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Lo Stato, ancora, condannato per la durata di un fallimento.I politici prendano atto dei veri problemi della giustizia civile!!!

ParlamentoNon so se i parlamentari, i politici, abbiano davvero compreso la gravità della situazione in cui si trova, in Italia, la giustizia civile. Credo che molti, soprattutto i parlamentari-avvocati, dovrebbero tornare più spesso nelle aule di giustizia ed assistere, magari, alle udienze prestando particolare attenzione ai rinvii tra un’udienza e la successiva.

I tempi infiniti e la durata “irragionevole” di una causa civile, privando, spesso, la parte dei diritti fondamentali della persona umana, possono comportare pregiudizi gravissimi: il fallimento di un’impresa, la perdita di un patrimonio o, perfino, la compromissione dei mezzi di sussistenza.

Ancora più insidiosa è la durata irragionevole di una procedura fallimentare. In alcuni casi, anzi, oltre che irragionevole, è scandalosa perché, mentre il “fallito” attende di tornare “in bonis”, intorno alla procedura gravitano consulenti, legali, curatori, custodi, ausiliari ben pagati ma il cui operato non sempre, a mio avviso, è ineccepibile.

Giorni fa, mentre mi trovavo in una cancelleria a consultare un fascicolo, ho chiesto ad una cancelliera se, anche in quel Tribunale, ci fossero procedure eccessivamente lunghe. Ha risposto, sorridendo, che pende una procedura fallimentare da oltre trent’anni. Mi è venuto in mente un bellissimo aneddoto raccontato, oltre cinquant’anni fa, da Piero Calamandrei ne “L’elogio dei giudici” che, ricordando come dai tempi di Giustiniano il processo venisse immaginato come un organismo vivente che nasce, cresce e si estingue col giudicato, racconta come di una tale “personificazione” fosse consapevole un contadino toscano che gli chiedeva di assisterlo per un appello in una causa che, in primo grado, era durata sei anni. Diceva il contadino, con un accento di tenerezza -racconta Calamandrei- simile ad un nonno che presenta la nipotina alla maestra: “Sor avvocato, a questa causa mi ci sono affezionato. La metto nelle sue mani. Vede, l’ha sei anni: l’è digià grandina. La si può cominciare a mandare a scuola”.

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…. la storia di mia figlia, che se passa la legge voluta da Berlusconi non avrà mai giustizia…..

Ricevo da Imma Fiorillo :

Questa lettera ( riportata qui sotto   n.d.r )  l’ho inviata all’Unità che l’ha pubblicata, a Di Pietro, Belisario e Donati, perchè sembrano così attenti a questo tema, ma non ho avuto risposta.
La prossima udienza preliminare è stata fissata per il 15 marzo, se non ci saranno altri ostacoli,che adesso mi sembrano francamente troppi. Non si possono aspettare 4 e più anni per avere un udienza preliminare,  salvo errori ed omissioni.
Spero che qualcuno delle persone a cui la invierò si muova a pietà e ci dia una mano.

Egregio Direttore,
Le invio in breve la storia di mia figlia, che se passasse la legge voluta da Berlusconi non avrà mai giustizia. (Purtroppo passata in Senato)
Mia figlia Valentina il 26 gennaio 2006,aveva 23 anni,mentre svolgeva il Servizio Civile volontario,subì un grave incidente,la gonna che indossava prese fuoco da una stufa a gas,posta nel locale,ove svolgeva il servizio civile e, prima che i soccorsi intervenissero efficacemente,si trasformò in una torcia umana.
Fu trasportata al locale ospedale e da qui inviata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli,diagnosi di entrata ustioni di 2° e 3° grado sul 25% del corpo(cosce ed addome) con prognosi di 60 gg.
Al Cardarelli Valentina ha trascorso 6 mesi (fino al 1°/08/06),in terapia intensiva ed in costante pericolo di vita,in uno stato di iperpiressia per 185 gg,ha subito 9 interventi chirurgici,5 dei quali completamente falliti,un’infinità di inspiegabili complicanze sino alla setticemia.Hanno manomesso la cartella clinica e trasferito la ragazza in una clinica riabilitativa,dove finalmente sono venuta a conoscenza delle reali condizioni di mia figlia:Le zone ustionate,con diverse aree disepitelizzate
sono deformate perchè le hanno asportato il grasso.Tutto il tronco circolarmente,dorso,fianchi e seno sono tutte piaghe dovute a prelievi autologhi troppo profondi con esposizione dello stato adiposo,le piaghe sono infette,è a rischio setticemia,è debilitata è in uno stato clinico “critico”.ci sono voluti altri 6 mesi di ricovero e cure e 3 interventi chirurgici,presso l’Ospedale S.Eugenio di Roma(sia benedetto il dott.Gaetano Esposito!),per riparare gli errori dei sanitari del Cardarelli.
Mia figlia entrata in ospedale col 25% del corpo ustionato,è uscita dal Cardarelli con il corpo completamente deturpato , tranne viso,mani e piedi.
Perciò abbiamo sporto denuncia nei confronti dei sanitari che l’hanno avuto in cura, dopo una serie di indagini e 2 perizie medico-legali risultano indagati 8 sanitari del Centro Ustioni del Cardarelli : sono trascorsi quasi 4 anni,ma tra rinvii, mancate notifiche,distrazioni del P.M. e trasferimenti della pratica,non abbiamo ottenuto ancora nemmeno il rinvio a Giudizio di questi “medici”.

Ora grazie alla legge sui processi brevi fortemente voluta dal governo, mia figlia NON AVRA’ MAI GIUSTIZIA.
Spero che almeno lei ascolterà la mia richiesta,sono quasi 4 anni che chiediamo giustizia, ma siamo rimasti inascoltati.
Abbiamo scritto più volte a Livia Turco,allora ministro della Salute, a Paolo Ferrero, allora ministro della solidarietà sociale, all’assessore alla sanità campana Montemarano,
al Direttore del servizio civile, tutto inutilmente.

Grazie Imma Fiorillo madre di Valentina Candela


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Il processo breve è in realtà una lunga amnistia per la casta governativa

Ricevo e pubblico volentieri questo contributo di un nostro commentatore abituale, Alfonso.

Lorenzo68

Processo-breve, condonati 500 mln  di Claudia Fusani dall’Unità.it

Il processo breve approvato oggi non cancellerà solo i dibattimenti ma anche «almeno 500 milioni di euro» che sindaci, parlamentari, ministri e sottosegretari hanno rubato allo Stato truffando e sprecando. Soldi che devono essere restituiti in base alle sentenze della Corte dei Conti. Ma che il ddl 1880 Gasparri-Quagliariello, più noto come «processo breve», nella sua versione corretta e allargata anche ai procedimenti contabili e societari cancella in un colpo solo. Quando ieri pomeriggio l’aula di palazzo Madama ha messo ai voti la norma transitoria che cancella i processi in corso, il senatore Casson (Pd) lo ha detto chiaro: «Siamo arrivati al vero motivo di questa legge, la norma che non serve solo per cancellare ui processi di Berlusconi ma serve anche anche ad un vostro sindaco, ad un vostro ministro e ad altri che non dovranno più risarcire lo Stato di circa 500 milioni di euro».

Ancora più esplicito Gianpaolo D’Alia (Udc) che rivolto ai banchi della Lega avverte: «Una volta passata questa legge non potrete più fare gli sbruffoni in nome della certezza della pena e contro Roma ladrona perchè non approvate non solo un’amnistia ma anche un clamoroso condono contabile che salverà molti vostri amministratori». Mentre le opposizioni prendono la parola in aula, l’agenzia Ansa pubblica l’intervista al procuratore della Corte dei Conti del Lazio Pasquale Iannantuono che fa nomi e cognomi dei possibili beneficiari della norma: il viceministro Roberto Castelli e il sindaco di Milano Letizia Moratti ma anche lo stesso relatore del processo breve, il senatore Giuseppe Valentino, i deputati Iole Santelli e Alfonso Papa, tutti del pdl. E ancora, cinque membri del vecchio Cda Rai in quota centrodestra tra cui l’ex dg Flavio Cattaneo e l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per la nomina di Meocci.

I gregari imitano il Capo. E se il Capo governa approvando leggi su misura, altrettanto fanno i gregari. Inutile stupirsi, quindi, se il relatore al Senato del processo breve Giuseppe Valentino introduce una norma per salvare se stesso dalla Corte dei Conti. E, se lo stesso fa il viceministro Castelli che, membro della Commissione Giustizia, ha aiutato Valentino a buttar giù il testo del maxiemendamento che oltre alla prescrizione penale ha introdotto anche quella contabile e per le società.

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L’ultima invenzione di “mavalà” Ghedini e del meschineddu Alzano é un meccanismo secondo il quale se la giustizia non fa in tempo a svolger tutti e tre i gradi del processo entro un certo termine suona la campanella del tempo scaduto e il processo decade, le vittime del reato rimangono fregate ed i delinquenti se la cavano.

Tutti gli italiani soffrono della giustizia lenta e vorrebbero veder sbrigate prima le proprie questioni, ma non è introducendo una mannaia temporale utile ai delinquenti che il problema si risolve, bensì mettendo soldi e volontà politica in una riforma della giustizia. Per migliorare la macchine giudiziaria ci vogliono soldi per i cancellieri, per nuovi giudici , per nuove sedi finanche per la carta delle fotocopiatrici; ci vuole un meccanismo virtuoso di autonomia e di collaborazione con le altre istituzioni, non la guerra continua contro le toghe rosse che avvelena il sistema ed insulta migliaia di magistrati che fanno il loro dovere in condizioni oggettive e soggettive di disagio e di scarse risorse.

Il governo degli impuniti invece cerca altro, vuole una amnistia per il  proprio capo e per gli altri servi del capo che hanno rubato i nostri soldi, come si evidenzia nell’articolo.

La norma transitoria, inoltre,  fa valere questo meccanismo, comunque sbagliato ed inopportuno nel concreto della nostra situazione giudiziaria, anche per i processi in corso, compresi quelli riguardanti il fuggitivo Berlusconi.

Del resto sono mesi che fra Lodo Alfano ed altre forme di impunità, il parlamento è bloccato alla ricerca di uno scudo giudiziario per il premier né costoro si vergognano ad ammetterlo. Tutto ciò rende farsesco e palesemente incostituzionale la  trovata degli scudieri del premier.

Mentre le armi di distrazioni di massa si davano da fare per distogliere l’attenzione, nell’ombra del palazzo si è partorita l’ennesima schifezza a tutela di pochi privilegiati e contro tutti gli italiani.

Chissà che invece non si riesca a svegliarli dal letargo della lunga distrazione mediatica , questi italiani,  usando noi uno scudo , un vero scudo che non sia ad personam, ma valido per tutti gli italiani: la Costituzione.

VERGOGNA PER l’approvazione del processo breve che garantisce l’impunità a Berlusconi.

Partecipiamo tutti all’ iniziativa del popolo Viola del prossimo 30 gennaio davanti alla Prefettura di tutte le città d’Italia.

Alfonso


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Crisi economica, usura bancaria e crisi della giustizia: quando i giudici tutelano le vittime

Ritengo -e l’ho sempre scritto su questo mio blog fino, probabilmente, a rischiare di essere considerato noioso e monotono da chi legge le mie pur modeste opinioni- che le cause dell’attuale crisi economica italiana, al contrario di quanto comunemente affermato sui media, possano, solo in minima parte, ricondursi alle medesime ragioni che hanno determinato la crisi che, da circa un anno, si trascina in varie parti del mondo, principalmente, a causa del fallimento di banche ed assicurazioni negli Stati Uniti.

La crisi economica italiana, a mio avviso, è fortemente determinata, da una parte, dallo strapotere e dall’impunità del sistema bancario e, dall’altra, dalla crisi della giustizia e della politica i cui responsabili, amministratori e rappresentanti, per diversi motivi, non sempre hanno saputo o voluto far rispettare le norme di legge: talvolta, probabilmente, non lo possono fare dal momento che, come le imprese, anche i partiti, i movimenti o i loro rappresentanti sono indebitati.
Esistono, oltre che il codice penale e il codice civile, migliaia di sentenze che ribadiscono alle banche il divieto di pretendere interessi su interessi o richiedere il saldo determinatosi, nel corso degli anni, a causa dell’addebito di interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto non dovute ed altri oneri illegittimi. Eppure, nelle aule di giustizia, continuano a circolare impunemente soggetti che richiedono ed ottengono decreti ingiuntivi al fine di ottenere somme che, per legge e giurisprudenza, non sono dovute, costringendo, così, la controparte a difendersi. Ci sono, poi, esecuzioni immobiliari fondate su mutui “suggeriti”, spesso, dagli stessi funzionari di banche per estinguere apparenti saldi di conto corrente già gravati dall’addebito di interessi su interessi ed altri oneri illegittimi.
Se uno spacciatore di droga, con una cambiale o un decreto ingiuntivo esecutivo, minacciasse un’esecuzione immobiliare, il giudice civile non farebbe altro che sospendere il titolo per evitare che si concretizzi la minaccia trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica; se non fosse possibile sospendere il titolo (ad esempio, perchè divenuto definitivo per difetto di opposizione), probabilmente, resterebbe ferma la definitività del titolo ma (almeno, si spera) la pretesa illecita non troverebbe, comunque, tutela nelle aule di giustizia. Diversamente accade, a volte, se, invece, una pretesa illecita viene avanzata da un rappresentante della banca che, con un titolo rappresentativo di una pretesa che l’ordinamento analogamente vieta, minaccia la vendita di una casa, di un’impresa o di un intero patrimonio.

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La mia opinione su:”Credito alle imprese e massimo scoperto, pressing di Draghi sulle banche”

Ho letto su Corriere.it le recenti dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia che riporto di seguito.

Credo, tuttavia, e l’ho scritto anche nei miei precedenti post (clicca qui per leggere il mio post del 12  Novembre), che le imprese abbiano non solo bisogno di credito da parte delle banche ma anche di una tutela effettiva e celere di fronte a persistenti pretese di somme non dovute (e sarebbe già un progresso per un Paese che deve riacquistare la massima fiducia dei cittadini nella Giustizia).

Malgrado la giurisprudenza sia ormai unanime nel ribadire il divieto imposto dalla legge di richiedere -soprattutto per il periodo antecedente al 1° Luglio 2000- il pagamento di interessi anatocistici (interessi su interessi), di commissioni di massimo scoperto non validamente pattuite o di altri oneri non validi, molte banche, invece, continuano a presentare ed ottenere ricorsi per decreti ingiuntivi finalizzati ad ottenere il pagamento del saldo di conto corrente lievitato, negli anni, proprio a causa di tali addebiti; pendono, poi, addirittura, migliaia di esecuzioni per espropriazione immobiliare fondate su mutui stipulati all’unico fine di estinguere apparenti posizioni debitorie su conti correnti ma, in realtò, viziate da addebiti di somme che, come detto, la legge sancisce come non dovute; oppure, ancora, esecuzioni fondate su decreti ingiuntivi che, sebbene, magari, non impugnati, hanno ad oggetto una pretesa che, in alcuni casi, potrebbe essere penalmente illecita e che in un’aula di giustizia, a mio avviso, non dovrebbe trovare alcun ausilio.

E’ vero che, all’esito dei giudizi, probabilmente, l’impresa risulterà vittoriosa e sarà accertata l’illegittimità di simili richieste ma è altrettanto nota la durata dei processi in Italia.

Non sono poche le imprese fallite o, comunque, danneggiate anche per colpa di pretese rivelatesi, all’esito delle cause, insussistenti o per crediti inferiori a quelli effettivamente tutelabili. E’ auspicabile, quindi, che il Governatore della Banca d’Italia, dopo le pur apprezzabili, recenti dichiarazioni, raccomandi agli istituti di credito -esercitando ogni sua prerogativa o potere-dovere- di non persistere nelle richieste di pagamento di somme che la legge e la giurisprudenza unanime riconoscono non dovute.

Ne deriverebbe, sono certo, un grande e fondamentale aiuto agli imprenditori -che non sarebbero costretti a chiudere i battenti licenziando i lavoratori, a rivolgersi agli usurai o, addirittura, ad ammazzarsi (ho letto che alcuni imprenditori non hanno avuto il coraggio di mandare a casa i dipendenti)- e, di conseguenza, ne trarrebbe beneficio l’intera economia italiana.

Roberto Di Napoli ( il blog per la difesa dei diritti civili )

Corriere della Sera.it
ROMA – La Banca d’Italia ha «costituito una task force per valutare gli effettivi meccanismi di remunerazione» dei manager bancari «e chiedere correttivi dove necessario». Lo ha annunciato il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi intervenendo all’Assemblea dell’Abi nella quale ha spiegato che, a livello internazionale, il legame con risultati a breve ha favorito una «una falsa Leggi ancora


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Un po’ di fresche notizie urticanti sotto il solleone

Ho assemblato due contributi di Lorenzo e Cavallo con uno mio , giusto per cercare di vincere il caldo con qualche sana incazzatura fresca di giornata .soleedombrellone

Inchiesta “FIORI NEL FANGO” Duecento bambini violentati, scambiati, costretti a partecipare a festini a luci rosse. Ottanta arresti e altrettante condanne, fino a vent’anni di carcere.

ROMA — Duecento bambini violentati, scambiati, costretti a partecipare a festini a luci rosse. Ottanta arresti e altrettante condanne, fino a vent’anni di carcere. L’inchiesta «Fiori nel fango» è quella che Maria Cordova ricorda per prima quando si tocca il tema delle microspie. Perché di una cosa l’ex procuratore aggiunto è certa: «Senza le intercettazioni, quei risultati non li avremmo mai ottenuti».pedofilia1

Quanto tempo sono durati gli «ascolti»?
«Almeno sei mesi. A poco a poco è emersa una catena, con pedofili che venivano a Roma anche da altre regioni».

I 60 giorni previsti adesso non sarebbero bastati?
«Assolutamente no, perché le conversazioni telefoniche non sono mai chiare. Ci possono essere quattro, cinque intercettazioni che non sono univoche. Poi, a un certo punto, arriva quella che dà un senso anche alle precedenti».

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La destra  ha sempre fatto campagne contro la pedofilia. Ora approva una legge sulle intercettazioni che complica moltissimo le indagini anche su questo tipo di reato.

pedofiliaDove é la loro coerenza? La destra é ormai complice dei pedofili e dei violentatori.

Le parole non servono più ,  questi sono fatti

Duri e forti coi deboli ( gli operai che scioperano, i centri sociali criminalizzati come terroristi, l’Onda anomala …) deboli e scendiletto coi forti ed i potenti ( vedi Berlusconi ed i suoi privilegi)

sono contro solo a parole ma in realtà sono complici dei reati più odiosi che hanno al centro la violenza ( sulle donne , sui bambini, sui più deboli ed isolati e via discorrendo…)

insomma i soliti fascisti , si travestono ma non cambiano mai…

Rosellina

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C’è una sentenza a cui sono stati dedicati solo brevi trafiletti sui giornali. Eppure coinvolge un politico di prima grandezza, che punta addirittura alla successione di Silvio Berlusconi. La sentenza è quella del processo “Oil for food“, il politico è Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. Ricordate la vicenda? È lo scandalo scoppiato nel 2004, quando sono emersi i fiumi carsici di tangenti pagate all’ombra del programma delle Nazioni Unite “Oil for food”, nato per addolcire l’embargo all’Iraq di Saddam Hussein permettendo di scambiare oil, cioè petrolio, con food, cibo e medicine. Un’indagine americana ha certificato che, sotto l’ombrello protettivo di quel programma Onu, Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime. Poi, dopo l’invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziare la guerriglia e il terrorismo. Coinvolti nel gioco, grandi compagnie e piccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponenti politici di una cinquantina di Paesi del mondo.

Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contratti per 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fatte a soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contratti sono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep della famiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccola impresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobotti alle petroliere. In cambio, secondo l’inchiesta sviluppata a Milano dal pm Alfredo Robledo, avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani. La Nrg Oils avrebbe pagato invece almeno 262 mila dollari. I Catanese (benché la loro Cogep fosse già stata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari fossero già stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale) sono tra i fondatori della Compagnia delle Opere, l’associazione d’imprese promossa da uomini di Cl, e questo è bastato, evidentemente, per far scattare la segnalazione di Formigoni a Saddam. A partire dal 1997, Saddam e Aziz concedono succulenti contratti alla piccola Cogep, che “ringrazia” Formigoni versando dal 1998 al 2003 oltre 700 mila dollari sui conti di una società estera, la Candonly, controllata da Marco Mazarino De Petro, il fiduciario di Formigoni per i rapporti con l’Iraq di Saddam. Come giustifica De Petro tutti quei soldi? «Sono il compenso per la mia consulenza». Ma è difficile capire in che cosa sia consistita quella consulenza, visto che De Petro può esibire soltanto una relazione stilata nel 1996, tre paginette dalla sintassi difficile, in cui strologa di un «accordo petroil for food».

Berlusconi-FormigoniOra è arrivata la sentenza. La prima condanna europea per quello scandalo: due anni di carcere a De Petro, in primo grado, per corruzione internazionale di funzionari dello Stato; condannati anche Andrea Catanese e Paolo Lucarno, uomini della Cogep. E Formigoni? Era già da tempo uscito dall’inchiesta. Ma a prescindere dal piano giudiziario, le responsabilità morali e politiche delle azioni di Mazarino De Petro ricadono su di lui. Come Berlusconi per il caso David Mills: lì, se Mills è il corrotto, Berlusconi è il corruttore; in Oil for food, se Mazarino De Petro è il corruttore, la responsabilità morale e politica del suo operato è del politico per conto del quale De Petro operava, cioè Formigoni. È semplice e chiaro. Qualcuno l’ha detto? Qualcuno l’ha scritto? E ancora: Candonly era una società riferibile di fatto ai Memores Domini, il “gruppo adulto” di Comunione e liberazione di cui Formigoni è l’esponente più in vista. Dove sono andati a finire i soldi di Candonly? Chi li ha utilizzati? Perché Formigoni non lo spiega? E perché nessuno glielo chiede?

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Ecco chi é Formigoni , del suo capo ha cominciato a seguire le tracce e l’esempio di corruttore .

Inoltre con i soldi delle tangenti irachene  finanzia quella strana setta di affaristi chiamata Comunione e Liberazione

Crazyhorse70

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Si promuovono le ronde e si tagliano gli organici della polizia. La strana politica del centro-destra.

Ieri a Roma un gruppo di agenti dei commissariati di polizia ‘Aurelio’ e ‘Primavalle’ hanno manifestato per chiedere migliori condizioni di lavoro. Su un grosso striscione bianco posto a pochi metri dall’uscita ‘Battistini’ della metropolitana con su scritto “Movimento per la sicurezza. Sindacato della Polizia di Stato”.

Erano tutti  in borghese insieme ad alcuni cittadini, tra i quali anche dei rappresentanti della circoscrizione. Corrado Tiralongo, segretario provinciale vicario del movimento, ha spiegato: “Chiediamo una razionalizzazione e una riorganizzazione delle risorse umane. La nostra iniziativa è innanzitutto una risposta che vogliamo dare a chi subisce quotidianamente disservizi e a chi è vittima di atti criminosi che si consumano in questa zona”.polizia su500

Tiralongo ha premesso che “l’attività degli agenti di polizia è ogni giorno attenta e puntuale”, ma ha sottolineato che i commissariati Primavalle e Aurelio sono “fortemente sotto organico”. «Gli agenti dovrebbero essere il doppio – ha proseguito -, basta pensare che al commissariato Aurelio ci sono 74 unità e a Primavalle 71. Un numero nettamente inferiore rispetto alle necessità dei quartieri in cui i poliziotti devono operare come Bassoggi, Valle Aurelia, e Quartaccio”.

Per chi non è romano si deve pensare che l’estensione dell’area e il numero di abitanti di quei quartieri possono essere paragonati ad una città di centomila abitanti.

Lorenzo68


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I soliti democristiani e D’alemiani aiutano il nano maledetto ad affossare la giustizia

lapidazioneDall’agenzia ANSA delle 11.07 del 12 giugno 2009 , due ore fà

Il  voto segreto sul ddl intercettazioni non spacca la maggioranza, ma l’opposizione.

Il testo, contestato in Aula dal centrosinistra, ottiene 17 voti in più di quelli a disposizione di Pdl, Lega e Mpa e cioé passa alla Camera con 318 sì, 224 no e un astenuto, mentre i deputati del centrodestra che hanno partecipato al voto e che avevano annunciato il proprio sì dovevano essere 301.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano esce trionfante dall’Aula di Montecitorio aumentando addirittura il risultato dei ‘franchi tiratori’: “Abbiamo avuto una ventina di voti in più della maggioranza – gongola – il voto segreto continua a premiare le nostre tesi che sono condivise anche da alcuni settori dell’opposizione”.

E nel centrosinistra si apre la resa dei conti su chi siano stati i ‘traditori’. E qui le ipotesi divergono: c’é chi dà tutta la colpa ai centristi e chi invece parla di un nuovo capitolo del duello nel Pd in vista del congresso. Ma tant’é: il voto segreto invece di sparigliare in casa della maggioranza, colpisce l’opposizione. “C’é confusione – ironizza Umberto Bossi – dicono una cosa e ne fanno un’altra…”.

ANM – La riforma delle intercettazioni unita a quella del processo segnano nei fatti “la morte della giustizia penale in Italia”. A insorgere contro le nuove norme é l’Associazione nazionale magistrati, che parla di scelte legislative “che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti”. In particolare, le norme sulle intercettazioni “impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati”. In sostanza è come se”Governo e Parlamento chiedono alle forze dell’ ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena”. Sarebbe allora “più serio e coerente – sostiene la giunta dell’Anm – assumersi la responsabilità politica di abrogare l’istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile”.

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Forse il linguaggio é esasperato ma al netto delle esagerazioni sindacali siamo veramente alla frutta.

Giudici che si portano la risma di carta A4  da casa , cancellieri  col vasetto con le penne ed i timbri in giro per la città, giudici di pace sul piede di guerra che saltano due udienze su tre, pubblici ministeri insufficienti con processi rinviati alle calende greche e che poi saltano con le prescrizioni, e quando non saltano sono costretti a leggersi i  loro fascicoli all’inizio delle udienze…per non parlare di strutture e posti mancanti.

Se a ciò aggiungete che tutte le ultime leggi e leggine di Berlusconi hanno aggravato la questione ( basti pensare alle prescrizioni più brevi per molti reati , ad esempio) togliendo e tagliando soldi e diritti ecco che stiamo al punto di stare per chiudere

Ma gli scopi del nano maledetto sono noti, ora con le intercettazioni “ristrette” e quasi vietate i famosi reati d’allarme sociale non verranno perseguiti  come si deve e Lui é già pronto a dar la colpa ai giudici.

Questo mega stronzo che manda in rovina l’Italia per farsi i fatti propri. Ripeto : questo é già noto a tutti anche se a molti non frega nulla.

RutelliCICCIOBELLOInvece Rutelli , Fioroni, Marini ,Letta e quant’altro :  siete il peggio del peggio di quella tradizione democristiana che nelle camere oscure del Palazzo ordiva i suoi complotti nascondendo i coltelli sotto le loro lercie tonache.

Per non parlare di D’Alema questo bell’esemplare di furbetto del quartierino politico che si crede uno sveglio ma che fino ad ora é famoso per una cosa sola : aver raccolto da terra un Berlusconi sconfitto dopo il 1996 ed a suo tempo con la Bicamerale averlo fatto rinascere rilegittimandolo quando era allo stremo…

proprio uno stratega di quelli fini, ed ora non passa giorno che complotta contro i suoi vertici …e quel codardo di Veltroni che scappa nel Tamil a curarsi.

Quando se ne andrà questa gente , forse , dico , forse la sinistra comincerà ad aver un futuro.

Per ora hanno definitivamente affossato la giustizia che già agonizzava di per sé.

Anche molti giudici non sono esenti da responsabilità , talvolta sembra che ci si chiuda a riccio a difendere interessi e privilegi di casta, ed il csm non spinge mai fino in fondo sull’accelleratore delle responsabilità dei giudici quando vengono chiamate in causa per errori o altro…DALEMA

pero’ vi assicuro che la maggior parte dell’ambiente fà il proprio mestiere con dignità ed entusiasmo e questi stronzetti del quartierino democrat hanno veramente rotto le palle di giocare con la pelle di tutti con le loro manovrette di potere da frustrati.

Nel merito delle intercettazioni ho già scritto tre pezzi di recente  (l’ultimo é  Prima l’impunità poi l’oblio -3° e ultima parte ) e non vale la pena di aggiungere altro essendo le cose esattamente come previste .

Né me la prendo con la PDL : RIPETO fanno il loro mestiere di servi del padrone ed almeno sono coerenti . Mentre questi traditori della volontà popolare devono veramente essere processati politicamente dal loro elettorato e messi alla gogna.

Pubblicamente presi a sassate ,  o almeno quelle belle e pesanti monetine contro Craxi dell’Hotel Raphael di Roma…