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La Lega incoerente ed inconcludente chiacchiera bene ma sguazza nella casta peggio di tutti




Solo delle facce da scemo come questo cornuto qui a sinistra possono ancora credere nella Lega pulita e popolare di un tempo.

Ormai la Lega è essa stessa ladrona come e peggio del PSI di Craxi e difende i mafiosi ed i camorristi che un tempo condannava  ( vedi il voto di pochi giorni fa a favore dei Cosentino,  Di lorenzo e  personaggi simili ).

La Lega ormai è feccia esattamente come i berlusconici, ed il peggior nepotismo regna sovrano e sfacciato, basti guradare la faccia contenta di questo altro deficiente qui sopra a destra.

Il vecchio catatonico che è già un bel pò che parla per mezzo di rotti e scorregge urla che i romani sono “porci”, ma considerando quel che fa la Lega in concreto  al di là delle chiacchiere, i padani dovrebbero intonare grugnendo “ Grazie Roma” tutti i giorni, altro che “va pensiero”.

Ecco perché e percome la Lega è incoerente e sguazza nella casta peggio di tutti.

Tripli incarichi vietati ma chissene frega

Il recordman dei ”triplincarichisti” è proprio un leghista: Daniele Molgora, deputato. sottosegretario e presidente della provincia di Brescia.

La legge afferma che chi sta al governo non può avere altri incarichi pubblici, tranne in enti culturali, assistenziali, religiosi, università e fiere.

Ebbene la Lega svetta felice e gioiosa in cima a ogni classifica coi suoi parlamentari.

Roberto Simonelli è presidente della Provincia di Biella. Gianpaolo Vallardi, sindaco di Chiarano. Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella (Padova). Alberto Filippi, consigliere comunale di Vicenza. Giacomo Chiappori, sindaco di Villa Faraldi (Imperia). Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari (Brescia). Claudio D’Amico, sindaco di Cassina de’ Pecchi (Milano). Giovanna Negro, sindaco di Arcole (Verona) e via così enumerando nomi a grappolo e a raffica e non basterebbe lo spazio d’un articolo di giornale (si veda allora il libro di Sergio Rizzo: «La cricca», Rizzoli), per citarli tutti (una ventina).

Si fanno dare milioni dal magna magna romano per scrivere contro il magna magna di Roma.

Si sono fregati la maggiorparte dei fondi per l’editoria : Il Dipartimento per l’editoria della presidenza del consiglio ha elargito a «La Padania» finanziamenti per 50 milioni di euro.

Per scrivere ogni giorno contro la ”suburra romana”, per lanciare ogni giorno fuoco e fiamme contro i magna magna e da cui si vorrebbe fare traslocare i Palazzi che contano verso il nord. Prendi i soldi e scappa?

Parentopoli: sono diventati raffinatissimi nepotisti e cantori del “tengo famiglia”

Che dire dell’infornata di parenti che la Lega ha organizzato nella Giunta regionale a Torino. La figlia del capogruppo leghista lavora col governatore leghista. La moglie dell’assessore all’Ambiente lavora alla segreteria dell’assessore ai Trasporti. Il capogruppo dei «Pensionati con Cota», Michele Giovine, al centro dell’indagine penale sulle firme false per la presentazione della sua lista alle ultime elezioni su cui pende l’annullamento per presunti imbrogli nello schieramento dei vincitori, ha alle dirette dipendenze sua sorella Sabrina. Mentre Cota e il suo braccio destro, l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, intrattengono uno scambio coerente con lo slogan del nuovo governo locale («Dove c’è la Regione Piemonte, c’è casa»). Ovvero hanno preso una coppia e se la sono divisa da bravi amici: Giuseppe Cortese è il responsabile dell’ufficio comunicazione di Cota e sua moglie, Isabella Arnoldi, è la responsabile dell’ufficio comunicazione di Giordano. E così via, perchè se a un partito manca il cuore che cosa resta? I padanisti il cuore ce l’hanno così grande che, per aggirare la legge che vieta di assumere i propri parenti, è stato escogitato lo «scambio delle compagne».

L’ex presidente del consiglio regionale friulano Edouard Ballaman prese in ufficio la signora Laura Pace, compagna del compagno di partito ed ex sottosegretario agli Interni, Maurizio Balocchi, e Balocchi prese come collaboratrice Tiziana Vivian, alla quale Ballaman era legato prima di fidanzarsi e poi sposarsi con l’attuale compagna. Quella con cui, dopo aver lanciato lo slogan «I potenti devono viaggiare in utilitaria», ha troppo a lungo scorrazzato in autoblù (è andato a prendere la nonna di lei, lo zio della fidanzata poi moglie e altri giri così). Ballaman s’è accorto che stava esagerando e ha fatto il bel gesto di rinunciare alla macchinona (ma in cambio s’è fatto dare 3.200 euro di risarcimento per questo atto francescano) e infine è stato pizzicato per i suoi abusi e costretto alle dimissioni poche settimane fa da presidente del consiglio regionale friulano.

Ecco perché i mangioni leghisti si oppongono alla abolizione delle Province.

Basta spostarsi di poco dal Friuli in Veneto, ecco la Provincia leghista di Treviso che si regala spot tv da 200 mila euro. O i lampadari da novemiladuecentoquaranta euro del pubblico erario comprati per la sede della Provincia a Venezia. Con la seguente motivazione, da parte della presidentessa Francesca Zaccariotto: «Mica potevamo mettere un neon!». Proprio le province sono il punto debole dei crociati in lotta contro Roma Sprecona. «Non posso abolirle, perchè la Lega scatena la rivoluzione», si lamenta Berlusconi.

Ed è proprio così. A dispetto del fatto che, nelle Province, il debito ha raggiunto quota 11,5 miliardi (200 euro a cittadino), correndo più in fretta – ma non quanto l’onorevole leghista Alessandri, il super-velocista da autoblù che prende multe a ripetizione ma non le vuole pagare perchè «i miei sono spostamenti istituzionali» – del debito dei Comuni. Se il niet all’abolizione delle Province già ci costa quanto mezza manovra finanziaria di Tremonti, anche i ministri del Carroccio risultano piuttosto onerosi.

Giancarlo Galan, il berlusconiano ora titolare del dicastero dell’Agricoltura, ha fatto i conti in tasca al suo predecessore Zaia, attuale governatore veneto. Risultato? «Sono al corrente – scrive Galan in un suo dossier – del fatto che, per l’insieme delle iniziative di comunicazione, al ministero che ora dirigo c’è un bilancio non inferiore ai 50 milioni di euro l’anno. Che servono ad alimentare parassitismi comunicativi e banalità insensate».

Non sarebbe il caso a questo punto, invece di sacramentare contro il «centralismo» da suburra e di succhiare dalle mammelle della Lupa come tanti Romolo e Remo mascherati di verde, che al posto del «Va pensiero» i leghisti intonassero «Grazie Romaaaaa»?.

Lorenzo68