LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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La ragnatela di Fini contro sua maestà ormai nudo

C’é una scuola di pensiero che nel blog fa capo a Rosy che considera ininfluente ed anzi irritante occuparsi della questione politica posta da Gianfranco Fini in questi giorni.

Io non sono d’accordo. Non vedo cosa c’entri la sperabile ripresa della attività politica della sinistra-ameba di questi mesi con la valutazione di ciò che sta accadendo.

Non si tratta di mettersi con le patatine davanti alla tv come Fantozzi e godersi lo spettacolo, nè di consolarsi con l’aglietto delle sventure berlusconiche, ma di valutare  gli effetti politici medio tempore delle attività del presidente della camera.

Il giorno dopo la piazzata da mercato in risposta al suo ragionamento politico, Fini riprende a tessere la sua tela-proposta politica.

Devo dire che lo spettacolo plastico della lesa maestà mi ha fatto sorridere e non poco ed a proposito di quel documento votato alla fine della Direzione di ieri sera, va detto che non ha alcun valore politico:

– non si sa chi lo ha redatto ed in quale veste, così in fretta e furia per ordine del premier voglioso di imprigionare la minoranza

– è stato votato da 61 persone che ancora erano dentro l’Auditorium mentre la stragrande maggioranza erano già fuoriusciti

– l’esito è stato di 50 si – 11 no-1 astenuto ed un paio di finiani impossibilitati a votare pur essendo presenti.

Se fosse questo il reale rapporto di forze interno, altro che 6%, sarebbe più del 20%.

Ma stendiamo un velo pietoso sull’insignificante documento, partorito all’esito di una giornata storica per il berlusconismo: la prima volta in cui il boss le ha prese da un suo sottoposto e per di più davanti a tutti.

Fini con la sua pattuglia ed il suo ruolo può dar inizio ad una fruttuosa guerriglia parlamentare. Appropriandosi subito del nuovo ruolo ufficalmente palesato ieri, ha ripreso oggi , mentre il silvio si lecca le ferite dopo l’aggressione alla maestà, a tessere lap ropria tela.

Cronaca di oggi

Su alcuni temi di carattere istituzionale “c’e’ possibilita’ di riforme ampiamente condivise“. Lo ha detto il presidente della camera Gianfranco Fini intervenendo a Firenze ad un incontro all’Istituto Stensen“Nella bozza Violante c’erano punti di convergenza tra destra e sinistra dai quali e’ possibile partire”

L’argomento più difficile su cui “far convergere centrodestra e centrosinistra“, ha aggiunto Fini, “resta quello della forma di Governo. Non è una difficoltà insormontabile, comunque, se si lavora con una certa buona volontà. Però ognuno deve rinunciare a piantare la propria bandiera“.

Fini sta avvolgendo Berlusconi in una ragnatela che lo imprigiona come una mosca cocchiera.

E’ la prima volta in 17 anni che il mago di arcore subisce una così dura contestazione interna ed il paradosso incredibile non è che ciò sia accaduto ieri,  ma che si sia aspettato tutto questo tempo.

In palio ci sono tante cose: la prima che mi viene in mente è che ieri Fini ha posto la propria candidatura a Presidente della Repubblica in forma ufficale.

Basta  leggere i sondaggi sulla sua popolarita fra tutto l’elettorato per capire che il buon silvio non avrebbe chance. Ed è un brutto colpo, anche per i piani della Lega che sperava di accoppiare federalismo e prossimo candidato premier nel 2013, sperando nel posto lasciato eventualmente libero da silvio candidato aL colle.

Poi le riforme istituzionali, per cui forse per la prima volta c’è qualche chances.

Il futuro del PDL: dimostrando che il re è nudo, alcuni altri possibili candidati a rappresentare il centrodestra futuro potranno trovar coraggio per uscire dalle confortevoli ma asfissianti protezioni carismatiche del premier.

Per non dire del nuovo possibile assembramento centrista con Casini Rutelli e Montezemolo, come volevasi dimostrare e qua dentro già previsto più volte dal sottoscritto ( vedi qui ed anche  qui).

Sbaglia Rosellina a dire come fa in questi giorni che la sinistra non deve occuparsi di questo: sarà anche vero che farebbe meglio ad occuparsi di se stessa ma dare una occhiatina a ciò che accade a destra in questi giorni è necessario perchè gli scenari suddetti riguardano anche la sinistra, come si è visto, più o meno direttamente.

Ed il silvio rabbioso? Ha una sola arma, più passa il tempo sempre più spuntata: far precipitare il tutto verso le elezioni anticipate, per non morire lentatamente mangiato nella ragnatela…

Crazyhorse70


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Se si spegne l’ultimo lume rimasto, quello liberale, si spegne la luce…

Voglio rendere palese la sostanza , i contenuti che stanno dietro il mio atteggiamento verso  questo governo e le speranze che nutro verso Fini o chiunque mostri di voler dare una raddrizzata liberale a quello che , anche per colpa del nostro premier, è divenuto un manipolo di comparse spesso imbarazzanti.

Il mio retroterra culturale non è quello di Gianfranco Fini, nè son disposto a giurare sulla bontà contenutistica e non di potere della sua “ribellione”, ma non vedo molte alternative a quello che mi sembra un lento spegnimento del lume liberale ed innovativo di questa compagine berlusconiana.

La Lega, al di là dei proclami iniziali, ha sempre portato avanti in concreto una politica ondivaga e populista che va dai dazi contro i cinesi al neo clericalismo, al “sostituiremo la sinistra “; in concreto spesso ha fatto da contraltare al partito della spesa del sud, favorendone la crescita.

In buona sostanza la Lega si mostra molto lontana dai principi liberali. Stessa evoluzione ha avuto Tremonti , socialista,  liberista e liberale  e poi ancora colbertiano e statalista : non è un caso che il ministro delle finanze rappresenti l’anello di congiunzione tra Bossi e la Finanza.

In generale tutta la politica italiana si è allontanata dal liberalismo : mentre alla fine degli anni ’90 facevano a gara a chi era più liberale, in  questo secolo si ricordano solo le scarne lenzuolate di Bersani e nient’ altro.

Allontanandosi dal lume liberale, l”ultimo lume rimasto dopo il tramonto di quello socialista, la situazione politica va incontro alla notte più buia, dove vincono solo le non regole del non mercato.

Oggi va di moda infatti  il lasciar che le cose vadano come vanno, pensando che questo sia un principio liberale e sbagliandosi di grosso!

Tornando a questa maggioranza, più che di voler  governare si è dati l’idea di voler comandare, si è chiacchierato molto di aspetti extraistituzionali per mesi, azioni più che altro spettacolari e televisive , ma poco, molto poco si è visto come attività concretamente  innovativa.

Questo paese va rivoltato come un calzino, scrostando il vecchiume e le rendite di posizione.

Non mi rifersco solo ad un welfare pieno di ipergarantiti,  con la esclusione di milioni di lavoratori senza tutela.

Ma anche al tessuto industriale, zeppo di aziende che fanno del sottobosco politico ed assistito la loro maggiore fonte di guadagno.

Anche la Confindustria – che dovrebbe darsi una buona rinfrescata al proprio interno di recente ha dato un avviso al governo: non tutti i media hanno sottolineato la particolare valenza critica dell’interventi e dello studio della confindustria. Non solo e non tanto perchè la Marcegaglia abbia alzato la voce, quanto perchè a Parma son stati sfornati dati molto negativi.

Nel 2014 il pil procapite sarà infatti del 10% in meno rispetto alla media europea.

Negli ultimi dieci anni il Pil pro capite italiano ha registrato un calo del 4,1% e da qui al 2014 si attestera’ sotto la media Ue di almeno 10 punti.

Questo lo trovo inaccettabile e trovo intollerabile la reazione cauta ed ottimistica degli addetti ai lavori di fronte a questo scenario.

L’Italia deve tornare a crescere e lo puo’ fare solo cercando di abbattere quelle ‘muraglie’ che impediscono la modernita’.

Un messaggio che gli economisti di Confindustria, guidati da Luca Paolazzi, affidano ai numeri di una vasta indagine che ripercorre i momenti piu’ importanti della vita del Paese. “Nel ’90-91 il Pil pro capite italiano era 6 punti sopra la media dell’area euro. Nel 2009 siamo andati sotto di 5 punti ed entro il 2014 ne perderemo altri 10. Per quella data dunque il Pil pro capite sara’ sotto di 10 punti“, spiega Paolazzi dal palco di Parma.

Una crescita stentata, dunque, che rende fosco il futuro, imbriglia le imprese e finisce con “incattivire” la popolazione.

Ecco perchè chiunque esso sia occorre spingere  sulla necessità delle riforme subito e se Fini si mostrerà conseguente e coerente, molti di coloro che come me  si sono allontanati dalla politica e dall’impegno diverso tempo fa, delusi da una rivoluzione liberale divenuta burletta,  potrebbero tornare ad interessarsi.

Pochi analisti moderati hanno avuto il pregio di sottolineare come queste elezioni siano state perse da tutti: molto perse da alcuni – tra cui pd e pdl – e molto meno da altri – la lega.

Non comprendo quindi il  tono trionfalistico post elettorale del tutto inconferente ed illogico e spero che in questi giorni chi di dovere non faccia una ribellione solo politicistica.

Una piccola appendice su di un aspetto che conosco piuttosto bene per essermene occupato talvolta professionalmente per la mia azienda.

Riguarda il mondo no profit.

Il 30 marzo, nel silenzio mediatico,  con un decreto ministeriale pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75 il governo per inizativa di Tremonti ha pensato bene di sopprimere le tariffe agevolate postali per tutte le organizzazioni del settore non profit.

Ciò comporta il venir meno di una normativa favorevole incentrata sul mondo del volontariato e sulla particolare natura benemerita di alcune attività, talvolta sostitutive di inadempimenti statali. Risultato?

Aumento del 500% del costo di spedizione per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, cioè per tutte quelle comunicazioni che tali associazioni mandavano ai suoi soci. Insomma, un bel colpo ad un settore, quello delle organizzazioni e associazioni no profit, organizzazioni tipo queste : Amnesty International, Save the Children, ActionAid, AIRC, Amref Italia, CESVI, COOPI, FAI-Ambiente Italiano, Fondazione “aiutare i bambini” onlus, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Greenpeace, LAV, Lega del Filo d’oro, Lega italiana per la Lotta contro i Tumori-Milano, Medici Senza Frontiere, Telefono Azzurro, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia e l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Io non so se ci sia o meno la voglia di fare un po’ di cassa con un settore considerato non tradizionalmente amico di questa maggiornaza, ma l’operazione mi sembra del tutto in perdita e poco lucida anche perchè, come accennato  sopra, alcune di queste associazioni  svolgono una attività utile  e che altrimenti nessuno svolgerebbe .

C’é un buco da correggere?

Gira voce che servirebbero , per le sole spese correnti, almeno 4-5 miliardi di euro e  che pertanto sia necessara una  manovra correttiva a giugno, anche se in realtà l’intervento non sarebbe mirato alla correzione dei conti ma solo al finanziamento di spese correnti.

Una valutazione ancora più approfondita potrà essere fatta a fine maggio, con il quadro dell’andamento delle entrate fiscali. Tra i fondi necessari vi sarebbero anche quelli per il rifinanziamento delle missioni all’estero per il secondo semestre 2010.

Sulle indiscrezioni  arriva la parziale smentita del viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas: “Mai saputo niente“, ha dichiarato di recente al quotidiano online Affaritaliani.it.

La notizia non è di quelle buone e nonostante le solenni promesse del governo ( mai le mani nelle tasche …) , il  rischio di rovinarsi le ferie estive sussite.

Il rischio è che gli italiani a giugno si trovino ulteriormente salassati.

Cominciano ad esser tante le cose che questo governo non ha fatto.

Questo governo non ha abbassato le tasse e,  dopo aver tagliato i trasferimenti ai Comuni, ora si appresta a recuperare altri soldi con una nuova manovra finanziaria.

Resta da capire su cosa si baserebbe la manovra finanziaria eventualmente correttiva : riscadenzare i  Bond del Tesoro? Tassare gli immobili sfitti e di proprietà di banche e società finanziarie (esclusa una reintroduzione dell’ICI ,  immagino)? Aumentare il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie speculative, compreso il regime di doppia tassazione per le banche, più alto per quelle “d’affari”?

Attendo curioso, sperando nel frattempo in chiarimenti politici.

Alfredo Cantera


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Io sto con Gianfranco Fini

Berlusconi e Fini sono ad un passo da un chiarimento definitivo ed io sono contento che ciò avvenga.

Sono stufo di dover essere confuso coi sentimenti rancorosi di una Italia incattivita a causa del troppo soffiare sul fuoco, un Italia in cui non mi riconosco.

Le divisioni interne alla destra è giusto che vengano fuori.

Parlo ad esempio del caso del benefattore di Andro, la triste vicenda della mensa scolastica negata ai figli dei morosi., per cui questo signore è intervenuto a pagare personalmente con una bella lettera.

Non so quanto ci sia di razzismo o classismo nella reazione delle altre madri che appoggiavano l’orientamento teso a tagliare i viveri ai piccoli poveri.

Mentre il Secolo d’Italia dove c’é ancora scritto quotidiano del PDL ha discusso della solidarietà come valore non solo individuale  per due pagine, Libero  – house organ del premier  – ha titolato”i razzisti immaginari fanno indigestione alla mensa dei bambini” e Maurizio Belpietro ha parlato di problema non razziale ma reddituale.

Io sono liberale e conservatore da sempre, lungi da me esprimermi con le litanie ottocentesche sulla giustizia sociale di marca socialistoide, roba che ha  spesso creato una casta di finti poveri ed assistiti, ma ora mi sembra si stia esagerando al contrario.

Io  non accetto di vivere in un mondo dove l’antagonismo egoistico tra individui prenda il posto di quello di classe e diventi un valore fondante.

Quindi anche riferirsi al reddito invece che alla razza, caro Belpietro, non è che ci tolga la puzza di torno di quel nonsochè di mediovale ed antistorico.

Forse anche io ultimamente sto subendo la stessa evoluzione che pare vivere Gianfranco Fini, sia in tema di diritti civili italiani ( da Eluana alla pillola ru486 e più in generale sulla laicità dello Stato) che stranieri ( maggiore politica di integrazione anche sul diritto all’elettorato passivo ed attivo per gli extracomunitari in regola).

Come ho già scritto qui di recente, sono anche stufo di inseguire l’ombelico di Berlsuconi e le sue paranoie giudiziarie, la sua battaglia ottusa contro tutte le istituzioni non mi appassiona: io voglio veder da subito almeno un embrione di riforma liberale, perchè questo è il motivo per cui  l’avevo sostenuto agli inizi nel 1993 ed è questo di cui l’Italia ha bisogno.

Io ultimamente non ho votato; oggi mi sento invece coinvolto da questa chance di ripresa di una destra moderna che Fini, giocandosi tutto, mi offre.

Mi sento vicino a Fini anche nel giudicare spropositato e pericoloso un certo culto della personalità stile satrapo sovietico che ha colto negli ultimi anni Silvio Berlusconi, quello che viene definito Cesarismo.

E poi dove è la rivoluzione sul merito, la meritocrazia? A giudicare dalle vallette i nani e le ballerine di cui si è circondato Berlusconi, qui il merito non viene riconosciuto affatto!!!

Per questo pur provenendo dall’area liberale classica e non da quella post fascista, credo che sia molto utile il redde rationem di questi giorni e spero che si faccia strada  l’idea di un coinvolgimento degli interessi italiani in questo governo e non solo la cura dei padani.

Riforme liberali essenziali, interesse nazionale sempre da salvaguardare ( guardate che sta succedendo in Sicilia) rispetto delle istituzioni democratiche per sconfiggere un certo cesarismo in cui indulge Berlsuconi.

Sembra che il nostro premier voglia vivacchiare in un Italia gestita dalla mafia in tre, quattro regioni e dal clientelismo antimeritocratico nelle altre. E lui in mezzo a far spettacolo con dichiarazioni e leggi non utili erga omnes.

Voglio esser chiaro: non credo che Berlusconi sia un dittatore per lo stesso suo profilo umano ma cià non toglie che non occorre lasciare una impronta antistituzionale troppo a lungo perchè altri potrebbero successivamente approfittarne e non con la buona fede di Silvio Berlusconi.

Anzi sarò più esplicito : ritengo che vadano subito fornati dei gruppi parlamentari dentro il pdl che sviluppino questo tipo di battaglia , in modo da arginare non tanto la Lega in quanto tale o il cosidetto berlusconismo, ma il chiacchiericcio dell’annuncio che non porta mai a fatti concreti.

Riforme e subito. La pressione fiscale ha raggiunto livelli  inimmaginabili neanche in uno stato di crisi,  occorre passare alla riforma fiscale, ora e subito prima che scompaiano centinaia di migliaia di piccoli imprenditori  soffocati dalla banche.

Ora o mai più.

Alfredo Cantera


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Gianfranco Fini ha rotto le palle

Gianfranco Fini ha superato ogni limite consentito e va formalmente accusato di “intelligenza” col nemico, intelligenza fra virgolette perchè il suo è un comportamento stupido, che non porta nè lui nè la sua nuova idea di “destra democratica” da nessuna parte. Sicuramente sarà dispiaciuto degli esiti delle votazioni di ieri.

L’ultima “ridotta rossa” del Mincio è caduta. Mantova si consegna al centrodestra dopo 64 anni (vedi tutti i risultati dei ballottaggi alle Comunali). Il neo sindaco Nicola Sodano, professione architetto, vince il duello elettorale più importante dei ballottaggi 2010: con il 52,2% batte Fiorenza Brioni (47,8%), incassando mille voti in più dell’avversaria (11.821 contro  10.830). Mantova era l’ultima roccaforte rossa della Lombardia. Sopravvissuta e tutt’altro che inespugnabile.

«Cara e bella Mantova, bentornata in Lombardia», esclama Roberto Formigoni.

Mentre godo come un riccio per la riconquista di Mantova alla civiltà occidentale,  la mente mi torna ancora una volta sullo scandalo del comportamento di Gianfranco Fini.

E’ talmente evidente a tutti che a costui non frega nulla di questo governo e che compia impicci ed imbrogli con la sinistra ed il sarcofago al quirinale per imbrigliare Berlusconi,  che le mie parole  non servono più, bastano le sue dichiarazioni.

L’Italia è ammorbata da una sequela di Catoni che sputano sentenze a getto continuo, regolarmente smentite dai fatti. E’ un male antico che ha semidistrutto la sinistra, ma che fa i suoi danni anche a destra.
Il presidente della Camera che occupa quella sedia solo grazie a Silvio Berlusconi deve darsi una bella calmata.

ROMA (Reuters) – “E’ necessario un incontro tra socialisti e moderati per varare le riforme ritenute indilazionabili perché l’alternativa è “rinnovarsi o perire”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini cita Pietro Nenni, nel corso della commemorazione dello statista socialista alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, per parlare del tema di attualità politica sulle riforme istituzionali.

Farebbe le riforme anche coi defunti membri della internazionale rossa pur di non farle col suo alleato…

Poco prima era andatao nel liceo Giulio Cesare a blandire gli studenti di sinistra con attacchi al premier.

Spostando il discorso sul piano politico, sul piano cioè della ricerca di consensi, se io inseguissi la pancia del popolo prenderei certo un sacco di voti ma non sarei un leader. Un leader non deve seguire ma avere una visione che va oltre. È sulla lunga distanza che si vede lo statista vero dal semplice populista...».
Fini ha rotto le palle.

“Non rinnegare” diceva Giorgio Almirante…

Fini ha rinnegato non solo la sua storia ma anche quello che lui stesso aveva affermato qualche anno prima…

Fini ha fatto un percorso che definire opportunistico è fargli un complimento e non ha rinnegato per il bene del partito ma per suoi vantaggi personali

Almirante auspicava una destra moderna ed europea Fini l’ha trasformata in un centro di stampo moralista….che strizza l’occhio a sinistra… un’ignominia!

I veri anticomunisti accusano Fini di flertare con la sinistra un giorno sì un giorno no. E sapete perchè lo fa?

Perchè ha ancora il complesso dell’accettazione, dello sdoganamento; Fini è un complessato: ha complessi politici di inferiorità!

Almirante era orgogliosamente e pienamente sicuro di quello che era!

Fini lo decide giorno per giorno secondo necessità….

Inoltre è  impossibile non far notare a lui ed ai finiani come il PdL che loro ogni giorno accusano di essere dormiente abbia invece  infilato, in due anni, un filotto di successi elettorali senza precedenti, conquistando solide maggioranze in Parlamento, nella rappresentanza italiana di Bruxelles, per concludere qualche settimana fa con i risultati delle regionali, dove il dormiente Popolo della Libertà e soprattutto il suo Cesare, sono addirittura riusciti a far mettere agli elettori del PdL del Lazio la croce sul simbolo della lista della candidata a Governatore.
Fini deve comprendere che il  risultato elettorale ha riaffermato l’indiscussa leadership berlusconiana e la forza rinnovata della Lega.
La Lega che voi qui dentro trattate in maniera razzista considerando maleodoranti i milioni di voti che prende, continua a vincere ed a convincere tutti, anche molti sinistrici che giustamente la considerano un esempio di popolarismo.
Fini è più preoccupato di rallentare il gioco degli altri che di portare un contributo nella direzione di una “rivoluzione” istituzionale.
La lettura che l’inquilino di Montecitorio dà della Quinta Repubblica francese, per esempio,  è sembrata infatti portare verso il neo-parlamentarismo che l’ex leader di An interpreta in questa legislatura.
Ieri sera al TG1 Giorgino ha fatto notare a Fini che lui ha perso le elezioni e l’opportunista è andato su tutte le furie
ma è la pura verità e se al TG1 finalmente c’é stato un ricambio delle cariatidi tipo Tiziana Ferrario che han servito la sinistra per 30 anni sempre appicciata alla poltrona-video,  è solo un atto di giustizia.
A proposito di opportunisti e iettatori, coloro che qui dentro hanno augurato la morte al nostro premier nel post sulla disgrazia aerea in Russia dico solo che a sputare verso l’alto poi lo sputo ricasca giù …
Mediolungo


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Napolitano, un chirurgo plastico d’eccezione per ricostruire l’imene di Gianfranco Fini

In queste ore di estreme fibrillazione in cui qualcuno parla di possibile crisi di governo non riesco a non pensare come queste vicende non c’entrino nulla con l’interesse del paese quanto piuttosto con una lotta di potere interna alle destre e causata in primis dall’estrema conclamata inadeguatezza di Berlusconi a guidare il paese.

Per altro verso una parte della base sociale su cui poggia il governo, quei tantissimi piccoli artigiani e commercianti  in via di proletarizzazione come acutamente descritto da qualcuno anche qui dentro, smuove i propri referenti interni al governo contro il dominio di Tremonti sui conti pubblici con gli esiti che abbiamo potuto notare nelle controfinanziarie tutte regolarmente bocciate.

Si fa peraltro sempre più acuta la crisi di una opposizione che rimane a guardare senza poter / voler far nulla , sebbene tali contraddizioni in altri tempi le avrebbero consegnato le chiavi della crisi o comunque un ampio spazio di manovra.

Non riesce neanche a decidere di partecipare ad una manifestazione dove presumibilmente andrà il suo elettorato!

La lenta decadenza del berlusca è difatti accompagnata parallelamente dalla estrema insipienza dei dirigenti della opposizione: poche ore fa  il nipote di Gianni Letta e’ riuscito con una dichiarazione sulla “legittimità del premier di difendersi (…) anche dal processo” a dire una enorme castroneria in punto di diritto  –  il legittimo impedimento attualmente codificato è un modo di difendersi nel processo, altri efficaci impedimenti la legislazione vigente non ne conosce  – che ha fatto perdere al suo partito centinaia di migliaia di voti in un secondo.

Il problema del pd è l’influenza di personaggi poco limpidi come Massimo D’Alema e Letta con quella dichiarazione si è anch’egli iscritto  di diritto al partito degli “amici” dell’attuale premier.

Su queste contraddizioni chi invece si inserisce con una chiara strategia è Fini che continua la propria marcia di avvicinamento al ruolo di successore.

Forse strategia è una aprola troppo forte ed appare più idoneo l’uso del termine tattica. Una tattica furbetta che lo vede appoggiato da evidenti supporti istituzionali , anche interni, come l’ausilio prontamente offertogli dal  Presidente della Repubblica Napolitano alla ricerca di una soluzione interna alla probabile crisi.

Fini ha ben capito che a causa della crisi endemica della sinistra chi volesse  succedere al vecchio sessuomane malato non avrebbe da far altro che  impugnare uno dei tanti temi di sinistra in questo momento lasciato libero (difesa dei diritti civili , difesa della costituzione e delle istituzioni di contrappeso e garanzia, una diversa politica economica…) e brandirlo contro il satrapo in difficoltà usando la propria funzione di garanzia come schermo protettivo.

Ed è ciò che sta facendo con i suoi numerosi distinguo.

Vorrei soffermarmi su questo punto poichè vedo in giro occhi estasiati per le performance del sig. Fini come capo della unica opposizione esistente nel paese, ovvero quella interna al palazzo di sua maestà.

Non nego che Fini abbia in testa una idea di destra europea e non populista e che  si proponga come  il futuro moderno e progressista del partito conservatore europeo nè voglio qui  giudicare se egli abbia realmente cambiato idea rispetto al passato( ne dubito…) che è cosa talmente inutile da non soffermarcisi . Del resto quel che conta sono i fatti politici, anche le dichiarazioni , quindi,  purchè seguite da comportamenti coerenti.

Ma  non posso neanche dimenticare come Fini sia corresponsabile al più alto livello da 15 anni della politica berlusconica, come abbia fortemente voluto e  firmato la legge Bossi – Fini sugli immigrati nonchè tutte le leggi vergogna ad personas che hanno già fatto strame del diritto in questo paese. Ha assistito per anni, appoggiandolo, al tentativo spesso riuscito di scardinare il sistema , di confinare in un angolo la magistratura, di modificare i rapporti istituzionali in favore del bieco populismo che solo oggi rinnega.

Dico ciò solo perchè vedo sguardi un pò troppo entusiastici in alcuni della opposizione , personaggi che spesso anche in passato hanno mostrato atteggiamemnti indulgenti e speranzosi, promuovendo anzitenpo figure dell’altra sponda a campioni di democrazia con molto più entusiasmo ed energia di quanto ne occorrerebbe  per cercare finalmente di essere loro stessi  riferimento per una vera opposizione. Un gusto voyeuristico molto poco responsabile, un modo di confessare la propria subalternità per mettersi a fare il tifo in casa d’altri con l’obiettivo di scegliere in meno peggio.

Bene in questo caso il meno peggio è veramente poca cosa a parere di chi scrive e se sembra rifulgere di qualche  luce è solo per la estrema “povertà”delle ombre che ha intorno.

La dico tutta : a me Fini ricorda piuttosto quelle vecchie “signore” di provincia di grande esperienza che  a fronte di una inaspettata occasione di convolare finalmente a nozze con un ricco pensionato, pensano bene di rifarsi l’imene dal chirurgo plastico per far credere al vecchio citrullo di essere ancora vergini.

Verrebbe da chiedere la prova del lenzuolo sporco di sangue come avveniva nel sud fino a poco tempo fa. Comunque non sono queste signore di provincia un pò usurate ad esser patetiche , bensì coloro che mostrano di crederci , in prima fila il vecchio e ricco citrullo.

Crazyhorse70


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Berlusconi ed il ventriloquo Schifani: la pistola scarica del pistola

Considerazioni politiche

Il presidente del senato ha dichiarato che “se la maggioranza non è compatta si va a nuove elezioni“.

Il presidente del consiglio il giorno dopo lo smentisce ma intanto ha fatto circolare la voce come una minaccia.

Poichè la sortita dello scudiero del premier non aveva avuto gli effetti desiderati tra i suoi riottosi alleati,  Berlusconi si è affretato a smentire il suo collaboratore facendogli fare – e  così formalmente evitando di fare anch’egli – una figura non eccelsa.

Vedo che anche oggi il vecchio ricattatore Kossiga si inserisce nella polemica minacciosa dicendo la sua nei confronti di Fini.

In realtà nonostante quel perfetto cretino di Feltri si affanni a snocciolare cifre e sondaggi, la pistola delle elezioni è scarica e non funziona. Anche perchè Bossi vuole a tutti i costi portare a casa legislatura e federalismo e Fini ha il solo intento di logorare il cinghiale ferito torturandolo senza alcuna fretta. Le opposizioni invece  hanno tutto l’interesse a consolidarsi nella lenta crisi del berlusconismo per giungere rinvigoriti alle elezioni politiche anche anticipate ma non troppo.

Inoltre  non s’é mai visto un tacchino fare il tifo per il natale  e poichè la maggioranza uscita dalle elezioni è numericamente fortissima e non ha ancora passato il termine minimo previsto per la pensione, sarà molto complicato pensare che nel segreto del’urna votino il proprio suicidio e si mandino a casa da soli.

Peraltro devo dire che secondo me  Fini è solo uno che sta facendo una battaglia per sè più che per limitare il potere autoritario di berlusconi e tutto sommato potremmo interpretare la commedia tra i due come il giochino  del gatto e la volpe o,  se preferite,  del poliziotto buono e di quello cattivo.

Sarebbe pertanto molto grave ed imperdonabile che qualcuno a sinistra pensasse che Fini stia facendo veramente l’argine democratico , sentendosi magari così sollevato dal peso di doverlo fare lui, l’argine!

Che la prossima volta trovi una pistola carica di una minaccia seria  Berlusconi se vuole essere credibile e che nessuno creda veramente che Fini in cambio di altra visibilità e di altro logoramento del premier non ceda sulla giustizia.

Perchè errarre è umano per il PD ma perseverare è diabolico.

Piuttosto diano un segnale alla propria base partecipando al NO BERLUSCONI DAY e facendo meno chiacchiere in parlamento.

Considerazioni costituzionali

Ma al di là delle ovvie considerazioni politiche che smentiscono i progetti cruenti dei berlusconici, c’è dell’altro e cioé che sarebbe ora di finirla con questa visione impropria del nostro assetto costituzionale, la leggenda della costituzione ” materialmente ” cambiata.

Ricapitoliamo per coloro che amano questa favoletta.

Alle dimissioni del premier non consegue automaticamente lo sciolglimento delle camere, il presidente del consiglio non decide da solo dopo le dimissioni e  non esiste nell’attuale sitema , checchè se ne dica in giro da parte di aspiranti costituzionalisti della domenica laureati ad Arcore,  un rapporto diretto tra governo e popolo.

Quindi in caso di dimissioni di berlusconi, Napolitano ha il dovere di incaricare altri che possano cercare e trovare una maggiornaza in grado di  sostenere un governo che continui la legislatura.

Questo è l’attuale assetto costituzionale, se qualcuno volesse mofidificarlo si desse da fare col procedimento dell’art. 138 e con la sua prevista maggioranza dei due terzi, ricordando che  altrimenti può esser chiesto un referendum oppositivo come successe nel 2006.

Questa era la repubblica parlamentare della prima repubblica e questa lo è della cosidetta seconda.

L’art. 88 della costituzione prevede che il presidente della repubblica sentiti i presidenti delle due camere può sciogliere le stesse . Il presidente del consiglio dal momento che ha il potere di controfirmare il decreto di scioglimento ( art. 89) concorre in questa decisione con un ruolo notarile secondo alcuni , paritario secondo altri.

Ma nessuno –  nè in dotrina nè in giurisprudenza –  ha mai pensato che possa il premier decidere la questione con un potere unico o  comunque in posizione  superiore a quello del PdR sul tema, quest’ultimo sulla questione essendo invece in posizione dominante.

Poi in base agli artt.  92 e 94 cost  il PdR  nomina il PdC e su indicazioni di questi i suoi ministri. Tale  governo siffatto ha dieci giorni di tempo per trovare la fiducia delle camere, altrimenti si dimette ed avvengono altre consultazione ed altro politico a cui viene affidata la guida di un governo. Solo quando non sia più possibile salvare la legislatura il PdR scioglie le camere.

C’è qualcuno che ancora non si è accorto che di riffa o di raffa sono mesi che il governo tratta  solo dei fatti privati del berlusca?

C’è qualcuno che ancora non si è accorto come questi fatti confliggano con gli interessi degli italiani?

Crazyhorse70


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Minacce per Berlusconi, Fini e Bossi

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La logica cinica e criminale che regola la “strategia della tensione”, è riassumibile nel famigerato slogan “destabilizzare per stabilizzare”.

E’ risaputo che la “strategia della tensione” fa miracoli, è il miglior rimedio per un governo in crisi o in calo di consensi. Come è già accaduto altre volte nella storia, per riacquistare il consenso perduto basta qualche bomba, oppure solo la minaccia di una bomba o di un attentato terroristico.

Come avvenne nel caso del regime democristiano, che intorno alla metà degli anni ’70 era travolto dagli scandali ed era sprofondato in una fase di declino che sembrava quasi inarrestabile sul piano ideologico, politico ed elettorale, mentre il Partito comunista era in netta ascesa, ebbene il sequestro Moro capitò esattamente come il cacio sui maccheroni e riuscì a salvare la Dc e il suo sistema di potere politico, affaristico e criminale, da un crollo certo e definitivo.

Ed ecco che la storia si ripete sempre, la prima volta in tragedia, la seconda in farsa.

Infatti, è una commedia palesemente ridicola e surreale, se non addirittura grottesca, la lettera inviata ieri mattina, sabato 17 ottobre, al quotidiano “Il Riformista”, contenente minacce, indirette, di morte per Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Umberto Bossi da parte di una sigla, le sedicenti “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente”. Una sigla buffa e farneticante, già adoperata all’inizio di ottobre per una missiva spedita ai giornali “Il Messaggero”, “Il Foglio” e “Il Fatto quotidiano”, e immediatamente giudicata dagli investigatori come assolutamente inattendibile, folle e delirante.

Lucio Garofalo