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Tre ipotesi sul perchè i potenti e ricchi vanno sempre e solo a mignotte

Ipotesi 1) il Fatto Quotidiano, Luca Telese

“Ma come! Sono uomini così belli e desiderati, che bisogno hanno di una prostituta?”.

E invece un bisogno c’è. Hai sempre fretta, sei terribilmente stressato, hai pochi tempi morti nell’agenda del palmare. Devi riempirli appena si liberano. Non devi lasciare tracce. Non devi avere implicazioni sentimentali, strascichi. Non devi accendere una relazione con una figura autonoma, che confligge con la famiglia di riferimento, che spesso – anche in contemporanea – deve essere impegnata nella rappresentazione della drammaturgia istituzionale.

Escort è una parola più comoda, asciugata al senso etimologico: la scorta, l’estrema protezione del segreto, la corroborazione curativa del corpo. Non più il corpo del politico, il sottosegretario, il presidente. Ma il capo, il sovrano che deve ristorarsi.
Se è così, però, il capo-semidio, non può sporcarsi le mani con il denaro. Non può distruggere il sogno mettendo mano al portafoglio. Il ruffiano che paga, diventa essenziale perché cancella la traccia e il senso di colpa.

Perché ricostruisce l’illusione del dono sessuale-votivo offerto al principe in virtù del suo carisma. La Protezione virile si sostituisce a quella civile. Meno male che ci sono le intercettazioni: ancora per un po’ Anemone resta un cognome, e non un mito.

Ipotesi 2, Sabina Guzzanti

“Per esempio, un interrogativo che non sarà fondamentale, ma a me m’è venuto, dopo queste intercettazioni, mi sono chiesta: ma perché vanno tutti a mignotte? C’hanno i soldi, c’hanno il potere, c’hanno tutto quello che vogliono, ma perché sempre e solo mignotte? È una domanda legittima, voglio dire: no? Ho chiesto in giro finché non me l’hanno spiegato, un ex tossico mi ha spiegato in modo molto semplice e chiaro che vanno a mignotte perché pippano: molto semplice. Perché la cocaina stimola la amigdala, che produce dopamina e ti fa venire voglia di scopare, però non ti si alza e le mignotte sono le uniche che hanno la pazienza di stare lì anche se non ti si alza, è molto semplice, è una verità che si potrebbe anche diffondere, perché no?”.

Ipotesi 3, la mia

La politica è cambiata, un tempo c’era una certa percentuale di persone che lavoravano politicamente per un impegno ideale disinteressato, o meglio interessato più a futuri rivolgimenti traumatici (rivoluzione) che non a fare soldi. Tale approccio con l’attività politica era psicologicamente  più appagante e tale appagamento faceva da contrappeso alle inevitabili fatiche e delusioni.

Inoltre certo valori,  per alcuni politici per altri morali, non erano ancora stati sotterrati dalla civiltà moderna lobotomizzante ed era più facile trovare in giro reazioni di rabbia ed indignazione oggi quasi scomparsi e sostituiti dall”attuale menefreghismo “cialtrone”,  per usare un termine caro a cavallo matto.

Oggi tale percentuale di idealisti è sicuramente inferiore e capita spesso che si cerchino scorciatoie per avere prima possibile potere e soldi, e tanto più ciò è valido quanto meno l’esercizio del potere politico risulti appagante.

L’attività politica  – vista ormai come una variante del mondo degli affari – è fatta di tanti di quei rapporti da “coltivare” e di tanti di quei nemici da ” fottere” che spesso sostituisce la libido sessuale ed inoltre concorre a creare ansia e pensieri che,  come  notorio,  disturbano la libido sessuale libera e consapevole ( potrei citare il volgare ” il cazzo non vuole pensieri” valido,  con una piccola modifica, anche per le femminucce; oppure il siculo-mafioso “megghiu cumannari ca futtiri “).

Vivere di rapporti da coltivare , rapporti di potere insomma, stimola quel genere di mentalità ed anche poi di sessualità , per cui  –  dopo aver fottuto tanti nemici durante il giorno –  risulta più consono ed appagante rimanere sulla stessa linea anche nel sesso, ricorrendo alle mignotte.

Senza dimenticare le solite chiacchiere più o meno fondate sui nuovi rapporti di forza all’interno della coppia, con la donna sempre più protagonista , conquistatrice e richiedente ( “quella gran rompicoglioni di mia moglie” si legge in diverse vecchie intercettazioni dei tempi della prima tangrentopoli) e l’uomo sempre più in un angolo.

La puttana è disponibile per antonomasia, è la geisha, la moglie bambina a cui guardare senza ansia né affanno, la donna che ti fa sentire uomo e non ti assale di pretese ed attese. Certo poi alla fine c’é quel piccolo particolare del pagamento della prestazione, ma spesso agli uomini piace col tempo illudersi di fare solo dei regalini.

In conclusione credo che le tre ipotesi abbiano tutte qualche parte di verità e vorrei sapere voi che ne pensate…

Rosellina970


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Meno soldi per il Fondo spettacolo più soldi per il Fondo battone

Il mondo dello spettacolo protesta contro i tagli economici che lo stanno mandando in rovina e chiede un ultimo ripensamento, ovvero un reintegro del 35% dei finanziamenti decurtati dal governo Berlusconi, che peraltro non ha mai fatto mistero di guardare  con sospetto la cultura, allontanandola con sdegno.

Monta perciò la protesta degli addetti ai lavori : il 20 luglio scorso davanti a Montecitorio si é svolta una manifestazione di protesta con attori, tecnici, musicisti, danzatori.drive_in

A esprimere gli stati d’animo esacerbati di questi giorni è stato Dario Fo: «Tagliare così pesantemente su spettacolo, cultura, ricerca e scuola è un atto volgare che mortifica» ha detto il premio Nobel , dopo la bocciatura degli emendamenti che reintegravano i tagli del ministro Tremonti ai già scarsi finanziamenti dello stato alle attività culturali (il Fus passato dai 511 milioni di euro previsti dal governo Prodi per il 2008, ai 380 del 2009)

Significa che questo governo ha una visione delle attività culturali come un parco giochi, insomma uno spreco.

Spreco per spreco Berlusconi pensa forse sia meglio magari un Fondo Unico Escort  dove attingere prestiti per andare a puttane  ed a scanso di equivoci “pericolosi” ha detto alla sua velina il ministro Carfagna di rimpacchettare in fretta e furia le norme antiprostituzione e di togliersi di mezzo con queste pretese assurde ed inumane almeno fino all’autunno , poi chissà , si vedrà …

Ogni settore produttivo ha avuto aiuti dal governo, a eccezione della cultura  per cui ci sono stati solo tagli ai finanziamenti, ma nessuna agevolazione fiscale o sul credito, oltre a molte false promesse attraverso lo schiavo-soldatino Bondi

Fra le forme di protesta che gli autoconvocati di piazza Montecitorio pensano di attuare per continuare la protesta c’è il blocco della conferenza stampa di presentazione della prossima Mostra del cinema di Venezia, in programma alla fine della settimana . Se dal governo non verranno segnali convincenti, ci si potrebbe spingere a chiedere ai registi il ritiro delle loro opere in concorso.

Fra i protestatari anche gli amichevoli ( con il governo)  Carlucci e Barbareschi che hanno anche visto allontanarsi dalle promesse corsie preferenziali la loro proposta di legge sullo spettacolo.

E’ inutile evidenziare le ricadute occupazionali dei tagli nel mondo dei 70.000 lavoratori dello spettacolo a rischio perdita del posto di lavoro…

Comunque non capisco né lo scandalo né le relative proteste: il modello dell’utilizzatore finale é proprio quello che aborrisce la riflessione e abolisce  la cultura,  un modello che invece scaturisce dalla televisione tipo Drive In moltiplicata per tutto il palinsesto;  con l’aggiunta di  rapide e fruttuose  – per il satrapo malato – fighe ( ops ..) fughe del modello ( in questo caso meglio della modella )  nella vita reale, possibilmente la Sua, a Villa Certosa ed un paio alla volta.

Ancora con al cultura? Il  teatro non si mangia ( al massimo ci si va per beccare future mogli…) e l’arte e la cultura in generale sono noiose  e riflessive e si sa che il …nano non vuole pensieri, al massimo due tre chili di pasticchine blu.

E poi perché regalare soldi inutilmente ? Rimescolando lo spirito e lobotomizzando i cervelli delle persone il nostro buon leader ha creato una buona riserva  – sempre in aumento, del resto – di  autolesionistici ma entusiastici imbecilli esito di vent’anni di bombardamento , gente che ormai sta assumendo la guida del paese come fosse una classe produttiva centrale , non sò… la borghesia della rivoluzione francese e la classe operaia e contadina in quella sovietica.

Nell’Italia berlusconica si é formato la nuova classe centrale, la base del sistema , l‘imbecille autolesionista ma idiotaneronazistaentusiasta che si crede furbo e finisce come questo della foto. Praticamente si dissocia da se stesso ridendo come questo nero indiano qui di lato il giorno prima di spararsi un colpo in fronte perché si é accorto di qualcosa di strano…

Sistemati e dissociati mentalmente e proficuamente diversi milioni di individui ,  sono altre le battaglie che ora interessano Berlusconi, come quella senza tregua contro  Murdoch sul digitale terrestre  iniziata con il favore fatto al fratello Paolo qualche anno fa regalandogli soldi pubblici per l’aquisto del decorer .

Da un commento puntuale di Pardi pubblicato oggi “Avremmo dovuto capirlo nel 2006 quale sarebbe stata l’evoluzione del conflitto di interessi, quando il governo Berlusconi finanziò con fondi pubblici l’acquisto di decoder (di produzione della Solaris, proprietario del fratello Paolo) per la diffusione del digitale terrestre.

All’alba dello spegnimento del sistema televisivo analogico, il presidente del consiglio non ha più remore: il digitale terrestre è diventato terreno di conquista dell’etere con l’obiettivo di annichilire la concorrenza, rappresentata non più dalla Rai ormai piegata da anni di corrosione negli acidi berlusconiani, ma da Sky, azienda di Rupert Murdoch, magnate del satellitare.”

Continua qui l’articolo di Pancho Pardi

Crazyhorse70


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Regime televisivo : un esempio di prostituzione da 4 soldi

normal_prostitute210807Alcuni maschietti che gravitano dentro le ridotte berlusconiche in quanto a prostituzione sono peggiori di tutte le veline e le escort messe insieme.

Il motivo é semplice : queste ultime mentre si prostituiscono sono consapevoli di non stare esercitando  una professione intellettuale ma di tentare  un baratto soldi/favori contro sesso ( poi vabbé ci pensa il capo a premiarle con scranni parlamentari ed addirittura ministeriali ).

Devo aggiungere che secondo me  vendere il proprio corpo non é più  umiliante che vendere il proprio cervello, anzi nel caso in cui oltre al cervello si dà via anche la propria personalità o peggio ancora i propri ideali ( quando si hanno) é addirittura più dignitoso darla via ( la fica, la bernarda, la passerina o come la chiamate voi dalle vostre parti ).femminista1

Ci sono casi eclatanti di prostituzione intellettuale ed ideale ( Giuliano Ferrara per esempio , la più grande peripatetica degli ultimi anni ) a cui non va certo accostato l’esempio di cui al post che segue , dove trattasi di materiale cerebrale ed ideale inesistente all’origine, ben prima del mercimonio.

Ho scovato questo articolo un pò per ridere ed un pò per raccontare un esempio  dello stato delle cose : questi soldatini telesilvietti  devono essere stati presi da  qualche programma fininvest tipo “Grande Fratello” poiché spiccano non solo e non tanto per servilismo  – in questo campo di recente Minzolini é inarrivabile – quanto per l’estrema ignoranza mostrata…

Puttane si, quindi, ma da pochi euro…

Martin IglesiasSelvas.org
Milano, 2 luglio 2009

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Golpe in honduras: “orgoglio bergamasco!”

Honduras: il golpista che viene da Bergamo“.

Inquietante quanto “La spia che venne dal freddo” questo è il titolo del servizio televisivo, agghiacciante, andato in onda nell’edizione di Studio Aperto, il telegiornale di Italia1, del primo luglio a firma di Fabrizio Filippone e Angelo Macchiavello. Il titolo in questione, comunque intrigante, ha però il diritto d’autore a firma di Rocco Cotroneo, che così pubblica il suo pezzo sul Corsera dello stesso giorno.

Nel servizio, della durata di un minuto e mezzo circa, la notizia di esteri che è seconda per gravità tra le cronache del mondo solo alle sommosse in Iran, si tramuta di colpo in una “non notizia”, ma piuttosto ad una simpatica rimpatriata, ad un augurio tra paesani, all’elogio di un bergamasco che diventa famoso nel mondo.

Seguendo le orme dell’intrigante filone giornalistico definito “parla dello Zio d’America”, gli autori inciampano in un paio di strafalcioni che solitamente accadono a coloro che non ricontrollano il proprio operato. Dall’intervista con Massimo Fabretti, presidente dell’Ente Bergamaschi nel Mondo si evince che Roberto Micheletti, classe 1943, emigrò in centro america nell’immediato dopoguerra, e ci conferma “beh, sicuramente saliamo (?) ai primi decenni del novecento..”.
Secondo gli autori, poi, Micheletti non ha dimenticato le sue radici, infatti è un acceso tifoso atalantino, “e alla ambasciata ricordano quando, ancora giovane, con il fratello cercavi di sintonizzarsi sui canali satellitari
per seguire le imprese della squadra del cuore”. Da giovane? Le partite dell’Atalanta sul satellite? E quale satellite negli anni sessanta o settanta?

Ma la notizia sullo stato d’assedio militare in Honduras? La destituzione del presidente legittimo, democraticamente eletto Manuel Zelaya? Il colpo di Stato che pretende cancellare la richiesta di un referendum sulla Costituzione voluto da numerosi cittadini? Secondo gli autori del servizio è cosa passata, infatti citano “Roberto Micheletti Bain, il neo presidente dell’Honduras post-golpe…”, incuranti delle posizioni assunte da tutte le istituzioni internazionali, a partire dall’ONU, l’Organizzazione degli Stati Americani e la maggioranza assoluta degli Stati del continente americano con gli Stati Uniti in testa.
Se essere giornalisti spesso viene associato alla scienza della “tuttologia” per la fama, cattiva secondo alcuni o meritoria secondo altri, di essere sempre informati su tutto, Filippone e Macchiavello ne escono a testa alta da questa controversia: potrebbero affermare infatti “…Non ne sapevamo niente”.

Il servizio televisivo però ha un lieto fine come qualsiasi bella favola; questa è infatti la favola di un bergamasco emigrato, che si fa rispettare, che porta alta la bandiera dei bergamaschi nel mondo. Penultimo di nove figli, Roberto Micheletti, isolato politicamente dalla comunità internazionale che non ne riconosce il ruolo istituzionale auto proclamato, incassa però gli “auguri sinceri dei suoi concittadini”, e repetita juvant, il rappresentate dei bergamaschi nel Mondo si associa agli autori a conclusione del servizio: “gli auguriamo tanta fortuna”.

E tanta pare ne abbia bisogno.

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Rosellina