LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Uno spettro s’aggira in Europa: la rivolta dei proletari

Il capitale internazionale ha individuato nella Germania il suo punto di forza e di riferimento, il bastione politico dietro cui si riparano gli interessi delle tecnocrazie e delle élite finanziarie mondiali. Se la Germania è l’interlocutore privilegiato del grande capitale all’interno dell’area dell’euro, la conseguenza è esattamente l’imposizione dall’alto di una linea politica di “germanizzazione” di tutti i Paesi che fanno parte dell’euro, perciò chi non si adegua agli “standard” richiesti dai vertici della BCE rischia di essere emarginato dall’euro, oppure di retrocedere in una “categoria” inferiore.

Per continuare a restare nell’euro si esige la condicio sine qua non di soddisfare subito il pagamento degli interessi sul debito pubblico e ridurre progressivamente tale debito fino alla solvibilità dei singoli Paesi. In nome di questo “totem” vengono sacrificate le conquiste che in passato l’Europa ha ottenuto in termini di progresso civile, diritti, democrazia e stato sociale, e si scatena l’ennesima offensiva capitalistica contro gli interessi della classe operaia, colpendo e tartassando puntualmente le masse proletarie.

I sacrifici imposti al popolo italiano dall’emissario della BCE, Mario Monti, al solo scopo di assicurare il pagamento degli interessi sul debito pubblico al grande capitale finanziario, possono garantire al massimo un breve periodo di ripresa dei titoli italiani.

Oltre il 97% di questi titoli sono incettati dalle banche che esigono pagamenti immediati, pena il tanto temuto default: sono gli usurai dell’economia globale, i signori del denaro e dell’alta finanza, i padroni delle grandi banche mondiali, a cui la BCE e le banche italiane sono consociate. Ecco a  chi  vanno i soldi estorti ai proletari italiani ed europei.

In questo contesto storico ha un peso enorme una variabile che è un elemento imponderabile anche per il grande capitale, ossia il punto oltre il quale rischia di venir meno e di esaurirsi la rassegnazione dei proletari, rendendo imprevedibile ed ingovernabile il corso della crisi. Il tenore di vita del proletariato europeo sta precipitando verso livelli di paurosa indigenza: solo in Italia sono 18 milioni le famiglie che versano in condizioni di pauperismo, ma negli altri Paesi che si trovano in bilico tra il permanere nell’area dell’euro e il default, la situazione risulta addirittura peggiore.

Le dimensioni sociali della disoccupazione raggiungono ormai cifre inquietanti, mentre il precariato è diventato uno status permanente per milioni di giovani in tutta Europa. Per i proletari indigenti non ha alcuna importanza la risalita degli indici di borsa: essi misurano la loro esistenza su ciò di cui hanno bisogno e di cui non riescono a privarsi.

Una prossima dichiarazione di insufficienza della bilancia dei pagamenti, con il relativo varo di nuove manovre estorsive che impongano ulteriori sacrifici alle masse popolari, potrebbe non incontrare più quello spirito di rassegnazione che si richiede ai proletari.

La repressione potrebbe non essere sufficiente, ma la preoccupazione principale del potere è che cominci a rompersi la catena dell’obbedienza al comando capitalistico.

 Lucio Garofalo


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Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo dà avvio alla campagna nazionale di “obbedienza civile”

Da lunedì 12 dicembre partirà in tutto il territorio dell’ATO 4 la campagna di “obbedienza civile” per l’applicazione del referendum vinto nel giugno 2011 con il 95,8% e che ha abrogato il profitto sulle bollette dell’acqua.

Come è noto con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 116 avvenuta in data 20 luglio 2011 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e la cancellazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette dell’acqua anche la componente della “remunerazione del capitale investito” (cioè il profitto per il gestore).

Da allora sono passati alcuni mesi, ma le tariffe non sono diminuite, poiché i gestori – nonostante le ripetute diffide inviate – hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.

Per questo il Forum per l’acqua pubblica, promotore dei referendum, lancia in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”, invitando i cittadini ad eliminare il profitto dalle bollette e quindi a pagare le bollette solo dopo la decurtazione di questa componente. E’ stata chiamata “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma solo di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

Nell’ambito di competenza di Nuove Acque la riduzione da applicare al totale della bolletta, così come rilevata dal vigente Piano di Ambito dell’ATO 4, è pari al 13,56% dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 e al 13,82% per l’anno 2012.

La campagna di “obbedienza civile” si realizza:

  1. attraverso l’invio a Nuove Acque spa e all’ATO 4 di una “dichiarazione” con la quale viene comunicato il motivo della decurtazione delle bollette.

  2. con la compilazione del bollettino di conto corrente postale applicando la decurtazione della remunerazione del capitale investito; tutte le tipologie di utenze sono interessate.

  1. attraverso la segnalazione dell’adesione alla campagna di “obbedienza civile” di ogni singolo utente al Comitato Acqua Pubblica; infatti la possibilità di vittoria è direttamente proporzionale alla diffusione dell’iniziativa e all’unione dei cittadini.

Numerose associazioni di concerto con il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo forniranno gratuitamente a tutti i cittadini adeguata informazione e ausilio in tutte le fasi della campagna di “obbedienza civile”. Nel retro di questo foglio vi è l’elenco degli sportelli attivi nella fase iniziale, con gli orari di ricevimento. Inoltre il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e il Forum nazionale per l’Acqua Pubblica garantiranno – se necessaria – anche assistenza legale ai singoli cittadini aderenti alla campagna di obbedienza civile.

E’ tuttavia evidente che ogni utente del servizio idrico che aderisce decide autonomamente di smettere i panni di suddito e tornare ad essere cittadino, consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti, che nel caso specifico riguardano aspetti fondamentali di convivenza democratica: ottenere che gli effetti di un referendum vinto con il 95,8% dei consensi vengano effettivamente applicati.


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Democrazia è innanzitutto diritto al lavoro, diritto alla vita !

L’orribile “accordo” di Pomigliano targato Marchionne con appoggio del governo è un gravissimo attentato alla democrazia.
Si tenta di cancellare anni di battaglie dei lavoratori.
Si tenta di rendere ancora più inerme chi chiede soltanto di lavorare per poter vivere.

E’ un ricatto e dei peggiori.

E’ un fatto di una gravità inaudita, si torna alla fine 800………..
( sciopero= licenziamento, pausa pranzo non prima di 8 ore di lavoro, controllo dei tempi e rendimento di produzione con sistemi informatici ecc.)

Solo la FIOM non lo ha firmato ed ha proclamato 8 ore di sciopero per il giorno 25 giugno.

Non rendersi conto della gravità della cosa , significa non capire il disegno in atto.

Impoverire i già poveri e coloro che sono a rischio povertà……
Indebolire i più deboli…..

Calpestare i calpestati….

In questo clima sarà facile far passare qualsiasi altro attentato alla democrazia , qualsiasi altro attentato alla Costituzione.

La legge Bavaglio è solo l’ultima in ordine cronologico.

Non dobbiamo stupirci se chi ha seri problemi di sopravvivenza ( in continuo aumento …) non sarà sufficientemente “sensibile” a questi temi ed avrà difficoltà a scendere in piazza per queste battaglie.

Siamo noi , consapevoli di tutto ciò che sta avvenendo in Italia, a dover scendere in piazza per loro e con loro , per il diritto al lavoro , per il diritto alla vita e affinchè non siano calpestati i diritti costituzionali, questi per primi !

E’ necessario lasciare da parte ogni divisione, ogni remora ed unirsi in un solo grande coro.

Questo è un appello agli “uomini ( e alle donne ) di buona volontà” .
ORA, SUBITO …. non c’è più tempo di attendere ………blocchiamo l’Italia intera scendendo in piazza il 25 giugno a fianco degli operai di Pomigliano e sosteniamo il coraggio dimostrato dalla FIOM .

http://www.facebook.com/pages/25-giugno-si-blocchi-lItalia-a-fianco-dei-lavoratori-di-Pomigliano/134930766520100?ref=mf

Franca


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INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

Partendo dall’idea comune che la Costituzione rimane  ( e deve rimanere ) la MADRE di tutte le leggi, ho fondato su Facebbook una pagina  Sto con la Costituzione che cerca di analizzare lo stato di attuazione della Costituzione, cercando di elaborare un progetto , consapevoli che:

la Costituzione è tutto : è un manifesto di intenti,una linea di condotta, un programma politico,un programma di governo….

Ecco uno dei primi contributi che vi segnalo molto volentieri e a proposito del quale  vorrei i vostri pareri.

E’ di Lamberto Roberti che si è  candidato anche  al Parlamento Europeo utilizzando la facoltà di elettorato passivo data dalla Costituzione.

Ovviamente invito chi è su FB ad iscriversi alla pagina  e contribuire alla buona riuscita di questo  “gruppo di studio “.

Franca


INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

Una Legge che afferma l’applicazione di un “premio di  maggioranza”, il quale “regala” a dei partiti dei deputati senza che essi abbiano ottenuto il suffragio degli elettori, in Democrazia in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità.
Qualsiasi Legge che escluda “per soglia minima” l’elezione di deputati che abbiano raggiunto il quorum, in Democrazia, in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità .
Dalle elezioni del Parlamento tenutosi il 09 aprile 2006, l’Italia da Repubblica  Democratica si è trasformata in Repubblica  Partitocratrica, dove il potere , detenuto attraverso l’elettorato passivo, è stato sottratto al Popolo Sovrano.
Il Popolo vota un secondo turno di nominati da capi di Partito, senza alcun potere di scelta.
Il primo rilievo a supporto, deriva dall’art. 48 della Costituzione che afferma: “il voto è personale ed uguale, libero e segreto”.
Significato: il voto ha come unità di misura l’individuo; che è l’unità.
L’entità individuo si trasforma in numero, equivalente ad 1 (uno); tanti voti individuali, di valore 1, (uno) la cui sommatoria fornisce il risultato elettorale in valore totale.
Quando questo valore raggiunge il quorum, cioè un numero ottenuto dalla somma algebrica del totale dei voti validi, diviso i deputati da eleggere, e fornisce almeno un numero intero, in Democrazia si ha il diritto e la certezza dell’elezione, perché quel numero corrisponde al numero di individui che attraverso il voto ha deciso in modo irretrattabile chi sia il loro delegato.
Nella nostra Costituzione non sono contemplate norme che deviano da quanto affermo.
Quindi qualsiasi norma legislativa che premiando alcuni, in danno di altri, che hanno raggiunto il quorum e li esclude, è chiaramente incostituzionale.
In sostanza l’art. 1 II comma “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” supporta il concetto che il voto, unico mezzo di partecipazione attiva in Democrazia, del cittadino elettore, non può essere annullato, come nel caso degli esclusi per soglia, ossia il voto di quei cittadini non può assumere valore 0 (zero) in disuguaglianza ad altri cittadini, per i quali assume il valore 1 (uno) e neppure l’opposto come per gli eletti per premio di maggioranza, che può assumere valori illimitati, ossia 10, 100, 1.000, 10.000 o 100.000.

Perché chi nominato per “premio” potrebbe non avere ricevuto un solo voto. (Lamberto Roberti)


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Le idee brillanti del centro sinistra

Ogni giorno sfoglio il blog, leggendo idee davvero intelligenti ed originali, che cerco di sintetizzare visto che hanno così favorevolmente colpito la mia attenzione.

1) l’informazione modella il voto

questa grande idea in sostanza afferma che, avendo il Silvio 3 televisioni e due giornali, ed essendo gli italiani un branco di idioti ritardati, come delle pecore credono a balle spaziali e votano in massa il centro destra.

Quello che è strano è che in regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria, dove non mi risulta siano oscurate le televisioni del Biscione, stranamente gli italiani sono più resistenti al condizionamento mediatico e senza se e senza ma votano a Sinistra.

Chissà se è genetico o è qualcosa che mangiano…

2) Berlusconi controlla i media e manipola l’informazione

Questa altra grandissima idea deriva dalla prima e devo dire che davvero mi sembra significativa, strano che ANNOZERO e BALLARO’ siano i programma di punta dell’informazione Rai, pagati con i soldi di tutti quelli che pagano il canone (di maggioranza di centro destra visto il recente risultato elettorale) e che siano smaccatamente schierati a sinistra.  Strano anche che Travaglio ed Ingroia siano fotografati in costume da bagno, mentre in spiaggia insieme preparano il prossimo libro e stranamente questo, la collaborazione di un procuratore antimafia con un giornalista schierato, sia considerato normale, ma sarò sempre io che non capisco.

3) la società civile si ribella a Berlusconi, dittatore italiano

Questa altra idea geniale, è la summa di cui sopra. In una nazione dove tutto è in mano ad un uomo solo, come nel film “V come Vendetta” chiaramente gli illuminati, paladini della resistenza, si comperano sciarpe viola e si ergono a difesa dei cittadini.

Bella idea se non fosse che in una dittatura non sono consentite manifestazioni di piazza nè gruppi su facebook che incitano ad uccidere il dittatore, nel film sopra citato non faceva una bella fine il comico che sfotteva il leader…

Poi, mi pare rilevante notare che questi fenomenali cittadini, nostri paladini, ergano ad eroi senza se e senza ma immobiliaristi come il leader Di Pietro, che si è arricchito con la politica come pochi altri sfruttando quanto la legge gli permetteva (ma parlare poi di questione morale…), sputino addosso al Presidente delle Repubblica (che a me è indifferente ma dire che è colluso con Berlusconi è davvero grossa) e si straccino le vesti con frasi come “emergenza democratica”.

Stranamente, anzichè riempire le piazze, dal NO B Day la gente è progressivamente calata fino ad arrivare alle 25.000 persone in piazza ieri, ma è chiaro che se il movimento sta perdendo i colpi è dovuto all’effetto congiunto del controllo di Berlusconi sui media sommato all’ignoranza ed al qualunquismo dell’italiano medio….

Povera Italia, con idee così brillanti è davvero un segno di emergenza democratica che alle prossime regionali la gente non capisca quanto sopra esposto e drammaticamente succederà che nella parte produttiva della nazione, il nord, la Lega sarà primo partito in Lombardia, Veneto e Piemonte ed il paese sarà fratturato in due, con una Lega potentissima al Nord ed un PDL che dovrà allearsi con l’UDC al centro ed al Sud.

Chiaramente se a Napoli, dopo 20 anni di Bassolini la gente voterà a destra, non sarà dovuto alla gestione dei rifiuti che ha fatto ma alle veline, al Grande Fratello, a Fede, a Studio Aperto.

Certo, perchè la summa delle idee di sinistra è che la gente è stupida.

Ed essendo loro gli intelligenti del gruppo, sono loro che capiscono.

Beh, sarcasmo a parte, PER FORTUNA che queste sono le vostre brillanti idee, perchè con questo atteggiamento state perdendo i pezzi e conquisteremo voti anche nell’Emilia Rossa (dove i giovani votano Lega e solo i vecchi votano PD ma tanto prima o poi crepano) ed in Toscana.

Ma non sono le vostre idee a non rappresentare gli italiani.

Quello mai.

Siamo noi che siamo stupidi….


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Un appello al Presidente della Repubblica

L’Italia che cambia. Un appello a Giorgio Napolitano

Il nostro è un caloroso invito che rivolgiamo a chi ha una forte voglia di cambiare.

Leggete la nostra lettera aperta al Presidente della Repubblica e se vi convince date la vostra adesione.

Democrazia per l’Italia non è un partito, ma un’iniziativa libera e indipendente.

Siamo convinti che l’Italia si trovi in una vera e propria emergenza politica, economica, sociale, culturale ed etica. Di fronte all’immobilità ed al silenzio abbiamo deciso di fare qualcosa che speriamo possa servire al Paese.

Il 2 giugno 2010 vogliamo presentare questa lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una lettera per sottolineare la grave situazione del Paese e in cui si auspicano interventi, nell’ambito di ciò che stabilisce la nostra Costituzione.

Nel sito potete leggere interamente la lettera aperta.

Dobbiamo far presente alle Istituzioni che la situazione di molte persone è veramente difficile. Questa immensa sofferenza non è più sopportabile! Il dolore di molti giovani e non giovani senza lavoro, dei precari, dei pensionati con pensioni bassissime, delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese è il nostro dolore esistenziale. Qualcosa bisogna fare! E’ necessario far emergere le voci di protesta di questi cittadini che soffrono in silenzio.

Dare il vostro consenso è facile: ciccate su “Sottoscrivi la lettera”, inserite il vostro nome, cognome ed il numero del documento di riconoscimento (è fondamentale per validare la vostra  adesione).

Seguiteci sul web e sui social network e… passate parola!

Chi siamo

Siamo semplici cittadini riuniti in un gruppo denominato Democrazia per l’Italia.

Siamo indipendenti da tutti i partiti e istituzioni. Nel comitato sono rappresentate varie professioni  e sono  presenti diversi giovani.

Il coordinatore di questa iniziativa è Gaetano Crocellà, di professione consulente aziendale, già dirigente industriale e promotore sociale. Un apporto particolare è stato dato da Giuseppe Ricca, imprenditore nel settore dell’innovazione tecnologica, sensibile ai problemi sociali e in particolare a quelli del lavoro.

Le persone che hanno dato vita a Democrazia per l’Italia:

Gaetano Crocellà – Consulente aziendale

Giuseppe Ricca – Imprenditore

Claudio Bistondi – Operaio

Alessandro Degioanni – Studente universitario

Alessandra Bevione – Studente universitario

Mario Chessa – Ricercatore

Marino Dalmolin – Artigiano

Bruno Guermandi – Pensionato

Donato Petricola – Dirigente

Vanda Puspan – Organizzatrice volontariato

Massimo Ruffino – Artigiano

Lucia Crocellà – Medico

Marco Tamietti – Funzionario

Giuliano Venir – Economista

Elena Ercole – Medico

Giovanni Mucciolo – Libraio

Segretaria Organizzativa
Inversi Cristina – Studentessa universitaria

Se vuoi partecipare anche tu scrivi una mail a demoxita@gmail.com

Democrazia per l’Italia


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Lo stato prefascista ed i terzisti – Seconda parte

… continua dalla prima parte

Ma chi sono veramente questi terzisti?

Gente che non capisce le metafore, sicuramente, perchè la storia degli alieni non li ha convinti.

Ed allora eccomi di nuovo con argomenti capziosi, come promesso, e molto lontani dalla realtà.

Vi sarà accaduto immagino di incontrare di notte per strada qualche bulletto malintenzionato e di dovervi difendere, senza avere alcuna voglia di attaccare briga.

Magari ti ritrovi tre contro uno e nel caso avessi la fortuna di sistemarne un paio ed averne poi uno solo davanti , quale è la cosa peggiore che può accadervi? Beh accade proprio quella , l’inevitabile e paghi la penitenza.

Spunta infatti chissà da dove un tuo “amico”,  anzi si sa da dove :  fino a quel punto ben nascosto dietro un angolo. Costui in uno slancio di affetto e puro pacifismo non violento appena stai per liberarti dell’ultimo bullo entra in scena non richiesto e subito ti si aggrappa al corpo pretendendo di dividerti dal tipo che stai affrontando.

E lo fa in maniera strana, perchè  non si mette in mezzo per tenerti staccato dal bullo ma comincia a trattenerti ed indirizzare i suoi buoni uffici non violenti solo verso di te, contro di te.

All’altro non dice nulla  nè  quindi prova a trattenerlo ma si dirige risoluto verso di te e ti dice come un Pigi Battista qualsiasi che “dobbiamo farla finita ”, ” piantarla lì che non e’ giusto, la violenza non porta da nessuna parte” ”, “che figura state facendo davanti a tutti“. Tu lo guardi come si guarda una pestilenza e rispondi allibito”come sarebbe ” state facendo”? …magari volevi dire  “sta facendo”, io che c’entro?” ed intanto mentre lui ti intrattiene con lunghi distinguo  quello di fronte  – per niente inibito dalla chiacchiera nè ostacolato fisicamente  –  piazza calci e pugni che è una meraviglia e ti gonfia il viso come un pallone.

Ma lui , il maledetto paciere ,  non recede ,  sempre in mezzo allo scopo di  “dividerti” , si sposta giusto il tempo per far giungere a segno il colpo avversario e poi riprende a tampinarti da vicino.

Insomma per farla breve alla fine prendi un sacco di botte da una mezza sega ed in più ti becchi la filippica del paciere che vorrebbe che oltre che pistato ben benino tu abbia pure da sentirti in colpa.  Questi sono i terzisti.

Galli della Loggia, Mieli , Battista ,Ostellino, Panebianco, ecc.. Si sentono incaricati di un nobile spirito di servizio , quello di mediare e far da paciere e dividere i contendenti  e lo fanno per il “bene del paese” ma in realtà ti trattengono e ti imbrigliano le mani col loro falso buon senso e lo fanno per il bene e l’interesse, mutevole di  mese in mese,  del loro padrone.

In definitiva sono solo utili idioti del bullo che ti mena approfittando di loro.

E non si fermano davanti a nulla : se  il delinquente di Arcore forte del suo consenso é ormai “sbracato” nell’enorme senso di impunità acquisito ed in questo sbracamento confessa le proprie  intenzioni, loro fanno finta di non aver sentito.

Quando affermo che egli confessa le proprie intenzioni intendo che il prefascista esplicitamente dice quel che vuole e perchè  lo vuole :  sottrarsi ai giudici  per comandare il paese. Comandare non governare, peraltro.

Assuefatti dalla propaganda o,  forse più plausibilmente,  “invitati” dall’alto in questa fase a lisciare le  penne al pavone , costoro imperterriti, ti sommergono di inviti ad incassare altre botte senza renderle e di farlo per una sorta di dovere morale verso il paese.

Nel far questo si scatenano e ti  dicono che è tutta colpa tua, che dovevi  entrare nel merito, che la tua “opposizione deve essere riformista e costruttiva” , non puoi cercare “scorciatoie” che infangano l’Italia, il No Berlusconi Day è una invenzione di Di Pietro che fa bene solo a lui ed a Berlusconi. Insomma il solito mantra ripetuto all’ennesima ora è slogan anche dei terzisti : “ che importa se Berlusconi sia legibus solutus , l’importante che facendo i fatti propri faccia anche quelli di tutti, perchè escluderlo?”

Nelle ultime ore stanno dando fondo al vocabolario con tutti i sinonimi del termine ” odio”,  denunciando il clima torrido della fazione democratica, la tua fazione , che si permette di ricordare la legge: quanto odio devi avere in corpo, dice un Pigi Battista qualsiasi, per osare ricordare l’esistenza della legge? Per osare dire che se uno viaggia contromano costantemente per ore ed ore non può poi lamentarsi delle decine di multe che gli arrivano nè dire di essere perseguitato dai vigili urbani? Quante dosi di odio devi avere in corpo per ricordare ciò?

Di quanti Tartaglia sei mandante se osi offenderti quando Brunetta ti dice serenamente , senza fomentare il clima d’odio ma per legittima derisione, che “devi andà a morì ammazzato ” o La Russa ricorda che “devi morire di cancro al più presto”?

Loro deridono, offendono ed oltraggiano tutto e tutti e tu, mentre ti riempiono di calci negli stinchi, devi sentirti dire da Mieli che te la sei cercata perchè hai esposto con odio i tuoi stinchi al giusto calcio avversario…

Eccoli i campioni del pensiero liberale, fuori dal nostro paese si vergognerebbero a sostenere ciò ma qui da noi certe sublimi stupidaggini ripetute nel tempo riescono a scorrere fluide e senza ostacoli o contestazioni..

Questi sono gli argomenti dei terzisti riformisti.

Ti dicono come devi fare opposizione e cosa devi invece ingurgitare perché inevitabile, del resto “se è stato votato da tanti italiani“, ciò lo rende in qualche modo esentato dall’art. 3 della costituzione.

Pertanto è inevitabile che qualche forma di impunità vada concessagli…

La maggior parte di loro bazzica i poteri forti e scrive sul Corriere della Sera. Ma ce ne sono anche altri che si muovono nei dintorni dei gruppi che controllano le sette sorelle, li abbiamo già visti all’opera in tutti gli ambienti( Rcs Mediagroup, Mediaset-Mondadori, Gruppo L’Espresso, Gruppo Il Sole 24 Ore, Gruppo Riffeser, Gruppo Caltagirone, Telecom Italia Media)

Con gente come questa,  mossa da cotanti interessi, cosa può fare  il proprietario degli stinchi e possessore degli occhiali speciali di Essi Vivono? Niente se non prendere atto della esistenza di una quinta colonna berlusconica ( il richiamo tempo fa di S.B. al Corriere della Sera come “giornale della sinistra” ha sortito i suoi effetti”  ) e comportarsi di conseguenza.

Se putacaso sopravviva qualche altro umano  provvisto di occhiali  speciali che voglia ancora tentare di farsi capire , suggerisco l’extrema ratio  ovvero ricorrere all’ultima storiella della notte, l’amministratore di condominio delle libertà.

Se non ci riuscite nemmeno con questa lasciate ogni speranza …

C’era una volta un amministratore di condominio il quale durante una assemblea , invece di rispondere alle domande dei condomini sul bilancio ed i lavoro di manutenzione dell’ascensore, ad un certo punto decide di saltare sulla sedia e comincia a cantare una canzone napoletana ed a fare le corna. Fa tutto ciò  irridendo verso i condomini che gli stanno rivolgendo domande ed il sottoscritto che nella favola   – o vero  incubo, non so bene ancora cosa fu  –  è fra questi si sente in difficoltà , anche se magari il sorprendente comportamento dell’amministratore all’ inizio gli fa scappare una risata e gli fa pensare che tutto sommato sia uno scherzo.

Ma  questo stesso  signore in effetti è piuttosto convincente e ti guarda negli occhi e ride mentre ti porge di soppiatto l’offerta di una ditta per i lavori  di manutenzione, una offerta  da votare immediatamente. Una sua offerta, nel senso che lui  stesso, l’ amministratore, per puro caso la dirige come secondo lavoro. A questo punto che fai? Stai lì a specificare questa cosa , parli di conflitto di interesse?

Per non fomentare il clima d’odio fra i condomini provi a replicare dubbioso ma il tipo ti distrae con una recita pubblicitaria,  e poi mentre stenti a riprenderti egli comincia a salire per le scale dello stabile, entra nelle case senza permesso e con una mazza da baseball si diverte a rompere gli armadi e gli specchi e ridendo dice che lui è si un amministratore ma è molto libero nelle forme, perchè così lo vuole ” la ggente”.

Insomma le perplessità aumentano ma le sorprese si moltiplicano e non fai in tempo a contestare nulla che lo stesso , spalleggiato da altri condomini, ti dice che sei tu che non capisci che la prassi condominiale è cambiata , c’é un condominio formale ed uno materiale.

Lui è proiettato nel futuro ed è artefice di un potere dell’amministratore di condominio che ingloba tutti gli altri. Se lo deleghi poi non devi far domande e comunque la prassi è questa  : oggi gli amministratori  delle libertà sono anche gli stessi che fanno i progetti dei lavori, che se li autovistano sostituendosi agli uffici amministrativi del comune, se li eseguono con loro ditte, se li collaudano  e poi se li controllano ex post sul piano della corrispondenza con la legge.

Mentre ti gira la testa egli conclude dicendo: “Niente lacci e lacciuoli, ghe pensi mi

A questo punto mi guardo intorno stupefatto e provo a fermarlo con gli altri condomini che condividono il mio sconcerto, non siamo tanti. Molti altri invece sono abbacinati dal nuovo amministratore ed insistono di lasciarlo lavorare,  “che lo fa per il nostro bene”.

Che fare? Vedo che altri condomini delle libertà invece di preoccuparsi e bloccarlo cominciano piuttosto a dare fuoco al portone perché non gli piace il colore e con un piccone aprono una veranda dentro l’androne del palazzo collegandola con la casa privata di uno di questi.

Hai voglia tu a rincorrerli e spiegarli che stanno distruggendo tutto e che dopo non avranno non solo la veranda o la finestra abusiva, ma neanche più la casa.

Mentre mi sale l’ansia che non stia sognando e che sia purtroppo tutto vero decido di chiamare la polizia prima che sfascino tutto.

Intorno a me vedo  molta gente impazzita ed irriconoscibile : tanti occhi allucinati, gente che strappa ridendo le bollette del gas ed annunciano il no tax day , altri  con la bava  alla bocca creano dal nulla degli scivoli che finiscono direttamente al loro posto auto e non vogliono sentire ragioni mentre buttano giù un tramezzo portante dello stabile.

Altri ancora danno fuoco al verbale di saldo condominiale che Lui ha annullato, solo per loro si intende  , e prendono felici a picconate le scale per creare ex novo una finestra sul muro condominiale per il condomino delle libertà del piano di sotto. Tanto non è più necessario alcun adempimento burocratico…

Poi mi decido a chiamare anche i carabinieri visto che la polizia non è ancora venuta : c’e’ il rischio oggettivo che lo stabile vada in malora. Qualcuno deve intervenire, insomma non può essere tutto vero…

A questo punto della stramba riunione assembleare   la maggior parte dei presenti a verbale cominciano ad inveire contro di noi pochi “comunisti” resistenti con frasi tipo  ” voi ci odiate mentre noi vi amiamo“, “come ti permetti di offenderlo lui che poteva farsi i fatti propri  ( e perché non se li è fatti?) ed invece si è preso la responsabilità di governarci…“.

E’ tardi e  non confido più nelle forze dell’ordine , così  chiamo i vigili del fuoco che vengono subito , salvano il salvabile ma non avendo poteri di P.S. non possono far null’altro che segnalare la cosa…

La mattina dopo mi sveglio e spero di aver sognato tutto…

Credete voi che raccontando la storia dell’amministratore delle libertà ai terzisti ,  questa  fantomatica e strana razza di imbecilli o furbetti finto moderati possano comprendere cosa voglio dire ? Che capiscano cosa ci sia in ballo?

Vedo troppi soloni strombettare le loro richieste di moderazione nei momenti in cui l’alieno è all’angolo per qualche motivo salvo star zitti quando lo stesso cammina 20 volte in un mese sui cadaveri del terremoto.

L’altra sera  nel salotto di Floris anche il segretario della U.I.L., l’Angioletto più buono e servile che la destra abbia mai avuto nel sindacato, si sforzava di consigliare l’opposizione a moderarsi ed ad entrare nel merito delle proposte governative.

Ma come , quando? Dove? Mentre c’e’ un pazzo che mi sfascia casa e condominio io devo parlare con lui serenamente , pacatamente di finanziaria migliorabile?

Che poi almeno fosse possibile farlo : l’opposizione parlamentare se anche respirasse invece di rantolare, è praticamente messa comunque in condizione di non poter far nulla,, per l’ 80 %  del tempo   bloccata dall’inattività di un governo che va avanti a colpi di fiducia, di tempi contingentati e di leggi ad personam da inventare. Qualche commissioni parlamentare  fanno anche finta di farla funzionare ma il lavoro non arriva in aula.

E sapete perchè ? Perchè l’attività del governo  – non  lo negano neanche , tanto si senton forti – è in gran parte assorbita dalle leggi per salvare berlusconi dai processi…

Di recente  – cosa inaudita il Parlamento – hanno chiuso per 9 giorni.

Mi spiegate come dove e quando dovrei collaborare nel merito per “cooperare alle riforme”? In quale sede visto che il parlamento ha un nuovo commissario ad hoc, mavalà Ghedini, oltre che essere una dependance di vallette per l’utilizzatore finale.

La verità è che ho capito e realizzato che non potrò mai convincere un terzista e che è molto più semplice convincere un berluscones che magari  ha un sussulto di dignità e molla tutto, disintossicandosi pian piano.

Il terzista ha un interesse da giocare che il berluscones non ha più :  sfruttare il lavoro di sponda per lucrare  col potere di mediazione sul fronte degli affari – vedi le altre sei sorelle delle informazioni , nota bene specialmente i movimenti di Telecom – e della politica successiva alla caduta del premier , quando Fini , Casini, Rutelli, Montezemolo e D’Alema si incontreranno per chiudere il cerchio, lo faranno in compagnia di ottimi professionisti terzisti…

A proposito qualcuno dica a quello scemo del condomino delle libertà del mio vicino  – quello che ha deciso spontaneamente di picconare il muro del mio salotto per prendere la luce e l’aria  ” a cui lui ha un diritto naturale” ed a cui  non devo oppormi altrimenti  “vince il popolo dell’odio su quello dell’amore” – che gli permetto di fare quel che cazzo gli pare purchè la pianti di dire in assemblea che lo odio e mi faccia entrare anche a me tra i condomini della libertà e dell’amore …

così tanto per provare una sensazione nuova …

Crazyhorse70


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Il rovescio della medaglia

carcereRicordate le polemiche sollevate dall’indulto concesso dal Parlamento italiano nel 2006? Ebbene, alla luce dei recenti episodi di cronaca, credo che non ci siano dubbi sul suo fallimento. Le tragiche vicende di questi giorni hanno riportato alla ribalta dell’attualità politica nazionale il tema, sempre rovente, della giustizia e della sicurezza carceraria in Italia, ossia la questione della giustizia borghese, dei diritti e della giustizia in una società ancora classista come la nostra, forse più che nel passato. A tale proposito credo valga la pena di spendere qualche parola, riflettendo a partire da alcuni dati di fatto.

Anzitutto, il provvedimento d’indulto approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano il 29 luglio 2006, venne spacciato come un legittimo e doveroso atto di clemenza e giustizia compiuto dallo stato italiano per sanare la gravissima emergenza in cui tuttora versano le strutture penitenziarie del nostro paese. Non è un caso che gli unici voti nettamente contrari siano venuti da Antonio Di Pietro e dai suoi fedelissimi iper-giustizialisti, dai codini della Lega e dai post-fascisti, ossia dai settori più apertamente reazionari e forcaioli ad oltranza presenti nel panorama politico italiano.

Il provvedimento emesso all’epoca era appunto una misura tampone, destinata a sospendere il problema in maniera temporanea, quasi a rimuovere i pesanti sensi di colpa che turbavano la coscienza sporca della classe politica dirigente, sensi di colpa derivanti dalle inaccettabili e vergognose condizioni di vita in cui è costretta la popolazione carceraria. Insomma, prima che esplodesse qualche rivolta sanguinosa si è ritenuto opportuno prevenire i danni, anziché affrontarli in seguito, quando è più difficile rimediarvi. Di primo acchito si potrebbe convenire con lo spirito di saggezza e di indulgenza che pare avesse ispirato e dettato la suddetta disposizione legislativa.

Si trattava di una misura puramente emergenziale, che tuttavia non ha risolto nulla, dato che gran parte dei detenuti rimessi in libertà nei mesi successivi all’indulto, sono progressivamente rientrati in galera, avendo ripreso a delinquere, come d’altronde era prevedibile che facessero. Arrestati e condannati una prima volta, se non più volte, molti detenuti sono stati scarcerati grazie all’indulto, per essere nuovamente arrestati, condannati e reclusi, in attesa di un nuovo sconto di pena. E’ chiaro allora che il vero scopo del condono da parte dello Stato era un altro, molto più subdolo ed ingannevole.

Alla base di un simile gesto di “clemenza” risiedeva la volontà politica di occultare la natura reale, autoritaria e repressiva dello Stato quale detentore del monopolio della forza pubblica. In quanto tale, esso impone con la violenza e con la minaccia di ritorsione, le sue leggi, le sue strutture e le sue istituzioni, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni, facendole accettare come “diritto”, cioè come “giustizia”, “ordine costituito”, ecc. Ma il delitto non può essere trasfigurato come “regola”, l’ingiustizia non può essere spacciata come “legge”, la violenza dell’oppressione, dello sfruttamento, della miseria, dell’emarginazione, non può essere camuffata sotto la veste ipocrita del “diritto” e di un “ordine costituito”, che pertanto non possono essere messi in discussione né essere sottoposti a critica, e tanto meno essere modificati.

La logica e l’ideologia imperanti nella nostra società pretendono che si consideri la violenza, l’ingiustizia, lo sfruttamento materiale, la guerra, quali forme e fenomeni di un “ordine naturale” del mondo, che è dunque inevitabile e permanente, ossia uno stato di cose assolutamente immutabile. Eppure la società borghese in cui viviamo è totalmente sorretta ed incentrata sulla violenza e sul delitto, tutti i suoi rapporti economici e sociali sono imperniati sull’ingiustizia, sull’ipocrisia, sulla mistificazione.

Pertanto, il senso recondito di un provvedimento di indulto come quello adottato dal Parlamento nel 2006, è senza dubbio un obiettivo ideologico e strumentale. Si è trattato di un’operazione di propaganda e di mistificazione politica, tesa ad esibire il volto “buonista” e “garantista” dietro cui si ripara il vero volto del potere, l’anima brutale della violenza poliziesca e della repressione carceraria, dell’ingiustizia e della ritorsione di classe, la natura lugubre ed oscena, cinica e perversa degli aguzzini in divisa, una realtà turpe e criminale che è venuta fuori in questi giorni, per cui non si può ostentare con eccessiva disinvoltura, ma al contrario deve essere opportunamente nascosta.

La falsa clemenza, la falsa giustizia, e più un generale la falsa democrazia, servono solo a dissimulare il carattere più atroce, cruento e sanguinoso che appartiene ad una società in cui la violenza, il delitto e lo sfruttamento sono all’ordine del giorno, anzi stanno all’origine stessa della società, e si estrinsecano abitualmente in tutti i rapporti concreti della vita quotidiana degli individui, in carcere, in fabbrica, a scuola, in famiglia, dappertutto, persino nei più consueti rapporti d’amore e d’amicizia. In tal senso, l’indulto ha esibito il lato ipocrita e perbenista del sistema attualmente vigente. Non mi riferisco solo al sistema carcerario, ma all’intero sistema sociale, dominato da interessi di profitto, arricchimento e potere, che coinvolgono un’esigua minoranza di soggetti, la cui ferrea volontà condiziona pesantemente lo Stato, la legge e l’ordine, che sono una diretta emanazione storica della classe sociale al potere.anarchiacomunismo

Recentemente, su un canale televisivo satellitare, hanno riproposto uno stupendo film di Giuliano Montaldo, “Sacco e Vanzetti” del 1971, interpretato da due attori straordinari, Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, calati nei panni dei due anarchici. E’ un capolavoro cinematografico di gran pregio, impreziosito da una superba colonna sonora composta da Ennio Morricone, la cui interpretazione canora è stata affidata all’incantevole voce di Joan Baez, la più importante cantautrice pop statunitense.

Al termine della visione del film, dopo essermi commosso ancora una volta, ho pensato alla dolorosa ingiustizia sofferta dai due anarchici italiani (riabilitati tardivamente, ossia post-mortem, dalle autorità nordamericane, vale a dire dagli stessi carnefici), una violenza perpetrata dal sistema politico giudiziario statunitense, da quella che viene abitualmente osannata come la più grande ed antica “democrazia” del mondo.

Che si tratti della sedia elettrica o di un’impiccagione, della ghigliottina o della fucilazione, di una decapitazione a colpi d’ascia o un’iniezione letale, ogni modalità tecnica di esecuzione della pena capitale è indubbiamente legata alle condizioni temporali e spaziali in cui vive un determinato ordinamento statale. E’ altrettanto indubbio che persino la civiltà giuridicamente più avanzata, che escluda dal suo codice penale la condanna a morte, sostituendola con un più “umano” ergastolo, e che ogni tanto conceda un’amnistia, un condono, uno sconto di pena, una grazia, mostrando in tal guisa un volto di “clemenza”, in realtà si propone solo di camuffare ipocritamente la sua natura feroce e reazionaria, mistificando l’autoritarismo e l’iniquità di fondo su cui si regge un sistema di tipo classista che ha bisogno di “normalizzare” e “legalizzare” le contraddizioni e le sperequazioni sociali e materiali esistenti.

Restando in tema, mi sovviene un altro film diretto da Luigi Magni, intitolato “Nell’anno del Signore”, uscito nel 1969. In questo film il personaggio principale è Cornacchia/Pasquino, interpretato da Nino Manfredi, uno dei migliori interpreti della commedia all’italiana. Pasquino incarnava la voce del popolo nella Roma papalina, un autore clandestino di versi satirici e irriverenti, scritti sulla statua dell’imperatore Marco Aurelio e rivolti contro il potere temporale della chiesa. Pasquino, a un certo punto del film, afferma in dialetto romanesco: “A noi rivoluzionari ce frega er core!”. Una frase ad effetto che si inquadrava nel contesto storico del biennio 1968/69, con le inevitabili implicazioni che il concetto esprimeva in un momento critico della storia italiana.

Personalmente non concordo con la tesi racchiusa nella frase di Pasquino, che probabilmente parlava a nome del regista Luigi Magni. Non sono d’accordo soprattutto per innegabili ragioni storiche. Infatti, tutti coloro che hanno messo in pratica un tale orientamento politico, attenendosi alla lettera al modello e allo spirito rivoluzionario incarnato da Pasquino e riassunto nella sua frase, hanno miseramente fallito. Si pensi, ad esempio, alle Brigate Rosse in Italia, alla RAF nella Germania Ovest, a tutte le formazioni combattenti emuli delle Br, che hanno adottato una strategia di lotta armata ferrea ed inflessibile, senza “cuore” e senza “pietà”: hanno tutti perso tragicamente.

Persino le rivoluzioni sociali e politiche inizialmente vincenti, quali la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, hanno condotto ad esiti rovinosi. Come mai? A mio avviso, il problema di fondo sta nel fatto che quando si rimuove “er core”, cioè l’umanità, dalla lotta e dal movimento di una rivoluzione, il rischio che si corre è esattamente quello isolarsi dal carattere e dallo spirito delle masse popolari, per diventare aridi e cinici, più crudeli e spregiudicati del potere che si intende rovesciare. Non si può sconfiggere il nemico emulandolo, altrimenti si rischia di assomigliargli troppo e si finisce per creare un sistema di potere e di oppressione più cruento ed efferato rispetto a quello abbattuto. Io credo che non si debba cercare di sovvertire e conquistare il potere, ma bisogna semplicemente negarlo e ripudiarlo tout-court, senza emularlo o eguagliarlo, evitando di farsi plagiare o sedurre, quindi corrompere, dal suo fascino malefico.

Lucio Garofalo


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Torbide manovre , cinghialoni feriti e cittadini stufi che vogliono mandarlo via…

Berlusconi é un cinghiale ferito vestito da clown in mano a ben altri e consapevoli  protagonisti: la sua irruenza banditesca é più rivolta ai propri interessi che a raffinati disegni  reazionari.  Ogni tanto sfugge di mano e crea più scompigli di quanto non serva a coloro che ne hanno permesso  e poi sfruttato le gesta e che ora stanno pensando a come liberarsene.

Dopo averne aizzato la furia ed averne goduto gli effetti ormai permanenti.

Solo i modi ed i termini con cui cadrà determineranno se dopo napoleone verrà il peggio o se ci riprenderemo la nostra democrazia.

Avevo previsto che le numerose passeggiate sui poveri morti abruzzesi segnassero per l’utilizzatore finale l’inizio della fine, berlusconi-clownimmaginando anche che dallo sbracamento per eccessivo potere incontrastato alla sua effettiva caduta potesse passare ancora molto tempo e la lenta discesa  all’inferno portarsi appresso molte macerie.

Ed è quanto sta accadendo : il napoleone malato così bene descritto da Veronica Lario  sta facendo molti danni alla casa comune ( l’architettura costituzionale), secondo me più  di quanto  in realtà sia in grado di volerne consapevolmente creare.

C’è qualcosa di clownesco ed irrazionale nel suo comportamento politico, come fosse una specie di cinghialone ferito e scatenato che si agita con furia imprevedibile ; inoltre ritengo che sarà ancora più pericoloso e torbido il suo lasciare la mano, perché altri meno ricattabili, più politicamente avvertiti, cinici e consapevoli ( la vera Mafia a differenza sua preferisce ancora il detto ” megghiu cummannari ‘ca futtiri ” ) potrebbero presto sostituirlo,  approfittando delle istituzioni pericolanti già  prese a spallate dalla bestia scatenata per dare il colpo di grazia alla democrazia.

Questo discorso come è evidente esula da ogni intimo convincimento ideologico , nel senso che dovrebbe trovare attente orecchie da parte  di chiunque creda nella democrazia tout court quindi trasversalmente alle diverse opinioni politiche. Del  resto lui l’ ideologia la usa solo come arma di distrazione di massa,  dalla sua parte è pieno di socialisti  pentiti a gettone, di qua ci sono molti conservatori onorevoli e degni di rispetto  che non lo sopportano.

Il rischio che  si instauri una cricca di potere meno  naïf e più pericolosa è ormai da metter in conto.

Ancor di più se la fase attuale di lento passaggio di mano sarà gestita solo come una operazione torbida di palazzo prodotta da poteri che agiscono nell’ombra. I vantaggi dello scassamento delle architetture istituzionali e delle impalcature delle tutele e dei diritti sono per costoro già acquisiti ed ormai superati  da altro genere di danno oggettivo che la permanenza al potere dell’impresentabile puttaniere sta seminando dappertutto.

Osservate bene e nel dettaglio il comportamento del Corriere della Sera negli ultimi mesi, le cambiali in bianco al governo nella fase iniziale e l’irrigidimento successivo del moderatissimo giornale della inesistente borghesia italiana  – e degli esistentissimi appetiti piduisti  – e leggetevi questo articolo di de bortoli in risposta all’ “avvertimento” del cinghiale ferito orologio-di-bologna

Come il suo avo politico di 60 anni fa  silvio ha già svolto il proprio  compito antidemocratico e ben può mandarsi a casa col benservito, anzi dovrebbe essere più facile di allora liberarsene.

Per loro, ma non per noi : come andrà via berlusconi diventa quindi dirimente per la democrazia.

C’é un solo antidoto a queste trame oscure e melmose – in attesa che l’opposizione partitica dia segni di vita –  ed é un forte movimento civico di contestazione,  cittadini che dal basso incrinino la ferrea presa che ancora il cavaliere mantiene sull’opinione pubblica moderata, un movimento spontaneo ed autorganizzato con parole d’ordine semplici e dirette: berlusconi vattene !!!

Qualcosa che assomigli  , dalle prime notizie che raccolgo, a quanto sta avvenendo nel web per iniziativa di alcuni su Facebook .

Facciamo sentire   –   in assenza di partiti ed opposizioni dormienti e compromissorie –   la   voce spontanea , autorganizzata ed autonoma della gente normale  che prova  a gridare forte che  gli italiani , quelli veri – non i mafiosi o i lobotomizzati – non accettano  più di esser governati da Silvio Berlusconi.

Gli strateghi della tensione di un tempo sono sempre pronti a continuare il loro sporco lavoro…

Facciamo sentire la nostra voce prima che altri, approfittando delle macerie, ce la chiudano del tutto!!!

Tutti a Roma il 5 dicembre.

Riporto qua sotto il comunicato a cui aderisco personalmente.

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Salviamo l’Italia, ultima chiamata – Fate girare il più possibile ( su FB a questo link )

A noi non interessa una cippa di cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi è una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano. Ma vi sembra normale che stiamo qui a discutere di una cosa che sarebbe ovvia in qualsiasi altro posto del mondo?

BERLUSCONI DIMETTITI
INDICIAMO TUTTI ASSIEME UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER SALVARE L’ITALIA E LA DEMOCRAZIA

Per rimanere aggiornati iscrivetevi alla pagina organizzativa

QUEST’APPELLO E’ PROMOSSO DALLA PAGINA: Una Manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi “

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Crazyhorse70