LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Minaccioso, malmostoso, ossesso avvelenatore di pozzi offresi al pubblico ludibrio per lenta agonia…

E’ in atto una persecuzione giudiziaria che porta sull’orlo della guerra civile”. E’ quanto avrebbe detto il premier, durante l’ufficio di presidenza del Pdl di ieri sera. Durante la stessa riunione l’omino delle illusioni ha affermato che “Il partito e i suoi massimi organi votano e decidono a maggioranza. Questo avviene su ogni argomento. La minoranza o si adegua o è fuori dal partito“.

C’é da dire che ogni giorno il buon vecchio marito della Lario ci regala un motivo in più per venire tutti a Roma al NBD del prossimo 5 dicembre.

Un presidente del consiglio che si rispetti e che per tale motivo meriti quindi rispetto, non dovrebbe usare termini “pesanti”  come questi, solo per lanciare moniti e messaggi di bassa cucina politica contro alcuni dei suoi riottosi alleati.

Pure qualcuno dovrebbe insegnargli il significato delle parole . Pure qualche volta potrebbe risparmiarci la solita tirata contro i giudici. Ma tant’é .

Dato lo scarso rilievo istituzionale del personaggio non ho mai creduto ad un suo atteggiamento coerente col ruolo che occupa, peraltro abusivamente, da un quindicennio. Le sue ossessioni sono note e riguardano le indagini sulla mafia e la politica nel 1993.

I suoi interessi sono altrettanto noti ( usare il potere per arricchirsi, evitare il tracollo personale per i tanti reati commessi, scoparsi più giovani veline possibile promettendo mari e monti). Del resto gli interessa poco o nulla.

Nel frattempo il berlusconismo è divenuto cosa diversa e più pericolosa delle misere sorti individuali del marito di Veronica Lario, sicché quando costui usa impropriamente certi  termini rimane  comunque  nell’aria quell’odore di miasmi antichi e puzzolenti che quelle parole rievocano e l’inadeguatezza del citato signore di Arcore non rende i suoi comportamenti meno inquinati e torbidi.

Può dirsi senza tema di smentite che fino ad ora siamo riusciti a limitare i danni che l’ avvento dell’alieno ci ha direttamente o lateralmente procurati solo grazie alla Costituzione ed agli istituti preposti a garantirla.

Pertanto seppur avesse deciso di avvelenare tutti i pozzi non ci riuscirà perché ce ne è almeno uno,  la Fonte Suprema dell’acqua fresca della Costituzione,  la cui ubicazione per  fortuna non conosce.

Ed anzi mentre osserviamo il mestatore  preso dalla sua attività preferita , mestare nel torbido appunto,  chi ne ha voglia può avvicinarsi a quella fonte e respirare quella aria pura che promana dalle norme della nostra Carta Suprema. Per un pò toglietegli l’audio che sembri un pesce che si agita nell’acquario ; solo il tempo che occorre per la sorsata d’acqua fresca  e  pura che segue …

In difesa della costituzione

Fonte [ Il Manifesto, 20 novembre articolo di Domenico Gallo]

La manifestazione in programma per il 5 dicembre, convocata attraverso una straordinaria mobilitazione politica dal basso, è frutto della crescente consapevolezza che siamo precipitati in un tempo politico drammatico in cui è messa in gioco la sopravvivenza della Costituzione, cioè della nostra patria, in quanto la Costituzione è la patria dell’ordinamento politico.

Non possiamo non vedere che questo luogo politico, la Repubblica democratica con il suo patrimonio di beni pubblici repubblicani, è stato invaso da un esercito di occupazione che si sta impegnando con la massima solerzia a smantellare tutti (proprio tutti) i beni pubblici repubblicani. Non si tratta soltanto della seconda parte della Costituzione che viene contestata e delegittimata ogni giorno con gli attacchi ai giudici, alla corte Costituzionale ed al presidente della Repubblica (quando si mette di traverso), ma anche della prima parte, con l’attacco ai beni fondamentali della vita, come l’acqua, ed ai fondamenti della dignità umana e dell’eguaglianza, fino alla riesumazione strisciante delle leggi razziali.

Quando le truppe tedesche hanno invaso l’Italia, tutte le forze vive, tutti i patrioti, si sono opposti ed hanno unito i loro sforzi creando il Comitato di Liberazione Nazionale, nel quale sono confluite forze e culture diverse (dai comunisti ai badogliani), che hanno messo da parte le loro divergenze per perseguire l’obiettivo comune della salvezza della patria.

In questa contingenza storica, di nuovo un pericolo mortale minaccia la patria-Costituzione. Come avvenne con la Resistenza, ora come allora, occorre chiamare a raccolta tutte le energie spirituali, tutte le culture, tutte le forze politiche e tutti gli uomini di buona volontà, che riconoscono nella Costituzione la loro patria, ad agire con fermezza.

Di fronte a questa esigenza, tutte le forze politiche, che riconoscono valore ai beni pubblici repubblicani, devono mettere da parte le differenze (non cancellarle) ed impegnarsi in una fortissima unità d’azione per scacciare l’esercito di occupazione che dilaga nel territorio della patria. Non esistono alternative all’unità.

L’unità è imposta dalla legge elettorale che, attraverso lo strumento del premio di maggioranza impone che un solo esercito possa sfidare le forze di occupazione.

Anche se le radici del malessere della democrazia italiana vengono da lontano, è stato lo sciagurato scioglimento dell’Unione, nel 2008, a determinare questo disastro. Lo scioglimento dell’Unione è stato come lo sbandamento dell’esercito italiano l’8 settembre: ha tolto di mezzo il principale ostacolo all’occupazione della patria da parte dell’esercito invasore.

Se la posta in gioco è la sopravvivenza della democrazia repubblicana, cioè della patria, allora tutte le forze si devono coalizzare, tutte le energie devono essere chiamate a raccolta. Non si può dire, come irresponsabilmente si è fatto nel 2008: questo sì, questo no.

Solo una forte mobilitazione popolare dal basso può ricomporre l’unità delle forze democratiche intorno ai valori supremi della Costituzione per rovesciare la corsa verso l’abisso e riaprire il futuro alla speranza.

Se non fosse un pagliaccio che usurpa la funzione che qualche milione di sprovveduti gli ha colpevolmente assegnato

se non fosse un misero guitto che straparla per ragioni abbiette e personalissime, ragioni  che niente hanno a vedere con l’interesse collettivo

se non fosse quello che è insomma

potremmo dirgli a questo punto

che noi siamo qui pronti a resistere alla sua guerra e che non ci fa paura.

Siccome invece il tipo è quel che è

io  spero, ritengo anzi voglio che se ne vada via al più presto  –  lui e la sua corte di numerosissimi nani e ballerine  –   e ci risparmi questa lunga ed inutile agonia.

Crazyhorse70


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Il mio 25 aprile

imagesHo trascorso come tanti del resto innumerevoli feste della liberazione.

Nel tempo questa festa era diventata una cosa di routine ed a parte pochi momenti di commozione verso i diretti protagonisti poi il tempo scorreva come per una festa di primavera .

Ora no.

Ora è diverso, anzi è già un po’ di tempo che risale in tanti , non molti purtroppo, l’esigenza di testimoniare anche formalmente e solennemente  la voglia di resistere .

Non ho intenzione di inseguire le polemiche dovute alle recenti strumentalizzazioni del populista e della sua accolita di novelli democratici che vorrebbero saltare in extremis , per poi normalizzarlo, sul carro del 25 aprile per annacquare tutto.

Se ne stiano a casa loro e continuino la passerella elettorale sui corpi .

Dico questo perché il 25 APRILE non e’ la festa di tutti.

Bando alle tristezze dei miserabili e provo a scrivere i miei appunti sul 25 aprile.

Il mio 25 aprile me lo ricordo

…con le  parole di Pier Paolo Pasolini nella celeberrima arringa contro i potenti stragisti del tempo nell’articolo intitolato Cos’è questo golpe? Io so… sul  Corriere della Sera, 14 novembre 1974 .

Il poeta li’ fece domande retoriche tutt’ora rimaste tali nonostante che chi voglia capire ci sia perfettamente riuscito e sappia bene come è andata , cos’e’ stata la strategia della tensione , chi abbia guadagnato definitivamente il potere su quei corpi straziati dalle loro bombe nelle piazze e nei treni , gli effetti deleteri nel medio e nel lungo periodo e specialmente chi sono e perché oggi sono al potere  gli odierni beneficiari

….ed ancora lo ricordo con la faccia e le sembianze di Paride Batini – morto ieri  –  nobile cavallo ed operaio integerrimo, vissuto e morto senza una lira , nonostante una incredibile inchiesta che vorrebbe negarlo , sempre a testa alta con l’enorme dignità ed orgoglio delle persone oneste.

E’ stato lo storico capo dei portuali di Genova, apprezzato da tutti per la sua combattività ed onestà di intenti e di vita.

…certo anche con le parole determinate del Presidente della Repubblica che stanco delle continue incursioni populiste ed anticostituzionali del premier, per una volta anticipa tutti e fà una bella lezione a fascisti e revisionisti: la lotta partigiana non si diffama e “piaccia o no i partigiani hanno avuto un ruolo determinante per la liberazione e per l’odierna democrazia”.

…con la voce del sindaco di Parigi Delanoe giustamente scandalizzato dai festeggiamenti con croci uncinate e saluti romani dell’entourage del sindaco di Roma, Alemanno : non pensava piu’ nel 2009 al centro dell’Europa di dover vedere e sentire tali schifezze

…coi  volti sconosciuti e disperati delle migliaia di persone che perdono il lavoro a 50 anni e che cercano di gestire il tutto con dignità, ma anche di quelle decine che non ce la fanno e si suicidano, come delle centinaia che muoiono nel cantieri ( oggi il primo morto nei nuovi cantieri della ricostruzione in Abruzzo ) grazie alla tolleranza mille dei governi verso i palazzinari ed i subappalti col massimo ribasso

…..con la fisionomia della bicicletta , si’ proprio la bicicletta , meraviglioso strumento di spasso  ecologico e di democrazia ed , in altri tempi, di sovversione . Dalla repressione di Bava Beccaris ( * ) contro i nascenti operai socialisti di fine secolo scorso, alla nascita dei ciclisti rossi della Imola anarchica , all’associazionismo sportivo e poi resistente dei seicento formidabili giorni della  Resistenza , quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni.

piero-calamandrei…con le parole tremendamente attuali di Pietro Calamandrei uno dei Padri della Patria La Costituzione è un testamento, un testamento di 100mila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

..ed infine con la immagine rimastami dentro dei  miei amici e colleghi che non ci sono piu’ e che hanno lottato in questa vita per la giustizia senza mai abusare del potere che le leggi ed il popolo han loro attribuito come funzione e non come abuso.

Onore anche a loro e buon 25 aprile a tutti

Cavallo Pazzo

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( * )Questi parte è ripresa da : La bicicletta nella Resistenza (Edizioni Arterigere, 12 euro). Autori: Franco Giannantoni e Ibio Paolucci