LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Com’è umano, lei!

“Com’è umano, lei!” è una battuta tormentone pronunciata da Giandomenico Fracchia, la maschera buffa e surreale inventata da Paolo Villaggio, che lo interpretò per la prima volta nel 1968 nel programma televisivo Quelli della Domenica. Il timido Fracchia è imparentato con il personaggio tragicomico più famoso ideato da Villaggio, il rag. Ugo Fantozzi, protagonista di una fortunata serie cinematografica e letteraria  (in origine Fantozzi era il protagonista di un racconto umoristico scritto nel 1971 da Villaggio).

Fracchia è l’antesignano involontario di una situazione che, attraverso la finzione letteraria e cinematografica, anticipa e precorre una vicenda reale e paradossale insieme, impietosa e drammatica, per la serie “la realtà supera la fantasia”. Fracchia è l’espressione patetica e grottesca dell’Italia di oggi, una società che diventa sempre più assurda e mostruosa, crudele e disumana oltre ogni limite accettabile.

Nella fattispecie, la “belva umana” è un sindaco leghista che ha minacciato di far licenziare le maestre della Scuola dell’Infanzia di Fossalta di Piave, un piccolo comune in provincia di Venezia. Le insegnanti sono “colpevoli” di un gesto di elementare solidarietà umana nei confronti di una bimba africana di quattro anni, i cui genitori, a causa delle ristrettezze economiche, non potevano permettersi di pagare il servizio della refezione scolastica. Per risolvere il problema le maestre avevano deciso di rinunciare a turno al pasto a cui ciascun insegnante ha diritto durante la pausa mensa, per cederlo all’alunna. Ma l’intervento del sindaco, infuriato per l’atto di generosità (indubbiamente lodevole) compiuto dalle maestre, ha indotto la direttrice ad emanare un ordine di servizio nei loro confronti in base ad una lettera stilata dal primo cittadino in cui, fra le altre cose, si legge: “Si sottolinea che il personale non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”.

Così, mentre la Gelmini e i funzionari ministeriali gareggiano per dispensare consigli e impartire circolari, sorgono casi di ordinaria ferocia come quello raccontato. Inoltre, s’inaspriscono pregiudizi e rancori suscitati da velenose campagne ideologiche sugli “insegnanti fannulloni”, per cui nascono accuse che diffamano il corpo docente, già mortificato da tempo, una categoria professionale chiamata ad assolvere il compito delicato di formare i cittadini del futuro, per cui meriterebbe molto più rispetto.

D’altronde, le campagne demagogiche sul presunto “parassitismo” degli insegnanti e dei lavoratori statali in genere non sono affatto una novità. Esse servono soprattutto a coprire interessi affaristici. Gli emolumenti salariali assegnati agli insegnanti italiani sono i più bassi in Europa dopo quelli dei colleghi greci e portoghesi. E il governo si ostina a tagliare le risorse, arrecando danni irreversibili al già misero bilancio destinato alla scuola pubblica, dirottando i soldi altrove: alle banche e alle grandi imprese, oppure si pensi agli investimenti militari e ai massicci contributi regalati alle scuole private.

A commento della vicenda sopra descritta vale l’assunto racchiuso in Lettera a una professoressa, il manifesto programmatico della Scuola di Barbiana di don Milani: “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Un principio che invoca una concezione antiborghese della democrazia. La nostra è una scuola di disuguali inserita in una società sempre più ingiusta, laddove dure contraddizioni e sperequazioni materiali e sociali sono destinate ad aggravarsi. Dinanzi a disuguaglianze crescenti ed allarmanti situazioni di disagio legate alle nuove povertà generate dai fenomeni migratori, la nostra scuola non è attrezzata adeguatamente per fronteggiare tali emergenze anzitutto per ragioni di ordine finanziario. Ogni azione è affidata alla buona volontà, alla generosità, alle capacità, all’ammirevole zelo spontaneo (altro che fannulloni!) degli insegnanti, all’iniziativa autonoma delle istituzioni scolastiche e dei lavoratori delle scuole pubbliche, ormai abbandonate completamente a se stesse.

La stessa “democrazia” non può risolversi in un’offerta, oltretutto insufficiente, di “pari opportunità”, riducendosi ad una proposta di uniformità distributiva delle risorse, così come avviene nelle società che hanno applicato un modello di welfare universalistico e indifferenziato. Occorre piuttosto rilanciare l’attenzione verso un’ipotesi di giustizia redistributiva del reddito sociale, intesa in termini di equità sociale e redistribuzione delle ricchezze che sono possibili solo in un altro assetto statale e sociale, in grado di fornire “a ciascuno secondo i propri bisogni” e chiedere ad ognuno “secondo le proprie possibilità”. Il che significa ribaltare l’ordinamento sociale vigente, capovolgendo l’idea e la prassi finora applicata e conosciuta di democrazia, di scuola e di stato sociale.

Lucio Garofalo


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Io sto con Gianfranco Fini

Berlusconi e Fini sono ad un passo da un chiarimento definitivo ed io sono contento che ciò avvenga.

Sono stufo di dover essere confuso coi sentimenti rancorosi di una Italia incattivita a causa del troppo soffiare sul fuoco, un Italia in cui non mi riconosco.

Le divisioni interne alla destra è giusto che vengano fuori.

Parlo ad esempio del caso del benefattore di Andro, la triste vicenda della mensa scolastica negata ai figli dei morosi., per cui questo signore è intervenuto a pagare personalmente con una bella lettera.

Non so quanto ci sia di razzismo o classismo nella reazione delle altre madri che appoggiavano l’orientamento teso a tagliare i viveri ai piccoli poveri.

Mentre il Secolo d’Italia dove c’é ancora scritto quotidiano del PDL ha discusso della solidarietà come valore non solo individuale  per due pagine, Libero  – house organ del premier  – ha titolato”i razzisti immaginari fanno indigestione alla mensa dei bambini” e Maurizio Belpietro ha parlato di problema non razziale ma reddituale.

Io sono liberale e conservatore da sempre, lungi da me esprimermi con le litanie ottocentesche sulla giustizia sociale di marca socialistoide, roba che ha  spesso creato una casta di finti poveri ed assistiti, ma ora mi sembra si stia esagerando al contrario.

Io  non accetto di vivere in un mondo dove l’antagonismo egoistico tra individui prenda il posto di quello di classe e diventi un valore fondante.

Quindi anche riferirsi al reddito invece che alla razza, caro Belpietro, non è che ci tolga la puzza di torno di quel nonsochè di mediovale ed antistorico.

Forse anche io ultimamente sto subendo la stessa evoluzione che pare vivere Gianfranco Fini, sia in tema di diritti civili italiani ( da Eluana alla pillola ru486 e più in generale sulla laicità dello Stato) che stranieri ( maggiore politica di integrazione anche sul diritto all’elettorato passivo ed attivo per gli extracomunitari in regola).

Come ho già scritto qui di recente, sono anche stufo di inseguire l’ombelico di Berlsuconi e le sue paranoie giudiziarie, la sua battaglia ottusa contro tutte le istituzioni non mi appassiona: io voglio veder da subito almeno un embrione di riforma liberale, perchè questo è il motivo per cui  l’avevo sostenuto agli inizi nel 1993 ed è questo di cui l’Italia ha bisogno.

Io ultimamente non ho votato; oggi mi sento invece coinvolto da questa chance di ripresa di una destra moderna che Fini, giocandosi tutto, mi offre.

Mi sento vicino a Fini anche nel giudicare spropositato e pericoloso un certo culto della personalità stile satrapo sovietico che ha colto negli ultimi anni Silvio Berlusconi, quello che viene definito Cesarismo.

E poi dove è la rivoluzione sul merito, la meritocrazia? A giudicare dalle vallette i nani e le ballerine di cui si è circondato Berlusconi, qui il merito non viene riconosciuto affatto!!!

Per questo pur provenendo dall’area liberale classica e non da quella post fascista, credo che sia molto utile il redde rationem di questi giorni e spero che si faccia strada  l’idea di un coinvolgimento degli interessi italiani in questo governo e non solo la cura dei padani.

Riforme liberali essenziali, interesse nazionale sempre da salvaguardare ( guardate che sta succedendo in Sicilia) rispetto delle istituzioni democratiche per sconfiggere un certo cesarismo in cui indulge Berlsuconi.

Sembra che il nostro premier voglia vivacchiare in un Italia gestita dalla mafia in tre, quattro regioni e dal clientelismo antimeritocratico nelle altre. E lui in mezzo a far spettacolo con dichiarazioni e leggi non utili erga omnes.

Voglio esser chiaro: non credo che Berlusconi sia un dittatore per lo stesso suo profilo umano ma cià non toglie che non occorre lasciare una impronta antistituzionale troppo a lungo perchè altri potrebbero successivamente approfittarne e non con la buona fede di Silvio Berlusconi.

Anzi sarò più esplicito : ritengo che vadano subito fornati dei gruppi parlamentari dentro il pdl che sviluppino questo tipo di battaglia , in modo da arginare non tanto la Lega in quanto tale o il cosidetto berlusconismo, ma il chiacchiericcio dell’annuncio che non porta mai a fatti concreti.

Riforme e subito. La pressione fiscale ha raggiunto livelli  inimmaginabili neanche in uno stato di crisi,  occorre passare alla riforma fiscale, ora e subito prima che scompaiano centinaia di migliaia di piccoli imprenditori  soffocati dalla banche.

Ora o mai più.

Alfredo Cantera


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Si comincia cancellando i fratelli scomodi, si finisce prendendo voti dalla mafia.In mezzo disturbi della memoria e della personalità…

La LEGA di GianDomenico Bossi ( nella foto mentre pesca le anguille sul Po ).

Ascoltando quel che dicono Bossi e soci oggigiorno, vien da pensare che il Bossi che strepitava contro il mafioso di Arcore nel 1994 fosse un’altra persona, fosse il fratello sveglio.

Ebbene ho scoperto che quest’ultima constatazione, che sembra un battuta, corrisponde invece a verità.

Non tutti sanno quel che ho scoperto spulciando all’anagrafe del Bossi e cioé che l’Umberto ha un fratello il quale, a differenza del più conosciuto Umberto, non ha studiato alla Scuola Radio Elettra, scuola a cui peraltro,  il capo della Lega si iscrisse per puro caso e con risultati scarsi.

Infatti Umberto era abbonato all”Intrepido, un fumetto famoso degli anni ’70, che distribuiva moduli di iscrizione alla autorevole istituzione scolastica. E l’idea di iscriversi gli venne proprio in uno di quegli interminabili pomeriggi estivi passati in campagna a mangiare polenta fritta con le rane ed a leggere fumetti sotto un albero di pero.

Decise infatti di studiare un po’ , visto che non aveva voglia di far null’altro in quel periodo.

Suo fratello GianDomenico ha invece avuto un’altro percorso, di maggiore spessore culturale, che lo portò alla guida della Lega e poi agli inizi degli anni ’90, sugli scranni del parlamento.

Alcune parti esemplificative di ciò che disse GianDomenico Bossi nel discorso alla Camera del21 dicembre 1994.

(Ndr: questo intervento del senatore Bossi è stato rimosso dal sito web della Lega, come anche la stessa esistenza di GianDomenico, cancellata per superiori ordini: non c’é più traccia neppure nelle foto)

“Onorevole Presidente del Consiglio io parlerò di cose politiche. Ritengo che la sua esposizione meriti poca considerazione in quel senso; soprattutto il fatto che lei abbia consegnato alla stampa prima del dibattito parlamentare il suo intervento direi sottolinea quanto debole sia in lei il senso dello Stato e delle istituzioni…”

“….La Lega decise di aderire al Governo Berlusconi, superando le legittime resistenze di suoi elettori e della totalità dei suoi militanti verso l’inquinante contiguità con la frangia fascista missina…”

“…La nostra fu una scelta che non era conseguente ad alcun accordo elettorale precedente. La Lega aveva sempre ribadito a Berlusconi che mai e poi mai avrebbe potuto governare con il trasformismo fascista, che mai e poi mai avrebbe stretto accordi elettorali con alleanza nazionale, onorevole Presidente, il partito neoassistenzialista e “democratico” (lo metto tra virgolette, considerando la vischiosità delle origini e l’oscurità del progredire di tale partito, direi del trasmutare di questi ultimi anni)….”

“…La Lega portava a Berlusconi la dote maggiore sul piano politico. La distruzione del sistema centralistico e partitocratrico: questa è la dote. Portava in dote la lotta di liberazione democratica che, avanzando a folate sotto una gragnuola di colpi del vecchio regime, aveva atterrato le oligarchie craxiane ed andreottiane…”

“..I patti richiedevano inoltre l’immediata approvazione di una legge antitrust che eliminasse il monopolio della Fininvest e che favorisse il rinnovo strutturale della RAI-TV restituendo ai media la loro libera e democratica funzione per informare imparzialmente ed obiettivamente l’opinione pubblica. I patti richiedevano la netta separazione fra gli interessi personali del Capo del Governo e la sua funzione di altissimo pubblico ufficiale…”

“…Lei in campagna elettorale ha promesso milioni di posti di lavoro, ha promesso di risolvere il secolare problema meridionale, di garantire la pace sociale,…”Ho fatto un sogno: rendere perfettamente trasparente questa casa e restituire lo slancio alla società civile.” Si ricorda queste parole, Presidente Berlusconi? Lo sosteneva alla presentazione del Governo alla Camera. In realtà, il sogno non ha fatto sognare che lei; avrà consolidato il suo potere personale, ma non ha risolto uno solo dei tanti fattori di crisi del paese…”

“…Insomma, un Governo che ha inteso la governabilità come fine a se stessa, il potere per il potere, la governabilità per la governabilità (la vecchia e collaudata massima di Bettino Craxi)! Si è trattato non solo di un Governo non intenzionato ai cambiamenti, ma di un Governo dei conflitti con la magistratura e con il sindacato, un Governo del controllo dell’informazione!…”

“…Questa non è e non sarà mai più, onorevole Berlusconi e onorevole Fini, la Camera dei fasci e delle corporazioni!Onorevole Presidente, mi consenta di ricordarle che lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio…”

Dopo questo passaggio traumatico, i poteri che contano fecero fuori GianDomenico, troppo poco malleabile e stravagante – pensate che andava in giro in camottiera anche d’inverno – e misero al suo posto il fratello Umberto , che invece ebbe subito un certo feeling col silvietto di Arcore e la storia d’Italia prese un’altra piega.

GianDomenico dopo esser stato trombato ebbe un forte crollo psicologico ed ora lo potete trovare , quando non smaltisce enormi sbornie notturne dentro una capanna , alle foci del Po verso Comacchio che pesca anguille su di un bascone di un amico…

La LEGA di Umberto

«Le regole sono regole per tutti e vanno rispettate. Il mondo non può essere dei furbi». Questa è stata la dichiarazine di  Milena Cecchetto, il sindaco leghista di Montecchio Maggiore. In questo paese della provincia di Vicenza otto bambini delle elementari e della materna, due italiani e sei stranieri, si sono dovuti accontentare di un menu differenziato. Non pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta come tutti gli altri. Ma una bottiglietta d’acqua ed un panino. «Riduzione del pasto», così l’ha chiamata il sindaco, perché i genitori dei piccoli non avevano pagato la retta della mensa.

Qualche giorno fa, alcuni attivisti, militanti della lega nord hanno  distribuito al mercato di SanSepolcro (per una pura “coincidenza” fù li che venne fondato il fascismo) confezioni di sapone liquido con la dicitura ben visibile :” per lavarsi le mani dopo aver toccato un immigrato “!

Stesa cosa accaduta  nella provincia di Arezzo. I militanti della Lega Nord hanno distribuito  delle bustine  contenenti sapone liquido con l’avvertenza di usarlo dopo aver toccato un immigrato.

Che dire? Poco o nulla. Se non che esistono comunque maiali di altri colori appartenenti alla porcilaia fascista.

Hanno tutti una cosa in comune :  disturbi di memoria accompagnati a disturbi dell personalità. Prendi ad esempio La Russa e De Corato in quel famoso ritratto con la magliette innegianti al loro eroe del tempo, Antonio Di Pietro.

Sono indubbiamente due personaggi molto disturbati.

Come tanti leghisti che andavano in parlamento col cappio e dicevano cose inenarrabili sul loro futuro alleato Berlusconi ( “maiale mafioso” era la più tenera…), la destra allora era ancora legalitaria. Successivamente avvicinandosi al boss ( nelle intercettazioni lo chiamano”il capo” neanche fosse Al Capone), hanno dimenticato i principi ed i valori e si sono modernizzati adeguandosi alla concezione proprietaria e gangsteristica della politica.

Oltre che alla memoria ed alla personalità, la porcilaia fascista di ogni colore ha un’altra cosa in comune: una certa irrefrenabile predilizione per l’illegalità ed il crimine organizzato.

Registrata dagli inquirenti una riunione degli uomini di Messina Denaro alla vigilia delle elezioni 2006: ‘Se vincono i comunisti ce ne dobbiamo andare’

La conversazione dei mafiosi viene registrata la mattina del 6 marzo 2006 e i fedelissimi del capomafia accusato di omicidi e delle stragi del 1993 di Milano, Roma e Firenze, commentano negativamente il ritorno dei ‘comunisti’. Sembra una riunione elettorale con i massimi esponenti di Cosa nostra che tifano per il Cavaliere. I favoreggiatori del latitante ripetono spesso che l’eventuale vittoria della sinistra li avrebbe “consumati”.

Con Ippolito è finito in manette anche Salvatore Messina Denaro, fratello di Matteo, il quale aveva costituito la base operativa dei favoreggiatori proprio nell’autofficina. Ippolito, dopo aver appreso le direttive politiche imposte da Matteo, commenta che “le leggi non sono più come una volta…” e aggiunge che “ora le cose sono cambiate…” e invita gli altri mafiosi a sostenere Berlusconi. L’uomo di cui si fida Messina Denaro insiste sul fatto che “se tornano i comunisti” i mafiosi “possono andar via da Castelvetrano. Anzi ce ne possiamo andare dall’Italia se salgono”. E poi conclude: “Prodi, questo babbu! ci consuma a tutti…”.

Tu devi votare Ignazio e Fidanza. Non facciamo cagate, quello sarà il nostro futuro“. Michele Iannuzzi, consigliere comunale del PdL a Trezzano, parla chiaro al telefono in un’intercettazione pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano. L’inchiesta è quella della Direzione Investigativa Antimafia che ha portato al suo arresto e a quello di Alfredo Iorio, imprenditore lombardo considerato un lobbysta della ‘Ndrangheta. Il quale ha già raccontato di aver pagato una serie di cene elettorali in cui era presente anche Silvio Berlusconi.

Crazyhorse70


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UN FLOP PIENO DI ODIO E SCARSO DI PERSONE (2° PARTE)

Ecco altre  foto ancora più eloquenti sul flop del berlusca, che solo 4 anni fa aveva riempito la piazza ed i dintorni in un manifestazione contro Prodi del dicembre 2006.

Brutta giornata per le destre anche per altri motivi.

Due manifestazioni “minori”, oscurati dai TG di regime,  hanno avuto più successo di quella tanto pompata prova di debolezza del nano.

A Roma un corteo foltissimo di circa 80.ooo persone per protestare contro la privatizzazione dell’acqua ha riempito le vie del centro: nè comparse, nè veline nè gente pagata, solo persone incazzate per il furto di un bene essenziale ed indisponibile commesso da questo governo.

Milano, in 150 mila al corteo anti-mafia Don Ciotti: ”Impegniamoci tutti di più” Manifestazione anti-mafia organizzata da Libera e Avviso pubblico, si è snodata da porta Venezia fino a piazza Duomo. Tra la folla un’enorme bandiera della pace sorretta da decine di ragazzi. L’iniziativa per ricordare le oltre 9oovittime di tutte le mafie.

Tra la folla dei manifestanti spiccavano una enorme bandiera della pace sorretta da decine di ragazzi e uno striscione in ricordo dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

A proposito di Borsellino, che una volta era l’eroe della destra legalitaria ed antimafia ( quando esisteva un destra che a buon diritto si richiamava a ciò…) alla manifestazione della PDL a Roma è stato sbertucciato inserendolo tra i tarocchi, ovvero i personaggi da insultare e condannare insieme a Di Pietro , De Magistris,  Santoro, ecc.

Borsellino farà la fine di Di Pietro e dopo essere osannato per decenni sarà prima dimenticato e poi sbertucciato dal popolo dell’amore che idolatra Berlusconi?

La loro dignità personale, il valore che danno ai loro ideali è cos’ì basso ed infimo che per inseguire un rapinatore politico come berlusconi vendono i loro padri spirituali,  svendono tutto ciò che resta , poco, dei loro ideali?

Ecco un altro esempio di banderuola, il ministro La Russa(  qui sotto con De Corato), quando osannava a Milano Antonio Di Pietro inseguendolo e pregandolo perchè dicesse in qualche dichiarazione” qualcosa di destra” sì da sfruttarlo elettoralmente…

Per non dire dei leghisti che consideravano il Berlusca poco meno di Al Capone e Toto’ Riina e che ora gli reggono la coda passando armi e bagagli dalla parte del crimine politico.

La stopria non ha nascondigli e prima o poi vi verrà a chiedere conto di queste scelte.

Terza brutta notizia : il Consiglio di Stato ha biocciato l’ennesimo ricorso contro la decisione di estromettere la lista PDL dalle elezioni regionali del Lazio, decisione in precedenza confermata dal TAR.

8 ricorsi 8 sconfitte…

Inoltre la regione ha confermato anche nel Lazio le elezioni per il prossimo 28 marzo come nel resto d’Italia.

Se a ciò aggiungiamo il flop di Roma non é stato un bel sabato per i berluscloni.

Checchè ne dica qualche illuso sfigatello di passaggio, la gente berlusconica è stanca, meno motivata e convinta di un tempo, illusa sulle tasse , sul bollo auto, sull’IRAP, sul federalismo, sulla tolleranza zero, presa in giro su tutto il resto.

Assiste un po’ annoiata ed un po’ incazzata ( sempre piu’ la seconda che la prima) al teatrino  della giustizia fai da te, delle leggi ad personam, della tangentopoli milanese e della corruzione mafiosa dappertutto.

E poi questi governano ( per modi di dire…) ma insultano e si lamentano come fossero all’opposizione da vent’anni.

Mentre  l’economia va a rotoli e si cominciano a sentire i morsi veri della crisi.

Sempre meno disposta a seguirlo ed anzi in procinto di lasciarlo, questo pomeriggio mancavano in molti all’appello, non certo fra i  generali ma fra la  truppa, scarsetta assai.

La seconda scarica gli arriverà alle elezioni : la destra  – anche qualcuno qua dentro – aveva asserito convinta che la sinistra sarebbe rimasta solo nell’appennino tosco-emiliano.

Ora i sondaggi li hannno “convinti” a più miti consigli e pare comincerebbero ad accontentarsi di vincere 7 regioni a 6 : che banderuole, come sempre!!!

Ma anche come banderuole pare possano perdere…

Rosellina970


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Il sindaco leghista rimuove la targa dedicata a Peppino Impastato: “Meglio onorare personaggi locali”

La notizia é davvero sconfortante, questi  sporchi individui senza memoria meriterebbero di fare una brutta fine, la stessa che fanno fare con il loro silenzio ed il loro egoismo rancoroso a  chi coraggiosamente combatte tutti i giorni per un mondo migliore. Negli ultimi tempi ci stanno provando anche con Roberto Saviano: cominciano coll’ignorarlo, con lo storpiarne il nome fino ad isolarlo. Invece noi ne parleremo sempre più spesso.Non abbiamo altra arma per tenere in vita quei pochi che ancora provano a cambiare il mondo.

Ricevo questa nota di San Precario e volentieri la pubblico ricordando la memoria di Peppino Impastato che con le sue denuncie da Radio Aut divenne un avamposto della resistenza contro il potere e la mafia e per questo fu giustiziato. Per non dimenticare occorre spesso ritorvarsi a ricordare … http://www.peppinoimpastato.com/

Rosellina

Il sindaco leghista della nuova amministrazione del Comune di Ponteranica, in provincia di Bergamo, ha fatto peppinoimpastatorimuovere dalla biblioteca la targa, posta l’anno scorso, dedicata alla memoria di Peppino Impastato, giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978.
La motivazione: meglio onorare personaggi locali. Nel caso specifico, il sacerdote Giancarlo Baggi, morto nove anni fa. In realtà, la targa a Impastato sarebbe potuta rimanere fino al maggio prossimo, visto che per dedicare la biblioteca al sacerdote occorre, secondo la legge, aspettare che scadano i dieci anni dalla morte. Ma il sindaco Cristiano Aldegani (che aveva anche tentato di agire con procedura d’urgenza ma era stato stoppato dalla prefettura) ha voluto comunque togliere la dedica al giovane siciliano per sostituirla, nel frattempo, con la semplice scritta ‘Biblioteca comunale di Ponteranica’. Nei giorni scorsi, la notizia era arrivata all’associazione Libera e all’associazione ‘Peppino Impastato’ che con l’Arci di Bergamo si erano appellate ad Aldegani mandandogli una lettera per chiedergli un incontro al quale avrebbe partecipato il fratello di Peppino Impastato per cercare di fargli cambiare idea, informandolo anche della loro ‘ferma determinazione a porre in campo tutte le iniziative di tutela della memoria di Peppino’.
Ma il sindaco e’ andato avanti per la sua strada.

San Precario – 10 settembre 2009

La nota di San Precario  su FB http://www.facebook.com/profile.php?id=1631614893&ref=profile#/notes.php?id=1199720650


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Controinformazione a 4 mani sulle ultime magagne del governo: superpost estivo con notizie , commenti, rabbia, musica e “sottile” ironia … 2° parte

INNSE – MILANO – La INNSE di Milano, acquistata dal gruppo Camozzi di Brescia dopo una estenuante trattativa durata 15 ore, riprenderà la produzione il 1° ottobre. .

operaioin lottaIo credo che il merito della vittoria , se tale sarà, vada solo ed esclusivamente ai lavoratori che con tenacia hanno creduto e lottato e poi vinto.

Merito anche alla FIOM che con Rinaldini e Cremaschi si è schierata compatta coi lavoratori. Questo è il sindacato che vogliamo. Loro i padroni fanno la lotta di classe contro di noi non vedo perché noi dovremmo abdicare .

Quando il sindacato non concerta,  non cogestisce,  non fa la casta, non piazza i suoi nel CDA ,  vince .

Quando fa il sindacato cioè tutela gli interessi reali dei lavoratori e non i propri interessi partitici,  vince.

Torba di Gramigna

ps . ultima ora :

sette operai su di una torre del CIM a Marcellina, 4o KM da Roma resistono già da 48 ore ” faremo come la INNSE

in loro onore e solidarietà metto il video di Pablo, vecchia canzone di De Gregori

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ROMA – Il dibattito politico di agosto si infiamma sulle gabbie salariali dopo l’ok di Berlusconi alla Lega. Dopo i razzisti della Lega Nord, anche Berlusconi nel suo primo giorno di ferie riprende la questione dell’instaurazione delle famigerate ‘gabbie salariali’”.

Altre stupidaggini per distrare l’attenzione e crearsi precedenti per ricattare scelte successive sui fondi da stornare al nord.

Infatti, l’ultimo annuario Istat, riferito al 2008, racconta una storia diversa. Il reddito medio equivalente delle famiglie in tutte le regioni del Mezzogiorno risulta inferiore al dato nazionale. In Calabria è inferiore del 29,7 per cento, in Basilicata del 29,6 per cento, in Sicilia del 28,5 per cento, in Puglia del 20 per cento. Il reddito medio è di 30.500 euro al Nord e di 22.400 al Sud.

Le differenze dei prezzi tra Nord e Sud sono reali, anche se poi si scopre che i prezzi di alimentari, abbigliamento e arredamento nel Mezzogiorno sono quasi equivalenti (3 per cento in meno) a quelli del Nord e che addirittura la benzina, al Sud pieno di raffinerie, costa il 2 per cento abbondante in più. Un mutuo per la casa o un finanzi amento all’impresa continua a restare più caro al Sud, con tassi superiori a quelli concessi al Centro-Nord. Inoltre i  decerebrati minorati della lega dimenticano la carenza di infrastrutture e servizi nel Mezzogiorno aspetto che, infatti, fa aumentare il costo della vita.

Anche pericolosi organi comunisti di informazione della Confindustria e di Bankitalia si mostrano scettici, portando dati precisi.

Bankitalia, busta operaio al Sud -15% ROMA – La busta paga di un operaio dell’industria al Sud è, in media, ‘piu’ leggerà di un 15% rispetto a un collega del Nord mentre un impiegato meridionale del settore industriale guadagna anche il 22% in meno. Le divaricazioni Nord Sud emergono nei reporti di Bamkitalia che evidenziano come i salari al Sud siano inferiori del 15% a quelle del nord E un mutuo per la casa o un finanziamento all’impresa continua a restare più caro al Sud, con tassi superiori a quelli concessi al Centro-Nord.

Inoltre tale scemenza oltre che iniqua ed ingiustificata è anche stupida ed autolesionistica perche’ porterebbe nel sud ad una drastica riduzione dei consumi di prodotti in larga parte prodotti al Nord, creando cosi’ un pericolosissimo circolo vizioso meno consumi, meno produzione, meno occupazione.

Lo stesso articolo 36 della Costituzione, prevede una retribuzione per il lavoratore proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e non ad altri fattori di incerta catalogazione e verifica.

Senza dimenticare  che la disoccupazione nel meridione tocca livelli molto più elevati: generalmente con un normale stipendio vive un nucleo familiare piuttosto numeroso.

Ma non é meglio che si vadano a fare un bagno questi scemi razzisti invece di straparlare tutti i giorni?

Crazyhorse70

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Prendiamoci le badanti e diamo in cambio per ognuna di loro 10 leghisti

E’ proprio vero che la lotta di classe non va mai in vacanza

Lo sapete ora quanto costa regolarizzare una badante? 500Euro, giustificabile solo con l’odio, il disprezzo, lo stivale del più forte libero di schiacciare il più debole.

La retorica antitasse leghista evidentemente non vale quando bisogna accanirsi con le moldave e le ucraine che puliscono il culo ai nostri vecchi. Le badanti possono pagare, su di loro lo stato ha il diritto di vessare, per loro le tasse non sono un furto. In provincia di Ancona hanno messo sotto sequestro la villetta a schiera di una coppia di novantenni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Colpirne uno per educarne cento.

Contro di voi fascisti e leghisti nessuna tregua, mai.

Torba di Gramigna

Ascolta e canto con me i figli della stessa rabbia

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Come sono le donne della destra: così

Ecco un esempio di una donna di destra che è arrivata al successo per meriti , come la Gelmini e la Carfagna per silvioe pascaleintenderci

«Se abbassi la mutanda si alza l’auditelle…» canta Francesca Pascale, solo ieri show girl in cerca di fortuna, poi fotografata all’aeroporto di Olbia in partenza per Villa Certosa, e oggi politica in ascesa, nientedimeno che responsabile provinciale Pdl allo spettacolo e sport della Provincia di Napoli. «Ora sogno Montecitorio…

GUARDA IL VIDEO DI «TELECAFONE»

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Ed ora un pò di risate per esorcizzare questo periodo di …cacca

L’idea di Salvini : metti i nemici su Facebook

di Francesca Fornario

Prosegue lo scontro sulle gabbie salariali proposte dalla Lega per alzare gli stipendi al nord. Il Vaticano affida alle parole di Monsignor Fisichella una critica durissima: «Dividere il paese in un’Italia del nord e una del sud è un grave errore perché, a quanto ci risulta, la Terra è piatta». Contrari anche i sindacati. Guglielmo Epifani della Cgil e Raffaele Bonanni della Cisl stavano per esprimere un parere unanime quando se ne sono accorti e si sono accapigliati per stabilire se fosse migliore il romanzo di Scurati o quello di Scarpa, pur ammettendo di non avere tempo di leggerli. La Lega incassa le polemiche e rilancia: per motivare gli elettori in vista delle regionali, deve imbarcarsi in nuove crociate. Dopo gli stranieri e gli stipendi del sud, La Padania si scaglia contro i bagnini, i diabetici, i Dik Dik, le begonie e l’eye liner, mentre Matteo Salvini presenta un rivoluzionario progetto di legge che consentirà agli utenti di Facebook di aggiungere nuovi nemici. Per il ministro Zaia le gabbie salariali sono il primo passo di una più organica riforma del lavoro ispirata al testo di riferimento del federalismo, «Asterix il Gallico»: «La riforma sarà completa quando gli operai del nord-est berranno una pozione magica»………….

Continua qui

12 agosto 2009