LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Borsellino : dalla sua morte il crimine è entrato in politica dalla porta principale…

Palermo – (Adnkronos/Ign) – I giovani della ‘Scorta Civica’ stanno manifestando davanti al palazzo di giustizia per ricordare il giudice antimafia, ucciso nella strage di via D’Amelio 18 anni fa e sostenere il lavoro dei magistrati. Il procuratore Messineo: ”Aperti squarci importanti ma non so se si raggiungerà la verità

Molto difficile che accada. La verità sulle stragi riguarda un periodo in cui i rimasugli della peggiore classe politica del CAF rimasta ancora indenne da Tangentopoli tentavano di placare e gestire i furori del clan di Riina trattando  – più che altro con  Provenzano che poi scaricò il corleonese – senza avere più quel potere contrattuale delle prime scelte del CAF , Craxi Andreotti e Forlani , occupati a quel tempo a difendersi dai guai giudiziari.

Per capirci Scotti, Martelli, Mancino ed Amato non rappresentavano più alcunchè di credibile. Avendo le seconde file politiche perso potere contrattuale la mafia investì nella nascente figura politica di Berlusconi , già avvicinato e protetto negli anni precedenti attraversi i buoni uffici di Dell’Utri.

Poi pian piano accadde la mutazione attualmente conclusa per cui gli interessi economici e finanziari si garantivano direttamente da soli entrando in politica personalmente senza più la mediazione del politico vero di turno.

Voglio dire prima c’era Craxi ed in piccolo Salvo Lima, oggi direttamente Berlusconi ed in piccolo Cosentino, che non a caso,  al massimo , se necessario, viene allontanato dal sito politico per rimandarlo a controllare il territorio.

Per questo oggi si discute politicamente di cronaca giudiziaria, perchè saltate le mediazioni ” andreottiane” il criminale si fa politico e governa direttamente.

E direttamente e personalmente si incontra con l’offerta criminale in un regime liberale perfetto dove domanda ed offerta criminale si incontrano sempre con efficacia. Verrebbe da dire che solo in questo settore il liberismo funziona , eccome!

Ad esempio a Milano il notabile Pietro Pilello, notoriamente vicino alla ‘ndrangheta del clan Barranca, si accomoda spesso e volentieri nelle stanze buone di Palazzo Grazioli. Come quando nel settembre del 2007  il Pilello,  già maestro venerabile della Loggia di Palmi, porta avanti un lavoretto delicato ma fondamentale: aiutare Berlusconi a far cadere il governo Prodi, il tutto su suggerimento di Saccà, ex direttore della RAI, uno degli scendiletto preferiti dal nano di Arcore.

Ebbene il referente milanese dei Barranca manovra, tra gli altri,  il deputato del centrosinistra Randazzo perchè questi tradisca il proprio schieramento in favore del berlusca. E ciò che risulta dealle intercettazioni depositate da Ilda Boccassini e che qualche giorno fa hanno contribuito a mettere al fresco centinaia di appartenenti ai clan calabresi di stanza in Lombardia.

Il governo ha strepitato per il successo degli inquirenti – quando la pianteranno di intestarsi vittorie degli altri, gli invisi magitrati, peralro? – e pochi hanno notato questo caso esemplare.

Mancando la politica ed essendoci solo la mediazione affaristica il potere inevitabilmetne si divide in bande criminali che si spartiscono i traffici leciti ed illeciti ed il PDL, il partito degli affari per eccellenza, è non a caso diviso in 27 correnti che di culturale non hanno nulla, ognuna rappresentando specifici interessi, anche regionali.

Il periodo più buoi della storia d’Italia è in atto: ricorda quella fase del basso medioevo contrassegnata dai capitani di ventura che scorazzavano massacrando e derubando tutto il paese su licenza dei signorotti e dei principi.

Mai come oggi poteri crinminali esplicitamente e direttamente fanno i loro sporchi affari alla luce del sole e senza grande contrasto.

Cì è rimasta una parte della magistratura e delle forze dell’ordine, la parte più indipendente e ligia al dovere , oltre qualche politico dell’opposizione con molto entusiasmo ma poca efficacia. Perchè inefficace? Perchè già sarebbe molto, un buon inizio, essere d’accordo sull’analisi dell’attuale situazione:  molti non sanno neanche dove inizare , storditi, blanditi o corrotti dal potere criminale, non sanno che pesci pigliare

Siamo soli, anche se , come tutti i fenomeni criminali prima che politici, il berlusconismo sta implodendo dall’interno in una guerra tra bande senza quartiere, a cui noi possiamo solo assistere spettatori, senza troppe illusioni…

Crazyhorse70


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Negli anni ’70 il PCI era la seconda gamba del potere.

Sollecitato da Rosellina esprimo il mio parere su quegli anni di piombo.

Cossiga è dicuramente uno delle architravi delle istituzioni nel marasma successivo agli anni di piombo, ma spesso dà l’idea di giocare con le parole, millantando ruoli da protagonista anche laddove fu, al più, una importante comparsa.

Ad esempio nell’ affaire Moro, l’evento più importante della nostra storia politica, furono altri, – tra cui Andreotti, Fanfani, Berlinguer, Pecchioli, Zaccagnini, più una serie di importanti uomini della finanza e dei servizi –  ad avere assunto la funzione di protaginisti della difesa delo stato contro le B.R. ed a scegliere che non bisognasse trattare con loro, pena una legittimazione dei terroristi.

Craxi invece, in una delle sue più fulgide scelte, in mezzo alle tante ombre e luci della sua attività, spinse per la trattativa scegliendola difesa della vita umana, ma non ebbe successo né fu compreso dall’assetto di potere centrale DC-PCI di allora.
Voglio ricordarlo perchè quella fu una scelta da liberale vero che gli riconosco.

Come riconosco a Marco Pannella una grande coerenza sul medesimo punto fin da allora.

Tornando a bomba, a molti piace aver steso allora e mantenere oggi  un velo pietoso su quegli anni: un pò per garantirsi l’oblio delle responsabilità, un po’ per lasciare indenne l’immagine di qualche padre della patria.

Ad esempio io non concordo con la beatificazione della figura di Berlinguer, perchè sono convinto che il ruolo del PCI non fu solo quello apparente di oppositore che non potesse mai governare ( fattore K) ma a che ad un certo punto, all’esplodere dei movimenti libertari degli anni ’60 e ’70 ( prima che il ’68  fosse ideologicamente manipolato e poi naufragasse negli anni di piombo, questa era la sostanziale natura, antiautoritaria e liberale, del movimento) ebbe una funzione di seconda gamba repressiva dello stato.

Lo stalinismo di cui era pregno il gruppo dirigente togliattiano aveva da tempo mutato in governativo ed iperealista il percorso politico, un tempo rivoluzionario, del PCI.

Qui andrebbe indagato lo spirito stalinista in p0litica, estremamente realistico e duttile (per usare un eufemismo) , ma per brevità rammento a tutti l’episodio più eclatante di realismo, quando  Stalin si alleò con Hitler solo pochi giorni prima dell’inizio della seconda guerra mondiale.

Lo stesso Hitler sulla sconfitta del quale poi il PCUS disegnerà la propria legenda e chiamerà a rapporto il proprio popolo a scacciare l’invasore nazista solo qualche mese dopo. Questo per dire che trovo assolutamente plausibile che nella cultura del PCI abbia trovare spazio sia il sentimento pseudo riviluzionario, buono per la base, che quello molto più realista e cinico del partito di governo.

Sono quindi convinto che non esiste un belzebù solo ma che la stagione nera delle stragi impunite e della repressione studentesca, trovi il suo mandante anche in una seconda nascosta ma consapevole gamba del potere-antipotere di allora: il PCI.

In particolare l’emissario di Berlinguer verso certi poteri indicibili ( per capirci: la finanza piduista di allora) era sicuramente il senatore Pecchioli.

Non dico altro anche se potrei argomentare ulteriormente con altri episodi e deduzioni , ma  mi riservo di farlo su sollecitazione ( eventuale e sperata, non sono così presuntuoso da aspettarmela…) di qualche navigante interessato.

Tornando al post che mi ha sollecitato,  l’omicidio di Giorgiana Masi che grida ancora vendetta,  alla luce di quanto ho premesso trovo sbagliato  prendersela solo col finto bersaglio con la K, il quale, giova ripeterlo, ha avuto nei momenti cruciali della nostra storia, molta minore responsabilità di quanto ne millanti oggi per “giocherellare al vecchio potente e misterioso” ( citazione : intervento di Marco Pannella, non ricordo dove).

Nessuno degli appartenenti a quell’assetto di potere di allora, questo sì espressione massima del cattocomunismo imperante nelle istituzioni, ha mai avuto il coraggio di indagare a fondo in quegli anni e ritengo che finchè continueranno a vivacchiare gli eredi di quel potere nulla sarà svelato, con buona pace di Rosellina e della sua voglia di giustizia…

Alfredo Cantera


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“Portare l’attacco al cuore dello Stato” questa la strategia delle B.R.

aldo-moro_cadavere_phCorriereMagazine_excAlle 9,15 del 16 marzo 1978 un commando di brigatisti rossi tende un agguato in via Mario Fani ad Aldo Moro, presidente del Consiglio nazionale della Dc, mentre si reca a Montecitorio per il dibattito sulla fiducia al IV governo Andreotti, il primo governo con il sostegno del Pci.

In pochi secondi i brigatisti uccidono i due carabinieri che accompagnano Moro (Domenico Ricci, Oreste Leonardi) e i tre poliziotti dell’auto di scorta (Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi). L’On. Moro viene caricato a forza su una Fiat 132 blu. Poco dopo, le Brigate rosse rivendicano l’azione con una telefonata all’agenzia Ansa.

55 giorno dopo il suo corpo è fatto rinvenire nel bagagliaio di una Renault rossa dietro la sede del PCI. Una telefonata del brigatista Valerio Morucci ne annuncia la morte.

Portare l’attacco al cuore dello Stato” questa la strategia delle B.R.

In realtà quell’attacco fu portato al cuore della democrazia e dei tentativi di cambiarla e migliorarla .

Da allora invece niente fù come prima ed anzi ebbe inizio ,  all’acme della strategie della tensione , la curva in discesa della storia d’Italia.

Il mio pensiero sul punto l’ho già detto qui :   Berlusconi e quel piombo caldo sparato a freddo ad Aldo Moro

Attendo i vostri contributi.

Cavallo Pazzo


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Prima l’impunità poi l’oblio ( 2° parte )

continua da Prima l’impunità ora l’oblio ( di Cavallo Pazzo )

cavallo-pazzoE’ altrettanto chiaro pero’ che il governo non e’ mosso da tali giuste perplessità , ma deve avere altri scopi .

Berlusconi infatti enfatizza “particolarmente” queste magagne   solo allo scopo di pilotare, come unica soluzione possibile, l’indebolimento del sistema giudiziario (e della libera informazione, vedi post successivo ) attraverso questo disegno di legge.

A pensar male si fà peccato ma spesso ci si azzecca , dice Andreotti .

Del resto , se cio’ non fosse , il governo adotterebbe soluzioni  semplici ed  immediate :  ad esempio  piuttosto che paralizzare le intercettazioni alla radice basterebbe introdurre un controllo a posteriori sui magistrati, verificando chi durante l’anno ne usi sopra la media oltre una certa percentuale, e lasciando a lui l’onere di provare, a fini disciplinari, che ognuna di esse era strettamente necessaria.

Ed anche sulla riservatezza tanto sbandierata , se si voleva veramente tutelare la privacy dei cittadini sarebbe stato sufficiente prevedere la distruzione delle conversazioni relative a soggetti estranei oppure ai soggetti indagati ma su argomenti non pertinenti all’indagine.

acqua-sporcaIl problema esiste ma non viene risolto ed anzi si tenta di gettare via il bambino con l’acqua sporca, tenendosi altresì quest’ultima…come e più di prima

Vediamo quali sono in estrema sintesi i punti dolenti ,  rinviando per l’esame dell’intero testo chi ha voglia sul sito della Camera dei deputati  – XVI Legislatura digitando sul motore di ricerca progetto di legge 1415 .

1) Tralasciando per ora gli aspetti che riguardano il diritto di cronaca , per poter intercettare ci vorranno “gravi indizi di colpevolezza”. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno “sufficienti indizi di reato“.  Per poter intercettare il giudice per le indagini preliminari dovrà andare presso il distretto della Corte d’Appello a presentare specifica richiesta, portando con sé tutti i fascicoli relativi alle indagini già fatte, per poi aspettare che un collegio di tre giudici approvi l’intercettazione. E non solo!

Una volta che il suddetto magistrato ha deciso per il provvedimento di intercettazioni, non potrà più decidere su ulteriori provvedimenti che riguardino il medesimo imputato

A chi serve rendere piu’ complicate le indagini?

Chi é il genio che  crede sia una buona idea

moltiplicare i giudici necessari in un  procedimento , includendo quelli che hanno già anche incidentalmente conosciuto la questione, costringendo sostituzioni peraltro  impossibili in certi centri? Ma se ci sono distretti di Corte d’appello con meno della metà di copertura degli organici già ora! Né si prevedono soldi per arruolarne di nuovi. Cui prodest ?

La verità è che in pochi mesi, grazie ad una serie di circostanze , il potere berlusconiano si è esteso incontrastato; sulla giustizia , per non dire del resto, stà facendo quadrare il proprio cerchio con l’ultimo lato  :  dalle  impunità all’oblio.

E poi sui gravi indizi di fatto equivarrebbe ad avere già delle prove del reato commesso. Se ci sono, al contrario, solo indizi lievi e si vogliono ottenere delle prove concrete, queste non si potranno ottenere più con le intercettazioni, altrimenti si verificherebbe (secondo l’estensore del disegno di legge) una lesione della privacy dell’indagato.

Che sarebbe, evidentemente, cosa più grave di qualunque altro reato!

Anche la prevista eccezione per intercettare nei casi di criminalità organizzata è in realtà solo una presa in giro, in quanto solo alla fine delle indagini si potrà dire se anziché una persona, sono coinvolte più persone legate tra loro nel commettere reati. A pensarci bene sarebbe fuori legge anche l’indagine su Provenzano. Nel suo caso le persone intercettate non erano nemmeno, all’epoca, indagate; quando avviene un sequestro di persona le persone intercettate sono i familiari e non perchè siano sospettati di aver sequestrato il proprio caro, ma perchè si spera che i malviventi si mettano in contatto con la famiglia della vittima.

C’e’ chi scherza con la mafia e c’e’ chi muore di mafia …Vi ricordate di Pio La Torre?

p_la_torre_2804_07La mattina del 30 aprile 1982, insieme a Rosario Di Salvo , Pio La Torre fu ucciso dalla cupola di Toto’ Riina per le sue proposte di legge riguardanti il patrimonio della mafia.

Tali proposte prevedevano particolari controlli ad incroci dei conti correnti bancari piu’ altre misure considerate “pericolose ” dai clan .

2) VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO – La toga che rilascia «pubblicamente dichiarazioni» sul procedimento che gli viene affidato ha l’obbligo di astenersi. E dovrà essere sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d’ufficio. Il suo nome non potrà essere citato.

DENUNCIA E SOSTITUZIONE DEL GIUDICE
In caso subisca una denuncia dall’indagato il giudice blocca la indagine che stà svolgendo (“dovere di astensione”)e viene immediatamente sostituito

In questo modo l’indagato potrà scegliersi oltre l’avvocato difensore, anche il giudice. Se quest’ultimo non è di suo gradimento basterà che lo denunci. Senza che avvenga una verifica della bontà della denuncia il magistrato sarà, quindi, immediatamente sostituito.

berluscaprigionieroCerto le Sue cose e quelle dei suoi amici finiranno finalmente nell’oblio  , ma ciò ci costerà molto, forse troppo .

Non avremo piu’ casi come Fiorani, Ricucci, Del Turco, Mautone, Romeo, Tanzi. Stesso oblio per i casi delle cliniche Santa Rita.

Per non dire degli stupri e dei pedofili .

3) LE MICROSPIE

Le intercettazioni ambientali (con microspie) saranno ancora ammesse, ma potranno essere limitate solo al momento del fatto delittuoso. Ciò significa che si dovranno fare solo mentre si commette un reato, ad esempio mentre si fa una rapina, o mentre si paga una tangente, non essendo ammesso farle nei giorni precedenti, né in quelli successivi al fatto.Anche in questo caso niente Provenzano !

4) LIMITI DI TEMPO – Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di criminalità organizzata, terrorismo si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI – Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze potranno essere acquisiti

Berlusconi chiude il cerchio della lunga marcia contro la giustizia

iniziata con le impunità e cosi’ facendo tra l’altro prende per il CULO quelli che l’hanno votato chiedendo in buona fede più sicurezza

PER NON DIRE DELLA VIOLENZA SESSUALE: indagini che richiedono spesso, quasi sempre , intercettazioni di tipo esplorativo per l’individuazione dei responsabili.

Lo stupro di Guidonia , per dirne uno recente , sarebbe ancora senza colpevole con questa nuova legge.

Inoltre reati come la corruzione o quelli finanziari sono difficili da evidenziare subito ( sono reati in genere” nascosti”) ed hanno sempre bisogno di piu’ tempo per essere perseguiti.

E comunque il limite mi sembra un vero e proprio invito alla criminalità : resistete due mesi e poi potete cominciare a parlare liberamente usando anche il telefono, tanto nessuno ascolterà piu’…

LIMITE DELLA ENTITA’ DELLA PENA Nel disegno di legge , salvo marce indietro del Governo , sono vietate le intercettazioni per i reati minori, definiti “ bagatellari, di nessuna importanza ” con pene sotto i 5 anni.

Io non credo che il cittadino vittima di reato sarebbe /sarà contento di veder considerare il reato subìto come una cosa senza importanza . Ecco l’elenco dei reati “minori” che non potranno più essere intercettati

– Rapina aggravata
– Estorsione aggravata
– Sequestro di persona a scopo di estorsione
– Traffico d’armi
– Riduzione in schiavitù
– Prostituzione minorile
– Produzione e traffico aggravati di stupefacenti
– Delitti contro la pubblica amministrazione puniti con almeno 5 anni di reclusione (ad esempio concussione e corruzione)
– Pedofilia
– Ingiuria, minaccia, usura
– Molestia o disturbo attraverso telefono
– Abuso di informazioni privilegiate
– Manipolazione del mercato
– Dichiarazione fraudolenta
– Calunnia

– Falsità del pubblico ufficiale

– Lesione personale grave

– Rialzo fraudolento dei prezzi e boicottaggio
– Omicidio colposo
– Incesto
– Sfruttamento della prostituzione
– Estorsione
– Maltrattamenti in famiglia
– Lesione personale grave
– Sequestro di persona
– Furto in casa
– Accesso abusivo a un sistema informatico
– Rapina semplice
– Ricettazione
– Contrabbando
– Associazione a delinquere
– Bancarotta fraudolenta
– Reati ambientali

Naturalmente questo elenco non è esaustivo: si potrebbe continuare elencando Frode Fiscale, Truffa, Stupro, ecc.

Con questo provvedimento, tra l’altro, si limitano le indagini su tutti i reati di forte allarme sociale (furto, rapina, sfruttamento della prostituzione, stupro), a cui il Governo aveva giurato, a parole, di dare battaglia con il decreto sicurezza.

Perché ridurre così drasticamente le prospettive di sicurezza dei cittadini italiani ?

Cavallo Pazzo ’70