LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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L’orgoglio di essere soldati di Berlusconi

Nello spettacolo o scenario immortale delle intercettazioni uno dei protagonisti di maggior interesse su cui si potrebbe parlare è Giorgio Lainati, deputato dal 2001 e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai. Il soggetto in questione è stato anche un ex dirigente Mediaset. Nell’inchiesta di Trani, riportata da un piccolo giornale che però fa anche tremare un grande Paese (o meglio fa tremare chi governa il paese) Lainati, su sollecitazione di  Giancarlo Innocenzi, membro dell’Autorithy sulle telecomunicazioni e vittima delle lamentele costanti del Cavaliere, aveva promesso il suo massimo impegno affinchè i desideri del premier venissero esauditi. “Io faccio il soldato, voi ditemi quello che devo fare e io lo faccio”. Un giuramento di fedeltà, un ordine alla disciplina e alla “corretta” funzione del servizio pubblico. Fiero del suo ruolo, così lo è anche nell’impegno esercitato affinchè la deontologia professionale, in questo caso il corretto funzionamento del mestiere del giornalista, venga garantita e non sfoci in un “processo mediatico”. In un’intervista a Repubblica, Lainati dopo aver ricordato di essere stato mandato in Parlamento da numerosi elettori che hanno le sue stesse idee, rivendica come ci sia stata soltanto coerenza nelle sue azioni, tant’è che le idee espresse nel privato vengono puntualmente confermate anche pubblicamente. Le idee e le decisioni dei “nostri elettori” che vogliono che non si facciano processi in televisione quando magari alcuni sono ancora in fase di indagine, sono le uniche cose da rispettare. Il problema di Santoro per Lainati è il suo non essere un giornalista, ma un ex parlamentare della sinistra che fa politica ogni settimana con la sua trasmissione. Ciò che merita il conduttore di AnnoZero è una “lotta politica” e se non bastasse la censura totale. Già perchè bisognerebbe spiegare a Lainati che il problema dei processi fatti sul grande schermo non è certo nuovo, ma anzi è argomento veccho, che guarda caso viene portato all’ordine del giorno soltanto quando si intacca la limpidezza del “padrone”. Più che chiamarli processi, ciò che un buon giornalista deve fare è raccontare quello che ci viene nascosto dai giornali e dalle televisioni: ricostruire gli eventi che inevitabilmente necessitano di una cronologia necessaria, affinchè la gente capisca di cosa si stia parlando. Rimuovendo AnnoZero temporaneamente, basta ricordare i “processi-discussioni” fatti nelle altre trasmissioni televisive, come Matrix o Porta a Porta, che hanno in passato insistito non poco su fatti di cronaca dove nulla si sapeva, se non chi fosse indagato. Non sembra esserci una coerenza di giudizio: perchè quando si parla del caso Mills, del caso D’Addario, del caso Spatuzza, del caso Ciancimino un giornalista non deve portare all’ordine del giorno i fatti e le magagne che escono dalle inchieste, ma deve invece tacere e lasciare che a processo finito (o cancellato, o rinviato o annullato grazie agli innumerevoli lodi) si possa occupare una mezza paginetta di giornale o un 4 minuti stracciati di servizio televisivo, per far sapere ai cittadini che “tanto tempo fa nelle aule giudiziarie si trattavano queste cose”? Perchè non si può ironizzare, tramite la satira, quella cara e vecchia satira che ti faceva sorridere, riflettere, commuovere riguardo la situazione politica italiana, soltanto perchè “da troppo fastidio la in alto”?. Eppure ad AnnoZero, gli argomenti trattati a sfondo giornalistico (non li chiamiamo processi) hanno sempre interessato quella parte di pubblico che segue sempre con interesse il programma di Santoro. Oltre al record di share, c’è anche la possibilità di confrontarsi: da una parte i giornalisti e dall’altra quegli altri giornalisti come Belpietro, quasi sempre presente in trasmissione che fa da giusto contraddittorio. Inevitabilmente poi da altri presunti direttori di giornale, senti parlare di uno scandalo inutile, dove il reato consisterebbe in una telefonata di Berlusconi con il direttore del maggior telegiornale italiano. Non è certo questo il problema, è lampante che a interessare sono i contenuti della telefonata, non l’atto in se. Lo scandalo non è neanche la pressione che il Premier ha fatto sul servizio pubblico, ma l’incertezza, il darsi da fare affinchè le sue volontà vengano eseguite, il chiedere aiuto a un giudice per cercare di provare in una lettera che certi programmi devono essere “guidati” e non lasciati li a blaterare. Tutto per colpa dell’orgoglio, quell’orgoglio rivendicato da parte di soldati fedeli al loro padrone

Nicola Sorrentino


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Il cinghiale ed i suoi servi : dossier e servilismo

cavallo pazzoLa bella edificante storia  di Berlusconi che avverte Marazzo dell’esistenza di porno video su di lui.

Una antica  e sempre meno premiata tattica per mettersi al riparo dall’eventuale accusa di essere il regista dell’operazione. Una cosa che fanno spesso gli indagati colpevoli per confondere le acque e precostituirsi un falso alibi morale , una ipoteca sui motivi per cui si mettono le mani avanti per non cadere , una specie di autosclusione per i gonzi, insomma.

Del resto ci ha pensato a lungo sul da farsi se è vero che  sono passate ben due settimane di attenta e  lenta meditazione tra il giorno in cui il cinghialone ammette di essere stato avvertito dalla figlietta buona  –  Marina, le altre son già da considearare ingrate e figlie politiche  di Cacciari, poco meno che puttane, direbbe Feltri – ed il giorno in cui ha deciso di chiamare Marrazzo per fare il “gesto nobile”. Come  mai tutto questo tempo?

A  sentire i commenti frizzanti dei berluscloni sul caso Marrazzo sembrava  di assistere ad un coro animale di cinghialegodimento, tipo ricci in calore. Essi notano gaudiosi , come tentò di fare il loro rimpianto Bettino Craxi, che essendo tutti ladri, nessuno era ladro. Tutti porci, quindi nessun porco, vai tranquillo Silvio, grufola sereno.

Altri un pò imprudenti  sono usciti addirittura con improbabili distinguo sulle abitudini sessuali della destra e della sinistra formulando orgogliosamente una prefernza destrica per le donne-donne. Beh le ultime notizie su due parlamentari di destra beccati coi trans nella stessa indagine per cui Marrazzo si è dimesso fa ritenere probabile un’altra bella figura di cacca per i teorici di cui sopra. Ma stiamo a vedere.

Magari qui qualcuno arriva prima dei ROS,  compra tutto e fa sparire.

Per altro verso si avverte nell’aria il fastidio dei servi per quello scandalo di andare a votare in 3 milioni alle primarie. Si  avverte il rodimento di (censura) dei criceti giornalistici del governo che denunciano i “pasticci elettorali” alle primarie del Pd. Qualcuno ha votato più di una volta, stridono i criceti e magari è pure vero. Orrore. Scandalo.

Ma sarebbe interessante sapere quante volte gli iscritti al Pdl abbiano potuto votare per eleggere Berlusconi alla guida del loro democratico movimento. Facciamo zero?

Anche perchè un’acclamazione dentro un capannone al suono melenso e sciropposo di “Meno Male che Silvio C’è” non viene considerata un’elezione popolare neppure in Corea del Nord, dove peraltro usano canzoncine simili per incensare il capo.

Mentre parliamo saranno invece già pronti i dossier per la Operazione Bersani sul neo eletto segretario del PD (che schifo , un leader di partito eletto), da passare ai vari mandamenti tele-radio-giornalistici del Padrone affinchè, in assoluta autonomia e libertà naturalmente, decidano di pubblicarli.

Forse diranno delle sue giacche stazzonate ed un pò retrò, stravaganti simboli di malessere psichico ?

Peraltro la strada è in discesa per i moralisti a pagamento del boss. Difatti pur avendolo addirittura cercato a suo tempo per fargli fare il ministro, oggi Berlusconi lo considera certamente più affidabile di Franceschini – ha dietro D’Alema –  ma comunque poco meno di un bolscevico.

Vladimir_Putin_in_KGB_uniformE’ stato iscritto al Pci, possibile che non abbia un paio di pedalini stravaganti, che non vada mai dal barbiere e che zio Vladimiro, qui ritratto nello splendore della propria gloriosa uniforme, non abbia trovato qualche papello negli archivi del suo caro KGB, giusto per farsi un paio di risate fra amici tra le betulle, durante una visita personale e una vacanza? Forza brigadie’, al lavoro. La fotocopiatrice attende.

Un pensiero rispettoso ad un fascista che fu: Ignazio La Russa.

L’altra sera a Ballarò è stato prima bastonato dall’ironia del duo Bindi-De Gregorio e poverino si sentivano le unghie stridere sullo specchio. Poi per confermare che quando le sere partono male finiscono peggio, appariva talvolta terreo con quella sua  faccia mesta e con gli occhi bassi e spenti mentre Berlusconi imperversava umiliando tutti , ma ancor di più lui ed Alfano, che è di gomma,  con la telefonata riparatrice delle “cattiverie” di Floris.

Il boss urlante al telefono è fuori di testa: attacca i giudici rossi dimenticando che uno di quelli lo aveva assolto sul caso SME (lo smemorato di Cologno) grida come un OSSESSO di mancato contraddittorio così sotterrando la serata inutile del duo di centrodestra…

Che pena La Russa: dalle barricate di Milano allo scodinzolare triste di Ballarò…

Intanto refoli di palazzo dicono di un Tremonti sempre più isolato a difendere un rinvio del taglio dell’IRAP: berlusconi  gli ha scatenato contro il partito della spesa per fargli pagare quel suo agitarsi per la successione…

Bossi lo difenderà ancora o in cambio di una regione al nord lo lascerà nei guai e si ripeterà la sua esclusione di qualche anno fà?

Crazyhorse70