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Perchè i musulmani, ad oggi, non sono integrabili

qui si dimentica spesso l’11 settembre come si dimenticano Madrid

e Londra

e dimenticandosi queste cose, molte persone dicono un mucchio di stronzate.

Questi attentati sono stati fatti da INTEGRALISTI ISLAMICI, non da complottisti o puttanate del genere.

Fanatici religiosi che, imbevuti di fanatismo hanno ucciso migliaia di persone innocenti.

Leggo stronzate che dicono che il Corano non incita alla violenza, non discrimina le donne e che è come la nostra bibbia.

Il Corano considera ebrei e cristiani INFEDELI, ed è compito di un buon musulmano conventire o eliminare gli infedeli.

Nel Corano si legge che la moglie deve obbedienza al marito ed al figlio, e stranamente ancora ci si stupisce per uomini stranieri che una volta avuto un bambino da una donna italiana scappano in Egitto o chissà dove col bambino.

E’ vero, anche noi nella Bibbia abbiamo passaggi da censurare, ed abbiamo un codice di leggi assimilabile alla Shar’ia islamica.

Ma c’è una differenza evidente tra noi ed i musulmani.

Noi la Bibbia non ce l’abbiamo in casa.

E non la leggiamo più.

Noi abbiamo secolarizzato la Chiesa, forse perchè abbiamo provato sulla nostra pelle lo Stato Pontificio, abbiamo capito che la Chiesa è un governo come tutti gli altri che ha usato la religione per controllare risorse e persone.

Quindi, a partire dalla breccia di Porta Pia per passare per i Patti Lateranensi di Mussolini ed arrivare al referendum sul Divorzio e quello sull’Aborto, gli Italiani hanno dimostrato che la religione è un argomento PRIVATO, che si può credere in Gesù Cristo ma senza farsi comandare nè dal Papa nè da quello che c’è scritto nella Bibbia.

Che quasi nessuno possiede nella propria casa e quasi nessuno legge.

I Musulmani hanno tutti una copia del Corano in casa, lo leggono e lo usano per orientare la propria vita.

Il Corano che dice che, qualsiasi reato tu compia, basta che paghi una somma di denaro adeguato e sei libero perchè è meglio un indennizzo alla famiglia che un colpevole in galera….

Il Corano che qui a Brescia ha ucciso Hina, armando la mano del PADRE che uccide una ragazzina perchè amava un povero muratore cattolico…

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/pakistana-uccisa/confessione-padre/confessione-padre.html

E quale è la reazione di alcuni saggi illuminati?

Che chiunque dica queste cose è razzista, che la Lega è razzista, che i musulmani, poverini, si vogliono integrare e che la Lega glielo impedisce.

Gli stessi che saltavano di gioia in piazza Loggia qui a Brescia il giorno dell’attentato di New York, gridando “Bin Laden”?

L’integrazione, ad oggi, semplicemente non è possibile.

Lo sarà quando:

  1. i c.d. islamici moderati isoleranno i radicali e li consegneranno alle forze dell’ordine delle nazioni dove vivono. Fintanto che non accadrà e ci sarà complice silenzio anche di chi non è d’accordo sui fondamentalisti che frequentano la moschea, saranno tutti complici-fiancheggiatori-simpatizzanti.
  2. il Corano e la religione diventeranno per loro un fatto privato, come lo è per noi e quindi saranno davvero in primis cittadini italiani e poi musulmani

Fino a quel momento, la Lega ha perfettamente ragione a ragionare con la pancia, pur facendo stronzate come quella dei maiali di Calderoli.

I musulmani hanno diritto alle moschee, è una cagata dire diversamente, ma che se le paghino da soli e che si parli in Italiano dentro la moschea, perchè se dobbiamo controllare tramite la Digos o i servizi che non ci siano prediche radicali, già facciamo fatica ad infiltrare agenti bianchi tra di loro, figuriamoci se parlano anche in arabo.

Io spero che i musulmani si integrino, perchè così come sono adesso rappresentano un pericolo latente, ma l’opera di secolarizzazione, il distacco dalla religione come guida della vita e la cooperazione da parte loro per l’individuazione degli estremisti, devono VENIRE DA LORO.

Fino a quel momento, fino a che DAVVERO non vorranno loro integrarsi, fintanto che la CIA dice che non c’è dubbio su un prossimo attentato di Al Queda ma solo sul dove e quando, fino ad allora è chiaro ed evidente che genereranno dubbi e sospetti e paura, perchè le mani sporche di sangue per la religione ce le hanno loro.

E questo non è razzismo, ma constatare la realtà.

E ne sanno qualcosa in Olanda, dove hanno accoppato il regista di un documentario sull’Islam e dopo DECINE DI ANNI di pseudo integrazione, come la intendono i geni che a volte leggo su questo blog e non solo, fortunatamente la gente si è ribellata e l’estrema destra ha avuto un botto di voti.

Se qui in Italia non abbiamo più avuto attentati dopo Fiumicino, è perchè è ancora valido l’accordo di Andreotti con Arafat?

Voi non fate attentati e noi vi diamo la base logistica?

E questo ci mette tranquilli con la coscienza?

Perchè a nessuno frega un cazzo dei cinesi? Perchè sono schiavisti e danneggiano l’economia (e sono reati che la ns Pubblica Sicurezza può colpire) ma non si faranno mai esplodere in una metropolitana, quindi delle due l’una, o si è razzisti verso tutti o se si è spaventati dagli integralisti non lo si può chiamare razzismo.

UPGRADE DEL 26 DICEMBRE

è passato il Natale, siamo tutti più buoni e gli integrabilissimi musulmani cercano di far esplodere un aereo…

ARTICOLO DEL SOLE DI OGGI A PROPOSITO DI COME NON SIA UN PROBLEMA L’INTEGRALISMO ISLAMICO…

NEW YORK – Un terrorista ha cercato di far esplodere in volo un aereo della Northwestern in fase di atterraggio a Detroit. L’aereo, un Airbus A330 della Delta Airlines (che ha da poco assorbito la Northwestern e gestiva il volo) aveva 278 passeggeri a bordo, era arrivo dalla Nigeria via Amsterdam e fino ad allora, circa le 12 del giorno di Natale tutto si era svolto nella completa normalità. L’attentatore, Abdul Farouk Abdulmutallab, un nigeriano di 23 anni, è riuscito a far detonare un meccanismo esplosivo che aveva allacciato ai polpacci quando i piloti avevano già aperto il carrello di atterraggio.

Per fortuna, dicono le prime indagini, il meccanismo si è inceppato, evitando la tragedia. Ma i passeggeri hanno sentito lo stesso un botto, descritto da alcuni simile a quello di fuochi d’artificio, e hanno visto il fumo e le fiamme che si sono sprigionate dal posto 18 B, dove sedeva il terrorista. I testimoni, raccontano di urla di paura, della reazione degli assistenti di volo che portavano subito acqua per spegnere il piccolo incendio e dal contrattacco di un passeggero e poi di altri che hanno immobilizzato il terrorista. «Avevo sentito il carrello aprirsi, poi ho sentito il botto e ho pensato che potesse essere esplosa una gomma» ha detto un dei passeggeri alle agenzie di stampa dopo l’atterraggio.

Il giovane è stato subito trasferito vicino alla cabina di pilotaggio e ha detto di essere stato incaricato della missione da Al Qaeda. Fonti vicine agli inquirenti tuttavia esprimono prudenza, e dicono che l’uomo potrebbe aver agito per conto suo anche se il meccanismo che avrebbe dovuto far esplodere l’aereo era alquanto sofisticato: l’ordigno conteneva delle polveri che avrebbero dovuto esplodere al contatto di un liquido che l’uomo ha iniettato con una siringa. Per fortuna qualcosa non ha funzionato e l’episodio si chiuso con un grande spavento ma con l’ennesima conferma di quanto l’America sia sempre nel mirino dei terroristi, soprattutto ora, con l’annuncio di Barack Obama di una escalation in Afghanistan e con il tentativo di trasferire in territorio americano alcuni dei processi e dei detenuti di Guantanamo Bay.

Barack Obama è stato subito informato dell’attentato alle Hawaii, dove festeggiava il Natale con alcuni amici in una villa sul mare. Il Presidente si è subito messo in contatto con John O’Brennan, il coordinatore antiterrorismo alla Casa Bianca e lui stesso ha rivolto alcune delle domande che il giorno dopo si pongono tutti: come e’ stato possibile che il giovane nigeriano abbia portato gli esplosivi a bordo nonostante i controlli di sicurezza? Cosa non ha funzionato nell’intelligence che cerca di monitorare i possibili sospetti? Come il nigeriano abbia superato i controlli resta un mistero e conferma che nonostante le mille difficolta’ che incontrano i passeggeri ai controlli di sicurezza, chi vuole fare un attentato riesce a trovare il modo di farlo lo stesso. Il risultato immediato è stato un ordine di intensificare i controlli. Sul piano dell’intelligence, il nome dell’attentatore non compariva sulle liste dei servizi americani, ma sembra che fosse presente su altre liste internazionali.

Resta in America, forte, la consapevolezza che il terrorismo, la continuità del pericolo di un attacco, lo spavento sono sempre in agguato: «Questo era un attacco vero – ha detto il deputato di New York Peter King, membro della commissione antiterrorismo, già informato dagli inquirenti – per fortuna non ha funzionato, ma il pericolo è stato molto reale». «Ci vorranno giorni per capire davvero cosa è successo e come è successo» ha aggiunto un funzionario della Casa Bianca. Molto dipenderà dalla confessione del terrorista: è stato ricoverato in ospedale per forti ustioni in molte parti del corpo. Ma non è in pericolo di vita