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“No Hirst ad Icastica2014″ ( Arezzo )

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PROTESTA CON INIZIO IL 29 MAGGIO E CON TERMINE IL 28 SETTEMBRE 2014

Damien Hirst è stato invitato ad esporre una sua “opera” (???) alla mostra Icastica di Arezzo. Hirst è conosciuto per opere e performances di cui fanno le spese gli animali. Gli animali vengono catturati, uccisi, messi in formaldeide ed esposti alla vista del pubblico. La sue creazioni si avvicinano più al lavoro degli imbalsamatori e al feticismo che all’arte vera.

Ricordiamo brevemente alcune sue installazioni:

1) Uno squalo tigre di 4 metri di lunghezza immerso nella formaldeide. Lo squalo è stato catturato in natura dietro richiesta dello stesso Hirst appositamente per la creazione dell’opera.

2) Nel 2012 alla Tate Modern Gallery di Londra ha usato farfalle chiuse in due stanze senza finestre. I lepidotteri hanno mangiato, vissuto e sono morti nello spazio angusto dove venivano ferite a morte o uccise dai visitatori che se le scrollavano di dosso e gli camminavano sopra. Ogni settimana gli animali morti venivano sostituiti con altri.
La Tate Gallery ha stabilito che 9.000 lepidotteri siano morte durante l’esposizione dell’opera, altre stime fanno salire fino a 20.000 questo numero. Gli animali utilizzati appartenevano a due specie tropicali, che in natura vivono fino a 9 mesi, mentre nell’esibizione sono durate pochi giorni, a volte solo poche ore.

3) Una mucca e un vitello tagliati a metà esposti in vasche di vetro piene di formaldeide.

4) Una testa di animale esposta in una teca all’interno della quale si svolge il ciclo vitale di mosche e mosconi che nascono e vivono cibandosi della carne in putrefazione, prima dell’inevitabile morte.

5) Una tela interamente ricoperta di migliaia di ali di farfalle.

6) Una bicicletta decorata di ali di farfalle, strappate dai corpi dei lepidotteri da Hirst e dai suoi collaboratori, che fu regalata al ciclista Lance Amstrong, poi al centro di uno scandalo per doping.

La PETA (People for the Ethical Treatment oif Animals) ha definito le sue opere: “sadiche, barbare e raccapriccianti”.

La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), la più grande organizzazione per la protezione degli animali del regno Unito, è insorta contro l’uso degli animali messi in atto da Hirst, oltre ad altre associazioni.

Le sue opere scandalizzano i visitatori, i critici e coloro che amano gli animali oltre che i difensori dei loro diritti. Fenomeni artistici di questo genere sembrano richiamarsi all’arte degli imbalsamatori, o al feticismo, più che a movimenti artistici degni di nota e non sono certo paragonabili alle proposte di coloro che cercano di fare arte vera.
Le critiche fatte dagli addetti ai lavori a Hirst sono molteplici, ricordiamo solo la dichiarazione di Julian Spalding che in una intervista per La Repubblica del 4 aprile 2012, non esita, tra le altre cose, a dichiarare: “È un artista fallito che si è preso la sua rivincita con l’ arte. Hirst non ha creato nulla che sia arte in sé. Lo è solo nella mente della gente. Hirst è un imprenditore.”
E da buon imprenditore di se stesso sembra che Hirst sia “l’artista” attualmente piu’ ricco al mondo.
Damien Hirst stesso dichiara che “l’intento dell’opera non è spaventare ma obbligare lo spettatore a stare di fronte ad un’immagine convincente di ciò che normalmente non ha il coraggio di guardare.”
Per assurdo allora chiediamo che, provocatoriamente, invece di animali, o pezzi di animali in putrefazione, siano esposti pezzi di corpi umani provenienti da vittime di serial killer! Questo sarebbe davvero qualcosa che normalmente non si ha il coraggio di guardare, nonchè motivo di riflessione.

L’Unione Europea ha riconosciuto gli animali quali esseri senzienti (art. 13 Trattato Comm. EU). Quindi devono essere trattati con il rispetto dovuto ad ogni forma di vita e non come “cose”.
Usare gli animali per uno scopo economico o di celebrità è metodo che ci ripugna in quanto non rispettoso nei loro confronti.

Non ci scandalizziamo per un corpo già privo di vita ma ci indigniamo per la mancanza di rispetto che viene evidenziata. Uccidere animali o sacrificarli per cosiddette “opere d’arte” messe in atto allo scopo di richiamare attenzione non ha, e non può avere, nessuna giustificazione artistica. E’, e rimane, un atteggiamento diseducativo non rispettoso della “VITA”.

Esprimiamo quindi il nostro totale disaccordo con la decisione di esporre opere di questo genere.

Mettiamo anche in evidenza la contraddittorietà che esiste nell’ospitare le opere di Hirst in una città dove recentemente è stato approvato un “Regolamento Comunale di Tutela e Benessere animali” all’avanguardia, che è già stato riproposto in altre città e alla messa a punto del quale hanno lavorato per più di un anno le associazioni animaliste presenti in città.
Forse l’assessore Pasquale Macrì non è a conoscenza del regolamento approvato, o forse non ha creduto opportuno tenerne conto, ma questo comportamento denota una imperdonabile lontananza dal tessuto sociale a cui deve fare riferimento in quanto assessore del Comune di Arezzo.
O forse questa è solo una manovra pubblicitaria di basso livello.

Protestiamo contro questa forma di arte e contro chi invitandolo ad esporre alimenta questo mercato di oscenità e orrore.

Ci chiediamo quanti soldi del Comune oltre che degli sponsor sono stati spesi per mettere in mostra questa opera e chiediamo se non potevano essere spesi meglio.

Chiediamo che il sindaco di Arezzo si impegni a vigilare sull’operato dei suoi assessori.

Noi crediamo che sia giusto chiedere le dimissioni dell’assessore alla cultura Pasquale Macrì in quanto responsabile della mostra a cui Hirst è stato invitato ad esporre.
Ma questa richiesta è a vostra discrezione.
Potete togliere la frase dalla mail se non credete che sia opportuno.

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Potete inviare mail da voi preparate, evitando le offese, oppure sotto trovate un testo
INVIARE A: segreteriasindaco@comune.arezzo.it

OGGETTO: Scrivete quello che volete, meglio diversificare così leggeranno prima di eliminare.
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TESTO DELLA MAIL PRONTO

Al Sindaco di Arezzo,

ho appreso che a breve nella città di Arezzo sarà presente una mostra nella quale, tra quelle di altri artisti, sarà esposta un’opera di Damien Hirst.

Con la presente intendo esprimere il mio profondo disprezzo per il messaggio diseducativo comunicato da queste performance in cui le vittime sono gli animali.

Già la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) ha definito le opere di Hirst “sadiche, barbare e raccapriccianti” e la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) è insorta contro l’uso degli animali messi in atto dall’artista.

Come noto, l’Unione Europea ha riconosciuto gli animali quali esseri senzienti (art. 13 Trattato Comm. EU) e la Vs. Amministrazione ha recentemente approvato il “Regolamento Comunale di Tutela e Benessere animali”.
Il tutto in assoluta antitesi con la promozione delle opere di Hirst che non hanno giustificazione alcuna, sono indegne e denotano una profonda mancanza di rispetto.
Evidentemente, l’assessore alla Cultura della città di Arezzo Pasquale Macrì non ha voluto tenere conto del tessuto sociale della città in cui presta il suo operato.
Comportamento gravissimo.
La decisione di invitare Hirst sembra una manovra pubblicitaria di basso livello e certo la presenza in città di un animale in via di putrefazione non arricchisce il patrimonio artistico da mettere in mostra.
Basta un opera del genere a squalificare una mostra e la città che la ospita.
Mi piacerebbe sapere quanti soldi pubblici del Comune oltre che degli sponsor sono stati spesi per mettere in mostra questa opera, e mi chiedo se non potessero essere spesi meglio per la cultura.

Chiedo che l’opera di Hirst sia rimossa o che la sala dove è esposta venga chiusa al pubblico.

Mi auguro che il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani si impegni a vigilare in futuro sull’operato degli assessori da lui preposti per evitare che si ripetano episodi di basso livello culturale ed educativo di questo genere.

Chiedo, altresì, le dimissioni dell’assessore alla Cultura Pasquale Macrì.

Grazie per l’attenzione.

Nome cognome
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Se volete telefonare Numeri telefono:
Segreteria Sindaco: 0575 377603. (chi telefona da Arezzo può fare solo 377603 senza il prefisso 0575)
Centralino Comune: 0575 3770 chiedere della segreteria del Sindaco


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13 maggio Monti e Papa ad Arezzo : cosa accade ?

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Mario Monti ospite a Rondine: domani il super tecnico nella cittadella della pace.

Curioso contrasto con la militarizzazione della città di Arezzo che accoglierà il doppio evento  Monti+Papa.

350 uomini delle forze dell’ordine mobilitati  per l’evento e…si parla  di   cecchini sui tetti del centro città.

Andando al nazionale ….è notorio che gli F35 sono formati di carta da disegno assolutamente indispensabili per il funzionamento delle scuole statali

Polemiche crescenti e diffuse tra molti cittadini per i costi della doppia visita ( siamo a oltre 500.000 euro ).
Nella mattinata di domenica 13 il Comitato 13 maggio  invita  i cittadini aretini e non, ad un SIT IN dalle 9 del mattino in poi in Piazza Zucchi.

Chi paga il caro-Papa e il caro-Monti?

Presidio unitario di protesta contro le politiche clericali ed antisociali e per una società più giusta, civile e vivibile, per dimostrare che esiste un’Arezzo, una Toscana molto diverse da quanto vogliono farci credere che siano.

e non solo…

Mario Monti ad Arezzo è l’occasione, per il MoVimento 5 stelle, “ …per far capire che i cittadini aretini non solo contestano le manovre economiche adottate dal suo governo, che penalizzano le fasce più deboli e già tartassate della popolazione italiana ovvero: i lavoratori dipendenti, pensionati, artigiani, piccole imprese preservando invece i soliti centri di potere come le lobby economiche, il sistema bancario e finanziario, la casta politica, ma hanno anche delle proposte alternative da proporgli”.

Per questo domenica il MoVimento 5 stelle di Arezzo sarà in piazza della Stazione e in piazza S. Jacopo dalle 8 del mattino fino alle 12 per censurare le politiche del governo del professor Monti ma soprattutto informare i cittadini che esiste un altro modo di fare politica, insieme alla gente, con i cittadini per una maggiore equità sociale ed economica.”