LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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ZONA ROSSA

Immagine ripresa da qui

La legge è passata. Nonostante le grandi contestazioni dell’ intero mondo dell’Istruzione Pubblica,  quella privata sentitamente ringrazia. Quella confessionale ancor di più…

Li abbiamo lasciati soli  nella zona rossa” anche l’isteria prenatalizia della periferia sud est di Roma rimane coinvolta gioiosamente  dall’allegro passaggio del corteo verso la tangenziale est. Auto in fila che strombazzano, gente dai balconi che saluta.

Gasparri e Scilipoti tristi figuri rinchiusi nella zona rossa. La casta perpetua se stessa nel potere chiuso dei palazzi, mentre sale l’opposizione sociale, prende piede la protesta per la disperazione della generazione  no future.

La zona rossa dicevamo. Piu’ che altro nera.

Al Senato il governo dà prova di sè con l’isteria della badante di Bossi, con le lacrime di coccodrillo della Prestigiacomo, con le doti artistiche da pianista di Bondi, che vota al posto del ministro Sacconi allungando indebitamente le paffute mani pie e religiose.

Alla fine nonostante l’opposizione – ma quanti fra loro sono soddisfatti della controriforma Gelmini e non lo dicono? – il provvedimento passa definitivamente.

Ma gli studenti hanno vinto lo stesso. Li hanno lasciati rinchiusi e circondati dalle truppe antisommossa e se ne sono andati a manifestare dappertutto per la città.

Certo ci sono stati incidenti a Palermo e Milano ma è poca cosa:  i roghi e le uccisioni paventate da meschine figure come Gasparri e camerati vari non sono avvenuti. E loro ci scornano. Aspettavano solo che accadesse qualcosa, ma non è accaduto.

Questo è un grande risultato di saggezza e di levatura politica dei giovani, aumentato dalla considerazione che questa generazione, a differenza di molte altre che hanno contestato in passato, è quella messa peggio, con meno prospettive e con un futuro in gran parte già scritto a carateri cubitali : PRECARIETA’.

Grande risultato, quindi;  buona notizia politica in mezzo a tanto miserie del governo sciliputi.

Molti in queste ore si appassionano alla opposizione rosa in casa Berlusconi, ma preferirei piuttosto occuparmi del campionato mondiale di corsa al sacco piuttosto che spendere due parole serie sul punto.

E’ un po’ che non ho voglia di scrivere seriamente del contesto politico attuale:  solo un po’ di prese per il culo, se riescono , altrimenti preferisco il silenzio.

Non posso però evitare di raccontare quel che ho provato ieri sera quando per sbaglio ho visto l’inizio di Matrix in tv.  Quel zerbinotto di Alessio Vinci che diceva: “…a portare un po’ di luce in questo studio è venuto, e lo ringrazio, Silvio Berlusconi.Questo è uin regalo che ci fa e lo ringrazio davvero” ed  io che cercavo di scrutarne il volto per carpirne qualcosa. Non c’era niente, il nulla.

Il nulla è avanzato, il nulla si è esteso sempre più e ci sommerge negli istanti finali di questa repubblichina di Salò che Pasolini bene ha saputo dipingere e che io immagino con i visi ed i corpi di Santanchè, Gasparri, La Russa, Cicchitto ecc. tutti nudi ed infoiati in un orgia pre morte.

Qualche ministro velina più delicata, qualche signorina di buona famiglia e con la puzza sotto il naso vorrebbe esimersi dall’orgia finale, ma niente,  loro la rigettano con la forza nel mucchio orgiastico. Tutti a mangiare la merda finale, nessuno puo’ autoescludersi.

Meno male solo che manca poco.

Buone feste.

Crazyhorse70


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Gelmini e il nuovo anno scolastico

Esordisco con un promemoria per aiutare gli smemorati. Ricordo che con un semplice articolo, inserito all’ultimo istante, l’art. 4 del decreto legge n. 137/2008 dal titolo Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, meglio noto come Decreto Gelmini, il governo ha reintrodotto la figura del “maestro unico”, azzerando trent’anni di organizzazione e buon funzionamento della scuola elementare. Un’istituzione che, in base alle statistiche internazionali, ha sempre dimostrato di funzionare molto bene, collocando la scuola elementare italiana ai vertici delle graduatorie mondiali.

Il Decreto è, a tutti gli effetti, una legge dello Stato, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 2008. Con l’inizio, ormai imminente, del nuovo anno scolastico, si annuncia una vera “rivoluzione” nell’assetto organizzativo e didattico della scuola primaria, una “riforma” imposta con una decisione unilaterale, senza alcun confronto con i sindacati e le varie componenti del mondo della scuola, senza consultare nemmeno il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, senza alcuna riflessione di natura teorica, giuridica e tantomeno pedagogica.

Il ministro ha pensato di imporre dall’alto la resurrezione del maestro unico, nonostante siano trascorsi all’incirca vent’anni da quando, con l’istituzione dei moduli organizzativi, questa figura è stata abolita, estendendo a tutta la scuola elementare le pratiche di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti maturate nella sperimentazione del tempo pieno.

L’ordinamento della scuola elementare, fondato sulla pluralità docente, ha consentito agli insegnanti di affinare le proprie competenze didattiche, ha favorito la diffusione di uno spirito di cooperazione, rendendo la scuola elementare una comunità dialogante, ricca di risorse umane e professionali, di stimoli e conoscenze. La pluralità dei docenti, cioè dei modelli educativi, comportamentali e culturali, ha offerto un arricchimento in termini di atteggiamenti, valori e apprendimenti, maturando una crescente apertura verso la complessità multiculturale del mondo contemporaneo.

Ma non c’è solo la restaurazione del maestro unico a destare preoccupazione. Il ritorno all’antico sembra essere una moda, uno stile di questo governo, non solo sul fronte della politica scolastica. Appare chiaro che la Gelmini è una sorta di “ministro ombra” e che la politica scolastica la detta Tremonti. Ricordo un articolo che Tremonti ha inviato al Corriere della Sera il 22 agosto 2008, intitolato “Il passato e il buon senso”, in cui il ministro dell’economia anticipava i temi dei voti, dei libri di testo e del numero dei docenti per classe, indicando la linea da seguire alla Gelmini.

Sul piano occupazionale le conseguenze sono devastanti e si prospetta una vera macelleria sociale. Nel complesso è stato calcolato che il taglio di insegnanti solo nella scuola elementare, per effetto della restaurazione a regime del maestro unico, sommerebbe ad oltre 80mila posti, ma saranno i precari ad essere massacrati.

Pertanto, il governo insegue semplicemente un ritorno al passato che gli permetta di fare cassa, riscuotendo nuovi introiti a scapito della già malconcia scuola pubblica, mentre le risorse finanziarie vengono dirottate altrove. Scimmiottando con 30 anni di ritardo il modello anglo-americano, cioè le politiche neoliberiste che hanno ispirato la Tatcher e Reagan, il piano del governo è di subordinare la scuola pubblica e porla al servizio del mercato e di una competizione economica diseguale. La conseguenza inevitabile sarà lo smantellamento della scuola pubblica, per concedere una formazione d’eccellenza ad una platea sempre più elitaria e procurare una manodopera crescente a basso costo proveniente dalle scuole pubbliche, riservate invece alle masse popolari.

Questo è ciò che senza indugi il duo Tremonti/Gelmini intende fare del sistema di istruzione del nostro Paese. Una scuola dove il binomio competenze/conoscenze viene cancellato e sostituito dalla voce abilità. Una scuola sempre più simile ad una sorta di “supermercato” dell’offerta educativa e sempre meno comunità educante.

Lucio Garofalo


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Arte in Istituto – Istituto in Arte ( anche per dire NO alla chiusura degli Istituti d’arte )

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Nato nel 1961 l‘Istituto Statale d’Arte Piero della Francesca di Arezzo ha visto transitare , tra i componenti del corpo docenti , numerosi artisti ed ha visto crescere in campo artistico numerosi allievi divenuti poi artisti affermati.
Mancava un luogo d’incontro dove farli ritrovare, non  solo per esporre ma anche per uno scambio culturale, umano e di esperienze professionali.
Piuttosto difficile metterli tutti insieme in un evento che osiamo definire storico.
Un primo tentativo, lo scorso anno, è andato fallito.
Ma gli ideatori di questa importante  e storica rassegna non si sono demoralizzati.
I professori Giuliano Censini e Gian Franco Cherici alla fine sono riusciti a radunare circa 50 artisti  affermati tra docenti, ex docenti ed ex alunni della scuola.
Tutti artisti che fanno arte “credendoci”.
Il prof .  Chierici tiene a precisare che tutti hanno aderito con entusiasmo quasi come avessero trovato finalmente uno sbocco ad una esigenza già sentita .
Il contatto tra di loro  è avvenuto tramite un passaparola e i ricordi di ognuno.
Le opere  che verranno esposte sono sculture e pitture.
Inizialmente la mostra doveva trovare posto nel corridoio ( attrezzato per le esposizioni ) dell’Istituto d’arte, che nel tempo  ha cambiato denominazione ed è divenuto l’Istituto di Istruzione Superiore Piero della  Francesca .
E’ stato interessato il Comune di Arezzo e l’assessore alla cultura Camillo Brezzi ha gentilmente concesso l’uso della Sala Sant’Ignazio in via G.Carducci,7.
Numerosi sponsor , tra cui abituali fornitori della scuola  e istituzioni locali  hanno mostrato interesse per la mega collettiva ed hanno dato un contributo tangibile  per la realizzazione e la stampa del catalogo.
La mostra verrà inaugurata venerdì 24 aprile 2009 e rimarrà aperta fino al 16 maggio .
Franca Corradini


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oKKupazioni……….

Fanno  molto discutere le affermazioni del Premier sulla necessità di sgombero delle scuole e delle Università occupate dagli studenti ( ? ) per protestare contro la riforma Gelmini.

Vorrei dire la mia, precisando che nel 1969 ho occupato la mia scuola ed il comune di Lecco con i miei compagni.

Certo, erano anni diversi.

L’occupazione spesso significava fare lezioni in maniera autogestita. Ci facevamo lezione da noi .

Ricordo che io facevo lezioni di chimica ( ero brava nella materia e spesso i miei compagni avevano bisogno di chiarimenti da me… quindi approfittavamo dell’occasione ).

Pulivamo quando sporcavamo. Tutto in un discreto ordine.

Si dormiva a scuola, ma non succedeva nulla di strano salvo che in qualche piccolissimo e ristretto gruppetto.

Ora lavoro nella scuola, negli ultimi anni in scuole superiori.

Ho avuto modo di osservare  molto da vicino cosa succede durante le occupazioni e le autogestioni.

Riguardo le  occupazioni di questi giorni.

Io non concordo con la riforma Gelmini, nemmeno con il suo operato anzi.. e ne ho anche scritto varie volte qui in questo blog e in  A SCUOLA DI BUGIE.
Ma  ritengo che sia giusto che le scuole non vengano occupate.
Esco , da poche ore , da una scuola occupata ( quella dove lavoro ) da un gruppettino di agitati,  che non sanno nemmeno perchè occupano.
Il loro solo scopo è :

non far lezione ( ed in questo egregiamente sospinti dai prof…..politicizzati. ),e fare casino la notte……( sesso, droga e rock and roll ).

Spesso in queste occasioni circola droga, alcool e….. tra qualche mese qualche ragazzetta avrà gli evidenti segni di queste notti brave.

Per non parlare dei danni alla struttura e alle cose.

Ci sono molti modi per manifestare il dissenso, prima di tutto informarsi e conoscere ……..

Ora, come allora ( anni 60 e 70 ), i giovani sono facile preda di strumentalizzazioni politiche lanciate da individui ( in genere più grandi di età )  che poi stanno nelle retrovie, lasciando che questi giovani corrano rischi di ogni genere.

Farebbero bene, i ragazzi, a riflettere  prima di lanciarsi in avventure di cui potrebbero pentirsi amaramente.

Non è la prima volta che sento di condanne arrivate dopo anni a rovinare la brillante carriera o la giovane famiglia   appena costruita.

Detto  questo, la Gelmini farebbe bene a dimettersi.

Franca Corradini