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Berlusconi ed il ventriloquo Schifani: la pistola scarica del pistola

Considerazioni politiche

Il presidente del senato ha dichiarato che “se la maggioranza non è compatta si va a nuove elezioni“.

Il presidente del consiglio il giorno dopo lo smentisce ma intanto ha fatto circolare la voce come una minaccia.

Poichè la sortita dello scudiero del premier non aveva avuto gli effetti desiderati tra i suoi riottosi alleati,  Berlusconi si è affretato a smentire il suo collaboratore facendogli fare – e  così formalmente evitando di fare anch’egli – una figura non eccelsa.

Vedo che anche oggi il vecchio ricattatore Kossiga si inserisce nella polemica minacciosa dicendo la sua nei confronti di Fini.

In realtà nonostante quel perfetto cretino di Feltri si affanni a snocciolare cifre e sondaggi, la pistola delle elezioni è scarica e non funziona. Anche perchè Bossi vuole a tutti i costi portare a casa legislatura e federalismo e Fini ha il solo intento di logorare il cinghiale ferito torturandolo senza alcuna fretta. Le opposizioni invece  hanno tutto l’interesse a consolidarsi nella lenta crisi del berlusconismo per giungere rinvigoriti alle elezioni politiche anche anticipate ma non troppo.

Inoltre  non s’é mai visto un tacchino fare il tifo per il natale  e poichè la maggioranza uscita dalle elezioni è numericamente fortissima e non ha ancora passato il termine minimo previsto per la pensione, sarà molto complicato pensare che nel segreto del’urna votino il proprio suicidio e si mandino a casa da soli.

Peraltro devo dire che secondo me  Fini è solo uno che sta facendo una battaglia per sè più che per limitare il potere autoritario di berlusconi e tutto sommato potremmo interpretare la commedia tra i due come il giochino  del gatto e la volpe o,  se preferite,  del poliziotto buono e di quello cattivo.

Sarebbe pertanto molto grave ed imperdonabile che qualcuno a sinistra pensasse che Fini stia facendo veramente l’argine democratico , sentendosi magari così sollevato dal peso di doverlo fare lui, l’argine!

Che la prossima volta trovi una pistola carica di una minaccia seria  Berlusconi se vuole essere credibile e che nessuno creda veramente che Fini in cambio di altra visibilità e di altro logoramento del premier non ceda sulla giustizia.

Perchè errarre è umano per il PD ma perseverare è diabolico.

Piuttosto diano un segnale alla propria base partecipando al NO BERLUSCONI DAY e facendo meno chiacchiere in parlamento.

Considerazioni costituzionali

Ma al di là delle ovvie considerazioni politiche che smentiscono i progetti cruenti dei berlusconici, c’è dell’altro e cioé che sarebbe ora di finirla con questa visione impropria del nostro assetto costituzionale, la leggenda della costituzione ” materialmente ” cambiata.

Ricapitoliamo per coloro che amano questa favoletta.

Alle dimissioni del premier non consegue automaticamente lo sciolglimento delle camere, il presidente del consiglio non decide da solo dopo le dimissioni e  non esiste nell’attuale sitema , checchè se ne dica in giro da parte di aspiranti costituzionalisti della domenica laureati ad Arcore,  un rapporto diretto tra governo e popolo.

Quindi in caso di dimissioni di berlusconi, Napolitano ha il dovere di incaricare altri che possano cercare e trovare una maggiornaza in grado di  sostenere un governo che continui la legislatura.

Questo è l’attuale assetto costituzionale, se qualcuno volesse mofidificarlo si desse da fare col procedimento dell’art. 138 e con la sua prevista maggioranza dei due terzi, ricordando che  altrimenti può esser chiesto un referendum oppositivo come successe nel 2006.

Questa era la repubblica parlamentare della prima repubblica e questa lo è della cosidetta seconda.

L’art. 88 della costituzione prevede che il presidente della repubblica sentiti i presidenti delle due camere può sciogliere le stesse . Il presidente del consiglio dal momento che ha il potere di controfirmare il decreto di scioglimento ( art. 89) concorre in questa decisione con un ruolo notarile secondo alcuni , paritario secondo altri.

Ma nessuno –  nè in dotrina nè in giurisprudenza –  ha mai pensato che possa il premier decidere la questione con un potere unico o  comunque in posizione  superiore a quello del PdR sul tema, quest’ultimo sulla questione essendo invece in posizione dominante.

Poi in base agli artt.  92 e 94 cost  il PdR  nomina il PdC e su indicazioni di questi i suoi ministri. Tale  governo siffatto ha dieci giorni di tempo per trovare la fiducia delle camere, altrimenti si dimette ed avvengono altre consultazione ed altro politico a cui viene affidata la guida di un governo. Solo quando non sia più possibile salvare la legislatura il PdR scioglie le camere.

C’è qualcuno che ancora non si è accorto che di riffa o di raffa sono mesi che il governo tratta  solo dei fatti privati del berlusca?

C’è qualcuno che ancora non si è accorto come questi fatti confliggano con gli interessi degli italiani?

Crazyhorse70

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