LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Diverso da chi ?

Domenica 27 giugno dalle ore 19.00, presso il Parco Pertini di Arezzo, il Coordinamento Toscano dei Gruppi di Emergency, in collaborazione con l’Ass. Massimo Comune Denominatore, Popolo Viola Toscana, Arci, Coord. DiversiUguali, organizza il concerto di beneficenza DIVERSO DA CHI?

L’iniziativa vedrà la partecipazione de La Casa del Vento, Andrea Chimenti, Betti Barsantini (Alessandro Fiori e Marco Parente), Martinicca Boison (con Pier Francesco Bigazzi), Kabila.
Durante la serata interverranno per Emergency, portando la loro testimonianza, Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, i tre collaboratori di Emergency sequestrati e rilasciati dalla polizia afghana lo scorso aprile.

Nel 2003 Emergency ha lanciato la campagna “Fuori l’Italia dalla guerra” sostenendo che: “o l’Italia si tiene fuori dalla guerra o sarà impossibile tenere la guerra fuori dall’Italia”. A distanza di anni possiamo dire che, purtroppo, non ci stavamo sbagliando. E’ infatti oramai evidente che nel nostro Paese sia prevalente la cultura dell’odio, della discriminazione e della violenza. In poche parole una cultura di guerra.
Da questa constatazione nasce la nostra esigenza di azioni volte a promuovere fenomeni di integrazione sociale e di informazione e proprio in questa ottica, nell’aprile del 2006, Emergency ha aperto a Palermo un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno.
I gruppi toscani di Emergency, riuniti in un coordinamento regionale, hanno deciso di sostenere, con azioni comuni, proprio questo Poliambulatorio, scelta che ha permesso e permetterà ai volontari di approfondire temi come l’immigrazione, l’integrazione, la convivenza, la partecipazione, il confronto con un’umanità che sbagliando, sempre più frequentemente, è definita “l’altro”.
Il concerto sarà ospitato all’interno della manifestazione Oggi sei rumeno, a testimonianza dello spirito di collaborazione interculturale dell’iniziativa, e delle associazioni coinvolte.
Per informazioni
info@emergencyarezzo.org
cell.3486186728


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Appello del Popolo Viola Arezzo e Toscana in aiuto di Emergency Toscana

Servono circa 3.000,00 euro per le spese vive di un Concerto organizzato dal GRUPPO EMERGENCY TOSCANA che si terrà ad AREZZO il 27 GIUGNO 2010 e dove si esibiranno Artisti Toscani , evento seguito dal Trio Medusa su Radio Deejay.

Il Concerto servirà a raccogliere fondi per il funzionamento del Poliambulatorio di Palermo aperto nel 2006 per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno.

CHIEDIAMO A TUTTI VOI di fare un piccolo versamento per sostenere le spese del concerto.

Questo sarà il contributo del POPOLO VIOLA AREZZO E DEL POPOLO VIOLA TOSCANO alla realizzazione dell’iniziativa.

SENZA IL VOSTRO AIUTO IL CONCERTO NON SI POTRA’ TENERE !!!

AIUTATE EMERGENCY !

COME EFFETTUARE IL VERSAMENTO :

poste pay : 4023 6005 7022 7035

oppure

Bancoposta :

IT-50-L-07601-14100-000099381402

( intestati a Franca Corradini )
Concerto Emergency Arezzo

L’AMBULATORIO :
Fatta eccezione per alcune figure sanitarie e non sanitarie che garantiscono la continuità e l’organizzazione del servizio, il personale medico, paramedico e amministrativo del centro opera a titolo volontario e gratuito.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della direzione generale dell’Azienda unità sanitaria locale di Palermo, che ha ristrutturato e messo a disposizione i locali per la conduzione delle attività.

Ambiti di intervento:
medicina di base
odontoiatria
oculistica
pediatria
ostetricia e ginecologia
cardiologia e patologie del metabolismo
supporto psicologico-neuropsichiatrico
otorinolaringoiatria
dermatologia
infettivologia
orientamento socio-sanitario.

evento Facebook con le istruzioni per le donazioni

Il Popolo Viola Arezzo e Toscana in aiuto di Emergency Toscana


5 commenti

Sono liberi!!!

Poco fa è giunta la notizia che i tre di emergency sono stati liberati.

Evviva. Ieri sono stata alla manifestazione di Piazza San Giovanni ed ero un po’ delusa dalla presenza di sole 50.000 persone. Avevo strane sensazioni, non positive.

La sera ero stanca e non ero riuscita a fare il solito post in cui racconto la cronaca della manifestazione.

Non lo farò neanche ora, ma solo perchè sono contenta.

Alla faccia di Gasparri e La Russa , gli avvoltoi che avevano già giudicato assassini e terroristi quei tre volontari.

Alla faccia delle finte diatribe tra Berlusconi e Fini che nascondono una lotta di potere dentro la destra che non ci interessa

Alla faccia di quella sinistra attendista e tremebonda che non aveva neanche  fatto sentire con forza la propria solidarietà , come se anche loro pensassero che i tre volontari fossero dei poco di buono.

Ora ci sarà tempo per ragionare .

Ma ora sono contenta e lo voglio gridare al vento: evvivaaaaaaaa

Rosellina970


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Giù le mani da Emergency

“Emergency” ,  fondata nel 1994 dal dr. Gino Strada, è una Organizzazione Non Governativa che da anni ha come obiettivo di curare i civili vittime delle guerre . Personale medico e tecnici con esperienze di lavoro specifiche,maturate in situazioni di emergenza,si sono uniti per garantire assistenza medico-chirurgica e riabilitazione nelle zone di guerraRuanda,Cecenia,Nord Iraq,Cambogia,Kurdistan iracheno,Sierra Leone e infine Afghanistan.   emailemergenc@emergency.it

Alla fine sono riusciti a “silurare” Emergency, scomodo testimone degli “errori” delle forze militari Nato ed afghane, errori che causano decine di morti o feriti, ogni giorno, fra la popolazione civile.

Fonti ufficiali afghaneL’ospedale di Emergency a Lashkar-gah è in mano della polizia afgana e del personale locale. Nessun operatore internazionale è operativo nella struttura sanitaria“. “Ieri  mattina il personale internazionale dell’ospedale che ancora si trovava a Lashkar-gah, dopo l’arresto di Dell’Aira, Garatti e Pagani, ha preso un volo per Kabul diretto alle strutture di Emergency della capitale afgana. Si tratta di sei operatori, cinque italiani (di cui quattro donne) ed un indiano“.

Non è poi così difficile da comprendere cosa è successo, anche per coloro che sono rimasti tiepidi e distaccati nelle prime ore dopo il rapimento dei tre volontari.

Le autorità afghana e Nato in singolare combutta coi talebani della regione e con il governo italiano sono riusciti ad eliminare testimoni scomodi in quella regione colpendo  anche l’esempio che in guerra si può far altro oltre che bombardare e sparare.

Dico singolare combutta coi talebani perchè nonostante quel che dicono e scrivono i talebani del governo delle destre, i talebani veri odiano da sempre Gino Strada ed i suoi, sa per i motivi comuni agli altri protagionisti della guerra ( testimoni scomodi ed esempi pericolosi di solidarietà trasversale ) ,  sia per motivi religiosi espressi chiaramente nel 2001, quando gli integralisti miliziani talebani accusarono gli impiegati dell’Ospedale di non rispettare la rigida segregazione sessuale, anche se nella sala da pranzo gli uomini erano divisi dalle donne tramite una tenda ,  ritenuta insufficiente dai rappresentanti del “Ministero per la Prevenzione del Vizio e la Salvaguardia delle Virtù”.

E’ evidente che non piace a nessuno avere nel territorio delle operazioni militari questi di Emergency “perchè curano tutti , aiutano gli ultimi chiunque essi siano” come dice Cecilia Strada

In quell’ospedale i bambini sono i tre quarti dei pazienti, anzi erano perchè da ieri tutto è finito e sono gli afghani ora e tenere l’ospedale in mano loro. Ci sono riusciti.

Giù le mani da Emergency, dunque.

Cinque parole per dire e raccontare la  storia di Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, i tre cooperanti dell’ong che sabato 10 aprile sono stati arrestati dalle autorità afghane nell’ospedale di Lashkar Gah.

Poi sono venuti i primi attacchi del ministro degli Esteri Franco Frattini e Maurizio Gasparri contro Gino Strada.

E’ apparsa subito singolare frettolosa ed assai sospetta la dichiarazione di Gasparri ed ancor più di Frattini, data la sua funzione di ministro degli esteri, il primo essendo sostanzialmente un “cazzaro”, uno che le spara grosse sempre e comunque.

Infine, la rabbia di migliaia di internauti che hanno aderito subito alla mobilitazione lanciata dall’Unità su Facebook e che si sono dati appuntamento per sabato 17 aprile in piazza Navona, a Roma. Creato l’evento, «Giù le mani da Emergency», appunto, il loro numero è iniziato a lievitare, tanto da raggiungere 10 mila sostenitori nel giro di 24 ore. Tutti pronti a manifestare indignazione per quanto accaduto e sostenere Emergency.

Ma parliamo di questi due Frattini e Gasparri.

Invece di occuparsi di capire cosa sta succedendo ai tre operatori di Emergency, fanno a gara a chi fa più dichiarazioni senza senso. Quando si tratta di avvisi di garanzia al loro capo, allora i giudici sono dei comunisti, eversivi. Quando si tratta di associazioni laiche che non sono vicini ai loro interessi, allora sono dei terroristi.

Se un loro compagno di merende (vedi Bertolaso e tanti altri) commette un reato, non è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio, e semmai gli capita la sfortuna di essere condannato, la responsabilità è sua e solo sua, non di tutta una classe politica; se invece un medico, o un infermiere o un semplice volontario che appartiene a Emergency è sospettato di aver commesso qualcosa, nasce subito la condanna e il rinnegamento di tutto il gruppo.

Sono straconvinto che chi salva la vita di decine di persone ogni giorno, in territori massacrati da guerre ingiuste, e senza mai guardare il colore della pelle o la fede religiosa, non può essere un assassino.

Ma c’é qualcuno che ha capito quel sia la nostra politica estera: meno filoamericani? Più filorussi? Ci vantiamo di aver favorito l’accordo sul disarmo nucleare (bum)? Baciamo le mani a Gheddafi e giuriamo fedeltà a Israele?

Poco m’interessa, in questo momento. Purchè a nessuno venga la tentazione di regolare dei conti indicibili con Gino Strada. Giù le mani da Emergency.

Alfonso