LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Non trattateci come delle star, siamo minatori…..

 

a cura di Andy WallacePopolo Viola Bologna

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Non si vive di solo localismo

Tra le tante analisi del voto che si leggono oggi ho trovato questo articolo molto  interessante e ricco di spunti di riflessione.

Non si vive di solo localismo di  Giuseppe Caravita.

Tutto è compiuto. Hanno vinto solo le tre forze credibili, di quelle che ti fanno muovere il sedere, nel bene o nel male, per andare al seggio.

Vendola, sulla sua faccia, e la Lega, con il suo messaggio terribilmente chiaro e semplice. Gli altri hanno perso. Berlusconi è costato punti al Pdl, il Pd pare ormai un vecchio castello mezzo disabitato e dalle mura che si sbriciolano, l’Idv una mancata promessa (un partito monarchico di borghesia legalista) , l’Udc un comprimario marginale (pieno di inquisiti), la vecchia sinistra radicale rivoltolantesi nella sua bara (ormai temo inchiodata), e solo i grillini un piccolo (ma in alcune regioni no) sprazzo di possibile innovazione.

Ha ragione Zaia, il bipolarismo, con oggi, è finito. E’ morto il progetto di una Seconda repubblica alla francese o inglese. L’unico modello possibile ora, stante le cose politiche in Italia, è la Germania. Spero vivamente non la Jugoslavia.

L’unico progetto politico “pesante” su piazza, ovvero il federalismo fiscale, ovvero la controllabilità dei soldi sul territorio (e la presenza del politico leghista sul territorio), ovvero la paura del diverso (ma necessario per lavorare e fare profitti) ha vinto.

E ha vinto anche Vendola che, da sinistra, condivide la sua forma di localismo, ma di ben diverso spessore e prospettiva umana.

L’Italia del Nord, dopo 18 anni di fallimento irrisolto della Repubblica,  ha perso definitivamente l’illusione berlusconiana, si è ripiegata su se stessa, sul suo illusorio materasso protettivo. Il sud della Campania e Calabria ha dichiarato bancarotta, tornandosene ai Cosentino e ai soliti Gattopardi. Abbandonando le fotocopie di sinistra per gli originali.

Soltanto Vendola ha guadagnato un ruolo di speranza, e l’Italia progressista ora guarderà alla Puglia.

Nasce invece la Padania leghista, e si prepara la lunga resa dei conti in un centrodestra ormai a motore bossiano. L’anno prossimo il grande test sarà il sindaco di Milano, a fronte del fallimento conclamato della sua ex-borghesia.

Ha perso, ma in modo mascherato e soft, il declinante Berlusconi. Di Pietro ha tenuto, pagando prezzi enormi alla sua alleanza (a mio avviso malaugurata) con il Pd dei nomenklati, dei ciechi e degli stolti.

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Le idee brillanti del centro sinistra

Ogni giorno sfoglio il blog, leggendo idee davvero intelligenti ed originali, che cerco di sintetizzare visto che hanno così favorevolmente colpito la mia attenzione.

1) l’informazione modella il voto

questa grande idea in sostanza afferma che, avendo il Silvio 3 televisioni e due giornali, ed essendo gli italiani un branco di idioti ritardati, come delle pecore credono a balle spaziali e votano in massa il centro destra.

Quello che è strano è che in regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria, dove non mi risulta siano oscurate le televisioni del Biscione, stranamente gli italiani sono più resistenti al condizionamento mediatico e senza se e senza ma votano a Sinistra.

Chissà se è genetico o è qualcosa che mangiano…

2) Berlusconi controlla i media e manipola l’informazione

Questa altra grandissima idea deriva dalla prima e devo dire che davvero mi sembra significativa, strano che ANNOZERO e BALLARO’ siano i programma di punta dell’informazione Rai, pagati con i soldi di tutti quelli che pagano il canone (di maggioranza di centro destra visto il recente risultato elettorale) e che siano smaccatamente schierati a sinistra.  Strano anche che Travaglio ed Ingroia siano fotografati in costume da bagno, mentre in spiaggia insieme preparano il prossimo libro e stranamente questo, la collaborazione di un procuratore antimafia con un giornalista schierato, sia considerato normale, ma sarò sempre io che non capisco.

3) la società civile si ribella a Berlusconi, dittatore italiano

Questa altra idea geniale, è la summa di cui sopra. In una nazione dove tutto è in mano ad un uomo solo, come nel film “V come Vendetta” chiaramente gli illuminati, paladini della resistenza, si comperano sciarpe viola e si ergono a difesa dei cittadini.

Bella idea se non fosse che in una dittatura non sono consentite manifestazioni di piazza nè gruppi su facebook che incitano ad uccidere il dittatore, nel film sopra citato non faceva una bella fine il comico che sfotteva il leader…

Poi, mi pare rilevante notare che questi fenomenali cittadini, nostri paladini, ergano ad eroi senza se e senza ma immobiliaristi come il leader Di Pietro, che si è arricchito con la politica come pochi altri sfruttando quanto la legge gli permetteva (ma parlare poi di questione morale…), sputino addosso al Presidente delle Repubblica (che a me è indifferente ma dire che è colluso con Berlusconi è davvero grossa) e si straccino le vesti con frasi come “emergenza democratica”.

Stranamente, anzichè riempire le piazze, dal NO B Day la gente è progressivamente calata fino ad arrivare alle 25.000 persone in piazza ieri, ma è chiaro che se il movimento sta perdendo i colpi è dovuto all’effetto congiunto del controllo di Berlusconi sui media sommato all’ignoranza ed al qualunquismo dell’italiano medio….

Povera Italia, con idee così brillanti è davvero un segno di emergenza democratica che alle prossime regionali la gente non capisca quanto sopra esposto e drammaticamente succederà che nella parte produttiva della nazione, il nord, la Lega sarà primo partito in Lombardia, Veneto e Piemonte ed il paese sarà fratturato in due, con una Lega potentissima al Nord ed un PDL che dovrà allearsi con l’UDC al centro ed al Sud.

Chiaramente se a Napoli, dopo 20 anni di Bassolini la gente voterà a destra, non sarà dovuto alla gestione dei rifiuti che ha fatto ma alle veline, al Grande Fratello, a Fede, a Studio Aperto.

Certo, perchè la summa delle idee di sinistra è che la gente è stupida.

Ed essendo loro gli intelligenti del gruppo, sono loro che capiscono.

Beh, sarcasmo a parte, PER FORTUNA che queste sono le vostre brillanti idee, perchè con questo atteggiamento state perdendo i pezzi e conquisteremo voti anche nell’Emilia Rossa (dove i giovani votano Lega e solo i vecchi votano PD ma tanto prima o poi crepano) ed in Toscana.

Ma non sono le vostre idee a non rappresentare gli italiani.

Quello mai.

Siamo noi che siamo stupidi….


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Dov’é finito il berlusconi del 1994?

berlusconi_1994Sto cercando Berlusconi ma non lo trovo più. Berlusconi ha vinto nel 1994 con le idee di una rivoluzione liberale ed antistatalista e sull’onda del federalismo  già allora ormai maturo nella gente del nord . Dopo lo stop ed il ribaltone ha rivinto nel 2001 ed anche un anno e mezzo fa con maggioranze parlamentari  “bulgare” di  oltre 150 deputati e senatori in più delle sinistre

Oggi ha una maggioranza che se la sognava anche De Gasperi, un asse forte con Bossi garantito da Tremonti unico ministro economico.

L’opposizione è inesistente, i comunisti ed i verdi fuori dal parlamento, i democratici ancora scioccati dall’abbandono di Veltroni a scannarsi far loro od occuparsi di gossip e calzini turchesi.

Di Pietro irrilevante sui temi economici sbraita con populismo inservibile.

Mai nella storia del nostro paese le mie idee sono state così vicine dall’essere concretizzate , quando ricapiterà un simile miracolo? Eppure lo stanno sprecando, e stanno deludendo i fautori del cambiamento.

Il grande assente è la questione fiscale della parte produttiva del paese.

La Banca del sud sarà un carrozzone per piazzare politici meridionali di secondo piano  così che non facciano il partito del sud.

Infatti, come Luigi Einaudi scrisse,  le banche debbono essere «senza aggettivi», devono fare le banche e non essere einaudi2condizionate da altri fattori. La banca del Sud, realizzata con la regia delle Poste italiane, non nasce per iniziativa privata (se ci fosse un motivo economico, l’avrebbero già fatta da tempo ), ma dallo Stato che fa da balia con i soldi pubblici, dando luogo a un ibrido.

Per il sud servirebbe una  No Tax Area, che attirerebbe investimenti privati e consentirebbe di rinunciare agli aiuti di Stato e comunitari. Meno tasse, meno sovvenzioni, più libertà economica. E così facendo anche meno criminalità organizzata dentro l’economia

Ieri la Banca del Mezzogiorno. L’altro ieri il ponte sullo Stretto. Il giorno prima, l’abolizione delle province che passa in cavalleria. La liberalizzazione dei servizi pubblici locali che si assottiglia, la riforma delle pensioni che si allontana, i sussidi alla Fiat che s’ingrossano, e via elencando. Il grande assente è sempre la questione fiscale.

Oggi si aggiunge  la notizia di un altro regalo a Catania che è ormai fallita ed ha ricevuti altri 140 milioni di fondi pubblici addirittura destinati ad attività inesistenti o invendibili.

Ora basta, la misura è colma anche per chi come me è interessato principalmente all’economia ed è disposto a fregarsene del gossip ed anche a credere che la magistratura ce l’abbia con lui per partito preso ( la maggioranza  dei P.M. sono comunisti dell’infornata degli anni ’70,  quindi gente frustrata e vendicativa per la rivoluzione mancata ).

Ma ora basta: dov’è finito il Berlusconi che chiamava immorale un prelievo superiore a un terzo della ricchezza prodotta?

E che ci sta a fare la Lega, se i suoi parlamentari alzano disciplinati la mano quando si tratta di irrorare il Sud di soldi pubblici, ma sono incapaci di portare a casa quella boccata d’ossigeno di cui la Padania ha dannatamente bisogno? E i manifesti che hanno fatto la fortuna elettorale del Carroccio, il Nord gallina dalle uova d’oro e il Paga e taci somaro lombardo? Il paradosso è che non c’è mai stato, sulla carta, un governo più nordista di questo eppure pare orientato ad occuparsi e male del sud.

Dovevano spendere meno e meglio per il sud e rispondere al nord. Meno tasse e più semplici.

Come Ronald Reagan e Margaret Thatcher.

Il Nordest oggi è in un momento di rallentamento semplicemente perché il sistema Italia non ne ha sostenuto la crescita, che è stata anche tumultuosa, ma certamente di grande vitalità.Democrazia liberale

Ad esempio, i nostri imprenditori all’estero vanno allo sbaraglio perché non hanno il supporto su cui possono contare i concorrenti tedeschi o francesi. L’italia è un paese, poi, che non ha promosso la ricerca, l’innovazione, quindi le piccole e medie imprese che da sole non possono farcela, sono svantaggiate dal punto di vista della concorrenza e della competitività.

E poi la giustizia è da riformare profondamente, invece si è data l’idea di occuparsi di giustizia per altri motivi.

Le banche non aiutano le piccole e medie imprese e Tremonti mi sembra il “sor tentenna”  che chiacchiera di rivoluzioni oppure  di complotti ma che di concreto non ottiene nulla per chi produce.

Tra il 2001 ed il 2006, niente riduzione, niente liberalizzazioni, nessun taglio alle spese pazze della P.A. ma solo colbertismo, la difesa degli ordini professionali, l’attacco alle compagnie aeree low cost, e la difesa dei forestali, per fare alcuni esempi. Sui diritti civili, sono venuti il no ai pacs, una legge sulle droghe per mettere in galera i ragazzi per qualche spinello, un tenace no ai pacs, e l’approvazione di una legge illiberale come la legge 40.

L’incapacità di intervenire sulle imposte è pura omissione di soccorso, visto lo stato precario in cui versa il tessuto produttivo del paese, ma anche e soprattutto un cedimento molto vicino al tradimento.

Secondo la Banca mondiale, l’Italia è il centotrentacinquesimo paese al mondo per semplicità del sistema fiscale: non basta rapinarti, vogliono anche che tu affoghi sotto inutili carte in triplice copia

Io ho 38 anni  e lavoro  nell’ufficio legale di una  sede abruzzese di una grande azienda multinazionale.

Sono sempre stato un liberale classico e guardo agli States come mio riferimento politico e culturale e quindi difendo la sfera di autonomia del singolo dalla invadenza delle istituzioni.

Per questo la gente ha votato Berlusconi.

Ma ora sono deluso e vederlo occuparsi solo di stronzate rotolandosi su se stesso mi fa capire che non è il fuoriclasse che credevo, invece di Kakà ci siamo ritrovati con Gattuso, per di più zavorrato,  e con tutto il rispetto, non è la stessa cosa.

Alfredo Cantera


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Forse non tutti sanno che……Brunettolo si è rimangiato tutto

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Brunettolo isterico e demagogo, ma velocissimo a calarsi le brache….

Con l’emanazione prima dell’estate da parte del Governo dell’ennesimo Decreto Legge, il n. 78/09, quello cosiddetto “anticrisi”, decreto che è stato convertito definitivamente in legge in questi giorni, Brunettolo  si “rimangia” quasi tutti i provvedimenti sulla malattia dei dipendenti pubblici.

Questi provvedimenti furono fortemente voluti lo scorso anno al momento del suo insediamento come ministro della Funzione Pubblica ed inseriti all’art. 71 del DL n. 112 del giugno 2008, poi convertito in legge 133 nell’agosto 2008.

Qualche esempio tecnico ed una  sottolineatura.

“Per il comparto sicurezza e difesa, nonché per il comparto dei vigili del fuoco, sono esclusi dalle ritenute per malattia tutti gli emolumenti a carattere continuativo correlati allo specifico status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale.”

Rispetto a questa modifica va ribadito  che anche negli altri comparti del pubblico impiego vi sono emolumenti accessori legati allo status o ad una funzione che si svolge, e quindi, senza nulla togliere ai dipendenti dei comparti citati che spesso sono vittime di incidenti di servizio, si evidenzia un ulteriore diversificazione fra i dipendenti pubblici.

etc. etc.

Il comparto sicurezza , difesa e vigili del fuoco avevano già ottenuto in contrattazione di comparto l’esclusione dalle ritenute per assenze di malattia, ma questa notizia era stata taciuta ai più per non creare aspettative e /o delusioni ( a seconda dei punti di vista ) per l’operato di Brunettolo.

I più maligni attribuiscono questa defaillance del Ministro al fascino della divisa ed inconfessate pulsioni …………

Franca



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“ potete ingannare una persona per sempre oppure tante persone per un certo tempo, ma non potete ingannare tutti per sempre”

giustiziamalataAvrei dovuto mettermi con dati e fatti alla mano , come fà sempre un bravo commentatore di questo blog  , e spiegarvi come questo governo non abbia fatto nulla nel merito dei veri problemi della giustizia .

A parte il Lodo Alfano che si commenta da sé , le  altre amenità minacciate dal governo ( dalle intercettazioni vietate alle restrinzioni promesse sull’attività dei magistrati e sulla loro carriera , in definitiva sulla loro autonomia ) sono per ora solo minaccie e non provvedimenti esecutivi quindi tralascio di approfondirle , avendolo peraltro in parte già fatto ( Prima l’impunità poi l’oblio -3° e ultima parte )

Dal momento che trattasi del settore dove svolgo anch’io il mio lavoro mi permetto invece qualche divagazione , di inseguire  un po’ il mio stato    d’animo …

Qualche mese fa’ per motivi di lavoro ho assistito ad un convegno a Monza in cui  l’ex pm di mani pulite Piercamillo Davigo ha espresso il proprio pensiero sullo stato della giustizia in Italia affrontandolo da un punto di vista tecnico, direi da operatore interno al sistema, senza divagazioni.

Mi ha particolarmente colpito , oltre che per le dotte argomentazioni ( me ne ricordo una azzeccatissima per Calamandrei ) per il fatto che , come ha ricordato egli stesso , Davigo ha avuto modo di rivestire tutti i ruoli del processo anche l’imputato, sempre assolto peraltro.

La enorme esperienza  , la grande stagione di tangentopoli  e  molti altri importanti processi  ,   le sue idee politiche peraltro note ma mai sbandierate ( è un uomo di destra , un conservatore ) , la grande perizia tecnico giuridica da tutti riconosciuta fanno di Davigo uno dei personaggi più interessanti del mondo della giustizia.

Non mi soffermo sul resto della “lezione” ,  ricordo solo che se fosse passata  la proposta del governo di vietare la partecipazione di giudici a convegni anche larvatamente politici probabilmente non avrei mai potuto sentirla ,  per il resto vi rimando ad un riassunto trovato sul web ( Lo stato della Giustizia secondo Piercamillo Davigo ) che mi pare abbastanza fedele .

Rammento benissimo come egli insistesse sul dato dell’eccessivo numero di cause aggiungendo un elemento sorprendente  –  a parte i milioni di fascicoli pendenti , cosa già arcinota – e cioè che nel solo processo civile è coinvolto un numero di cittadini ( tra testi e parti ) pari ai due terzi ( 2/3) della popolazione italiana.

Un DNA da litigiosi, insomma.

Ma è un altro il motivo, devo confessarlo, per cui ieri mi è venuto in mente quel convegno sentendo le  motivazioni della sentenza contro Mills.

E cioè che fra le cause  endemiche , “italiane “ della mala giustizia  , l’ex pm di mani pulite ha denunciato proprio la circostanza che nel nostro paese vi è una tendenza a delinquere dei ricchi e dei potenti superiore alla media , già alta fin dalla notte dei tempi  ( “ è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli “)

Mi ricordo che si citava il caso di un consigliere provinciale di FI condannato a due anni per tentata concussione , tale  Claudio Fanchin . Quando il  prefetto ne ha chiesto la decadenza dal Consiglio , la maggioranza di centrodestra  ha risposto picche  “perché non ha concusso nessuno: ci ha solo provato”.

Insomma niente processo alle intenzioni , sì insomma voleva rubare ma non c’e’ mica riuscito!

E comunque diamogli un’altra possibilità!

Mentre pensavo cio’  ascoltavo la solita stanca pletora  televisiva di dichiarazioni pro e contro Berlusconi e  le sua repliche urlanti  a telegiornali unificati.

Ad un certo punto invece che la solita indignazione  mi ha assalito un senso di stanco e vago stupore , sempre meno stupore e sempre piu’ stanco .

Una sensazione che da qualche tempo prende  noi cittadini non del tutto lobotomizzati quando ascoltiamo tali e tante amenità e ci rendiamo conto di avere ormai il cervello , il sedere ed altri organi e parti del corpo sempre piu’ efficacemente  anestetizzati .

E’ una strana e triste sensazione.

Provo a distrarmi  pensando alla battuta per cui l’unico grande miracolo italiano di Berlusconi  in questo quindicennio è stato proprio  l’ aver anestetizzato tutti , come minimo a livello “locale” .

Ma non mi fa’ più tanto ridere ed anzi  mi accorgo che anche ad altezza cuore arrivano i primi segnali di desinsibilizzazione.

Cosi’ alla fine devo ricorrere  , sperando che passi presto la nottata , alla famosa frase di Abramo Lincoln che dice “ potete ingannare una persona per sempre oppure tante persone per un certo tempo, ma non potete ingannare tutti per sempre

Ebbene quanto dura un certo tempo ?

Avrà una scadenza temporale, o no?

Proprio io , uno dei piu’ famosi capi Sioux che cito il grande padre bianco , che Manitù mi perdoni !

Crazyhorse70

Ri-postato da me per mancata visibilità dopo il mio  di ieri sera  . Franca  Corradini


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“Portare l’attacco al cuore dello Stato” questa la strategia delle B.R.

aldo-moro_cadavere_phCorriereMagazine_excAlle 9,15 del 16 marzo 1978 un commando di brigatisti rossi tende un agguato in via Mario Fani ad Aldo Moro, presidente del Consiglio nazionale della Dc, mentre si reca a Montecitorio per il dibattito sulla fiducia al IV governo Andreotti, il primo governo con il sostegno del Pci.

In pochi secondi i brigatisti uccidono i due carabinieri che accompagnano Moro (Domenico Ricci, Oreste Leonardi) e i tre poliziotti dell’auto di scorta (Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi). L’On. Moro viene caricato a forza su una Fiat 132 blu. Poco dopo, le Brigate rosse rivendicano l’azione con una telefonata all’agenzia Ansa.

55 giorno dopo il suo corpo è fatto rinvenire nel bagagliaio di una Renault rossa dietro la sede del PCI. Una telefonata del brigatista Valerio Morucci ne annuncia la morte.

Portare l’attacco al cuore dello Stato” questa la strategia delle B.R.

In realtà quell’attacco fu portato al cuore della democrazia e dei tentativi di cambiarla e migliorarla .

Da allora invece niente fù come prima ed anzi ebbe inizio ,  all’acme della strategie della tensione , la curva in discesa della storia d’Italia.

Il mio pensiero sul punto l’ho già detto qui :   Berlusconi e quel piombo caldo sparato a freddo ad Aldo Moro

Attendo i vostri contributi.

Cavallo Pazzo