LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Con le anime morte berlusconizzate non si costruisce una opposizione!

La Costituzione? Certo. Il malaffare e la corruzione sono il volto politico ed amministrativo delle destre: è vero.

Le leggi ad personas del berlusca sono insopportabili: si sfonda una porta aperta. Pregiudicati , condannati già in primo grado e perfino gli indagati dovrebbero restare fuori dalle competizioni elettorali ? Hanno ragione Grillo e Di Pietro, la legalità è un presupposto per ogni aspirante governo di cambiamento.

Ma secondo voi è sufficiente? Ripulire le liste di cialtroni e malviventi, affermata la legalità e la sacra vigenza della costituzione sono per voi un programma di governo alternativo?

Neanche per idea, non facciamoci fregare, non solo non servono i Dini ed i Mastella perchè impresentabili, ma neanche e specialmente i Padoa Schioppa perchè si governa con l’economia, si governa con una idea alternativa di società. E l’idea è semplice e netta: non siano sempre i soliti noti a pagare le crisi, si tolgano le tasse sui salari, si mettano sulle speculazioni finanzarie, si abbatta l’evasione fiscale.

Ed allora come facciamo a metterci insieme con chi , come Chiamparino ,  considera Marchionne un profeta del futuro ? Ma neanche con i  Veltroni che seguono la Lega con la storiaccia della patente a punti per l’immigrato regolare ; e neanche con chi, come Grillo, auspica il capitalista buono che segue le regole del mercato( se l’anarchia è una utopia il mercato non è da meno ), il padrone dal volto umano di Montezemolo.

Il berlusconismo è solo le sguaiatezze del nano malato o è anche questo veleno inoculato pian piano che si chiama restaurazione e regresso, nei valori, nei diritti , nella civiltà ?

In questi anni sembrano cresciuti –  azzannati o nutriti dal berlusconismo  – un esercito di replicanti, anime morte e zombies che non fanno che declinare il verbo berlusconico in forma apparentemente più accettabile e di buon senso. Ma letale, mortifera. Come anzi peggio del verbo direttamente emanato dal banana: Berlusconi si porta ormai appresso un nonsocchè di intrinsecamente ridicolo ed ormai incredibile ed inveritiero per la maggioranza degli spettatori.

Perchè è più che altro al cittadino spettatore che ormai il guitto si rivolge, mentre gli zombies suddetti pretendono di parlare seriamente al cittadino in carne ed ossa o addirittura al lavoratore.

Insomma sono pericolosi più i replicanti dell’originale, allo stato.

Per questo chiedo a coloro che ancora hanno dei dubbi di andare a farsi fottere e chiarirseli prima che sia troppo tardi. Basta collegare gli occhi al cervello e vedere la verità.  La verità è che Berlusca oggi fa comodo a molti, troppi, perchè copre con le proprie nefandezze le vergogne di tanti, che infatti vorrebbero fargli fare ancora un po’ di lavoro sporco sulla testa della gente, in modo poi da raccogliere i risultati, i cocci della arrendevolezza, dei compromessi sui diritti.

Fra un pò quello che un tempo sembrava una bestemmia, abolire il contratto collettivo nazionale, diventerà , anzi è già divenuta, una opzione che trova sponda anche in certi settori operai meno avvertiti e più ricattati ( “o questo o la camorra”  strillano a Pomigliano i galoppini di Bonanni…) che parlano di contratti territoriali come punto di arrivo.

Vogliono spacciare il tornare indietro agli anni ’50 come il punto di arrivo della modernità.

E che dire di quei signori che nell’ombra hanno agevolato la carica degli ultracorpi berlusconici ed ora che questi annaspa seppellito dal proprio narcisismo, dai propri conflitti di interesse  e dalla propria incompetenza, usano Fini ed una specie di nuova DC per farlo sfuori, raccogliendo ed utilizzando i cocci del paese? Qualcuno qui dentro li chiama terzisti, ma non sono mai stati terzi, sono semplicemente i poteri che governano la finanza europea ed italiana.

Il berlusconismo va molto oltre la figura di Berlusconi e pervade tutti ( talvolta si intravede perfino in certi modi formali e “carismatici” di Vendola ) ed è da tutti utilizzato per finire di scassare la casa comune dei diritti ( ad esempio lo statuto dei lavoratori) dando la colpa a lui,  per poi prendere atto che ormai tutto è cambiato e che quindi occorre dar ragione ai vari Marchionne, Bonanni ed Angeletti…o al prof. Deaglio della lettera qui sotto, uno per  cui “il tempo libero di un operaio non vale niente, perchè non è correlato al denaro

Per questo spero che la manifestazione del 16 ottobre costruisca un grosso ostacolo a questo disegno, una vera opposizione di classe che rilanci le lotte in materia economica, senza le quali non c’è cambiamento, altro che Di Pietro, Grillo ed il popolo viola…

Se c’é qualcuno che ancora non si annoi o sbadigli di fronte ad una lettera come questa che segue, me lo faccia sapere, ce lo faccia sapere, sentiamoci, non perdiamoci di vista fra di noi che ancora ci incazziamo per le ingiustizie, che ci giochiamo la nostra credibilità e dignità ogni giorno combattendo con gli alieni nei posto di lavoro, che ancora ci alziamo alle 4 di notte per attaccare un manifesto o che passiamo le ore sul web per organizzare il cambiamento dello stato di cose presenti…

si vabbè ho voluto concludere in modo altisonante ma solo per darmi coraggio

Rosellina970

Da Nuova Resistenza, numero 8 di ottobre 2010

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odo-rava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze. Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla glo-balizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto di-rettori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chie-dere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su ” La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Dea-glio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al mini-mo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte, teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010. Pen-sare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesi-ma volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.

Luca Mazzucco


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Democrazia è innanzitutto diritto al lavoro, diritto alla vita !

L’orribile “accordo” di Pomigliano targato Marchionne con appoggio del governo è un gravissimo attentato alla democrazia.
Si tenta di cancellare anni di battaglie dei lavoratori.
Si tenta di rendere ancora più inerme chi chiede soltanto di lavorare per poter vivere.

E’ un ricatto e dei peggiori.

E’ un fatto di una gravità inaudita, si torna alla fine 800………..
( sciopero= licenziamento, pausa pranzo non prima di 8 ore di lavoro, controllo dei tempi e rendimento di produzione con sistemi informatici ecc.)

Solo la FIOM non lo ha firmato ed ha proclamato 8 ore di sciopero per il giorno 25 giugno.

Non rendersi conto della gravità della cosa , significa non capire il disegno in atto.

Impoverire i già poveri e coloro che sono a rischio povertà……
Indebolire i più deboli…..

Calpestare i calpestati….

In questo clima sarà facile far passare qualsiasi altro attentato alla democrazia , qualsiasi altro attentato alla Costituzione.

La legge Bavaglio è solo l’ultima in ordine cronologico.

Non dobbiamo stupirci se chi ha seri problemi di sopravvivenza ( in continuo aumento …) non sarà sufficientemente “sensibile” a questi temi ed avrà difficoltà a scendere in piazza per queste battaglie.

Siamo noi , consapevoli di tutto ciò che sta avvenendo in Italia, a dover scendere in piazza per loro e con loro , per il diritto al lavoro , per il diritto alla vita e affinchè non siano calpestati i diritti costituzionali, questi per primi !

E’ necessario lasciare da parte ogni divisione, ogni remora ed unirsi in un solo grande coro.

Questo è un appello agli “uomini ( e alle donne ) di buona volontà” .
ORA, SUBITO …. non c’è più tempo di attendere ………blocchiamo l’Italia intera scendendo in piazza il 25 giugno a fianco degli operai di Pomigliano e sosteniamo il coraggio dimostrato dalla FIOM .

http://www.facebook.com/pages/25-giugno-si-blocchi-lItalia-a-fianco-dei-lavoratori-di-Pomigliano/134930766520100?ref=mf

Franca


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Preoccupazioni…

Non so se essere più preoccupata per la sciatica di Buffon o per il coming out costituzionale di Formigoni…………

Franca

Formigoni, manovra a rischio incostituzionalita’

Formigoni, manovra a rischio incostituzionalita'

ROMA – Alle Regioni “vengono tolti i soldi ma non le funzioni: questo contraddice quanto disposto dalla Corte Costituzionale. C’é dunque un rischio di incostituzionalità della manovra, dal momento che la Corte Costituzionale afferma che deve esservi un collegamento diretto tra le funzioni conferite e le risorse necessarie per il loro esercizio”. Così si è espresso il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, parlando nel corso della conferenza stampa indetta dalle Regioni.

“La manovra è stata costruita dal Governo senza condivisione né sulle misure né sull’entità del taglio, riproponendo una situazione di assenza di coinvolgimento diretto”: è quanto si legge in un documento approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. I governatori sottolineano anche come “sostanzialmente si riducono i margini della riforma del federalismo fiscale” e questo, scrivono, “é un problema gravissimo

continua qui ( fonte Ansa )


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16 MAGGIO 2010: Marcia per la Pace PERUGIA-ASSISI e Mantra per il LAVORO!

Il 16 maggio la Marcia per la Pace Perugia-Assisi sarà dedicata anche ai temi della serenità familiare e della pace sociale, connessi alla difesa del DIRITTO AL LAVORO e dei DIRITTI DEI LAVORATORI.
Senza che siano tutelati questi fondamentali principi, la vita di tutti i giorni viene ad essere stravolta sia in famiglia che in società!

Raccogliendo l’invito degli ideatori (*) della Mantratona costituzionale http://www.facebook.com/album.php?aid=7308&id=100000867604564&saved#!/group.php?gid=114088041941620&v=info&ref=ts
Mai Più Disoccupati chiama a partecipare alla Marcia per la Pace, durante la quale leggeremo gli articoli 1, 4 e 11 della Costituzione della Repubblica, per reclamarne insieme l’effettiva attuazione:

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 11 – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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(*) Stefano Bonaga, Mario Bovina, Ambrogio Vitali e Riccardo Lenzi


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In barba alla Magistratura ed alla Costituzione

Il legittimo impedimento è diventato legge. La decisione era nell’aria e a rendere concreta la sua approvazione servivano due voti provenienti dalla maggioranza del Senato. Il ddl venne inizialmente approvato il 10 Febbraio scorso, oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la sua firma ha promulgato il disegno di legge che comporterà l’impedimento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dei singoli ministri a comparire in un processo. Le proteste non si sono fatte attendere visto che il provvedimento non rientra nell’interesse dei programmi del governo, ma ha caratteristiche principalmente personali e anticostituzionali. Il primo a farsi sentire in proposito è stato il leader dell’IDV, Antonio Di Pietro, il quale è andato giù pesante sulla scelta di Napolitano, sottolineando che la sua decisione porta a estraneare dal rispetto della legge solo determinati personaggi che vengono messi al di sopra dei cittadini comuni. L’idea di Di Pietro è quella di rispondere con un referendum popolare, così come fatto in precedenza per il Lodo Alfano, sperando che l’ennesima legge ad personam venga rifiutata dalla maggior parte delle persone. Se scaviamo poi nel testo della legge, la prima cosa che notiamo è che Berlusconi e la fila di ministri imputati, per ben 18 mesi vedranno rinviati i propri processi per dedicarsi agli impegni istituzionali. E’ assolutamente normale del resto pensare che i giudici molte volte possano sottovalutare gli innumerevoli impegni che personalità politiche sono chiamate a svolgere, così come è giusto che degli eventi importanti vengano messi prima di un processo per frode fiscale o per corruzione. La questione che fa rabbrividire in tutta questa faccenda è quella che possiamo facilmente scovare leggendo l’art.1 della legge, nella quale sono elencate le norme che racchiudono tutti i compiti del Presidente del Consiglio e dei Ministri. Il paradosso è che a decidere quali siano questi “impegni” sono gli stessi personaggi che vanno ad avvalersi del decreto legge, senza necessariamente spiegare in cosa consistano queste attività. Il parallelo con il Lodo Alfano (sospendere tutti i processi per le alte cariche dello Stato) che venne dichiarato incostituzionale, è scontato. E’ difficile riuscire anche solo a differenziare questi due emendamenti, se era incostituzionale il primo risulta decisamente ambiguo rendere costituzionale il secondo. Cambia la forma ma la sostanza è sempre la stessa. Napolitano non si è accorto che la sua firma salva temporaneamente Silvio Berlusconi dal processo Mills dall’accusa di corruttore, ne tantomeno ha dato importanza all’art.2 che dice “la legge ha validità fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri”, ovvero fino alla costituzionalità del Lodo Alfano. Nonostante il provvedimento sia provvisorio rimane l’incostituzionalità che sembra però essere passata inosservata. Il testo della legge continua poi con un’altra perla: “necessità di tenere al riparo cariche elettive e, in particolare, cariche esecutive dall’esercizio strumentale dell’azione giudiziaria da parte della magistratura”. In pratica è la magistratura che commette i reati e impedisce il sereno svolgersi dell’attività governativa, non il contrario. La speranza di quei pochi che ancora credevano nella politica e nella figura di Giorgio Napolitano è meglio che si stringano tutti insieme per un minuto di silenzio in memoria della Costituzione. La cosa che spaventa è che il motto “la legge è uguale per tutti” è diventata una barzelletta, così come è diventato decisamente inutile il ruolo di un presidente della Repubblica. A nessuno, ne a Napolitano ne ai suoi collaboratori, è venuto in mente che in certi casi bisogna opporsi concretamente agli abusi di potere di certe persone; così come bisogna sottolineare l’importanza del ruolo che si ricopre, per poi informare i cittadini ignari di tutto riguardo leggi che non vengono fatte nel loro interesse. Questa firma è stata soltanto il preludio a quello che in futuro ci riserverà la riforma della Giustizia, la quale è sicuramente il primo tassello che interessa a Berlusconi in tema di riforme. Tanto vale eliminare anche il giuramento che il Presidente della Repubblica fa, una volta eletto, davanti alla Costituzione visti i risvolti recenti. Ci vuole coraggio a dare la propria approvazione a leggi del genere

Nicola Sorrentino


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Contro Berlusconi ed il suo “legittimo impedimento” tutti a Roma con il popolo viola il 27 febbraio

Non perdiamo le belle abitudini

la manifestazione del 5 dicembre scorso ha modificato molte cose in sede politica ed è stata un miracolo di impegno e di determinazione di pochi seguito con entusiamo da moltissimi.

Occorre continuare e battere il ferro finchè è caldo.

In questi giorni in cui il potere è preso dalla sua ordinaria connection di corruzione intorno alla figura di Bertolaso e gli  scricchiolii della compagine governativa si sentono anche da lontano,  occorre rilanciare la battaglia sulla difesa della costituzione contro le leggi ad personam.

Le formichine leguleie servono incessantemente il loro sultano e proprio in queste ore in cui i media parlano – male – di altro sono all’opera per scovare ed organizzare l’impunità del banana e dei suoi accoliti.

Il prossimo appuntamento prevede impegno e partecipazione come non mai , occorre confermarsi ed approfondire le crepe del sistema anticostituzionale posto in essere dal berlusca.

Diamoci da fare…

Il minimo che possiamo fare, per iniziare,  è  firmare l’appello che segue per la manifestazione del 27 febbraio prossimo.

La Manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento ed
a sostegno degli organi di garanzia costituzionale

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.
Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.

Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.

Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.
Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.
Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:
Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Questo appello è promosso da:
Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Monte Citorio, Bo.Bi.,
Blog San Precario, LiberaCittadinanza, pagina Facebook del Popolo Viola

FIRMA QUI ANCHE TU

Le iniziative successive con il popolo viola protagonista sono tante e prevedono tre settimane di STRAORDINARIA mobilitazione, da nord a sud, per un paese diverso!

–  1° Marzo: sciopero degli stranieri (ogni luogo);

–  6 marzo, no razzismo day (Milano);

–  13 marzo NO MAFIA DAY a reggio calabria (http://nomafiaday.wordpress.com/)

Rosellina970


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Brunetta attacca l’art. 1 della costituzione

RIFORME: BRUNETTA, MODIFICARE COSTITUZIONE A PARTIRE DALL’ARTICOLO 1

Le riforme non dovranno riguardare solo la seconda parte della Costituzione, “ma anche la prima, a partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla’‘.

Lo dice, in un’intervista a ‘Libero’ il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, secondo il quale la parte valoriale della Costituzione ”ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito’

Eccoci alla prima stronzata dell’anno. E chi la poteva dire se non l’autore di mille insulti e zero riforme?

Questo essere ignorante e presuntuoso che nonostante la criminalizzazione degli impiegati non abbia sortito alcun effetto sul fronte malati immaginari, continua a fare dichiarazione da scemo, annunci buoni per la sua platea di decerebrati a cui piace la politica delle tante chiacchiere e fatti zero di questo governo.

La costituzione nei suoi primi 15 articoli fondamentali non si tocca: ci sono i valori ed i principi fondamentali dello stato democratico che la destra di plastica, d’affari e razzista vuole evidentemente cambiare magari sostituendola con lo statuto di una spa.

E poi che vuole Brunetta? Brunetta quello che chiama panzoni i poliziotti che catturano i mafiosi salvo poi vantarsi della cattura in televisione?

Quello che insulta e maledice la sinistra e poi parla di clima d’odio verso il suo nano capo? Quel nano becero ed illusionista  che va in giro per supermercati a far vedere i due punti in faccia come fossero un trofeo?

Brunetta chiarisse piuttosto i rapporti tra lui e la sua compagna con lo strano mercato di Fondi, il suo mancato commissariamento per mafia ed il caso Marrazzo-Brenda. Vedi post 1 e post 2 sulla vicenda

C’é da vergognarsi non solo per noi che li vogliamo mandare a casa ma anche per quegli italiani che non sanno più cosa sia la vergogna e la dignità personale e continuano a sostenerli…

Rosellina970