LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Bondi, la cultura, le scimmie ed il cinghiale.

Nelle ore in cui Bondi rischia di essere sfiduciato in parlamento perchè il suo capo vuole rischiare la conta, pensando alla cultura massacrata da tagli e da scelte volte ad impoverirla, mi colpiscono alcune notizie che vedono protagonisti i leghisti.

Costoro  come scimmie impazzite eseguono gli ordini in periferia, talvolta emulando come veri cercopitechi le gesta dei capi romani e così finendo come kamikaze per esplodere le loro stupidaggini ai confini di Berlusconia , ricoprendosi di ridicolo.

Intanto il cinghiale ferito barcolla ma non molla. Grazie a chi? Ai cercopitechi, che ancora pensano che in groppa a lui arriveranno nelle terre promesse del federalismo. Ma quando mai!

Al massimo avranno un posto in prima fila durante un bunga bunga, col trota travestito da poliziotto in reggicalze. Come ha finito per fare la sua fidanzata, anticipandolo. Trota cornuto, tra l’altro…

La cultura non si mangia, dice Tremonti. L’affermazione la dice lunga sulle capacità e la lungimiranza del ministro degli evasori, ma tant’é.

Eppure la cultura fa mangiare un sacco di gente, produce e scambia molto denaro oltre ad essere lo specchio di un paese, oggi  impoverito dal berlusconismo.

Un paese senza democrazia culturale e senza memoria storica, come s’impegnano a fare già le molte TV del nano malato,  è un Paese che si può asservire con molta più tranquillità.

Un paese dove berlusconi non è più in carne ed ossa ma è diventato da tempo una fiction rassicurante che viene sempre perdonata ( credereste mai che topo gigio commetta un reato ? ). Vent’anni di impegno hanno pur sortito qualche effetto, lo dico per quelli che si domandano ancora come sia possibile che solo metà degli italiani consideri insopportabile l’attuale situazione politica e chieda le dimissioni del berlusca.

L’altra metà crede o fa finta di credere al complotto:  non tutti sono più esaltati come prima, ma chi anche fosse uscito dal cerchio dei malati conclamati, ha comunque in corpo abbastanza virus per rimanere  nel secondo o terzo cerchio dei confusi o disorientati o peggio ancora “terzista” o finanche sinistro-modernista ( vedi Renzi ).

Solo da noi è così, perchè solo da noi la sottocultura televisiva ha raggiunto ed infettato una così larga parte della popolazione, dalla invasione degli ultracorpi in poi.

Con molta stupidità e pressapochismo i leghisti ripristinano i roghi dei libri della Sacra Inquisizione

C’é aria di censura, nel Veneto leghista. Gli scrittori pro-Battisti, prima genericamente ostracizzati da un assessore della provincia di Venezia, ora vengono messi al bando nelle scuole. Mentre nelle biblioteche comunali, nel silenzio generale, stanno sparendo le opere degli autori politicamente scomodi.

Ecco gli scrittori che qualche anno fà firmavano un appello pro Battisti e che ora vengono messi al bando nel veneto leghista. Non che ce ne freghi nulla del terrorista Battisti , anzi – bisogna sempre precisare per via di deficienti in agguato  –  ma solo la stupidità peggiore puo’ avere questa ansia di censurare.

Poi se la prendono col cinema.

E’ uscito nelle sale «Renato Vallanzasca-Gli angeli del male» di Michele Placido con Kim Rossi Stuart nel ruolo dell’ex bandito.

Subito si alzato lo scemo di turno, il deputato della Lega Davide Cavallotto, invitando a boicottare il film: «Dopo aver pubblicizzato la mafia in tutto il mondo e reso celebre da Nord a Sud la sanguinaria Banda della Magliana di Roma – dice Cavallotto – non ancora soddisfatto il cattivo maestro Michele Placido è salito in cattedra per elevare a eroe lo spietato assassino Renato Vallanzasca».

«Usare giovani e affascinanti attori per sdoganare l’immagine di personaggi che dovrebbero cadere nell’oblio per i crimini commessi – secondo Cavallotto – è un insulto alla memoria delle vittime e una crudeltà verso i loro parenti. Adesso ci mancava solo la madre di Renato Vallanzasca a chiedere la grazia per il figlio al Capo dello Stato».

Ora tocca a Saviano.

A parte le tv di RAISET ed i giornali del padrone, già pronti a far pagare con il metodo del fango ( metodo Boffo), chiunque osi avere una opinione diversa da quella del mondo berlusconico , anche la figlia di Berlusconi è scesa in campo per il Papi attaccando lo scrittore con l’aria di dire:” Caro stipendiato, stai al tuo posto, non toccare il mio Papi, vendi milioni di cope che mi arricchiscono ma non ti permettere di lodare i procuratori di Milano. Ne approfitto pèer rammentarti di farti un trapianto di capelli, che sembri uno sfigato…

Sulle voci che girano intorno alle chances della figlia bruttina del premier di ereditare il potere del Papi abbiamo già detto di recente.

Per non dire dell’odio della Lega verso Saviano dopo la polemica a “Vieni via con me”: un’Amministrazione leghista viene accusata di aver tolto Gomorra dagli scaffali dalla biblioteca di Preganziol.

Sembra che gli amministratori ritengano che i libri di Saviano non siano degni di restare in biblioteca, dopo che lo scrittore ha denunciato durante la trasmissione televisiva di Rai 3 “Vieni via con me” che la mafia interloquisce con la Lega.

Saviano ha detto una ovvietà, ma i cretini si sono distinti nel sottolinearla.

La Lega e la cultura ( personale ):  Calderoli è un minus habens oppure ci fa?

L’altro esempio è che giorni fa il giudice Guariniello non ha potuto incriminire il direttore di un supermercato che vendeva prodotti con la salmonella dentro, perché la legge sulle adulterazioni dei cibi è stata cancellata dal Ministero per la semplificazione normativa, e la Corte Costituzionale intervenuta in merito aveva comunque prorogato di due anni tale legge con scadenza 31 dicembre 2010. E in due anni questo governo del fare non l’ha rifatta.

Talvolta la Lega si sveglia un mattino e se la prende con se stessa.

Conoscendo i nostri polli, i cercopitechi leghisti insomma, sembra assurdo eppure è così.

La Lega litiga per la cultura ed anzi i sindaci leghisti alzano gli scudi contro il governo, come se a Palazzo Chigi loro non ci fossero.

Oggi si sono accorti che la sforbiciata indiscriminata al settore poteva passare per le loro città. Così, con un ministro – Sandro Bondi – dimezzato e che passa le notti a pensare se dimettersi o farsi dimettere, i teatri d’Italia si trovano in ginocchio.

 

A guidare la rivolta il sindaco di Verona, Flavio Tosi, alle prese con l’Arena, il tempio della sua città, che rischia di chiudere per bancarotta. Verrebbe da chiedergli dove erano i suoi del Carroccio quando a Palazzo Chigi si tagliava a destra e a manca nel settore cultura. Resta il fatto che il povero (si fa per dire) Tosi ha ragione: le stagioni della lirica sono a serio rischio

Il caso Arena

In questo caso il problema non sono solo i tagli. La stagione della lirica nel 2010 ha chiuso con tre milioni in meno di incassi al botteghino rispetto all’anno precedente e 423.000 spettatori persi per strada, praticamente il minimo. Tosi, però, non ci pensa a fare mea culpa e punta il dito contro il governo: “Può accadere – dice – di dover chiudere il bilancio della Fondazione Arena in rosso, non per responsabilità gestionali, ma esclusivamente per la mancanza dei fondi statali. Da un lato mal comune mezzo gaudio, visto che questo ci accomuna a tutte le altre fondazioni liriche. Ma i casi sono due: o l’Italia, che è un Paese che vive anche di cultura e di lirica, fa i conti seriamente con questo dato, oppure qui si rischia di mandare a ramengo l’intero comparto. A gennaio ci troveremo con tutti i sindaci e i sovrintendenti interessati per andare a parlare con il ministro, perché nessuno può pensare di mandare a carte quarantotto la Fondazione Arena”. La risposta gliel’ha già data però il suo collega di partito, l’onorevole Alessandro Montagnoli, leghista, membro della Commissione Finanze della Camera. “Il no del governo al reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo? Purtroppo era prevedibile – premette – visto che tutti sapevano che all’interno del decreto milleproroghe le priorità erano due: il reintegro del 5 per mille, a favore del volontariato, e dare una mano al trasporto pubblico locale”. Nessuna speranza, dunque.

I Cercopitechi  fanno quadrato intorno al cinghiale ferito, per quanto ancora?

Crazyhorse70


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La produzione culturale in questi anni di berlusconismo

Il Berlusconismo non è solo negazione di diritti ma anche affermazione di alcuni valori. Eccone alcuni esempi attraverso delle immagini.

Infatti per capire lo stato del paese dal punto di vista culturale in questi ultimi 20 anni occorre elencare la produzione del Berlusconismo.

Ovvero come è iniziato l’incubo, i mezzi e le tappe culturali dell’avvento del regime…dal calcio alla televisione, dalla mafia al giornalismo servile e spettacolare, dal Grande Fratello alle finte indagini di Striscia, dalla donna oggetto velina e sorridente  al Gossip come arma politica, per non parlare della legge uguale per tutti e più uguale per lui …

non che queasti valori non si fossero affermati ben  prima del berlusca : diciamo che con lui se ne è svolto un approfondimento scientifico…

Buon proseguimento  delle ferie di Augusto ( Ferragosto questo vuol dire ), quindi occorre che non dimentichiate mai  che questi giorni non sono le vostre vacanza ma le sue,  pertanto  non esagerate e pensatelo sempre con amore…

Crazyhorse70


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Cultura: omicidio di Stato

Potremmo sintetizzare così ciò che sta accadendo al nostro Paese.I primi tagli pesanti sono arrivati a scuola e ricerca e ora tocca a tutte le altre forme di cultura che ancora resistono.

Si è svolta ieri la manifestazione infatti contro la manovra e il decreto Bondi sulla riorganizzazione (leggi tagli) delle fondazioni lirico-sinfoniche.

Mi hanno insegnato che la cultura è un diritto,una risorsa,un settore in cui investire per favorire la crescita anche economica di un paese ;questi tagli dunque sono un’eresia e vanno a danneggiare,al di là dell’arte, la ricchezza patrimoniale di un paese.

La crisi è dappertutto ma l’Italia è l’unica che taglia in maniera così indiscriminata,chi disinveste sulla cultura uccide l’economia e consegna ai nostri giovani un paese sicuramente più povero.Se acadesse ai nostri cugini francesi una cosa del genere,per esempio,probabilmente il giorno dopo chiuderebbe la Francia stessa!

Ad onor del vero bisogna dire che il disegno di legge dell’on. Bondi non si prefigge certo di azzerare la cultura (anche perché ciò vorrebbe dire tornare a girare nudi come gli uomini primitivi!),ma di renderla una merce,e quindi appannaggio solo di chi avrà la possibilità di comprarla! (una piccola casta se le cose non cambieranno).

Ma allora viene da chiedersi perché questo accanimento verso scuola,formazione e cultura in generale?

Solo per motivi economici? Perché la situazione è grave( e se ne accorgono solo ora??) e bisogna chiedere sacrifici a tutti?

Chiedere sacrifici in momenti difficili è giusto,ma bisogna avere l’autorevolezza per farlo!

Manca un progetto per un investimento produttivo,certamente la responsabilità è di tutta una classe politica e dirigente sia da una parte che dall’altra,ma pare che l’unico progetto sia: meno cittadini e più sudditi!

Si ha l’impressione che l’unica preoccupazione sia non disturbare chi “manovra”,in fin dei conti la cultura ce la possiamo sempre fare guardando le televisioni di “stato”!

Scuola e aggiungerei anche Magistratura sono i pilastri su cui poggia la cultura e il diritto di una Nazione.

Colpendo e indebolendo questi due pilastri,una Nazione e destinata a scivolare lentamente verso la dittatura….meditate gente meditate….

G.Vona


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Tre ipotesi sul perchè i potenti e ricchi vanno sempre e solo a mignotte

Ipotesi 1) il Fatto Quotidiano, Luca Telese

“Ma come! Sono uomini così belli e desiderati, che bisogno hanno di una prostituta?”.

E invece un bisogno c’è. Hai sempre fretta, sei terribilmente stressato, hai pochi tempi morti nell’agenda del palmare. Devi riempirli appena si liberano. Non devi lasciare tracce. Non devi avere implicazioni sentimentali, strascichi. Non devi accendere una relazione con una figura autonoma, che confligge con la famiglia di riferimento, che spesso – anche in contemporanea – deve essere impegnata nella rappresentazione della drammaturgia istituzionale.

Escort è una parola più comoda, asciugata al senso etimologico: la scorta, l’estrema protezione del segreto, la corroborazione curativa del corpo. Non più il corpo del politico, il sottosegretario, il presidente. Ma il capo, il sovrano che deve ristorarsi.
Se è così, però, il capo-semidio, non può sporcarsi le mani con il denaro. Non può distruggere il sogno mettendo mano al portafoglio. Il ruffiano che paga, diventa essenziale perché cancella la traccia e il senso di colpa.

Perché ricostruisce l’illusione del dono sessuale-votivo offerto al principe in virtù del suo carisma. La Protezione virile si sostituisce a quella civile. Meno male che ci sono le intercettazioni: ancora per un po’ Anemone resta un cognome, e non un mito.

Ipotesi 2, Sabina Guzzanti

“Per esempio, un interrogativo che non sarà fondamentale, ma a me m’è venuto, dopo queste intercettazioni, mi sono chiesta: ma perché vanno tutti a mignotte? C’hanno i soldi, c’hanno il potere, c’hanno tutto quello che vogliono, ma perché sempre e solo mignotte? È una domanda legittima, voglio dire: no? Ho chiesto in giro finché non me l’hanno spiegato, un ex tossico mi ha spiegato in modo molto semplice e chiaro che vanno a mignotte perché pippano: molto semplice. Perché la cocaina stimola la amigdala, che produce dopamina e ti fa venire voglia di scopare, però non ti si alza e le mignotte sono le uniche che hanno la pazienza di stare lì anche se non ti si alza, è molto semplice, è una verità che si potrebbe anche diffondere, perché no?”.

Ipotesi 3, la mia

La politica è cambiata, un tempo c’era una certa percentuale di persone che lavoravano politicamente per un impegno ideale disinteressato, o meglio interessato più a futuri rivolgimenti traumatici (rivoluzione) che non a fare soldi. Tale approccio con l’attività politica era psicologicamente  più appagante e tale appagamento faceva da contrappeso alle inevitabili fatiche e delusioni.

Inoltre certo valori,  per alcuni politici per altri morali, non erano ancora stati sotterrati dalla civiltà moderna lobotomizzante ed era più facile trovare in giro reazioni di rabbia ed indignazione oggi quasi scomparsi e sostituiti dall”attuale menefreghismo “cialtrone”,  per usare un termine caro a cavallo matto.

Oggi tale percentuale di idealisti è sicuramente inferiore e capita spesso che si cerchino scorciatoie per avere prima possibile potere e soldi, e tanto più ciò è valido quanto meno l’esercizio del potere politico risulti appagante.

L’attività politica  – vista ormai come una variante del mondo degli affari – è fatta di tanti di quei rapporti da “coltivare” e di tanti di quei nemici da ” fottere” che spesso sostituisce la libido sessuale ed inoltre concorre a creare ansia e pensieri che,  come  notorio,  disturbano la libido sessuale libera e consapevole ( potrei citare il volgare ” il cazzo non vuole pensieri” valido,  con una piccola modifica, anche per le femminucce; oppure il siculo-mafioso “megghiu cumannari ca futtiri “).

Vivere di rapporti da coltivare , rapporti di potere insomma, stimola quel genere di mentalità ed anche poi di sessualità , per cui  –  dopo aver fottuto tanti nemici durante il giorno –  risulta più consono ed appagante rimanere sulla stessa linea anche nel sesso, ricorrendo alle mignotte.

Senza dimenticare le solite chiacchiere più o meno fondate sui nuovi rapporti di forza all’interno della coppia, con la donna sempre più protagonista , conquistatrice e richiedente ( “quella gran rompicoglioni di mia moglie” si legge in diverse vecchie intercettazioni dei tempi della prima tangrentopoli) e l’uomo sempre più in un angolo.

La puttana è disponibile per antonomasia, è la geisha, la moglie bambina a cui guardare senza ansia né affanno, la donna che ti fa sentire uomo e non ti assale di pretese ed attese. Certo poi alla fine c’é quel piccolo particolare del pagamento della prestazione, ma spesso agli uomini piace col tempo illudersi di fare solo dei regalini.

In conclusione credo che le tre ipotesi abbiano tutte qualche parte di verità e vorrei sapere voi che ne pensate…

Rosellina970


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Mafia e cultura: le affinità elettive.

Non parlerò  di mafia in termini di giustizia penale, né approfondirò l’argomento degli attuali procedimenti in corso che concernono Berlusconi. Né voglio commentare la cattura di molti mafiosi avvenuta in questi mesi.

Lo abbiamo già fatto, lo faremo ancora , ma non oggi.

Io voglio aprire una discussione sulla mafia come mentalità , come cultura , come agire politico nel concreto ed anche concettualmente , cioé in rapporto con le idee politiche di oggi e di ieri .

Se esiste una maggiore permeabilità alla mentalità ed al potere mafioso da parte della destra o della sinistra, chi nella storia l’ha combattuta, chi l’ha subita o la utilizzata.

Se si può parlare di modo di pensare mafioso come modo di pensare tout court ed al di là del fenomeno precisamente perimetrato o se invece è più corretto parlarne in riferimento al solo suo significato tecnico-criminale.

Guai al popolo che ha bisogno di eroi: l’Italia pare averne bisogno più di altri paesi anche se molte volte è eroico semplicemente fare il proprio dovere fino in fondo.

Io comincio col dire la mia. Non credo che esista un a primazia nella lotta alla mafia in temini ideologici, ci sono stati esempi individuali di ogni tipo, uomini di ogni fede politica che l’hanno combattuta.

So che c’é chi non é d’accordo ma  sgombrerei il campo da una netta distinzione tra destra e sinistra in termini concettuali in relazione al pensiero ed al potere mafioso. Basti pensare al concetto di legalità e sicurezza per capire quel che dico.

Diverso è il campo concreto dell’esperienza politica reale.

Diverso ieri e diverso oggi.

Espongo due foto d’epoca.

La prima. Alla fine della guerra la D.C., l’M.S.I., gli emissari degli U.S.A., la mafia italoamericana sostenevano fortemente   i separatisti, la mafia locale siciliana e Salvatore Giuliano in funzione anticomunista ( vedi Portella della Ginestra) : il potere mafioso vedeva nella sinistra comunista del tempo un ostacolo, specie sul terreno delle riforme agrarie che miravano ad abbattere il latifondo.Anche la sindacalizzazione delle prime fabbriche,  la presa di coscienza dei propri diritti, umani oltre che politici,   fece sì che  chi era fino a poco prima un servo della gleba facilmente soggiogabile al volere piramidale della mafia, mettesse, meschineddu,  troppi grilli nella propria testa fino a rendersi indipendente o difficilmente permeabile.

La seconda. E’ una foto fatta di dichiarazioni. Piccolo gioco: indovinare i protagonisti.

1# “C’è uno strumento politico ed è il Partito comunista. Ci sono i Caselli, i Violante, questo Arlacchi che scrive i libri … Il nuovo governo [1994, Berlusconi] si deve guardare dagli attacchi dei comunisti”.-
2# “Quello che sto subendo è il frutto di una campagna denigratoria, è tutta una Speculazione Comunista, sissignori … I Giudici che mi stanno perseguitando, e soprattutto X, sono tutti Comunisti!”.
3# “Y è l’artefice di un Complotto ordito dal Partito Comunista ai miei danni”.
4 # “Quando il giudice mi ha interrogato, mi sono accorto che mi trovavo di fronte a un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia”.
5# “il peggior male della Giustizia Italiana è la Politicizzazione”.

Risposte: 1. Totò Riina – 2. Michele Sindona [X è Giorgio Ambrosoli] – 3. Nino Salvo [Y è Giovanni Falcone] – 4. Luciano Liggio – 5. Matteo Messina Denaro

C’è qualcuno che in buona fede non noti una certa affinità culturale tra la mentalità mafiosa criminale conosciuta e la cultura di governo non della destra ma del berlusconismo?

Sulla sinistra, sui giudici matti o comunisti, sul fastidio verso una certa legalità …c’é o no una affinità elettiva?

Crazyhorse70


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Meno soldi per il Fondo spettacolo più soldi per il Fondo battone

Il mondo dello spettacolo protesta contro i tagli economici che lo stanno mandando in rovina e chiede un ultimo ripensamento, ovvero un reintegro del 35% dei finanziamenti decurtati dal governo Berlusconi, che peraltro non ha mai fatto mistero di guardare  con sospetto la cultura, allontanandola con sdegno.

Monta perciò la protesta degli addetti ai lavori : il 20 luglio scorso davanti a Montecitorio si é svolta una manifestazione di protesta con attori, tecnici, musicisti, danzatori.drive_in

A esprimere gli stati d’animo esacerbati di questi giorni è stato Dario Fo: «Tagliare così pesantemente su spettacolo, cultura, ricerca e scuola è un atto volgare che mortifica» ha detto il premio Nobel , dopo la bocciatura degli emendamenti che reintegravano i tagli del ministro Tremonti ai già scarsi finanziamenti dello stato alle attività culturali (il Fus passato dai 511 milioni di euro previsti dal governo Prodi per il 2008, ai 380 del 2009)

Significa che questo governo ha una visione delle attività culturali come un parco giochi, insomma uno spreco.

Spreco per spreco Berlusconi pensa forse sia meglio magari un Fondo Unico Escort  dove attingere prestiti per andare a puttane  ed a scanso di equivoci “pericolosi” ha detto alla sua velina il ministro Carfagna di rimpacchettare in fretta e furia le norme antiprostituzione e di togliersi di mezzo con queste pretese assurde ed inumane almeno fino all’autunno , poi chissà , si vedrà …

Ogni settore produttivo ha avuto aiuti dal governo, a eccezione della cultura  per cui ci sono stati solo tagli ai finanziamenti, ma nessuna agevolazione fiscale o sul credito, oltre a molte false promesse attraverso lo schiavo-soldatino Bondi

Fra le forme di protesta che gli autoconvocati di piazza Montecitorio pensano di attuare per continuare la protesta c’è il blocco della conferenza stampa di presentazione della prossima Mostra del cinema di Venezia, in programma alla fine della settimana . Se dal governo non verranno segnali convincenti, ci si potrebbe spingere a chiedere ai registi il ritiro delle loro opere in concorso.

Fra i protestatari anche gli amichevoli ( con il governo)  Carlucci e Barbareschi che hanno anche visto allontanarsi dalle promesse corsie preferenziali la loro proposta di legge sullo spettacolo.

E’ inutile evidenziare le ricadute occupazionali dei tagli nel mondo dei 70.000 lavoratori dello spettacolo a rischio perdita del posto di lavoro…

Comunque non capisco né lo scandalo né le relative proteste: il modello dell’utilizzatore finale é proprio quello che aborrisce la riflessione e abolisce  la cultura,  un modello che invece scaturisce dalla televisione tipo Drive In moltiplicata per tutto il palinsesto;  con l’aggiunta di  rapide e fruttuose  – per il satrapo malato – fighe ( ops ..) fughe del modello ( in questo caso meglio della modella )  nella vita reale, possibilmente la Sua, a Villa Certosa ed un paio alla volta.

Ancora con al cultura? Il  teatro non si mangia ( al massimo ci si va per beccare future mogli…) e l’arte e la cultura in generale sono noiose  e riflessive e si sa che il …nano non vuole pensieri, al massimo due tre chili di pasticchine blu.

E poi perché regalare soldi inutilmente ? Rimescolando lo spirito e lobotomizzando i cervelli delle persone il nostro buon leader ha creato una buona riserva  – sempre in aumento, del resto – di  autolesionistici ma entusiastici imbecilli esito di vent’anni di bombardamento , gente che ormai sta assumendo la guida del paese come fosse una classe produttiva centrale , non sò… la borghesia della rivoluzione francese e la classe operaia e contadina in quella sovietica.

Nell’Italia berlusconica si é formato la nuova classe centrale, la base del sistema , l‘imbecille autolesionista ma idiotaneronazistaentusiasta che si crede furbo e finisce come questo della foto. Praticamente si dissocia da se stesso ridendo come questo nero indiano qui di lato il giorno prima di spararsi un colpo in fronte perché si é accorto di qualcosa di strano…

Sistemati e dissociati mentalmente e proficuamente diversi milioni di individui ,  sono altre le battaglie che ora interessano Berlusconi, come quella senza tregua contro  Murdoch sul digitale terrestre  iniziata con il favore fatto al fratello Paolo qualche anno fa regalandogli soldi pubblici per l’aquisto del decorer .

Da un commento puntuale di Pardi pubblicato oggi “Avremmo dovuto capirlo nel 2006 quale sarebbe stata l’evoluzione del conflitto di interessi, quando il governo Berlusconi finanziò con fondi pubblici l’acquisto di decoder (di produzione della Solaris, proprietario del fratello Paolo) per la diffusione del digitale terrestre.

All’alba dello spegnimento del sistema televisivo analogico, il presidente del consiglio non ha più remore: il digitale terrestre è diventato terreno di conquista dell’etere con l’obiettivo di annichilire la concorrenza, rappresentata non più dalla Rai ormai piegata da anni di corrosione negli acidi berlusconiani, ma da Sky, azienda di Rupert Murdoch, magnate del satellitare.”

Continua qui l’articolo di Pancho Pardi

Crazyhorse70