LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Sette carogne per sette bambini: la pedofilia di destra ha fatto outing

Ecco la foto delle sette carogne, dei sette sporchi pedofili travestiti fd porci fascisti benpensanti. E’ facile immaginarseli rossi e sudaticci all’inseguimento di bambini.

Emendamento alla Camera n. 1707: “Niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali di LIEVE ENTITA’ verso minori”.

I firmatari della legge: Gasparri(PdL), Bricolo(Lega), Quagliariello (PdL), Centaro(PdL), Berselli (PdL), Mazzatorta(Lega), Divina (Lega).

Uno dei firmatari dell’emendamento ha dichiarato che serve a non far arrestare i giovani di 17 anni che hanno rapporti con una quattordicenne(!), in quanto quello sarebbe una violenza di minore gravità.

Molti lo hanno già ribattezzato “Tutela Pedofili”

Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c’è stato il fuggi-fuggi, il “ma non lo sapevo”, il “non avevo capito”, il “non pensavo che fosse proprio così” uniti all’inevitabile berlusconiano “ci avete frainteso”.
Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell’emendamento 1707.

Annotateli bene:

sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
sen. Roberto Centaro (Pdl),
sen. Filippo Berselli (Pdl),
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).

Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il “carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico” (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina);

Il sen. Berselli è colui che ha dichiarato “di essere stato iniziato al sesso da una prostituta” (si vede che successe in qualche viaggio del sesso in Cambogia con qualche minorenne…)

il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari “emendamenti per impedire i matrimoni misti”;

mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che “i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone” (citazione di una frase di Mussolini).

Complimenti alle carogne. Del resto l’aveva ben descritto Pasolini in Salo’ o le 120 giornate di Sodoma come passano il tempo i fascisti a Salo’ negli ultimi scorci prima della fine. Ecco una ventina di secondi di ripasso, è poco ma si capisce l’ambiente preferito da questa carogne per eccitarsi …

Rosellina970



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Quando i pasticcioni delle liste erano formalisti ultralegalitari…

Quelli che oggi sul pasticcio delle liste lombarde e laziali hanno inventato la legge non legge della sostanza che deve vincere sulla forma, sono gli stessi che 5 anni fa strepitarono per buttare fuori le liste che avevano commesso gli stessi errori( anche qualcuno di meno).

Ecco cosa dicevano loro, gli esperti legulei ed adoratori del formalismo ( allora) ,  quando si trattava di dar addosso alla lista della Mussolini che nel Lazio dava fastidio alla allora CDL contro Marrazzo. Storace addirittura commise – si seppe dopo – una serie di  reati per sventare il pericolo che la Mussolini potesse presentarsi.

Sappiamo poi che anche successivamente fecero di tutto per fregare Marrazzo, sfruttando il suo inconfessato vizietto per i Trans e la coca, ma questa è una altra storia.

Le firme sono macroscopicamente false!, tuonava il Giovanardi, procure e uffici preposti escludano le liste presentate in modo irregolare!”. Le autorità competenti facciano controlli a campione sull’autenticità delle firme!”, strillava il Tajani. E’ una truffa agli elettori!”, fremeva il Landolfi.

Era il marzo 2005, vigilia delle Regionali, e s’era appena scoperto che Alternativa Sociale, la lista di Alessandra Mussolini allora in guerra con la Cdl, aveva presentato centinaia di firme false, per giunta autenticate da uomini del centrosinistra. Tutta la Cdl, temendo l’emorragia di voti verso la transfuga che nel Lazio avrebbe favorito Marrazzo contro Storace, si trasformò in un sinedrio di giureconsulti ultralegalitari che, legge elettorale alla mano, ne invocavano il rispetto fino all’ultimo codicillo. E’ una partita a carte truccate, si stracciava le vesti Storace, qui si gioca sporco, la campagna elettorale va combattuta ad armi pari. Ciccio Epurator denunciò la Duciona alla magistratura per farla escludere dalle Regionali. E il 12 marzo As fu cancellata dal Tar. La Nipote gridò al golpe e avviò lo sciopero della fame, mentre la Cdl intonava esultante il De Profundis.

Storace: “Ha raccolto firme false, è finita“. Martusciello: Quando ci sono le elezioni bisogna rispettare le regole. Gasparri: “Diamo un premio ai pochi che han messo la firma vera“. La Russa: Possono capitare 2,3,10 firme contestabili, ma qui si parla di centinaia! Pecioni! Dicono di aver dietro falangi, poi non mettono insieme 4 firme regolari”.

Anche lo scarso rispetto per l’intelligenza e la memoria della gente andrebbe punito come reato. In subordine almeno andrebbe da qualcuno ricordato. Voglio dire : mantenere la memoria di almeno pochi anni di attività politica è diventato esercizio rivoluzionario?

Non parlo della memoria storica, che a rammentarla ci si trova etichettati come brigatisti e sovversivi, ma almeno il ricordo di quel che si è detto l’anno prima…

Una volta la destra rappresentava se stessa come portatrice di ideali tipo la coerenza, la legalità, la sicurezza ed il rispetto dei valori tradizionali.

Oggi chi ha in mente ancora questi ideali non può che stare dall’altra parte  rispetto a questa coacervo di interessi illeciti che è il centrodestra odierno. La verità è che questi ex fascisti tenuti ai margini della democrazia per 40 anni, pur di non perdere le insperate opportunità di potere acquisite, si accoderebbero anche ad al capone.

Anzi l’hanno già fatto.

Vediamo se almeno saranno coerenti in questa ultima scelta o se come spesso è accaduto nella storia un pò  cialtronesca di questo paese, si sfileranno prima delll’ultimo atto lasciando il berlusca solo in compagnia di Bondi, quando costui avrà finalmente il suo capo a disposizione tutto per sè.

Crazyhorse70


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Le idee brillanti del centro sinistra

Ogni giorno sfoglio il blog, leggendo idee davvero intelligenti ed originali, che cerco di sintetizzare visto che hanno così favorevolmente colpito la mia attenzione.

1) l’informazione modella il voto

questa grande idea in sostanza afferma che, avendo il Silvio 3 televisioni e due giornali, ed essendo gli italiani un branco di idioti ritardati, come delle pecore credono a balle spaziali e votano in massa il centro destra.

Quello che è strano è che in regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria, dove non mi risulta siano oscurate le televisioni del Biscione, stranamente gli italiani sono più resistenti al condizionamento mediatico e senza se e senza ma votano a Sinistra.

Chissà se è genetico o è qualcosa che mangiano…

2) Berlusconi controlla i media e manipola l’informazione

Questa altra grandissima idea deriva dalla prima e devo dire che davvero mi sembra significativa, strano che ANNOZERO e BALLARO’ siano i programma di punta dell’informazione Rai, pagati con i soldi di tutti quelli che pagano il canone (di maggioranza di centro destra visto il recente risultato elettorale) e che siano smaccatamente schierati a sinistra.  Strano anche che Travaglio ed Ingroia siano fotografati in costume da bagno, mentre in spiaggia insieme preparano il prossimo libro e stranamente questo, la collaborazione di un procuratore antimafia con un giornalista schierato, sia considerato normale, ma sarò sempre io che non capisco.

3) la società civile si ribella a Berlusconi, dittatore italiano

Questa altra idea geniale, è la summa di cui sopra. In una nazione dove tutto è in mano ad un uomo solo, come nel film “V come Vendetta” chiaramente gli illuminati, paladini della resistenza, si comperano sciarpe viola e si ergono a difesa dei cittadini.

Bella idea se non fosse che in una dittatura non sono consentite manifestazioni di piazza nè gruppi su facebook che incitano ad uccidere il dittatore, nel film sopra citato non faceva una bella fine il comico che sfotteva il leader…

Poi, mi pare rilevante notare che questi fenomenali cittadini, nostri paladini, ergano ad eroi senza se e senza ma immobiliaristi come il leader Di Pietro, che si è arricchito con la politica come pochi altri sfruttando quanto la legge gli permetteva (ma parlare poi di questione morale…), sputino addosso al Presidente delle Repubblica (che a me è indifferente ma dire che è colluso con Berlusconi è davvero grossa) e si straccino le vesti con frasi come “emergenza democratica”.

Stranamente, anzichè riempire le piazze, dal NO B Day la gente è progressivamente calata fino ad arrivare alle 25.000 persone in piazza ieri, ma è chiaro che se il movimento sta perdendo i colpi è dovuto all’effetto congiunto del controllo di Berlusconi sui media sommato all’ignoranza ed al qualunquismo dell’italiano medio….

Povera Italia, con idee così brillanti è davvero un segno di emergenza democratica che alle prossime regionali la gente non capisca quanto sopra esposto e drammaticamente succederà che nella parte produttiva della nazione, il nord, la Lega sarà primo partito in Lombardia, Veneto e Piemonte ed il paese sarà fratturato in due, con una Lega potentissima al Nord ed un PDL che dovrà allearsi con l’UDC al centro ed al Sud.

Chiaramente se a Napoli, dopo 20 anni di Bassolini la gente voterà a destra, non sarà dovuto alla gestione dei rifiuti che ha fatto ma alle veline, al Grande Fratello, a Fede, a Studio Aperto.

Certo, perchè la summa delle idee di sinistra è che la gente è stupida.

Ed essendo loro gli intelligenti del gruppo, sono loro che capiscono.

Beh, sarcasmo a parte, PER FORTUNA che queste sono le vostre brillanti idee, perchè con questo atteggiamento state perdendo i pezzi e conquisteremo voti anche nell’Emilia Rossa (dove i giovani votano Lega e solo i vecchi votano PD ma tanto prima o poi crepano) ed in Toscana.

Ma non sono le vostre idee a non rappresentare gli italiani.

Quello mai.

Siamo noi che siamo stupidi….


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Emma Bonino e Renata Polverini a ruoli invertiti negli eserciti sbagliati

Mi capita spesso per lavoro di venire nella capitale. In genere vengo per discutere di contratti di lavoro.

Un settore quello del lavoro completamente ancora in mano ai lacci e laccioli lamentati da Berlusconi nella sua rivoluzione liberale del 1994.

Tutto ciò imbriglia le attività economiche, rendendo rigide posizioni che dovrebbero essere flessibili e lasciando fuori da ogni tutela una miriade di posizioni meritevoli.

Per non parlare della particolare situazione di ipergarantismo giurisdizionale della fase del recesso del prestatore d’opera. Non aggiungo nulla sui temi dei ritardi della giustizia.

Ma non è per questo il contenuto del post , è solo la premessa.

E’ la premessa che ho bene in mente mentre osservo le candidature alla presidenza dalla Regione Lazio e mi viene un pò da ridere per il paradosso che mi trovo di fronte.

E’ evidente come lo scontro tra Renata  Polverini e la Emma Bonino sia interessante, sia perché su tratta di due donne molto combattive sia perché realizzano un caso di assoluta inversione dei termini politici di riferimento.

E’ del tutto evidente come la candidatura della Polverini sia da ascrivere al contesto di confronto-scontro interno al pdl fra l’ala finiana e quella berlusconiana, con l’appoggio decisivo delle truppe cammellate di Casini che nel Lazio ha molti interessi famigliari da valorizzare.

Ma perchè noi elettori dobbiamo scontare con tali ambiguità le scorie della bassa politica?

Insomma per farla breve sarebbe naturale per me votare per la Bonino piuttosto che per la pasionaria della burocrazia assistenziale.

Difatti mi sembra la ex socialista nazionale quella con le ali più appesantite da interessi  che la tengono schiacciata in un mondo che con il liberalismo ha poco a che fare.

Mi riferisco anche alle attività del suocero di Casini, Caltagirone, sia come immobiliarista che come editore di giornali. Possiede un fatturato annuo complessivo di circa 2 miliardi di euro ed è un degli uomini più ricchi d’Italia.

Consigliere di Assicurazioni Generali, Vice Presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena di cui è peraltro il secondo azionista privato. Azionista di ACEA, possiede Cementir e la Caltagirone S.p.A.; inoltre nel tempo ha acquisito i quotidiani Il Messaggero di Roma e Il Mattino di Napoli. Dal 2000 tutte le attività editoriali e dei new media sono state raggruppate nella Caltagirone Editore, quinto gruppo editoriale del paese. Nel 2006 ha acquisito la quota di maggioranza del quotidiano veneto-friulano Il Gazzettino.

A parte il piombo sulle ali che non mancherà anche alla Bonino, la visione economica della Polverini è basata sul classico assistenzialismo dei patti di sviluppo dove il sindacato cogestisce le aziende , dove la burocrazia la fa da padrone , dove il  pubblico impiego è centrale mentre rimane sullo sfondo l’idea competitiva e liberale dell’economia.

Il merito per la Polverini è un concetto estraneo alla propria attività. La sua è la carta d’identità della socialista e noglobal, che piace tanto ai social forum ma anche agli immobiliaristi parenti o amici di Casini. E se qualcuno pensava che la sua Ugl fosse diversa dagli altri sindacati, solo perché vicina ad An, beh si sbagliava.

Di recente sia Europa, Libero, ma anche il Giornale, hanno evidenziato una certa attitudine del suo sindacato a gonfiare il proprio elettorato attivo, le tessere, allo scopo di ottenere più posti nei comitati di vigilanza degli enti previdenziali (Inps, Inpdap e compagnia bella).

Sarà in questo modo truffaldino che la  Polverini ha fatto divenire l’Ugl il quarto sindacato italiano e – aspetto non secondario – ha acquisito quella visibilità personale che l’ha aiutata a ottenere la candidatura alla presidenza del Lazio?

Anche se la candidata deve tutto allo spazio apertosi con le ultime manovre di Fini in funzione antiberlusconiana.

Prebende statali assegnate in base a cifre di iscritti che nessuno controlla , esaltazione della inattuazione  degli articoli 39 e 40 della Costituzione, cogestione delle aziende e vittoria della burocrazia sul merito.

Esattamente tutto ciò contro cui la maggioranza degli elettori di centrodestra ha sempre votato. Numeri e circostanze, tra l’altro, non smentiti dalla diretta interessata, che si è sempre rifiutata di dare spiegazioni adducendo motivazioni risibili:

«Non voglio che il sindacato sia coinvolto nella mia campagna elettorale, anche perché dovrei dire cose che non posso rivelare, nell’interesse dei lavoratori italiani. Quindi non intendo rispondere a queste domande, perché non è giusto nei confronti dell’Ugl e dell’onestà di questo sindacato».

Nell’interesse dei cittadini che dovrebbero votarla, la Polverini dovrebbe dire se ha imbrogliato o meno sul numero di iscritti al suo sindacato. E se sì, farsi da parte. Non oso immaginare, se dovesse diventare governatrice del Lazio, quali dirigenti farebbero carriera nelle asl e negli altri enti pubblici controllati dalla regione.

Purtroppo dall’altra parte l’ectoplasma che appoggia la Bonino e che ruota intorno al PD renderà improbabile il miracolo di farla vincere.  Dico questo sebbene segnali  l’enorme divario di preparazione e capacità fra le due:  sarà  difficile , non impossibile, dare una solenne legnata al pdl che la meriterebbe per aver scelto la candidatura così importante in base a criteri di lotta interna.

Alfredo Cantera