LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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1 Commento

Diciamo basta a Cisl, Uil, Snals e Gilda ( petizione precari scuola )

Riceviamo e pubblichiamo


Il CPS Nazionale ( Coordinamento Precari Scuola ) prende atto che le OO.SS. Cisl, Uil, Snals e Gilda:

– Si sono espresse favorevolmente all’entrata in vigore già dal prossimo anno scolastico della riforma, qualificandola come “un’esigenza ed un dato di necessità”.

– Dal 30 Ottobre 2008 non hanno mai indetto uno sciopero contro il licenziamento di 150.000 lavoratori.

– Hanno appoggiato l’approvazione del decreto “salvaprecari”che, oltre da essere inutile, è ritenuto dai precari della scuola un’offesa alla loro dignità.

– Hanno appoggiato il nuovo sistema di reclutamento.

– Hanno sottoscritto il nuovo modello contrattuale che non consente più il recupero dell’inflazione reale.

Per i suddetti motivi i precari del CPS invitano Cisl, Uil, Snals e Gilda a mutare da subito la loro politica sindacale.
In caso contrario si procederà alla restituzione della tessera sindacale.

Coordinamento Precari Scuola Nazionale

Petizione da firmare


3 commenti

Precario sedotto ed abbandonato dallo stato…..

Senza titolo 1

Questo lo slogan con cui è partita la protesta ad Arezzo dei precari della scuola che dal 1 settembre , dopo 7/8/10 anni di servizio,  si troveranno letteralmente in mutande…..

In  mutande ( boxer) e maglietta con scritte  sono sfilati per le vie del centro improvvisandosi lavavetri.

Tra le richieste  anche quella che lo Stato riservi ai propri ( ex) dipendenti il trattamento che  riserva agli extra-comunitari con facilitazioni di vario genere. Di qui l’idea di lavare i vetri agli automobilisti di passaggio.

Qui sotto una parte dell’articolo della  Nazione.

Qualche errore di battitura…

Qualche imprecisione sui numeri che avevamo dato.. ma pazienza, bene lo stesso.

Anche l’Ansa si è occupata di noi,anche alla RAI oltre a molte testate locali.

Ad ogni nostra mossa i fotografi ci immortalavano come se  fossimo Star di Holliwood e tutto per via dell’annuncio che eravamo ( erano .. ) in mutande.

Ma noi lo sapevamo , per questo abbiamo deciso di  farlo, erano l’unico modo per attirare la loro attenzione.

Franca Corradini

Manifestazioni di protesta degli insegnanti precari (Foto Cristini) Arezzo, 25 agosto 2009 – I pantaloni corti non se li sono calati, soltanto un accenno di mutanda per i precari della scuola che hanno improvvisato ieri di primo pomeriggio un sit-in alla stazione e zone limitrofe. In compenso, con immaginazione tutta italiana, hanno dato spettacolo agli incroci.

Tutti lavavetri sono diventati. Un secchio bianco e un secchio blu, spazzole tergicristallo, spruzzatore, acqua e sapone e volontà. “Questo saremo costretti a fare fra poche settimane” dicono in coro fregandosene del sole a picco delle tre. Maglia bianca con tanto di scritta (“Precari licenziati della scuola”), sorridenti nonostante la rabbia, hanno scherzato con gli automobilisti che si sono prestati di buon grado a far da sponda alla protesta. “La prossima volta — dice Roberta — dovremo davvero tendere la mano per farci dare qualche spicciolo. Così siamo ridotti”.

In testa ai manifestanti, in tutto una trentina, c’è Carlo Schiavone, sindacalista della Gilda che ha promosso la protesta. “Non siamo numeri — spiega accorato — ma essere umani e come tali vogliamo essere trattati. Abbiamo figli e famiglia da mantenere, staimo perdendo tutto ed è un problema che accomuna quattrocentomila persone in Italia. Con l’indotto arriviamo a quattro milioni di persone che rischiano sul serio di restare in mutande”.

Franca Corradini ( dirigente sindacale Federazione Unams Gilda per il personale ATA nd.r. ) ha ideato la protesta e pure lei cita numeri impietosi. Ad Arezzo, riferisce, sono oltre ducentocinquanta i precari della scuola, fra docenti e non docenti. Di questi rientreranno nei ranghi all’apertura soltanto 53, per gli altri un taglio e via. Ma non doveva andare così, continua. E spiega che i tagli del personale Ata (assistenti tecnici, amministrativi, collaboratori scolastici) avrebbero dovuto riguardare il 17% della forza lavoro nel giro di tre anni. “Invece il provveditorato ha usato le forbici tutte in una volta, tagliando già da quest’anno l’intero 17%”.

continua