LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


2 commenti

Brunetta e i seguaci di Stalin ( 1 parte : cenni storici )

Nessun intento polemico in questa banalissima e brevissima ricerca storica .

Solo la curiosità di sapere e capire . Capire e conoscere , se è possibile, il nesso tra posizioni attuali e passate del Ministro.

Intervista al Ministro Brunetta repubblica del 19 luglio 2008

Per questo ha azzerato il fondo per la contrattazione integrativa? A Repubblica sono arrivate decine di lettere di lavoratori che denunciato un taglio del 30 per cento dello stipendio.
“Non è vero, è falso. La Finanziaria, da una parte, taglia il fondo per la contrattazione di secondo livello, ma dall’altra istituisce un fondo per la premialità virtuosa, finanziato dalle risorse che arriveranno dal taglio delle consulenze che grazie a me scompariranno. Dunque i soldi ci saranno ma non saranno più erogati a pioggia. Questa è una battaglia per il paese e soprattutto per la parte più debole. Io non dimentico di aver diretto per vent’anni la Fondazione Brodolini. E proprio Brodolini diceva che si deve “stare da una parte sola, dalla parte dei lavoratori”. Questa è una battaglia di sinistra e vorrei tanto che i sindacati stessero con me”.

Brunetta per 20 anni , per sua stessa ammissione , è stato a capo della Fondazione Brodolini.

Chi era Giacomo Brodolini ?

Ministro del Lavoro socialista alle fine degli anni 60, Giacomo Brodolini,è stato descritto come un seguace di Giuseppe Stalin .

Considerato il padre dello Statuto dei lavoratori , proviene dalle fila del Partito d’Azione e era una delle figure di punta del riformismo socialista.

(nella foto da sinistra: Pietro Nenni, Sandro Pertini, Giacomo Brodolini, Riccardo Lombardi )

da wikipedia una breve ed interessante biografia di Giacomo Brodolini

Dopo aver preso parte in veste di ufficiale alle campagne fasciste di Albania e di Grecia, venne inviato in Sardegna fino all’armistizio. Qui si compì la sua formazione politica, che lo vide entrare nelle file del Partito d’Azione, al quale aderì nel 1946 su impulso delle amicizie strette nella cerchia dei militanti antifascisti, prima tra tutte quella di Emilio Lussu. Dopo lo scioglimento del partito, avvenuto l’anno successivo, preferì rimanere fedele all’ala socialista (maggioritaria) dell’amico Lussu, e si schierò quindi a fianco del Partito Socialista Italiano.

Il suo spiccato interesse per il mondo del lavoro lo portò a ricoprire importanti incarichi sindacali: nel 1950CGIL, ruolo che lascerà solo nel 1955 per diventare vicesegretario della CGIL (ricoprendo la carica per un quinquennio, fino al 1960). venne eletto segratario nazionale della Federazione dei lavoratori edili della

Dal 1963 al 1966 fu vicesegretario del Partito Socialista Italiano.

Venne scelto come ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel secondo governo di Mariano Rumor19681969), e sotto questa mansione introdusse fondamentali riforme nel mondo del lavoro: il superamento delle gabbie salariali, la ristrutturazione del sistema previdenziale e l’elaborazione dello Statuto dei lavoratori sono solo alcuni dei provvedimenti di cui fu promotore.

Morì a Zurigo nel 1969, alla vigilia di un intervento chirurgico che non lo avrebbe più restituito alla vita politica.Per il suo impegno politico e per i suoi alti meriti nella ricerca di una maggiore giustizia sociale gli venne conferita, dopo la morte, una medaglia d’oro al valor civile.

Una fondazione a lui intitolata opera oggi nel campo dell’economia, del diritto e della sociologia del lavoro.

Alla prossima per alcune riflessioni…

Franca Corradini


13 commenti

Decreto Brunetta, nuovi oneri inattesi per le Regioni

segnalazione di Silvana E.

Almeno un milione di euro in più per le visite fiscali ai dipendenti

«Il decreto è ovviamente molto articolato e criticabile sotto diversi aspetti, ma ritengo che proprio le nuove norme sulle malattie dei pubblici dipendenti diano tutto il senso di un’operazione che, a mio parere, ha anche profili di incostituzionalità – spiega Gelli – Tra l’altro anche i dati resi noti in questi giorni dal governo sulla contrazione delle assenze per malattia sono da prendere con molta cautela, in attesa di verifiche ben più attendibili. Per esempio dal quadro delle assenze in Regione per malattie inferiori a due giorni balza agli occhi una diminuzione di due punti percentuali, dal 9,1 al 7,1% rispetto a tutte le assenze del personale. Tutto questo nel primo trimestre di quest’anno, quando ancora né il decreto Brunetta né addirittura questo governo erano nell’aria».

Ufficio«Regione ed enti locali finiranno per pagare il conto di un’operazione demagogica, che difficilmente raggiungerà gli obiettivi proclamati dal governo. Solo per dirne una, ogni visita fiscale costa tra i 70 e i 90 euro. L’obbligo di inviare il medico fiscale anche per un giorno di assenza costerà alla Regione almeno un milione di euro in più, anche a calcolare solo le assenze per malattia inferiori a due giorni, senza tener conto di tutte le altre». Nelle parole del vicepresidente Federico Gelli, questa è una delle conseguenze immediate del decreto Brunetta, sul quale questo pomeriggio il governo regionale ha voluto confrontarsi con alcuni parlamentari toscani che hanno partecipato a un incontro a Palazzo Strozzi Sacrati. Da parte di quest’ultimi è stata manifestata la volontà di contrastare il decreto in tutte le sedi e nei modi che si renderanno possibile, a partire dal prossimo appuntamento in Senato, sempre che il governo non ponga la fiducia, come alla Camera, vanificando così qualsiasi possibilità di discussione e di emendamento.


2 commenti

Appello all’Europarlamento.Brunetta ?…..assente !

La notizia è vecchiotta, pubblicata dall’Ansa il 12 giugno scorso solo oggi ha fatto il giro VORTICOSO della blogosfera e quindi, stasera approda anche qui.

Il Piccolo diTrieste aveva già dato la notizia nel 2004 , in tempi non sospetti…..

Franca Corradini

Parlamento Ue: Brunetta assenteista
Peggio di lui Dell’Utri, Mastella, Veltroni, Di Pietro, Pannella
Brunetta assenteista (ANSA) – TRIESTE, 12 GIU – Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A, e’ stato tra gli europarlamentari italiani piu’ assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale ‘Fai notizia’, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21%. Indici di partecipazione minori sono stati raggiunti da Pannella (47,14%), Di Pietro (44,29%), Veltroni (41,79%), Mastella (40%) e Dell’Utri (14,64%).


24 commenti

Assenteismo,visite fiscali e genialità di Brunetta

Mai letta una cosa così stupida e controproducente.

Brunetta vuol combattere l’assenteismo della pubblica amministrazione, quindi diminuire i costi indotti dagli impiegati malati, aumentandoli ( i costi non gli impiegati… )

Mi spiego meglio e cercherò di farlo usando un linguaggio non burocratico per facilitare la lettura ai non addetti ai lavori.

Visita fiscale anche per un solo giorno di malattia.

Un giorno di malattia del dipendente costa mediamente allo Stato 70 euro.

Una visita fiscale , secondo stime molto approssimative, costa alle ASL circa 200 Euro di cui circa 40 rimborsati dall’amministrazione richiedente.

E qui già i conti non tornano.

Poi ci sono considerazioni di vario carattere.

L’obbligo della visita fiscale ed eventuali decurtazioni di stipendio valgono per assenze fino a 10 giorni .

Se Brunetta si avvalesse di buoni ( o discreti.. basterebbe ) collaboratori , come d’altro canto dovrebbe fare Gelmini, saprebbe che una iniziativa analoga era già stata attuata in passato con pessimi risultati. Difatti ad essere penalizzati furono solo i dipendenti che realmente erano ammalati. I “lavativi” non faticarono a trovare medici compiacenti che compilavano certificati di malattia per assenze più lunghe driblando gli incovenienti.

Inoltre, se Brunetta si avvalesse di statistiche e studi , scoprirebbe che sono molto rari i casi in cui un medico fiscale smentisce il medico curante. Per vari motivi , alcuni anche seri :

  1. solo il medico curante ha una visione generale dello stato di salute dell’individuo, quindi è in grado di giudicare se un una banale influenza innestata su altre patologie necessita , ad esempio , di 8 giorni di assenza anzichè di 3 …
  2. cane non mangia cane…
  3. inesperienza dei medici addetti alle visite fiscali , spesso giovanissimi

Ed ancora, le ASL, giustamente, devono dedicare le loro risorse ( sempre più scarse ) all’attività di cura e prevenzione.

Pertanto in molte regioni di sono poste un limite giornaliero nel numero di visite da effettuare proprio per meglio assolvere al loro compito primario, e bene hanno fatto !!

Per finire, sono passati tempi di questo genere di assenteismo.

Sono rimasti invece i tempi di coloro che approfittano del loro ruolo per trarne vantaggi economici e non. Danneggiando in modo molto più consistente le casse dello Stato e l’immagine della pubblica Amministrazione……….ah ,questi non sono i piccoli Travet che ogni tanto hanno il raffreddore…

Franca Corradini