LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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L’ultima lettera di Adolfo: “Se non mi arriva un cuore presto morirò”

Riprendo questo post dal blog di San Precario.
E’  un caso politico di classico disagio sociale e di bisogni che non ricevono risposta dalle istituzioni.
E’ il tono stesso degli argomenti del sig. Cacace che merita rispetto, solidarietà ed aiuto.
La rabbia invece la mettiamo da parte per quando sapremo usarla e farla fruttare.
Quando? Quando sapremo ricreare le condizioni storiche e politiche della lotta di classe, quella lotta organizzata che fa confluire le singole rabbie in una sola unica volontà razionale.
Fino ad allora è inutile sprecare troppe parole ed è meglio volare bassi. Di più evidentemente non ci siamo meritati.
Ed oltre la solidarietà, l’informazione e,  per chi vuole, il concreto aiuto personale non sappiamo andare, non siamo in grado di andare ormai da molto tempo.
Gli antichi dicevano che le cinque dita di una mano chiusa con forza in un pugno sono molto più forti ed efficaci delle dita lasciate separate in una mano aperta, deboli e divise.
Siamo in un brutto periodo storico: la mano é aperta, le dita sono fragili e divise ed al massimo facciamo le corna…
Il titolo non mi piace molto ma non l’ho cambiato per rispettare la scelta fatta dal blog da cui ho copiato ed incollato il post.
Rosellina970
Ciao San Precario, grazie per l’offerta di aiuto, ma non sono tipo da chiedere aiuti a chi non è preposto a darmeli, ovvero le istituzioni. E’ pacifico che adesso abbiamo anche probolemi per mangiare, avevo preventivato che ci sarebbero rimasti 130 euro in 2 e invece ne sono rimasti 89, e solo il primo febbraio prenderò la mia bella pensione (si fa per dire) di 265 euro con la quale dovro’ per amore o per forza arrivare al 15 di febbraio giorno in cui Fabrizia (convivente prenderà lo stipendio).
Gia era dura prima, adesso con 208 euro di meno al mese è praticamente impossibile senza contare che posso dire addio alle visite di controllo all’ ospedale San Matteo di Pavia dove sono iscritto in lista urgente di trapianto di cuore.
Come vedi in Italia quelli come me sono spazzatura.
Un grande aiuto me lo stai gia dando tu e spero tutti gli altri del Popolo Viola condividendo la mia notizia.
E’ pacifico che questo stato di cose mi sta tenendo costantemente in uno stato di stress e di paura ( Gia ci sono passato a mangiare solo castagne un autunno di 2 anni fa) stress che inoltre non fa altro che peggiorare la mia situazione cardiologica, ma le istituzioni latitano, il sindaco pidiellino non risponde e la mia assistente sociale pensa solo a mantenersi il posto di lavoro e per farlo non c’è verso che torni indietro sulle decisioni dei buoni Coop, inoltre ovviamente qua a Varazze non sono il solo ad averne bisogno, ci siamo in diverse persone che per un verso o per l’altro hanno bisogno e hanno perso il buono, hoi tentato di costituire un comitato…ma queste persone sono stanche, sono stufe di lottare contro queste angherie… subiscono senza reagire e mi si stringe il cuore.
Presto se non mi arriva un cuore io morirò, ho solo 46 anni, ma vorrei morire sapendo che grazie a voi e tante altre persone sono riuscito a sconfiggere questa giunta che altro non è che una piccola falange del pdl, falange che è riuscita ad istituire le ronde in un paesino di 15000 persone dove praticamente non succede mai nulla per giustificare la loro presenza sul territorio.

Ti ringrazio ancora spero che mi accetterai tra i tuoi amici.

Adolfo Cacace

p.s. Chi volesse chiedere spiegazioni al sindaco del Comune di Varazze può scrivere a: sindaco@comune.varazze.sv.it


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Il marcio della sanità lombarda

Se non fosse che le cosiddette prove esposte nel web non mi convincono sembrerebbe proprio che questa storia della statuina in faccia sia l’atto un pò sanguinolento di una commedia inscenata ad arte.

Guardate come sono riusciti a ricreare le condizioni di un inciucio spostando il discorso dall’”inadeguatezza del premier” – a cui si era giunti anche grazie al 5 dicembre –  alla “necessità di riforme condivise in un clima diverso” e tutto ciò bombardandoci per un paio di giorni con una strategia degne dei servizi di un paese sgangherato e marcio come il nostro.

Non è un caso che si riveda spesso in giro la faccia di D’Alema…

Comunque mentre ci occupiamo del popolo dell’amore che ci riempie ogni giorno di gioia e  – ammettiamolo -siamo proprio delle bestie noi che non lo comprendiamo, il governo sotto traccia lavora per noi.

Infatti ( notizie  riprese da qui  http://blog.libero.it/lavoroesalute/7799533.html ) vuole ridurre i posti letto per malati acuti dal 3,8 al 3,3 per mille (7-10 mila posti letto in meno), arrivando ad “ipotizzare persino accordi interregionali sulla mobilità per cui ad ogni cura eseguita in un’altra regione dovrà corrispondere analoga riduzione di posti letto nella regione di appartenenza”.

“Pesante intervento anche sul personale attraverso ipotesi di organico standard con ridimensionamento dei fondi per i contratti integrativi e conseguente riduzione degli organici nelle strutture semplici e complesse.”

“Introduzione di ticket: in caso di squilibrio già definito nel secondo trimestre dell’anno in corso, scatto obbligatorio di ticket sulla farmaceutica e sulle cure specialistiche con superamento e cancellazione di ogni tutela sociale attraverso l’annullamento di tutte le esenzioni”.

Inoltre v’è l’obbligo di introdurre il ticket sulla parte “alberghiera per le prestazioni medico-chirurgiche in day hospital o in ricovero ospedaliero, introduzione di un incremento della tariffa a carico dei cittadini per le prestazioni in intramoenia. Per la riabilitazione nelle strutture accreditate, scatto della totale o parziale compartecipazione a partire dal 45° giorno anziché dal 60° come attualmente in vigore”.

Anziché colpire privilegi, sprechi e connessioni malavitose insite nel sistema, con appalti e gestioni esternalizzate a vantaggio di amici degli amici, si cancellano diritti e si comprimono servizi nell’ottica di un esasperato economicismo secondo il modello lombardo.

In questo modo il governo non sta solo compiendo l’ennesimo intervento pro-crisi, riducendo l’occupazione e peggiorando la condizione delle fasce sociali più deboli.

Sta anche attaccando pesantissimamente la sanità pubblica con un progetto preciso e dichiarato. Sviluppare il “terzo pilastro” cioè consegnare al sistema a capitalizzazione e ai privati la sanità.

Mentre i programmi televisivi che il nano napoleonico ormai condiziona al 90% nelle sei reti, senza considerare le recenti involuzioni de LA 7 per via di Telecom, ci allietano con il natale dei buoni sentimenti e degli  inciuci in rapido avvicinamento, in Lombardia i governanti sono sull’orlo dell’esaurimento nervoso, perché il modello lombardo  imperniato sugli amici degli amici del “Celeste”Formigoni comincia a scricchiolare..

La logica del profitto applicata ai servizi è la ratio della nascita stessa dei cattolici popolari, il braccio armato politico affaristico di Comunione e Liberazione che nel tempo ha sempre trovato sponda nella fazione andreottiana, passata armi e bagagli a fare affari con il berlusca quando questi decise di scendere in campo.

Io personalmente ho conosciuti alcuni fra i dirigenti di C.L. che negli anni ’80, in fase di proselitismo esasperato ( è una vera setta senza se e senza ma), giravano per tutte le università cercando di raccattare persone e contratti con una furia agonistica che neanche i craxiani della Milano da bere avrebbero potuto vantare.

La voracità affaristica di questa congrega è incredibile ed ormai nota.

Alcuni di loro per convincermi ad entrare nelle loro fila, mi dissero che loro erano diversi dagli altri gruppi cattolici, per loro era “essenziale vincere, non partecipare” sicché”come in una corsa di cavalli, se c’era da truffare le regole o dopare il cavallo, lo facevano a cuor leggero”, “noi non siamo come gli altri cattolici che porgono l’altra guancia e vogliono solo testimoniare la loro presenza”, “noi vogliamo vincere, il nostro cavallo deve vincere…”

Pertanto l’esito giudiziario delle loro attività frenetiche era un po’ iscritto nel dna

La guardia di finanza di Milano un paio di mesi fa  ha arrestato con l’accusa di riciclaggio Rosanna Gariboldi, moglie del parlamentare del Pdl, Giancarlo Abelli, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta.
Con la stessa accusa, sono state arrestate altre tre persone, tra cui l’imprenditore Giuseppe Grossi che, alla guida della società “Sadi”, era considerato il “re delle bonifiche”. La signora Abelli è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri a Montecarlo “schermati” dell’imprenditore Grossi.

I dati del computer dell’ avvocato Fabrizio Pessina di Chiasso, fermato a Malpensa  in primavera, fanno tremare il Palazzo. La rete degli inquirenti comincia a chiudersi e fra le maglie anche molti insospettabili.

Tornando ad Abelli tutti sanno che è il capo della segretaria di Sandro Bondi, il coordinatore nazionale del Pdl di Berlusconi.

Abelli non è un nome da poco nella politica che conta. Non per  nulla a Milano è conosciuto come il “Faraone”, l’uomo forte della sistema sanitario lombardo, da mille agganci con il vecchio potere democristiano e il nuovo centro destra italiano. Sarebbe stato Pessina a spiegare agli inquirenti che il conto denominato “Associati”, in una banca di Montecarlo,  su cui si era avuta una sostanziosa movimentazione, era riconducibile  all’assessore provinciale pavese.

Adesso capite il motivo per cui qualche giorno fa il “Celeste” Formigoni ha emesso un sospiro di sollievo il cui rumore ha sorvolto le alpi.

Si è sentito sollevato per l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto certificandolo “solo” come  un grande  inquinatore insieme alla Moratti, tanto che ne ha dato l’annuncio con enfasi, sventolando il foglio arrivato dalla Procura di Milano.

Ha fatto un po’ il teatrante ,  sorridente, ironico, sollevato. E sapete perché ? Perché era ben altro l’avviso di garanzia a cui tutti avevano pensato e cioè proprio alla indagine scaturente dall’arresto di Grossi e dal computer di Pessina.

Quando e se il celeste venisse  indagato per questa storia , ebbene in tal caso avrà ome minimo gravi scompensi cardiaci e più che celeste diverrà di colorito un pò grigio.

Sembra che ci siamo molti giocatori di poker fra i politici ultimamente, nel senso – e l’esempio vien dall’alto – che la partita è una scommessa definitiva ripetuta ogni volta puntando tutto quel che si ha sul piatto. Non potrà andare sempre bene. Ci sono un paio di grosse questioni che stanno rovinando il sistema lombardo.

1) Documenti inediti interni alla regione confermano l’anomalia dei controlli mancati.

Per trasformare la sanità in una macchina da soldi manovrata dai politici, basta azzerare l’efficacia dei controlli sulla spesa pubblica. Le cause della degenerazione di un sistema dove “i malati servono a produrre profitti“, mentre i medici diventano “sciacalli” (così i giudici di Milano riassumono l’inchiesta sulla clinica Santa Rita), vengono confermate anche da documenti interni alla Regione Lombardia, finora inediti.
Già 13 mesi prima dello scandalo, i tecnici di fiducia del governatore ciellino Roberto Formigoni denunciavano che i nuclei regionali di controllo (Noc) non riescono mai a scoprire “nessuna anomalia”.
Nel documento, mai pubblicizzato, i tecnici di Formigoni contestano proprio “la mancanza di un serio controllo nella gran parte delle strutture”. E giudicano “difficilmente comprensibile la quasi totale assenza di sanzioni” anche dove si registra “un’alta percentuale d’irregolarità”. Il problema è che la Regione interviene solo se “superano la soglia del 5 per cento”: un livello “impossibile da dimostrare nella pratica”, perché appena ci si avvicina, i Noc si fermano. Questa mancanza di controlli riguarda tutti i rimborsi, non solo le cliniche indagate. Una torta enorme. Dal 1995 a oggi la Regione ha distribuito alla sanità privata più di 30 miliardi di euro.

2) Nella clinica Santa Rita molti omicidi volontari.

La procura insiste: nella clinica Santa Rita sono stati commessi molti omicidi volontari fra i pazienti.

E una nuova consulenza dimostrerà il nesso causale tra gli interventi «inutili e dannosi» e le morti. È questa la prossima mossa della procura nell’inchiesta sulla clinica milanese per stabilire che le operazioni sono state causa prima dei decessi.    Per i magistrati Brega , che resta in carcere per lesioni gravi e gravissime, la truffa al Sistema sanitario nazionale e per il falso, aveva messo in conto le possibili morti dei pazienti – non solo quei cinque, visto che altri venti casi sono al vaglio – pur di ottenere rimborsi dalla Regione.

L’inchiesta potrebbe intanto virare sul versante politico, spinta anche dalle intercettazioni telefoniche. Una in particolare getta un’ombra oscura sui rapporti tra la Regione ed il propretario della clinica Santa Rita, il notaio Francesco Paolo Pipitone.

Il 14 marzo 2008 il notaio alzò il telefono per chiamare…indovinate chi? Ma il faraone Giancarlo Abelli, chi se non lui, assessore e coordinatore di Forza Italia.

L’inchiesta che ha portato a 32 avvisi di garanzia a dirigenti e dipendenti dell’ospedale Galeazzi, per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non rappresenterebbe ”nessuno scandalo”

Caro Formigoni attento, giocando così a poker per distruggersi basta una sola mano persa…

Rosellina970


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Il Rinascimento pugliese come quello di Bassolino: é questa la nuova moralità democratica?

d'alemaTorno col cavallo d’acciaio dalle mie brevi vacanze in territorio Sioux e mi ritrovo la bufera pugliese nella sinistra.

E’ una indagine partita da tempo e che incidentalmente ha scoperchiato la storiaccia di escort a pagamento ricevute a più riprese dal  premier e ripagate con soldi , favori , apparizioni in tv e candidature politiche.

Incidentalmente –  dicevo –  perché il filone di indagine e le intercettazioni – finché si possono ancora fare vero berlusca? – riguardano principalmente  il malaffare della sanità pugliese.

Traggo dall’Unità di oggi 31 luglio  – articolo di Enrico Fierro Bari: inchiesta sulla sanità centrosinistra sotto accusa – l’Unità.it  – le seguenti allarmanti notizie e le conseguenti giuste considerazione dell’autore.

Bari : inchiesta sulla sanità centrosinistra sotto accusa.

Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio, questi i reati ipotizzati per almeno quindici persone coinvolte.”

Ma i boatos dalla Procura parlano di altre decine di interessati.

Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, i Socialisti autonomisti, Pd e Lista Emiliano (dal nome del suo promotore, Michele Emiliano, rieletto sindaco di Bari).

L’ipotesi accusatoria del pm Desiree Digeronimo, che da un anno che indaga su forniture e appalti nella sanità pubblica, è quella di finanziamento illecito ai partiti. Una serie di imprenditori privati sarebbero stati favoriti con la promessa di versare contributi. Un giro di tangenti che sarebbe continuato fino alle ultime elezioni.

Sull’affaire l’ombra della criminalità organizzata pugliese. Quella che fa riferimento al clan Strisciuglio e che controlla i quartieri San Paolo e Libertà. Secondo le notizie trapelate a mettere nei guai politici e imprenditori sarebbe stato Giacomo Valentino. Il boss pentito, che tutti chiamano «lo zio», ha lasciato di stucco sia il pm che il capo della Mobile Luigi Liguori quando nel maggio scorso ha confessato che «gli omicidi a Bari dal 2004 a oggi sono tutti roba mia». Il clan avrebbe favorito in particolare un candidato alle ultime elezioni comunali di Bari in cambio di favori. In una intercettazione si parla di «manifesti da attaccare» e di voti a vantaggio di un altro candidato.
senatoretedescoAl centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco indagato dal 6 febbraio scorso. Quel giorno, tre ore dopo, l’assessore consegnò le sue dimissioni a Nichi Vendola, il governatore della Puglia.

Nel fascicolo che lo riguarda ci sono alcune intercettazioni in cui un imprenditore del settore gli suggerisce come «aggiustare» il piano regionale sanitario. «Ti preparo un appunto?». «No, basta che mi dici dove stanno gli errori». Poca roba è la replica dell’ex assessore, nel frattempo trasmigrato a Palazzo Madama grazie all’elezione a Strasburgo del primo degli eletti, Paolo De Castro. Tedesco è un politico di lunga militanza socialista ma con un occhio rivolto agli affari nella sanità pubblica. Fino al 2006 è stato infatti proprietario di «Medical Surgery» e «Aesse Hospital», aziende passate nelle mani dei figli subito dopo la nomina ad assessore per evitare conflitti di interesse. Nel passato, Tedesco è stato anche socio di Gianpi Tarantini, il personaggio chiave dello scandalo escort-Berlusconi.

E’ vero che l’indagine parte dal sistema sanitario negli anni del centrodestra , che imperversa con la coppia Tarantini – Tato Greco e che ha sullo sfondo uno dei delfini preferiti dal premier , Raffaele Fitto , ex presidente regionale ed ora nel governo berlusconi , a sua volta indagato. Tutto vero. Ma ciò detto, ora  questo filone  – attraverso l’equivoco personaggio Tedesco – sta scoperchiando aspetti nuovi e “purulenti” per la sinistra pugliese .

Noi a differenza di altri ne dobbiamo parlare, noi a differenza di altri abbiamo bisogno di cambiamenti veri ed abbiamo anche una rimanenza di opinione pubblica che lo pretende, un residuo di stupore ed indignazione , una piccola ma importante parte  di italiani che gradisce sapere e scoperchiare le schifezze altrui ed anche le proprie.

” Poca cosa ” replica Tedesco ,  questa testa di vitello di ex socialista,  in replica alla scoperta della intercettazione in cui un imprenditore gli dettava al telefono  le modifiche al piano regolatore.

” Poca cosa” sei invece tu , brutto traditore ed  oggi  esimio senatore Tedesco.

Dove era il PD quando ha permesso ad un siffatto personaggio ,  primo dei non eletti al Senato, di prendere il posto di Paolo  De Castro candidato vottorioso a Strasburgo alle europee e quindi ivi trasmigrato?

C’entra qualcosa il braccio di ferro Emiliano-D’Alema con la ricerca del primo di appoggio alla sua idea di presentarsi candidato alle regionali, uno che sta andando in giro come la madonna pellegrina, dappertutto offrendo appoggi a tutte le mozioni congressuali in cambio di sostegno personale?

C’entra qualcosa questa guerra intestina?

Vuole anche Emiliano copiare il Rinascimento napoletano di Bassolino, che era sindaco, presidente regionale e quant’altro, buono per tutte le stagioni, compresa quella berlusconica attuale?

Questo é il futuro del PD nel mezzogiorno?

E non mi venite a dire che dall’altra parte stanno peggio coi ricatti mafiosi di Micciché e Dell’Utri ed il recente regalino di 4 miliardi di euro ai siciliani per azzittire pupi e pupari, perché a me non frega nulla delle evidenti schifezze avversarie. Per me quelli sono quasi tutti mafiosi e criminali e non ne parlo neanche più.

Ma noi , dove é la differenza con loro?

Che dice Vendola? E’ questa la sua primavera?

E’ questa la nuova moralità democratica , quante decine di occhi ed orecchie sempre spalancate sulle mignotte del nano malato poi invece si sono chiuse davanti alla evidenza?

Qualche mese fa questo signor Tedesco “offrì” – su richiesta di Vendola – le proprie dimissioni da assessore regionale perché indagato di reati gravissimi. Non sentivano i nasi sopraffini D’Alemiani la puzza di intrecci pericolosi?

L’unico lato positivo della vicenda é il controllo dei media di sinistra – Unità, Repubblica ed altri – che sparano a zero sul malaffare democrat , un aspetto questo non secondario da rilevare con soddisfazione.

Da questa parte  non si fanno sconti ai propri rappresentanti, la “opinione pubblica della sinistra ”  –  le virgolette sono per la incerta esistenza in vita del concetto –  lo pretende ; dall’altra parte voi visi pallidi della destra potete dire altrettanto?

Amici e nemici ,  alleati e traditori,  non si capisce più nulla…cavallo pazzo

Se dobbiamo finire sterminati anche noi Sioux come gli Apache Mescaleros  almeno ci facciano morire con onore  sui nostri cavalli senza sella il sole alle spalle e le armi in pugno a difesa dei nostri tepee…

Possibilmente di giorno perché di notte , é risaputo, chi muore stenta col suo spirito a ritrovare i beati territori di caccia di Manitù e quindi sarebbe un bel guaio.

Del resto mi pare che anche voi visi pallidi avevate uno sciamano , un tale De André , che preferiva all’inferno magari andarci  d’inverno e non di maggio, perché diceva  ” ninetta mia…ci vuole tanto ma tanto coraggio…”

Crazyhorse70


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il giuramento di Ippocrate

IN 21 MILA ERANO MORTI, MA MEDICI INCASSAVANO SOLDI CATANIA ( fonte Ansa )Erano morti da anni, alcuni anche da diversi decenni, ma i loro medici di famiglia hanno continuato ad essere pagati per la loro assistenza dall’Azienda sanitaria. Sono circa 21 mila i casi di persone decedute ancora in ‘cura’ scoperti dalla guardia di finanza di Catania che ha eseguito controlli incrociati su oltre un milione di cittadini.
Secondo le Fiamme gialle il danno all’erario sarebbe di circa 4 milioni e 200 mila euro, per gli ultimi cinque anni. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che molti pazienti passati a miglior vita hanno goduto dell’assistenza medica per un periodo superiore a 35 anni, senza che nessuno si accorgesse della loro morte.
Per le indagini i militari si sono avvalsi dei dati forniti dalla stessa Ausl 3 relativi agli assistiti e quelli provenienti dai vari uffici Anagrafe dei Comuni della provincia. I medici di famiglia incassano mensilmente circa 6 euro per ogni paziente assistito. I dati delle indagini sono stati trasmessi al vaglio della Corte dei conti per le valutazione dei profili di responsabilità amministrativa per danno erariale, mentre si sta valutando l’ipotesi di profili di rilievo penale.

E’ piacevole leggere come rappresentanti della categoria dei medici siano fedeli a quanto giurato al momento di iniziare la propria carriera.

Per curiosità e con lo spirito ” non ci sono più le stagioni di una volta…. ” mi sono andata a leggere il giuramento di Ippocrate , non l’avevo mai fatto.

Vi consiglio di fare altrettanto, è una lettura molto interessante e possibile spunto per dibattiti, alcuni passaggi sono di estrema attualità.

Per facilitarvi lo trascrivo qui sotto ( fonte Wikipedia )

Franca Corradini

testo del giuramento antico

« Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dei tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.

Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.

Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.

Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.

In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.

Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.

E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro.[1][2] »

testo del giuramento moderno

“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
  • di astenermi dall'”accanimento” diagnostico e terapeutico.”