata.

Provate a confrontare ciò che il Decreto Legge n.39 del 28 aprile 2009 prevede per la ricostruzione dell’Abruzzo con le somme sueposte destinate al pozzo senza fondo chiamato Sicilia, per non dire delle somme dell’erario previste per il  Ponte di  Messina, altra grande truffa ineseguibile, come abbiamo già visto in precedenza

All’art. 18 di questo decreto, origine di tutte le proteste degli aquilani, vengono stabiliti i fondi per la ricostruzione. Ecco un riassunto schematico di quanto prevede il Governo:

1.152,5 milioni di euro per l’anno 2009

539,2 milioni di euro per l’anno 2010

331,8 milioni di  euro  per l’anno 2011

468,7 milioni di euro per l’anno 2012

500  milioni  di  euro  per  ciascuno degli anni 2013 e 2014

394,8 milioni  di  euro  per  l’anno 2015

239 milioni di euro per l’anno 2016

133,8  milioni  di euro per l’anno 2017

115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029

81,8 milioni di euro per l’anno 2030, a 48 milioni di euro per l’anno 2031

14,2 milioni di euro per l’anno 2032

2,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2033.

In gran parte questi fondi, specialmente per gli anni più remoti, non hanno neanche copertura.

Ma , cosa più importante, queste somme promesse sono briciole rispetto al fiume di soldi che copriranno d’oro la Sicilia. Solamente nel 2017 i terremotati riceveranno (sempre ipotizzando un’inflazione pari allo zero, quindi in una situazione illusoria) gli stessi soldi che spettano ora all’isola più grande d’Italia. Che cosa se ne faranno allora, dopo 8 anni di tenda o baracca?

Il mio è un super ok!” ha dichiarato Lombardo, spalleggiato da Micciché, dopo aver riscosso il pizzo berlusconiano.

E te credo! Dicono a Roma. Con questo precedente basterà che le regioni a grande maggioranza berlusconiana minaccino progetti autonomi e il gioco è fatto. Miliardi a pioggia e tutti (?) contenti.

In Abruzzo il presidente  Chiodi non si è neanche ambientato ed essendo stato scelto come prestanome del boss di Arcore, non avrà mai quel grado di autonomia per contrattare alcunché. Il sindaco de L’Aquila ed il presidente della Provincia sono del centrosinistra e quindi si attacchino al tram!

E la Lega guardiano del Nord?

In cambio della speranza di avere una regione da governare Bossi fa ingurgitare alla Lega qualsiasi cosa, soldi alla mafia e leggi ad personas compresi, pur di aiutare il povero boss di Arcore che , notizia di oggi, si è visto notificare una richiesta di separazione per colpa dalla moglie.

Un mare di guai in vista per il malato inguaribile : aiutiamolo noi a risolvere il problema alla radice.

Dimettiti, Silvio,  e torna a fare televisione che è l’unica cosa che puoi fare.

Sebbene faccia schifo pure quella.

Tutti a Roma al NO BERLUSCONI DAY il 5 dicembre prossimo!

Crazyhorse70


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Giro d’orizzonte fra mafie che investono , politiche conniventi e carceri che scoppiano

forza mafiaEcco un settore dove una opposizione seria potrebbe trovare nuova linfa per il suo futuro , solo volesse .

Le mafie sono sempre più infiltrate nello Stato e vanno ad intrecciarsi con la vita quotidiana di tutti noi.

Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita continuano ad essere potentissime e  condizionano fortemente il settore degli appalti pubblici, la distribuzione alimentare, i rifiuti e i mercati ortofrutticoli.
Sebbene con l’arresto di Provenzano prima e dei Lo Piccolo poi nel 2007 Cosa Nostra sia stata costretta a cambiare strategie,  questo non le ha impedito di svolgere serenamente le proprie trame : nell’ambiente giuidiziario si dà per certa la direttiva di Provenzano secondo la quale la mafia deve fare impresa , piuttosto che usare la tradizionale attività dell’estorsione.

Infatti oggi la mafia ha iniziato a svolgere l’attività con proprie strutture organizzative servendosi di intermediari non solo nell’edilizia ma in molti altri settori come i centri commerciali e le scommesse clandestine. Controllare le imprese significa controllare il denaro, imporre mano d’opera e forniture di beni e servizi, i clienti e i prezzi di vendita e di acquisto.

Per far ciò ha bisogno di una completa agibilità ed un libero accesso alla strutture pubbliche , mai come oggi ciò sembra garantito da un complesso e radicatissimo sistema di alleanze con la politica .
Oggi, infatti le mafie controllano un 1/3 del territorio dell’Italia e la “mafia spa” è la prima azienda italiana con un giro d’affari di circa 130 mld di euro all’anno. Solo Cosa Nostra fattura 90 mld di euro e i restanti 44 mld di euro della ‘Ndrangheta vanno ad incrementare l’economia criminale che ha raggiunto dimensioni impressionanti.

Sul fronte della cronaca giudiziaria continuano invece le buone notizie e senza inutili ripetizione vi rimando a questa fonte piuttosto informata :    http://www.liberainformazione.org/ berlusconimafiaappalto

Una notizia in particolare  , quella del sequestro della Calcestruzzi Mazara  , è un gran bel colpo agli affari di cosa nostra che gestisce direttamente alcuni settori come l’edilizia a cavallo tra il pubblico e privato e ricicla ed investe un sacco di soldi. Il  cambio nella strategia di cosa nostra  : meno attenzione apparente al pizzo e più agli investimenti edilizi ,  ai grandi cantieri, sfruttando la collaborazione di imprenditori conniventi. Con tre obiettivi: la metropolitana di Palermo, il raddoppio della ferrovia Palermo-Messina e un centro commerciale nel capoluogo.

Non sembra pero’ che la direttiva abbia già cambiato  le cose sul fronte estorsioni :   il livello finanziario  del pizzo  è ancora alto.  Secondo  il comandante del Nucleo territoriale dei carabinieri di Palermo Giuseppe De Riggi gli incassi delle estorsioni in definitiva sarebbero calati solo del 3 per cento.

Infatti alcuni degli imprenditori presenti nella lista delle quindici vittime delle estorsioni trovata dopo gli arresti di Pietro Abbate, Filippo Burgio, Francesco Paolo Lo Iacono e Silvio Mazzucco hanno ammesso di essersi piegati alle imposizioni delle cosche. Segno di una strategia che continua a pagare: secondo gli investigatori, infatti, ogni 100 commercianti, uno denuncia, 59 versano il pizzo senza fiatare, 10 ammettono di essere vittime del racket ma non indicano i nomi e gli altri 30 hanno smesso di pagare ma non si rivolgono agli inquirenti.

Sul fronte politico la Sicilia è in fase di confusa trasformazione gattopardesca col nuovo tentativo di governo autonomo ma vicino al centrodestra che ha sbarcato Cuffaro ed offeso una parte del PDL e lo stesso Berlusconi ma che  avrebbe il lasciapassare di Fini.

Strane alchimie levantino-siciliane in salsa destrica, non tutto è comprensibile di questa storia,  se non che dove esistono solo loro  – senza opposizione  – gli appetiti aumentino e ci si può permettere il lusso di avventure istituzionali e politiche come questa senza gran timori di dar fiato ad una opposizione nulla.

Cio’ spiegherebbe lo sgarbo di Berlusconi che poco tempo fa,  ha incontrato il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ma non ha incontrato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.  L’emergenza rifiuti della capitale dell’Isola nell’agenda del Premier è stata privilegiata rispetto alla crisi di governo della Regione Siciliana.

Ieri invece una tregua con Berlusconi che ha finalmente incontrato il ribelle e pare abbia esortato Lombardo a “rivedere” i nomi scelti per quanto concerne la Giunta , in particolare  il Cavaliere gradirebbe due esponenti dell’Unione di Centro sebbene si trovi all’opposizione nel Governo nazionale ma molto forte in Sicilia , scelta tutt’altro che gradita a Lombardo e Micciche‘.

Ma che piace ai loro concorrenti nell’isola Schifani ed Alfano che giocano con i primi due una importante battaglia  interna al partito.

Poca roba e che nessuno s’illuda che sul tavolo ci sia uno scontro sul fronte Mafia , se non nel senso di chi  e come  dovranno gestire i nuovi patti ; di lotta alla mafia in concreto non c’e’ nulla  , solo  rare battute come quella di Lombardo tempo fa sul Ponte di Messina , che secondo lui va fatto ” fregandosene della mafia , che noi gli diamo un bel calcio nel sedere “

Fatta un pò di  scena sufficientemente incredibile,  il fulcro dell’attenzione è ora l’UDC e non pare piu’ di tanto temuto l’ennesimo caso di accuse di voto di scambio, Antinoro ,  e di concorso esterno in associazione mafiosa, Nino Dina,  piovute sui due deputati dell’UDC.  Anzi  il   buon Lombardo si è affrettato a dar loro la piena solidarietà umana e politica  per le indagini in corso,  sfruttando magari l’occasione per imbarcare altre personalità a lui più vicine .

Se le accuse risultassero fondate si dimostrerebbe come  la politica siciliana non sia cambiata rispetto agli anni di Ciancimino e Lima.

Che dire di un’altra notizia completamente scomparsa dai media ?

Il processo d’appello a Marcello Dell’Utri ripreso il 15 maggio 2009. Quello a Dell’Utri e’ un processo capace di spiegare, se non ha gia’ spiegato con la condanna in primo grado, larga parte della genesi di Forza Italia, oggi Pdl, e dell’ascesa nel panorama nazionale di un corruttore oggi Presidente del Consiglio.

Processi come questi , peraltro , non ne vedremo più: la legge sulle intercettazioni ed il bavaglio all’informazione, che questa nuova legge comporta, hanno messo la parola fine alla possibilità di risalire a qualsiasi reato, se non per circostanze fortuite. I media non ne parlavano già prima, ora avranno persino un buon motivo per continuare a non farlo. In aula a Palermo  durante la seconda udienza d’appello, tolti i giudici, c’erano solo tre cittadini .

Nel testo della sentenza di condanna del signor Dell’Utri si legge:

Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale.

Le Carceri

Nelle carceri strapiene ora i detenuti sono 63.350; la capienza è di 43.262. Non c’è all’orizzonte nessuna seria prigionestrategia ed anzi tornano ad affacciarsi problemi come  la tubercolosi e si diffondono sempre di piu’ le forme di epatiti virali. Difficolta’ aggravate dalla condizione sociale della maggioranza dei detenuti poiché come è noto in carcere finiscono soprattutto le persone a maggior rischio di marginalita’ e di esclusione sociale . Si tratta di persone che non hanno la possibilita’ di ottenere arresti domiciliari perche’ si trovano, di fatto, a non avere domicilio

Con la costante media di circa 1.000 ingressi al mese, tra poche settimane supereremo le 65.000 unità mentre il Corpo di Polizia Penitenziaria è carente di  ben oltre  5 .000 unità .

il Governo vorrebbe risolvere il sovraffollamento penitenziario costruendo nuove carceri, ma questo vuole dire necessariamente assumere nuovo Personale, di Polizia e del Comparto Ministeri e  stanziare fondi e risorse. Se le attuali dotazioni organiche sono già  insufficienti per gestire l’esistente, chi metteranno a lavorare nelle nuove strutture penitenziarie?

Le proposte ci sarebbero pure :  rendere stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi e si affidino a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale, potenziando quindi l’area penale esterna e prevedendo  per coloro che hanno pene brevi da scontare l’impiego in lavori socialmente utili all’esterno del carcere .

Il ministro Alfano ci prende in giro senza alcuna remora promettendo cose che non potrà mantenere cioè il “reclutamento straordinario di agenti penitenziari e 17.891 posti in più entro il 2012” oltre alla costruzione di nuove istitui penitenziari. Boom!

Ma con quali soldi se per l’Abruzzo hanno dato fondo alla fantasia ed alla vergogna con la storia delle dilazioni a vent’anni e del  gratta e vinci come fonte di finanziamento?

Ultima piccola buona notizia viene dalla  Corte di Cassazione che il 12 giugno ha  confermato la condanna a 24 anni ciascuno a Giuseppe Lombardo e a Carmelo Barbieri, quest’ultimo dal 6 marzo scorso collaboratore di giustizia.
Confermate anche le condanne a 10 anni e 7 anni per Giovanna Santoro e Maria Stella Madonia, rispettivamente moglie e sorella del boss Madonia. Anche Giuseppe Alaimo, cugino del boss, dovrà scontare una condanna a 7 anni.

Nel processo “Grande Oriente” quindi , un  bello smacco al Clan Madonia come ha dichiarato il sindaco di Gela e neo eletto deputato al Parlamento europeo Rosario Crocetta . “Andranno in carcere, è la prima vera operazione che colpisce una delle cosche più pericolose della Sicilia, quella di Giuseppe Piddu Madonia”. “Quando sollevai la questione del giudice Edi Pinatto, che dopo 8 anni non aveva ancora depositato le motivazioni della sentenza, causando così la scarcerazione degli imputati condannati” – continua Crocetta – “non la sollevai contro la Magistratura, verso cui nutro grandissima stima e rispetto, ma lo feci per sottolineare che dei mafiosi che erano stati condannati non potevano restare in libertà”.
“Adesso sconteranno una pena da 10 a 25 anni di carcere e io sono contento di aver contribuito con la mia denuncia a favore di Gela, di Caltanissetta e della Sicilia.”

I siciliani spesso si nascondono dietro la Provvidenza e la Connivenza dei politici per giustificare la loro omertà , ma  ”   se un lieto fine ci potrà mai essere, questo è affidato alla nuova sensibilità di un popolo troppo spesso umiliato e offeso, sfruttato all’inverosimile, calpestato nei più elementari diritti di dignità personale e che talvolta in alcuni  ha trovato la forza di dire basta, riaffermando con fermezza il vero significato dell’onore: che non è l’abusata e distorta ragione che per ogni mafioso legittima ogni loro nefandezza, ma è il sentimento che proviene dalla consapevolezza del rispetto di sè stessi e della propria coscienza”. Parole di Giovanni Falcone.

Crazyhorse70