LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Una questione di logica oppure le tre scimmiette…

Il Berlusconi  che ho votato dal 1993 in poi non è l’amico di Previti e Dell’Utri  ma il magnate liberale che si muove nell’idea del buongoverno di Urbani e nelle idee liberali di Antonio Martino.

C’è un tratto levantino ed azzeccagarbugli dell’ambiente di Berlusconi che non mi è mai piaciuto molto e che mi sembrava contraddire la sfida liberale e liberista dei primi tempi.

Ecco perché ieri pomeriggio non mi sono stupito più di tanto per le affermazioni illogiche del coofondatore di Forza Italia nel salotto televisivo della Annunziata.

Misteri della logica. Secondo Dell’Utri  Mangano non ha parlato ed è quindi un eroe perché non ha accusato Berlusconi e Dell’Utri.

Di Spatuzza invece ha detto che parla e “si capisce che non sa nulla, non dice nulla” quando tira in ballo Berlusconi e Dell’Utri.

Ora vorrei che mi spiegasse se intendeva dire che  Mangano è un eroe perché sapeva e non ha parlato, o se non ha parlato semplicemente perché non sapeva ( ma qui sembrerebbe illogico il riferimento all’eroe ).

E Spatuzza non è un eroe perché non sa e parla? Bene ma allora  se parlassero Riina e Provenzano cosa sarebbero? Ditemi voi : supereroi o qualche cattivo consigliori  di silvio si arrischierebbe a tacciarli come persone non informate sui fatti di mafia , forzando la realtà e la logica? Non è uno scioglingua credetemi.

Viene da dare ragione  a chi  ironicamente sottolinea che forse, come dice Silvio, leggiamo troppi libri di mafia e siamo cresciuti con le puntate della Piovra.

Mi viene da dare ragione a chi poi dipinge un ceto politico come trinariciuto e vittima delle tre scimmiette per poi concludere come nei migliori documentari comunisti  che “ la  mafia, lo sanno tutti, non esiste”.

Insomma siamo liberali ma mica del tutto scemi…

Alfredo Cantera


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Quello che toglie il sonno è quel fascicolo 11531/09-2

In queste ore il parossismo ha raggiunto livelli elevati ed è infatti intervenuto Napolitano per bloccare un corto circuito scatenato dall’ossessionato premier e che tra azioni e reazioni sarebbe trasceso oltre il limite.

Ma qual’é il vero motivo che ha portato Berlusconi sull’orlo di una crisi di nervi proprio in queste ore?.

Il mondo dei media laddove non prende ordini direttamente dal boss di RAISET ne è comunque in larga parte condizionato e confonde gossip, fatti, commenti in una melassa indistinta che non lascia capire nulla dei fatti concreti.

La verità è che il prossimo fine settimana, tra processi e no berlusconi day, sarà uno dei più duri per il silvietto nazionale.

Giusto per dare nome e cognomi ai fantasmi che stanno terrorizzando il guitto di Arcore ecco un po’ di dati sull’incubo peggiore.

  • L”ossessione principe, quella che toglie il sonno, è il  fascicolo 11531/09-2 della procura antimafia di Firenze che prevede un registro degli indagati. Fu aperto anche nel 1998. Erano iscritti “ Autore Uno” e “Autore Due”. L’ipotesi era concorso in strage. L’udienza è il prossimo 4 dicembre 2010.
  • Nell’aula bunker di Torino la Corte d’Appello di Palermo in trasferta ascolterà il boss pentito Gaspare Spatuzza, prima linea operativa di Cosa Nostra fino all’arresto nel 1997, reggente del mandamento di Brancaccio tra il 1995 e il 1997, killer di don Puglisi, autore delle stragi che Cosa Nostra ha voluto firmare in continente nel 1993, da Roma a Milano passando per Firenze
  • Per evidenti motivi di sicurezza è stato deciso che Spatuzza è preferibile muoverlo su Torino anzichè su Palermo. Il pg Antonino Gatto, pubblica accusa nel processo d’Appello in cui Dell’Utri è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa (9 anni la condanna in I°), il 23 novembre ha chiesto e ottenuto di riaprire il dibattimento – già arrivato alle arringhe – per poter interrogare Spatuzza.
  • E ascoltare dalla sua voce quello che il boss da quattordici mesi sta raccontando al procuratore Antimafia Piero Grasso, al procuratore di Firenze Pino Quattrocchi e ai sostituti Nicolosi e Crini. Centinaia di pagine di verbale che stanno riscrivendo la storia delle stragi (deve essere in parte rifatto il processo per via D’Amelio) e degli intrecci tra Cosa Nostra e politica
  • La famiglia Graviano avrebbe concordato una alleanza politica ed affaristica  con Berlusconi e dell’Utri discutendone negli anni 1992-1993  – nel periodo degli attentati a Roma e Firenze – e sottoscrivendo successivamente un patto alla vigilia della nascita di Forza Italia.
  • Questa storia si interseca con quella del papello o ne è una variante parallela,  questo è ancora da stabilirsi.
  • Tra luglio e ottobre Giuseppe e Filippo Graviano, messi a confronto con Spatuzza, non lo hanno confermato. Ma hanno accettato il confronto. Nel codice di Cosa Nostra vale moltissimo. Le conferme alle dichiarazioni di Spatuzza sono arrivate da altri pentiti doc come Romeo e Grigoli. Ora l’attesa è massima per quello che U tignusu dirà nell’aula bunker di Torino
  • Bonaiuti con la palla di vetro che tutti gli riconoscono conferma che berlusconi non è indagato, ma viene smentito dalla logica delle cose che pure i giornaletti di famiglia riconoscono essere del tutto diversa.

Crazyhorse70


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Ai terremotati illusioni e bruscolini, alle cosche che ricattano miliardi di euro

berlusconi_domande_lega1Una volta la Lega era un partito popolare e legalitario, oggi é una congrega di miseri alleati della mafia che in cambio di strapuntini regionali si venderebbe la madre.

cavallo pazzoOramai nella destra più nessuno ha principi legalitari: vi ricordate ordine e disciplina, sicurezza e tolleranza zero?

Tutte menzogne. Per dirne una , solo l’ultima: il progetto di accordo – compromesso di ieri sera con Fini sulla giustizia, prevede che i reati di allarme sociale ( stupri, rapine e violenze tutte comprese) debbano inevitabilmente finire in prescrizione. Ciò non perchè non sia giusto che un processo non duri al massimo due anni per ogni suo grado, ma perchè iniziare a riformare dalla coda significa mandare al macero tantissimi processi in corso.

A causa di carenze oggettive che non si sognano  di colmare – perchè dovrebbe metterci soldi che per queste cose che interessano tutti non vuol mettere – il governo , se decide di applicare questo accordo, farà decadere migliaia , decine di migliaia di processi ( vi ricordate la Cirio-Parmalat o la tragedia della Thissen ?).

Ma per altri interessi i soldi veri si trovano,  eccome!

Basta leggere la seguente vicenda : da una parte le necessità dell’Abruzzo terremotato, dall’altra  il ricatto dei potenti ed i favori della mafia.

Cosa contano 300 cadaveri e tante promesse illusorie di fronte al richiamo della foresta proveniente dalla cosca sicula?

Costui gli abruzzesi li ha calpestati impunemente decine di volte con televisioni al seguito ma in concreto ha concesso solo bruscolini, scenette televisive da Vespa e gag volgari da sessuomane in loco,  dando tutto in pasto al popolo bue che accetta ogni cosa provenga dal venditore di fumo.

Queste sono le recentissime proteste degli aquilani

Tutti sappiamo come il centrodestra in Sicilia sia dilaniato da guerre interne  –  ieri sera è addirittura caduta la giunta  –  per il controllo del territorio e la primazia nel rapporto con gli affari , in gran parte, se non esclusivamente, mafiosi.

E’ bastato che due esponenti della Sicilia divoratrice di fondi pubblici minacciassero di creare il partito del Sud e di ridurre di molto il peso politico del Pdl per “suggerire” a Berlusconi di premere perchè il  Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) sbloccasse 4miliardi e 313 milioni di euro di Fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) destinati alla Sicilia. Di questa cifra gigantesca, che significa 72 euro per ogni italiano inclusi neonati e ultracentenari, il 43% sarà dedicato ai progetti per infrastrutture.

Sappiamo bene tutto ciò cosa voglia  dire in un contesto di assoluta collusione con la mafia.

A Palermo una “miriade di trinariciuti giudici comunisti”  stanno indagando sulle origini mafiose di Forza Italia. E “ne vedremo delle belle ” , come disse tempo fa berlusconi riferito al giudice Misiani :   ma questi non sono calzini turchesi,  caro vecchio satrapo malato, questi sono affari che rischiano di travolgerti.

Destinare queste somme per le infrastrutture, dicevo : ben che vada tali somme  serviranno a costruire qualche ospedale di sabbia in stile Agrigento e iniziare, per poi mai completare, qualche strada.

Ma soprattutto serviranno a rimpinguare le casse della criminalità organizzata.

Provate a confrontare ciò che il Decreto Legge n.39 del 28 aprile 2009 prevede per la ricostruzione dell’Abruzzo con le somme sueposte destinate al pozzo senza fondo chiamato Sicilia, per non dire delle somme dell’erario previste per il  Ponte di  Messina, altra grande truffa ineseguibile, come abbiamo già visto in precedenza

All’art. 18 di questo decreto, origine di tutte le proteste degli aquilani, vengono stabiliti i fondi per la ricostruzione. Ecco un riassunto schematico di quanto prevede il Governo:

1.152,5 milioni di euro per l’anno 2009

539,2 milioni di euro per l’anno 2010

331,8 milioni di  euro  per l’anno 2011

468,7 milioni di euro per l’anno 2012

500  milioni  di  euro  per  ciascuno degli anni 2013 e 2014

394,8 milioni  di  euro  per  l’anno 2015

239 milioni di euro per l’anno 2016

133,8  milioni  di euro per l’anno 2017

115,6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029

81,8 milioni di euro per l’anno 2030, a 48 milioni di euro per l’anno 2031

14,2 milioni di euro per l’anno 2032

2,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2033.

In gran parte questi fondi, specialmente per gli anni più remoti, non hanno neanche copertura.

Ma , cosa più importante, queste somme promesse sono briciole rispetto al fiume di soldi che copriranno d’oro la Sicilia. Solamente nel 2017 i terremotati riceveranno (sempre ipotizzando un’inflazione pari allo zero, quindi in una situazione illusoria) gli stessi soldi che spettano ora all’isola più grande d’Italia. Che cosa se ne faranno allora, dopo 8 anni di tenda o baracca?

Il mio è un super ok!” ha dichiarato Lombardo, spalleggiato da Micciché, dopo aver riscosso il pizzo berlusconiano.

E te credo! Dicono a Roma. Con questo precedente basterà che le regioni a grande maggioranza berlusconiana minaccino progetti autonomi e il gioco è fatto. Miliardi a pioggia e tutti (?) contenti.

In Abruzzo il presidente  Chiodi non si è neanche ambientato ed essendo stato scelto come prestanome del boss di Arcore, non avrà mai quel grado di autonomia per contrattare alcunché. Il sindaco de L’Aquila ed il presidente della Provincia sono del centrosinistra e quindi si attacchino al tram!

E la Lega guardiano del Nord?

In cambio della speranza di avere una regione da governare Bossi fa ingurgitare alla Lega qualsiasi cosa, soldi alla mafia e leggi ad personas compresi, pur di aiutare il povero boss di Arcore che , notizia di oggi, si è visto notificare una richiesta di separazione per colpa dalla moglie.

Un mare di guai in vista per il malato inguaribile : aiutiamolo noi a risolvere il problema alla radice.

Dimettiti, Silvio,  e torna a fare televisione che è l’unica cosa che puoi fare.

Sebbene faccia schifo pure quella.

Tutti a Roma al NO BERLUSCONI DAY il 5 dicembre prossimo!

Crazyhorse70


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La madre di tutte le domande a cui Berlusconi non risponderà mai…

cavallo pazzoSe il premier non risponde alle 20 domande  di  Repubblica o degli altri giornali di tutto il mondo sulle sue storie di sesso é un problema che riguarda la politica e l’informazione.

Ma qualcuno dovrebbe ricordargli che chiarire i suoi rapporti con la mafia e l’origine di Forza Italia attiene anche alla legge penale e, lodo Alfano o meno, prima o poi occorre rispondere, qualcuno dei suoi dovrebbe rammentarglielo.

Antefatto . La storia dei rapporti di lavoro fra Alberto Mori e Paolo Berlusconi è stranota : i due erano soci all’inizio dei ’90 in una ditta di costruzione siciliana oggetto di indagine per mafia.

I berluscones a lungo hanno sostenuto che fosse un menzogna e lo stesso prefetto Mori  che quell’Alberto non  fosse suo fratello.

Oggi,  notizia freschissima, la DIA conferma che si trattava invece del fratello e che c’era stato solo un errore di trascrizione materiale del nome, Alberto e non Giorgio Mori.berlusconimafiaappalto

Quindi era proprio lui in affari nella CO.GE di Paolo Berlusconi indagato per appalti mafiosi. Tale elemento é utile a chiarire la stessa figura del prefetto, perché é lo stesso personaggio  protagonista della trattativa di cui parla il figlio di Ciancimino, l’inchiesta sul “papello”. Tale papello conterrebbe le prove dei rapporti fra politci e mafiosi nei mesi successivi alle stragi 1992-1993. In quei mesi , infatti,  i boss mafiosi chiesero una mano allo stato in cambio della fine delle ostilità ( c’e’ una lettera di tale tenore sequestata nei magazzini dell’ex sindaco di Palermo)

Detto l’antefatto, in queste settimane Berlusconi ha iniziato una  guerra mediatica preventiva contro i magistrati antimafia di Palermo titolari del’inchiesta di cui sopra :  lui ed i suoi giornalisti  ogni giorno prevedono l’oggetto delle indagini sempre mettendo le mani avanti e definendo ogni aspetto come “diffamatorio e frutto di complotto” .

Qualche volta si tradiscono per eccesso di “imprudente previsione”.

Mi ha colpito in particolare  il modo di trattare l’argomento di questi prezzolati giornalisti, che nel temere che si rispolverino  “ i rapporti professionali tra il fratello del generale ed il gruppo Fininvest” , ripetono tutti la stessa solfa ovvero che ” Berlusconi  al tempo richiamato dalle indagini (quindi  successivamente alle bombe del 1993 ) non avesse ancora alcun potere …” ed indicano come possibile riferimento istituzionale dell’accordo criminale piuttosto l’avversario politico di allora, Luciano Violante .

Devo dire che in verità Violante é  l’unico ad aver spontaneamente risposto alle domande rivoltegli dalla DDA di Palermo e tutti possono rendersi conto se sia credibile o meno , leggendo gli atti  che sono pubblici. Ma qualunque sia stato il ruolo di Violante –  nessuno lo ha smentito finora –  rimane il gigantesco masso sulla democrazia e sulla verità storica , oltre che giuridica, la legittima curiosità di sapere qualcosa direttamente dal premier anche perché é  assolutamente falso che egli non avesse interessi politici in quelle settimane visto che stava costruendo ex novo un partito politico. Inoltre  i dubbi sulle origini mafiose del berlusca  sono ormai ventennali e spesso auterevoli e non sinistrorsi  , visto quel che pensava anche il giudice Borsellino nella famosa e censuratissima intervista televisiva che dovremmo pubblicare tutti come un tormentone specialmente per qualche duro d’orecchio dei dintorni

Tornando a bomba colpisce anche un altro aspetto della vicenda . In questi mesi , sempre secondo i Ghedini Boys , il sistema di informazione del premier ha fatto apparentemente molta acqua , come quando “tutti entravano ed uscivano da Villa Certosa senza che si sapesse chi fossero”  o  come quando lo stesso ” premier non sapeva chi fossero le tante ragazze portate da Tarantini “. Il virgolettato é perché trattasi delle esatte loro dichiarazioni pubblicate sui giornali.

Allora che qualcuno mi risponda, di grazia  :  come  mai  Silvio Berlusconi riesce a sapere in anticipo che “due procure, quella di Palermo e di Milano,  cospirano” contro di lui, ma non è mai riuscito invece a sapere , né anticipo né dopo,  che le 30 ragazze 30 portategli fin sull’orlo del lettone  dall’imprenditore puttaniere cocainaro Tarantini erano in buona parte delle escort? E come mai per mesi ha ignorato che le gentili puttane ( in effetti come qualcuno ha già detto questo termine è più onesto ) con le quali faceva sesso erano pagate proprio per soddisfare i suoi appetiti?

La verità é ormai un’altra : all”apice del potere deborda caracolla e cade sbracando.

Tra i progetti governativi da realizzare, il Cavaliere ha messo anche la sconfitta definitiva della mafia e, però, sa di non farsi male a parole da quel lato così prodigo di sostegni elettorali, perché gli atti concreti del suo governo sono abbastanza rassicuranti: magistratura da normalizzare, intercettazioni da azzerare, bavaglio alla stampa, capitali sporchi da far rientrare, ecc.

Macigni in giro ce ne sono, specie con il processo Dell’Utri in appello, ma non si aspettava una precipitazione degli eventi come quella registratasi in questi giorni con le inchieste riaperte a Palermo e Milano sulle stragi, né poteva pensare che gli potesse arrivare una qualche autorevole bordata dall’interno del Pdl. La reazione è stata scomposta.

Il nervosismo che già si notava per le questioni gossipare estive ha raggiunto livelli parossistici ed ormai il piano inclinato comincia ad essere anche scivoloso: la situazione potrebbe precipitare a breve per le note e plausibili vicende di questi giorni con Gianfranco, Pierferdy, Francesco ed altri ancora nell’ombra…

Crazyhorse70


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Il sindaco leghista rimuove la targa dedicata a Peppino Impastato: “Meglio onorare personaggi locali”

La notizia é davvero sconfortante, questi  sporchi individui senza memoria meriterebbero di fare una brutta fine, la stessa che fanno fare con il loro silenzio ed il loro egoismo rancoroso a  chi coraggiosamente combatte tutti i giorni per un mondo migliore. Negli ultimi tempi ci stanno provando anche con Roberto Saviano: cominciano coll’ignorarlo, con lo storpiarne il nome fino ad isolarlo. Invece noi ne parleremo sempre più spesso.Non abbiamo altra arma per tenere in vita quei pochi che ancora provano a cambiare il mondo.

Ricevo questa nota di San Precario e volentieri la pubblico ricordando la memoria di Peppino Impastato che con le sue denuncie da Radio Aut divenne un avamposto della resistenza contro il potere e la mafia e per questo fu giustiziato. Per non dimenticare occorre spesso ritorvarsi a ricordare … http://www.peppinoimpastato.com/

Rosellina

Il sindaco leghista della nuova amministrazione del Comune di Ponteranica, in provincia di Bergamo, ha fatto peppinoimpastatorimuovere dalla biblioteca la targa, posta l’anno scorso, dedicata alla memoria di Peppino Impastato, giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978.
La motivazione: meglio onorare personaggi locali. Nel caso specifico, il sacerdote Giancarlo Baggi, morto nove anni fa. In realtà, la targa a Impastato sarebbe potuta rimanere fino al maggio prossimo, visto che per dedicare la biblioteca al sacerdote occorre, secondo la legge, aspettare che scadano i dieci anni dalla morte. Ma il sindaco Cristiano Aldegani (che aveva anche tentato di agire con procedura d’urgenza ma era stato stoppato dalla prefettura) ha voluto comunque togliere la dedica al giovane siciliano per sostituirla, nel frattempo, con la semplice scritta ‘Biblioteca comunale di Ponteranica’. Nei giorni scorsi, la notizia era arrivata all’associazione Libera e all’associazione ‘Peppino Impastato’ che con l’Arci di Bergamo si erano appellate ad Aldegani mandandogli una lettera per chiedergli un incontro al quale avrebbe partecipato il fratello di Peppino Impastato per cercare di fargli cambiare idea, informandolo anche della loro ‘ferma determinazione a porre in campo tutte le iniziative di tutela della memoria di Peppino’.
Ma il sindaco e’ andato avanti per la sua strada.

San Precario – 10 settembre 2009

La nota di San Precario  su FB http://www.facebook.com/profile.php?id=1631614893&ref=profile#/notes.php?id=1199720650


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Mafia S.p.A.

mafiaLa mafia non si è affatto dissolta con l’arresto dei boss Riina e Provenzano, latitanti per anni e catturati dallo Stato solo quando erano diventati ormai vecchi ed inutili. Quella che sembra morta è la mafia tradizionale, messa sotto processo dalle inchieste di Falcone e Borsellino, assassinati dai sicari della cosca più feroce dell’epoca, i Corleonesi. Oggi, la mafia è più ricca e potente di prima, non è scomparsa solo perché non ammazza più, usando le armi e compiendo stragi sanguinose per eliminare i suoi nemici, siano essi tenaci sindacalisti come Placido Rizzotto, attivisti politici come Peppino Impastato, giudici integerrimi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Ci sono altre mafie che continuano a massacrare le persone: la Camorra del clan di Casalesi, la ‘Ndrangheta calabrese o alcune tra le più efferate mafie straniere. La mafia siciliana evita di ammazzare perché non vuole più esporsi alle facili ritorsioni dello Stato, per offrire l’impressione di non esistere più. Infatti, rinuncia a mostrarsi, preferisce ripararsi dietro una facciata apparentemente più rispettabile e borghese.

Dunque, ciò significa che la mafia non esiste più? Niente affatto. La mafia ha solo imparato a dissimularsi meglio. Essa continua ad agire indisturbata in una veste nuova. L’assetto del potere mafioso si è aggiornato in forme moderne. Anche la mafia ha subito un processo di mutazione antropologica e culturale. Dunque, la mafia si è ristrutturata, diventando un’holding company molto potente, una corporation tecnologicamente avanzata, un’impresa finanziaria multinazionale. Insomma, la mafia è a capo di un impero economico globale ed oggi è la prima azienda del sistema capitalistico italiano, una grossa compagnia imprenditoriale che vanta il più ricco volume d’affari del Paese.

Come racconta Roberto Saviano nel suo best seller Gomorra, la mafia è diventata una potente società finanziaria. La nuova mafia è fondamentalmente un’organizzazione imprenditoriale che esercita i suoi affari con un obiettivo primario: il profitto economico. Per raggiungere il quale è disposta a tutto, anche a servirsi dei mezzi più sporchi e disonesti. E per vincere la competizione è pronta a minacciare, corrompere, ad eliminare fisicamente i suoi avversari. Alla stessa maniera di altri gruppi imprenditoriali, come le imprese multinazionali che uccidono gli attivisti politici e sindacali in America Latina o in Africa perché si oppongono alla loro ingerenza economica e militare.

Lucio Garofalo


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L’ ultima intervista a Paolo Borsellino

L’ultima intervista rilasciata dal giudice Paolo Borsellino, ucciso da Cosa nostra nel 1992, poche settimane dopo la strage di Capaci in cui morì il suo amico Giovanni Falcone.

L’intervista fu rilasciata da Borsellino il 19 maggio di quell’anno a due giornalisti francesi, autori di numerosi libri di inchieste, Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi.


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Giancarlo Caselli e quei suoi errori, che hanno negato giustizia a Paolo Borsellino

borsellino
Pubblichiamo  questa nota con allegata lettera pervenuta oggi  alla redazione del blog  ed indirizzata anche  a importanti testate (  Ansa, Repubblica, Manifesto, Annozero, ed altri )

La lettera aperta in allegato è stata già spedita agli indirizzi in essa indicati il 14 luglio us.

Questo è un ulteriore, ma non ultimo grido di aiuto che spero stimoli la sana autocritica di colui che avrebbe potuto sbagliare in buona fede e punta dritto al cuore marcio di quello scenario istituzionale, che necessitò dell’urgente strage di Via D’Amelio per salvare le Partecipazioni Statali ed il suo triste teatrino politico- sindacale, dall’olocausto giudiziario.

Il 16 luglio è un giorno importante: è il giorno che sancisce l’uscita di scena di Paolo Borsellino: con Lui vivo, Vittorio Teresi ed altri a me invisibili non avrebbero più potuto – assolutamente – salvare Fincantieri ed i suoi compagni di merenda.

La mia speranza è aggrappata all’onore di quel Giancarlo Caselli, che si rappresenta come uomo leale alla nostra Costituzione ed alle nostre Istituzioni Democratiche: quest’uomo, l’uomo che noi tutti speriamo sia al di sopra degli interessi politici ed delle infamie stataliste e mafiose non può rispondere con il silenzio dei soliti noti, a quanto scritto nella lettera in allegato.

A tutti voi chiedo soltanto di fare viaggiare il più possibile questa e-mail, che non è contro qualcuno, ma per qualcosa che deve necessariamente appartenere a tutti i cittadini Italiani: il diritto alla Giustizia per i nostri Eroi ed il diritto alla verità per noi tutti.

Grazie

Gioacchino Basile

scarica la Lettera ( formato word )

La lettera aperta in allegato è stata già spedita agli indirizzi in essa indicati il 14 luglio us. Questo è un ulteriore, ma non ultimo grido di aiuto che spero stimoli la sana autocritica di colui che avrebbe potuto sbagliare in buona fede e punta dritto al cuore marcio di quello scenario istituzionale, che necessitò dell’urgente strage di Via D’Amelio per salvare le Partecipazioni Statali ed il suo triste teatrino politico- sindacale, dall’olocausto giudiziario.
Il 16 luglio è un giorno importante: è il giorno che sancisce l’uscita di scena di Paolo Borsellino: con Lui vivo, Vittorio Teresi ed altri a me invisibili non avrebbero più potuto – assolutamente – salvare Fincantieri ed i suoi compagni di merenda.
La mia speranza è aggrappata all’onore di quel Giancarlo Caselli, che si rappresenta come uomo leale alla nostra Costituzione ed alle nostre Istituzioni Democratiche: quest’uomo, l’uomo che noi tutti speriamo sia al di sopra degli interessi politici ed delle infamie stataliste e mafiose non può rispondere con il silenzio dei soliti noti, a quanto scritto nella lettera in allegato.
A tutti voi chiedo soltanto di fare viaggiare il più possibile questa e-mail, che non è contro qualcuno, ma per qualcosa che deve necessariamente appartenere a tutti i cittadini Italiani: il diritto alla Giustizia per i nostri Eroi ed il diritto alla verità per noi tutti.
Grazie
Gioacchino Basi

La lettera aperta in allegato è stata già spedita agli indirizzi in essa indicati il 14 luglio us. Questo è un ulteriore, ma non ultimo grido di aiuto che spero stimoli la sana autocritica di colui che avrebbe potuto sbagliare in buona fede e punta dritto al cuore marcio di quello scenario istituzionale, che necessitò dell’urgente strage di Via D’Amelio per salvare le Partecipazioni Statali ed il suo triste teatrino politico- sindacale, dall’olocausto giudiziario.
Il 16 luglio è un giorno importante: è il giorno che sancisce l’uscita di scena di Paolo Borsellino: con Lui vivo, Vittorio Teresi ed altri a me invisibili non avrebbero più potuto – assolutamente – salvare Fincantieri ed i suoi compagni di merenda.
La mia speranza è aggrappata all’onore di quel Giancarlo Caselli, che si rappresenta come uomo leale alla nostra Costituzione ed alle nostre Istituzioni Democratiche: quest’uomo, l’uomo che noi tutti speriamo sia al di sopra degli interessi politici ed delle infamie stataliste e mafiose non può rispondere con il silenzio dei soliti noti, a quanto scritto nella lettera in allegato.
A tutti voi chiedo soltanto di fare viaggiare il più possibile questa e-mail, che non è contro qualcuno, ma per qualcosa che deve necessariamente appartenere a tutti i cittadini Italiani: il diritto alla Giustizia per i nostri Eroi ed il diritto alla verità per noi tutti.
Grazie
Gioacchino Basile


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Controinformazione a quattro mani : pensieri in disordine e notizie nascoste dal regime

Alla fine la grande guerra contro il tiranno berlusconi s’è ridotta ad un triste rimestare all’interno di questioni di letto, vere o presunte che siano. Potrebbero essere vere visto che le pasticchette blu oggigiorno fanno miracoli.

Comunque non si sa se sia più l’amaro in bocca che ti lascia la visione sgradevole delle attività di regime oppure la consapevolezza della estremamente profonda incapacità della opposizione di contrappore un pensiero forte una idea  di stato  ai fescennini sguaiati del vecchio malato.

O balbettii democristiani (PD) o il partito della legalità ( IDV), che non dovrebbe essere un partito. Manca qualcosa , manca molto, manca la politica, quella vera.

E’ vero che  la storia non si ripete mai negli stessi termini, ma occorre guardar bene alle differenze .

I filmati del Duce che trebbiava il grano erano su pellicola in bianco e nero, i filmati del nano malato che controlla i cantieri dell’ Aquila sono a colori e digitali.
La propaganda e’ la stessa, la filosofia anche.BERLUSCADUCE2

Tremonti e’ come il Minculpop, il pil cala del 5% ma non si puo’ dire. La crisi c’è ma non se ne puo’ parlare, se non esiste in tv e sui giornali, non esiste nelle fabbriche ed al mercato.
Negano che il malato sia grave, intanto oggi gli danno un po’ di morfina.

O una striscia di cocaina, per seguire le consuetudini delle loro “festicciole”?

_Crazyhorse70________________

Non penso che Beppe Grillo sia la brava persona che sembra .

Preciso che partivo da un pregiudizio positivo e che piano piano ho cambiato idea.

Sul suo sito di informazione (almeno fino a quando sono andata io a consultarlo) in prima fila in alto a destra  c’era il tasto per comprare i suoi CD-DVD-spettacoli-biglietti-per-le-sue-serate

E che dire delle listine  civili col marchio di Grillo

L’uomo Del Monte ha detto si : li ho visti una volta all’opera in una riunione questi capetti  certificati da Grillo. Facevano i capetti scelti con la massa delle persone e si comportavano da capataz , quando qualcuno chiedeva educatamente che tipo di forma di organizzazione veniva scelta , una gestione piramidale-oligarchica ovvero una orizzontale-paritetica , per  tutta risposta veniva offeso  ed insultato pesantemente .grillo

Un altro che usa per se stesso il potere che ha ottenuto coprendo i larghi squarci lasciati dalla sinistra

___Rosellina _________________

Doveva essere uno dei fiori all’occhiello del governo Berlusconi, sicuramente del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che in questi mesi ne ha chiesto a gran voce una celere approvazione.

Ma ora il ddl sulla prostituzione, che prevede il carcere per il cliente che va con una lucciola in luoghi pubblici, è divenuto fonte di profondo imbarazzo per la maggioranza, al punto da dovergli staccare l’etichetta
“urgente” e sostituirla con un bel rinvio.

Tutta colpa dell’ormai famosa (e infelice) definizione di Niccolò Ghedini su Berlusconi “utilizzatore finale” delle escort baresi.
Dunque un cliente anche lui.

___Rosellina__________________

Solo ieri é stato candidato per l’ennesima volta da berlusconi per lo scranno del colle  e quindi i pennivendoli di regime non ne parlano.

L’alter ego di Silvio Berlusconi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e’ indagato dalla procura di Potenza per una sfilza di reati che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione (articoli 416, 110, 353, 354 e 640 bis del codice di procedura penale).letta

Altri inquisiti eccellenti il casertano Mario Morcone, capo dipartimento per le Liberta’ Civili e la Immigrazione al ministero degli Interni, e i fratelli Chiorazzo, Angelo e Pietro Francesco, potentini, a capo di una vera e propria holding che ha fatto della “solidarieta’” (trovando ora la manna nei centri d’accoglienza per immigrati) il suo grande business…

______Crazyhorse70___________

Poteva Sandro Bondi restare felicemente sposato mentre il suo leader, Silvio Berlusconi, deve affrontare le fatiche del divorzio annunciato da Veronica Lario? No, il ministro poeta del berlusconismo non poteva.
Infatti Bondi ha prontamente avviato le pratiche di separazione dalla propria moglie, Maria Gabriella Podestà. L’udienza di apertura della causa tra i coniugi è fissata per i primi di luglio in tribunale a Monza. Perché a Monza? Perché il ministro dei Beni culturali ha lasciato da tempo la natia Toscana per trasferire la residenza ad Arcore, accanto al suo capo.

Bondi, che è sposato dal ’93, fa coppia di fatto da almeno un anno con Manuela Repetti, figlia di un costruttore di Novi Ligure, subito candidata e dal 2008 deputata del Pdl. bondi

Annunciando la sua convinta adesione al Family Day cattolico del 12 maggio 2007, Bondi aveva detto: “Una manifestazione di questa importanza deve essere interpretata come un momento collettivo teso ad affermare la realtà cardine della nostra società e dell’Occidente: la famiglia”.

_____Rosellina __________

Benvenuti al gran teatrino del G8 , un vertice – fiction  : mai come stavolta nessuna decisione vincolante , nessun vero impegno , solo dichiarazioni di principio ed anche su quelle non ci sarà accordo.
Il destino ci ha  dato per la quinta volta nella storia la presidenza del G8 quando questa formula di incontro fra i ‘Grandi’ del mondo ha finito di disvelare la sua vacuità. Ossia l’incapacità di incidere concretamente sugli affari del mondo.

L’Agenda del prossimo G8 é infatti particolarmente vuota sia per motivi contingenti di opportunità dato il momento  di crisi che anche per il minor rilievo assunto da riunioni che ormai rappresentano solo il 13% degli abitanti del mondo e da dove restano fuori troppi protagonisti importanti .

Berlusconi cerca di arricchirla e prepararla come fosse un summiti di quelli seri ma le uniche decisioni vincolanti che gli uffici di Obama sarebbero disposti a prendere, povertà ed aiuti  ed ambiente ( Kioto ), trovano impossibilitato il nostro a dar via libera per mancanza di accordo politico interno e di risorse da impegnare.

Oltre a ciò in queste ultime ore si é aperta una nuova faglia del sisma e gli esperti si aspettano qualcosa di forte e a breve .

Dulcis in fundo cé un altro aspetto che crea ansia al nostro governante:   i giornalisti stranieri.
Eh gia’.
Con i giornalisti italiani ha capito che puo’ permettersi di continuare con il suo atteggiamento deviante e strafottente.
L’informazione televisiva riesce sempre a dargli credito facendolo passare per “perseguitato”.
Questa volta non potra’ fare a meno pero’ di rendere conto alla stampa estera.
Non potra’ rivolgersi ai giornalisti stranieri cosi come ha fatto con quelli dell’Unita’.
Questa volta dovra’ dare loro ascolto, e soprattutto… dovra’ dare risposte.

___Crazyhorse70________________

SERVITORI DELLO STATO (delle cose)
Il pm e il G8 di Genova: due anni a De Gennaro per istigazione a mentire. Il capo degli 007: non ho nulla da rimproverarmi.

Il massacro della Diaz è uno scandalo internazionale che ha dato un’idea ben precisa dell’Italia berlusconiana ai suoi albori .

Ma a pensarci bene il Poliziotto d’Italia difeso dal professor Coppi come Andreotti, é sfortunato :
è la prima vittima del ritardo con cui il nano ingrifato ha concepito la legge bavaglio di Alfano.

Nel senso che se fosse stata inventata prima, le telefonate post-Diaz non sarebbero state intercettate.

___Rosellina___________________

Ci voleva una strage per dare un’occhiata ai bilanci delle Ferrovie – non lo fa mai nessuno, né al governo né ai giornali – e per scoprire sulla carta quello che milioni di viaggiatori sanno perfettamente da anni.

Nel bilancio di Trenitalia, le spese per manutenzione e igiene sono state tagliate per 209 milioni. LA TAV attira tutte le risorse a danno della vecchia rete,  treni più vecchi, età media 22 anni, e ai controlli mancano gli ispettori; inoltre statistiche agghiaccianti: tra morti nelle carrozze e morti ai pericolosissimi passaggi a livello italiani (gestiti in modo
scalcagnato con una rete di connessione e allarme da terzo mondo), sulla rete ferroviaria italiana si sono verificati  il doppio dei morti che in Gran Bretagna!

E pensare che a pochi chilometri dove dovrebbe alzarsi il primo blocco di cemento per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina , c’é un lungo tratto di rotaie le cui traversine hanno chiodi di legno a trattenerle , come nelle littorine dei primi ‘900…

Anche questa é la mafia:   grandi opere mastodontiche per foraggiare i clan e vicino a queste prove di arretratezza tipo terzo mondo a ricordare lo stato di schiavitù dei suoi abitanti sudditi silenziosi ed omertosi, ( quasi) tutti.

___Crazyhorse70_________


8 commenti

Giro d’orizzonte fra mafie che investono , politiche conniventi e carceri che scoppiano

forza mafiaEcco un settore dove una opposizione seria potrebbe trovare nuova linfa per il suo futuro , solo volesse .

Le mafie sono sempre più infiltrate nello Stato e vanno ad intrecciarsi con la vita quotidiana di tutti noi.

Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita continuano ad essere potentissime e  condizionano fortemente il settore degli appalti pubblici, la distribuzione alimentare, i rifiuti e i mercati ortofrutticoli.
Sebbene con l’arresto di Provenzano prima e dei Lo Piccolo poi nel 2007 Cosa Nostra sia stata costretta a cambiare strategie,  questo non le ha impedito di svolgere serenamente le proprie trame : nell’ambiente giuidiziario si dà per certa la direttiva di Provenzano secondo la quale la mafia deve fare impresa , piuttosto che usare la tradizionale attività dell’estorsione.

Infatti oggi la mafia ha iniziato a svolgere l’attività con proprie strutture organizzative servendosi di intermediari non solo nell’edilizia ma in molti altri settori come i centri commerciali e le scommesse clandestine. Controllare le imprese significa controllare il denaro, imporre mano d’opera e forniture di beni e servizi, i clienti e i prezzi di vendita e di acquisto.

Per far ciò ha bisogno di una completa agibilità ed un libero accesso alla strutture pubbliche , mai come oggi ciò sembra garantito da un complesso e radicatissimo sistema di alleanze con la politica .
Oggi, infatti le mafie controllano un 1/3 del territorio dell’Italia e la “mafia spa” è la prima azienda italiana con un giro d’affari di circa 130 mld di euro all’anno. Solo Cosa Nostra fattura 90 mld di euro e i restanti 44 mld di euro della ‘Ndrangheta vanno ad incrementare l’economia criminale che ha raggiunto dimensioni impressionanti.

Sul fronte della cronaca giudiziaria continuano invece le buone notizie e senza inutili ripetizione vi rimando a questa fonte piuttosto informata :    http://www.liberainformazione.org/ berlusconimafiaappalto

Una notizia in particolare  , quella del sequestro della Calcestruzzi Mazara  , è un gran bel colpo agli affari di cosa nostra che gestisce direttamente alcuni settori come l’edilizia a cavallo tra il pubblico e privato e ricicla ed investe un sacco di soldi. Il  cambio nella strategia di cosa nostra  : meno attenzione apparente al pizzo e più agli investimenti edilizi ,  ai grandi cantieri, sfruttando la collaborazione di imprenditori conniventi. Con tre obiettivi: la metropolitana di Palermo, il raddoppio della ferrovia Palermo-Messina e un centro commerciale nel capoluogo.

Non sembra pero’ che la direttiva abbia già cambiato  le cose sul fronte estorsioni :   il livello finanziario  del pizzo  è ancora alto.  Secondo  il comandante del Nucleo territoriale dei carabinieri di Palermo Giuseppe De Riggi gli incassi delle estorsioni in definitiva sarebbero calati solo del 3 per cento.

Infatti alcuni degli imprenditori presenti nella lista delle quindici vittime delle estorsioni trovata dopo gli arresti di Pietro Abbate, Filippo Burgio, Francesco Paolo Lo Iacono e Silvio Mazzucco hanno ammesso di essersi piegati alle imposizioni delle cosche. Segno di una strategia che continua a pagare: secondo gli investigatori, infatti, ogni 100 commercianti, uno denuncia, 59 versano il pizzo senza fiatare, 10 ammettono di essere vittime del racket ma non indicano i nomi e gli altri 30 hanno smesso di pagare ma non si rivolgono agli inquirenti.

Sul fronte politico la Sicilia è in fase di confusa trasformazione gattopardesca col nuovo tentativo di governo autonomo ma vicino al centrodestra che ha sbarcato Cuffaro ed offeso una parte del PDL e lo stesso Berlusconi ma che  avrebbe il lasciapassare di Fini.

Strane alchimie levantino-siciliane in salsa destrica, non tutto è comprensibile di questa storia,  se non che dove esistono solo loro  – senza opposizione  – gli appetiti aumentino e ci si può permettere il lusso di avventure istituzionali e politiche come questa senza gran timori di dar fiato ad una opposizione nulla.

Cio’ spiegherebbe lo sgarbo di Berlusconi che poco tempo fa,  ha incontrato il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ma non ha incontrato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.  L’emergenza rifiuti della capitale dell’Isola nell’agenda del Premier è stata privilegiata rispetto alla crisi di governo della Regione Siciliana.

Ieri invece una tregua con Berlusconi che ha finalmente incontrato il ribelle e pare abbia esortato Lombardo a “rivedere” i nomi scelti per quanto concerne la Giunta , in particolare  il Cavaliere gradirebbe due esponenti dell’Unione di Centro sebbene si trovi all’opposizione nel Governo nazionale ma molto forte in Sicilia , scelta tutt’altro che gradita a Lombardo e Micciche‘.

Ma che piace ai loro concorrenti nell’isola Schifani ed Alfano che giocano con i primi due una importante battaglia  interna al partito.

Poca roba e che nessuno s’illuda che sul tavolo ci sia uno scontro sul fronte Mafia , se non nel senso di chi  e come  dovranno gestire i nuovi patti ; di lotta alla mafia in concreto non c’e’ nulla  , solo  rare battute come quella di Lombardo tempo fa sul Ponte di Messina , che secondo lui va fatto ” fregandosene della mafia , che noi gli diamo un bel calcio nel sedere “

Fatta un pò di  scena sufficientemente incredibile,  il fulcro dell’attenzione è ora l’UDC e non pare piu’ di tanto temuto l’ennesimo caso di accuse di voto di scambio, Antinoro ,  e di concorso esterno in associazione mafiosa, Nino Dina,  piovute sui due deputati dell’UDC.  Anzi  il   buon Lombardo si è affrettato a dar loro la piena solidarietà umana e politica  per le indagini in corso,  sfruttando magari l’occasione per imbarcare altre personalità a lui più vicine .

Se le accuse risultassero fondate si dimostrerebbe come  la politica siciliana non sia cambiata rispetto agli anni di Ciancimino e Lima.

Che dire di un’altra notizia completamente scomparsa dai media ?

Il processo d’appello a Marcello Dell’Utri ripreso il 15 maggio 2009. Quello a Dell’Utri e’ un processo capace di spiegare, se non ha gia’ spiegato con la condanna in primo grado, larga parte della genesi di Forza Italia, oggi Pdl, e dell’ascesa nel panorama nazionale di un corruttore oggi Presidente del Consiglio.

Processi come questi , peraltro , non ne vedremo più: la legge sulle intercettazioni ed il bavaglio all’informazione, che questa nuova legge comporta, hanno messo la parola fine alla possibilità di risalire a qualsiasi reato, se non per circostanze fortuite. I media non ne parlavano già prima, ora avranno persino un buon motivo per continuare a non farlo. In aula a Palermo  durante la seconda udienza d’appello, tolti i giudici, c’erano solo tre cittadini .

Nel testo della sentenza di condanna del signor Dell’Utri si legge:

Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale.

Le Carceri

Nelle carceri strapiene ora i detenuti sono 63.350; la capienza è di 43.262. Non c’è all’orizzonte nessuna seria prigionestrategia ed anzi tornano ad affacciarsi problemi come  la tubercolosi e si diffondono sempre di piu’ le forme di epatiti virali. Difficolta’ aggravate dalla condizione sociale della maggioranza dei detenuti poiché come è noto in carcere finiscono soprattutto le persone a maggior rischio di marginalita’ e di esclusione sociale . Si tratta di persone che non hanno la possibilita’ di ottenere arresti domiciliari perche’ si trovano, di fatto, a non avere domicilio

Con la costante media di circa 1.000 ingressi al mese, tra poche settimane supereremo le 65.000 unità mentre il Corpo di Polizia Penitenziaria è carente di  ben oltre  5 .000 unità .

il Governo vorrebbe risolvere il sovraffollamento penitenziario costruendo nuove carceri, ma questo vuole dire necessariamente assumere nuovo Personale, di Polizia e del Comparto Ministeri e  stanziare fondi e risorse. Se le attuali dotazioni organiche sono già  insufficienti per gestire l’esistente, chi metteranno a lavorare nelle nuove strutture penitenziarie?

Le proposte ci sarebbero pure :  rendere stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi e si affidino a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale, potenziando quindi l’area penale esterna e prevedendo  per coloro che hanno pene brevi da scontare l’impiego in lavori socialmente utili all’esterno del carcere .

Il ministro Alfano ci prende in giro senza alcuna remora promettendo cose che non potrà mantenere cioè il “reclutamento straordinario di agenti penitenziari e 17.891 posti in più entro il 2012” oltre alla costruzione di nuove istitui penitenziari. Boom!

Ma con quali soldi se per l’Abruzzo hanno dato fondo alla fantasia ed alla vergogna con la storia delle dilazioni a vent’anni e del  gratta e vinci come fonte di finanziamento?

Ultima piccola buona notizia viene dalla  Corte di Cassazione che il 12 giugno ha  confermato la condanna a 24 anni ciascuno a Giuseppe Lombardo e a Carmelo Barbieri, quest’ultimo dal 6 marzo scorso collaboratore di giustizia.
Confermate anche le condanne a 10 anni e 7 anni per Giovanna Santoro e Maria Stella Madonia, rispettivamente moglie e sorella del boss Madonia. Anche Giuseppe Alaimo, cugino del boss, dovrà scontare una condanna a 7 anni.

Nel processo “Grande Oriente” quindi , un  bello smacco al Clan Madonia come ha dichiarato il sindaco di Gela e neo eletto deputato al Parlamento europeo Rosario Crocetta . “Andranno in carcere, è la prima vera operazione che colpisce una delle cosche più pericolose della Sicilia, quella di Giuseppe Piddu Madonia”. “Quando sollevai la questione del giudice Edi Pinatto, che dopo 8 anni non aveva ancora depositato le motivazioni della sentenza, causando così la scarcerazione degli imputati condannati” – continua Crocetta – “non la sollevai contro la Magistratura, verso cui nutro grandissima stima e rispetto, ma lo feci per sottolineare che dei mafiosi che erano stati condannati non potevano restare in libertà”.
“Adesso sconteranno una pena da 10 a 25 anni di carcere e io sono contento di aver contribuito con la mia denuncia a favore di Gela, di Caltanissetta e della Sicilia.”

I siciliani spesso si nascondono dietro la Provvidenza e la Connivenza dei politici per giustificare la loro omertà , ma  ”   se un lieto fine ci potrà mai essere, questo è affidato alla nuova sensibilità di un popolo troppo spesso umiliato e offeso, sfruttato all’inverosimile, calpestato nei più elementari diritti di dignità personale e che talvolta in alcuni  ha trovato la forza di dire basta, riaffermando con fermezza il vero significato dell’onore: che non è l’abusata e distorta ragione che per ogni mafioso legittima ogni loro nefandezza, ma è il sentimento che proviene dalla consapevolezza del rispetto di sè stessi e della propria coscienza”. Parole di Giovanni Falcone.

Crazyhorse70