LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Voi che ne pensate ?

I fatti nudi e crudi.Vorrei il vostro parere.

Grazie e buona domenica

Franca

FOIANO WAR CEMETERY

QUESTA LA NOTIZIA ( fonte Arezzo Notizie ) :
Giovedì 11 Febbraio presso la Biblioteca Comunale di Foiano della Chiana, in Piazza Cavour alle ore 17.30, si terrà l’apertura dei Circoli del Buon Governo della Val di Chiana, in particolare Il Circolo di Foiano di Elisa Perriello, il Circolo Giovani di Arezzo di Matteo Camaiani Verdelli, Il Circolo di Torrita di Siena di Lorenzo Vestri.
A inaugurazione dei nuovi Circoli il Sen. Marcello Dell’Utri apporrà a tutti i Presidenti lo spillino “rosso” di appartenza all’Associazione.

Si aggiunge così un nuovo traguardo per la Rete Nazionale e aretina del Buongoverno.
Alla presenza delle autorità e della cittadinanza foianese il Senatore darà anche lettura di alcune pagine dei “Diari di Mussolini” da lui scoperti.
Nel ricordare l’occasione storica della presenza del Sen. Marcello Dell’Utri nella città di Foiano invitiamo tutti a partecipare all’evento ed alla cena conviviale che seguirà all’Hotel Forum.

A POCHI KM DA FOIANO NEL ….Giugno 1944

…”Papa’ rientra un paio d’ore prima del solito. E’ sconvolto.

Mi dice di andare nella stalla della nonna e riunisce il resto della famiglia. Poco dopo il fratello con la moglie incinta lascia la casa. Va a nascondersi altrove, non so dove. Che succede papa? Succede che hanno fatto una strage incredibile a Civitella (siamo tra la Val di Chiana e la Val d’Ambra) e sembra che stiano facendo altrettanto nelle vicinanze, forse verso San Pancrazio ma potrebbero anche indirizzarsi qui. Di peggio: gli alleati sono fermi da 3 giorni e la gente scappa anche da Montepulciano e Sinalunga. Ma perche’ proprio a Civitella? A dire il vero non sembra a nessuno che quella sia una zona particolarmente attiva del movimento partigiano. Infatti solo da noi, tra Foiano e il Cortonese, ci sono state fucilazioni. Comunque per la prima volta noto un allarme quasi frenetico tra i miei………..Nella notte sento un tramestio, giu’ nell’aia. Che succede? Succede che e’ arrivato Ezio (sara’ nel sessantennio successivo il segretario dell’ANPI) e fornisce dettagli su Civitella. Ecco: laggiu’ era stato ucciso un tedesco, sembra con un colpo d’ascia, e dopo un’ora era arrivato un battaglione della Divisione Hermann Goering. Non si sono messi a cercare nessuno, SFONDAVANO LE PORTE DI DECINE DI CASE, TIRAVANO FUORI A CALCI TUTTI GLI ABITANTI, VECCHI, DONNE, RAGAZZINI; AVEVANO SFONDATO ANCHE IL PORTONE DELLA COLLEGIATA E FATTO USCIRE PARROCO E PERPETUA. E via via che li radunavano si sentivano spari qua’ e la’ con singoli morti ammazzati. Poi, mentre i militari urlavano e spintonavanoe la gente piangeva e alzava i suoi lamenti coprendo i bambini, qualcuno ha emesso un lungo fischio come d’allarme. Allora i militari si sonom compattati a schiera e la gente restava come paralizzata senza voce e lamento. Un attimo di silenzio, un ordine perentorio del graduato, e la falcidia. Non si sa’ quanti fossero i civili radunati, ma per terra SONO RESTATI 115 CADAVERI, BAMBINI E PARROCO COMPRESI, QUALCHE AGONIZZANTE SUBITO RAGGIUNTO DAL COLPO DI GRAZIA! Un grido bellico ha salutato la fine della scena e gli assassini si sono ritirati ordinatamente verso i due camion. Residuava solo qualche lamento di morituro. Era la strage di Civitella in Val di Chiana, a pochi chilometri da noi. E gli alleati erano ancora fermi a Chiusi.

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Per questa strage perpetrata dai nazisti con il compiacimento e l’appoggio dei fascisti italiani, il 21 ottobre del 2008 la Corte di Cassazione aveva condannato Berlino a un risarcimento finanziario a favore dei discendenti delle 244 vittime delle stragi naziste del 1944 nei comuni aretini di Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio. Il governo tedesco ha fatto ricorso alla Corte Internazionale dell’Aia contro la sentenza.

INOLTRE …..

Ecco cosa è successo a Foiano della Chiana in località Renzino tanti anni fa……
Per non dimenticare.
Fonte Società Storica Aretina:

“Dopo alcune spedizioni di squadre fasciste in Valdichiana nella primavera del 1921 (chiamate allora “itinerari di propaganda”, con lo scopo ben conosciuto di operare contro le amministrazioni e le organizzazioni socialiste e sindacali), quella del 17 aprile si conclude con una terrificante imboscata. La spedizione, formata da numerosi squadristi trasportati da due camion, parte dalla sede del fascio cittadino sotto la guida del capitano Giuseppe Fegino del Settantesimo reggimento di fanteria; da Firenze è giunto uno dei camion, guidato da Dante Rossi, un fiorentino. Nel gruppo sono presenti anche Aldo Roselli e Bruno Dal Piaz, studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale “Buonarroti”.
Lo scopo dichiarato è quello di compiere un’azione di propaganda nei paesi della Valdichiana. Giunti a Foiano i camion si fermano nella piazza centrale e i fascisti si spargono per le vie cittadine alla ricerca di socialisti e comunisti; entrano nelle loro abitazioni, li minacciano di morte; danno l’assalto al palazzo comunale, devastano le sedi sindacali e politiche e quella della Cooperativa socialista.
Il giro di propaganda nella mattinata si sposta a Marciano e a Pozzo della Chiana, dove si verificano alcuni scontri e sparatorie, poi i due camion ritornano a Foiano all’ora di pranzo. Intanto nell’ambiente sovversivo locale, già in fermento e in crescente tensione anche per le violenze delle precedenti spedizioni, si organizza un’imboscata, che, secondo la versione ufficiale, sarebbe stata preparata da tempo, o “un agguato spontaneo e improvvisato”, secondo le testimonianze degli arrestati e condannati nel processo presso il tribunale di Arezzo.
Nel pomeriggio un camion riparte per Arezzo e mentre discende dal paese verso la provinciale Cassia e si avvicina alla frazione di Renzino, una scarica di fucileria parte da dietro le fitte siepi di bosso poste ai due lati della strada, investendo in maniera concentrica l’autoveicolo. Sono colpiti mortalmente l’autista Rossi, il giovane militare Tolemaide Cinini. Lo studente Roselli viene ritrovato morto in un campo a qualche centinaio di metri dall’agguato. Altri, feriti più o meno gravemente, riescono a salvarsi nascondendosi o fuggendo per i campi.
Nonostante le abbondanti fonti disponibili è difficile ricostruire sia le modalità di preparazione dell’imboscata sia quello che è accaduto dopo. Le rappresaglie immediate, l’occupazione militare del paese da parte di bande fasciste giunte da più parti della regione, l’esecuzione sommaria di nove persone, tra cui una donna e un diciassettenne, la devastazione di casolari e l’incendio di pagliai rappresentano la vendetta cieca e terribile, che per due giorni e due notti si abbatte nelle campagne foianesi, mentre la forza pubblica lascia fare o è complice.”