LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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FIRMA L’APPELLO : SI’ AI DIRITTI NO AI RICATTI

Aumentano le contestazioni nei confronti dell’accordo di Mirafiori imposto col ricatto da Marchionne.

Nonostante il subdolo appoggio di una parte moderata della opposizione, nella società reale le numerose voci contrarie si organizzano e sempre più forte si sente la necessità di uno sciopero generale totale per il prossimo 28 gennaio 2011.

Intanto ci pare cosa giusta dare spazio agli appelli promossi nel web in queste ore ed invitiamo tutti a non disperdere le forze concentrandoci quindi nell’obiettivo di raggiungere il maggior numero di adesioni all’appello promesso attraverso MICROMEGA in queste ore.

L’APPELLO : SI’ AI DIRITTI NO AI RICATTI

Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d’Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa, don Paolo Farinella.

FIRMA L’APPELLO

OBIETTIVO IMPOSSIBILE: 100.000 FIRME


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Lettera appello al Presidente della Repubblica

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Questo il testo di una lettera appello che sarà consegnata al Presidente Napolitano il 2 giugno 2010,  già firmata da :

  • Margherita Hack: astrofisica di fama mondiale, importante scrittrice di libri di successo sull’astronomia;
  • – Nichi Vendola: Governatore della regione Puglia;
  • Armando Petrini: segretario regione Piemonte del Partito della Rifondazione Comunista;
  • – Paolo Ferrero: segretario Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista;
  • – Franca Corradini: una dei cinque blogger che ha promosso il No Berlusconi day;
  • – Giuseppe Grisorio: uno dei cinque blogger che ha promosso il No Berlusconi day;
  • – Marcello Abis: Presidente Nazionale dell’associazione culturale Penso Libero Onlus;
  • – Helene Benedetti: giornalista amministratrice di Informare per Resistere;
  • Monica Cerutti: Consigliere Regionale Piemonte;
  • Maria Luisa Simeone: Sindaco di None (TO);
  • Samanta Di Persio: giovane scrittrice aquilana di Morti Bianche e “Ju Tarramutu”
  • ed altri ancora…
  • Ill.mo Signor Presidente, questa è una lettera aperta alla quale speriamo che tanti cittadini diano la loro adesione. Siamo i primi firmatari riuniti in un’associazione denominata “Democrazia per l’Italia”. Siamo assolutamente indipendenti da tutti i partiti e intendiamo rivolgerci a Lei per indirizzarLe un appello.La situazione politica, economica, sociale, culturale ed etica in Italia è molto grave. Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza. Dal punto di vista politico il conflitto dei partiti è giunto a un livello insostenibile. Si nota, con rammarico, che la classe politica non riesce a formulare proposte che possano in qualche modo risolvere, anche se in prospettiva, i problemi che assillano la nostra Repubblica.L’economia del nostro Paese versa, anche in conseguenza della crisi generale a livello mondiale, in uno stato di estrema difficoltà. Autorevoli osservatori prevedono, nel 2010, una ulteriore diminuzione dei parametri occupazionali (flessione fino a 500 mila occupati) che determinerà un notevole disagio sociale ed una tensione nel Paese, che potrebbe diventare insostenibile. Ciò avviene mentre altri cittadini si arricchiscono con operazioni di speculazione finanziaria e con l’evasione fiscale.

    Anche sul piano culturale mancano idee e non si profila all’orizzonte un nuovo modello di cultura politica. Non ci sono stimoli a pensieri di alto profilo. I cittadini risentono fortemente della pregressa e attuale condizione della scuola pubblica e dell’Università, alle quali, tra l’altro, vengono destinate risorse finanziarie sempre più limitate. E tutto ciò, per non parlare della ricerca, alla quale sono erogati, ormai da molti anni, pochi fondi che sono assolutamente insufficienti.

    L’economia e l’etica non riescono a trovare una sintesi di equilibrio, e come conseguenza la società è pervasa per buona parte da un capitalismo selvaggio (così si esprimeva Paul A. Samuelson) che limita la funzione sociale dell’impresa e non rispetta l’ambiente. Questi sono invece vincoli fondamentali per uno sviluppo economico e sociale armonico.

    In questo contesto l’istruzione a tutti i livelli dovrebbe avere un ruolo molto importante, ma purtroppo, con rammarico, constatiamo che così non è. Tra l’altro è trascurata l’educazione civica per cui prevale l’individualismo e viene a mancare l’idea della comune appartenenza e quindi del dovere di solidarietà̀ economica e sociale. Quindi, nella persona tende a prevalere l’avere sull’essere, con tutte le conseguenze desolanti che ciò comporta.

    Buona parte dell’informazione deve assolutamente essere migliorata per consentire ai cittadini di orientarsi nella politica e nella società in modo adeguato.

  • continua qui

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    Appello di una madre

    Vorrei il vostro aiuto perchè a distanza di 4 anni non riesco a dare degna sepoltura al mio Andrea.
    Andrea Gaglia rdoni aveva 23 anni ogni giorno partiva da Porto Sant’Elpidio (Ap) per recarsi al lavoro. Il 20 giugno 2006, Andrea si alza alle tre e quarantacinque del mattino per essere sul posto di lavoro alle cinque.

    Alle sei e dieci la macchina tampografica comincia a dare problemi, come già più volte era accaduto, allora, mio figlio, cerca di risolvere il problema come facevano anche gli altri operai.
    Mette la macchina in “stand-by” (usando il pannello dei comandi che si trova lontano dal piano di lavoro e deve essere azionato con entrambe le mani) e controlla.
    In quel momento la pressa riparte da sola lasciando ad Andrea il tempo di lanciare un urlo lancinante e la testa viene colpita da due tamponi che gli spezzano l’osso del collo in pochi secondi. L’hanno trovato così i compagni di lavoro in una pozza di sangue che usciva copioso da un orecchio. Tutto ciò è accaduto perché quella macchina assassina era priva di mezzi di sicurezza. Sono trascorsi quattro anni da quando il mio angelo se ne è andato.
    Da quel giorno, la nostra famiglia è distrutta. Nessun aiuto da parte di nessuno; né dai proprietari della fabbrica, che io definisco uomini senza cuore né cervello, né da parte delle istituzioni. La tragedia è così grande che non si ha la lucidità per pensare nè per riflettere. Bisogna trovare un loculo per Andrea viene proposto da una signora che abita nello stesso palazzo di tumulare Andrea nel loculo che lei ha comprato qualche anno prima.
    Poi arriva la beffa da parte del comune di Porto Sant’Elpidio e in particolare del sindaco Mario Andrenacci: quando i familiari vanno a chiedere di poter dare degna sepoltura ad Andrea si sentono rispondere che questo non può avvenire per un regolamento interno e cioè bisogna aspettare la morte della signora, proprietaria del loculo, e contestualmente traslare Andrea.

    Tutto ciò è irriverente e irrispettoso nei confronti di chi è morto e di chi è rimasto. Vi chiedo di aiutarmi perchè se dovessi mancare io chi penserà al mio povero Andrea?

    Scriviamo al sindaco di Porto Sant’Elpidio:
    chiedo degna sepoltura per Andrea Gagliardoni!
    psesindaco@elpinet.itGraziella Marota, madre di Andrea Gagliardoni


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    Un appello al Presidente della Repubblica

    L’Italia che cambia. Un appello a Giorgio Napolitano

    Il nostro è un caloroso invito che rivolgiamo a chi ha una forte voglia di cambiare.

    Leggete la nostra lettera aperta al Presidente della Repubblica e se vi convince date la vostra adesione.

    Democrazia per l’Italia non è un partito, ma un’iniziativa libera e indipendente.

    Siamo convinti che l’Italia si trovi in una vera e propria emergenza politica, economica, sociale, culturale ed etica. Di fronte all’immobilità ed al silenzio abbiamo deciso di fare qualcosa che speriamo possa servire al Paese.

    Il 2 giugno 2010 vogliamo presentare questa lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una lettera per sottolineare la grave situazione del Paese e in cui si auspicano interventi, nell’ambito di ciò che stabilisce la nostra Costituzione.

    Nel sito potete leggere interamente la lettera aperta.

    Dobbiamo far presente alle Istituzioni che la situazione di molte persone è veramente difficile. Questa immensa sofferenza non è più sopportabile! Il dolore di molti giovani e non giovani senza lavoro, dei precari, dei pensionati con pensioni bassissime, delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese è il nostro dolore esistenziale. Qualcosa bisogna fare! E’ necessario far emergere le voci di protesta di questi cittadini che soffrono in silenzio.

    Dare il vostro consenso è facile: ciccate su “Sottoscrivi la lettera”, inserite il vostro nome, cognome ed il numero del documento di riconoscimento (è fondamentale per validare la vostra  adesione).

    Seguiteci sul web e sui social network e… passate parola!

    Chi siamo

    Siamo semplici cittadini riuniti in un gruppo denominato Democrazia per l’Italia.

    Siamo indipendenti da tutti i partiti e istituzioni. Nel comitato sono rappresentate varie professioni  e sono  presenti diversi giovani.

    Il coordinatore di questa iniziativa è Gaetano Crocellà, di professione consulente aziendale, già dirigente industriale e promotore sociale. Un apporto particolare è stato dato da Giuseppe Ricca, imprenditore nel settore dell’innovazione tecnologica, sensibile ai problemi sociali e in particolare a quelli del lavoro.

    Le persone che hanno dato vita a Democrazia per l’Italia:

    Gaetano Crocellà – Consulente aziendale

    Giuseppe Ricca – Imprenditore

    Claudio Bistondi – Operaio

    Alessandro Degioanni – Studente universitario

    Alessandra Bevione – Studente universitario

    Mario Chessa – Ricercatore

    Marino Dalmolin – Artigiano

    Bruno Guermandi – Pensionato

    Donato Petricola – Dirigente

    Vanda Puspan – Organizzatrice volontariato

    Massimo Ruffino – Artigiano

    Lucia Crocellà – Medico

    Marco Tamietti – Funzionario

    Giuliano Venir – Economista

    Elena Ercole – Medico

    Giovanni Mucciolo – Libraio

    Segretaria Organizzativa
    Inversi Cristina – Studentessa universitaria

    Se vuoi partecipare anche tu scrivi una mail a demoxita@gmail.com

    Democrazia per l’Italia


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    Torbide manovre , cinghialoni feriti e cittadini stufi che vogliono mandarlo via…

    Berlusconi é un cinghiale ferito vestito da clown in mano a ben altri e consapevoli  protagonisti: la sua irruenza banditesca é più rivolta ai propri interessi che a raffinati disegni  reazionari.  Ogni tanto sfugge di mano e crea più scompigli di quanto non serva a coloro che ne hanno permesso  e poi sfruttato le gesta e che ora stanno pensando a come liberarsene.

    Dopo averne aizzato la furia ed averne goduto gli effetti ormai permanenti.

    Solo i modi ed i termini con cui cadrà determineranno se dopo napoleone verrà il peggio o se ci riprenderemo la nostra democrazia.

    Avevo previsto che le numerose passeggiate sui poveri morti abruzzesi segnassero per l’utilizzatore finale l’inizio della fine, berlusconi-clownimmaginando anche che dallo sbracamento per eccessivo potere incontrastato alla sua effettiva caduta potesse passare ancora molto tempo e la lenta discesa  all’inferno portarsi appresso molte macerie.

    Ed è quanto sta accadendo : il napoleone malato così bene descritto da Veronica Lario  sta facendo molti danni alla casa comune ( l’architettura costituzionale), secondo me più  di quanto  in realtà sia in grado di volerne consapevolmente creare.

    C’è qualcosa di clownesco ed irrazionale nel suo comportamento politico, come fosse una specie di cinghialone ferito e scatenato che si agita con furia imprevedibile ; inoltre ritengo che sarà ancora più pericoloso e torbido il suo lasciare la mano, perché altri meno ricattabili, più politicamente avvertiti, cinici e consapevoli ( la vera Mafia a differenza sua preferisce ancora il detto ” megghiu cummannari ‘ca futtiri ” ) potrebbero presto sostituirlo,  approfittando delle istituzioni pericolanti già  prese a spallate dalla bestia scatenata per dare il colpo di grazia alla democrazia.

    Questo discorso come è evidente esula da ogni intimo convincimento ideologico , nel senso che dovrebbe trovare attente orecchie da parte  di chiunque creda nella democrazia tout court quindi trasversalmente alle diverse opinioni politiche. Del  resto lui l’ ideologia la usa solo come arma di distrazione di massa,  dalla sua parte è pieno di socialisti  pentiti a gettone, di qua ci sono molti conservatori onorevoli e degni di rispetto  che non lo sopportano.

    Il rischio che  si instauri una cricca di potere meno  naïf e più pericolosa è ormai da metter in conto.

    Ancor di più se la fase attuale di lento passaggio di mano sarà gestita solo come una operazione torbida di palazzo prodotta da poteri che agiscono nell’ombra. I vantaggi dello scassamento delle architetture istituzionali e delle impalcature delle tutele e dei diritti sono per costoro già acquisiti ed ormai superati  da altro genere di danno oggettivo che la permanenza al potere dell’impresentabile puttaniere sta seminando dappertutto.

    Osservate bene e nel dettaglio il comportamento del Corriere della Sera negli ultimi mesi, le cambiali in bianco al governo nella fase iniziale e l’irrigidimento successivo del moderatissimo giornale della inesistente borghesia italiana  – e degli esistentissimi appetiti piduisti  – e leggetevi questo articolo di de bortoli in risposta all’ “avvertimento” del cinghiale ferito orologio-di-bologna

    Come il suo avo politico di 60 anni fa  silvio ha già svolto il proprio  compito antidemocratico e ben può mandarsi a casa col benservito, anzi dovrebbe essere più facile di allora liberarsene.

    Per loro, ma non per noi : come andrà via berlusconi diventa quindi dirimente per la democrazia.

    C’é un solo antidoto a queste trame oscure e melmose – in attesa che l’opposizione partitica dia segni di vita –  ed é un forte movimento civico di contestazione,  cittadini che dal basso incrinino la ferrea presa che ancora il cavaliere mantiene sull’opinione pubblica moderata, un movimento spontaneo ed autorganizzato con parole d’ordine semplici e dirette: berlusconi vattene !!!

    Qualcosa che assomigli  , dalle prime notizie che raccolgo, a quanto sta avvenendo nel web per iniziativa di alcuni su Facebook .

    Facciamo sentire   –   in assenza di partiti ed opposizioni dormienti e compromissorie –   la   voce spontanea , autorganizzata ed autonoma della gente normale  che prova  a gridare forte che  gli italiani , quelli veri – non i mafiosi o i lobotomizzati – non accettano  più di esser governati da Silvio Berlusconi.

    Gli strateghi della tensione di un tempo sono sempre pronti a continuare il loro sporco lavoro…

    Facciamo sentire la nostra voce prima che altri, approfittando delle macerie, ce la chiudano del tutto!!!

    Tutti a Roma il 5 dicembre.

    Riporto qua sotto il comunicato a cui aderisco personalmente.

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    Salviamo l’Italia, ultima chiamata – Fate girare il più possibile ( su FB a questo link )

    A noi non interessa una cippa di cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi è una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano. Ma vi sembra normale che stiamo qui a discutere di una cosa che sarebbe ovvia in qualsiasi altro posto del mondo?

    BERLUSCONI DIMETTITI
    INDICIAMO TUTTI ASSIEME UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER SALVARE L’ITALIA E LA DEMOCRAZIA

    Per rimanere aggiornati iscrivetevi alla pagina organizzativa

    QUEST’APPELLO E’ PROMOSSO DALLA PAGINA: Una Manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi “

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    Crazyhorse70


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    Appello contro le leggi razziali‏

    Riceviamo e pubblichiamo

    Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

    Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.

    Non sempre sono state però conosciute in tempo.

    In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.

    Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.

    È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.

    Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

    Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.

    Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.

    È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.

    La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.

    A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

    Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio, Wu Ming

    Aderisci anche tu all’appello pubblicato da MicroMega