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Berlusconi, la mafia, la libertà di stampa e la violenza politica

Negli ultimi tempi la temperatura politica in Italia si è alzata notevolmente sia perché si è ripreso a parlare dei rapporti tra mafia e potere politico, nella fattispecie tra un pezzo della mafia e il capo del governo, ma soprattutto a causa dell’aggressione perpetrata contro Berlusconi. Ricordo una frase che suscitò scalpore, pronunciata dal premier nel corso di una visita privata in Tunisia, in cui annunciava in modo eclatante l’intenzione di “passare alla storia come il presidente del Consiglio che ha sconfitto la mafia”.

Ma la notizia che destò maggior stupore fu questa. Marcello Dell’Utri, tra i fondatori di Forza Italia, braccio destro di Berlusconi, già condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, il 19 agosto scorso annunciò di voler proporre una commissione d’inchiesta sulle stragi del ‘92. Un’intenzione disattesa nei fatti, ma annunciata e pompata sui media in modo enfatico. A quanto pare si trattava della consueta politica demagogica e sensazionalista, fatta di facili annunci e promesse sbandierate sui media e puntualmente tradite, a cui siamo abituati da tempo.

Le vicissitudini politico-mediatiche degli ultimi tempi, a partire dalle querele che Berlusconi decise di sporgere contro La Repubblica e L’Unità, quindi le dimissioni di Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, organo ufficiale della CEI, fino al grave episodio di Milano e al varo di un provvedimento di legge volto a ridurre la libertà sul Web, hanno fatto riemergere il tema, già scottante e controverso, della libertà di informazione, insieme ad altri aspetti riconducibili ad un conflitto latente e permanente tra i poteri forti che da diversi anni condizionano pesantemente il destino del nostro Paese.

Ma procediamo con ordine per cercare di comprendere la logica di tali vicende.

Il 26 agosto scorso, il Capo del governo decise di adire le vie legali depositando una citazione per danni contro il gruppo editoriale L’Espresso-Repubblica per contestare le dieci domande (evidentemente scomode) che per oltre due mesi il giornalista Giuseppe D’Avanzo gli ha posto sulle sue frequentazioni sessuali, senza ricevere alcuna risposta.

Probabilmente ciò che avrebbe indotto Berlusconi ad agire legalmente contro La Repubblica furono le insinuazioni su una sua presunta “ricattabilità” e su presunte infiltrazioni al vertice dello Stato italiano da parte di centri mafiosi, in particolare della mafia russa, e l’ampia eco che tali notizie hanno avuto sulla stampa internazionale.

Qualche tempo fa il direttore di Avvenire, Dino Boffo, rassegnò le dimissioni con una lettera inviata al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Boffo era stato vittima di pesanti accuse sulla sua vita privata, in modo particolare sulle sue abitudini sessuali, messe al centro di una feroce e smisurata campagna diffamatoria condotta in modo cinico e spregiudicato da Vittorio Feltri, direttore del Giornale, il quotidiano edito dal fratello del premier Paolo Berlusconi.

Nello stesso giorno delle dimissioni di Boffo, il presidente del Consiglio decise di trascinare in tribunale il direttore de L’Unità, Concita De Gregorio, insieme ad  altre quattro colleghe del noto quotidiano. La denuncia per diffamazione faceva formalmente riferimento ad una serie di articoli sugli scandali sessuali venuti fuori nell’estate scorsa.

E’ evidente che i violenti attacchi sferrati contro alcuni tra i maggiori organi di stampa nazionali non potevano essere ricondotti semplicemente ad alcuni fatti episodici, né ai motivi ufficialmente addotti nelle querele inoltrate dai legali del premier, ma sono inquadrabili e spiegabili all’interno di una cornice più vasta e complessa che pone al centro non solo la libertà di informazione, sempre più minacciata da fenomeni di squadrismo, killeraggio ed imbarbarimento politico, ma pure una serie di affari ed interessi legati ad importanti centri di potere, tra cui non sarebbero da escludere gli scontri interni al Vaticano tra la Segreteria di Stato e la Conferenza Episcopale Italiana.

Nei mesi immediatamente precedenti all’aggressione contro Berlusconi, il panorama politico italiano aveva assistito ad un frenetico susseguirsi di avvenimenti, esternazioni e iniziative, a cominciare dalle provocazioni estive avanzate dalla Lega Nord fino alla minaccia di elezioni anticipate, quindi lo squadrismo giornalistico di Vittorio Feltri che aveva indotto alle dimissioni il direttore di “Avvenire”, gli ignobili attacchi sferrati dal premier contro la libertà di stampa, che avevano suscitato reazioni diffuse di sdegno, il botta e risposta tra Gianfranco Fini e il foglio di Feltri, che ha lanciato un ricatto fin troppo palese contro il presidente della Camera, divenuto un bersaglio per le sue esplicite divergenze con le posizioni del presidente del Consiglio, la manifestazione nazionale del 3 ottobre per la difesa della libertà di stampa ed infine il recente NoBday.

Questo solo per elencare gli avvenimenti più importanti e significativi degli ultimi mesi.

Dal punto di vista strettamente storico la minaccia lanciata da Vittorio Feltri all’indirizzo di Gianfranco Fini ha costituito il primo ricatto politico condotto a mezzo stampa, facendo oltretutto ricorso ad un codice tutt’altro che cifrato. Negli anni ’50 e ‘60 erano frequenti i dissidi verbali tra gli avversari storici della Democrazia Cristiana, Giulio Andreotti e Amintore Fanfani. I quali si contendevano la leadership all’interno del partito e del governo, azzuffandosi anche a colpi di ricatti e dossier legati alle attività investigative di giornalisti prezzolati o dei servizi segreti deviati, ma lo scontro intestino, per quanto aspro, cinico e spregiudicato, si svolgeva in modo dialetticamente raffinato ed elegante, adoperando un linguaggio velato ed allusivo, mai troppo esplicito.

Quanto sta accadendo negli ultimi tempi rischia di accelerare un processo involutivo e degenerativo della vita politica italiana a scapito soprattutto del livello già basso della libertà di informazione e di quel poco di democrazia formale ancora vigente nel Paese.

Dopo il ricovero di Berlusconi all’ospedale San Raffaele di Milano in seguito all’aggressione di domenica scorsa, in Italia si è scatenata la rabbiosa canea dei quotidiani più rognosi e reazionari e dei mass-media filogovernativi, che hanno denunciato con furiosa idiosincrasia il “clima di odio” esistente contro il capo del governo, accusando in modo indiscriminato tanto i riformisti e i socialdemocratici, quanto gli anarchici e i comunisti, riuniti nel medesimo calderone politico.

A parte il fatto che nell’aggressione a Berlusconi si notano molteplici anomalie e incongruenze. Già un solo elemento irregolare avrebbe dovuto suscitare un sospetto, due indizi anomali costituiscono una mezza prova, ma in questo caso si rilevano troppe circostanze irregolari. Ma lasciamo perdere le analisi dietrologiche e complottistiche per limitarci ad un’interpretazione immediata dei fatti e, soprattutto, delle conseguenze.

Al di là di tutto, conviene ragionare criticamente sulle cause e sugli effetti degli avvenimenti. Per comprendere l’accaduto non servono tanto indagini di ordine dietrologico, ma occorre una valutazione lucida ed obiettiva dei fatti e delle conseguenze, senza farsi influenzare dall’emotività. Non ci è dato sapere se l’aggressione a Berlusconi sia stata l’azione isolata di uno psicolabile o se dietro vi siano oscure manovre. Ciò che possiamo verificare e valutare sono le sue conseguenze politiche, in quanto non è la prima volta che viene sfruttato il gesto di uno squilibrato per godere dei benefici politici e pubblicitari derivanti da simili atti. Dunque, è lecito chiedersi: cui prodest? A chi giova ciò, quali sono i suoi effetti politici e ideologici?

Il primo elemento da ravvisare è che l’aggressione si è verificata in un momento di grave crisi politica del governo, in cui i consensi di Berlusconi erano in netto calo. Il giorno precedente all’attentato le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che il premier era precipitato sotto il 50% dei consensi. Sfruttando l’eccezionale onda emotiva suscitata dall’aggressione contro Berlusconi, il consenso è immediatamente risalito. Questo è uno degli effetti senza dubbio più evidenti ed immediati prodotti dall’attentato.

Gli altri effetti politicamente rilevanti sono riconoscibili nel ricompattamento di una maggioranza parlamentare che si stava sgretolando, nel disorientamento di una già inerte ed esausta opposizione parlamentare (con particolare riferimento al PD), ma soprattutto nell’isolamento e nella marginalizzazione di un’opposizione sociale che provava a riprendere vigore. Infatti, negli ultimi mesi, al di là dell’evanescente opposizione parlamentare, grazie ai nuovi strumenti di comunicazione si è sviluppato un vasto movimento di contestazione del premier che, malgrado i suoi limiti e la sua fragilità politica, ha sollevato con decisione la questione della cacciata di Berlusconi.

Dopo l’attentato e la comparsa di gruppi su Facebook inneggianti all’attentatore, il governo ha risposto con una furibonda crociata contro Internet, il cui paladino è il ministro dell’Interno. L’unica risposta è stata la volontà dichiarata di oscurare i siti web che criticano il capo del governo. Questa è stata la reazione del governo e dell’intera classe dominante, la quale, non potendo più contare sul ruolo rassicurante dei partiti socialdemocratici, ora riscopre il vecchio, ma sempre efficace, arsenale repressivo.

A proposito di censura e mettendo al bando ogni ipocrisia, non ci si può stupire se su Facebook attecchisca un malcostume verbale quando un ministro in carica ha urlato “questa sinistra di merda vada a morire ammazzata”. Se un ministro della Repubblica si esprime in una maniera così aggressiva, violenta e volgare, perché ci si meraviglia se un linguaggio altrettanto infelice viene adottato da coloro che frequentano Internet?

E’ evidente che la comparsa eccessiva dei gruppi su Facebook inneggianti a Tartaglia costituisce solo un pretesto per mettere il bavaglio ad un mezzo di comunicazione e di mobilitazione di massa che ha rivelato tutta la sua forza in occasione dell’organizzazione di un evento mediatico e politico come la manifestazione nazionale del 5 dicembre scorso, a cui hanno partecipato moltissime persone convocate tramite la Rete Web.

Infine, bisogna segnalare il vile e pavido comportamento dei sedicenti ed evanescenti “democratici” del nostro Paese, chiusi in un eloquente ed imbarazzato silenzio rispetto ad un’improvvisa svolta in senso bonapartista della politica e della società, preoccupati solo di associarsi al coro di solidarietà nei confronti di Silvio Berlusconi.

Lucio Garofalo


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Controinformazione a 4 mani sulle ultime magagne del governo: superpost estivo con notizie , commenti, rabbia, musica e “sottile” ironia … 1° PARTE

controinformazione

ROMA – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 65° anniversario cavallo pazzodell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Michele Silicani, un messaggio in cui rivolge a tutti i convenuti alla commemorazione il suo partecipe e solidale pensiero: «Nostra democrazia nasce dalla Resistenza, il sacrificio per la Patria è viva eredità morale»

Nell’anniversario di Stazzena mi piace ricordare per l’ennesima volta che l’Italia nasce dalla Resistenza contro il nazifascismo e chiunque voglia essere cittadino italiano e non un  minus habens deve riconoscersi in questi ideali.

Per qualcuno un po’ duro di comprendonio ribadisco quindi che l’Italia non nasce dalla Repubblica sociale inventata da Hitler per tenere in piedi un mussolini oramai finito , gonfio e pronto per piazzale loreto né ha origine dai programmi di Canale 5 o dalla residenza di Villa Certosa , quelle che ospita mafiosi, servizi deviati , mignotte e spacciatori di cocaina.

No ,  nasce dalla Costituzione Italiana Antifascista come recita anche la XII disposizione transitoria e finale (comma sorrisoprimo) della Costituzione e successivamente tutta una seria di leggi dello Stato che regolano la materia e vietano anche  l’apologia del fascismo. Quindi per concludere vorrei dire a coloro che fanno a gara a dirsi più italiani degli altri che fra un emigrato che giura sulla costituzione e diventa cittadino ed un fascista che la nega la risposta è assolutamente scontata: italiano è solo il primo, l’altro è appunto un minus habens , ovvero uno che ha meno ( cervello, diritti, tutto) , un rifiuto, un escluso –  come dicono loro, uno sfigato –   un estraneo alla democrazia uno più o meno come questo nella foto.

Anzi questo bel video lo dedichiamo a costoro, visto che gli piacciono le adunate marziali

By Crazyhorse70 e Torba di Gramigna

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I docenti non possono partecipare “a pieno titolo” agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito

ROMA – Frequentare l’ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità e, in ogni caso, gli insegnanti di religione non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo, con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate da Giuseppe Fioroni e adottate durante gli esami di Stato del 2007 e 2008.

Risposta del clero e dei suoi baciapile :

L’Ora di religione parte integrante della cultura italiana» Prof di religione e scrutini, la Cei contro il Tar : «Sentenza vergognosa»

I vescovi: «Dai giudici decisione che danneggia la laicità dello stato e alimenta diffidenza verso le toghe»

MILANO – Affondo della Cei sulla sentenza del Tar. I vescovi parlano di «decisione vergognosa» e «pretestuosa».

La Gelmini  – una delle due favorite dell’harem per intenderci  – si dice già pronta dall’alto della sua dirittura morale  a chiedere il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione troppo laica. GelminiVSCarfagna

Chi meglio di lei può essere a guardia della morale pubblica?

Nonché degli insegnamenti della chiesa?

Per ora lei é la sua collega sono divenute esperte più che altro sulle iniezioni pelviche ( leggi qui ) però chissà col tempo…

Stessa commedia sulla pillola Ru486 di cui l’Agenzia del Farmaco ha chiesto di recente la commercializzazione .

Via libera a maggioranza dall’Agenzia del farmaco
alla commercializzazione della pillola abortiva

ROMA – La Ru486 arriva in Italia. Dopo una riunione durata più di quattro ore, è arrivato giovedì scorso in tarda serata il via libera a maggioranza (quattro contro uno) dall’Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva.

Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa ha infatti approvato l’immissione in commercio nel nostro Paese del farmaco già commercializzato in diverse altre Nazioni.

La Santa Sede: «scomunica per chi la usa e per chi la prescrive» La Ru486 arriva in Italia
Dura condanna del Vaticano.

Il vaticano digerisce benissimo la dissolutezza del premier ed il suo cattivo esempio, purché questi garantisca che non si tocchino i privilegi vaticani sull’ICI , sull’8 per mille, sulla bioetica, sulla eutanasia ed il resto va tutto bene, al massimo blande ed indolori accenni alla moralità pubblica , ma niente di grave.

Berlusconi puo’ anche essere trovato con le mani addosso a ragazzine  o con il naso sporco di coca, l’importante che non dica mai nulla su quegli argomenti che si discosti dai dettami del clero.

Quante stronzate questi baciapile.

La Ru-486 rappresenta invece per le donne un’opportunita’ di poter scegliere un metodo meno invasivo e mortificante per attuare un’interruzione di gravidanza, e alle donne che scelgono questo metodo abortivo deve essere secondo me evitata l’imposizione del ricovero coatto. Le polemiche del clero e dei suoi servi sono pretestuose

In Italia l’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) viene praticata solo con intervento chirurgico, anche se la scienza si e’ evoluta e ha trovato nuovi metodi, meno dispendiosi economicamente e meno traumatici per la donna, come quello farmacologico della RU486.

Un esempio: oggi l’ulcera e’ curata farmacologicamente e nessuno si immaginerebbe di tornare indietro, quando solo la chirurgia poteva essere di aiuto.
Perche’ se, nel nostro caso, la scienza si aggiorna la pratica non la dovrebbe  seguire a ruota?

Alcuni confondono ancora  la pillola abortiva RU486 con la pillola del giorno dopo (pdp) che è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale (ossia contraccezione di emergenza) durante le 72 ore successive a un rapporto sessuale. Il principio attivo è il progestinico levanorgestrel , una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 20-30 volte maggiore (750 microgrammi).

Questo farmaco non va confuso con ciò di cui invece parliamo oggi, ovvero la pillola abortiva Mifepistrone, nota come RU-486,  dalla quale si differenzia sia per i tempi di assunzione che per i meccanismi di azione.

Vedi qui per altre informazioni

Crazyhorse70


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Notte di San Lorenzo in compagnia di ronde , fascisti, cialtroni piccolo-borghesi, preti pedofili , detenuti sognanti e zingari felici con finale poetico a Piazzale Loreto

stelleRicevo e pubblico senza censura un pezzo un pò forte di Torba che  in alcune parti non condivido ma essendo impregnato di una certa carica lirica considero quelle parti una licenza poetica e diventano perciò accettabili ed anzi , direi, godibili.

Crazyhorse70

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Oggi la Notte di San Lorenzo, ma la vera notte dei desideri, per incollare gli occhi al cielo a caccia di stelle cadenti, arriverà in ritardo, ovvero il 12 agosto, quando si potranno vedere ben 60 stelle cadenti in un`ora, una ogni minuto.

Quest`anno infatti la massima luminosità non verrà raggiunta il 10 agosto come vuole la tradizione, ma due notti dopo. «Il massimo del flusso – spiega all`Adnkronos Elisabetta Dotto, ricercatore astronomo all`Inaf – Osservatorio Astronomico di Roma – mutano nel tempo a causa della precessione degli equinozi e degli effetti delle maree».

«Quest`anno, per esempio, il culmine dello sciame sarà visibile attorno alle 10 di sera del 12 agosto in direzione nord-est. Le meteore comunque – precisa l`astronoma – sono visibili dal 20 luglio e l`intensità aumenta notevolmente alcuni giorni prima e alcuni giorni dopo dal picco massimo», per cui gli appassionati potranno godersi lo spettacolo già da stanotte.

Una stella cadente sarà sicuramente la mia

Sono Torba di Gramigna e come l’erba che porta il mio nome non riuscirete ad estirparmi.

Sono la ribellione che alligna nelle terre aspre della desolazione scesa sulla terra da un pò di tempo

Sono il rifiuto all’ordine , sono la disobbedienza

sono l’anarchia ed il comunismo mai realizzatoautnomiarosso

sono il cosacco che vi uccide i bambini e se li mangia

e poi porta il suo cavallo a pisciare nelle fontane del papa

Sono il sale acre che sparge dolore sulle ferite delle città

Sono sempre dappertutto ci sia il bisogno e l’indegno che ne approfitta

ed il porco borghese che lo sfrutta e lo sbirro scemo che esegue senza pensare.

Sono la memoria dei traditori che hanno fallito e cambiano idea come le camicie d’estate

Tutti provano a prendermi ma io cammino rasente i muri dietro le ombre della notte e nascosto negli anfratti agli angoli delle strade vi osservo e vi odio.

Sono lì a ricordarvi che “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti

Sono qui per tutti i detenuti che stanno dentro per un soffio di vita andato male

ed hanno ferite dappertutto e solo cemento senza stelle sulla testa

e sognano sogni impossibili di società più giuste che diano loro un’altra possibilità

e sognano mondi diversi dove i veri delinquenti stiano dentro,

delinquenti veri

come quelli che dirigono le banche o quelli che decidono i destini di tanta gente

o quei cardinali che non hanno mai amato nessuno e ti spiegano cosa é l’amore

come quei preti  che non hanno mai scopato  – non parlo dei bambini dell’oratorio che hanno manomesso  tra l’0dore dell’incenso, non quelli  – però ti dicono come e se e quando ed in che posizione : porci ipocriti che cantano messa con quelle loro anime putride

e poi in questi giorni nei forni delle celle desolati

sognano la notte del 12 agosto, con tutte quelle stelle , quel planetario che non possono vedere

mai più perché per loro, poveri sfigati della terra

fine pena mai é fine pena mai

sul serio

e se sono rom o neri o comunque nati sbagliati

fine pena dura anche di più e prende un pezzo della vita seguente

magari quella dei figli o la loro stessa

se rinasceranno ancora dentro gabbie o recinti

passeri o abeti o armadilli o uccelli del paradiso

sognano che piovano le stelle questa notte di san lorenzo

che piovano tante stelle ad illuminare la loro corsa

di  migranti che scappano veloci per non esser presi dagli sbirri di Maroni

e dai leghisti delle ronde quei coglioni

e pregano il loro dio in cento lingue ed idiomi

che fra le tante stelle infuocate in questa notte

possa cadere  oltre gli sputi ed il disprezzo

una bella e grossa meteora sulla testa

di quelle anime nere di Maroni e Berlusconi

ed anch’io sogno

sono torba delle terre di gramigna

combatto contro la tempesta, nella sofferenza e quando perdo me stesso,

poi lo ritrovo sempre mentre combatto

contro tutto il potere opposto che si mette sulla mia strada

e quando trovo me stesso

continuo lo stesso a combatterelolli2

finché invece non mi riperdo

in un gioco strano che é poi la mia vita intera

nato allorché ho conosciuto l’odore della terra , della strada e della vita vera

tra il selciato grigio e profumato dei vicoli di Bologna in un altro tempo

il sapore sanguigno e sincero delle battaglie impossibili

che é poi  l’odore della libertà e dell’amore e  non puoi dimenticartene e comunque

non sarai mai solo finché ci crederai potrai vedere

due zingari felici in piazza maggiore ubriacarsi di luna di vendetta e di guerra

http://www.youtube.com/watch?v=vrxXlEguX0c&feature=related

Stanco.
Di parlare al muro, alitando su un lume di candela, mentre segnali stradali, investiti dalla luce dei fanali, si illuminano di fosforescenza.Se droga è droga, non importa pesante o leggera, allora in galera anche tutti quelli che scrivono, tutti quelli che leggono, tutti quelli che dipingono, tutti quelli che suonano.In galera tutti quelli che passano notti insonni a contare e numerare le stelle; e tutti quelli che le stelle le raccolgono da spiagge lontanissime.In galera tutti i bambini.
Stanco.
Di guardare in terra il solco tra piastrella e piastrella, per ore; sognando un castello di carte ai piedi del letto di Margherita, bisbigliando a memoria passi scelti dall’opera omnia di Musil, ridendo.
Stanco.

Di aspettare ogni notte le pubblicita’ dei numeri erotici; di accarezzare il genio al ritmo delle musiche di sottofondo, lasciando scorrere via, piano, un accecante lampo bianco. Ingordo di gioia e di morte. ( Thomas Pistoia )

Poi mi sveglio dal sogno e dalle poesie e penso a te , nemico delle mie battaglie , molte perdute, ma la battaglia vera deve ancora essere combattuta, schifoso piccolo borghese cialtrone e servo dei servi.

Che tieni stretta la tua roba e lavi la tua macchina appena ci si poggia un po’ di polvere

Che ragioni col portafogli al posto del cuore

E riempi di ipocrita perbenismo la tua vita, ammorbando quella degli altri

Tu che vai al bar a fare il tifo per gli sbirri che prendono a calci il ladro applaudendo specie se rom o negro…tu che straparli di sicurezza e tolleranza zero, fai il tifo per gli sbirri che mi pestano in galera e nei CPT

Gli stessi sbirri , d’altro canto, da cui  fuggi se ti cercano perché evadi , perché picchi tuo figlio o non paghi tutta la cocaina

che pippi nei tuoi festini

gli stessi sbirri che fuggi quando ti cercano per chiederti dei “buffi” che hai fatto per avere il SUV

o la casetta al mare da sanare

a te brutto escremento dedico questo

Claudio LolliBorghesia (Studio Version)

Pezzo di merda di un borghese piccolo piccolo   piazzaleloreto

leggiti il testo e se ti é sfuggito ti aiuto io

a ricordartelo riscrivendotelo qui

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città , in ogni paese.
Presti ascolto all’omelia rinunciando all’osteria
cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione meschinità  e moderazione
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre là fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via
.”

Che nessuno di voi pensi di cavarsela

senza passare ancora per

Piazzale Loreto

Torba


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La sinistra é come un eroinomane che insegue realtà virtuali e stupefacenti , come quella per cui la sconfitta del premier si calcolerebbe a partire dai sondaggi

drogato1L’eroina è convertita in morfina e lega rapidamente con i recettori di oppiacei. Chi usa eroina solitamente afferma di provare una sensazione di piacere intensa ed improvvisa, come un flash. L’intensità di questo flash dipende dalla quantità di droga assunta e dalla rapidità con cui la droga raggiunge il cervello e lega con i recettori di oppiacei.

Quando poi sparisce l’effetto di tale droga la persona si scopre abulica e depressa

Quando vi passa l’effetto narcotico  ditecelo e se sarete ancora in grado di cominciare a discutere  lo faremo volentieri , altrimenti se volete noi possiamo aspettare anche che cala quell’abulia e quella depressione conseguenze del flash.

Il flash dell’altra sera quando con gli occhi spiritati andavate in giro dicendo ” abbiamo vinto ” , ” la destra ha perso” e cose simili.

Mentre vi cala il flash state chiusi in casa e lasciateci  riiniziare da capo con l’analisi vera del voto : la prossima volta mettete il  sottotitolo nel post di cavallo pazzo: ” articolo stupefacente ” .drogato

Avete insistito per settimane sul gossip inseguendo improbabili mignotte arricchite ed in cerca di nuova sistemazione ereditaria , poi avete votato in pochi e male , ed ora rompete le balle con il nuovo gioco della politica virtuale:  lasciar stare i risultati veri, lo spoglio dei voti e giocare invece a “giudicare tutto a partire ai sondaggi”.

Vuoi mettere ? E’ più divertente !

Ma fatevi una doccia , un bricco di caffé caldo oppure se vi serve un paio di schiaffi ve li do’ io gratis … e poi svegliatevi ed affrontate la realtà .

Come sempre cercate scorciatoie ( processi  , mogli mignotte e lamentose imbeccate ad arte , foto rubate ecc. ecc. ) piuttosto che la leale lotta politica che è fatta di programmi , di credibilità e di un leader.

Vi mancan tutte e tre le cose e quindi è giusto che state a casa.berlusconi plurimo

L’unica cosa che avete in abbondanza é la fantasia , quella indotta però dall’uso sproporzionato di allucinogeni, per cui vedete berlusconi in ogni dove , dappertutto .

Analisi delle Europee 2009 al netto dei fumi della droga

( Fonte : http://www.cristianesimo.altervista.org/blog ).

Rispetto alle precedenti europee cala il numero degli elettori alle urne, ma cresce il livello del PdL

10.807.327 di elettori hanno scelto il PDL

10.504.851 di elettori scelsero FI+AN nel 2004

8.007.854 di elettori hanno scelto il PD

10.105.836 di elettori scelsero l’Ulivo nel 2004

Nel 2004 andarono a votare 35.717.655 con 32.516.246 di schede valide, mentre sono 32.747.722 gli elettori alle urne nel 2009 (65,05 %) con 30.645.765 di schede valide.

Il confronto rispetto alle Politiche del 2008 fa più ridere che altro, perché sono due contesti totalmente diversi: alle europee non c’è da scegliere un governante diretto quindi l’elettorato non militante si sente più libero di votare nel modo che ritiene più opportuno ed inoltre come  test sul governo è diverso dal  2004 , che veniva dopo diversi anni dall’inizio della legislatura , ora viene dopo un solo anno.

Anno in cui  è successo di tutto ma non mi ci soffermo.

Comunque:   Nel 2008 andò a votare il 80,512 % per 36.452.286 di schede valide:

13.629.069 di elettori scelsero il PDL ,  12.092.969 di elettori scelsero il PD

berlusconi_giovaneIl Premier Berlusconi, se in percentuale ha ottenuto meno voti diretti, come totale li ha aumentati: si passa da oltre 2.300.000 (35%) preferenze ad oltre 2.700.000 preferenze (25%). Siccome in questa occasione ha votato meno gente rispetto a quelle passate, è facile pensare come evidentemente sono state espresse molte più preferenze dirette, quindi anche a fronte di un aumento la percentuale è inferiore (pura matematica , una volta i rossi dell’URSS eran forti in questa materia ora i poveracci della parrocchietta non studiano neanche più ed arrancano, non so’ se han capito… )

Fra l’altro la miglior performance del nuovo millennio per il nostro premier.

Il quadro terrificante disegnato da questi  tossici della politica sotto l’effetto degli stupefacenti é una fotografia falsa e fuoviante : le bugie del premier , i disoccupati che vengono abbandonati al loro destino, i salari che sono in calo vertiginoso, la crisi che attanaglia il Paese, la deriva razzista che ci sconvolge da nord a sud col pericolo Lega che avanza . Ma dove?

Non è la vera Italia , non è quella reale : la sinistra sconfitta dappertutto  , hanno perso centinaia di volte  tra Province e Comuni, nei casi migliori hanno perso il 10% anche dove vincono nelle regioni rosse  dal 1946 .

La domanda sorge spontanea : anche questi vostri elettori  che da 60 anni votano a sinistra si sono lasciati infinocchiare dal grande illusionista ?

O non sarà per caso vero che è invece il PD a non avere nulla da dire se non  “blocchiamo il dittatore”

L’unico dato su cui riflettere mi pare sia come valutare l’astensionismo. E’ un monito al Governo ?

Specie dalle isole arriva una certa disaffezione. In ogni caso, questa volta la propaganda comunicativa sulla forza del PdL che ha sempre ben portato in passato non ha pagato, perché non ha convinto gli elettori ad andare a votare.

Concludo dicendo che solo nel  paradiso dei tossici, cioé in qualche universo parallelo in cui vi trovate spesso a causa degli stupefacenti che usate in quantità industriale ,  il centrosinistra ha vinto le elezioni…

Sulla terra no , non risulta proprio

La botte traumatiche in emilia e toscana

Altro che pitturarsi il corpo e la faccia e danzare come scemi intorno ad un fuocherello , qui si tratta per noi di fare festa con champagne vero ed a fiumi .

L’avvisaglia c’è stata domenica notte quando i voti scrutinati in Emilia-Romagna hanno rivelato le prime crepe. Alle europee il Pd perdeva il 7 per cento dei consensi, in linea con la sconfitta nazionale.

A mano a mano che lo scrutinio avanzava le cattive notizie si accavallavano. Firenze e Bologna (con Bari al Sud), dovevano confermare la tenuta del PD ma è da qui che nascono i dispiaceri più grandi

A Firenze lo spocchioso Matteo Renzi è stato costretto ad un rischioso ballottaggio ed a Bologna idem per  il prodiano Delbono.

Qui il Pd scende al minimo storico.

Il risultato è di quelli che fanno tremare le vene ai polsi degli esperti di cose emiliane in quanto il Pd va sotto il 40%, ben dieci punti in meno delle precedenti e tradizionali consultazioni. D’un soffio evitata la catastrofe a Modena dove per soli novanta voti vince il candidato di centrosinistra. Neppure un comune tradizionalmente di sinistra come Marzabotto, luogo simbolo della resistenza, resiste alla voglia di cambiamento e relega il candidato della coalizione guidata dal Pd a un misero 22,7%.  Già  le  provinciali   avevano   dato   il  segnale  d’allarme con la sconfitta di Piacenza e il ballottaggio a Ferrara, Parma e Rimini ( e vai col tango ! )

Anche a Reggio Emilia i “compagni” operai chiedono quel che chiedono al nord i loro colleghi : la sicurezza , non le pugnette sull’ombelico del premier.

Stesse delusioni in Toscana dove Prato è sempre meno rossa.

E che dire del sorpasso in Umbria e Marche?

Sono le stesse componenti base del voto rosso a saltare , lo zoccolo duro .comunismo al tramonto

E perché ? Perché mai nella sua storia il PD ha  avuto  dirigenti  così  scarsi, così lontani dal popolo , così vicini ai salotti .  Il Pd non solo non ha nessuna proposta, nessuna analisi, nessun programma e tantomeno nessun “sogno” da proporre alla sua propria base elettorale (e ancor meno agli italiani), ma – e questo ha del pazzesco ed è per questo che io festeggio di più – non cerca neanche lontanamente di ovviare a queste mancanze.

Il panorama appenninico si rivela il punto più dolente e sorprendente della agonia dei rossi : le roccaforti operaie passano alla lega in questa tornata elettorale. Colpiscono soprattutto i risultati lusinghieri che quasi dappertutto, ora anche nel Centro Italia , fa la Lega con nuovi innesti dell’antica base elettorale di sinistra che si stà sgretolando.

La sinistra ormai é solo una casta di burocrati sopravvissuti a tutte le stagioni :  é finita e senza neanche meritarsi un pò di quel rispetto che si deve ai vinti , a coloro che comunque hanno una storia ed un passato . E sapete perché ? Perché si sono mangiati anche quel poco di rispetto dovuto con la loro spocchiosa , presuntuosa e lenta agonia.

Mediolungo


11 commenti

Volevamo mettere i fiori nei loro cannoni invece ci siamo messe a sparare come loro

femminista1

Premetto che non parlo né di elezioni né dell’ombelico e delle corna di  berlusconi .

Proverò a parlar d’altro e cioé di condizione della donna , di storia , di 1968 e dintorni e di repressione.

E se le mie mani invece che al vostro telecomando vanno ad unirsi come nella foto sono contenta perché e’ il modo migliore per iniziare il discorso.

I giudizi si ammucchiano coi ricordi in maniera disordinata e così come mi vengon in testa li scrivo

Se vi annoio non leggetemi , il web é grande , enorme .

Se non siete d’accordo non me ne frega nulla perché questo post é un pò la mia storia e non c’e’ da essere d’accordo o meno…

L’altro giorno ho seguito qui  un inizio di dibattito interessante ripreso poi da Franca  ( Cosa pensano di papi …) e  mi è venuta voglia di puntualizzare alcune cose.figlifiori

Dirò subito che a me questo luogo comune per cui darsi della femminista è divenuto quasi un insulto  alla  moda non piace per niente  e questo non solo perché ho fatto in   tempo  a  mettere  “ gonnoni e zoccoli “ ed a far parte delle streghe ma anche perché non sputo sulle mie sorelle e madri che hanno lottato per quel poco in più che abbiamo rispetto a prima .disegno77 - Passiatore-thumb

Anche se le ho vissute per poco tempo , ricordo bene quelle stagioni e quei colori , quel senso di libertà e di “tutto é possibile basta volerlo” che pervadeva l’animo ed i cuori di una generazione protagonista e non succube della propria vita.

Ricordo troppo bene come fosse ieri Piazza Maggiore a Bologna ed i canti e gli odori ed i sapori che non erano splendidi solo perché io ero giovanissima , ma speciali perché erano unici ed irripetibili , tumultuosi e fecondi come certi momenti della storia in cui le “ mosche volano a schiera unita “ ed in cui chi non c’é ha solo torto ed é peggio per lui.

Era tutto insieme , amore e politica intrecciati in un entusiasmo incredibile e con un senso di “ stà per succedere qualcosa “ che rendeva tutto e tutti elettrici . Poi Godot non è arrivato ma averlo aspettato cercandolo ha fatto di noi delle cercatrici  di felicità senza eguali …

Una intera generazione di persone altruiste generose ed entusiaste come da allora non se ne sono più viste,  ma su di loro si stava preparando un bell’attacco concentrico , la reazione.anarchiacomunismo

Ed a pagarne le spese furono tutti ed ancora di più molte donne e compagne che fecero il salto dalle  famiglie autoritarie con donne  silenti e sotto padrone del prima 68 alla liberazione di quei giorni e degli anni successivi che comportò nuovi compiti e nuove e doppie  responsabilità , nuove violenze e discriminazioni , doppia fatica e doppio dolore .

cossigaE venne infatti la repressione Kossighista ,  gli anni bui della caccia alle streghe contro chiunque non fosse omologato alla strategia dell”incontro meschino DC – PCI   ( do you remember  ” in galera si va così con l’accordo DC PCI, stretti stretti in cella di rigor…” sulle note di ” la spagnola s’amar così..” ) , la criminalizzazione del movimento   – con i processi farsa come quelli di Padova  alla Autonomia Operaia –  e l’errore gravissimo delle B.R. sulla questione di Aldo Moro ( perché ucciderlo quando sarebbe stato più dirompente semplicemente lasciarlo libero ? ) , la violenza dei fascisti che uniti con i servizi segreti portarono  a compimento la strategia della tensione con le loro  stragi impunite  che intimidorono e rinchiusero di nuovo la gente dentro casa.

Questo formidabile accerchiamento fece fuori in un sol colpo  centinaia di migliaia di giovani  senza dar loro alternative o almeno  vie d’uscite : ad aspettarli all’angolo delle piazze solo galera , droga , disperazione , emarginazione , violenza e per i più furbi e fortunati impiego in banca e riflusso con il  riciclo nello stato borghese di allora .

A proposito quante belle faccie antiche riconosciute tra i seguaci di berluconi , non a caso erano fra quelli che volllero ai tempi  esaltare e regolarizzare il pentitismo.

Ora si oppongono per via dei pentiti della mafia pericolosi per i loro capi , ma allora…

IL DIBATTITO NEL BLOG – Questo solo per dire che non ho alcuna remora  morale nel capire e giudicare questa storiaccia di veline e del Papi , solo un pò di schifo e compatimento per le nuove donne oggetto convinte di esser contente.

Mi dispiace sentire donne che si sono dimenticate che le cose che hanno oggi non sono frutto di concessioni e regalini di altri papi della nostra storia ma dei diritti strappati nel tempo e con tante battaglie.

Dare per scontato quel che si ha è una delle malattie di questo millennio.femministe

Premesso anche che la prostituzione più spiacevole e indignitosa è per me quella intellettuale , di chi svende le proprie idee, i propri ideali  in cambio di qualcosa , non è che il proprio corpo valga molto di meno , anzi dovremmo volergli più bene .

Un solo appunto poi sulle battute anti Bonino e Bindi : le donne con un cervello e dei valori sono piacevoli di per sé e rimangono interessanti e fresche compagne anche dopo, da persone anziane . Non sò se le veline e le supergiovani rifatte alla santanché supereranno a breve le prove dello specchio senza suicidarsi.

Rammento il brusio dei maschietti quando appariva la Rossanda o Luciana Casellina ed è una sensazione ( l’ammirazione vera e completa ) che le ancelle del boss non proveranno mai .

Piccolo appunto di cronaca con votifioricannoni1

Vedo la Santanché  ( voto – 12 ) scendere le scale della dignità personale fino al fondo e nella melma intrufolarsi in certe faccende e senza ritegno e con aria da spia rivelare che “ Veronica ha un compagno” quando solo l’anno scorso diceva “ Berlusconi è ossessionato da me , tanto non gliela dò…Donne , non votatelo ci vede solo in posizione orizzontale”

E adesso mentre parli per compiacerlo , in che posizione sei ?

Gradazione inferiore di discesa agli inferi per Veronica ( voto 4 ) , che dovrà pur scontare il peccato originale di aver scelto un napoleone malato che molti anni prima non poteva essere un caporaletto molto più sano .

O ci convince che il Silvio sia stato in gioventù  un povero e romantico idealista seguace del metodo Steiner nell’educazione dei minori e siano state le successive cattive compagnie a rovinarlo oppure abbia la decenza di non metter su quella faccia schifata e scandalizzata .

Comunque ha detto cose incredibilmente gravi sulla misoginia e la malattia del marito, sul ciarpame velinario selezionato per far politica , sulla concentrazione di potere mai vista.

Se ne sono accorti in pochi.

DOVE ABBIAMO SBAGLIATO

E come se il problema fosse solo scoprire se la minorenne è andata a letto o meno col boss: è tutto un mondo finto e schifoso di lustrini compromessi bambine cresciute dai genitori nella speranza di farne veline e scorciatoie col papi.

Dove abbiamo sbagliato se molte oggi dicono: “ che c’e’ di male? ”

E sì perché a parte certe estremizzazioni che sono l’essenza del berlusconi pensiero , non é che  l’idea femminile dell’altra parte politica è molto migliore , sempre e solo subalterna o comunque “svantaggiata” e bisognosa di categoria a sé.

Forse abbiamo sbagliato qualcosa noi un po’ più grandicelle , sorelle minori e figlie di una stagione di vita e di lotta irripetibile .

Il fatto che il rapporto uomo-donna sia stato posto come “questione femminile”, e quindi come emancipazione o difesa del “sesso debole” e “svantaggiato”, non sembra aver scalfito più di tanto la “neutralità” e la “ invisibilità” dietro cui continua a celarsi il sesso che ha avuto in mano le sorti della specie umana, sotto qualunque cielo.

Il dominio maschile, pur avendo alle spalle una storia millenaria, resta ancora oggi un’ “evidenza invisibile” , un morbo che aleggia ed infetta chi prova solo a respirare entrando nella stanza dei bottoni. L’idea che le donne appartengano a uno di quei gruppi sociali che, come direbbe Berlusconi, “sono rimasti indietro”, e vanno perciò aiutati, sollecitati, responsabilizzati, è purtroppo più trasversale di quanto si creda ai partiti e ai movimenti politici.

Lo dimostra platealmente il fatto che non c’è sinistra, moderata o radicale, che quando nomina le donne (ed è già eccezionale che vengano nominate), non le collochi nel triste corteo dei diseredati e dei bisognosi, vittime o parenti poveri verso cui indirizzare la solidarietà , oppure tra quei nuovi “soggetti” che potrebbero, come fecondo integratore di energie, ridare fiato a una politica diventata sempre più sterile.

Sempre qualcosa di più o di meno della realtà : o bisognose o miraggi di neo eroine tipo  Rosa Luxemburg.

Mai semplicemente donne.rosaluxemburg

PER CAMBIARE LA MUSICA DOVEVAMO USARE I NOSTRI STRUMENTI E NON PRENDERE I LORO

Avremmo dovuto non cedere al loro immaginario, non  usare i loro strumenti le loro paure nel ricostruire i rapporti nella storia , così  ottenendo  una parità dei diritti in salsa maschile.

E non per essere separatiste e né perché io sia contraria al mio lato maschile che anzi ci vado molto d ‘ accordo ma perché il linguaggio maschile del potere é foriero di danni , restaura la società cosi’ com’ é , tiene lontano certi temi e non permette che entrino in circolo come normali, insomma discrimina non la donna tout court ,  ma la donna che voglia seguire il suo immaginario femminile senza omologarsi , senza scopiazzare il modo maschile di esercitare il potere .

Come disse Rossana Rossanda già più di venti anni fa ( Le altre, Feltrinelli, 1989 ) la cultura delle donne non è “una miniera da cui attingere per arricchire una civiltà che finora l’aveva ignorata”, ma “una critica vera, e perciò unilaterale, antagonista, negatrice della cultura altra. Non la completa, la mette in causa. Non si tratta di allargare le maglie della città”. Ed invece forse abbiamo con forza  allargato queste maglie e ci siamo accomodate ed acconciate al modello esistente maschile .

Ci siamo intrufolate nel mondo maschile  – come ospiti alcune come conquistatrici altre  – ma entrambe divenute cloni di quel modello di vita e di potere , non abbiamo spinto la questione femminile fino in fondo , fino a proporre veramente un’altra idea di società , di tempo libero, di modo di lavorare e discutere e di fare politica.

Dovevamo mettere i fiori nei loro cannoni ed invece abbiamo imparato noi a sparare .fioricannoni

Viceversa tutto ciò che era accostabile all’immaginario femminile è stato  messo al bando tout court .

La stessa sorte – insignificanza storica ed esaltazione immaginativa – è toccata a tutto ciò che col femminile è stato identificato: sessualità, sentimenti, cura della vita, infanzia, dolore, morte, cioè esperienze essenziali degli esseri umani che hanno subìto una “messa al bando”, di cui i linguaggi e le istituzioni sociali non potevano non portare il segno.

Anche a sinistra abbiamo perso di vista la contraddizione donna-uomo come altra e diversa rispetto a quella capitale – lavoro.

I nostri fiori , il nostro immaginario , il nostro modo di parlare e risolvere i problemi , una certa maggiore semplicità e concretezza , tendenza a rapporti chiari e diretti senza tante sovrastrutture , rispetto per i sentimenti ed amore per la pace : tutte cose che non  siamo riuscite a far entrare in circolo come normali .

La politica è come l’amore :   ci si viene incontro ma mentre loro hanno infettato noi col morbo invisibile e millenario noi non gli abbiamo nemmeno provocato un raffreddorino , neanche fatto capire al maschietto che , per esempio ,  non deve scandalizzarsi della componente omosessuale presente in ognuno.

Solo i veri uomini, infatti, amano le donne e possono amarle delicatamente attratti anche dal lato femminile che c’e’ in loro stessi .

Rosellina