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CINQUE PER MILLE alla di Casa di Accoglienza per ragazze madri e minori in grave disagio sociale

fraternita

La Fraternità della Visitazione, Casa di Accoglienza per ragazze madri e minori in grave disagio sociale, può usufruire dei contributi previsti dalla Legge 23 dicembre n. 266. Art. 1, comma 337 c.d. “Domanda per il 5 per mille”.

Poiché tale contributo verrà imputato direttamente alle associazioni indicate secondo la preferenza del contribuente, chiediamo il Vostro aiuto per beneficiare di tale agevolazione.

Come fare? E’ sufficiente che nella compilazione della Vostra dichiarazione dei redditi (alla voce “scelta del dichiarante per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef”) inseriate la Vostra firma e il nostro codice fiscale:

90016370513

Così facendo ci darete la possibilità di ricevere direttamente i contributi previsti dalla suddetta legge.

E’ bene specificare che questa scelta, come già avviene per l’8 per mille, non comporta nessun aggravio sulle tasse del contribuente.

……….una firma non costa niente ma può aiutare molti.

Fraternità della Visitazione

Associazione ONLUS

Via S.Miniato 51

52026 Piandiscò AR

Tel. e Fax 055/960157

fravisitazione@virgilio.it


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Alimentazione infantile nelle emergenze‏

01Ricevo ( e pubblico)  da CERCHI DI VITA questa importante  segnalazione .

In questo momento un’intera popolazione è in ginocchio a causa del terremoto che ha colpito  la Regione Abruzzo , i bambini sono tra le categorie più a rischio per vari motivi.

Cerchi di vita è un associazione composta da  volontarie  ( Palermitane ) che offrono il proprio tempo per prendersi cura delle donne che desiderano condividere le loro esperienze di maternità;, parto, dopoparto e allattamento, aperte allo scambio di diverse culture e possibili espressioni del femminile in un clima accogliente di confronto, sostegno e compartecipazione.

Ci è stato chiesto di diffondere il più possibile questo testo ( redatto da Angela Giusti del Reparto di Farmacologia del Cnesps, Istituto Superiore di Sanità ) pertanto sono preventivamente autorizzate azioni di linking.

9 aprile 2009 – Come sempre, dal 1 al 7 ottobre 2009 si terrà la settimana mondiale dell’allattamento che quest’anno ha per titolo “Allattamento al seno: una risposta vitale nelle emergenze”. Pensavamo di parlarne verso l’estate, perché nessuno di noi si aspettava che l’argomento sarebbe diventato così tristemente d’attualità anche nel nostro Paese. Proponiamo quindi con anticipo questa riflessione sull’alimentazione infantile in situazione di emergenza all’attenzione di quanti si trovano a operare in Abruzzo o all’estero, a sostegno delle popolazioni colpite.

Che cos’è un’emergenza

Un’emergenza è una situazione inabituale che mette a rischio la salute e la sopravvivenza di una popolazione. Le situazioni d’emergenza possono essere provocate dall’uomo o avere un’origine naturale. Possono essere imprevedibili, ricorrenti o di lunga durata. Sono caratterizzate da uno stato d’agitazione diffuso, insicurezza, insalubrità così come dalla carenza d’accesso all’acqua potabile, al cibo, al combustibile, all’assistenza sanitaria e a un riparo [1].

Negli ultimi anni le emergenze hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone. Solo per citare i più noti, ricordiamo il terremoto in Iran nel 2003 che ha provocato oltre 40 mila vittime, lo tsunami che nel 2004 ha colpito tutta la zona dell’Oceano Indiano, l’uragano Katrina che ha colpito gli Stati Uniti nel 2005, i terremoti del 2006 in Indonesia e in Pakistan, il conflitto armato del 2006 in Libano, il terremoto in Wenchuan (Cina) e il ciclone Nargis in Myanmar nel maggio del 2008, il conflitto che ha interessato la striscia di Gaza nel gennaio 2009, le emergenze alimentari e i conflitti armati in gran parte degli Stati africani e, ultima, la tragedia che ha colpito in questi giorni il nostro Paese.

Nelle emergenze spesso le popolazioni colpite hanno bisogno di tutto per soddisfare le necessità essenziali come mangiare, dormire e coprirsi. E tuttavia, in questo quadro così drammatico, i più vulnerabili sono i bambini, soprattutto i più piccoli.

Perché è importante occuparsi di alimentazione infantile nelle emergenze

L’alimentazione dei bambini piccoli è uno degli aspetti critici nella gestione complessiva delle situazioni di emergenza. I lattanti (intesi come bambini fino a 12 mesi), i bambini sotto i 2 anni di età e le donne in gravidanza sono considerati fra i gruppi più vulnerabili in queste situazioni perché presentano bisogni specifici ai quali è necessario rispondere con immediatezza e in modo adeguato. In situazioni di emergenza, che siano provocate dall’uomo o da cause naturali, i bambini sono la fascia di popolazione più a rischio di ammalarsi e di morire e lo sono tanto di più quanto più sono piccoli; quindi, pratiche alimentari inadeguate aumentano ulteriormente questo rischio [2]. Uno fra i tanti esempi che possiamo citare è quello della guerra in Iraq del 1991, durante la quale 500 mila kurdi si sono spostati verso la Turchia e sono rimasti bloccati sulle montagne a cavallo tra i due Paesi. Nonostante si trattasse di una popolazione sana prima del conflitto e gli aiuti fossero arrivati rapidamente, i tassi di mortalità rilevati dai Cdc americani sono stati molto elevati. Due terzi dei decessi sono avvenuti in bambini con meno di 5 anni e la metà di questi in bambini al di sotto dell’anno. Circa il 12% dei bambini sotto l’anno sono morti durante i primi due mesi dall’inizio della crisi e la maggior parte dei decessi è avvenuta per diarrea, disidratazione e la conseguente malnutrizione [3].

Anche nei Paesi più ricchi una situazione di emergenza può compromettere la salute dei più piccoli. Un esempio recente è stato l’uragano Katrina, negli Stati Uniti, dove molti bambini alimentati con latte artificiale non hanno potuto essere nutriti adeguatamente e hanno sofferto di malnutrizione grave o sono morti [4]. La dottoressa Mitchell, pediatra che ha vissuto in prima persona la crisi che ha seguito l’uragano, descrive in questo modo la vulnerabilità dei bambini: “Trovai una madre che nutriva il suo bimbo di 6 settimane con un biberon di acqua perché era tutto ciò che aveva” [5].

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I Talebani vogliono donne. Dategli le vostre figlie altrimenti…

Aggredita con l'acido mentre andava a scuola

Aggredita con l'acido mentre andava a scuola

È noto l’uso talebanico di sodomizzare i propri bambini maschi per sfogarsi sessualmente proteggendo al contempo la verginità femminile che deve giungere integra al matrimonio, pena la degradazione della donna a peccaminoso oggetto di colpa, secondo l’interpretazione più oscurantista della legge coranica colà propugnata.

L’ultima notizia arrivata ora dal fronte dei Taliban è che i militanti islamisti fra l’Afghanistan e il Pakistan…

Andrea B.Nardi
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Dedicato a tutte le donne ( 25 novembre 2008- giornata mondiale contro la violenza sulle donne )

milliondollarbabypic

il sottoscritto anni fa fece un corso di difesa personale per donne (gratuito) per il Telefono Azzurro Rosa di Brescia.

Il mio corso era di due ore a settimana (il sabato), senza ginnastica ma solo con tecniche brutali ed efficaci.

La prima regola è che non bisogna avere alcuna pietà.

Se uno stupratore vi aggredisce e voi lo colpite piano, quello si incazza e vi colpisce ancora più forte. Quando si mena si deve andare fino in fondo e quando iniziate a colpire dovete fare quanto più male possibile e continuare a menare fintanto che il tizio non è KO.

Sono cazzate tutti quei corsi dove vi dicono di colpire e scappare.

Se mi date un pugno in faccia e non mi mettete giù e poi scappate, io vi inseguo e vi ammazzo.

Quello che dovete capire che è la legge della giungla, o voi o lui quindi nessuna pietà.

Cerchiamo di capirci, non siete voi che andate a rompere i coglioni al prossimo ma siete voi che venite aggredite da uno stupratore, quindi il bastardo se l’è cercata e paghi il prezzo.

Seconda regola, conta il peso ma conta la cattiveria.

Molte donne  pensano di non potersi difendere da un uomo perchè sono più piccole.

Ora, un maschio medio pesa 80 kg.

Una donna media pesa 60 kg.

Se fosse vero che una donna perde per i 20 kg di differenza vorrebbe dire che un pugile di 60 kg perde contro una persona normale di 80.

Se un pugile di 60 kg fa andare le mani, una persona di 80 kg va al tappeto molto molto velocemente.

I pugni non hanno sesso, un uomo o una donna di 60 kg fanno lo stesso male a cazzotti e quindi basta con questo mito, una mia allieva di 55 kg mette giù un uomo di 100.

Terzo, ANDATE IN PALESTRA.

Ora con la Destra rafforzeranno le pene ma è meglio che il bastardo sia fratturato in terra e voi sane che arrivare al processo dopo che vi ha violentato, quindi iscrivetevi ad un corso di:

  1. Boxe
  2. Boxe Thailandese
  3. Vale Tudo
  4. Free Fight
  5. Kick Boxing

Lasciate perdere le altre arti marziali o i c.d. corsi di autodifesa, pochissimi sono seri e la maggior parte sono cazzate, andate a fare Sport da Combattimento seriamente e vedrete che se vi capita uno che vuole stuprarvi, quando si è ripreso dalle botte che gli avrete rifilato si pente di avervi incontrato, il bastardo….

Marco Panattoni

già pubblicato lo scorso maggio


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Un fischietto contro i molestatori telefonici

Per concludere la “trilogia” di post parzialmente ironici sul tema della violenza sessuale, termino con il caso meno pericoloso ma non per questo meno fastidioso : il molestatore telefonico.

L’asmatico….il rantolatore…

Parlo per esperienza diretta, non essendomi fatta mancare quasi niente nella vita …quasi….

Per più di un anno sono stata molestata da un tizio che rantolava ogni giorno, più volte al giorno, al mio telefono.

Riuscii a capire chi era per un errore molto banale che fece l’asmatico.

Mi chiamava appena tornavo dal lavoro e quando rientravo  a casa da altre uscite.

Troppo facile.. era un vicino di casa che poteva notare il mio rientro a casa …asmatico ed anche stupido !

Inizialmente, feci quello che d’istinto credo faccia ogni donna in una situazione analoga : improperi a non finire, riattaccare il telefono immediatamente , inviti ad andare a quel paese .. eccetera.

Niente da fare. Nessun pericolo. Ma un paio di p…e !

La cosa che infastidisce maggiormente in questi casi , parlo per me, è l’anonimato.

Non sapere con chi hai a che fare, non potertela prendere con qualcuno in carne ed ossa fa imbestialire.

Arrivi a pensare di cambiare il numero di telefono.

Poi un suggerimento SEMPLICE E GENIALE e tutto, come d’incanto, finisce.

UN FISCHIETTO e una gran quantità d’aria nei polmoni…

Il tizio chiama e via a fischiare nella cornetta a più non posso.

La promessa di chi aveva dato il consiglio : l’asmatico avrà un fastidio così forte che starà lontano dal telefono anche per comunicazioni serie ed utili.

E fu così.

Epilogo : avendo maturato un forte sospetto su di un mio vicino di casa feci l’operazione del fischietto mettendomi vicino alla finestra che si affacciava sull’appartamento del “sospettato”. Le urla che provennero dalle finestre del caro vicino confermarono i miei sospetti.

A rileggerci con le considerazioni finali sull’argomento.

post precedenti sul tema:

A A A violentatore cercasi per il sabato sera …..

Sotto l’impermeabile niente…..

Franca Corradini


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Matrimonio combinato : una storia italiana degli anni 80…..

E’ la storia di Giovanna ( nome di fantasia ) ora quarantenne, originaria di un paese del sud Italia sposatasi a 16 anni con un matrimonio combinato dai genitori.
Non ha potuto opporsi perchè un rifiuto equivaleva a dichiarare di aver già perso la verginità, con le conseguenze del caso ( ripudio della famiglia di origine, messa la bando dalla comunità come se fosse una prostituta.. eccetera )
Così ha sposato un uomo molto più grande di lei, uomo che non amava.
Uomo che è riuscito in pochi anni a farsi altre “spose” , con relativi figli, in paesi dell’est.
Uomo che ha tentato di distruggerla psicologicamente, mettendole spesso le mani addosso e minacciando di ucciderla, anche recentissimamente.
Giovanna nonostante tutto è riuscita a crescere abbastanza serenamente i suoi figli, lavora ma sente molto il peso della SOLITUDINE in cui lei, e le donne che sono nella sua stessa sua condizione , vivono anche grazie alla quasi totale assenza delle istituzioni.

L’intervista a questa donna , realizzata da me per il Convegno “ “Amore civile” è l’ultima del filmato, dove scorrono le immagini del film ” Compleanno “.

Ripropongo nuovamente questa storia e lo farò di nuovo con altre che via via che le raccoglierò poichè nulla è cambiato e niente all’orizzonte ancora si vede.

A parte le solite chiacchiere.

A proposito di chiacchiere, a me , la Carfagna come Ministro delle pari opportunità mi fa proprio ridere. Vedremo, ma l’inizio è proprio lento. Che dico lento….lentissimo…

IL FILMATO

Franca Corradini


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La violenza ha un volto amico ( post di Rosellina )

Ho letto qualcosa in questo blog nei giorni scorsi ed ho pensato di intervenire con un commento su di un altro post, ma preferisco aggiungere qualche altra cosa per chiarire meglio cio’ che voglio dire.

La violenza ha un volto amico e spesso e’ dentro di noi : prima impariamo a conoscere noi e la vita poi forse è utile anche un po’ di palestra , nei rari casi in cui non abbiamo altri strumenti.

La violenza è dappertutto e per le donne che la subiscono è causata , nella stragrande maggioranza dei casi , da persone molto piu’ famigliari e meno “straniere” dei violentatori a cui voi spesso vi riferite. Senza citare i numeri che sono noiosi ma indicativi , nella stragrande maggioranza dei casi la violenza arriva da altre parti , diverse e piu’ famigliari del violentatore da strada.

Mariti o compagni sconfitti dalla vita , impotenti e bestiali , datori di lavoro cocainomani ma “per bene” , vittime del potere che a loro volta esercitano sul piu’ debole , la donna lavoratrice sottoposta , padri snaturati alcolizzati e disperati , amici di famiglia perversi che approfittano di te quando sei piccola , preti “educatori” deviati e morbosi , tutte , spesso , figure irreprensibili che per anni nascondono violenze bestiali e distruggono a lungo per sempre molte giovani vite.

Si’ , poi ci sono anche quella piccola percentuale di violenze episodiche di strada fatte dagli stessi di prima che ho detto quando magari diventano piu’ poveri e disperati e soli , o da altri che per solitudine droga alcool e disperazione non possono approfittare delle donne di famiglia che non hanno piu’ e vivendo ai margini fanno violenze episodiche e marginali.

Stabiliamo un paio di regolette…

Il maschio italiano un po’ mammone è in crisi da qualche decennio; se gli stai sotto ti accetta all’inizio e poi va in cerca d’altro che lo emozioni, se gli stai sopra te le fa pagare paralizzandosi, scappando o mettendoti le mani addosso non nel senso che vorresti tu.
Non c’e’ verso di trovare rapporti alla pari soddisfacenti da ogni punto di vista , lui e’ impreparato , titubante e non sa’ che fare se non togliersi di torno, a meno che non lo fai fesso e contento facendogli credere di essere quel che non e’.

E’ cosi’ perché lui ha un’altra caratteristica , gli piace prima o poi dipendere da te come faceva con la madre …se poi il padre era una figura inesistente cerca con piu’ forza figure maschili a cui riferirsi che scopate con te . Insomma e’ un bel casino e lui stà messo male .

Mettetevi in testa che l’educazione maschile generale , i modelli di riferimento e tutto il dato ambientale di questa società spingono per creare il maschietto impotente disperato e potenzialmente violentatore che le cronache ci raccontano.

Anche noi donne quando ci mettiamo a scimmiottare nella vita e nella carriera il maschio di potere col sorriso furbo ed il sigaro in bocca , cinico quanto basta non e’ che non abbiamo le nostre colpe, ma anche per noi e’ difficile gestire le nuove situazioni di autonomia e libertà che faticosamente talvolta raggiungiamo.

Mettetevi in testa che la “bestia” e’ in quasi tutti i maschietti e che spesso é solo una questione di proporzioni e di controllo su di se’.

Mettetevi anche in testa che la mitizzazione dell’organo genitale femminile come icona preziosa , sacra ed inviolabile – invece che un pezzo di carne che la natura ci ha dato per procreare e per il piacere ( idem per il maschietto, comunque ) – è parte del problema come lo e’ un a certa generale educazione cattolica o comunque religiosa che preferirebbe sempre e comunque Marie Goretti morte per salvare la verginità a donne vive e vegete violentate e quindi un po’ colpevoli.

Una volta che vi siete messe in testa queste considerazioni allora possiamo andare avanti.

La migliore arma appena sei grande abbastanza per “sentirti” e misurarti é la consapevolezza di te , la forza d’animo , il carattere e la grinta .

Le capacità di risposta fisica alla aggressore sono di gran lunga secondarie e spesso pericolose per le donne che le mettono in atto , utili per poche “campionesse” fortunate nella “scelta” del bruto.

Cosi’ inquadrato il discorso forse capirete che non sono d’accordo a dare molta importanza alla idea dei corsi per le donne che vogliono imparare a menare .

Capisco che in questi tempi e’ piu’ facile e sbrigativo pensare di divenire tutte delle combat girl … in attesa che per tutta risposta i violentatori si organizzino in maniera più decisiva , magari coi bazzoka , per non rischiare di prenderle.

Preferisco attrezzarmi per altre strade . Datemi retta insegniamoci ed insegniamo altre cose alle nostre piccole amiche e sorelle o figlie se siamo madri , diamo loro affetto e infondiamo forza d’animo, conoscenza della vita , consapevolezza che in ognuno di noi c’e’ la bestia ed e’ solo questione di percentuali , opportunità e scelte fortunate altrimenti non si spiegherebbe la quantità di violenza subite da chi non te lo aspetteresti mai .

Ne’ si spiegherebbe anche la quantità di violenza e potere che esercitiamo anche noi quando ci capita di avere questi strumenti.

Detto questo e relativizzato il fenomeno non e’ difficile capire i punti deboli caratteriali della bestia che ti trovi di fronte o di dietro col coltello alla gola sotto casa di notte : spesso e’ un impotente e frustrato , da affrontare con calma .

Una frase ad effetto detta senza fare “la preda tremebonda che si divincola terrorizzata ” e’ una comunicativa efficace maggiore che saper tirare un colpo di karatè , anche perché se dato male ( e non tutte noi possiamo diventare campionesse e sopraffare la bestia ) puo’ portare a reazioni peggiori .

Io non ho una ricetta sicura , né intendo ridicolizzare chi và in palestra per questo motivo , ma proporvi un altro punto di vista su tutta la questione e raccontarvi alcune cose vissute .

Una volta una mia amica che ora lavora in un centro antiviolenza di Salerno mi ha raccontato di essere stata aggredita sotto casa da un marocchino col coltello : lei ha iniziato a star calma , senza dare in escandescenze e dare di testa ( cosa che invece fa molto eccitare i maschietti che sentono la preda tremare e divincolarsi , quei tipastri che han bisogno di sentire la donna in loro potere , magari gridare e piangere , per eccitarsi) lo ha fatto parlare , gli ha detto di stare calmo , che lei lo avrebbe aiutato, che se stava una attimo fermo e non la stringeva piu’ poi avrebbe fatto fare quel che voleva di lei , ma prima si calmasse e gli dicesse “perché , da dove vieni, tua madre che ti direbbe se ti vedesse cosi’ , hai figlie o sorelle , se stessero al posto mio ti piacerebbe ?Non pensi a loro nella stessa situazione , lo sai che potrei essere malata di aids ?” Ed altro ancora chela fantasia produce col bisogno . Lui ha diminuito la stretta per la reazione di lei , opposta a quel che lui si aspettava . Lei affrontandolo con calma lo ha smontato , come dite voi maschietti , glielo ha fatto smosciare ed alla fine gli ha dato 20 euro ed e’ andato via quasi scusandosi e piangendo; io non penso che se gli avesse assestato qualche colpo anche ben tirato dopo mesi di corsi e palestre avrebbe avuto risultato migliore anzi temo che sarebbe finita male .

Anche una altra volta un tossico a Napoli col coltello voleva violentarla e con la stessa calma lei lo ha bloccato , in questo altro caso lei si e’ messa a dire cose sconclusionate da matta , a fare discorsi da folle , tanto che questo si stava preoccupando per se’ ed è scappato via lui .

A me pure e’ successo due volte : una con una banda di ragazzini fatti di coca che ho saputo controllare pur beccandomi qualche “atto di molestia” ed una altra volta a Firenze con un ragazzo rumeno che voleva addirittura prendermi a bastonate se non mi spogliavo cosa che ho fatto a metà buttandola sul ridere e facendolo parlare finché e’ andato via con qualche euro e la vista di mezza tetta , gli ho anche detto che non sapevo se ero sieropositiva ed ha funzionato : sarebbe stato meglio dargli un colpo e stenderlo , anche nell’ipotesi ( scarsamente probabile ) che fossi riuscita a stenderlo al primo colpo ed a scappare prima che reagisse ?

Puo’ darsi che qualche volta sia cosi’, altre meno , ma la questione e’ un’altra .

Quando si parla solo ed esclusivamente di imparare a menare ( cosa non disdicevole , comunque , ma marginale ) , in effetti di cosa si stà parlando? E’un film ? O e’ la proiezione tutta maschile della sacra inviolabilità sessuale delle loro madri moglie sorelle e fidanzate ? Che poi non e’ neanche vero : difatti ricordate che per il maschietto italiano a parte un po’ la madre ed un po’ meno la sorella , su cui nutre qualche sospetto ma non puo’ dirlo , il resto delle donne di famiglia sono tutte con certezza un po’ puttane per non parlare delle donne degli altri.

Ecco perché nel suo immaginario piu’ o meno conscio preferisce vederle ( le sue donne ) col naso rotto ed il braccio fratturato in un eroico combattimento col bruto piuttosto che sane e salve ma non piu’ tanto illibate o comunque un po’ penetrate e “orrendamente ” palpeggiate senza resistenza!

Questa e’ infatti la domanda che vorrei farvi a voi che suggerite corsi di arti marziali e palestre : non e’ che sono i vostri maschietti che vi vorrebbero combattenti , magari ferite ma inviolate ? Non e’ che state come al solito seguendo l’illusione di un modello copiato dai maschietti , come spesso accade ?

Non e’ che state sacralizzando un po’ troppo quello spacco che avete tra le gambe e sarebbe meglio solo cercare di non farsi male ?

Ma quali palestre , sceme , frequentate la vita , imparate a conoscervi ed conoscere il signor nessuno che e’ dietro il violentatore che spesso ha facce simili a quelle di vostro padre , fratello o fidanzato o comunque a quelle presentabili e imprevedibili che vi circondano nella vita di tutti i giorni .

E poi leggete di piu’ e meglio , gonfiandovi il cervello invece dei muscoli , imparate a conoscere voi stesse ed i vostri limiti , uscite dai ghetti famigliari e lavorativi ed apritevi al mondo.

Migliorerete le vostre vite ed i vostri rapporti e , secondariamente , se vi capita lo stronzo quasi sempre lo smontate e rivoltate come un calzino sporco.

E lasciate stare i consigli interessati ed angosciati dei maschietti che su queste cose non ci capiscono nulla ma anzi proiettano su di voi le loro angosce offrendovi arti marziali per scontare con voi magari qualche penitenza oppure per non farvi perdere la “loro” icona inviolabile di cui per loro siete solo “portatrici” in mezzo alle gambe.

Il corpo e’ vostro , gestitelo come vi pare e se per salvarvi da botte e violenze peggiori dovrete farvi toccare o altro decidete senza falsi moralismi magari chiarendovi fin d’ora cosa veramente e’ in gioco e cosa veramente ha valore per voi.

Ripeto non sono contro le botte date bene in assoluto , ma spesso imparare a picchiare rischia di prendervi la mano e farvi diventare diverse .

E poi perché non spender qualche parola e metter qualche energia , dedicare come si faceva un tempo un po’ delle vostre ore al sociale invece che alla palestra ? Lottare insieme e creare quartieri piu’ umani , reti sociali almeno tra noi donne , incontri , accendere luci nelle città dormitoio, vivere la città , aprirla di notte , renderla fruibile.

Come mai di questo non parlate e vi fossilizzate sui muscoli e le botte ?

Certo quando capita lo stronzo che ti molesta o vuole violentarti e ti becca sola e lontana da tutti si tratta di vedersela senza paura sapendo che il 90% delle volte il maschio furioso e’ un maschio pauroso ed impotente e si puo’ riportarlo a quello stadio comportandosi in un certo modo.

Non funziona sempre ma per esperienza funziona di piu’ e meglio che sperare in colpi di karate’ risolutivi anche perché , ripeto, non vorrei mai vivere in un mondo dominato da aspiranti Marie Goretti con l’armatura pronte a guerreggiare per le strade contro aspiranti violentatori che girano ancora piu’ armati per andare sul sicuro: questo mondo fa già schifo cosi’ com’e’ !

Viva le donne ed i pochi maschi rimasti uomini

Rosellina


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donne : misoginia e strabismo di venere

Sabina Guzzanti alla manifestazione NO CAV DAY ha destato scalpore per le affermazioni da “osteria”, tra le altre , sul neo ministro Mara Carfagna ( già soubrette ).

da Il Messaggero.it

L’intervento della Guzzanti. Un attacco a 360 gradi contro il governo ma anche contro la chiesa e il centrosinistra. Così Sabina Guzzanti ha scaldato usando parolacce e espressioni volgari la manifestazioni di piazza Navona. Guzzanti comincia con le indiscrezioni sulle intercettazioni del premier intonando una filastrocca: «Osteria delle ministre… ‘paraponziponzipò… le ministre sò maestre… ‘paraponziponzipò… e se sò brave a letto figuriamoci in Parlamento… dammela a me Carfagna… le Pari Opportunità». Poi offese verso Papa Razinger: «Tra 20 anni sarà morto è andrà all’inferno dove sarà conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi».
L’ultimo affondo, che scade sempre più nel turpiloquio, è ancora contro Berlusconi e Carfagna: «A me non interessa la vita sessuale di Berlusconi, non sono una moralista; ma non può diventare ministro delle Pari Opportunità una che gli ha succhiato l’uccello».”

La Guzzanti si è attirata anche le critiche della donne del PD, solidali con la Carfagna e che arrivano a definirla misogina.

“Tra Sabina Guzzanti e Mara Carfagna, le donne del Pd buttano giù dalla torre la prima e salvano la seconda: i toni “maschilisti” usati ieri dall’attrice in piazza Navona hanno infatti suscitato la solidarietà femminile, al di là delle contrapposizioni politiche. Con l’eccezione di Rosy Bindi, che spezza una lancia in favore della Guzzanti.”

segue in ansa

Dall’altro lato Il Ministro Mara Carfagna sembra essere affetta da strabismo nel citare nel proprio comunicato il nome del parlamentare Guzzanti , già padre di Sabina ma non per questo ancora responsabile delle sue azioni essendo, la popolare comica, da molto tempo maggiorenne….

Il resto è cronaca.

Che dire di queste rappresentanti del gentil sesso ??

Giornata no per l’altra metà del cielo: entrambe hanno perso un’ottima occasione per tacere.

Franca Corradini