LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


1 Commento

Addio ViK !

ti ricordiamo con uno dei tuoi  ultimi articoli….. ma non basta…

berlusconi testa di

Silvio Berlusconi oggi: “faremo in modo di impedire la partenza della Freedom Flotilla per Gaza.”

Secondo quanto riferisce la radio israeliana secondo Berlusconi la missione della Flotilla non lavorerebbe in supporto alla pace nella regione.

Proponendo dei negoziati da tenersi in Sicilia (nelle tenute di Vittorio Mangano?), il premier “bunga bunga” ha ricordato per l’ennesima volta che Israele è l’unico paese mediorientale amico dell’Occidente, e che dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea. 

Berlusconi spinge per l’adesione d’Israele alla Comunità Europea, e contemporaneamente farà cacciare l’Italia al più presto.

Vi prego, ditemi che è la solita barzelletta

Stay Human

Vik da Gaza city

http://guerrillaradio.iobloggo.com/2099/silvio-berlusconi-fermeremo-la-freedom-flotilla


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Morire di lavoro, ingiustizia e indifferenza

I protagonisti di questa vicenda marchigiana sono tre. Una famiglia, la giustizia e un sindaco. Andiamo per ordine.

Andrea Gagliardoni è un ragazzo di 23 anni. Lavora presso la Asoplast di Ortezzano. Ogni giorno per recarsi in azienda fa 80 km per andare e 80 per tornare. Il 20 giugno del 2006 si alza alle 3.45, il suo turno comincia alle 5. Una macchina tampografica inizia a dare problemi, come aveva fatto altre volte in passato. Andrea mette la macchina in stand-by, ma la pressa riparte ed i tamponi siliconici gli spezzano l’osso del collo. I carabiniericomunicano alla madre Graziella Marota dell’incidente alle 12.20 mentre era a lavoro.

La giustizia entra in scena. Per la morte di questo ragazzo sono stati indagati per omicidio colposo l’amministratore delegato della ditta, per aver disattivato l’unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione, e il progettista della macchina per aver costruito e apposto un marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall’allegato 1 del D.P.R. 459/96 delle norme UNI. Questi due signori vengono condannati ad 8 mesi con la sospensione della pena.

Continua sul blog di Samanta di Persio


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Polonia in lutto, morto il presidente Kaczynski in un disastro aereo. Forse non tutto il male vien per nuocere…

Mosca – (Adnkronos/Ign) – L’incidente durante l’atterraggio all’aeroporto di Smolensk, in Russia. Non ci sono sopravvissuti, a bordo c’erano 97 persone. Tra le vittime anche numerosi alti funzionari del Paese. Ministri generali,banchieri, un bel pezzo di classe dirigente della Polonia, insomma.

È morta l’elite del nostro Paese» è stato infatti  il commento dell’ex presidente polacco e leader di Solidarnosc, Lech Walensa, alla notizia della sciagura aerea a Smolensk in Russia, nella quale è morto il presidente polacco Lech Kaczynski  assieme a numerosi alti funzionari polacchi.

«È una disgrazia simile a quella di Katyn», ha aggiunto il Premio Nobel per la pace 1983 riferendosi alla strage di ufficiali polacchi compiuta dai sovietici nel 1940 che proprio oggi avrebbe dovuto essere commemorata a Smolensk. «Una grande perdita per il popolo al di là delle differenze che ci distinguevano», ha aggiunto Walesa.

Katyn è luogo infausto per la Polonia, 70 anni fa teatro del massacro di quasi 22.000 ufficiali polacchi da aprte di Stalin. Proprio per ricordare quella tragedia il presidente polacco si stava dirigendo a Smolensk.

Sulle dinamiche dell’incidente sembra che i piloti non abbiano seguito gli ordini della torre di controllo. I controllori avrebbero chiesto di dirigersi su altro aeroporto e loro invece avrebbero provato per ben 4 volte ad atterrare a vista , nonostante la fitta nebbia e senza l’ausilio di strumenti .

Pare fosse lo stesso presidente ad aver insistito, per atterare comunque a Smolensk. Questo viaggio era un viaggio polemico, la restituzione di uno sgarbo, la rivendicazione orgogliosa di una storia fra nemici, lui e Putin.

Alla cerimonia commemorativa russo polacca del 7 aprile scorso, Kaczynski non era stato  invitato: l’invito ufficiale di Putin era rivolto solo a premier Donald Tusk, questa era invece  una cerimonia voluta invece proprio dallo stesso presidente Kaczynski in polemica con quella ufficiale precedente e con le autorità russe

Chi era  Kaczynski? Un nazionalista appoggiato dai conservatori. Uno che odiava gli omosessuali ed era fortemente clericale e reazionario e quindi criticato anche dai suoi ex colleghi di Solidarnosc, come Walensa. Il suo stesso premier non gli ha risparmiato parole forti. Anticomunista nel midollo, in dichiarata contrapposizione con Mosca. Euroscettico al punto da diventare pietra dello scandalo all’interno della stessa Ue. Lech Kaczynski era un presidente controverso e non amato dal popolo, che gli ultimi sondaggi davano al 20% dei consensi, ad appena sei mesi dalle prossime presidenziali.

Lech e Jaroslaw Kaczynski , i due gemelli con in mano il potere in Polonia, avevano sottomesso lo stato  polacco ad una serie di scelte da regime negli ultimi anni, sia sul fronte sociale che su quello della democrazia.

I due fratelli erano i massimi leader di una scelta nazionalpopulista, euroscettica, omofoba che aveva creato gravissimi problemi al suo paese e al suo rapporto con resto della Ue e dell’Occidente

In Solidarnosc  seppero far carriera, arrivarono nel circolo dei consiglieri del leader carismatico Lech Walesa. Il quale ancora oggi si rimprovera con autocritica di essersi fidato di loro, perchè in seguito i gemelli presero una deriva autoritara

Il loro progetto fu chiaro fin dall’inizio: guerra contro l’ala liberal e democratica di Solidarnosc, quella impersonata dai capi storici del dissenso Bronislaw Geremek, Jacek Kuron, Adam Michnik, Tadeusz Mazowiecki. Governo in alleanza con l’estrema destra Lpr, Lega delle famiglie polacche di Roman Gyertich, e col discusso leader di Samoobrona (un partito populista)

La Polonia moderna, tollerante, democratica, aperta al mondo nata nel 1989 dalla svolta delle elezioni vinte da Solidarnosc divenne un paese governato da una leadership intollerante, duramente ostile agli omosessuali e alle minoranze, la censura e la cappa di piombo avevano tolto ossigeno alla democrazia.

Forse è stato un segno di Dio, forse la morte di questa classe dirigente può aprire uno squarcio nella grigia cappa di piombo. Ce ne desse altri di segni come questi, magari guardando un po’ più a sud ed ad ovest, ad altri fenomeni reazionari e corrotti che si dichiarano clericali ed unti dal signore.

Peccato che da noi ognuno viaggia sul suo areo privato, ma chissà…

Alfonso


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Stefano Cucchi torturato ed ucciso dalle nere forze del disordine

CUCCHIQuesta è la foto di Stefano Cucchi vivo e vegeto quando era ancora di questo mondo, prima di stirare i piedi per colpa  degli sbirri fascisti che l’hanno interrogato torturato ed ucciso per qualche canna.

Chi vuole può andarsi a vedere le foto del suo cadavere ( vedi link più sotto ) .  E basterà per capire . Tutto.

Fra i motivi per cui io odio Berlusconi, forse il motivo più grande, c’è la costante progressiva fascistizzazione dell’italia.

Ogni mese da una decina d’anni con frequenza progressiva accadono centinaia di episodi di razzismo , di aggressioni impunite, di sempre maggior spazio alla mentalità fascista.

Anche fra le forze del disordine sembra esserci stato, dopo i fatti di Genova con cui la sbirraglia più retriva si presentò al nuovo governo di allora ( con Fini in prefettura a dare indicazioni, lo stesso Fini  che oggi fa il sensibile democratico ), un progressivo uscir fuori senza remore dell’anima nera schifosa e repressa, ma neanche tanto, nei decenni precedenti.

Già perchè non è  che prima le cose in quegli ambienti fossero molto diverse, ma certo da quei giorni di Genova in poi vi  fu una escalation di fatti , dichiarazioni, leggi ed altro che legittimarono certi comportamenti criminali delle camice nere,  anche quelle in divisa.

Così che la storiaccia che riprendo qui sotto non è neanche la prima e non sarà purtroppo l’ultima della serie  degli omicidi di stato.

E’ una brutta storia  che racconta anche dell’atteggiamento infame e vile di tutta la stampa di regime, che ha tenuto nascosta la notizia per diversi giorni, perchè dava fastidio al governo ed era  poco interessante per l’opposizione  moderata, l’unica presente anche nei media oltre che nel parlamento.

Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma per il possesso di pochi grammi di marijuana è  morto in circostanze misteriose dopo l’interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche  vertebra rotta e la mandibola frantumata.

Se cliccate sull’immagine qui sotto per ingrandirla potete leggere l’articolo ripreso pari pari  dal post di METILPARABEN del 27 ottobre 2009, che riportava la notizia de Il Manifesto di quel giorno a pag. 5 citata anche nella rassegna stampa di Radio Radicale.

Se non fosse stato per questi due media, la notizia di un fatto così’ grave accaduto il 22 ottobre sarebbe passata completamente sotto silenzio.

In realtà dopo qualche ora , nella mattinata  del 27 scorso, la notizia è finalmente uscita nelle cronache locali di qualche giornale on line.

Questa vicenda è stata  “silenziata” dalle famose sette sorelle dell’editoria e finchè il Manifesto e Radio Radicale non si sono presi la briga di raccontarlo,  gli altri giornali si sono guardati bene dal ficcarci il naso.

Queste sono le foto scattate al cadavere di Stefano Cucchi ( si consiglia la visione ad un pubblico adulto ). È stata la stessa famiglia ad autorizzarne la pubblicazione perchè serva a scoprire la verità sulla sua morte.

Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma. È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.

‘L’atto di morte e’ stato acquisito dal pm – ha spiegato il legale Fabio Anselmo – per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall’agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, chepossono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui e’ difficile sapere quando e soprattutto come e’ morto”. Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia. Il Ministro Alfano ha parlato di “caduta accidentale dalle scale”.,

Ma non basta. E ora il padre di Stefano chiede la verità anche al ministro La Russa. “Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato – ha detto Giovanni Cucchi – dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio. E dato che e’ stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa”.

La tesi della caduta accidentale dalle scale non sembra credibile nè compatibile con le ferite riportate.

Quanti  Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino saranno necessari, prima che ci si decida a fare chiarezza sui  comportamenti delle forze del disordine?
E soprattutto, quanti ce ne vorranno, se le loro storie continueranno ad essere silenziate in questo modo?

Stampa democratica, stampa infame, stampa di regime, tutta.

Bertoldino