LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Con le anime morte berlusconizzate non si costruisce una opposizione!

La Costituzione? Certo. Il malaffare e la corruzione sono il volto politico ed amministrativo delle destre: è vero.

Le leggi ad personas del berlusca sono insopportabili: si sfonda una porta aperta. Pregiudicati , condannati già in primo grado e perfino gli indagati dovrebbero restare fuori dalle competizioni elettorali ? Hanno ragione Grillo e Di Pietro, la legalità è un presupposto per ogni aspirante governo di cambiamento.

Ma secondo voi è sufficiente? Ripulire le liste di cialtroni e malviventi, affermata la legalità e la sacra vigenza della costituzione sono per voi un programma di governo alternativo?

Neanche per idea, non facciamoci fregare, non solo non servono i Dini ed i Mastella perchè impresentabili, ma neanche e specialmente i Padoa Schioppa perchè si governa con l’economia, si governa con una idea alternativa di società. E l’idea è semplice e netta: non siano sempre i soliti noti a pagare le crisi, si tolgano le tasse sui salari, si mettano sulle speculazioni finanzarie, si abbatta l’evasione fiscale.

Ed allora come facciamo a metterci insieme con chi , come Chiamparino ,  considera Marchionne un profeta del futuro ? Ma neanche con i  Veltroni che seguono la Lega con la storiaccia della patente a punti per l’immigrato regolare ; e neanche con chi, come Grillo, auspica il capitalista buono che segue le regole del mercato( se l’anarchia è una utopia il mercato non è da meno ), il padrone dal volto umano di Montezemolo.

Il berlusconismo è solo le sguaiatezze del nano malato o è anche questo veleno inoculato pian piano che si chiama restaurazione e regresso, nei valori, nei diritti , nella civiltà ?

In questi anni sembrano cresciuti –  azzannati o nutriti dal berlusconismo  – un esercito di replicanti, anime morte e zombies che non fanno che declinare il verbo berlusconico in forma apparentemente più accettabile e di buon senso. Ma letale, mortifera. Come anzi peggio del verbo direttamente emanato dal banana: Berlusconi si porta ormai appresso un nonsocchè di intrinsecamente ridicolo ed ormai incredibile ed inveritiero per la maggioranza degli spettatori.

Perchè è più che altro al cittadino spettatore che ormai il guitto si rivolge, mentre gli zombies suddetti pretendono di parlare seriamente al cittadino in carne ed ossa o addirittura al lavoratore.

Insomma sono pericolosi più i replicanti dell’originale, allo stato.

Per questo chiedo a coloro che ancora hanno dei dubbi di andare a farsi fottere e chiarirseli prima che sia troppo tardi. Basta collegare gli occhi al cervello e vedere la verità.  La verità è che Berlusca oggi fa comodo a molti, troppi, perchè copre con le proprie nefandezze le vergogne di tanti, che infatti vorrebbero fargli fare ancora un po’ di lavoro sporco sulla testa della gente, in modo poi da raccogliere i risultati, i cocci della arrendevolezza, dei compromessi sui diritti.

Fra un pò quello che un tempo sembrava una bestemmia, abolire il contratto collettivo nazionale, diventerà , anzi è già divenuta, una opzione che trova sponda anche in certi settori operai meno avvertiti e più ricattati ( “o questo o la camorra”  strillano a Pomigliano i galoppini di Bonanni…) che parlano di contratti territoriali come punto di arrivo.

Vogliono spacciare il tornare indietro agli anni ’50 come il punto di arrivo della modernità.

E che dire di quei signori che nell’ombra hanno agevolato la carica degli ultracorpi berlusconici ed ora che questi annaspa seppellito dal proprio narcisismo, dai propri conflitti di interesse  e dalla propria incompetenza, usano Fini ed una specie di nuova DC per farlo sfuori, raccogliendo ed utilizzando i cocci del paese? Qualcuno qui dentro li chiama terzisti, ma non sono mai stati terzi, sono semplicemente i poteri che governano la finanza europea ed italiana.

Il berlusconismo va molto oltre la figura di Berlusconi e pervade tutti ( talvolta si intravede perfino in certi modi formali e “carismatici” di Vendola ) ed è da tutti utilizzato per finire di scassare la casa comune dei diritti ( ad esempio lo statuto dei lavoratori) dando la colpa a lui,  per poi prendere atto che ormai tutto è cambiato e che quindi occorre dar ragione ai vari Marchionne, Bonanni ed Angeletti…o al prof. Deaglio della lettera qui sotto, uno per  cui “il tempo libero di un operaio non vale niente, perchè non è correlato al denaro

Per questo spero che la manifestazione del 16 ottobre costruisca un grosso ostacolo a questo disegno, una vera opposizione di classe che rilanci le lotte in materia economica, senza le quali non c’è cambiamento, altro che Di Pietro, Grillo ed il popolo viola…

Se c’é qualcuno che ancora non si annoi o sbadigli di fronte ad una lettera come questa che segue, me lo faccia sapere, ce lo faccia sapere, sentiamoci, non perdiamoci di vista fra di noi che ancora ci incazziamo per le ingiustizie, che ci giochiamo la nostra credibilità e dignità ogni giorno combattendo con gli alieni nei posto di lavoro, che ancora ci alziamo alle 4 di notte per attaccare un manifesto o che passiamo le ore sul web per organizzare il cambiamento dello stato di cose presenti…

si vabbè ho voluto concludere in modo altisonante ma solo per darmi coraggio

Rosellina970

Da Nuova Resistenza, numero 8 di ottobre 2010

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odo-rava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze. Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla glo-balizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto di-rettori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chie-dere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su ” La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Dea-glio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al mini-mo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte, teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010. Pen-sare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesi-ma volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.

Luca Mazzucco


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No Berlusconi Day: un popolo in viòla per chi vìola la legalita’ e la Costituzione

Questo il titolo di un pezzo di ‘Articolo21 dopo la conferenza stampa di giovedì scorso a Roma .

………….Tra poco si parlerà del NO BERLUSCONI DAY, destinato a passare alla storia come il primo evento italiano organizzato dal popolo della rete. Per molti di noi è come fare un salto indietro di 30 anni: una sala piccola, con tante facce giovani, la voglia di discutere , di scegliere , di contribuire a dare una svolta alla politica di questo Paese. Comincia a parlare Massimo Malerba , portavoce del comitato organizzativo.

Si capisce subito che ha più dimestichezza con la rete e che è quasi intimidito da quel microfono da tenere in mano anche se sa che è strumento indispensabile per far arrivare le parole di questa conferenza stampa al popolo di internet connesso sul sito del comitato promotore della manifestazione del 5 dicembre.

Con fermezza precisa che dietro all’evento non ci sono mandanti politici.  L’idea del No B.Day è nata il 9 ottobre scorso su Facebook:  all’indomani della bocciatura da parte della Corte Costituzionale del lodo Alfano. Un gruppo di persone ha lanciato un appello per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio e subito è partito il tam tam mediatico che ha portato a fondare un sito e un comitato promotore del No B. Day…………

Ottimo “gioco di parole“…….il VIOLA contro chi Vìola

Da venerdì  27  è stata lanciata la campagna viola.

Ai balconi, alle finestre , nelle auto, sulle giacche  di  chi aderisce ci sarà un simbolico pezzo di stoffa viola che potrà essere un lenzuolo, un drappo o un piccolo fiocco.

Perchè il viola ?

Perchè è l’unico colore non legato a simboli  di partito.

Perchè è il colore dell’autodeterminazione.

Roma, il 5 dicembre, sarà invasa dal popolo viola.

Stime delle partenze prenotate danno numeri altissimi… 500 pullman, traghetti e navi prenotate dalla sardegna .. treni speciali dalla Sicilia e dalla Calabria. Forse voli speciali.

Più le partenze autonome  di chi viaggerà in auto o in treno senza essere legato alla nostra organizzazione.

Confesso a  voi , amici del blog, che ho sempre sperato e creduto che il nostro appello trovasse ampio riscontro.

Ma oggi mi sento quasi  intimorita dal successo dell’iniziativa  che va aldilà di ogni più rosea aspettativa.

Io a Roma il 5 ci sarò , e voi ??

Franca Corradini

PS:  Sulla home del  sito trovate il banner da prelevare , vestite di viola almeno  il vostro blog ….


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Minaccioso, malmostoso, ossesso avvelenatore di pozzi offresi al pubblico ludibrio per lenta agonia…

E’ in atto una persecuzione giudiziaria che porta sull’orlo della guerra civile”. E’ quanto avrebbe detto il premier, durante l’ufficio di presidenza del Pdl di ieri sera. Durante la stessa riunione l’omino delle illusioni ha affermato che “Il partito e i suoi massimi organi votano e decidono a maggioranza. Questo avviene su ogni argomento. La minoranza o si adegua o è fuori dal partito“.

C’é da dire che ogni giorno il buon vecchio marito della Lario ci regala un motivo in più per venire tutti a Roma al NBD del prossimo 5 dicembre.

Un presidente del consiglio che si rispetti e che per tale motivo meriti quindi rispetto, non dovrebbe usare termini “pesanti”  come questi, solo per lanciare moniti e messaggi di bassa cucina politica contro alcuni dei suoi riottosi alleati.

Pure qualcuno dovrebbe insegnargli il significato delle parole . Pure qualche volta potrebbe risparmiarci la solita tirata contro i giudici. Ma tant’é .

Dato lo scarso rilievo istituzionale del personaggio non ho mai creduto ad un suo atteggiamento coerente col ruolo che occupa, peraltro abusivamente, da un quindicennio. Le sue ossessioni sono note e riguardano le indagini sulla mafia e la politica nel 1993.

I suoi interessi sono altrettanto noti ( usare il potere per arricchirsi, evitare il tracollo personale per i tanti reati commessi, scoparsi più giovani veline possibile promettendo mari e monti). Del resto gli interessa poco o nulla.

Nel frattempo il berlusconismo è divenuto cosa diversa e più pericolosa delle misere sorti individuali del marito di Veronica Lario, sicché quando costui usa impropriamente certi  termini rimane  comunque  nell’aria quell’odore di miasmi antichi e puzzolenti che quelle parole rievocano e l’inadeguatezza del citato signore di Arcore non rende i suoi comportamenti meno inquinati e torbidi.

Può dirsi senza tema di smentite che fino ad ora siamo riusciti a limitare i danni che l’ avvento dell’alieno ci ha direttamente o lateralmente procurati solo grazie alla Costituzione ed agli istituti preposti a garantirla.

Pertanto seppur avesse deciso di avvelenare tutti i pozzi non ci riuscirà perché ce ne è almeno uno,  la Fonte Suprema dell’acqua fresca della Costituzione,  la cui ubicazione per  fortuna non conosce.

Ed anzi mentre osserviamo il mestatore  preso dalla sua attività preferita , mestare nel torbido appunto,  chi ne ha voglia può avvicinarsi a quella fonte e respirare quella aria pura che promana dalle norme della nostra Carta Suprema. Per un pò toglietegli l’audio che sembri un pesce che si agita nell’acquario ; solo il tempo che occorre per la sorsata d’acqua fresca  e  pura che segue …

In difesa della costituzione

Fonte [ Il Manifesto, 20 novembre articolo di Domenico Gallo]

La manifestazione in programma per il 5 dicembre, convocata attraverso una straordinaria mobilitazione politica dal basso, è frutto della crescente consapevolezza che siamo precipitati in un tempo politico drammatico in cui è messa in gioco la sopravvivenza della Costituzione, cioè della nostra patria, in quanto la Costituzione è la patria dell’ordinamento politico.

Non possiamo non vedere che questo luogo politico, la Repubblica democratica con il suo patrimonio di beni pubblici repubblicani, è stato invaso da un esercito di occupazione che si sta impegnando con la massima solerzia a smantellare tutti (proprio tutti) i beni pubblici repubblicani. Non si tratta soltanto della seconda parte della Costituzione che viene contestata e delegittimata ogni giorno con gli attacchi ai giudici, alla corte Costituzionale ed al presidente della Repubblica (quando si mette di traverso), ma anche della prima parte, con l’attacco ai beni fondamentali della vita, come l’acqua, ed ai fondamenti della dignità umana e dell’eguaglianza, fino alla riesumazione strisciante delle leggi razziali.

Quando le truppe tedesche hanno invaso l’Italia, tutte le forze vive, tutti i patrioti, si sono opposti ed hanno unito i loro sforzi creando il Comitato di Liberazione Nazionale, nel quale sono confluite forze e culture diverse (dai comunisti ai badogliani), che hanno messo da parte le loro divergenze per perseguire l’obiettivo comune della salvezza della patria.

In questa contingenza storica, di nuovo un pericolo mortale minaccia la patria-Costituzione. Come avvenne con la Resistenza, ora come allora, occorre chiamare a raccolta tutte le energie spirituali, tutte le culture, tutte le forze politiche e tutti gli uomini di buona volontà, che riconoscono nella Costituzione la loro patria, ad agire con fermezza.

Di fronte a questa esigenza, tutte le forze politiche, che riconoscono valore ai beni pubblici repubblicani, devono mettere da parte le differenze (non cancellarle) ed impegnarsi in una fortissima unità d’azione per scacciare l’esercito di occupazione che dilaga nel territorio della patria. Non esistono alternative all’unità.

L’unità è imposta dalla legge elettorale che, attraverso lo strumento del premio di maggioranza impone che un solo esercito possa sfidare le forze di occupazione.

Anche se le radici del malessere della democrazia italiana vengono da lontano, è stato lo sciagurato scioglimento dell’Unione, nel 2008, a determinare questo disastro. Lo scioglimento dell’Unione è stato come lo sbandamento dell’esercito italiano l’8 settembre: ha tolto di mezzo il principale ostacolo all’occupazione della patria da parte dell’esercito invasore.

Se la posta in gioco è la sopravvivenza della democrazia repubblicana, cioè della patria, allora tutte le forze si devono coalizzare, tutte le energie devono essere chiamate a raccolta. Non si può dire, come irresponsabilmente si è fatto nel 2008: questo sì, questo no.

Solo una forte mobilitazione popolare dal basso può ricomporre l’unità delle forze democratiche intorno ai valori supremi della Costituzione per rovesciare la corsa verso l’abisso e riaprire il futuro alla speranza.

Se non fosse un pagliaccio che usurpa la funzione che qualche milione di sprovveduti gli ha colpevolmente assegnato

se non fosse un misero guitto che straparla per ragioni abbiette e personalissime, ragioni  che niente hanno a vedere con l’interesse collettivo

se non fosse quello che è insomma

potremmo dirgli a questo punto

che noi siamo qui pronti a resistere alla sua guerra e che non ci fa paura.

Siccome invece il tipo è quel che è

io  spero, ritengo anzi voglio che se ne vada via al più presto  –  lui e la sua corte di numerosissimi nani e ballerine  –   e ci risparmi questa lunga ed inutile agonia.

Crazyhorse70


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Brenda, Marrazzo e le impronte sulle natiche che portano lontano – Parte seconda

Continuando sulla linea di ieri, solo un elenco di circostanze di fatto e qualche domanda a latere che sorge spontanea.

Riccardo Izzi di Forza Italia. Ex assessore ai lavori pubblici, si dimise dopo svariate pressioni ed ammise di aver preso voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano nella zona. Da queste dichiarazione, una commissione d’accesso (fortemente voluta dal prefetto di Latina Bruno Frattasi ) portò a risultati che sono contenuti nella relazione di 500 pagine che il governo maneggia con difficoltà

Nel frattempo l’odierno natiche silenziose Marrazzo propone la nomina di un nuovo presidente del Mof  dopo gli arresti relativi alle confessioni di Riccardo Izzi mentre crescono le resistenze politiche alle sue scelte  in ordine al mercato ortofrutticolo http://www.golfonews.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6101:fondi-cusani-contro-marrazzo-che-ha-defenestrato-presidente-del-mof-per-accontentare-i-comunisti&catid=146:politica&Itemid=15

Qualche settimana prima dell’escalation degli eventi che hanno portato alle sue dimisssioni,  Marrazzo  sempre a Fondi, aveva detto no ad un’altra nomina importante che vede coinvolti Mof e Imof, la società che gestisce gli immobili del mercato per cui negli anni sono stati spesi 75 miliardi della Cassa Mezzogiorno

La connessione tra le  storie  di  sesso e coca di Marrazzo con Fondi e con i casalesi e le ‘ndrine della piana di Gioia Tauro é da cercare forse nelle decisioni prese o non prese dal governatore sul mercato ortofrutticolo ?

Il prefetto Frattasi  dedicò un capitolo della relazione  alla Silo srl , una societò finanziata da Sviluppo Italia con tre titolari : il sindaco Luigi Parisella , suo cugino Peppe , che ha il fratello sotto accusa come prestanome di ‘ndrangheta , ed il senatore Claudio Fazzone, numero uno di Forza Italia a Latina.

Fazzone ha la chiave della cassaforte di quei 50.000 voti molto utili alla destra di quelle zone e e quando dice”Questa non è una città mafiosa, l’inchiesta è un complotto contro il Partito delle Libertà” nessuno si stupisce. A stupire è successivamente la  determinazione quasi feroce con cui alte cariche dello stato intendono bloccare il  commissariamento del comune pontino.

Quali sono le alte cariche dello stato di cui sopra?

Sono Altero Matteoli, Renato Brunetta e Giorgia Meloni; si danno da fare tutti per coprire Fazzone e Parisella in Consiglio dei Ministri e per «disinnescare» lo scioglimento del Consiglio comunale di Fondi.

Perchè questi esponenti politici del Governo  si sono fortemente esposti per non far sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose?

Cosa si lega così fortemente al comune pontino?

Ognuno di loro ha un legame per così dire sentimentale con la provincia di Latina e conseguentemente con Fondi. Materia da rotocalco rosa più che da cronache politiche, sembra a prima vista. Ma dietro le storie rose ci sono fiumi di denaro.

Renato Brunetta e la sua fidanzata Titti, la  bionda arredatrice d’interni che corrisponde all’identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l’aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna.

Indovinate il prode  Brunetta chi ha scelto tra  i fortunati enti locali che, “primi in Italia“, potranno beneficiare del “protocollo e-gov 2012” per l’efficienza amministrativa? Provincia di Latina e Comune di Cisterna.

Altero Matteoli , Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni, candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo “caro amico ministro”. Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste civiche.

Giorgia Meloni è l’unica che in un comizio si  sbilanciata pubblicamente contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel ’68, il personale è politico. Nicola Procaccini , che è il suo portavoce – fidanzato  è figlio di Maria Burani , ex parlamentare berlusconica e di Massimo Procaccini ex giudice penale di Latina ora avvocato.

Tra i suoi clienti spiccano grossisti del mercato di Fondi come Vincenzo Garruzzo arrestato già per usura.

Inoltre Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l’ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune.

Ma la lista degli amici di Fondi riserva altre sorprese , amico degli amici è pure Roberto Speciale , ex comandante della Guardia di Finanza che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con il governo Prodi, contribuì a limitare i danni per Berlusconi alle elezioni del 2006, diventando quindi un suo parlamentare. Speciale è amicissimo di Soledad Esposito , proprietaria del camping   Holiday Village. Sequestrato da un PM Latina, il campeggio di Fondi fu salvato da Fazzone che portò la questione in Tribunale.

Speciale è anche buon amico del collega fondano Claudio Fazzone, quello colla cassaforte di voti per intenderci ed ordinò   – ma solo come atto di cortesia, niente peculato – al comandante di un aereo militare di trasportare addirittura sulle Alpi le spigole che secondo indiscrezioni venivano proprio da Fondi. Alla vicenda si è interessata la procura militare, ma poi il caso si è sgonfiato.

Fomidabili resistenze allo scioglimentodel comune.

Il governo , sebbene Maroni faccia un pò di storie,  si  limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di Maroni.

La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto, nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (seconda retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma.

Il Consiglio dei ministri ad u certo punto decide di non decidere. Il motivo,  spiega il Sacconi che con i colleghi Brunetta e Meloni ha preso molto a cuore il dossier Fondi, è che «la giunta potrebbe dimettersi».

Mai sentita un giustificazione così…

Rispondendo a una domanda di “Repubblica”, Silvio Berlusconi ha spiegato così lo stop: “Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia”. Il che per ora è vero ma la nomina di un commissario non richiede affatto di provare la responsabilità penale dei politici in carica.

Come mai il tono di questa risposta ha il sapore di una ammissione del tipo :” io non c’entro nulla, prendetevela con costoro che…”?.

Marrazzo ha infastidito altri personaggi, anche nella sanità privata,  dove ricostruendo la rete di interessi di Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio, si scoprono conflitti col governatore poiché questi  da commissario alla sanità aveva deciso di tagliare i finanziamenti.

Parliamo di Angelucci che è anche proprietario di testate nazionali come il Riformista e Libero, il primo giornale a cui si tentò di vendere il video.

Come mai più tardi lo stesso premier in qualità di magnate dei media si crogiola il video comparso nelle sue mani e scomparso tempo prima dalle mani obese di Cafassi, il pusher poi morto?

E come mai dopo un paio di settimane decide di fare la famosa telefonata amichevole a Marrazzo?

Ed i carabinieri? Cercavano la droga e un boss latitante, Antonio Iovine vicerè dei casalesi ancora a piede libero insieme con Michele Zagaria, l’altra primula rossa della criminalità organizzata del casertano. Sono  inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi sono precipitati nel video sex di Marrazzo.

A settembre, poco prima che venga intercettata la frase sul «video del Presidente», un’informativa dei carabinieri di Caserta avvisa che ‘o Ninno (Iovine), potrebbe aver trovato rifugio per la sua latitanza nel tratto di territorio che va dal litorale domitio fino al golfo di Gaeta, il sud pontino, il basso Lazio

E chi è originario di Sperlonga ? Proprio Gianguarino Cafassi, il pusher dei trans, in stretto contatto con Marrazzo e confidente dei carabinieri della compagnia Trionfale: colui che secondo i verbali degli arrestati aveva soffiato la presenza del Governatore in via Gradoli.

«Grossi problemi di salute, pesava 200 chili» dicono oggi gli investigatori per giustificarne la morte.

Cafasso non può più parlare. Da ieri  neanche Brenda . I 4 carabinieri cercano di allontanare da sè il maggior numero di responsabilità: il video, per esempio, lo avrebbe girato Cafasso (il gip non ci crede e lo addebita a loro).

Come mai Marrazzo ha ritirato tutte le cose che aveva detto e ora dice che non ci sono colpevoli, che i poliziotti non lo hanno ricattato, che nulla è successo?

Come mai muoiono provvidenzialmente due testimoni dei traffici e dei clienti, fra cui onorevoli bipartizan e chiappe d’oro non ancora identificati?

Perchè un’istituzione prestigiosa del Paese come l’Arma dei Carabinieri si è lasciata trascinare in un pantano fatto di video porno e squallide vicende di ricatti incrociati?

Crazyhorse70


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La mia verità sul No Berlusconi Day e perchè niente sarà più come prima dopo il 5 dicembre 2009

Come è stato possibile che poche persone su Facebook abbiano creato questo ambaradan che ormai detta l’agenda politica del paese?

Quale è la forza vera , forse ancora sconosciuta , del web che cambia lo stesso concetto di partecipazione popolare, che modifica le relazioni umane quantitativamente e qualitativamente in modo tale che presumibilmente nulla sarà come prima dopo il 5 dicembre 2009?

Io non sono in grado di rispondere a queste domande in modo esauriente, posso solo raccontarvi come la sottoscritta , mezza schiappa del web, abbia avuto la fortuna di star vicino a questa storia, di sentirne l’odore attraverso la sua amicizia e la sua disinteressata collaborazione con Franca Corradini.

Franca Corradini lavora ad Arezzo, è una direttrice amministrativa combattiva che ha sempre lottato per la trasparenza amministrativa nella scuola. Ha condotto battaglie interne ed esterne sul web contro la corruzione e le sacche di malversazione, spesso da sola ma mai veramente isolata . Perchè aveva ed ha un alleato forte, il web.

Lei ha quasi sempre messo la sua faccia ed il suo nome, talvolta è stata costretta ad utilizzare dei nick nei momenti più delicati (  uno dei quali mi pare fosse Robin ) quando solo il web è stato suo amico centuplicando il suo messaggio nelle mille voci che si disperdono in mille rivoli dappertutto e con ciò garantendole la necessaria pubblicità, garanzia per se stessa e le proprie battaglie.

La conosco ormai da un paio  d’anni , ma dico subito  – e così scandisco immediatamente uno dei temi del post – che il concetto di tempo nel web è molto relativo. Conoscersi sul web crea una complessità di rapporti ed una profondità di scambi che fa sì di ottenere in pochi mesi una reciproca conoscenza di livello tale che nella vita cosiddetta reale si raggiunge con almeno il  triplo del tempo.

Posso dire che Franca  è una donna tosta in concreto, nei fatti. Io ho la prova provata di quel che dico.

Lei non ha mai avuto paura di iniziare battaglie anche da sola come ho detto perchè  ” sola” nel web non lo sei mai;  nel senso di isolata, intendo, specie una come lei  che sa utilizzare il web in questo modo.  Mi ha sempre detto dell’importanza di internet ed io spesso non le credevo ma ha smentito ogni mia prudenza o riluttanza. Prima organizzando da sola una serie di battaglie che l’hanno resa famosa nel suo ambiente, la scuola, vero punto di rifermento nel tempo per molti.

Poi organizzando insieme a San Precario il NO GELMINI DAY e mobilitando tutta italia : annuncio il 1 settembre sul blog  a scuola di  BUGIE ed il il 5 successivo la mobilitazione con grande successo.

Matura poi nel tempo,  in particolare dopo la sentenza sul Lodo Alfano, l’idea del NBD  a tre mesi esatti di distanza dal No Gelmini Day

Erano pochi , fra gli altri San Precario, come dicevo, che  si  definisce “  un tizio che nessuno conosce e che, vi garantisco, è un cittadino comune che lavora, rispetta le regole e le leggi e che è mosso dal desiderio di vivere in un Paese normale “

E poi oltre alla coppia già sperimentata nella giornata contro la Gelmini c’erano e ci sono tutt’ora  altri  eroi del web come Giuseppe Grisorio, Franz Mannino, Zio Elio, Tony Troja e il gruppo Freek

Ma come si è passati da una idea semiclandestina che i primi tempi provocava sorrisi ironici e fastidi espliciti a quella che sarà sicuramente una giornata di svolta epocale per la stessa idea di partecipazione politica in Italia?

Questo è quel che dice San Precario che  la vede così “  come una straordinaria esperienza, come le pratiche innovative che ci hanno consentito di costruire questo percorso e che ci porteranno alla manifestazione del 5 dicembre; una manifestazione che, a mio avviso, avrà effetti importanti nel quadro politico e che sarà, per livello di partecipazione e di contenuti, tra le più importanti della storia della Repubblica

Io non sono in grado di spiegare l’alchimia magica che sottende a questi miracolosi eventi ma so bene che c’é una ragione,  c’é qualcosa di sommamente giusto e razionale in tutto ciò.

Pensiamo in concreto alle forme della partecipazione politica, utilizzando come esempio gli aspetti logistici ed organizzativi.

Chi ha fatto politica sa l’importanza di permettere alla gente di ritrovarsi, mettere a disposizione risorse economiche e logistiche solide, collaudate e durature.

Questo è proprio il compito che la costituzione italiana affida ai partiti politici : l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale.

Non è questa la sede adatta per discettare del metodo democratico e del perché per ragioni storiche –   talvolta giustificate altre volte un pò meno –  molti partiti   hanno spesso rifiutato nel corso degli anni di compiere fino in fondo il passo verso l’associazione riconosciuta, anche se si può tranquillamente affermare che lo scopo fosse quello di non esser sottoposti al controllo dello stato.

Se poteva esser giustificabile tale atteggiamento nel PCI antisistema degli anni ’50 certo non lo era successivamente né per quel partito né per tutti gli altri perchè quello che era considerato un illegittimo controllo politico in realtà era e nel tempo sicuramente sarebbe stato per tutti  solo ed esclusivamente un controllo a garanzia della democrazia interna, verificando in sostanza la compatibilità democratica degli statuti. E qui il riferimento è invece al partito azienda di Berlusconi.

Dico questo per ricordare ogni aspetto – anche quelli negativi – del  partito come mezzo, come filtro politico tra lo stato ed il cittadino, un filtro che comunque ha funzionato nel tempo proprio con questo scopo : organizzare la partecipazione politica. Questo è quello che facevano una volta i partiti specialmente a sinistra connotandosi poi loro stessi per la partecipazione popolare alle scelte , alle lotte. Unire studenti ed operai , intellettuali e braccianti agricoli in unico idem sentire fu una delle caratteristiche  principali delle stagioni di lotta ormai lontane nel tempo.

Oggi non c’e’ più , anzi da tempo manca questa  funzione, le  sedi dei partiti  sono vuote e  si riempiono solo in vista di elezioni. Come sempre quando c’e’ un vuoto politico per una legge fisica quel vuoto viene immediatamente riempito da altri. Ed andiamo alle dolenti note del berlusconismo, ma qui ci fermiamo, perchè il punto é che quel vuoto non può nè deve a tutti i costi esser riempito come lo è stato fino ad oggi.

C’é anche altro che può riempirlo questo vuoto, un mezzo neutro non un contenuto patologico.

Questi altri è il web e ciò è facilitato dalla natura stessa intrinseca del mezzo.

Difatti quella attività di filtro e di agevolazione alla partecipazione avviene sul web in pochi microsecondi, in maniera piena e consapevole, con modalità chiare e estremamente diffuse .

Basta scorrere le pagine locali su Facebook dedicate al «No Berlusconi Day» per rendersi conto di come prende forma una manifestazione dal basso: trovare le persone necessarie per riempire un pullman è un gioco da ragazzi, così come non è più un problema cercare la persona giusta per svolgere questo o quel lavoro. Qualcuno ha bisogno di disegnare un banner, lo scrive in bacheca e in un baleno arriva il grafico. Lo stesso accade per trovare le persone per scegliere la società dai prezzi più convenienti, o la tipografia a cui far stampare i volantini. Saltano le mediazioni, cambia il peso del tempo e dello spazio nelle relazioni ( da http://unita.it/news/italia/91340/cos_nasce_una_protesta_dal_basso.)

Da tempo ormai internet permette di svolgere questa funzione con grande efficienza e funzionalità. La buona volontà, la velocità di ideazione ed esecuzione, la capillarità della diffusione delle informazioni, sono aspetti che  rendono superabile ogni ostacolo , anche quello talvolta fastidioso e misterioso dell’anonimato.

Perchè si crea un lavoro che é in fieri, sicché work in progress  diventa tale da selezionare di per sè i compiti e le aspettative , da specificare e professionalizzare il metodo prima ancora dei protagonisti. Ed in ultimo anche questi, rendendo l’anonimato di alcuni  non più un ostacolo ma talvolta addirittura una risorsa, uno degli ultimi terreni adatti al frutto anarchico, uno sberleffo , professionale e quindi inattaccabile, alla autorità costituita.

Mi fermo qui perchè sono una mezza schiappa del web ma sento fortemente che nulla dopo il 5 dicembre 2009 sarà come prima.

Rosellina


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Fascisti e partigiani non sono uguali di fronte alla storia!

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Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che la storia dà torto e dà ragione

recita così la bella canzone di De Gregori,  ascoltatela si chiama La storia,  ed è un giusto antipasto, per chi gradisce,  di questo post.

***

Tra un lodo ed un condono mentre l’opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose  tralasciate  da un governo dannoso e nullafacente –  ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.

Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?

Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro:  è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.

Aveva iniziato l’ineffabile La Russa che tempo fa chiedeva di “accomunare i morti (della seconda Guerra Mondiale ndr) di entrambe le parti”.

Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato Lucio Berani del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un  socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti…e l’hanno messo primo firmatario del disegno di legge 1360 del Pdl.

Piccola parentesi storica.

Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull’opportunismo?

Mussolini da direttore de L’Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell’ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi – esistevano anche sindacati cattolici –  che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che,  fatto il lavoro sporco,  non se ne andò subito ma questa è un’ altra storia.

Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe  nero su bianco: riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana.

Nel disegno di legge, si vuole istituire l’Ordine del Tricolore che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE (il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi) lo status di combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l’anno a partire dal 2009 e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.

I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, l’amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.

Tale atto  comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio dell’occupazione militare alleata al Centro e al Nord.

Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare l’Msi in Parlamento (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio dai reduci della Repubblica Sociale Italiana).

Dalla metà degli anni ’90, dopo il “bagno” di Fiuggi ( ma la maggioranza dei camerati non si è nemmeno inumidita i piedi ) e la creazione di A.N. , hanno ottenuto lo sdoganamento completo da Arcore con innumerevoli Ministeri e incarichi governativi ad esponenti di dubbio spessore democratico e passato di “picchiatori” di Alleanza Nazionale. Infine la presidenza della Camera – terza carica dello Stato – all’ex fascista Gianfranco Fini, l’unico che oggi si  adopera nel tentativo di dimostrare il proprio approdo ai lidi della democrazia.

Il resto dei suoi ex colonnelli si sono bagnati piuttosto con lo champagne di Arcore e sono rimasti quelli di sempre solo che han capito che mentre il loro ex capo era stato preso dal virus della destra moderna, era meglio reggere la coda direttamente a Berlusconi, molto più potente ed in grado di soddisfarne gli appetiti.

Piccatissime le repliche. La più autorevole è di Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale, secondo cui “è assolutamente chiaro che c’è stata la continuità dello Stato anche dopo l’8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici“.

Scioccata anche l’Anpi (l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che parla di un “ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d’Italia e le radici stesse della Repubblica“.

Si spera che parlandone qualcuno si svegli dal sonno.

Crazyhorse70


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Barbarie in carcere e fuori

image001Il barbaro assassinio di Stefano Cucchi, un giovane di 31 anni arrestato per 20 grammi di fumo e pestato a sangue dai suoi carcerieri, è assai simile alle vicende di Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino e ad altri casi del genere:

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/aldrovandi-processo/aldovrandi-condanna/aldovrandi-condanna.html

http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10283.

Segnalo altri link riguardanti l’assassinio di Stefano Cucchi:

http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/18667

http://www.beppegrillo.it/2009/10/stefano_cucchi.html

http://napoli.indymedia.org/node/10583

Non si tratta di episodi sporadici ed isolati, ma di sanguinosi pestaggi riconducibili ad una “regola” non scritta, una consuetudine ritenuta “normale”, praticata impunemente dai cosiddetti “tutori dell’ordine”, ossia i tutori dell’ordine costituito, di una società malata, retta sul delitto, sull’ingiustizia, sullo sfruttamento e sulla violenza legalizzata.

L’usanza squadrista di malmenare in caserma o in galera il poveraccio di turno, un’abitudine criminale che talvolta conduce alla morte del malcapitato, è un “rito” incivile e rozzo, un’“istituzione” barbara, indegna di uno Stato di diritto, che appartiene alla realtà dei regimi fascisti e dittatoriali. Si tratta notoriamente di una “prassi” seguita impunemente da chi, almeno sulla carta, dovrebbe garantire la legalità costituzionale e democratica. Invece, coloro che detengono ed esercitano il monopolio della forza pubblica, ovvero le cosiddette “forze dell’ordine”, fanno parte di una macchina repressiva costruita a scapito dei più deboli, degli oppressi e degli emarginati.

Il brutale omicidio (un omicidio di Stato, altro che “caduta accidentale”!) di Stefano Cucchi, su cui la magistratura ha aperto un’inchiesta, dimostra ancora una volta che le forze dell’ordine si accaniscono in modo vile e crudele contro gli elementi più deboli e indifesi della società, i reietti e gli emarginati, i diseredati e i miserabili, gli ultimi nella scala e nella considerazione sociale, i vinti nella spietata competizione per la sopravvivenza, vittime della disapprovazione e della condanna sociale, vittime della repressione poliziesca e carceraria, mentre non perseguono, anzi favoriscono e proteggono gli sfruttatori della povera gente, i veri corrotti e criminali, i veri aguzzini:

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10350.

Viviamo in un paese in cui i corruttori, i ricchi e i potenti fanno e disfanno ciò che vogliono e restano puntualmente impuniti: sfruttano ed umiliano il lavoro altrui, ingannano e derubano il prossimo, truffano lo Stato, evadono sistematicamente il fisco, guadagnano e riciclano denaro sporco e lo trasferiscono all’estero, e tutto ciò impunemente, beneficiando dell’ennesimo atto di amnistia offerta dallo “scudo fiscale”:

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/scudo-fiscale/scudo-fiscale/scudo-fiscale.html.

Il nuovo condono fiscale è un provvedimento varato da un governo composto da una banda filo-criminale che si conferma forte con i deboli e debole con i forti, ma che è stato approvato anche grazie alla colpevole complicità ed alla tacita connivenza di alcuni rappresentanti dell’opposizione parlamentare:

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/fisco-2/bagarre-in-aula/bagarre-in-aula.html

http://www.facebook.com/note.php?note_id=143877846601.

Lucio Garofalo