LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Quando il riciclaggio diventa risorsa

E’ stato uno degli argomenti più discussi nelle ultime settimane, definito “scudo fiscale”, altro non è che una manovra finanziaria che il governo tenta di portare a termine per dare ossigeno ai conti pubblici, che definire disastrosi è dire poco. Questo ipotetico flusso di denaro sporco che dovrebbe arrivare nel nostro paese, dovrebbe finanziare le attività più disparate dello Stato e tra queste, si presume che rientri anche il rifinanziamento degli appalti delle pulizie nella scuola.

Per la verità, secondo il mio punto di vista personale, sarà sicuramente così se pensiamo che nella scorsa finanziaria “dimenticarono” del tutto di destinare la copertura necessaria a questo scopo. Fu  necessario un ripescaggio degli Ex Lsu Ata nel famoso decreto incentivi del mese di marzo u.s. che assegnò i mancanti 260 milioni di euro, cifra che poi venne resa disponibile a tutti gli effetti il 24 agosto u.s..

La situazione economica  nazionale e internazionale, inutile nasconderlo, è ulteriormente peggiorata rispetto ad allora, quindi mi sembra più che lecito da parte dei lavoratori, nutrire delle forti preoccupazioni e tenere alta l’attenzione, così come stanno facendo in questi giorni. Ma sembra che questo non preoccupi eccessivamente i nostri sindacati confederali Cgil Cisl Uil, loro mettono la testa sotto la sabbia come lo struzzo e portano avanti le stesse precise e identiche rivendicazioni di sempre: Rifinanziare le cooperative, anche se questa rappresenta l’operazione più antieconomica che il governo possa fare. A loro questo non importa, procedono con l’illusione che vada come sempre, come ai tempi che tutto passava inosservato perché qualche spicciolo, bene o male, i politici riuscivano a raggranellarlo, così da accontentare queste orde clientelari.

Ora il panorama è completamente mutato. E’ come quando cade una copiosa nevicata e tutto rimane sommerso dal manto bianco per un tempo indefinito, assumendo un aspetto bellissimo…poi allo sciogliersi della neve, tutte le cose tornano alla vista nella loro forma reale. Questo è ciò che accade adesso in Italia, ma gli unici a non esserne al corrente sono proprio quelli che dovrebbero rappresentare i lavoratori. Persino il Ministro Gelmini aveva espresso questo concetto (peccato che sia stato prontamente messo a tacere): “Gli appalti delle pulizie nelle scuole, rappresentano uno dei tanti sprechi di denaro pubblico che lo stato non può più assolutamente permettersi”. A questo proposito, per tranquillizzare i colleghi Ex Lsu Ata, io penso che il Ministro si riferisse alle coop e non ai lavoratori, che come ha detto più volte anche il Sottosegretario Giuseppe Pizza, svolgono da tanti anni un ruolo fondamentale nella scuola.

A conferma di questo stato d’insicurezza e di difficoltà, giunge il comunicato del Miur del 17 c.m., dopo l’incontro con i confederali. Tra le righe ci accorgiamo che il Ministero si arrampica sugli specchi, nel tentativo di mascherare il vero problema, la mancanza di risorse. Se la Corte dei Conti non dà l’assenso, nessun accordo di spesa può essere sottoscritto. Per rendere più corposo il comunicato e impressionare positivamente i lavoratori, scrivono tanto ma non dicono niente, riconfermano risorse che sono già state confermate (mi riferisco all’esercizio finanziario in corso), promettono impegni che non sanno se potranno mantenere, tutto secondo il solito copione, con la differenza che la situazione questa volta è davvero drammatica.

E i sindacati? Invece di puntare sul risparmio, presentando un bel piano di risanamento a tutela della conservazione dei posti di lavoro con conseguente internalizzazione, cosa fanno?…Continuano ostinatamente a voler portare acqua al mulino dei Consorzi di cooperative. Non si rendono conto di avere ormai addosso gli occhi, non solo dei lavoratori ma dell’opinione pubblica intera e delle Istituzioni.

In tempi di magra, una Nazione ha il dovere di amministrare le entrate con la massima parsimonia…e se il nostro Paese è arrivato al punto di farsi sostenere dai disonesti che hanno accumulato patrimoni all’estero, credetemi, la faccenda è davvero seria.

Villapiana 22-11-2009

Mimmo, co-amministratore del blog di categoria  http://exlsu-ata.blogspot.com


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Barbarie in carcere e fuori

image001Il barbaro assassinio di Stefano Cucchi, un giovane di 31 anni arrestato per 20 grammi di fumo e pestato a sangue dai suoi carcerieri, è assai simile alle vicende di Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino e ad altri casi del genere:

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/aldrovandi-processo/aldovrandi-condanna/aldovrandi-condanna.html

http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10283.

Segnalo altri link riguardanti l’assassinio di Stefano Cucchi:

http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/18667

http://www.beppegrillo.it/2009/10/stefano_cucchi.html

http://napoli.indymedia.org/node/10583

Non si tratta di episodi sporadici ed isolati, ma di sanguinosi pestaggi riconducibili ad una “regola” non scritta, una consuetudine ritenuta “normale”, praticata impunemente dai cosiddetti “tutori dell’ordine”, ossia i tutori dell’ordine costituito, di una società malata, retta sul delitto, sull’ingiustizia, sullo sfruttamento e sulla violenza legalizzata.

L’usanza squadrista di malmenare in caserma o in galera il poveraccio di turno, un’abitudine criminale che talvolta conduce alla morte del malcapitato, è un “rito” incivile e rozzo, un’“istituzione” barbara, indegna di uno Stato di diritto, che appartiene alla realtà dei regimi fascisti e dittatoriali. Si tratta notoriamente di una “prassi” seguita impunemente da chi, almeno sulla carta, dovrebbe garantire la legalità costituzionale e democratica. Invece, coloro che detengono ed esercitano il monopolio della forza pubblica, ovvero le cosiddette “forze dell’ordine”, fanno parte di una macchina repressiva costruita a scapito dei più deboli, degli oppressi e degli emarginati.

Il brutale omicidio (un omicidio di Stato, altro che “caduta accidentale”!) di Stefano Cucchi, su cui la magistratura ha aperto un’inchiesta, dimostra ancora una volta che le forze dell’ordine si accaniscono in modo vile e crudele contro gli elementi più deboli e indifesi della società, i reietti e gli emarginati, i diseredati e i miserabili, gli ultimi nella scala e nella considerazione sociale, i vinti nella spietata competizione per la sopravvivenza, vittime della disapprovazione e della condanna sociale, vittime della repressione poliziesca e carceraria, mentre non perseguono, anzi favoriscono e proteggono gli sfruttatori della povera gente, i veri corrotti e criminali, i veri aguzzini:

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10350.

Viviamo in un paese in cui i corruttori, i ricchi e i potenti fanno e disfanno ciò che vogliono e restano puntualmente impuniti: sfruttano ed umiliano il lavoro altrui, ingannano e derubano il prossimo, truffano lo Stato, evadono sistematicamente il fisco, guadagnano e riciclano denaro sporco e lo trasferiscono all’estero, e tutto ciò impunemente, beneficiando dell’ennesimo atto di amnistia offerta dallo “scudo fiscale”:

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/scudo-fiscale/scudo-fiscale/scudo-fiscale.html.

Il nuovo condono fiscale è un provvedimento varato da un governo composto da una banda filo-criminale che si conferma forte con i deboli e debole con i forti, ma che è stato approvato anche grazie alla colpevole complicità ed alla tacita connivenza di alcuni rappresentanti dell’opposizione parlamentare:

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/fisco-2/bagarre-in-aula/bagarre-in-aula.html

http://www.facebook.com/note.php?note_id=143877846601.

Lucio Garofalo


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Un nuovo indulto per i ricchi

scudo fiscalePartiamo dalla riunione dell’Ecofin (il Consiglio che comprende i Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 stati membri dell’Unione europea) svoltasi nel maggio scorso, quando Berlusconi annunciò la linea dura per contrastare la speculazione finanziaria e il ministro Tremonti dichiarò di voler imitare Obama mettendo a punto una lista nera dei “paradisi fiscali”, cioè dei vari staterelli come il Principato di Andorra, il Principato di Monaco, il Granducato di Lussemburgo, ma anche Gibilterra e la Repubblica di San Marino, solo per citare gli esempi più noti in Europa, che concedono enormi vantaggi fiscali ai proprietari dei capitali trafugati all’estero. Ebbene, dopo quelle parole e quei facili annunci di stampo demagogico, i fatti si sono visti nei giorni scorsi. Analizziamoli.

Anzitutto, cos’è un “paradiso fiscale”? Riporto la definizione tratta da Wikipedia: “Un paradiso fiscale è uno Stato che grazie a un regime fiscale privilegiato può garantire un prelievo in termini di tasse minore rispetto al paese di origine, o addirittura nullo. La ragione di una scelta del genere è più che altro politica: attirare capitale proveniente dai paesi esteri, fornendo in cambio una tassazione estremamente ridotta.”

La legge sullo “scudo fiscale”, appena approvata in Parlamento, è a tutti gli effetti un condono dei reati commessi contro il pubblico erario ed è passata grazie all’assenteismo nei ranghi della minoranza. I voti favorevoli sono stati 270, i contrari 250. Il via libera si è avuto con appena 20 voti di scarto. Ciò significa che, se l’opposizione fosse stata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Ma nelle fila dell’opposizione si contavano ben 29 assenti, di cui 9 assolutamente ingiustificati, e la legge è passata. I vertici del Partito Democratico hanno annunciato che saranno decise ”severe sanzioni” a carico dei deputati assenti ingiustificati al momento del voto finale sullo scudo fiscale.

Un altro motivo di aspra polemica è stato fornito dalla “straordinaria rapidità con la quale il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto ’salva ladri’ con cui questo governo Berlusconi ha voluto garantire l’impunità ai peggior criminali d’Italia”, così si legge in una nota del presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

A questo punto si può discutere ed opinare se il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sia comportato in maniera conforme o meno alla sua carica istituzionale, ma il capo dello Stato non può affermare che i doveri che la Costituzione gli impone sono inutili, in quanto vanifica il senso stesso del suo ruolo col rischio di farlo decadere.

Ad ogni buon modo, con la ratifica del cosiddetto “scudo fiscale”, che a dire il vero non è la prima amnistia concessa in Italia a favore dei reati fiscali, tra cui figura anche il falso in bilancio, il nostro Paese si conferma come un vero paradiso per i grandi evasori e i grandi criminali, quelli che riciclano abitualmente il denaro sporco trafugandolo all’estero, trasferendo i capitali di origine illecita in depositi di banche consenzienti o colluse, per non dire complici, che fanno la fortuna di numerosi micro-stati sparsi in Europa e nel mondo, che offrono condizioni assolutamente vantaggiose in campo fiscale.

Il regime di indulto introdotto dallo “scudo fiscale” permetterà di depennare molti reati commessi in materia fiscale, nella misura in cui verrà esclusa la punibilità per le violazioni commesse al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all’estero, nonché l’emissione di false fatture e il falso in bilancio, che potranno essere sanati con il pagamento di una somma pari al 5% dell’imposta evasa. In tal modo saranno condonate tutte le infrazioni connesse al trafugamento dei grandi capitali all’estero. I colpevoli godranno ancora una volta dell’impunità e saranno esentati da imposte che superino l’aliquota del 5%, ma soprattutto saranno dispensati da ogni sanzione di ordine penale.

Si tratta, dunque, di un indulto al contrario, che scarcera e premia chi ha derubato il fisco e la collettività, grazie ad un provvedimento varato da un governo che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia. La stessa legge, invece, penalizza i lavoratori onesti e indifesi, quelli che percepiscono redditi fissi, vale a dire i redditi generati dal lavoro produttivo come i salari operai e gli stipendi degli addetti al pubblico impiego (i cosiddetti “fannulloni”), i quali resteranno gli unici ad essere tassati al 50-60% attraverso le ritenute fiscali trattenute direttamente alla fonte, cioè in busta paga.

Al di là di ogni argomentazione utilitaristica e pragmatica, è evidente che il varo della nuova legge rischia di trasmettere un messaggio assolutamente diseducativo e deleterio a livello etico e culturale, cioè che l’Italia si riconferma il regno dei furbi, dei rei e dei colpevoli che la fanno franca e restano puntualmente impuniti. Dipende solo dall’entità del reato: più il reato è grande più rimane impunito, specie se trattasi di un reato economico-finanziario, nella fattispecie compiuto contro l’erario dello Stato, cioè contro gli interessi della collettività nazionale e dei servizi sociali erogati ai cittadini.

Tali esempi sono innegabilmente immorali e negativi sul versante educativo e culturale, in quanto contribuiscono a diffondere una cultura di tipo criminogeno, nel senso di un malcostume che genera e autorizza comportamenti illegali, alimentando il senso dell’impunità del reato, una cultura lacerante per il tessuto civile e democratico già fragile e precario di uno Stato come l’Italia, in quanto è una cultura portatrice di modelli egoistici ed anti-sociali, una cultura devastante e criminale in cui si inserisce soprattutto la mentalità mafiosa, che è la mentalità di chi evade sistematicamente il fisco e trasferisce all’estero i capitali ottenuti con attività e traffici di natura illecita.

La logica machiavellica che ispira simili provvedimenti, è la medesima che giustifica i tagli finanziari imposti dal governo alla scuola e alla sanità pubblica. Ebbene, gli ingenti fondi ricavati da quei tagli sono stati semplicemente sottratti all’interesse generale dello Stato per essere dirottati altrove, a beneficio esclusivo degli interessi privati ed affaristici delle banche e delle grandi imprese industriali come la Fiat.

Ancora una volta il governo Berlusconi si è comportato come una sorta di “Robin Hood alla rovescia”: ruba ai poveri per dare ai ricchi, in questo caso alle banche e alle grandi imprese economiche e finanziarie, soprattutto di stampo criminale e mafioso.

Lucio Garofalo


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La nonna di tutte le domande : chi é che trarrebbe vantaggio dalla caduta di berlusconi?

berlusconi_giovaneI suoi nemici lo colpiscono  da ogni parte . Salvo poi piangere e lamentarsi per le legittime reazioni e sparlare di “imbarbarimento” con il citrullo sepolcro imbiancato del quirinale.

Cui prodest?Dicevano i Romani. A chi giova tutto ciò.

A tutti coloro che resistono ai tentativi di cambiamento introdotti o tentati  da Tremonti ( dalla Banca D’Italia in giù ed anche in su , dentro l’Europa dei banchieri, per esempio).

Ai centri di interesse burocratico ed alle caste inutili e pletoriche toccate da Brunetta, se ne é già parlato.

A chi con il federalismo fiscale verrà messo alle strette. Coloro che detengono molte rendite di potere , quelle zone grigie che si arricchiscono dell’inerzia dei governi, quegli enti ed uffici preposti negli interstizi dei poteri locali come doppioni inutili ma che sono molto utili alle carriere politiche di qualcuno, specie nel sud…

Ma anche un certo establishment internazionale di cui Murdoch é l’esponente mediatico-finanziario: non ci sono brillanti giornalisti ed indagatori di RAI TRE che si interessino di questi aspetti? Che strano…

Avversari politici , ex amici invidiosi ed inetti, gruppi editoriali avversari . Per fortuna che la macchina governativa non segue né i ritmi né il tenore dei quintali di fango sparsi col ventilatore . Ma c’é  qualcuno che vuol far credere che il motivo di tutto questo sia riscontrabile nelle sue “imbarazzanti performance”internazionali ? Una volta la sinistra era anche esageratamente dietrologica ora pare credere e fomentare superficiali leggende per bambimi sull’impresentabile premier …

Non siamo scesi dalla montagna per la prima volta con la saga delle pecore e non riuscirete nello spregevole intento. Dico spregevole perché sta colpendo la nazione Italia.Tutta.

Berlusconi infastidisce alcuni poteri perché rende l’Italia protagonista nel mediterraneo ( vedi Israele , Libia ed Algeria, ) perché si prende le responsabilitò di tutti sull’immigrazione clandestina con umanità e fermezza, perché esplora altre alleanze e nuovi assetti internazionali che vedono l’Italia finalmente protagonista anche verso l’Est europeo ( vedi rapporti con Putin) quando prima l’unico rapporto produttivo con l’EST erano i rubli sovietici del PCI .

Perché l’Italia é tornata ad essere credibile nei fatti e nelle azioni concrete di governo. Altro che vecchio sessuomane: certo non é il solito spento e grigio politicante democristiano asservito  ai poteri forti che sedeva nell’angolo dei consessi internazionali  parlando poco e polically correct . Berlusconii sta rendendo l’Italia moderna e protagonista , costi quel che costi.

Certo siamo arrivati alla resa dei conti: gli ostacoli ed i danni commessi dai suoi nemici cominciano ad essere pesanti ma i conti , quelli veri, non saranno le stupidaggini vantate da scemotti bellocci , stupidi e velleitari come  quei neodemocristiani che in questi giorni riempiono le vostre bocche…

Cito due esempi di cose concrerte che porteranno cambiamenti e soluzioni posistive ma che sono oggetto di propaganda negativa dei soliti chiacchieroni in cachemire…

Terremoto

“L’AQUILA – Silvio Berlusconi ha inaugurato a Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile e ha consegnato le prime villette agli sfollati. Il premier è entrato in una delle case di legno, dove si è intrattenuto con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e le autorità locali, e ha poi deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Quindi il premier ha inaugurato l’asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa morta nella Casa dello Studente che aveva realizzato il progetto della struttura. Infine ha consegnato le chiavi di casa a una delle famiglie di sfollati di Onna. …

Il premier ha confermato che il prossimo 21 settembre riapriranno tutte le scuole: «Assolutamente – ha detto rispondendo ai giornalisti – e sarà un grande risultato».

Cose concrete, fatti veri compiuti mentre l’Italia dei salotti dei ricchi intellettualoidi di sinistra si crogiola con masturbazioni mentali ben pagate, spesso con soldi pubblici, rappresentando una Italia che esiste solo nel loro cervelli oscurati .

Come quei  cinematografari che a Venezia , coi soldi del loro nemico ( mediaset, medusa film ) si esaltano insultandolo. .

Bevono champagne alla mostra con sguardo torvo e rivoluzionario – come sono carini ed arrabbiat i compagnucci dell’alta borghesia resistente – ed insultano il proprio paese per “l’oppressione in atto della stampa libera” .

Nel farlo rilasciano 18 interviste e dieci servizi televisivi ai media di regime che dovrebbero oscurarli.

Scudo fiscale

Alcuni di loro pontificano contro i condoni del premier che “favoriscono l’evasione” : ecco un altro mito , un’altra questione posta in modo da travisarla.

Parte oggi infatti la terza versione dello scudo fiscale per l’emersione dei capitali illecitamente esportati all’estero, voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Secondo molti adetti ai lavori  l’operazione potrebbe portare all’emersione di capitali per 50 o 100 miliardi di euro, con un gettito per lo Stato tra 2,5 e 5 miliardi in totale.

Innanzitutto due chicche note a pochi e che vanno evidenziate  : niente rimpatrio con lo scudo fiscale per le attività patrimoniali . Lo stabilisce la bozza della circolare diffusa oggi dall’Agenzia delle entrate. http://it.reuters.com/article/italianNews/idITLF53617620090915 I beni immobili detenuti fuori Europa non sarebbero quindi sanabili per l’impossibilità di procedere al rimpatrio.

Inoltre sempre oggi L’Agenziahttp://www.ilsole24ore.com/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/scudo-fiscale/ ha chiarito che tale operazione fiscale non esenta i professionisti dalla comunicazione antiriciclaggio .

Due buone notizie per qualche chiacchierone. Ed ancora forse non tutti sanno che ” contestualmente al varo del nuovo scudo, il governo si è dotato di un nuovo strumento per colpire gli evasori che esportano i loro capitali nei “paradisi fiscali”: l’inversione dell’onere della prova. Non sarà più lo Stato a dover provare che i capitali detenuti all’estero e non dichiarati sono frutto di evasione fiscale, ma il contribuente a dover provare che non lo sono. Articolo 12 del decreto anticrisi

Da queste parti gironzola  un esimio giurista in clandestinità : fatevi spiegare che vuol dire inversione dell’onere della prova.

La verità é un’altra : con questa intelligente , realistica ed efficace operazione si producono molteplici effetti:

1) si introducono regole nuove per il futuro avvisando che questa è l’ultima chiamata per aderire

2) si riportano a casa  capitali che erano fuori. Cos’è più grave far uscire o far rientrare i capitali dall’estero? Che cosa è preferibile fra un evasore che esporta i capitali all’estero e non paga nulla, e uno che li fa rientrare, con sanzioni più gravi?”

3)Si incrementa il gettito fiscale

4) Si fa rientrare nel flusso economico una somma più alta possibile di denaro «fresco»

5 ) Si tengono fuori da questa possibilità coloro che hanno avuto anche solo un’accesso o una richiesta di verifica per delle irregolarità che il Fisco ha già  constatato anche se solo nella fase iniziale della istruttoria.

E la UE? “Fancia e Germania ci copieranno dopo le loro elezioni mentre in Gran Bretagna è ancor più favorevole la tassa per il rientro( 3,9 %)” rispode il ministro Tremonti

Certo prima con Prodi non potevano esserci polemiche visto che lo stesso Mortadellone coi sette nani litigiosi e rossi di vergogna assisteva impassibile senza far nulla all’uscita dei capitali. Però quanto parlavano bene di evasione fiscale nei salotti televisivi come quello di Santoro , il piangina miliardario…

Per non dire del terremoto: immagino i pecorari scani ed i ferrero scendere in piazza per non ridare i soldi ai ricchi albergatori della costa che hanno ospitato gli sfollati, ” cosa pretendono questi sporchi capitalisti? “

Così gli sfollati li mettevano tutti nelle grotte del Gran Sasso riempiti di canne e solidarietà dai centri sociali, col bue e l’asinello a natale per riscardarli…

Ed il mortadella ad annuire pretesco,  serioso e per bene arricciando le labbra come il culo di  gallina…

Mediolungo