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Perla, corriere della droga e le 48 telefonate ad Arcore

Nella foto qui al lato ecco Brunetta eccitato per aver potuto mettere in pratica la sua perversione preferita : legare la signorina Nadia Macrì ai tornelli di entrata di un ministero mentre lui le grida”fannullona!”. Non puo’ resistere alla scena e quindi prova subito l’orgasmo.

Qui a sinistra invece le due faccie e la doppia vita di Perla Genovesi.

Perla Genovesi è una 32enne di Parma attivista di F.I. ed assistente di Enrico Pianetta senatore PDL. A luglio è stata arrestata per traffico di cocaina gestita dal clan di Trapani di Paolo Messina, uno di quelli che secondo le procure tiene nascosto Matteo Messina Denaro.

Dopo l’arresto comincia a raccontare ai magistrati di Palermo feste e festini organizzati al sud ed al nord.

A sud un giro di “banchetti orgiastici” a base di sesso e droga, organizzati di Paolo Messina nelle ville di esponenti del PDL.

A nord festini a cui partecipava la sua amica Nadia Macrì, la quale a sua volta racconta degli incontri con Brunetta e con il sindaco di Parma. Ma spiega di essere stata anche ad Arcore  e che quando Silvio le chiese ” signorina lei cosa fa nela vita?” lei rispose ” cosa vuole che faccia, Presidente, le marchette!

Perla Genovesi, dicevamo, nei 4 anni della sua ascesa ha avuto 48 chiamate telefoniche con Arcore secondo i tabulati telefonici che dimostrano quanto sia facile per personaggi discutibili, spesso di sesso femminile, accedere ai vertici del PDL.

Mentra Perla faceva finta di fare l’assistente dell’oscuro senatore PDL, conduceva il narcotraffico per i Messina ed aveva un filo diretto con Arcore, con  centinaia di telefonate anche con Bondi e Brunetta.

Non si capisce quale attività sia di copertura per l’altra, ma forse ha ragione chi ritiene che fosse complessivamente una attività illecita condotta a vari livelli.

Quel che è certo, al di là di altri aspetti, si conferma l’estema ricattabilità del presidente del consiglio, l’estrema permeabilità ad infiltrazioni malavitose.

Solo questo motivo è sufficiente per chiedere ed ottenere le dimissioni di un leader in qualsiasi parte del mondo, tranne che in Berluscolandia, dove sembra che occorra molto di più e di peggio per sentire finalmente parlare di crisi.

Non ho parole, sono state spese tutte, non resta che aspettare che finisca il gioco del cerino…

Alfonso


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Il cinghiale ed i suoi servi : dossier e servilismo

cavallo pazzoLa bella edificante storia  di Berlusconi che avverte Marazzo dell’esistenza di porno video su di lui.

Una antica  e sempre meno premiata tattica per mettersi al riparo dall’eventuale accusa di essere il regista dell’operazione. Una cosa che fanno spesso gli indagati colpevoli per confondere le acque e precostituirsi un falso alibi morale , una ipoteca sui motivi per cui si mettono le mani avanti per non cadere , una specie di autosclusione per i gonzi, insomma.

Del resto ci ha pensato a lungo sul da farsi se è vero che  sono passate ben due settimane di attenta e  lenta meditazione tra il giorno in cui il cinghialone ammette di essere stato avvertito dalla figlietta buona  –  Marina, le altre son già da considearare ingrate e figlie politiche  di Cacciari, poco meno che puttane, direbbe Feltri – ed il giorno in cui ha deciso di chiamare Marrazzo per fare il “gesto nobile”. Come  mai tutto questo tempo?

A  sentire i commenti frizzanti dei berluscloni sul caso Marrazzo sembrava  di assistere ad un coro animale di cinghialegodimento, tipo ricci in calore. Essi notano gaudiosi , come tentò di fare il loro rimpianto Bettino Craxi, che essendo tutti ladri, nessuno era ladro. Tutti porci, quindi nessun porco, vai tranquillo Silvio, grufola sereno.

Altri un pò imprudenti  sono usciti addirittura con improbabili distinguo sulle abitudini sessuali della destra e della sinistra formulando orgogliosamente una prefernza destrica per le donne-donne. Beh le ultime notizie su due parlamentari di destra beccati coi trans nella stessa indagine per cui Marrazzo si è dimesso fa ritenere probabile un’altra bella figura di cacca per i teorici di cui sopra. Ma stiamo a vedere.

Magari qui qualcuno arriva prima dei ROS,  compra tutto e fa sparire.

Per altro verso si avverte nell’aria il fastidio dei servi per quello scandalo di andare a votare in 3 milioni alle primarie. Si  avverte il rodimento di (censura) dei criceti giornalistici del governo che denunciano i “pasticci elettorali” alle primarie del Pd. Qualcuno ha votato più di una volta, stridono i criceti e magari è pure vero. Orrore. Scandalo.

Ma sarebbe interessante sapere quante volte gli iscritti al Pdl abbiano potuto votare per eleggere Berlusconi alla guida del loro democratico movimento. Facciamo zero?

Anche perchè un’acclamazione dentro un capannone al suono melenso e sciropposo di “Meno Male che Silvio C’è” non viene considerata un’elezione popolare neppure in Corea del Nord, dove peraltro usano canzoncine simili per incensare il capo.

Mentre parliamo saranno invece già pronti i dossier per la Operazione Bersani sul neo eletto segretario del PD (che schifo , un leader di partito eletto), da passare ai vari mandamenti tele-radio-giornalistici del Padrone affinchè, in assoluta autonomia e libertà naturalmente, decidano di pubblicarli.

Forse diranno delle sue giacche stazzonate ed un pò retrò, stravaganti simboli di malessere psichico ?

Peraltro la strada è in discesa per i moralisti a pagamento del boss. Difatti pur avendolo addirittura cercato a suo tempo per fargli fare il ministro, oggi Berlusconi lo considera certamente più affidabile di Franceschini – ha dietro D’Alema –  ma comunque poco meno di un bolscevico.

Vladimir_Putin_in_KGB_uniformE’ stato iscritto al Pci, possibile che non abbia un paio di pedalini stravaganti, che non vada mai dal barbiere e che zio Vladimiro, qui ritratto nello splendore della propria gloriosa uniforme, non abbia trovato qualche papello negli archivi del suo caro KGB, giusto per farsi un paio di risate fra amici tra le betulle, durante una visita personale e una vacanza? Forza brigadie’, al lavoro. La fotocopiatrice attende.

Un pensiero rispettoso ad un fascista che fu: Ignazio La Russa.

L’altra sera a Ballarò è stato prima bastonato dall’ironia del duo Bindi-De Gregorio e poverino si sentivano le unghie stridere sullo specchio. Poi per confermare che quando le sere partono male finiscono peggio, appariva talvolta terreo con quella sua  faccia mesta e con gli occhi bassi e spenti mentre Berlusconi imperversava umiliando tutti , ma ancor di più lui ed Alfano, che è di gomma,  con la telefonata riparatrice delle “cattiverie” di Floris.

Il boss urlante al telefono è fuori di testa: attacca i giudici rossi dimenticando che uno di quelli lo aveva assolto sul caso SME (lo smemorato di Cologno) grida come un OSSESSO di mancato contraddittorio così sotterrando la serata inutile del duo di centrodestra…

Che pena La Russa: dalle barricate di Milano allo scodinzolare triste di Ballarò…

Intanto refoli di palazzo dicono di un Tremonti sempre più isolato a difendere un rinvio del taglio dell’IRAP: berlusconi  gli ha scatenato contro il partito della spesa per fargli pagare quel suo agitarsi per la successione…

Bossi lo difenderà ancora o in cambio di una regione al nord lo lascerà nei guai e si ripeterà la sua esclusione di qualche anno fà?

Crazyhorse70


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Gossip e potere

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L’ennesima vicenda “scandalistica” e “gossippara” che coinvolge Piero Marrazzo, così come lo scandalo Berlusconi/escort, tutto sommato ci investe e ci tocca da vicino, malgrado la gente sia interessata direttamente da questioni più concrete, ossia da priorità di ordine evidentemente economico.

A mio parere, gli scandali politici e morali si intrecciano con quelli economici e con le pesanti ingiustizie sociali e materiali che investono la condizione delle classi lavoratrici e subalterne nel nostro Paese.

Il tema della moralità pubblica, così pure la crisi della democrazia liberale borghese, che sta spingendo il nostro paese ad assomigliare ed avvicinarsi sempre più ad un regime di stampo sudamericano, sono tutte emergenze reali ed importanti che pesano ed incidono direttamente anche sul versante sociale.

Dunque, non si tratta di questioni distinte e separate come si vuol far credere.

La riduzione degli spazi di agibilità democratica, la carenza di un minimo di opposizione in ambito parlamentare, non dico di segno “comunista” ma persino di natura “socialdemocratica” e riformista, la mancanza di un quadro politico che sia minimamente “di sinistra”, l’inesistenza di un soggetto politico interessato a salvaguardare e preservare la sfera dei diritti e delle garanzie costituzionali che appartengono e si riferiscono ad una mera democrazia formale e rappresentativa, sono intimamente legate all’assenza di una forza politica e sindacale in grado di tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori.

In effetti, sia a livello politico nazionale, come pure sul piano internazionale, è in atto uno scontro aspro e feroce per il potere, condotto anche con il ricorso a vicende scandalistiche e di gossip o di altro genere.

Lucio Garofalo