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13 maggio Monti e Papa ad Arezzo : cosa accade ?

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Mario Monti ospite a Rondine: domani il super tecnico nella cittadella della pace.

Curioso contrasto con la militarizzazione della città di Arezzo che accoglierà il doppio evento  Monti+Papa.

350 uomini delle forze dell’ordine mobilitati  per l’evento e…si parla  di   cecchini sui tetti del centro città.

Andando al nazionale ….è notorio che gli F35 sono formati di carta da disegno assolutamente indispensabili per il funzionamento delle scuole statali

Polemiche crescenti e diffuse tra molti cittadini per i costi della doppia visita ( siamo a oltre 500.000 euro ).
Nella mattinata di domenica 13 il Comitato 13 maggio  invita  i cittadini aretini e non, ad un SIT IN dalle 9 del mattino in poi in Piazza Zucchi.

Chi paga il caro-Papa e il caro-Monti?

Presidio unitario di protesta contro le politiche clericali ed antisociali e per una società più giusta, civile e vivibile, per dimostrare che esiste un’Arezzo, una Toscana molto diverse da quanto vogliono farci credere che siano.

e non solo…

Mario Monti ad Arezzo è l’occasione, per il MoVimento 5 stelle, “ …per far capire che i cittadini aretini non solo contestano le manovre economiche adottate dal suo governo, che penalizzano le fasce più deboli e già tartassate della popolazione italiana ovvero: i lavoratori dipendenti, pensionati, artigiani, piccole imprese preservando invece i soliti centri di potere come le lobby economiche, il sistema bancario e finanziario, la casta politica, ma hanno anche delle proposte alternative da proporgli”.

Per questo domenica il MoVimento 5 stelle di Arezzo sarà in piazza della Stazione e in piazza S. Jacopo dalle 8 del mattino fino alle 12 per censurare le politiche del governo del professor Monti ma soprattutto informare i cittadini che esiste un altro modo di fare politica, insieme alla gente, con i cittadini per una maggiore equità sociale ed economica.”


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La “medicina amara” del dottor Monti

Prime impressioni a caldo circa le “medicine amare” prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua “equipe medica”. Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l’andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l’Italia. Di conseguenza, servirà un’altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni. Prima o poi esploderà una reazione popolare, come minimo qualche rivolta sociale di massa. Né serviranno i blandi sedativi morali somministrati dal governo in carica, come il goffo tentativo, o più semplicemente l’annuncio propagandistico di abolire, o quanto meno ridurre, le franchigie concesse alle varie caste privilegiate, in primis le immunità e i favori riservati alla “casta” dei politici.

Ho assistito in diretta al pianto di commozione della ministra del Welfare durante la conferenza stampa di ieri sera e mi è balzata in mente una riflessione “maligna” (sono scettico e diffidente, perciò le interpreto sospettosamente come lacrime di coccodrillo).

Monti e i suoi ministri rappresentano ipocritamente il volto “umano” ed “elegante” di un modello di organizzazione dei rapporti politici, materiali e sociali, di fatto fallimentare.

Il governo Monti è il “curatore fallimentare” di un assetto iniquo ed irrazionale, arido e disumano, in grado di generare solo debito, crisi, guerra, miseria e sottosviluppo. Un sistema ingordo e famelico, che stenta a funzionare e giace ormai in condizioni di lenta agonia, alla stregua di un malato terminale a cui non si stacca la spina e sopravvive a malapena in funzione vegetativa grazie a continue trasfusioni di sangue o a trattamenti intensivi che si traducono in semplici cure palliative. O come chi è sprofondato in uno stato di coma irreversibile e riceve forzatamente una sorta di accanimento terapeutico.

Il capitalismo è (appunto) una compagine moribonda, che si regge a fatica su un meccanismo di potere cinico e sprezzante, quanto abulico e autoreferenziale, che non ha più alcun fondamento di legittimità democratica e si avvita inesorabilmente su se stesso, varando politiche spregiudicate di emergenza permanente al fine di imporre e innescare una spirale infinita di manovre economiche estorsive a danno soprattutto delle classi lavoratrici e popolari. E’ facile prevedere che non possa durare troppo a lungo.

Lucio Garofalo


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Mari(o) e Monti

Il professor Mario Monti non è stato ancora designato capo del governo dall’inquilino del Quirinale, che ha subito provveduto a nominarlo senatore a vita, ed è già osannato trionfalmente dai media nazionali e internazionali vicini alle élite finanziarie, come il “salvatore della Patria”. In sostanza, senza che il Nostro abbia fatto assolutamente nulla, si celebra con ampio anticipo un successo assunto e garantito come verità a priori.

E’ l’ennesima prova di potenza che è in grado di esprimere la risonanza mediatica. Si riconferma come un elemento di fatto incontrovertibile che, presso determinati ambienti (economici, politici, mediatici e via discorrendo) che fanno capo agli interessi delle tecnocrazie finanziarie, si è voluto dipingere l’Italia come un Paese “in pericolo”.

Un “pericolo” amplificato e drammatizzato oltremisura sullo scenario costituito dal teatrino televisivo della politica e dei mass-media ufficiali, e che (paradossalmente, ovvero casualmente?) è un “pericolo” creato ad arte da quelle stesse istituzioni bancarie e finanziarie sovranazionali di cui Mario Monti è un esponente organico e riconosciuto.

Non a caso, il famigerato “spread” è immediatamente calato di molti punti percentuali grazie (si dice) alla credibilità e all’autorevolezza del personaggio in questione. E non poteva essere altrimenti, visto che Monti è esattamente un emissario, o fiduciario che dir si voglia, vale a dire un uomo di fiducia del mondo bancario e finanziario in cui sono predominanti le agenzie e i soggetti artefici della speculazione che ha assalito l’Italia.

Non si dimentichi che Monti è una personalità di spicco delle élite che dirigono il sistema della finanza capitalista che ormai spadroneggia nell’economia e nella politica in Europa e nel mondo. Come Romano Prodi, Lamberto Dini, Tommaso Padoa Schioppa, Mario Draghi, anche Monti è un tecnocrate proveniente dagli apparati della Goldman Sachs, catapultato nel potere pubblico e sponsorizzato (guarda caso) da Botteghe Oscure.

Lucio Garofalo