LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Ministero Istruzione : ZERO in sistemi informatici

Ripetere  l’inserimento di dati  già contenuti in  una banca dati informatica, con pericolo di  errori di trascrizione  ma , soprattutto, con un evidentissimo dispendio di energie umane ( tempo/lavoro ) va nel senso della riforma della pubblica amministrazione brunettiana ?????????????

Bene è ciò che sta accadendo nelle scuole italiane alla vigilia di ferragosto.

Si stanno inserendo i dati di aspiranti alle graduatorie di terza fascia di cui molti  già inclusi nel precedente biennio.

Troppo facile sarebbe stato poter visualizzare i dati, confermarli o modificarli a seconda delle situazioni….

Troppo facile…………. il dipendente statale fannullone, al lavoro quando  tutta Italia sta per fermarsi, con le gocce di sudore che inondano la tastiera del pc ( avete mai visto condizionatori nei grigi uffici statali ?  ), deve essere punito !!

Peccato che ad essere punita sia tutta la  macchina organizzativa statale che , faccette di Brunetta o no , perde sempre di più credibilità agli  occhi del cittadino utente.

Franca Corradini


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La mia opinione su:”Credito alle imprese e massimo scoperto, pressing di Draghi sulle banche”

Ho letto su Corriere.it le recenti dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia che riporto di seguito.

Credo, tuttavia, e l’ho scritto anche nei miei precedenti post (clicca qui per leggere il mio post del 12  Novembre), che le imprese abbiano non solo bisogno di credito da parte delle banche ma anche di una tutela effettiva e celere di fronte a persistenti pretese di somme non dovute (e sarebbe già un progresso per un Paese che deve riacquistare la massima fiducia dei cittadini nella Giustizia).

Malgrado la giurisprudenza sia ormai unanime nel ribadire il divieto imposto dalla legge di richiedere -soprattutto per il periodo antecedente al 1° Luglio 2000- il pagamento di interessi anatocistici (interessi su interessi), di commissioni di massimo scoperto non validamente pattuite o di altri oneri non validi, molte banche, invece, continuano a presentare ed ottenere ricorsi per decreti ingiuntivi finalizzati ad ottenere il pagamento del saldo di conto corrente lievitato, negli anni, proprio a causa di tali addebiti; pendono, poi, addirittura, migliaia di esecuzioni per espropriazione immobiliare fondate su mutui stipulati all’unico fine di estinguere apparenti posizioni debitorie su conti correnti ma, in realtò, viziate da addebiti di somme che, come detto, la legge sancisce come non dovute; oppure, ancora, esecuzioni fondate su decreti ingiuntivi che, sebbene, magari, non impugnati, hanno ad oggetto una pretesa che, in alcuni casi, potrebbe essere penalmente illecita e che in un’aula di giustizia, a mio avviso, non dovrebbe trovare alcun ausilio.

E’ vero che, all’esito dei giudizi, probabilmente, l’impresa risulterà vittoriosa e sarà accertata l’illegittimità di simili richieste ma è altrettanto nota la durata dei processi in Italia.

Non sono poche le imprese fallite o, comunque, danneggiate anche per colpa di pretese rivelatesi, all’esito delle cause, insussistenti o per crediti inferiori a quelli effettivamente tutelabili. E’ auspicabile, quindi, che il Governatore della Banca d’Italia, dopo le pur apprezzabili, recenti dichiarazioni, raccomandi agli istituti di credito -esercitando ogni sua prerogativa o potere-dovere- di non persistere nelle richieste di pagamento di somme che la legge e la giurisprudenza unanime riconoscono non dovute.

Ne deriverebbe, sono certo, un grande e fondamentale aiuto agli imprenditori -che non sarebbero costretti a chiudere i battenti licenziando i lavoratori, a rivolgersi agli usurai o, addirittura, ad ammazzarsi (ho letto che alcuni imprenditori non hanno avuto il coraggio di mandare a casa i dipendenti)- e, di conseguenza, ne trarrebbe beneficio l’intera economia italiana.

Roberto Di Napoli ( il blog per la difesa dei diritti civili )

Corriere della Sera.it
ROMA – La Banca d’Italia ha «costituito una task force per valutare gli effettivi meccanismi di remunerazione» dei manager bancari «e chiedere correttivi dove necessario». Lo ha annunciato il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi intervenendo all’Assemblea dell’Abi nella quale ha spiegato che, a livello internazionale, il legame con risultati a breve ha favorito una «una falsa Leggi ancora


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La conoscenza rende liberi : il sito.

Dress rehearsal of British composer Benjamin Britten's opera 'The turn of the screw' in Oviedo, northern Spain, Thursday 14 December 2006. The opera will be presented in the Campoamor theatre on 16, 18 and 20 December.  EPA/J.L. CEREIJIDO

British composer Benjamin Britten's opera 'The turn of the screw' in Oviedo, northern Spain, Thursday 14 December 2006.

Due anni fa, quando nacque il blog,  maturò anche l’idea di un sito omonimo (www. laconoscenzarendeliberi.it )

L’idea  ( forse ambiziosa) era quella di  creare un contenitore di materiali vari che , in qualche modo ,  fornissero un contributo  alla “CONOSCENZA“.

Raccolte di link, testi in pdf, immagini.. insomma di tutto.

Anche cronaca attuale e/o di un passato recente ma in stile agenzia stampa.

Solo i fatti, per intenderci, nessun commento nell’esposizione.

I commenti , le opinioni eventualmente sotto  l ‘articolo ,  come al solito.

Credo di non sbagliare pensando  che questa idea possa piacere a Dati e Fatti….

a lui e ovviamente a tutti i frequentatori del blog chiedo di contribuire con materiali ed idee.

In questi giorni inizierò a caricare alcuni materiali che a suo tempo furono preparati, vi avverto che   al momento mi sono auto-nominata ( in assenza di concorrenti ….) editore e capo -redattore di questo progetto .

L’immagine che vedete in questo post e che  doveva rappresentare La conoscenza rende liberi , la trovai a suo tempo così a casaccio , in attesa che quella definitiva venisse scelta.

Riguardandola devo dire che la trovo confacente.

Il libro  ed il mappamondo di ghiaccio possono avere un significato simbolico….

Aspetto i vostri contributi: redazione@laconoscenzarendeliberi.it

Franca Corradini


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Pietra tombale sulla proposta Sarkozy che prevedeva la privazione dell’accesso ad Internet per chi si ritiene abbia leso il diritto d’autore

webOggi ( 6 maggio n.d.r. ), in seduta plenaria, il Parlamento europeo ha rigettato il cosiddetto “pacchetto telecomunicazioni”, una serie di direttive preposte a regolamentare il settore a livello comunitario.

E’, tuttavia, una bella giornata per la democrazia, perchè con 407 voti favorevoli 57 contrari e 151 astenuti il Parlamento europeo ha approvato l’emendamento 138 nel suo testo originario e, richiamandosi alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, ha posto definitivamente una pietra tombale sulla proposta Sarkozy che prevedeva quale estremo rimedio e senza bisogno dell’intervento del giudice, la privazione dell’accesso ad Internet per chi si ritiene abbia leso il diritto d’autore.

Meno bene per quanto concerne la neutralità della Rete, gli emedamenti contro le “discriminazioni di rete” (secondo le quali gli operatori hanno il diritto di limitare o bloccare l’accesso a contenuti, applicazioni e servizi sul web) sono stati rigettati.

La palla passa ora al Consiglio UE e probabilmente ci sarà una terza lettura su tutto il pacchetto.

Qui i commenti del BEUC:

http://docshare.beuc.org/docs/3/KLGOCEFAKMEJDDDCCIHDHJMJPDBG9DBKAG9DW3571KM/BEUC/docs/DLS/2009-00439-01-E.pdf

Comunicato di  Marco Pierani

Altroconsumo -Campagna per lo sviluppo della cultura e del mercato digitale


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Telecomunicazioni: al Parlamento europeo è a rischio la libertà in rete

webDopo l’eliminazione del tanto discusso emendamento D’Alia che avrebbe comportato gravi limitazioni alla libertà d’informazione nel nostro Paese e che è stato spazzato via grazie a una formidabile mobilitazione del Popolo della Rete e, nel suo piccolo, anche di Altroconsumo che, con il convegno dello scorso 23 aprile (vedi qui il video integrale http://www.altroconsumo.it/dirittodirete/ ) ha contribuito a mettere in evidenza tutte le assurdità di alcuni disegni di legge pendenti nel parlamento italiano, occorre ora spostare l’attenzione su Strasburgo.

( Marco Pierani gruppo FB Altroconsumo -Campagna per lo sviluppo della cultura e del mercato digitale )

Ultime battute con il voto domani 6 maggio in seduta plenaria al Parlamento europeo per la seconda lettura del cosiddetto “pacchetto telecomunicazioni”, che servirà a regolamentare il settore a livello comunitario. Durante le negoziazioni con il Consiglio Ue, due rapporti, l’ITRE e l’IMCO, sono stati modificati. Un modo inaccettabile.

Libertà a rischio con il modello francese
Le nuove versioni sono più deboli nei confronti della protezione contro le “discriminazioni di rete” (secondo le quali gli operatori hanno il diritto di limitare o bloccare l’accesso a contenuti, applicazioni e servizi sul web) e rischiano di generare una situazione inaccettabile per quanto riguarda la libertà dei cittadini. A rischio anche la possibile implementazione a livello europeo della “risposta graduale” alla francese che prevede, quale estremo rimedio e senza bisogno dell’intervento del giudice, la privazione dell’accesso ad internet per chi si ritiene abbia leso il diritto d’autore.

La nostra lettera al Parlamento europeo
Già nei mesi scorsi, insieme ad altre associazioni europee che condividevano le nostre preoccupazioni, avevamo scritto una lettera aperta al Parlamento europeo, nella quale chiedevamo di difendere la neutralità della rete e il diritto al giusto processo anche per chi si suppone abbia leso il copyright. Ora la stessa coalizione torna a ribadire l’importanza della Libertà dei cittadini e sollecita i parlamentari europei affinché se ne facciano portavoce.
Per maggiori informazioni clicca qui


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Informazione : la chiusura del cerchio

Avevo promesso da tempo un breve post per dimostrare l’importanza del web ( anche autoprodotto e per autoprodotto intendo i blogger non professionisti ) nel settore dell’informazione  e parziale garanzia di un circuito dell’informazione democratico.

Questo argomento mi sta particolarmente a cuore ed è oggetto di miei studi e ricerche.

In particolare mi affascina il concetto di WEB come Agorà virtuale.

Io ritengo che il WEB realizzi la funzione di Agorà virtuale.
Il Web è una piazza ideale dove discutere e i blog sono il nucleo fondante di questa democrazia dialettica.

Nei blog l’individuo svolge più funzioni : può proporre un’idea, un pensiero ) oppure commentare notizie postate da altri.
L’informazione ufficiale, quella fatta dai media tradizionali, viene affiancata in maniera sempre più consistente dalla funzione dei blog.
Che realizzano la massima circolazione delle idee e dell’informazione.
Il numero dei blog presente su Internet è in continua crescita, anche se una sorta di selezione naturale premia alcuni e boccia molti.

Andrà avanti chi saprà utilizzare questa potente arma di democrazia “informatica” nel migliore dei modi, correggendo il tiro con un continuo controllo del feedback del proprio blog.

Su questo argomento  ho relazionato lo scorso ottobre a Roma al Bar Camp radicale.

Sinteticamente,  per non annoiarvi.

Fino a poco tempo fa , funzionava così :

carta stampata —> WEB ( giornali on line ) –>blogger—> aggregatori

Per farla breve un esempio ( che non è assolutamente isolato, ce ne sono altri importanti e anche lontani nel tempo )  a dimostrazione che il cerchio si è chiuso con il percorso inverso .

Ecco qui sotto un articolo di Repubblica di oggi 5 maggio, che cita un blog  ( Terrorpilots ) dove viene messa in dubbio la veridicità  delle foto scattate alla famosa festa di compleanno della 18enne Noemi dove Berlusconi ha fatto visita,causa scatenante delle ire di Veronica Lario, la moglie.

Premier e Noemi, tormentone web -“Quelle foto non sono vere”

Premier e Noemi, tormentone web "Quelle foto non sono vere"

ROMA – Berlusconi che brinda sorridente. Abbraccia giovani e anziani. Sorride con il calice in mano. Anticipate da Studio Aperto (mentre Chi le pubblicherà nel prossimo numero) le foto della festa dei 18 anni di Noemi Letizia

Sul web insomma si è scatenato un vero e proprio tormentone che mette in dubbio l’autenticità degli scatti. Ritoccate? Levigate? Create ad arte? Interrogativi che nascono dalla definizione, che secondo i blogger è a volte incerta, a volte troppo nitida, “come se Cavaliere fosse inserito artificialmente”.

Sul blog Terrorpilots, tanto per citarne uno, si fa notare il “velo” che circonda Noemi: segnale, assicurano in molti, di un ritocco. O si insiste su un inserimento, definito “forzato”, della figura del Cavaliere in mezzo ad una coppia. E sono davvero molti, che nei vari blog, parlano esplicitamente di fotomontaggi.

Su Macchianera, poi, la buttano in burla: “Debutta in società! Da oggi, con un paio di forbici e della semplice colla vinilica potrai anche tu iniziare a vantarti di essere figlio di Papi!”.

E così, quelle che dovevano diventare prove inconfutabili, della assoluta “trasparenza” della partecipazione del Cavaliere, rischiano di trasformarsi in un boomerang. Già alle prese con la causa di divorzio che in quella ormai famosa festa a Casoria ha trovato il suo via ufficiale. diventano un caso.

Scattate da Livio Anticoli, uno dei fotografi dello staff di Berlusconi, le immagini raffigurano un Cavaliere in piena forma. Forse – secondo il popolo di internet – troppo in forma.

Franca Corradini


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La Pirateria informatica aiuta il precariato. Ode ai Ladri Digitali ( di Zak il Narratore )

cyberwar9Buongiorno a Tutti, cerco di ritagliarmi uno spazio su questo blog per scrivere di una cosa che sicuramente popolare non è: la pirateria informatica, o meglio digitale, l’ignoranza dell’italico popolo e il legame concettuale tra questo fenomeno e la condizione attuale dell’economia.

Cari pirati, o meglio “ladri digitali” che il reato esiste lo sapete bene tutti, benpensanti compresi, intellettuali sinistroidi e destroidi, per non parlare del nostro ministro dell’interno, che il sottoscritto ha pure contribuito ad eleggere votando per quella parte, che si autodenuncia “così almeno se ne parla”.

Lo sapete che i soldi ed il lavoro che rubate hanno fatto chiudere centinaia di attività, rubato posti di lavoro non ai dirigenti delle Major, ma ai commessi di blockbuster, a centinaia di lavoratori dipendenti o meno di piccoli esercizi commerciali, e per di più il vostro furto fa sì che il prezzo dei supporti rimanga alto, mentre chi si “vanta”di essere un Ladro digitale, o chi peggio ancora pubblica in bella vista in copertina per lucrare ovviamente, interi manuali di come si usa al meglio IL MULO o altri strumenti di condivisione, lo fa per la “libera circolazione delle idee” e per “dare una lezione alle Major”.
CAZZATE. Sono tutte sublimi e emerite cazzate, E ve lo dimostro in poche righe:

chi vende “banda larga” che peraltro non è tale, non si schiera contro UN REATO sia esso amministrativo o penale, per la paura di ricevere disdette e di vendere meno “linee adsl”;

chi pubblica a spron battuto tutti i trucchi per trovare il materiale coperto da copyright sui vari strumenti di condivisione lo fa per vendere più giornali o avere più accessi ai propri siti:

chi in politica ne parla poi se ne pente per il terrore di perdere voti, vedremo come il tavolo contro la pirateria informatica aperto il 15 settembre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri procederà, ma ho brutte sensazioni

chi deve controllare, a parte un’eccezione da me conosciuta che è il nucleo della guardia di finanza di Venezia, se ne sbatte altamente perché “c’è altro da fare” e a volte addirittura sono i primi a dare agli amici il Filmetto masterizzato.

le Major licenziano addetti e i loro CDA aumentano i prezzi dei supporti, producendoli in paesi dove non esistono tutele per i lavoratori, ergo aumentano i propri utili spremendo un settore alla frutta;

Cari ladri digitali, che lo fate per “diritto alla cultura”, che lo fate perché siete precari, anche il vostro rubare vi ha reso precari o peggio, quindi a parer mio “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”.

Eh si perché se nessuno crea lavoro, perché non gli conviene più crearlo qui, perché tutti vogliono tutto gratis o a bassissimo costo, poi te, caro il mio ladro digitale, il lavoro lo perdi,. Magari facevi il tipografo, lo stampatore, l’imballatore, il magazziniere…eccetera. Ma c’è un mercato che tu hai contribuito a uccidere che non dà più lavoro qui, ma in Cina, o comunque dove produrre costa nulla.

Non ci avevi mai pensato è Ladro? Eri troppo impegnato a rubare le idee e il lavoro altrui.

Speriamo sotto Natale che il Buon Vecchio Babbo ci porti un po’ di multe e legalità in una cosa che tutti reputano normale ma normale non è. RUBARE non é normale, e non parlo delle idee delle opere, parlo del rubare la vita agli altri, perché questo fate, Ladri Digitali.

Zak il Narratore