LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo dà avvio alla campagna nazionale di “obbedienza civile”

Da lunedì 12 dicembre partirà in tutto il territorio dell’ATO 4 la campagna di “obbedienza civile” per l’applicazione del referendum vinto nel giugno 2011 con il 95,8% e che ha abrogato il profitto sulle bollette dell’acqua.

Come è noto con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 116 avvenuta in data 20 luglio 2011 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e la cancellazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette dell’acqua anche la componente della “remunerazione del capitale investito” (cioè il profitto per il gestore).

Da allora sono passati alcuni mesi, ma le tariffe non sono diminuite, poiché i gestori – nonostante le ripetute diffide inviate – hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.

Per questo il Forum per l’acqua pubblica, promotore dei referendum, lancia in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”, invitando i cittadini ad eliminare il profitto dalle bollette e quindi a pagare le bollette solo dopo la decurtazione di questa componente. E’ stata chiamata “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma solo di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

Nell’ambito di competenza di Nuove Acque la riduzione da applicare al totale della bolletta, così come rilevata dal vigente Piano di Ambito dell’ATO 4, è pari al 13,56% dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 e al 13,82% per l’anno 2012.

La campagna di “obbedienza civile” si realizza:

  1. attraverso l’invio a Nuove Acque spa e all’ATO 4 di una “dichiarazione” con la quale viene comunicato il motivo della decurtazione delle bollette.

  2. con la compilazione del bollettino di conto corrente postale applicando la decurtazione della remunerazione del capitale investito; tutte le tipologie di utenze sono interessate.

  1. attraverso la segnalazione dell’adesione alla campagna di “obbedienza civile” di ogni singolo utente al Comitato Acqua Pubblica; infatti la possibilità di vittoria è direttamente proporzionale alla diffusione dell’iniziativa e all’unione dei cittadini.

Numerose associazioni di concerto con il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo forniranno gratuitamente a tutti i cittadini adeguata informazione e ausilio in tutte le fasi della campagna di “obbedienza civile”. Nel retro di questo foglio vi è l’elenco degli sportelli attivi nella fase iniziale, con gli orari di ricevimento. Inoltre il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e il Forum nazionale per l’Acqua Pubblica garantiranno – se necessaria – anche assistenza legale ai singoli cittadini aderenti alla campagna di obbedienza civile.

E’ tuttavia evidente che ogni utente del servizio idrico che aderisce decide autonomamente di smettere i panni di suddito e tornare ad essere cittadino, consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti, che nel caso specifico riguardano aspetti fondamentali di convivenza democratica: ottenere che gli effetti di un referendum vinto con il 95,8% dei consensi vengano effettivamente applicati.


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Disoccupati over 35: ecco le cifre!

Disoccupati italiani: tanti …troppi!

Disoccupati amministrativi: quelli registrati dai Centri per l’Impiego.

Disoccupati ISTAT: quelli censiti con rilevazioni campionarie.

Disoccupati miracolati (solo il 31%): quelli beneficiari di indennità di disoccupazione o di mobilità.

Disoccupati dannati (ben il 69%!): quelli abbandonati completamente a se stessi e che – all’insegna del motto “si salvi chi può” – le provano tutte, magari indossando la muta e dandosi all’economia sommersa, riemergendo dai “neri flutti” solo per sbucciarsi le nocche bussando alle porte di familiari, parenti e amici con il cappello in mano… Rischiano, i più soli, di finire letteralmente per strada!

Disoccupati under 35: sono temporaneamente senza lavoro, ma in quanto esplorati dai mass media, indagati dagli esperti, blanditi dai politici, e destinatari di “attenzioni” istituzionali, è contemplato che possano essere “utilmente” reinseriti nel mondo del lavoro.

Disoccupati over 35: considerati – per motivi anagrafici – difettosi, carenti, inadeguati; sono lavoratori non desiderati, condannati a una continua, dolorosa, infruttuosa ricerca di occupazione; dimenticati, relegati ai margini o esclusi tout court dal sistema produttivo, quali lavoratori superflui definitivamente in esubero…

Disoccupati over 35, in continua crescita, un drammatico fenomeno sociale. Il loro è un mondo misconosciuto, inesplorato, invisibile; così vuole una precisa costruzione culturale e sociale che li condanna a un’impietosa marginalizzazione e ne minaccia l’identità personale e lo stesso diritto di vivere!

In base a dati ISTAT, in Italia – nel 2010 – erano 2’102’000 i disoccupati; tra questi, i disoccupati over 35 erano così suddivisi:tra i 35 e i 64 anni 939’000 (443’000 donne e 496’000 uomini): il 44.67% del totale dei disoccupati; tra i 65 e i 74 anni circa 4’000: lo 0.19%.

Il restante 55.13%, 1’159’000 disoccupati, erano persone di età compresa fra i 15 e i 34 anni.

Nelle tabelle che seguono, abbiamo rielaborato – per macroaree geografiche (nord, centro e mezzogiorno) – i dati ISTAT del 2010 relativi ai disoccupati delle classi di età comprese tra i 35 e i 64 anni di età:

– al nord, i disoccupati erano circa 366’000 (51.50% donne e 48.50% uomini);

– al centro erano circa 186’000 (51.10% donne e 48.90 uomini);

– al mezzogiorno circa 387’000 (41.10% donne e 58.90% uomini).

  I dati considerati sono relativi ai disoccupati censiti dall’ISTAT(media 2010).

Per definizione ISTAT, i disoccupati comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che:

– hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive;

– oppure, inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento, e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.

 I dati presi in esame non riguardano le forze lavoro potenziali (che nel 2010 erano 2’890’000 persone fra i 15 e i 74 anni), comprensivi degli inattivi disponibili a lavorare, ma che non cercano lavoro (2’764’000, suddivisi in 1’700’000 donne e 1’064’000 uomini), e di coloro che cercano lavoro, ma non sono temporaneamente disponibili (126’000).

Sommando ai disoccupati le forze di lavoro potenziali, si ottengono le persone potenzialmente impiegabili nel processo produttivo: nella media del 2010 quasi 5 milioni di individui!

Si precisa che i lavoratori in Cig (Cassa integrazione guadagni) vengono classificati e censiti dall’ISTAT – seguendo la raccomandazione dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) – come occupati.

Nel corso del 2010, si stima siano stati oltre 2’000’000 i lavoratori coinvolti in processi di cassa integrazione, dei quali 576’455 in cassa integrazione a zero ore per l’intero anno…

Nota pubblicata da Mai Più Disoccupati Due


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LA LOTTERIA DEI DIRITTI….

Come è ridotto male questo paese; in Sardegna una nota catena di supermercati per attirare la clientela ha avuto la geniale idea di mettere in palio, non i soliti buoni spesa o degli elettrodomestici, posti di lavoro (http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/lotteria-del-…) … .dire che ho provato schifo a questa notizia è poco…ma ancora più stomachevole è stato il fatto che più di 180.000 persone hanno partecipato a questa lotteria che metteva in palio un diritto sancito dalla nostra costituzione.

Oggi più che mai è attuale la massima di Petrolini che ad uno spettatore che lo contestava da un loggione disse; “Non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te chenon te butta de sotto! …” e si cari i miei concittadini quelli da buttare di sotto sono parecchi di voi ormai abituati a elemosinarli i diritti a pietire ciò che ci è dovuto.

Diversamente non si spiega il fatto che al posto di andare ad occuparli questi supermercati e pretendere assunzioni siete andati ad arricchirli ulteriormente facendo al spesa…in pratica vi fottono due volte ; guadagneranno su di voi come consumatori e poi i sui 4 “fortunati” che verranno pagati una miseria…..Ma cosa ci possiamo aspettare da un paese che si fa guidare da un venditore di pentole e dalle marie de filippi o dalle barbere d’urso di turno…

COME CILIEGINA SULLA TORTA DI QUESTA VICENDA DI MERDA NON POTEVA MANCARE IL BENEPLACITO DEI SINDACATI CONFEDERALI CHE ORMAI QUANDO CE’ DA FARE INGOIARE SCHIFEZZE VARIE NON SI TIRANO MAI INDIETRO…

continua su INFORMAZIONE DAL BASSO dell’amico Paolo Papillo


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Ora si può dire : la stato di diritto è alla frutta

gazzetta_ufficiale

Sta succedendo un fatto inaudito e gravissimo per uno stato che dovrebbe essere di diritto.

Per i profani  ( da wikipedia ) : Cosa è un decreto legge ?

Il decreto-legge è un provvedimento provvisorio con forza di legge, che entra in vigore immediatamente, il giorno stesso (o il giorno successivo) della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tuttavia, se non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, decade retroattivamente (ex tunc): è come se non fosse mai esistito. Ma le Camere possono con legge regolare i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto non convertito (c.d. legge di sanatoria).

A tal fine, il governo, il giorno stesso dell’adozione, deve presentare il d.l. alle Camere (anche se sciolte) per la conversione in legge, che avviene con la presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa (come tale va autorizzato dal Presidente della Repubblica). La discussione in assemblea deve obbligatoriamente cominciare entro cinque giorni e, come spesso accade, la legge di conversione può apportare emendamenti, cioè modifiche, al testo dell’originario d.l., che avranno efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione.

Il Decreto  Legge detto  Salva Precari ( che più che salvare i precari sta salvando-nelle intenzioni-il posteriore della Gelmini  ) approvato nel Consiglio dei Ministri del 9 settembre 2009  e pubblicato il giorno 25 settembre nella Gazzetta Ufficiale dello Stato, sta subendo modifiche.

Questo fatto è di inaudita gravità: un decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale viene riscritto.

La democrazia è alla frutta.

da Orizzonte scuola :

Data per definitiva la bozza del decreto salva precari pubblicata venerdì 25 settembre, durante l’incontro di ieri sindacato e dirigenti del ministero sono riusciti a riscriverla, in tempo per la firma del ministero, attesa per oggi/domani ( 29 o 30 settembre n.d.r. ). Dalla pubblicazione del decreto e del modello ci saranno 10 giorni di tempo per presentare la domanda.

I resoconti ministeriali finora pubblicati sono sono quelli dello Snals e della FGU, per cui ci riserviamo di approfondire la problematica, se dagli altri resoconti dovessero emergere nuovi particolari, prima della pubblicazione definitiva del decreto.

continua qui : http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article23997.html

Franca Corradini

P.S :  Ovviamente il tutto con il placet dei sindacati che diranno sicuramente “lo stiamo  facendo per una buona causa “….  salvare  il loro didietro oltre a quello di Mariastella…..

Questo fatto è di inaudita gravità: un decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale viene riscritto.

La democrazia è alla frutta.

da Orizzonte scuola :

Data per definitiva la bozza del decreto salva precari pubblicata venerdì 25 settembre, durante l’incontro di ieri sindacato e dirigenti del ministero sono riusciti a riscriverla, in tempo per la firma del ministero, attesa per oggi/domani ( 29 o 30 settembre n.d.r. ). Dalla pubblicazione del decreto e del modello ci saranno 10 giorni di tempo per presentare la domanda.

I resoconti ministeriali finora pubblicati sono sono quelli dello Snals e della FGU, per cui ci riserviamo di approfondire la problematica, se dagli altri resoconti dovessero emergere nuovi particolari, prima della pubblicazione definitiva del decreto.

continua qui :

http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article23997.html


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Scuola : storie di ordinaria inciviltà ed emarginazione

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO :

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutere il caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro


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Maggioranza bugiarda e opposizione inetta

franceschini03

Reduce dalla grandiosa giornata del No Gelmini Day mi sono vista  ( in via del tutto eccezionale, non guardo quasi mai i notiziari , la Tv la uso solo come sonnifero quando mi metto sul divano…  )   il TG per controllare come veniva data la notizia.

Non l’avessi mai  fatto : mi sono imbattuta in Brunetta che, interrogato sulle dichiarazioni di Napolitano a proposito della crisi , della disoccupazione dichiara  che

…..nessuno é  stato  lasciato   solo…….

Non paga ( volevo farmi del male, lo confesso )  mi leggo le dichiarazioni di Gelmini a proposito dei posti che mancano ai precari….

…….non, non è vero, tutte menzogne.. tutto viene assorbito dal turn over..

Ma che i due fossero bugiardi matricolati ne avevamo già ampia prova….. non avevamo bisogno di questa ulteriore conferma.

I licenziati nella scuola ci sono e sono molti, l’ultima trovata è una bufala pazzesca perchè chi è rimasto senza supplenza annuale è tra i primi posti nella graduatorie pertanto aveva già un canale privilegiato per le supplenze temporanee.

Franceschini intanto dopo aver fatto  nei giorni scorsi una “passeggiata di salute” sui tetti con i precari serve alle feste del PD  per far vedere quanto è bravo e buono…..

Gli altri non so cosa stiano facendo, e non m’ interessa.

Io so che lavoratori  di 40 e 50 anni mi telefonano giornalmente e più volte al giorno con il magone  per chiedermi.. allora Franca che si fà, che puoi fare per noi?

Allora non posso che condividere l’affermazione del Manifesto ( che ho sempre ritenuto un giornale da intellettuali salottieri e che  confesso di non aver mai letto in vita mia.. )

Cara Opposizione e cari sindacati uniti tutti, fino ad ora dove eravate?

e aggiungerei dove siete , se le battaglie in Italia le devono condurre i vari Don Chisciotte di turno ????

Franca Corradini


3 commenti

Precario sedotto ed abbandonato dallo stato…..

Senza titolo 1

Questo lo slogan con cui è partita la protesta ad Arezzo dei precari della scuola che dal 1 settembre , dopo 7/8/10 anni di servizio,  si troveranno letteralmente in mutande…..

In  mutande ( boxer) e maglietta con scritte  sono sfilati per le vie del centro improvvisandosi lavavetri.

Tra le richieste  anche quella che lo Stato riservi ai propri ( ex) dipendenti il trattamento che  riserva agli extra-comunitari con facilitazioni di vario genere. Di qui l’idea di lavare i vetri agli automobilisti di passaggio.

Qui sotto una parte dell’articolo della  Nazione.

Qualche errore di battitura…

Qualche imprecisione sui numeri che avevamo dato.. ma pazienza, bene lo stesso.

Anche l’Ansa si è occupata di noi,anche alla RAI oltre a molte testate locali.

Ad ogni nostra mossa i fotografi ci immortalavano come se  fossimo Star di Holliwood e tutto per via dell’annuncio che eravamo ( erano .. ) in mutande.

Ma noi lo sapevamo , per questo abbiamo deciso di  farlo, erano l’unico modo per attirare la loro attenzione.

Franca Corradini

Manifestazioni di protesta degli insegnanti precari (Foto Cristini) Arezzo, 25 agosto 2009 – I pantaloni corti non se li sono calati, soltanto un accenno di mutanda per i precari della scuola che hanno improvvisato ieri di primo pomeriggio un sit-in alla stazione e zone limitrofe. In compenso, con immaginazione tutta italiana, hanno dato spettacolo agli incroci.

Tutti lavavetri sono diventati. Un secchio bianco e un secchio blu, spazzole tergicristallo, spruzzatore, acqua e sapone e volontà. “Questo saremo costretti a fare fra poche settimane” dicono in coro fregandosene del sole a picco delle tre. Maglia bianca con tanto di scritta (“Precari licenziati della scuola”), sorridenti nonostante la rabbia, hanno scherzato con gli automobilisti che si sono prestati di buon grado a far da sponda alla protesta. “La prossima volta — dice Roberta — dovremo davvero tendere la mano per farci dare qualche spicciolo. Così siamo ridotti”.

In testa ai manifestanti, in tutto una trentina, c’è Carlo Schiavone, sindacalista della Gilda che ha promosso la protesta. “Non siamo numeri — spiega accorato — ma essere umani e come tali vogliamo essere trattati. Abbiamo figli e famiglia da mantenere, staimo perdendo tutto ed è un problema che accomuna quattrocentomila persone in Italia. Con l’indotto arriviamo a quattro milioni di persone che rischiano sul serio di restare in mutande”.

Franca Corradini ( dirigente sindacale Federazione Unams Gilda per il personale ATA nd.r. ) ha ideato la protesta e pure lei cita numeri impietosi. Ad Arezzo, riferisce, sono oltre ducentocinquanta i precari della scuola, fra docenti e non docenti. Di questi rientreranno nei ranghi all’apertura soltanto 53, per gli altri un taglio e via. Ma non doveva andare così, continua. E spiega che i tagli del personale Ata (assistenti tecnici, amministrativi, collaboratori scolastici) avrebbero dovuto riguardare il 17% della forza lavoro nel giro di tre anni. “Invece il provveditorato ha usato le forbici tutte in una volta, tagliando già da quest’anno l’intero 17%”.

continua