LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Pensavo fosse amore, invece era un calesse. Non esistono guerre giuste, neanche questa.

Premesso che non esistono guerre giuste, non esistono consessi internazionali che vigilino sullo stato delle democrazie con l’intento di diffonderle e proteggerle.

Esistono solo interessi economici e finanziari degli stati e delle grandi multinazionali, interessi confliggenti tra loro e che devono essere coordinati e sistemati. Talvolta per far questo servono crack finanziari, altre volte accordi commerciali col benestare del FMI , veri genocidi intrinsecamente diabolico ( alcuni accordi commerciali internazionali hanno fatto milioni di vittime in alcune parti del mondo)

Dobbiamo sempre rammentarlo altrimenti il virus mediatico del finto romanticismo ipocrita del pensiero liberale ci prende alla gola e ci soffoca anche il cervello.

Non è che Bush con la guerra umanitaria unilaterale abbia esaurito i mezzi ipocriti con cui l’occidente fa affari da secoli ammantandosi di umanitarismo più o meno compassionevole.

Nè puo’ pensarsi che la presenza del primo afroamericano al potere negli USA abbia di per sè modificato l’assetto degli interessi e le procedure previste per garantirsi la migliore sistemazione degli stessi.

Certo ora si è più attenti a preparare certe tavole apparecchiate con il consenso preventivo di tutti e ciò puo’ essere un bene, ma lo Yemen o l’Arabia Saudita attuali ed il Ruanda di qualche anno fà  rimangono cibo che nessuno si vuol mangiare, domande  senza risposta, dittature senza censura.

Premesso ciò occorre ammettere che questa libica sembrava il continuo della guerra di liberazione intrapresa dalle masse del Maghreb.

Ma non è cosi’, solo ragionandoci un po’.

La fame e la libertà.

Sarà la maggiore potenza della cricca intorno a Gheddafi , sarà il livello economico  estremamente superiore del cittadino libico medio rispetto ai suoi fratelli del ,Maghreb, sarà la divisione estremamente tribale della società, ma c’è qualcosa di diverso in questa crisi, sia totto il profilo della fame che della libertà.

Difatti anch’io, dopo una iniziale simpatia più che altro mediatica e contestuale ( è facile pensare che fenomeni politici continui  geograficamente e temporalmente lo siano anche nella sostanza), comincio a farmi delle domande.

E se fosse questa libica una rivolta eterodiretta da qualcuno, per scalzare infine l’arcinemico Gheddafi approfittando dell’epidemia rivoluzionaria che colpisce il nordafrica?

E se invece fosse vero che trattasi di una rivolta spontanea, ma che si configurasse  comunque come un’occasione da non perdere per riprendersi il Paese e soprattutto i suoi ricchi giacimenti, e il solito qualcuno stia frettolosamente pianificando il dopo-Gheddafi?

Leggete in alto  il grafico coi flussi e capirete subito chi ha interesse ad approfittare della crisi per modificare quel quadro e chi invece preferiva maggiore prudenza.

In passato quasi tutti di recente han fatto affari con Gheddafi. Da noi in particolare. Di qui la sicumera con cui tutte le istituzioni e le grandi aziende del Paese – dall’Eni alla Fiat passando per Unicredit – si sono concesse negli scorsi anni e specialmente mesi al leader libico, dandosi di gomito e autocomplimentandosi per la furbizia e la spregiudicatezza nel fare affari con Gheddafi, contando sul fatto che tanto lui e i suoi figli sarebbero rimasti al potere per sempre, e accettando di umiliarsi nelle sue buffonate pur di guadagnarci.

Le recenti pantomime vergognose di Berlusconi sono ancora fresche e sotto gli occhi di tutti.

Ebbene quel mondo di italiani furbetti è stato punito e noi con loro ( per gli effetti successivi) : se la rivoluzione libica si compierà, probabilmente le nostre aziende saranno cacciate dalla Libia a calci nel sedere, se non peggio; se non si compierà, probabilmente scatterà un embargo internazionale verso la Libia che distruggerà i loro affari.

E in più, a noi italiani resta in mano un’ultima domanda: ma se abbiamo fatto affari con Gheddafi considerando i libici un mucchio di fessi inermi che non l’avrebbero mai cacciato, come possiamo lamentarci di quando all’estero ci considerano tutti un mucchio di fessi inermi che continuano a tenersi Berlusconi?

Non è una rivoluzione di popolo .  A differenza dell’Egitto, la Libia non ha masse di disperati urbani, in parte perché il regime ha adottato un sistema paternalistico/assistenziale che evita gravi forme di miseria, ed in parte perché mancano proprio le masse, dato che si sta parlando di un Paese spopolato, pieno di immigrati da altri paesi.

Tutto ciò perchè la Libia non è un Paese povero e privo di risorse, ed anzi contribuisce a tenerci al caldo, a fornirci energia elettrica e a far camminare le nostre automobili. Se dovesse restare in una condizione di tumulto permanente potremmo averne pesanti conseguenze. Se invece Gheddafi dovesse cadere, chiunque lo sostituirà come prima cosa metterà le mani sui giacimenti e rivedrà tutti gli accordi in essere.

Posto che si tratterà di un esponente anti-Gheddafi, sia se espressione della volontà popolare rivoluzionaria che in alternativa come espressione dell’occidente( più probabile), il risultato è che saranno cavoli amarissimi: il nostro governo è pappa e ciccia con Gheddafi da sempre, non saremo certo i primi della lista a godere delle nuove concessioni. C’è una fila lunga chilometri che attende da anni, e che noi abbiamo spernacchiato per troppo tempo.

Per molti non resterà che confidare nella diplomazia ENI che dovrà fare i salti mortali.

In realtà, per tutto ciò che riguarda l’energia, è l’ENI, e soltanto l’ENI, il detentore esclusivo e storico di ogni iniziativa della politica estera italiana. Anche i colossi UniCredit, Impregilo e Finmeccanica, per i loro affari in Libia, si sono agganciati alla cordata dell’ENI.

L’effettiva capacità di Berlusconi di sostenere il suo presunto asse preferenziale con Gheddafi si è potuta verificare a Bruxelles, quando il non-ministro degli Esteri Frattini si è accodato supinamente ad una posizione di condanna verso il regime libico, ispirata per di più da un Paese in palese situazione di conflitto di interessi come la Gran Bretagna, che nella vicenda ha sposato ovviamente le tesi della sua multinazionale del petrolio, cioè la ex British Petroleum, oggi Beyond PetroleumLe recenti dimostrazioni di appettito francese ed inglese

Poi sono venuti ieri i raid dei francesi che non vedono l’ora di acquistare nuove aree di interesse militare e petrolifero dopo i problemi avuti nelle loro storiche zone di influenza prorpio recentemente con le rivolte liberali, certamente piu’ autentiche , degli ultimi mesi.

Insomma, noi abbiamo perso comunque, la faccia ieri ed oggi, gli affari domani. Che almeno non si aggiunga a tutto ciò qualche incidente di mira con annesso crimine di guerra sui civili.

Rosellina970


1 Commento

Europa islamica ?

La visita di Gheddafi in Italia dire che  mi ha sconcertato è dire poco.

La speranza che la religione islamica diventi la religione  di tutti i paesi dell’Europa…è a dir poco allucinate.

tanto quanto aver dato pubblicità a questa esternazione…..( noto con grande rabbia-giusta- dei leghisti )

E poi sulle donne…..

200 hostess. ….500  secondo altre fonti…pagate, non pagate non è chiaro

la lettura del Corano a queste hostess..

i tentativi di conversione….

forse qualche conversione….

le lezioni di come si trattano le donne….

Gheddafi: donne in Libia più rispettate che in Occidente

«Il colonnello ha detto che in Libia la donna è più rispettata di quanto si pensi in Occidente. In Libia si preferisce che la donna faccia dei lavori più femminili, ma ciò non significa che non sia libera di scegliere, Per spiegare il colonnello ha fatto l’esempio di una donna che guidi un treno o di una donna minatore: in Libia le donne possono fare questi lavori, ma si preferisce che facciano qualcosa che sia più adatto al loro fisico». Questo è quanto riferisce Elena Racoviciano, una delle 200 hostess convocate oggi per allietare il capo di Stato libico. Che ora incontra il premier Berlusconi nella tenda da beduino montata nel giardino della residenza dell’ambasciatore libico a Roma. Subito dopo Berlusconi e Gheddafi inaugurano una mostra fotografica nella sede romana dell’Accademia libica.

C’è chi contesta il leader libico. «Siamo qui per consegnare la laurea “horroris causa” al colonnello Gheddafi», ha dichiarato il senatore dell’Idv Stefano Pedica, che sta facendo un sit in di protesta, insieme ad un gruppo di manifestanti dell’Italia dei Valori, davanti all’ambasciata libica.

E attacca: l’agenzia che ha fornito le hostess al leader libico Muammar Gheddafi «va chiusa perché istiga alla prostituzione. Hanno dato un’idea indegna dell’Italia e delle ragazze».

segue qui

perchè ?

mi chiedo il  perchè di questo circo, a cui non sono mancati gli animali ( cavalli ) , le tende beduine installate nei cortili di  “zone ” libiche…e tanto altro ancora

mi chiedo se siano  solo frutto di una provocazione orchestrata da una mente malata….

e se fossero invece segnali di un picco discendente dell’arretramento culturale  in cui l’Italia è sprofondata  alla velocità della luce negli ultimi due anni ?

penso che non so cosa sia meglio e intanto, con una mano alla fronte , cerco di  resistere ai conati che mi assalgono………

Franca C.


29 commenti

Scacco matto in tre mosse di Berlusconi contro i suoi nemici interni alla chiesa, all’europa e nei media.

Con tre mosse efficaci Berlusconi esce dall’angolo dove  lo teneva il gossip internazionale e colpisce i suoi nemici nascosti nella chiesa , in europa e nei media.

Dimenticato l’opposizione politica? No quella si fa male da sola…

In poche settimane se ne vedranno gli effetti, ma già ora il terremoto e la sua gestione appare per quel che é  in sostanza, ovvero un gran successo del Premier.berlusconi_giovane

La politica Italia – Libia é anch’esso un grande successo storico , culturale , politico e commerciale del nostro paese e presto se ne vedranno i frutti.

L’attacco di Feltri é in effetti l’inizio di una inversione di tendenza con la stampa nemica : basta con le lezioni di morale, ora toccherà a voi soffrire , voi che avete scelto questo terreno infame e violento di scontro politico.

Chi di infamità ferisce…

Terremoto

Siamo avanti nel crono programma per la consegna delle case agli sfollati che avverrà entro fine novembre. Grazie alla costante pressione e presenza del premier ed alla grande organizzazione della protezione civile ( Bertolaso) le cose si stanno facendo in fretta come non mai.

E questo nessuno lo può smentire.

Il resto son chiacchiere e riflessioni filosofiche su presunti modelli di sviluppo oppure speculazioni sul futuro e processi alle intenzionio indimostrabili.

Ma i dati e fatti finora noti sono positivi.

Gli aquilani  – pur preoccupati e pieni di problemi  – danno un giudizio positivo dell’alacre Silvio Berlusconi che sta facendo velocemente più di quanto promesso, date le condizioni di partenza.

Certo poi ci sono i corvi inutili e petulanti bravi solo a speculare sulle comprensibili paure del futuro dei terremotati , ma sono esseri indegni che scambianmo il particolare emotivo con il quadro generale razionale e fanno disinfomatja come la PRAVDA sovietica di un tempo.

Trattato di amicizia con Gheddafi

sono decenni che ripetutamente tutti i governi provano a trattare con la Libia la questione del risarcimento danni per l’occupazione italiana ma non ci sono riusciti con danni ulteriori , viste le nostre priorità commerciali e le necessità energetiche .

Ebbene ora abbamo chiuso la questione coloniale con la Libia. La festa delle vendetta e’ diventata la festa dell’amicizia. Ci sono gia’ ottimi risultati per i nostri imprenditori, a partire da Finmeccanica ed Eni.

Ottimi risultati per il nostro bisogno di gas e petrolio e per il rigore contro l’immigrazione clandestina.

Quando lo corteggiavano inutilmente i sinistrici Gheddafi era un affascinante e simpatico rivoluzionario in chiave anti imperialista, un leader della chimera ideologica del “nuovo Mediterraneo” crogiuolo di popoli, culture e civiltà  che molti scemi da centri sociali  aveva eretto a statista del terzo mondo .

Oggi che con poche mosse Berlusconi ha chiuso la questione Gheddafi è tratteggiato da Franceschinello e vari epigoni come un pericoloso terrorista da allontanare, una specie di Pinochet.

Ed i respingimenti?

Fatti : tra il 1 maggio e il 30 agosto del 2008 – ha ricordato Maroni di recente – sono arrivati in Italia 14mila clandestini. Nello stesso periodo del 2009 ne sono arrivati 1.300.

Il sistema funziona e in questo modo si evitano tragedie. Diminuzione del 94% degli sbarchi dopo questo accordo significa coerenza col programma e risoluzione di un problema che la sinistra aveva aggravato

Quanto al diritto di asilo nelle condizioni date io non ho paura di passare per cinico estremista  e confesso che per me  trattasi di un orpello giuridico ipocrita e fastidioso.  Rappresenta quella europa  che parla bene e razzola male , quella europa che raccomanda il diritto d’asilo in teoria ma lascia soli i singoli stati più esposti , molti dei quali a differenza nostra ( vedi spagna e grecia), compiono veri e propri assassinii di massa in mare spacciandoli per incidenti di cui poi  si dispiacciono,  continuando a fare i buonisti nelle sedi internazionali ed a massacrare negri in mare . L’Europa Socialista di Zapatero che spero si tolga presto dalle palle!

Noi coerentemente respingiamo i clandestini nel rispetto dell’umanità e lottando per produrre il risultato politico di spingere ad accordi concreti, come con la Libia, per cui saranno i paesi delle coste da cui partono a dover distinguere gli asilanti dagli altri. Se non lo fan loro chissenefrega, noi respingiamo tutti!

A meno che non si vogliano costruire enormi piattaforme in mezzo al mare e destinarle ad uffici pubblici per la verifica buroscratica :  é una battuta ma se qualcuno la volesse prender sul serio che non credesse di farlo coi soldi nostri…

Feltri – Boffo

Premetto che io sono cattolico per cultura più che per intima fede e che ho un approccio realistico hegeliano con le questioni dei rapporti fra stati e corporazioni.

Guardo al concreto ed alle utilità reciproche fra due mondi che devono avere rapporti privilegiati.E vedo quanti eserciti hanno gli altri stati , quante vettovaglie cannoni e quanti aerei.

Un approccio quasi maoista come il Berlusconi MAO che immagino io ora che comincia a difendersi dai suoi tanti berlkuscamaonemici finalmente attaccando ma sempre con la sua serenità e tranquillità quasi orientale.

Facciamo un piccolo riassunto di quanta roba sia sul tavolo.

Testamento biologico,  esenzione dell’Ici sugli immobili di proprietà della chiesa cattolica , appalto alle parrocchie e alle associazioni umanitarie cattoliche di una buona parte della politica sociale facendo della Chiesa un legittimo potente protagonista del dibattito pubblico, finanziamento scuole paritarie che spesso sono cattoliche , dibattito per la revisione della legge sull’aborto, stop al divorzio breve, alla procreazione assistita, alle unioni civili.

Abbiamo giustamente evitato in ogni modo una legge sulle coppie di fatto che pure è in vigore in gran parte dei paesi europei e occidentali; le unioni gay hanno subito e subiscono anatemi di ogni tipo, anche questo giustamente; si favorisce, incoraggia ed esalta l’obiezione di coscienza alla prescrizione della pillola del giorno dopo;  si è giustamente scatenata una campagna contro la pillola abortiva Ru-486 , per non dimenticare il ricorso amministrativo recente del governo  contro l’esclusione dei prof di religione dal novero dei prof veri e propri.

Questi son fatti questo è affermare la permanenza della cultura cattolica nazionale secondo i desideri dei cittadini che hanno votato il governo

C’e’ un parte della chiesa che non contenta della politica reale del governo favorevole alle istanze vaticane si è messa in testa di fare le pulci ai comportamenti privati del premier per motivi di guerra interna Bagnasco-Bertone per chi prende le redini della politica del cardinal Ruini.

In questo contesto di lotta interna alla chiesa , si scopre che un pasdaran del conflitto antisilvio abbia avuto  frequentazioni omosessuali per le quali ha commesso un reato.

Chi lo scopre, Feltri, invece che applaudito per la libertà e l’efficacia di giornalista dimostrata ,  viene messo alla gogna.

In assoluto mi verrebbe da dire chissenefrega e passare per minimalista.

Ma non voglio sfuggire perché questo episodio anche per me é emblematico e quindi subito dopo aggiungo chilafal’aspetti oppure ” è il giornalismo bellezza” : rischio di passare per cinico?

Non penso proprio ed anzi svelo tutto il mio pensiero : quando dico che l’episodio é emblematico voglio dire che finalmente vedo in atto un tentativo legittimo ed efficace del Premier  di colpire direttamente i suoi nemici scovandoli dove si trovano –  vedi anche la giusta querela a Repubblica ed ai giornali stranieri che infangano il nome dell’Italia –  finalmente  andando al bersaglio grosso per dar loro una lezione durevole . Loro i nemici che invece di far opposizione nel merito   – e come potrebbero ? – gettano ogni giorno fango e merda sul nostro paese.

Berlusconi e Boffo:  stringendo, entrambi accusati di peccare più o meno pubblicamente contro il sesto comandamento (l’uno secondo natura, l’altro contro natura), mentre contro il primo si scaglia addosso tutta la sinistra e una parte  del clero in lotta interna, in difesa del secondo si vede una straordinaria alzata di scudi. Che cosa giustifica i due atteggiamenti così radicalmente diversi?
Diciamola tutta : un pederasta in un posto come quello non dovrebbe starci specialmente dopo tutti i processi ai preti pedofili che hanno infangato la chiesa del concilio vaticano secondo. Non certo la CHIESA che i veri cattolici hanno nel cuore e che pare finalmente riprendere il sopravvento con questo Santo Padre.

Berlusconi stia al suo posto che lavora bene per i nostri ideali e valori, Boffo se ne vada al più presto a farsi attenzionare in luoghi più consoni.

Mediolungo cattolico apostolico romano e nazionale