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Lo stupidario leghista è simile a quello fascista: è un problema di rimescolamento degli organi interni

La differenza tra l’essenza della maggior parte dei leghisti e quella dei fascisti è nel minor ambito territoriale in cui si esercita.

I leghisti sono fascisti locali, le mura del loro castello in cui amano  rinchiudersi corrispondono al limite perimetrale delle loro città, paesi e villaggi.

Per il resto sono come i fascisti, hanno il cervello dove in genere è lo stomaco ed il cuore proprio lì in mezzo alle natiche.

Ma andiamo con ordine iniziando dall’alto, voglio dire dal capo…beh, insomma, dal basso .

Una delle cose più meschine sentite  ultimamente da Berlusconi è la battuta sul cancro che riuscirà a sconfiggere in tre  anni. Fa ancora più schifo se pensiamo ai tagli alla ricerca che ha commissionato alla sua infermiera pelvica Gelmini.

Nelle scuole della Gelmini i familiari devono contribuire con fondi propri alle carenze scolastiche aggravate dai tagli.

E poi ti ritrovi con episodi come questi che seguono, sempre meno rari.

Mensa non pagata, bambini fuori dalla scuola

Neanche a pane e acqua, bensì fuori da scuola per due ore. Dove non si sa, non è questione che interessa l’amministrazione leghista di Adro. Siamo in Franciacorta, provincia di Brescia, e la guerra contro i bambini figli di famiglie che non pagano la mensa scolastica vede di nuovo protagonista un sindaco del Carroccio: Oscar Lancini. Le polemiche contro un’analoga iniziativa adottata il mese scorso a Montecchio Maggiore, nel Vicentino, dove gli alunni morosi furono sfamati con panini imbottiti e una bottiglia di acqua, non hanno intaccato i primi cittadini in camicia verde.

Così dall’altro giorno 40 bambini dell’Istituto comprensivo di primo e secondo grado di via del Lazzaretto a Adro non saranno ammessi alla mensa scolastica.

La circolare che è stata recapitata ai genitori – ma tramite bambini, che si sono visti consegnare in classe una busta chiusa di cui tutti i compagni conoscevano già il contenuto, si può immaginare la vergogna – parla chiaro: «L’organizzazione scolastica non ha nessuna possibilità e risorsa strutturale ed economica per garantire agli alunni l’assistenza e soprattutto un pasto alternativo rispetto a quello fornito dall’amministrazione comunale con il servizio della mensa scolastica».

Insomma, scrive il dirigente scolastico Gianluca Cadei, la scuola non sa né come assistere, né cosa dare da mangiare ai bambini se non ci pensa chi ne ha la responsabilità, cioè il Comune.

Lancini è famoso per le sue iniziative contro gli immigrati extracomunitari: anni fa mise una taglia sui clandestini, ad Adro gli extracomunitari sono  sistematicamente esclusi dai bonus per le famiglie bisognose.

In questi giorni si parla molto della chiesa per aspetti vergognosi oppure per le alleanze contro l’aborto e la pillola ru486 che hanno fatto guadagnare voti alle elezioni.

Lasciate che i bambini vengano a me” diceva duemila anni fa un noto agitatore di folle comunista extracomunitario.

Qualche altra notizia di stupidario leghista.

La storia si ripete, ogni anno: Montichiari, il sindaco leghista nega la piazza per il 25 aprile ed il 1 maggio.

A Lesmo in Brianza un assessore della Lega dopo 4 rapine sostiene “che la gente vive nel panico” e propone una taglia sui banditi, ” troppe scarse le forze dell’ordine per garantire la legalità

Ma non era Maroni che aveva promesso più sicurezza e che ora invece taglia i fondi agli agenti?

Lega di Governo e di opposizione contemporaneamente,  i furbetti del separatismo.

Ecco la nuova classe dirigente leghista.

Alcuni dei nuovi governatori regionali rimettono in discussione l’utilizzo della pillola abortiva. Poi si rimangiano tutto ma erano ansiosi di regalare una dichiarazione al vaticano. In conclusione hanno fatto ‘sta bella figura, anche col vaticano.

Sono stupidi ed incapaci anche in questo: mentre la ‘ndrangheta si mangia la “padania”, loro  si concentrano su panchine e kebab

Mentre i furbetti in camicia verde giocano a rimpiattino per tener fede alla massa ( al governo a Roma, all’opposizione in “padania”, finchè dura il gioco…) e spargono norme ridicole e stupidamente razziste , come quelle sulle panchine , le organizzazioni criminali di tipo mafioso si sono installate stabilmente: non si limitano al riciclaggio ma puntano a controllare il territorio, gli appalti, gli enti locali. Nessun politico “padano” parla di emergenza ‘ndrangheta. Il pericolo vero – per i leghisti e i loro imitatori – sono le panchine ed il kebab.

Sono stupidi, lo sapevamo, ora governano e lo dimostreranno.

Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti.

Anche senza mandato, per individuare i “clandestini”. Siamo ritornati a un clima da nazifascismo e alle leggi razziali che creano ghetti e schiavi. L’ordinanza “antidegrado” per via Padova

La commissione antimafia presieduta da Francesco Forgione, quella della legislatura del secondo governo Prodi [2006-2008], è riuscita a mappare le famiglie mafiose operanti in Italia e ha prodotto una dettagliata relazione in meno di due anni di lavoro.

Secondo l’ente presieduto da Forgione, dunque, in Lombardia operano, con tutta probabilità, le famiglie De Stefano, Morabito-Bruzzaniti-Palamara, Farao-Marincola, Sergi, Mancuso, Iamonte, Falzea, Arena, Mazzafferro, Facchineri, Bellocco, Mammoliti, Imerti-Condello-Fontana, Paviglianiti, Piromalli, Ursini-Macrì, Papalia-Barbaro, Trovato, Latella, Versace, Morabito-Mollica.

Il paese dove si sono insediati i Papalia-Barbaro – Buccinasco – viene chiamato la Platì del nord. Al sindaco di centro-sinistra, Maurizio Carbonera, è stata incendiata la macchina tre volte, tra il marzo del 2003 e il novembre 2005, mentre era impegnato nell’approvazione del nuovo piano regolatore, non gradito alla cosca.

Per tutta risposta, la regione Lombardia ha promulgato una legge che impedisce di cucinare kebab nei centri storici.

Questa classe dirigente essenzialmente stupida e piuttosto ignorante ora governa: governano male, si rendono ridicoli ma finchè dall’altra parte ci sono solo salottini e masturbazioni mentali e piccoli e squallidi signori delle tessere, vinceranno questi stupidi razzisti.

Crazyhorse70


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Per la prima volta un vero codice antimafia

Complimenti presidente.

Mentre la sinistra blatera confusa la propria opposizione pregiudiziale, mentre molti magistrati la inseguono per soddisfare libidini politiche inespresse, lei ieri a Reggio Calabria ha assestato un gran bel colpo contro la criminalità, approntando uno strumento molto utile per combatterla.

Brindo con lei, presidente, alla faccia di chi ci vuole male!

Un super piano in dieci punti per combattere la ‘ndrangheta – per la prima volta questo termine entra nella legge – e le altre mafie.

Lo ha approvato il Consiglio dei ministri che si è svolto a Reggio Calabria.  Si istituisce l’Agenzia nazionale che gestirà i beni sequestrati alla criminalità organizzata e per far questo il governo ha scelto la strada del decreto legge.

Il resto delle misure è invece contenuto in un disegno di legge. «Rispetto a quello che avevamo annunciato il piano antimafia in dieci punti contiene qualcosa di più. E cioè un codice di leggi antimafia che potrà essere utilizzato da tutte le forze dell’ordine che si occupano di combatterla» ha detto presidente del Consiglio, al termine del vertice del governo.

Ecco il decalogo: istituzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il Codice delle leggi antimafia che raccoglie in un testo unico i principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 a oggi , nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, nuove misure di contrasto all’ecomafia, nuove misure a sostegno delle vittime del racket e dell’usura, mappa informatica delle organizzazioni criminali, potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti, nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale, altre norme di contrasto alla criminalità organizzata, nuove proposte di contrastoal lavoro nero.

Si tratta di un codice , cioè una raccolta sistematica di leggi. Un lavoro importante, uno strumento essenziale per le indagini, una pietra miliare per la sicurezza.

Dopo aver provato a togliere il brodo di coltura alle mafie, contrastando con buoni risultati l’avvento degli stranieri clandestini che fanno manovalanza, ora si amplia il raggio d’azione.

Nessuno può contestare infatti i primi successi su questo fronte : in un solo anno sono diminuiti del 90% gli sbarchi  e questo solo grazie ai respingimenti.   “La lotta alla criminalità si fa anche con il contrasto all’immigrazione clandestina, perchè chi viene qui e non ha un lavoro finisce tra le fila delle organizzazioni criminali. Ma il nostro piano straordinario – conclude il nostro premier – va in moltissime direzioni per vincere una lotta antica contro il male nel nostro paese»

Quanto all’Agenzia dei beni confiscati, è necessario che ci sia un centro che abbia una visione complessiva e che ci sia una immediata utilizzabilità de i beni sequestrati alla criminalità organizzata.

Fino ad ora con tutti questi beni sequestrati i governi della sinistra non hanno saputo che farci, un pò per loro incapacità, un po’ per contrasti interni,un po’ per mera insipienza o noncuranza.

I beni confiscati vanno destinati al sociale e per fini istituzionali e solo residualmente per venderli ,  con criteri che minimizzino i rischi di mafiosi che se ne riapproprino. Ma non è possibile che bloccati da questa paura  si debba evitare di procedere perchè il rischio in teoria non può escludersi!

Allora seguendo questa logica perché questi ipocriti che oggi enfatizzano i rischi non hanno mai pensato bene di abolire le le aste dove le regole sono sicuramente meno rigide di quelle previste dalla neo Agenzia , i mafiosi acquistano personalmente o con prestanome quel che vogliono a prezzi ribassati e nessuno dice nulla?

Il ministro ha evidenziato i risultati fin qui raggiunti: «Nei 19 mesi del governo Berlusconi sono stati sequestrai 12.111 beni mobili e immobili alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7 miliardi di euro (+100% rispetto allo stesso periodo precedente) e sono stati confiscati 3.122 beni per un controvalore di circa 2 miliardi di euro (+345%)”

Esiste un Fondo unico sulla giustizia con 1,579 miliardi di euro, spendibili subito per la sicurezza:  trattasi di soldi confiscati ai mafiosi che questo governo utilizza contro di loro, concretamente.

Altri risultati? 22 dei 30 latitanti piu’ pericolosi  sono stati arrestati in questi 18 mesi, 8 mafiosi al giorno.

Vogliamo trovare qualche critica teorica o filosofica anche su questo?

«Da domani la parola ‘ndrangheta farà parte della legislazione nazionale» ha spiegato il ministro della Giustizia . «Siamo intervenuti per introdurre nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta che prima non figurava. La modifica andrà inserita nel decreto in vigore domani». Si è dunque seguito l’esempio del 1982, quando nel 416 bis si inserì il riferimento alla mafia. «È una grande operazione di natura culturale, ma anche di natura tecnica» che darà maggiori strumenti ai magistrati, ha detto Alfano.

Non era la sinistra a dire che le parole ed i termini sono importanti, decisivi e che la mafia si combatte anche culturalmente? Come mai dal 1982 nessun sinistrico ha pensato bene di inserire la parola ‘ndrangheta nella legge?

Non eravate voi i professionisti dell’antimafia, i detentori della cultura antimafiosa? Che strana dimenticanza…

A noi, presidente, avanti così!

Mediolungo presidenziale


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La vera storia di Rosarno: la lega nord, la ‘ndrangheta e la missione compiuta.

Negli ultimi otto anni del nuovo  millennio hanno sempre governato loro.

Negli ultimi quindici anni hanno istillato veleni a profusione con le loro tivù piduiste nello stomaco già debole dell’italiano medio. Annunci illusori, insulti, panico, istigazioni di ogni tipo hanno contrassegnato la politica e la “cultura” di questa coalizione. Metto cultura tra virgolette perchè una volta giravano pensieri attraverso i libri, l’arte o il cinema.

Oggi i pensieri forti girano attraverso la televisione.

Comunque le parole sono pietre e se uno fa il politico le deve usare con precisione, altrimenti facesse un altro mestiere.

Oppure si prendesse la responsabilità politica di ciò che quelle parole producono. Senza infingimenti nè ipocrisie.

Chi parla male pensa male.

Riassunto. Qualche personcina con il cervello poco irrorato dal sangue ha pensato bene poco tempo prima di natale di addossare all’’antiberlusconismo le responsabilità dell’attentato al premier: “mandanti morali e politici”strepitavano le bisce del papi, anche qui dentro.

Dopo il fatto di Rosarno, invece, loro tendono ad addossare ad altri fenomeni le cause di quanto è successo.

Autoassolvendosi dall’accusa di razzismo che invece resta valida. Spiego perchè cercando di far capire l’intreccio di interessi coerenti e coordinati che si verifica in questi casi.

Sono decenni ormai che il leghista gioca col razzismo secessionista sicché quando qualcuno a Rosario piuttosto che a Verona  lo prende sul serio e comincia a sparare sui raccoglitori di arance non fa che mettere in pratica la teoria.

E poi c’e’ poco da fare illazioni:  sono i rosarnesi stessi che rimandano alle idee di Bossi.

Ieri in un istruttivo documentario di Ballarò,  alcuni piccoli imprenditori calabri della zona ammettevano, direi confessavano,  di aver tenuto in nero molti raccoglitori, che “avevano sfamato e questo è il ringraziamento” ed aggiungevano l’intenzione di voler “aprire una sede della lega nord ” e che “la mafia in quella storia non c’entrava nulla”.

Ecco : è a questo livello che si evidenzia l’intreccio di cui parlavo.

Insomma l’armamentario subculturale del cittadino perbene omertoso ed anche leghista nella ispirazione.

Quindi i mandanti ( veri) delle schifezze rosarnesi sono i leghisti ed i fascisti che hanno pompato merda e veleni negli ultimi decenni. Punto.

E come sempre questi italiani “veri” –  che sentono Bossi vicino e non parlano di mafia ( “nulla sacciu”)  –  sono anche smemorati e dimenticano milioni di italiani forse più veri di loro. E clandestini.

Volevamo braccia, sono arrivati uomini», sospirò trent’anni fa lo scrittore svizzero Max Frisch spiegando perché troppi connazionali fossero così ostili agli immigrati italiani contro cui avevano scatenato tre referendum. Ostilità antica. Anche i nostri nonni furono portati in salvo come i neri di Rosarno.

Le autorità furono costrette a organizzare dei treni speciali per sottrarli nel 1896 al pogrom razzista scatenato dai bravi cittadini di Zurigo. E altri gendarmi e altri treni avevano sottratto i nostri nonni, tre anni prima, ad Aigues Mortes, alla furia assassina dei francesi che accusavano i nostri, a stragrande maggioranza «padani», di rubare loro il lavoro.

L’abbiamo già vissuta questa storia, dall’altra parte. Basti ricordare, come fa Sandro Rinauro ne «Il cammino della speranza», che secondo il Ministero del Lavoro francese «alla fine del 1948 dei 15.000 italiani presenti nel dipartimento agricolo del Gers, ben il 95% era irregolare o clandestino». Come «irregolari» sono stati almeno quattro milioni di nostri emigrati.

C’è chi dirà: erano altri tempi e andavano dove c’erano posto e lavoro per tutti! Falso.

Perfino l’immenso Canada, spiega Eugenio Balzan sul «Corriere» nel 1901, era pieno di disoccupati e a migliaia i nostri «s’aggiravano in pieno inverno per Montréal stendendo le mani ai passanti». Tutto dimenticato, tutto rimosso.

Basti leggere certi commenti, così ferocemente asettici, di questi giorni.

Questi bravi italiani usano in genere la solita ipocrita litania per cui Borghezio e Gentilini “sono delle macchiette” , casi limite che non rispecchiano la lega, personaggi  folkloristici…

Anche Karadzic , psichiatra e poeta, non venne mai preso sul serio, prima di diventare il boia di Srebrenica e Sarajevo …

Anzi quando il “poeta” misurava crani e femori per poi dimostrare la superiorità di una razza rispetto ad un’altra( i serbi ed i montenegrini hanno il femore più lungo ) era considerato dai media una macchietta per le sue sparate televisive. Ma intanto inniettava veleno e paura nel corpaccione slavo e poi si è visto come è andata a finire.

Se si allineano nel tempo le dichiarazioni dei leghisti –  non voglio ricordarle tutte perché mi vergogno per la razza umana anche solo a ripeterle –  si vede con certezza come siano costoro i mandanti di ogni  attacco, violenza o sopruso commesso in questi anni contro migranti.

A ben vedere incomincia a prendere forma il progetto sussurrato da Borghezio ai fascisti francesi:
Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, …… ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

Borghezio supportato da  Salvini quando questi chiese  vagoni della metropolitana riservati ai milanesi,  o da Tosi e Gentilini che vengono condannati per le loro farneticanti dichiarazioni, come quella del vicesindaco di Treviso, che dal palco della festa dei popoli padani sogna di eliminare i bambini rom.

O da Danilo Narduzzi, capogruppo leghista nel consiglio regionale del Friuli, che ha proposto di non prestare cure mediche ai clandestinigiacché grazie al precedente governo di centrosinistra non pagano nemmeno la pulizia dei denti“.

Ed il White Christmas di Coccaglio(Brescia) da dove nasce? Nasce ”perché i nostri ragazzi hanno troppi amici africani

Per non dire dell’osmosi affaristica tra l’attuale destra e la mafia. Di cui ho già parlato.

Una osmosi che coinvolge anche personalità apparentemente avverse, come Bassolino, ma tutti sanno ormai cosa c’é dietro l’improvvisa soluzione, anch’essa apparente, del problema dei rifiuti a Napoli. Per fare un esempio, tutto ad un tratto sparì l’ostacolo dei cittadini che bloccavano le strade, chissà come mai…

e quella IMPREGILO che ormai sta dappertutto, compresa l’opera ancora da progettare del ponte di Messina?

Ma è altrettanto indubbio che l’attuale retroterra “culturale” dell’ambiente mafioso sia molto vicino ad un modo di pensare tipico della destra attuale e non mi riferisco solo alla classe dirigente del meridione, ma anche al pensiero leghista.

Le parole sono pietre ed i giovani padani o calabresi cresciuti con questi veleni amplificati da trent’anni di televisione piduista non fanno altro che metterli in pratica.

Il localismo esaperato è il fascismo del villaggio chiuso come una fortezza, il castello medioevale dove i diritti e la democrazia valgono solo per i castellani.

Radio padania libera –”Per la prima volta nella mia vita, tifo per la mafia: chiunque faccia qualcosa – non importa per quali motivi – in grado di ostacolare l’invasione, a questo punto mi sta bene, vista l’inutilita’ e le disadempienze dello stato “ufficiale” e della cosiddetta “societa’ civile”.

Ma comunque la si pensi, credo che sia evidente una cosa per tutti: questi qui sono assolutamente incapaci di vivere in un paese complesso come il nostro, dove si mescolano legalita’ e malaffare. Hanno reazioni di tale violenza e scompostezza, che li rende pericolosi anche quando hanno ragione.
Figuriamoci quando hanno torto.

Non devono stare qui.

Non si portano gli zulu’ nel cuore di una macchina complessa come la nostra, dove vivere in una comunita’ richiede una pazienza e un sangue freddo che loro non hanno e non avranno mai.”–

I leghisti sono i nuovi virus della globalizzazione. Piccole metastasi di un mondo in osmosi. Paladini del nulla che se vivranno s’accorgeranno di quanto misero è il loro razzismo assieme al partito di Bossi che lo aizza” ( dal blog di Daniele Martinelli).

Clandestini!». Parola magica che toglie ai neri la dimensione di esseri umani e assolve i bianchi da ogni razzismo.Finchè sono schiavi il piccolo imprenditore della destra li sfama, questi irriconoscenti.

La mafia ? Certo che c’è e “lotta” insieme a chi ha fatto pulizia. Ma scaricare tutto sulla ‘ndrangheta finisce per essere un alibi. La pulizia etnica è stata fatta a furor di popolo. La ‘ndrangheta al massimo ci ha messo il “concorso esterno”. Quando gli immigrati non servivano più ha dato la stura al razzismo istillato dai leghisti e dai fascisti in questi anni trovando con il governo una solida alleanza basata sul principio : ormai schiavi non servono più, sono quindi clandestini da espellere.

Da quando?  Più semplicemente da quando nel 2007 l’Europa ha modificato il criterio dell’elargizione dei sussidi agricoli, non più sulla produzione ma sugli ettari coltivati. In altre parole non conviene più fare la raccolta che in base ai prezzi di mercato della frutta, costa tre centesimi in più al chilo di quanto si ottiene con l’aiuto europeo che arriva comunque anche se non si raccoglie. Questo però fino al 2013. Ma fino ad allora gli schiavi non servono. Trattati alla stregua di ‘animali’ per anni è bastata, data la loro ingenuità, qualche ‘provocazione’ per farli ‘reagire’ con ‘rabbia’ in modo da ‘suscitare’ tanta ‘reazione’ e dai cittadini e dal Governo per mandarli via definitivamente. E così infatti è stato! Missione compiuta!

Ecco l’intreccio svelato: io  li faccio entrare grazie al controllo mafioso e li sfrutto come schiavi, quando non mi conviene più li esaspero e dopo la reazione li faccio espellere dal mio governo e tutto si chiude con le incredibili dichiarazioni di Maroni”la colpa è di chi li ha fatti entrare, tolleranza zero

Peccato che il 60% era in regola col permesso di soggiorno anche se lavoravano quasi tutti in nero!

Missione compiuta: espulsi i reprobi, propaganda falsa reiterata ed affari sporchi salvati…

Crazyhorse70


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Le toghe rosso sangue ed i visi da non dimenticare

Tira una brutta aria in certi posti della Calabria, dove alcuni appetiti rischiano di rimanere con la bocca asciutta se vanno in porto alcune sentenze. Fra un pò potrebbe riprendere attività l’industria dei cadaveri.

La ‘ndrangheta è un pò che fa un sacco di soldi senza spargere molto sangue, perchè è strutturata diversamente dalle altre mafie e perchè è messa meglio con la cocaina , in pole position nelle gare del mondo globalizzato del crimine.

Le ‘ndrine hanno funzionato meglio di altre forme organizzative.

Però in questi mesi c’é fermento per delle decisioni che potrebbero far perdere un sacco di soldi e la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria é stato un avviso annunciato da mesi.

L’altro giorno mi è arrivato tra le mani un libro di un giornalista calabrese che mi ha fatto pensare.

Spesso ci capita di ricordare il viso di Falcone e Borsellino, ma gli altri?

Sono tanti, troppi i giudici caduti per colpa delle mafie o del terrorismo ed il cui viso e la cui storia non ricordiamo più.

Ho avuto un moto  di rabbia verso me stesso perché pur sforzandomi non ricordavo più bene il viso di Rocco Chinnici e di Ciaccio Montalto, mentre la faccia di Rosario Livatino mi sfumava via , almeno in parte.

Come quando dopo tanti anni non riesci a ricordare bene più il viso di un amico che non vedi da allora.

Ma per questi tre uomini non doveva succedere: non posso non ricordare bene il loro viso. Non va bene.

Loro no, sono stati ammazzati. Certo sapevano che poteva accadere, hanno accettato il rischio per far funzionare la giustizia in posti dove il favore è merce ed il diritto è sconosciuto e ci si parla col fucile a pompa. In posti  dove ancora i muli cacano molto lentamente sul selciato ed il risultato rimane lì per giorni fino a solidificarsi e divenire arredo urbano.

I vecchi ti guardano di sguincio, quando entri nel bar, come un savoia venuto ad occuparsi di fatti che non lo riguardano.

Certo a Livatino non glielo ha ordinato il dottore di fare il giudice, ma insomma aveva studiato e si era sacrificato per questo. E poi era la sua terra. Poteva accadergli di fare anche altro dopo la laurea e poteva accadere che il caso decidesse per lui tanti anni prima, quando era all’Ufficio del Registro di Girgenti, facendocelo rimanere lì.  Il caso.

Ma non fu un caso quando la stidda lo fece massacrare sulla strada statale 640 : aveva trovato molti riscontri contro la tangentopoli siciliana ( così i giornalisti la chiamarono dopo la sua morte ) ed usava bene lo strumento della confisca dei beni.

Serio, riflessivo, sensibile, il “giudice ragazzino”   – così lo aveva sfottuto/intimidito il vecchio maiale Cossiga  qualche tempo prima  – aveva fatto un gran lavoro rompendo molte uova nel paniere della stidda e dei suoi riferimenti politici.

Forse ha ragione S.B. a considerarli una razza particolare. Sicuramente sono una razza diversa dalla sua, i giudici.

Silvio Berlusconi tu non vali neanche una unghia incarnita del piede di Rosario.

Ventisei uomini cancellati dalla vita a cui tutti avremmo diritto,  solo perchè facevano un lavoro per il quale è possibile , talvolta più che possibile, morire solo per aver fatto il proprio dovere.

L’onestà e la dedizione comportano questa eventualità.

E’ come un assioma inaccettabile ma che pervade tutto.

Tu fai il tuo dovere e loro ti tolgono da questo mondo, dove peraltro a te piaceva stare.

Non sei come quelli a cui non è dato di capire se la vita piaccia o no. Ti piace , eccome.

Anche tu come gli altri sei stato un giovane che aveva ed ha  voglia di vivere, diritto di viaggiare, conoscere e amare o  anche solo mangiare, dormire, scopare una volta ancora oltre quella ultima decisa da loro.

Lor signori decidono che da un certo momento in poi tu non devi un’altra volta respirare, sorridere, una volta ancora  vedere il sole la mattina sorgere, affascinarti alla luna.

E gli odori ed i sapori? Niente, ti tolgono tutto mandandoti non si sa dove, cancellandoti.

Ma chi cazzo sono questi? Chi si credono di essere? Cosa cazzo succede a questi semidei che possono cancellarti…

Per favore dopo aver letto l’elenco riguardate la foto di Rosario, tenetevela in mente. Il più possibile. Loro vincono anche se noi dimentichiamo.

Agostino Pianta, Brescia, 17 marzo 1969. Ucciso da un detenuto vittima di errore giudiziario.
Pietro Scaglione, Palermo, 5 maggio 1971. Mafia.
Francesco Ferlaino, Lamezia Terme, 3 luglio 1975. ‘Ndrangheta.
Francesco Coco, Genova, 8 giugno 1976. Brigate rosse.
Vittorio Occorsio, 10 luglio 1976. Ordine nuovo.
Riccardo Palma, Roma, 14 febbraio 1978. Brigate rosse.
Girolamo Tartaglione, Roma, 10 ottobre 1978. Brigate rosse
Fedele Calvosa, Frosinone, 8 novembre 1978. Unità combattenti comuniste.
Emilio Alessandrini, Milano, 29 gennaio 1979. Prima linea.
Cesare Terranova, Palermo, 25 settembre 1979. Mafia.
Nicola Giacumbi, Salerno, 16 marzo 1980. Brigate rosse.
Girolamo Minervini, Roma, 18 marzo 1980. Brigate rosse.
Guido Galli, Milano, 19 marzo 1980. Prima linea.
Mario Amato, Roma, 23 giugno 1980. Nar.

Gaetano Costa, Palermo, 6 agosto 1980. Mafia.

Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Trapani, 25 gennaio 1983. Mafia.
Bruno Caccia, Torino, 26 giugno 1983. ‘Ndrangheta.
Rocco Chinnici, Palermo, 29 luglio 1983. Mafia.
Alberto Giacomelli, Trapani, 14 settembre 1988. Mafia.
Antonino Saetta, Canicattì, 25 settembre 1988. Mafia.
Rosario Angelo Livatino, Agrigento, 21 settembre 1990. Mafia.
Antonino Scopelliti, Campo Calabro, 9 agosto 1991. ‘Ndrangheta e mafia.
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Capaci, 23 maggio 1992. Mafia.
Paolo Borsellino, Palermo, 19 luglio 1992. Mafia.
Luigi Daga, il Cairo, 26 ottobre 1993. Terrorismo islamico.
Paolo Adinolfi, Roma, 2 luglio 1994. Scomparso.

Crazyhorse70