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Obama alla prova dei fatti

se farà quanto dice l’articolo del SOLE di oggi, avrà tutta la mia ammirazione. Qui in Italia hanno preso poche briciole, e quando Tremonti ha sollecitato Faissola ad erogare alle aziende, Faissola gli ha detto che visto che non avevano soldi pubblici in pancia ed erano aziende private e “pur essendo Putin amico di Berlusconi non siamo in Russia” ,di farsi i cazzi suoi.

Ed oggi Marchionne, che ha divorato soldi pubblici dalla rottamazione, ha detto che lui “guida una azienda e non lo Stato” e quindi si fotta Termini.

Per fortuna che Tata è già in trattativa col Silvio per rilevare lo stabilimento, se era per gli amiconi della Fiat (mi pare sponsorizzati dal centro sinistra da tempo e con Furio Colombo ex presidente Fiat USA) gli operai di Termini se lo pigliavano nel culo.

Sicuramente gli indiani di Tata saranno padroni migliori della Fiat, che peggio di così non poteva fare.

Obama mi ha ispirato scetticismo proprio da quando ha dato i soldi alle banche responsabili della crisi di Wall Street e non ha cacciato nessuno, vediamo se adesso passa dalle parole ai fatti.

ARTICOLO DEL SOLE DI OGGI

WASHINGTON – Barack Obama, deciso e aggressivo contro le banche americane, ha giocato al rilancio contro i maggiori istituti di Wall Street, confermando la sua idea di voler introdurre una nuova tassa e definendo i bonus che i banchieri si stanno per elargire “osceni“. La prima notizia sul nuovo progetto di imposizione fiscale riguarda la dimensione degli istituti. Saranno colpiti solo quelli con dimensioni superiori ai 50 miliardi di dollari di attività patrimoniali. E l’imposizione collettiva aggiuntiva non sarà poca cosa: «il mio obiettivo – ha detto Obama – è di recuperare112 miliardi di dollari nei prossimi 12 anni, questo è il costo che alla fine ha sostenuto il governo con il progetto Tarp. I bonus – ha continuato il Presidente – sono osceni, e il fatto che i banchieri intendano andare avanti con la distribuzione rafforza la mia convinzione che questa tassa sia giusta». Il Presidente ha anche aggiunto che le banche americane dovranno «prendersi le loro responsabilità….vogliamo avere i nsotri soldi indietro e li riavremo fino all’ultimo centesimo, per gli americani».

I banchieri tuttavia stanno organizzando un contrattacco: dicono di aver rimborsato per intero o di essere in procinto di farlo, tutti i prestiti elargiti nell’ambito Tarp, il pacchetto di aiuti approvato l’anno scorso dal Congresso. E sottolineano che il deficit di 112 miliardi di dollari deriva essenzialmente dagli aiuti dati con lo stesso fondo sia al settore auto che a quello assicurativo. Una delle minacce dei banchieri? Quella di poter essere costretti ad diminuire l’erogazione del credito. Se andranno avanti su quella strada però sarà guerra aperta.


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CHE SUCCEDE SE OBAMA STACCA LA BENZINA ALL’IRAN?

obama
Il regime teocratico iraniano è il principale responsabile dell’instabilità geopolitica di un’area che va dalle coste del Libano sino ai monti del Kashmir. Per impedire che Teheran si doti di armi nucleari diventando ancora più pericolosa un sistema c’è, ma non dipende solo dagli Usa. Ecco qual è.
Leggi tutto qui:
http://www.loccidentale.it/articolo/che+succede+se+obama+stacca+la+benzina+all%E2%80%99iran%3F.0073443

Andrea Nardi


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Star truc President ?

spock-obamaSi , lo confesso: questo blog  ( Praticomondo  n.d.r. ) non ha mai tifato per Obama anzi abbiamo sempre nutrito grossi dubbi sulle capacità istituzionali e direttive del fenomeno Obama che era e rimane un fenomeno di natura essenzialmente mediatica.

Poco o tanto ,lo riteniamo una Star.

Un Regan malriuscito e all’incontrario.

Si ,lo confesso .Abbiamo nutrito sempre grossi dubbi che il finanziamento di 700 milioni di dollari ,spesi per la sua campagna elettorale ,decisamente faraonica e tesa ad avvolgere il nostro eroe in una coperta buona per il culto della personalità,provenissero da donazioni popolari a mezzo internet.Una bufala buona e strumentalizzata anche dai nostri modesti liberals nostrani, che non avendo lo straccio di una riforma da proporre si appropriavano della retorica oceanica del figliol prodigo di colore.

Avevamo ,in Pratico blog ,molto più prosaicamente e in maniera disincantata e salubremente faziosa,imputata quell’ enorme somma di danaro,con un America già in ginocchio ( non bisogna dimenticarlo )per una crisi senza precedenti, ad alcune lobbies che ormai avevano già decretato la sconfitta dei repubblicani e avevano riversato le loro ingenti risorse sul “democratico del cambiamento” che bucava il video ed accendeva i cuori delle classi meno abbienti.

Naturalmente affinché questa operazione rimanesse occulta nella sua regia dovevano essere attuati accorgimenti che mai nessuno prima aveva percorso nella sostanza e nella forma :messaggi subliminali,film,spazi pubblicitari,socialmarketing,socialnetworking e viral marketing.

Una totale e spregiudicata montatura d’immagine .La verità .come sempre ,era sotto gli occhi di tutti ,anche se ampiamenti costretti alla bendatura emotiva .

Un uomo debole può essere poi più facilmente condizionato.

Ed ecco dopo i famosi 100 giorni ,che peraltro non sono stati caratterizzati da quelle rivoluzioni che il fratello Barack aveva promesso,ecco che i veri padroni degli US spuntano all’orizzonte .e la Star è costretta a cambiare il copione.Aveva tentato di cambiare i capisaldi organizzativi della lotta antiterrorismo con la cessazione dei tribunali speciali,con la chiusura di Guantanamo,con la CIA del waterbording .Finora ha messo in crisi d’immagine la politica estera con l”abitudine ,quasi servile e patetica ,di stringere la mano ai nemici storici degli US

continua nel blog Praticomondo


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LA REALTÀ DEI THINK TANK AMERICANI

zzz_custom_ahr0cdovl3d3dy5vymftyxzwyxvslmnvbs9vymftyv9jzniuanbnNel passaggio da Bush a Obama non si è assistito solo a un cambiamento di nomi nei gangli decisionali del potere, col conseguente mutamento degli obiettivi politici, bensì a un profondo spostamento dell’asse culturale del governo, determinato dall’ascesa dei think tank vicini al Partito Democratico che…


Andrea B.Nardi

Leggi tutto qui


2 commenti

Discesa libera (di Lafayette )

La luna di miele tra Barak Obama e il suo elettorato inizia a vacillare,come da diverse rilevazioni statistiche parrebbe evincersi.

Il motivo ?

Più o meno lo stesso che ne ha favorito l’irresistibile ascesa non più tardi di 5 mesi fa: la crisi finanziaria prepotentemente riversatasi sull’economia reale nel breve lasso di tempo intercorso dalle elezioni.

Le ricette messe in campo dallo staff democratico non sembrano,al momento,scuotere la macchina in affanno; anzi,il mix di salvataggi di stato, rinazionalizzazioni(temporanee), stimoli fiscali rischiano,semmai,di aggravare la situazione,nonostante il Presidente e la FED tentino di seminare ottimismo con un profluvio di dichiarazioni.

Le disavventure della squadra di Obama hanno fatto il resto: tra clamorose rinunce,problemi con il fisco,incompetenze manifeste la marcia trionfale si sta trasformando in una patetica esibizione dopolavoristica con tanto di claque(peraltro svogliata ) al seguito.

continua sul blog “La sentinella della Libertà “